Cresce il girovita delle donne italiane
Alimentazione poco bilanciata, il persistere
di cattive abitudini come fumo
e alcol, poca attività fisica sono i fattori
che portano a un invecchiamento
non salutare. E la popolazione italiana
non fa abbastanza per evitarli,
secondo i dati raccolti
dall’Osservatorio Grana Padano grazie
alla collaborazione dei medici di
famiglia e dei pediatri aderenti alla
Società Italiana Medicina Generale e
alla Federazione Italiana Medici
Pediatri. Nella popolazione femminile
una conseguenza è l’aumento dell’obesità
viscerale.
La vita media si è allungata molto sia
per le donne che per gli uomini e per
questo aumenta l’attenzione di medici
e istituzioni alla promozione della
salute già nelle prime fasi della vita
per prevenire le patologie tipiche
dell’invecchiamento e arrivare in età
geriatrica in buona forma psicofisica.
Ma nonostante questa sensibilizzazione
ancora molti sono gli errori degli
italiani sia in tema di nutrizione sia in
tema di stili di vita. E le conseguenze
si fanno sentire soprattutto con un
accumulo eccessivo di grasso. A partire
dal 2007, L’Osservatorio Grana
Padano che registra il comportamento
degli italiani a tavola, ha migliorato
il software utilizzato per raccoglieredati, permettendo ai medici non solo
di registrare le informazioni sulle abitudini
alimentari dei propri pazienti,
ma anche il loro stile di vita come il
livello di sedentarietà, l’abitudine al
fumo, peso, e la circonferenza addominale.
Quest’ultimo dato, una misura
dell’accumulo di adipe viscerale –
ossia il grasso ‘cattivo’ che riempie la
cavità addominale attorno agli organi
interni (da misurare nel punto di
mezzo tra il margine inferiore della
gabbia toracica ed il margine superiore
delle ossa del bacino) - è il principale
determinante della sindrome
metabolica o sindrome da insulinoresistenza
(caratterizzata da ipertensione,
dislipidemia, prediabete).
L’Organizzazione Mondiale della
Sanità ha definito i livelli della circonferenza
addominale che definiscono
un rischio elevato di malattie cardiovascolari:
uguale o superiori a 88
centimetri nelle femmine adulte e
102 centimetri nei maschi adulti.
Peso e sovrappeso:
il centimetro è meglio della bilancia
Secondo i dati registrati
dall’Osservatorio Grana Padano l’obesità
viscerale è più frequente nelle
femmine italiane rispetto ai maschi. A
superare il limite di girovita individuato
dall’OMS sono il 35% delle donne
tra i 20 e i 49 anni e il 49% - quasi
una su due - di donne oltre i 50 anni.
Per gli uomini questa percentuale
scende a 26% e 43% nelle rispettive
fasce di età. Nella popolazione in
generale l’eccesso di grasso viscerale
riguarda il 32% della popolazione tra i
20 e i 49 anni e il 46% degli over 50.
Maria Letizia Petroni, Coordinatore
scientifico dell’Osservatorio,
Responsabile Nutrizione Clinica
dell’Istituto Auxologico Italiano di
Piancavallo (VB) spiega: “Nel 60%
circa delle donne in sovrappeso (definito
dal BMI compreso tra 25 e 29.9
kg/m2), la massa grassa in eccesso
non presenta la distribuzione ginoide
(gluteo-femorale o a ‘pera’) bensì
quella androide (detta anche ‘a
mela’) che al contrario della prima,
magari antiestetica ma metabolicamente
silente, si associa ad un
aumento del rischio cardiovascolare.
Una volta raggiunto lo stato di obesità
(definito dal BMI uguale o superiore
a 30 kg/m2) la grande maggioranza
delle donne (sino al 100% nelle
donne obese ultracinquantenni) presenta
valori di circonferenza addominale
superiori al cutoff di rischio cardiovascolare
anche se la distribuzione
del grasso è prevalentemente ‘a
pera’. Un altro dato di grande interesse
rilevato è che, soprattutto nel
sesso femminile vi è una prevalenza
non trascurabile (13%) di quella che
potremmo chiamare ‘obesità normopeso’.
In altre parole, non poche
donne tranquillizzate dall’avere un
peso normale sulla base del BMI
sono, senza rendersene conto, ad
aumentato rischio cardiovascolare”.
Per tutti questi motivi è consigliabile
che, una volta calcolato il BMI sulla
base dei dati di peso ed altezza, a
questo segua la misurazione della circonferenza
addominale non solo nelle
donne in sovrappeso, ma anche in
quelle normopeso; mentre nelle
donne con BMI uguale o superiore ai
30 kg/m2 la misurazione della circonferenza
addominale non sembra offrire
ulteriori vantaggi.
