Cresce il girovita delle donne italiane

 

Alimentazione poco bilanciata, il persistere di cattive abitudini come fumo e alcol, poca attività fisica sono i fattori che portano a un invecchiamento non salutare. E la popolazione italiana non fa abbastanza per evitarli, secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Grana Padano grazie alla collaborazione dei medici di famiglia e dei pediatri aderenti alla Società Italiana Medicina Generale e alla Federazione Italiana Medici
Pediatri. Nella popolazione femminile una conseguenza è l’aumento dell’obesità viscerale.
La vita media si è allungata molto sia per le donne che per gli uomini e per questo aumenta l’attenzione di medici e istituzioni alla promozione della salute già nelle prime fasi della vita per prevenire le patologie tipiche dell’invecchiamento e arrivare in età
geriatrica in buona forma psicofisica.
Ma nonostante questa sensibilizzazione ancora molti sono gli errori degli italiani sia in tema di nutrizione sia in tema di stili di vita. E le conseguenze si fanno sentire soprattutto con un accumulo eccessivo di grasso. A partire dal 2007, L’Osservatorio Grana
Padano che registra il comportamento degli italiani a tavola, ha migliorato il software utilizzato per raccoglieredati, permettendo ai medici non solo di registrare le informazioni sulle abitudini alimentari dei propri pazienti, ma anche il loro stile di vita come il livello di sedentarietà, l’abitudine al fumo, peso, e la circonferenza addominale.
Quest’ultimo dato, una misura dell’accumulo di adipe viscerale – ossia il grasso ‘cattivo’ che riempie la cavità addominale attorno agli organi interni (da misurare nel punto di mezzo tra il margine inferiore della gabbia toracica ed il margine superiore delle ossa del bacino) - è il principale determinante della sindrome metabolica o sindrome da insulinoresistenza (caratterizzata da ipertensione, dislipidemia, prediabete).
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito i livelli della circonferenza addominale che definiscono un rischio elevato di malattie cardiovascolari: uguale o superiori a 88
centimetri nelle femmine adulte e 102 centimetri nei maschi adulti.
Peso e sovrappeso: il centimetro è meglio della bilancia
Secondo i dati registrati dall’Osservatorio Grana Padano l’obesità viscerale è più frequente nelle femmine italiane rispetto ai maschi. A superare il limite di girovita individuato dall’OMS sono il 35% delle donne tra i 20 e i 49 anni e il 49% - quasi una su due - di donne oltre i 50 anni.
Per gli uomini questa percentuale scende a 26% e 43% nelle rispettive fasce di età. Nella popolazione in generale l’eccesso di grasso viscerale riguarda il 32% della popolazione tra i 20 e i 49 anni e il 46% degli over 50. Maria Letizia Petroni, Coordinatore scientifico dell’Osservatorio, Responsabile Nutrizione Clinica dell’Istituto Auxologico Italiano di
Piancavallo (VB) spiega: “Nel 60% circa delle donne in sovrappeso (definito dal BMI compreso tra 25 e 29.9 kg/m2), la massa grassa in eccesso non presenta la distribuzione ginoide (gluteo-femorale o a ‘pera’) bensì quella androide (detta anche ‘a mela’) che al contrario della prima, magari antiestetica ma metabolicamente silente, si associa ad un
aumento del rischio cardiovascolare.
Una volta raggiunto lo stato di obesità (definito dal BMI uguale o superiore a 30 kg/m2) la grande maggioranza delle donne (sino al 100% nelle donne obese ultracinquantenni) presenta valori di circonferenza addominale superiori al cutoff di rischio cardiovascolare
anche se la distribuzione del grasso è prevalentemente ‘a pera’. Un altro dato di grande interesse rilevato è che, soprattutto nel sesso femminile vi è una prevalenza non trascurabile (13%) di quella che potremmo chiamare ‘obesità normopeso’.
In altre parole, non poche donne tranquillizzate dall’avere un peso normale sulla base del BMI sono, senza rendersene conto, ad aumentato rischio cardiovascolare”.
Per tutti questi motivi è consigliabile che, una volta calcolato il BMI sulla base dei dati di peso ed altezza, a questo segua la misurazione della circonferenza addominale non solo nelle donne in sovrappeso, ma anche in quelle normopeso; mentre nelle donne con BMI uguale o superiore ai 30 kg/m2 la misurazione della circonferenza addominale non sembra offrire ulteriori vantaggi.
Se nelle donne bilancia e centimetro non sempre concordano, nei maschi questa discordanza è ancora più evidente.
A differenza dei dati di prevalenza di obesità viscerale, se consideriamo soltanto i dati relativi al BMI, sono i maschi ad avere una maggiore prevalenza di sovrappeso (25≤BMI<30 kg/m²) ed obesità (BMI≥30 kg/m²). Anche se il 46% della popolazione maschile, infatti,
risulta sovrappeso e il 19% addirittura obesa contro il 32% e 16% rispettivamente nella popolazione femminile, solo un maschio sovrappeso su cinque nella fascia di età tra 20 e 49 anni ha valori elevati di circonferenza addominale, mentre questa proporzione sale a 4 su 10 negli ultracinquantenni.
