Automedicazione, 10 regole fondamentali
1. CHE COSA E’ L’AUTOMEDICAZIONE
RESPONSABILE
Automedicarsi vuol dire curare da sé
lievi disturbi o sintomi passeggeri,
come tosse, raffreddore, stitichezza:
disturbi che conosciamo bene, che
sappiamo non essere collegati a patologie
serie, e che possiamo affrontare
anche senza l’intervento del medico
per la ricetta.
Automedicarsi, però, non significa trascurare
il proprio medico, che va avvertito
se il sintomo perdura, si ripresenta
spesso o con intensità superiore, e
comunque in qualsiasi caso di dubbi.
Per curare i piccoli disturbi si può ricorrere
a farmaci appositamente formulati,
chiamati appunto “di automedicazione”,
vendibili anche senza prescrizione
medica perché, nel loro impiego
ampiamente diffuso, si sono dimostrati
efficaci e facili da utilizzare.
Ma si tratta pur sempre di farmaci. In
quanto tali, possono presentare effetti
collaterali, controindicazioni e ‘irritazioni’,
cioè effetti indesiderati causati dall’eventuale
combinazione con altri farmaci
assunti nello stesso periodo.
Ecco perché, anche se questi prodotti
possono essere acquistati senza bisogno
della ricetta, devono essere
assunti rispettando alcune basilari
norme di buonsenso e attenzione, che
impareremo a conoscere nei succesivi
paragrafi.
2. IL BOLLINO ROSSO IDENTIFICA
I FARMACI SENZA OBBLIGO
DI RICETTA
Tutti i farmaci di automedicazione
sono contrassegnati da un bollino
rosso, che riporta la scritta “Farmaco senza obbligo di ricetta”.
Il bollino è un valido aiuto: la sua
presenza indica che stiamo scegliendo
un farmaco che possiamo usare da
soli, se del caso con il consiglio del
farmacista.
La sua assenza dice che stiamo assumendo
un farmaco che ha bisogno
della prescrizione medica e che non
possiamo assumere autonomamente.
Il bollino dice che il farmaco non necessita
di ricetta medica e che, come tutti i
medicinali, il Ministero della Salute li
ritiene idonei al trattamento dei disturbi
indicati nel foglio illustrativo.
3. QUALI TIPI DI FARMACI
SONO DI AUTOMEDICAZIONE?
E’ opportuno ricordare che:
come tutti i farmaci, anche quelli di
automedicazione vanno assunti con
attenzione.
E’ quindi indispensabile attenersi
sempre alle istruzioni riportate sul
foglio illustrativo, e in caso di dubbio
consultare il medico o il farmacista
per un consiglio o una delucidazione;
se la persona che accusa un leggero
malessere è un anziano o un
bambino
o è in stato di
gravidanza, è bene
consultare il medico
o il farmacista
il foglietto illustrativo
contiene tutte
le informazioni
necessarie: leggiamolo
sempre tutto
prima di assumere il farmaco.
4. COSA SI DEVE FARE
Utilizzare per l’automedicazione solo i
farmaci con il bollino rosso.
Leggere attentamente il foglio illustrativo,
attenendosi strettamente alle dosi
riportate sulle istruzioni.
Consultare il farmacista: il suo consiglio è prezioso ed è opportuno seguirlo.
Rivolgersi al medico se il disturbo si
protrae o se si ripresenta in tempi
brevi (24/48 ore).
Conservare i medicinali in un luogo
adeguato e fare attenzione alla data
di scadenza.
5. COSA NON SI DEVE FARE
Non usare farmaci che richiedono la
ricetta anche se già assunti in passato,
senza prima aver consultato il medico.
Non protrarre il trattamento oltre il
periodo previsto.
Non assumere più farmaci contemporaneamente
senza aver prima consultato
il medico.
6. COSA POSSIAMO TRATTARE CON I
FARMACI DI AUTOMEDICAZIONE
I disturbi che possono essere trattati
con i farmaci di automedicazione (quelli
con il bollino!), come già detto, sono
malesseri semplici e transitori, cui tutti
andiamo incontro, e che abbiamo imparato
a riconoscere.