Se nelle donne bilancia e centimetro
non sempre concordano, nei maschi
questa discordanza è ancora più evidente.
A differenza dei dati di prevalenza
di obesità viscerale, se consideriamo
soltanto i dati relativi al BMI,
sono i maschi ad avere una maggiore
prevalenza di sovrappeso
(25≤BMI<30 kg/m²) ed obesità
(BMI≥30 kg/m²). Anche se il 46%
della popolazione maschile, infatti,
risulta sovrappeso e il 19% addirittura
obesa contro il 32% e 16% rispettivamente
nella popolazione femminile,
solo un maschio sovrappeso su cinque
nella fascia di età tra 20 e 49
anni ha valori elevati di circonferenza
addominale, mentre questa proporzione
sale a 4 su 10 negli ultracinquantenni.
Anche nell’uomo che risulta sovrappeso
sulla base del calcolo del BMI è
quindi opportuno fare seguire la
misurazione della circonferenza addominale
per identificare i soggetti a
maggiore rischio cardiovascolare e
distinguerli pertanto da quelli, soprattutto
i più giovani, dove il peso elevato è riconducibile a massa muscolare
e non al grasso.
Attività fisica e sedentarietà:
solo un adulto su sette merita
la sufficienza
L’Osservatorio Grana Padano, grazie
alla collaborazione dei Medici di medicina
generale e Pediatri di libera scelta
aderenti a FIMP e SIMG ha permesso
di registrare il numero di ore
al giorno dedicate al PC, alla TV e/o
ai giochi elettronici (livello di sedentarietà)
nonché il tempo trascorso
nell’effettuare attività motoria. I dati
dimostrano che la sedentarietà, già
prevalente nelle prime decadi dell’età
adulta, peggiora ulteriormente dai 50
anni in poi, età nella quale solo una
persona su quattro è fisicamente attiva.
La tendenza alla sedentarietà peggiora
nel sesso femminile a tutte le
età. La media del tempo trascorso in
attività sedentarie davanti ad uno
schermo (al PC, alla TV e/o a giochi
elettronici) è di circa 2 ore al giorno
nella popolazione adulta; coloro che
indulgono maggiormente in tale attività
sono i maschi di età uguale o
superiore ai 50 anni.
In età adulta, l’attività motoria è poco
praticata. Solo il 15% degli adulti
effettua il minimo di 3 sedute settimanali
di attività motoria, come è raccomandato
per la prevenzione delle
malattie cardio vascolari. I più attenti
al loro stile motorio risultano gli exfumatori,
più attivi sia dei non fumatori
che dei fumatori, questi ultimi in
assoluto i più sedentari.
La grande maggioranza sia dei
maschi che delle femmine dichiara di
non effettuare alcuna seduta di attività
motoria; nei maschi la media settimanale di sedute di attività supera a
stento l’unità e, nel caso delle donne,
nemmeno la raggiunge. Il record
negativo del tempo trascorso in attività
sedentarie è dei maschi sedentari
over 50, che trascorrono in media
quasi due ore e mezza al giornodavanti allo schermo, mentre le femmine
sedentarie nella stessa fascia
di età ne trascorrono in media 40
minuti in meno al giorno. Un’ulteriore
considerazione riguarda la tendenza
delle donne sopra i 50 anni a sovrastimare
il proprio livello di attività fisica
dichiarandosi fisicamente attive,
mentre invece trascorrono molto più
tempo in sedentarietà rispetto ai
maschi over 50 fisicamente attivi. Le
donne over 50 che si dichiarano non
sedentarie, in realtà trascorrono di
media oltre 2 ore al giorno davanti
alla televisione.
Stile di vita alimentare:
insufficiente a frenare
il declino cognitivo
La frequenza di assunzione settimanale
di porzioni di frutta e verdura nella
popolazione studiata è molto lontana
dall’obiettivo raccomandato, in media
non superiore alle 2-3 porzioni al giorno.
Allo stato attuale, si deve purtroppo
rilevare che l’obiettivo di 5 porzioni
al giorno (3 di frutta 2 di verdura al
giorno) appare utopistico e probabilmente
non aderente ai costi affrontabili
per l’alimentazione da parte di
un’ampia fascia di popolazione.