Anche nell’uomo che risulta sovrappeso sulla base del calcolo del BMI è quindi opportuno fare seguire la misurazione della circonferenza addominale per identificare i soggetti a
maggiore rischio cardiovascolare e distinguerli pertanto da quelli, soprattutto i più giovani, dove il peso elevato è riconducibile a massa muscolare e non al grasso.
Attività fisica e sedentarietà: solo un adulto su sette merita la sufficienza
L’Osservatorio Grana Padano, grazie alla collaborazione dei Medici di medicina generale e Pediatri di libera scelta aderenti a FIMP e SIMG ha permesso di registrare il numero di ore
al giorno dedicate al PC, alla TV e/o ai giochi elettronici (livello di sedentarietà) nonché il tempo trascorso nell’effettuare attività motoria. I dati dimostrano che la sedentarietà, già
prevalente nelle prime decadi dell’età adulta, peggiora ulteriormente dai 50 anni in poi, età nella quale solo una persona su quattro è fisicamente attiva.
La tendenza alla sedentarietà peggiora nel sesso femminile a tutte le età. La media del tempo trascorso in attività sedentarie davanti ad uno schermo (al PC, alla TV e/o a giochi
elettronici) è di circa 2 ore al giorno nella popolazione adulta; coloro che indulgono maggiormente in tale attività sono i maschi di età uguale o superiore ai 50 anni.
In età adulta, l’attività motoria è poco praticata. Solo il 15% degli adulti effettua il minimo di 3 sedute settimanali di attività motoria, come è raccomandato per la prevenzione delle
malattie cardio vascolari. I più attenti al loro stile motorio risultano gli exfumatori, più attivi sia dei non fumatori che dei fumatori, questi ultimi in assoluto i più sedentari.
La grande maggioranza sia dei maschi che delle femmine dichiara di non effettuare alcuna seduta di attività motoria; nei maschi la media settimanale di sedute di attività supera a
stento l’unità e, nel caso delle donne, nemmeno la raggiunge. Il record negativo del tempo trascorso in attività sedentarie è dei maschi sedentari over 50, che trascorrono in media quasi due ore e mezza al giornodavanti allo schermo, mentre le femmine sedentarie nella stessa fascia di età ne trascorrono in media 40 minuti in meno al giorno. Un’ulteriore considerazione riguarda la tendenza delle donne sopra i 50 anni a sovrastimare il proprio livello di attività fisica dichiarandosi fisicamente attive,
mentre invece trascorrono molto più tempo in sedentarietà rispetto ai maschi over 50 fisicamente attivi. Le donne over 50 che si dichiarano non sedentarie, in realtà trascorrono di media oltre 2 ore al giorno davanti alla televisione.
Stile di vita alimentare: insufficiente a frenare il declino cognitivo
La frequenza di assunzione settimanale di porzioni di frutta e verdura nella popolazione studiata è molto lontana dall’obiettivo raccomandato, in media non superiore alle 2-3 porzioni al giorno. Allo stato attuale, si deve purtroppo rilevare che l’obiettivo di 5 porzioni al giorno (3 di frutta 2 di verdura al giorno) appare utopistico e probabilmente
non aderente ai costi affrontabili per l’alimentazione da parte di un’ampia fascia di popolazione.
“La mancata assunzione delle adeguate porzioni di frutta e verdura ha delle implicazioni cliniche notevoli per l’assunzione di molti micronutrienti e di fibra” spiega Ovidio Brignoli,
vicePresidente Società Italiana di Medicina Generale. “L’analisi complessiva delle anamnesi alimentari rilevate dall’Osservatorio (oltre 14.000 casi) rileva carenza di
fibra intorno al 50% per quasi tutta la popolazione. Vi sono forti evidenze sperimentali che sia l’acido folico che i componenti antiossidanti abbondantemente presenti in frutta e verdura esercitino un effetto favorevole sulle connessioni neuronali e sulla prevenzione
della vasculopatia cerebrale determinando un rallentamento del declino cognitivo associato all’età”.
I dati raccolti dall’Osservatorio Il progetto “Osservatorio Grana Padano” è stato lanciato nel 2005 ed ha rapidamente guadagnato popolarità tra i Medici di famiglia ed i
Pediatri di libera scelta sul territorio nazionale.
A Dicembre 2007, l’indagine epidemiologica aveva riguardato 14105 soggetti (dei quali 4857 bambini e 9248 adulti) arruolati e studiati da 328 Medici di famiglia (107 Nord, 63
Centro, 158 Sud Italia ed Isole) e 179 Pediatri (62 Nord, 46 Centro e 71 Sud Italia). I dati delle interviste vengono regolarmente scaricati in forma anonima in un server centrale
dove possono essere analizzati, e viene dato un regolare feed-back alla comunità scientifica, incluse le Società Scientifiche di medici e pediatri di famiglia SIMP e FIMP.
Nel periodo 1 Settembre-15 Dicembre 2007 sono stati studiati con la versione
aggiornata del software 873 bambini (F = 406, M = 467) di età compresa tra i 3 ed i 16 anni e 718 adulti (F = 404, M = 314 ) di età compresa tra i 20 e gli 89 anni.
I soggetti arruolati nel campione pediatrico provenivano per il 27,5% dal Nord, per il 12,5% dal Centro, per il 60% da Sud ed Isole. Il presente campione, sul quale è stata svolta
l’indagine completa che include anche le abitudini motorie, è pertanto da considerarsi ancora preliminare in quanto a rappresentatività sull’intero territorio nazionale.