Sono tutti disagi che dovrebbero risolversi
in breve tempo, ma è bene ricordare
ancora che se i sintomi persistono
dopo il trattamento con i farmaci di
automedicazione o se si ripresentano
con frequenza, è necessario consultare
il medico.
Vediamo quali sono:
Malesseri stagionali e transitori:
tosse, raffreddore, sintomi influenzali,
febbre.
Dolori del tutto episodici:
mal di testa, strappi, dolori muscolari,
infiammazioni, dolori mestruali.
Disturbi della digestione:
episodi di stitichezza o di diarrea, digestione
lenta, bruciore di stomaco.
7. ULTERIORI REGOLE
PER NON SBAGLIARE
I farmaci con il bollino rosso devono
essere usati con cautela: sono medicinali
a tutti gli effetti.
Bisogna tener presente che tali farmaci
sono venduti senza ricetta perché ormai
ritenuti idonei all’uso autonomo.
Questo però non significa che siano privi
di effetti negativi se usati al di fuori delle
indicazioni fornite dal foglietto illustrativo.
Poche e semplici regole possono consentire
di ottenere il massimo da una
terapia riducendo al minimo i rischi di
insuccesso e di effetti indesiderati.
In caso di ingestione di una dose eccessiva,
bisogna subito contattare il medico
o il farmacista comunicando per prima
cosa il nome del farmaco in questione e
della sostanza attiva (principi attivi).
8. PARTICOLARE ATTENZIONE
ALLE CATEGORIE “PROTETTE”
Gli anziani e le donne in gravidanza
prima di assumere qualsiasi medicinale, medicinale,
devono chiedere sempre consiglio
al proprio medico di fiducia. E anche
prima di dare un farmaco ad un bambino è bene consultare il medico.
Non ricorrere mai all’automedicazione
quando si presentano sintomi poco
chiari e non ben identificabili.
Se non si è certi dell’origine del disturbo
consigliarsi con il proprio medico.
9. QUALCHE SANA REGOLA
PER LA SICUREZZA DEI BAMBINI
Non assumere farmaci in loro presenza.
Evitare di incuriosirli.
Non lasciare la confezione in giro se
durante la somministrazione si viene
interrotti (es. una telefonata) avendo
cura di riporla subito fuori dalla loro
portata.
Conservare tutti i farmaci in un armadietto
inaccessibile, meglio se chiuso a
chiave (non basta un luogo alto, i bambini
possono arrampicarsi).
10. IMPORTANTE
I farmaci senza obbligo di ricetta:
Sono medicinali concepiti per l’automedicazione,
ossia per l’uso autonomo in
assenza di un’attiva sorveglianza da
parte del medico.
Sono riconoscibili da un bollino rosso
sulla confezione.
Sono destinati al trattamento di sintomi
semplici, piccoli problemi, disturbi
passeggeri o stagionali che abbiamo
imparato a riconoscere con l’esperienza.
Sono medicinali che devono essere
usati con attenzione leggendo sempre
il foglio illustrativo e attenendosi scrupolosamente
alle istruzioni in esso
contenute.
Il medico e il farmacista sono a disposizione
per consigli e delucidazioni, e
a loro bisogna rivolgersi per qualsiasi
dubbio o incertezza.
Manifesto della Medicina Antroposofica applicata
PREAMBOLO
La medicina antroposofica riconosce le
acquisizioni scientifiche dell’attuale
medicina occidentale e ne condivide l’anelito
a soddisfare le necessità dell’individuo
e della società. Essa propone
un ampliamento dell’arte medica, fondato
sulla conoscenza e sulla comprensione
della realtà fisica, psichicae spirituale
dell’uomo e del mondo.
L’antroposofia, scienza dello spirito, inaugurata da Rudolf Steiner, offre un
metodo conoscitivo epistemologicamente
fondato ed applicabile a tutto il
campo delle scienze naturali che rende
possibile tale ampliamento.
Ciò permise alla dottoressa Ita
Wegman e ad altri medici di sviluppare,
a partire dal 1920, la medicina antroposofica.
Attualmente la medicina antroposofica è diffusa in sessantasette
Paesi del mondo ed è praticata in
ambulatori, centri terapeutici, cliniche
ed ospedali, anche a carattere universitario,
in cui sono presenti le varie specialità
mediche e chirurgiche. In alcuni
Stati essa è integrata nei sistemi sanitari
pubblici; in altri Stati le prestazioni
di medicina antroposofica sono rimborsate
dalle assicurazioni private.