“La mancata assunzione delle adeguate
porzioni di frutta e verdura ha
delle implicazioni cliniche notevoli per
l’assunzione di molti micronutrienti e
di fibra” spiega Ovidio Brignoli,
vicePresidente Società Italiana di
Medicina Generale. “L’analisi complessiva delle anamnesi
alimentari rilevate dall’Osservatorio
(oltre 14.000 casi) rileva carenza di
fibra intorno al 50% per quasi tutta la
popolazione. Vi sono forti evidenze
sperimentali che sia l’acido folico che
i componenti antiossidanti abbondantemente
presenti in frutta e verdura
esercitino un effetto favorevole sulle
connessioni neuronali e sulla prevenzione
della vasculopatia cerebrale
determinando un rallentamento del
declino cognitivo associato all’età”.
I dati raccolti dall’Osservatorio
Il progetto “Osservatorio Grana
Padano” è stato lanciato nel 2005 ed
ha rapidamente guadagnato popolarità
tra i Medici di famiglia ed i
Pediatri di libera scelta sul territorio
nazionale.
A Dicembre 2007, l’indagine epidemiologica
aveva riguardato 14105
soggetti (dei quali 4857 bambini e
9248 adulti) arruolati e studiati da
328 Medici di famiglia (107 Nord, 63
Centro, 158 Sud Italia ed Isole) e
179 Pediatri (62 Nord, 46 Centro e
71 Sud Italia). I dati delle interviste
vengono regolarmente scaricati in
forma anonima in un server centrale
dove possono essere analizzati, e viene dato un regolare feed-back alla
comunità scientifica, incluse le
Società Scientifiche di medici e pediatri
di famiglia SIMP e FIMP.
Nel periodo 1 Settembre-15 Dicembre
2007 sono stati studiati con la versione
aggiornata del software 873
bambini (F = 406, M = 467) di età
compresa tra i 3 ed i 16 anni e 718
adulti (F = 404, M = 314 ) di età
compresa tra i 20 e gli 89 anni.
I soggetti arruolati nel campione
pediatrico provenivano per il 27,5% dal Nord, per il 12,5% dal Centro, per
il 60% da Sud ed Isole. Il presente
campione, sul quale è stata svolta
l’indagine completa che include
anche le abitudini motorie, è pertanto
da considerarsi ancora preliminare in
quanto a rappresentatività sull’intero
territorio nazionale.
Per ulteriori informazioni:
Valentina Alfieri | Ufficio stampa
OSC Healthcare
Via Boccaccio, 35 20123 Milano
Tel 02 43912386
Cel 346 0152728
valfieri@oscbologna.com
SENSI DI COLPA
Pine
Maria Vittoria BRIZZI TESSITORE
Dott. in Medicina e Chirurgia
Dott. in Lingue e Letterature
Straniere
Prof. in Materie Letterarie
Genova
Tel. 010/54.51.677
Cell. 348/32.25.941
www.omeopatiaonline.com
I rimorsi ci rovinano la vita.
Spesso torniamo con la memoria al
passato e soffriamo quello sbaglio
che abbiamo commesso.
Ci sentiamo in colpa.
Durante il dialogo che instauro col
mio paziente per capire le cause
della malattia, del disagio, dico all’essere
umano che mi sta di fronte che
nel momento in cui ha sbagliato non
avrebbe potuto fare diversamente.
In quel momento passato la mente gli
aveva suggerito di fare ciò che ha
fatto. Le nostre azioni sono pilotate
dalla mente.
Alcuni sono d’accordo, altri, invece,
dicono che avrebbero potuto fare
diversamente, di più o meglio. Questi
ultimi sono coloro che vogliono castigarsi,
che non si
vogliono bene. Ho imparato
nel tempo una frase determinante,
la seguente: “non esistono
colpe, esistono cause”. Il concetto
avrebbe bisogno di essere approfondito
ma se ci si convincesse della
verità di quanto ho appena scritto
non ci faremmo più del male.
Il passato è trascorso. Azioni fatte e
che non si vorrebbe aver commesso
tornano alla mente fino a impedirci di
vivere il presente in maniera equilibrata,
serena. Se rimarremo col pensiero
nel passato, il tempo della nostra
esistenza non scorrerà in avanti,
verso nuove, piacevoli mete.
La nostra energia si fissa talmente al
passato da non bastarci per vivere
consapevolmente il presente.
Il senso di colpa non cambia l’atto
che è stato commesso; a volte viene
usato da chi vuole sottometterci.
Dobbiamo crescere.
“La vita non perde tempo con il passato”
dice Gibran ne “Il Profeta”.
E’ utile che ogni giorno si riesca a
migliorare un po’, a capire il significato
della vita, qualunque esso sia; si
deve tornare al passato soltanto per
non commettere più gli stessi errori.