In Italia esistono diversi ambulatori e
centri terapeutici in cui esercitano
medici antroposofi aderenti alla “Società Italiana di Medicina
Antroposofica” (SIMA), societàmedicoscientifica
ufficialmente riconosciuta.
La medicina antroposofica è in grado di
garantire un approccio terapeutico integrato
nell’ambito della medicina di base
e specialistica. Inoltre, essa offre originali
e consolidati impulsi medico-pedagogici,
sia preventivi sia terapeutici, e
viene praticata in ambito socio-ambientale
e nel sostegno ai malati terminali.
PRINCIPI
La diagnostica propria della metodologia
convenzionale viene integrata con
l’antropologia medica antroposofica; ne
risulta un significativo ampliamento
della strategia terapeutica. Peculiare è
lo sforzo di collocare malattia e guarigione
in un contesto biografico individuale
e sociale.
La medicina antroposofica si adopera
per favorire e mantenere lo stato di
salute, attivando e valorizzando il
senso di responsabilità e di coerenza
individuale.
La medicina antroposofica dà vita a un
sistema medico-terapeutico in cui i
medici collaborano con operatori sanitari
non medici: psicologi, psicoterapeuti,
infermieri, fisioterapisti, massaggiatori
ritmici, euritmisti terapeutici ed arteterapeuti
antroposofi.
La scelta e la preparazione dei medicinali
antroposofici si fondano sull’uso di
materie prime tratte dai regni della
natura, secondo un principio di affinità
evolutiva, sulle regole della farmacopea
ufficiali, sull’esperienza dei medici
antroposofi e sul rispetto delle norme
di buona fabbricazione e della deontologia
professionale dei farmacisti.
La qualità delle materie prime d’origine
vegetale è garantita dall’utilizzo di piante
coltivate con metodi biodinamici o
biologici, o cresciute in aree incontaminate.
I criteri biodinamici sono rispettati
anche per l’allevamento degli animali.
Tali metodi sono coerenti con criteri di
compatibilità e sostenibilità ambientale.
La medicina antroposofica considera
elementi essenziali di una vera cura: la
libertà di scelta del paziente, la libertà
di prescrizione del medico e lo sviluppo
di un’alleanza terapeutica fondate sulla
fiducia e lealtà reciproche.
OBIETTIVI
1. Contribuire al processo di integrazione
delle conoscenze per favorire il
benessere individuale e sociale.
2. Sviluppare modelli di intervento per
promuovere la salute e curare la malattia
nella consapevolezza delle relazioni
spirituali fra uomo e natura.
3. Individuare e valorizzare modelli di
vita sociale e comunitaria corrispondenti
ai criteri della salutogenesi.
4. Perseguire il riconoscimento e la
tutela della medicina antroposofica e
delle sue specifiche figure professionali
in ogni ambito istituzionale e accademico.
5. Perseguire il riconoscimento di una
specifica farmacopea antroposofica, la
tutela, la regolamentazione della produzione,
registrazione e commercializzazione
dei medicinali antroposofici.
6. Sostenere la promozione, la formazione
e la ricerca in tutti gli ambiti
della medicina, psicoterapia, farmacologia,
arteterapia ed attività sanitarie
non mediche, ampliate in senso antroposofico
con le metodiche scientifiche
adeguate a tale scopo.
7. Offrire prestazioni di elevata qualità
professionale proponendo linee guida,
principi etici e deontologici per le singoleprofessioni, proprie del sistema
medico antroposofico.
La medicina antroposofica in Italia è
in pericolo.
L’attuale normativa sul farmaco è
stata aggravata dal recente recepimento
della Direttiva eu-ropea
2001/83/CE e non è adeguata a
garantire il mantenimento in commercio
di tutte quelle preparazioni medicinali
che da quasi un secolo, senza
effetti collaterali di sorta, rappresentano
un importante strumento terapeutico
della medicina antroposofica. Le
norme poste in essere sono state rese
talmente restrittive che il rischio di
vedere ridotto di oltre il 50% il prontuario
terapeutico dei medici antroposofi è imminente, con grave danno ai
pazienti.