Guai se non facessimo tesoro delle
esperienze negative ma costruttive
del passato.
Se perdi, non perdere la lezione.
E’ difficile, però, non avere rimorsi.
I fiori di Bach possono aiutarci?
Nella mia esperienza ho constatato
che possono farlo.
“L’albero si vede dai frutti” ha detto
Gesù, in vita terrena assertore dell’amore.
Con la terapia di Bach, ho constatato
che si riescono ad ottenere
buoni risultati.
Per i sensi di colpa consiglio al mio
paziente il fiore Pine oltre al farmaco
omeopatico adatto a lui, quel farmaco
che non va bene per tutti come
potrebbe sembrare.
Dall’anamnesi, dal dialogo, infatti,
sono scaturite le cause della malattia,
la personalità del malato, essere
unico e irripetibile, degno di comprensione
nella sua sofferenza.
Meno “giochi” più “giocare”
Autore: Dott. Alberto FERRANDO
Pediatra
Studio: Corso Europa 1136m
Genova
Tel: +39.010.3732433
www.ferrandoalberto.com
In questo numero parleremo di giocattoli.
Ormai ne esistono di tutti i tipi,
per ogni età, studiati per vari scopi:
stimolare, rilassare, favorire abilità
psicomotorie, riflessi veloci, far
apprendere, stimolare la capacità
logica, numerica ecc. Giochi per ogni
attività umana e per ogni bambino,
giochi tradizionali e, sempre più, giochi
tecnologici.
A volte viene da pensare che alcuni
giocattoli facciano uscire il bambino
che è nascosto in noi adulti in quanto
alcuni genitori, con la scusa del figlio,
vedono, inconsciamente, la possibilità
di comprarsi quel giocattolo che
hanno desiderato, e non avuto, da
piccoli.
Anni fa, in occasione della prima visita
di un neonato appena uscito dall’ospedale,
ho visto un bel trenino elettrico
che il papà stava guardando con
cupidigia e non ho capito quanto i
suoi occhi lucidi di gioia fossero dovuti
all’arrivo a casa del figlio o del trenino.
Oppure un collega medico che,
partendo dal trenino comprato, precocemente,
per il figlio si è costruito un
sistema di rotaie, treni, paesaggi,
casette, passaggi a livello ecc. tanto
da adibire una stanza al suo gioco;
stanza, chiaramente, con divieto di
accesso per i bambini. Tutto sommato
non è un male coltivare il bambino
che abbiamo dentro ma cerchiamo di
non utilizzare solo i nostri criteri
quando prendiamo un giocattolo per
nostro figlio.
Senza voler togliere nessun pregio ai
giocattoli ricordate comunque che
nessun giocattolo può supplire il
gioco di un bambino con i genitori o i
nonni o, man mano che il bambino
cresce, il gioco tra bambini. Ricordate
inoltre che ai bambini possono piacere
dei giochi poco evoluti o tecnologici
ma che lasciano spazio alla fantasia
e alla immaginazione. Anche in
questo caso l’errore lo facciamo noi
adulti comprando un giocattolo che
piace a noi e ritenendo che debba
piacere anche al bambino.
Può capitare che a noi adulti piaccia
un giocattolo altamente tecnologico e
che il bambino preferisca giocare con
le mollette o i coperchi. Inoltre alcuni
giochi molto strutturati sono anche
poco educativi in quanto richiedono
associazioni elementari e sono estremamente
ripetitivi.
Vanno benissimo dai due anni in su i
giochi che stimolano i nessi associativi,
le connessioni logiche, le
sequenze temporali tipo i puzzle, i
giochi “taglia e incolla” etc.
Tra i giocattoli comprate anche dei
libri, dal 6 mese di vita in poi e dedicate
del tempo a leggere ad alta voce
(vedi “nati per leggere” sul sito
www.apel-pediatri.it).
Fate in modo che ci sia lo spazio, il
tempo e l’opportunità per giocare,
soprattutto per l’attività motoria all’aperto
e in particolare per i bambini
che vanno a scuola.
Partecipate ai giochi dei bambini e
concedete loro spazio e tempo per
affermare e sperimentare le loro possibilità
e capacità.
Qualsiasi giocattolo, per quanto sia
ecologico e adatto al bambino, non
potrà mai sostituire un genuino e
affettuoso rapporto con gli altri.
Cercate di riservare a voi e ai vostri
figli del tempo libero per giocare
insieme, non necessariamente con i
giocattoli, in quanto il miglior gioco e
il miglior giocattolo per i vostri figli
siete voi.
A volte il giocattolo diventa un nostro
alibi per la mancanza di tempo e di
energie per giocare con i bambini. A
chi non è capitato di sentirsi in colpa
di non stare abbastanza insieme al
bambino o di non dedicargli, anche
se c’è abbastanza tempo, attenzione
e riguardo. Il giocattolo non deve
essere un surrogato di affetto.

Chiaramente i bambini ci chiedono
regali ed è una gioia per noi esaudirli
però non è un bene per loro (lasciamo
perdere il nostro portafogli) concedergli
tutto o tanto. Certe cose
sono belle perché vengono desiderate,
quando si hanno perdono parte
del loro interesse e un bambino che
ottiene facilmente tanti giocattoli tenderà
a dare poca importanza a questi
oltre a pensare che tutto gli è dovuto.
Vi dico queste cose in quanto lo
ammetto: anche io ho peccato.
Per un certo periodo ho portato quasi
quotidianamente un regalo a mio
figlio di pochi anni, placavo le mie
ansie fermandomi a prendergli un giochino
finchè ho constatato, nel
tempo, un progressivo calo di interesse
da parte di mio figlio nei confronti
dei giocattoli che si è concluso con
una frase tipo “ma papà questo è
quasi uguale a un altro”.
Quando i pediatri girano per le case
si trovano camere piene di giocattoli
pressoché nuovi, pochissimo usati
che hanno solo la funzione di occupare
spazio e di trattenere la polvere.
Consiglio finale: i bambini hanno bisogno
di giocare con altri bambini e con
gli adulti, hanno bisogno di giochi che
debbano desiderare e che lascino
spazio alla fantasia e alla creatività
che, nei bambini, è molto alta. I giocattoli
non sono concentrati di affetto
e, anche se il bambino li richiede o
pretende, è più utile non concedere
tutto e sapere dire anche di no; solo
così il bambino sarà in grado di
apprezzare quello che ha.
Non dimenticate inoltre la sicurezza
dei giocattoli. Si calcola che ogni
anno, in Italia, gli incidenti infantili
causati dai giocattoli siano quasi
90.000.
La sigla CE, obbligatoria in tutta
Europa, indica che il giocattolo è in
regola con la normativa vigente e può
circolare liberamente all’interno di
tutta l’Unione Europea; purtroppo
questo non garantisce una certezza
assoluta.
Le associazioni dei consumatori,
infatti, hanno più volte dimostrato,
nel corso dei loro test, elementi pericolosi
per la sicurezza del bambino in
giocattoli che avevano il marchio CE!
In Italia esistono anche altri marchi
non obbligatori per legge per garantire
la sicurezza dei giocattoli. Uno di questi è il marchio Giocattoli sicuri, rilasciato
dall’Istituto Italiano per la sicurezza
dei giocattoli, che garantisce
che il prodotto è stato sottoposto a
controlli casuali nelle diverse fasi
della produzione. Un’altra sigla, utile
per riconoscere i prodotti che sono
stati sottoposti a controlli accurati, è
IMQ, rilasciata dall’Istituto Italiano del marchio di qualità, che attesta la
sicurezza dei giocattoli elettrici.
E’ necessario, inoltre, invitare gli
adulti:
* a sorvegliare i bambini durante il
gioco;
* a prestare particolare attenzione
all’uso da parte del bambino piccolo
di giocattoli appartenenti a fratelli
più grandi;
* a verificare periodicamente lo stato
di usura dei giocattoli.
COME SCEGLIERE UN GIOCATTOLO:
Il Centro Tutela Consumatori e Utenti
(www.centroconsumatori.it) ha predisposto
una lista per facilitare la scelta
di un giocattolo piuttosto che di un
altro. Trovate altre utili informazioni
sul sito www.minindustria.it. I giocattoli
sono utili ai bambini perché ne
stimolano lo sviluppo e li aiutano a
riconoscere le proprie capacità.
I giocattoli fanno parte degli acquisti
più importanti e per questo il loro
acquisto dovrebbe essere ben meditato.
Prendetevi tempo e non comprate
istintivamente la prima cosa che vi
capita. Scegliete accuratamente e
riflettete sui punti seguenti:
* I bambini hanno bisogno di giocattoli
adatti alla loro età.
* I bambini piccoli imparano a
costruire meglio con cubi grandi per
le costruzioni.
* I bambini che vanno già a scuola
sono abbastanza abili per giocare
anche con dei pezzi più piccoli.
I giocattoli dovrebbero essere duraturi,
versatili ed essere riutilizzabili in
maniera diversa e nuova nei diversi
gradi di età. L’esempio migliore: la
cara, vecchia scatola per le costruzioni
di legno è sempre amata dai bambini
fino al periodo scolastico.