I medicinali più a rischio sono quelli in
cui la concentrazione di sostanza attiva è al di sopra di un arbitrario limite
posto dal legislatore, nonché tutti quelli
per uso parenterale.
Le 15 Associazioni sostenitrici ringraziano
le 52 Associazioni culturali e
pedagogiche che hanno sottoscritto il
manifesto e le oltre 250 persone
appartenenti al mondo politico, della
cultura, dell’arte, del giornalismo,
dello spettacolo e della scienza.
Antroposofia applicata: Alleanza Europea
Autore: Dr. Roberto CREPALDI
Presidente della
Fondazione Matteo Ricci
Alleanza Europea delle Iniziative di
Antroposofia applicata - ELIANT
CARTA
Obiettivi dell’Alleanza
Dignità umana e sviluppo individuale
sono valori centrali della cultura europea.
Alla loro realizzazione hanno
contribuito, nell’arco di oltre 80 anni,
le iniziative di applicazione pratica
dell’antroposofia di Rudolf Steiner. In
particolare nei settori dell’agricoltura,
della pedagogia, della pedagogia
curativa e della medicina, sono nati
stili di vita ispirati alla dignità umana,
di qualità elevata e di risonanza mondiale.
L’Alleanza si è posta il compito
di garantire giuridicamente queste iniziative
per i cittadini europei e di continuare
a svilupparle come contributo
alla costruzione permanente
dell’Europa.
Ora si dovrà preparare il terreno perché
in Europa non vengano limitati i
diritti fondamentali dell’uomo, a svantaggio
di iniziative culturali di questo
genere. Nella realtà europea il diritto
del cittadino allo sviluppo individuale
non ha soltanto bisogno della libertà
di scelta, ma anche della possibilità
di scelta: i genitori devono poter scegliere
per i figli istituzioni pedagogiche
consone alle proprie convinzioni
educative.
Ognuno deve poter ricorrere ad un’assistenza
medica e un tipo di alimentazione
che corrispondano al proprio
modo di vivere.
Per ottenerlo sono necessarie condizioni
di base che rendano possibile e
sostengano la molteplicità di approccio
a stili di vita individuali. Devono
essere garantiti il pluralismo dei
metodi scientifici e la libertà nella
ricerca e nell’insegnamento. Allo
stesso modo, nella società la libertà
nella scelta della professione e della
formazione necessita di una pluralità.
Modalità di lavoro e attività
dell’Alleanza
Noi, sostenitori di questa Alleanza,
fondiamo la nostra collaborazione su
una solidarietà di iniziative. Questa
federazione dà inizio a un sostegno
reciproco nei nostri progetti e nelle
azioni in Europa. L’obiettivo è mettere
in pratica la collaborazione come
forma di aiuto reciproco con integrità
e trasparenza. Auspichiamo di tradurre
in realtà le iniziative necessarie nei
diversi ambiti della vita con il maggior
sostegno democratico e il minor
impegno amministrativo possibili, e
con elevata consapevolezza nella
comunicazione.
Intendiamo influire sullo sviluppo
della politica e della legislazione in
Europa, così come di costruire e di
mantenere i contatti necessari con le
istituzioni europee.
Ci riteniamo parte integrante della
società civile a livello europeo, con
l’obiettivo di formare una rete più
ampia possibile di organizzazioni
aventi intenzioni simili.
Siamo pronti a partecipare a relazioni
pubbliche e a dare un contributo,
entro le nostre possibilità, a conferenze,
seminari e workshop i cui
obiettivi siano in linea con quelli
dell’Alleanza.
Per raggiungere i nostri obiettivi cerchiamo
partner nella cultura, nell’economia
e nella politica. Auspichiamo
una collaborazione con istituzioni,
federazioni e personalità della vita
pubblica, che condividano il nostro
impegno per una tutela duratura del
diritto alla libertà, per una migliore
qualità di vita e un maggior spazio
per lo sviluppo di ogni singolo individuo.
Con tali partner vorremmo elaborare
delle posizioni e sostenere iniziative
che permettano di collaborare
in modo partecipativo allo sviluppo
dell’Europa nel senso degli scopi citati.