I giocattoli devono essere divertenti
per i bambini ed aiutarli a comprendere
e cominciare a toccare il mondo
che li circonda. Tra questi rientrano
anche le automobili, i colori vivaci e
la plastica, perché costituiscono gran
parte del nostro mondo dedicato al
gioco, al lavoro e al tempo libero. Bisogna risvegliare la capacità e la
voglia di fare da sè. I bambini non
vogliono essere spinti in un mondo di
giocattoli preconfezionati, in cui sono
praticamente assenti gli elementi che
caratterizzano la nostra vita quotidiana.
Ogni volta che è possibile lasciate
fare ai bambini delle esperienze con
gli oggetti “veri”. Concedete al Vostro
bambino di giocare con il mestolo e
con il cacciavite, lasciate che anche i
bambini cucinino e che le bambine
usino il martello! FACENDO MOLTA
ATTENZIONE!
Dai giocattoli non devono derivare
pericoli né danni per la salute. In teoria
la sicurezza dei giocattoli ha la
miglior regolamentazione possibile.
L’Unione Europea ha emanato in
merito la norma EN 71 e ha creato il
marchio CE.
Nelle fasi di produzione e di smaltimento dei giocattoli non si dovrebbero
provocare danni all’ambiente con delle
sostanze nocive. Ad esempio la maggior
parte delle bambole di plastica e
dei giocattoli “d’azione” sono in PVC,
una sostanza plastica derivata dal
cloro e sostanze ammorbidenti aggiunte
al PVC per renderlo particolarmente
morbido e duttile. Si teme che molte
di queste sostanze siano cancerogene;
anche lo stesso PVC contiene
sempre resti di monovinilcloridi, dai
quali è prodotto che sono cancerogeni
e vengono ceduti costantemente dagli
oggetti che li contengono.
Altri consigli: il giocattolo che esalta
la violenza e che afferma pregiudizi
va rifiutato. Spiegate tuttavia al bambino
i motivi del vostro rifiuto perché
il semplice divieto rende il giocattolo
ancora più interessante.
Attenzione ai “peluche” che raccolgono
molta polvere; evitateli se esiste
una familiarità allergica alla polvere di
casa. Se proprio vi piacciono comprate
orsacchiotti e animali di peluche in
fibre naturali (mohair, cotone) lavabili.
Lavate l’animale di peluche prima di
regalarlo al bambino. Asciugatelo
bene all’aria aperta, affinchè non
possano farsi strada delle muffe. Non
fatelo lavare in lavanderia (a secco)
perché le sostanze chimiche resistono
a lungo nelle fibre.
Evitate i giocattoli troppo sofisticati.
Orientatevi per tempo verso un gioco
di costruzioni e comunicatelo a nonni
e parenti che si accingono a fare dei
regali. Scegliete semplici elementi
base con pochi accessori perché già
questi stimolano la fantasia del bambino.
MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO E’ normale e fisiologico che i bambini mettano tutto quello con cui vengono a contatto in bocca. Può accadere, e purtroppo talora accade, che un corpo estraneo determini una difficoltà respiratoria ostruendo in tutto o in parte le vie aeree. Questo corpo estraneo può essere del cibo o un pezzo di giocattolo (una norma europea ha stabilito in 31 millimetri il diametro delle palline da porre in commercio tenendo conto della misura della trachea di un bimbo fino a 3 anni, se l’oggetto è più grande non può entrare in trachea e determinare il soffocamento. Purtroppo anni fa un bambino di 5 anni di Milano è deceduto con un gioco a norma) o qualsiasi cosa che il bambino può trovare e mettere in bocca. Quindi fate attenzione e chiedete al vostro pediatra di spiegarvi cosa dovete fare se per caso al bambino va “qualcosa” di traverso. E’ assolutamente indispensabile che TUTTI, e non solo gli infermieri e i medici, conoscano le manovre da mettere in atto per disostruire le vie respiratorie in caso di corpo estraneo. In età pediatrica l’incidenza maggiore si ha tra i 6-8 mesi e i due anni. La diagnosi è agevole se si è presenti all’evento, altrimenti la si deve pensare in presenza di tosse convulsa o di rumore alla inspirazione, quando il bambino fa entrare l’aria nel torace, come uno stridore. In caso di ostruzione completa il bambino non è in grado, però, di tossire, parlare e respirare e, se è grande, si mette le mani alla gola. In presenza di ostruzione totale il primo intervento deve essere fatto da chi è con il bambino. Se il bambino tossisce lo si invita a continuare a tossire, se il bambino non tossisce si inizia con l’intervento di disostruzione con 5 pacche sulla schiena tra le scapole (tosse artificiale) come illustrato nella foto. Nei bambini più grandi: il soccorritore si metterà a sedere e porrà il bambino a cavalcioni delle proprie gambe a pancia in giù e con la testa e le braccia penzoloni. Con la mano darà dei colpi tra le scapole nella parte alta delle spalle. Negli adulti bisognerà attuare la “Manovra di Heimlich”. Questa prevede che il soccorritore si porti posteriormente all’infortunato e mantenendolo in piedi, lo abbracci da dietro tenendo7 le mani incrociate sull’addome tra la fine dello sterno e l’ombelico e dia quindi dei forti colpi con le mani in questa posizione ed a pugno, dal basso verso l’alto (verso il torace) e dall’esterno all’interno
UN MUSEO AL MESE
Castello della Manta
proprietà del FAI
Autore: Dott. Roberto VINCENZI
Psicologo
Studio: Via Cairoli 11, Genova
Tel: +39.010.2477034
vincenzi@ordinepsicologiliguria.it
www.roberto-vincenzi.com
Il Castello sorge su una collina tra
Saluzzo e Cuneo.