Le risoluzioni che riguardano
l’Alleanza nel suo insieme vengono
prese di comune accordo tra i sostenitori. In attesa di una sede a
Bruxelles, tutti i compiti di segreteria
dell’Alleanza verranno svolti dalla
segreteria della Förderstiftung
Anthroposophische Medizin, con sede
a Dornach, CH.
Membri dell’Alleanza
Sono membri dell’Alleanza i soci
sostenitori e i soci promotori, uniti
dal vincolo della solidarietà.
I sostenitori dell’Alleanza sono le
associazioni attive a livello europeo e
le istituzioni che applicano l’antroposofia
impegnate attivamente nel raggiungimento
degli obiettivi citati per la
garanzia dei diritti umani fondamentali,
per l’autodeterminazione sociale,
per il pluralismo culturale e dunque
per una migliore qualità di vita nello
sviluppo del diritto a livello europeo.
I soci sostenitori sviluppano e mettono
in pratica, con funzioni di guida, le
attività dell’Alleanza.
Può diventare socio promotore
dell’Alleanza ogni persona fisica o
giuridica, organizzazione e istituzione
che promuova le iniziative culturali
antroposofiche e contribuisca al
sostegno a livello ideale e/o finanziario.
I soci promotori vengono informati
regolarmente in merito alle attività
dell’Alleanza e all’occorrenza contribuiscono
alla realizzazione di
singoli progetti e azioni.
Dall’appartenenza societaria
non deriva, per il socio promotore,
alcun impegno finanziario,
fatto salvo il caso in cui il membro
stesso se ne faccia espressamente
carico.
I sostenitori dell’Alleanza sono:
AEFMUTA, Association Européenne
des Fabricant de Médicaments utilisés
en Thérapeutique Anthroposophique, Huningue;
Demeter International e.V.,
Darmstadt;
ECCE, European Co-operation in
Anthroposophical Curative Education
and Social Therapy, Zeist;
ECSWE, European Council for Steiner
Waldorf Education, A.I.S.B.L.,
Bruxelles;
EFPAM, European Federation of
Patients’ Associations for
Anthroposophic Medicine,
Leidschendam;
FAM, Förderstiftung
Anthroposophische Medizin, Dornach;
Gesundheit Aktiv anthroposophische
Heilkunst e.V., Bad Liebenzell;
IBDA, Associazione internazionale per
l’agricoltura biodinamica, Arlesheim;
IKAM, Coordinamento internazionale
della Medicina Antroposofica,
Dornach;
IVAA, Federazione Internazionale delle
Associazioni Mediche Antroposofiche,
Dornach
Bruxelles, 29.09.2006
I sostenitori e i membri promotori ringraziano
tutti coloro che prendono
atto di questa Carta e che tramite la
propria adesione alla raccolta di firme
contribuiscono al rafforzamento dell’efficacia
politica dell’Alleanza.
www.eliant.eu
http://www.aipma.it/news/eliant-adesione.pdf
http://www.aipma.it/news/eliantcarta.pdf
http://www.aipma.it/news/eliantunmiolionedifirme.pdf
http://www.aipma.it/news/eliantcomefxlaraccolta.pdf
Anche in Italia parte la raccolta di
firme promossa da ELIANT.
L’Associazione Italiana Pazienti della
Medicina Antroposofica (AIPMA) è
stata incaricata di coordinare questo
lavoro.
L’obiettivo è raggiungere un milione
di firme entro il 30 giugno 2007
I moduli di adesione andranno spediti
per fax direttamente a:
Eliant c/o Thomas Göing
+49 76211681863
e gli originali per posta a:
AIPMA, Via Testi 20 - 13100 Vercelli
che ne curerà la consegna a Eliant in
un’unica soluzione al termine della
raccolta delle firme.
Nel caso non fosse possibile l’invio
per fax, sarà opportuno evidenziarlo
quando si spediscono
gli originali.
E’ inutile ricordare l’enorme
importanza di questa raccolta di
firme, nella Carta è esposto già
tutto.