In origine (le prime notizie sono del XIII
sec.) era un nucleo fortificato, forse culminante
in un mastio. Solo ipotesi si
possono fare sui caratteri originari,
sconvolti da molte trasformazioni. Una
di esse risale al primo ‘400, quando
Valerano, figlio naturale di Tommaso III
di Saluzzo, eredita il Marchesato: restano,
del castello precedente, la torre
cilindrica e parte del mastio.
Attorno al mastio vengono edificati tre
corpi, in uno dei quali Valerano inserisce
un salone dove artisti tuttora non
identificati affrescano un ciclo che
resta una delle più alte espressioni del “gotico internazionale”, come si nota
dalla nervosa incisione del disegno e
dalla delicatezza dei toni.
Valerano trae i personaggi raffigurati
sulla parete di fronte alle finestre dal
romanzo “Le Chevalier Errant”, scritto
dal padre: sono nove Eroi e nove Eroine
dell’antichità, le cui sembianze si riferiscono
però ai signori di Manta. Il primo
personaggio a lato del camino è
Valerano nelle vesti di Ettore, seguono:
Alessandro Magno, Giulio Cesare,
Giosuè, Re Davide, Giuda Maccabeo,
Re Artù, Carlo Magno, Goffredo di
Buglione e le Eroine: Delfile, Sinope,
Ippolita, Semiramide, Etiope, Lampeto,
Tamaris, Theuca e Pentesilea (figura
mutilata dal crollo della muratura).
Sulla parete delle finestre un motivo
tipico dell’arte cortese: “La Fontana
della Giovinezza”, le cui acque restituiscono
salute e vigore a chi vi si immerge.
Il vivace racconto si conclude con
una caccia cui partecipano giovani
dame e cavalieri.
La Sala delle Grottesche, facente parte
dell’appartamento di rappresentanza
voluto da Michele Antonio nel 1560, è
una testimonianza importante della cultura
manierista: il soffitto dipinto esibisce
stucchi, grottesche, rovine antiche,
architetture del Rinascimento, temi e
motivi legati alla cultura cinquecentesca
dell’Italia centrale.
Nel Castello, adibito dal 1794 ad ospedale,
vengono demolite molte parti a
partire dal 1860, ma restaurate altre
dai nuovi proprietari, i conti Radicati di
Marmorito. Da essi discende Elisabetta
Provana Del Sabbione sposata De Rege
Thesauro.
All’esterno, la Chiesa castellana custodisce
due ambienti di particolare pregio,
riferibili ai due momenti più significativi
della decorazione pittorica del
Castello.
Nell’abside si trova un importante ciclo
di affreschi raffiguranti episodi della
vita di Cristo, ascrivibile agli stessi
decenni della realizzazione dei dipinti
del salone Baronale.
La cappella funeraria di Michele Antonio
ha, invece, la medesima ricca decorazione
a stucco e affreschi di stampo
manieristico degli ambienti della Sala
delle Grottesche ed è dovuta probabilmente
alle stesse maestranze.
Il FAI - Fondo per
l’Ambiente Italiano ha
ricevuto il castello in
donazione dalla contessa
Elisabetta Provana De
Rege nel 1984 e nel 1989 ha completato
i restauri del ciclo pittorico del ‘400 con il contributo della Olivetti di
Ivrea.