I moduli sono scaricabili dai siti:
www.medicinaantroposofica.it
www.aresma.it
www.rudolfsteiner.it
www.aipma.it
L’insegnamento di Padre Matteo Ricci
Autore: Dr. Renato CREPALDI
Presidente della
Fondazione Matteo Ricci
“L’uomo straordinario è straordinario per
gli altri uomini ma è compatibile con il
cielo” (frase attribuita a Confucio)
Il 24 gennaio del 1601 Matteo Ricci si
insedia a Pechino preceduto dalla fama
di uomo saggio e di grande cultura.
Siamo verso la fine della dinastia Ming
e la Cina sta vivendo un periodo culturale
di grande travaglio. Ricci si era fatto
conoscere per avere importato in Cina
la cultura Occidentale sia nel suo aspetto
spirituale (il cristianesimo) sia nel
suo aspetto scientifico e matematico.
Le rivoluzioni della fisica e dell’astronomia
di Galileo e di Keplero non agitavano
solo l’Occidente ma attraverso Ricci
erano entrate nel mondo chiuso ed
impermeabile del “Paese di mezzo”.
L’imperatore era stato colpito dalle
mappe geografiche disegnate dal gesuita
dove la Cina non era rappresentata,
secondo l’uso corrente cinese, come il
continente più grande attorno al quale
si situavano gli altri continenti satelliti e
minuscoli. Ricci aveva rispettato il
paese che lo ospitava lasciando, nel
suo mappamondo, la Cina come la terra
di mezzo, ma aveva cambiato le proporzione
del vari continenti portandoli alle dimensioni reali molto simili a quelle
attuali.
Li Madou (questo era il nome cinese di
Ricci) dall’inizio della sua missione in
terra cinese aveva sempre sostenuto
l’importanza delle integrazioni tra le due
culture e tutti i suoi sforzi erano rivolti
verso questo aspetto privilegiando
soprattutto l’approccio culturale.
Molti intellettuali cinesi furono affascinati
da questo uomo che probabilmente è stato uno degli uomini più colti del
suo tempo.
Con alcuni amici cinesi che si convertirono
al cristianesimo, tradusse le grandi
opere di matematica Occidentali in cinese.
La matematica e l’astronomia furono
le grandi tematiche che Ricci usò nel suo
incontro con la cultura cinese. Si legge
spesso nelle lettere mandate in Italia,
l’insistenza a richiedere alla Compagnia
di Gesù, confratelli che sapessero di
matematica e di astronomia.
Padre Ricci era rimasto colpito nel suo
soggiorno a Nanchino alcuni anni prima,
dall’abbandono in cui versavano gli strumenti
astronomici costruiti da Guo Shou
Jing nel XIII secolo.
Tutti gli studi fatti dal grande astronomo
cinese erano andati perduti e l’elaborazione
del calendario annuale era fatta
tra varie difficoltà e grandi imprecisioni.
Nell’antica Cina l’imperatore aveva
come prerogativa speciale l’elaborazione
e la promulgazione del calendario, tramite il quale regolamentava la produzione
agricola e le varie feste rituali.
Il calendario era il vero punto di riferimento
di tutta l’attività politica, sociale
ed economica dell’intera società cinese.
Ricci scrive nel 1601 Il trattato delle
costellazioni (tradotto in cinese con Li
Zizhao) e inizia quell’operazione di inculturazione
nell’astronomia che porterà,
dopo la sua morte avvenuta nel maggio
del 1611 a Pechino, i suoi confratelli
gesuiti a redigere la riforma del calendario
cinese su editto dell’imperatore
stesso nel 1629.
Nel 1644 il gesuita Adam Schall Von
Bell venne nominato direttore delle
Osservazioni Astronomiche una delle
cariche più prestigiose nella burocrazia
imperiale. Carica che venne anche ricoperta
dal gesuita belga Ferdinand
Verbiest nel 1688.
Il problema della condivisione delle culture
che si pose nell’allora lontano
1600 sulla matematica e l’astronomia
in Cina, si ripresenta anche ai giorni
nostri nel campo della medicina.
I rapporti che si stanno aprendo in
seguito agli accordi tra Italia e Cina
sulla Medicina Tradizionale Cinese aprono
uno scenario di grande interesse sul
futuro.
La medicina moderna, scientifica e tecnologica,
la medicina antica, dei segni e
delle relazioni, insieme per lenire il
dolore e la sofferenza dell’uomo.