SALA DELLE GROTTESCHE
Salone commissionato a Valerio della
Manta, su volere di Michele Antonio.
Realizzato presumibilmente da Giovanni
Angelo Dolce da Saluzzo.
Viene denominato a “ Grottesche “ per
le decorazioni sulla volta, ispirate sia
dalla Domus Aurea di Nerone, Logge
Vaticane e vari altri esempi (Castel S.
Angelo ) sia ad una architettura di fantasia,
accompagnate da piccole figure
in stucco. Affreschi ispirati comunque
alla pittura rinascimentale dell’epoca (
II metà del 1500).
Al centro della volta, si può osservare il
Profeta Elia che si eleva in cielo sul
carro di fuoco, mentre nei 2 ovali vengono
raffigurati rispettivamente:
- 3 putti con i simboli del potere
(Scienza – Papato – Esercito)
- globo terrestre raffigurante i
Continenti compresi i Poli
Lungo tutto il perimetro della sala, oltre
al monogramma intrecciato voluto da
Michele Antonio, raffigurante le sue iniziali
( M A ),vengono raffigurati all’ interno
di lunette una serie di monumenti
classici affiancati a dei ruderi.
Tra una lunetta e l’altra, si possono
osservare una serie di medaglioni con
rappresentazioni allegoriche di “Vizi e
Virtù”.
Ogni rappresentazione viene considerata
come un rebus, dal momento che è
sempre accompagnata da un cartiglio
da interpretare a seconda della scena
raffigurata.
Un esempio può essere la scena rappresentata
sul lato destro del camino
dove un solerte contadino falcia l’erba,
taglia la vipera ed il cartiglio che si
snoda ai suoi piedi dice: “Non temo
alcun male, perché svolgo bene i mio
lavoro”.
Questa scena vuole rappresentare una
Virtù denominata la “Virtus”.
Un Vizio denominato “Voluptas”, viene
rappresentato attraverso lo scambio
delle dolci more (frutto del gelso), e
altrettanto le dolcezze dell’amore.
Da notare il pavimento in stucco chiamato
anche “Marmo dei poveri”, eseguito
con impasti di calce viva, polvere
di marmo e sapone liquido.
Tecnica molto economica, ma al tempo
stesso di pregevole effetto.
Lo stemma dei Radicati di Passerano
Marmorito (acquistano il Castello nel
1815) sormonta il camino con il motto
in vecchia lingua tedesca “Quando Dio
vuole”.
GALLERIA DI MICHELE ANTONIO
Galleria dedicata a Carlo Emanuele I di
Savoia.
Nei riquadri affrescati lungo le pareti,
sono rappresentate scene della
Mitologia greca, in sequenza partendo
da destra:
- Giasone, Perseo e Medusa, Ulisse e
Polifemo.
Seguendo il lato finestre ritroviamo:
- Giasone, Enea ed una delle fatiche di
Ercole
CAMERA DA LETTO
DI MICHELE ANTONIO
Presenta un soffitto a cassettoni dove
ritroviamo il suo monogramma.
Un tipico letto piemontese a baldacchino,
fine 1600.
ORARI:
Aperto tutti i giorni, tranne i Lunedì non
festivi:
da Marzo a Settembre: orario continuato
dalle ore 10 alle ore 18
da Ottobre a metà Dicembre (circa) e
mese di Febbraio: orario continuato
dalle ore 10 alle ore 17
La Chiesa annessa al Castello è visitabile
negli stessi giorni e negli stessi
orari del Museo.
Ultimo ingresso mezz'ora prima della
chiusura se si visita solo con un cartoncino
guida.
Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
se si visita con le audioguide.
Sono disponibili solo per i visitatori singoli,
per i gruppi è consigliata la guida
fisica.
BIGLIETTI:
Adulti: 5,00 euro
Bambini (4-12 anni): 2,50 euro
Aderenti FAI, soci NATIONAL TRUST,
abbonamento MUSEI TORINO PIEMONTE,
residenti Comune di MANTA e portatori
di HANDICAP: ingresso gratuito
In caso di manifestazione il prezzo può
variare.
COME ARRIVARE:
Autostrada A6 Torino-Savona uscita
Marene, seguire per Savigliano,
Saluzzo, quindi i cartelli indicatori per
Manta.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
Castello della Manta - MANTA - Cuneo
Tel e Fax: 0175/87822
e-mail: faimanta@fondoambiente.it
Prezzi ed orari potrebbero subire qualche
variazione.
Si prega di consultare il sito internet
www.fondoambiente.it o contattare le
proprietà per maggiori precisazioni.