Per ulteriori informazioni:
Valentina Alfieri | Ufficio stampa OSC Healthcare
Via Boccaccio, 35 20123 Milano
Tel 02 43912386 Cel 346 0152728
valfieri@oscbologna.com

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SENSI DI COLPA
Pine

Maria Vittoria BRIZZI TESSITORE
Dott. in Medicina e ChirurgiaFiori di Bach
Dott. in Lingue e Letterature
Straniere
Prof. in Materie Letterarie
Genova
Tel. 010/54.51.677
Cell. 348/32.25.941
www.omeopatiaonline.com

I rimorsi ci rovinano la vita.
Spesso torniamo con la memoria al passato e soffriamo quello sbaglio che abbiamo commesso.
Ci sentiamo in colpa.
Durante il dialogo che instauro col mio paziente per capire le cause della malattia, del disagio, dico all’essere umano che mi sta di fronte che nel momento in cui ha sbagliato non avrebbe potuto fare diversamente.
In quel momento passato la mente gli aveva suggerito di fare ciò che ha fatto. Le nostre azioni sono pilotate dalla mente.
Alcuni sono d’accordo, altri, invece, dicono che avrebbero potuto fare diversamente, di più o meglio. Questi ultimi sono coloro che vogliono castigarsi, che non si
vogliono bene. Ho imparato nel tempo una frase determinante, la seguente: “non esistono colpe, esistono cause”. Il concetto avrebbe bisogno di essere approfondito
ma se ci si convincesse della verità di quanto ho appena scritto non ci faremmo più del male.
Il passato è trascorso. Azioni fatte e che non si vorrebbe aver commesso
tornano alla mente fino a impedirci di vivere il presente in maniera equilibrata, serena. Se rimarremo col pensiero nel passato, il tempo della nostra esistenza non scorrerà in avanti, verso nuove, piacevoli mete.
La nostra energia si fissa talmente al passato da non bastarci per vivere consapevolmente il presente.
Il senso di colpa non cambia l’atto che è stato commesso; a volte viene usato da chi vuole sottometterci.
Dobbiamo crescere.
“La vita non perde tempo con il passato” dice Gibran ne “Il Profeta”.
E’ utile che ogni giorno si riesca a migliorare un po’, a capire il significato
della vita, qualunque esso sia; si deve tornare al passato soltanto per non commettere più gli stessi errori. Guai se non facessimo tesoro delle esperienze negative ma costruttive del passato.
Se perdi, non perdere la lezione. E’ difficile, però, non avere rimorsi.
I fiori di Bach possono aiutarci?
Nella mia esperienza ho constatato che possono farlo.
“L’albero si vede dai frutti” ha detto Gesù, in vita terrena assertore dell’amore.
Con la terapia di Bach, ho constatato che si riescono ad ottenere buoni risultati.
Per i sensi di colpa consiglio al mio paziente il fiore Pine oltre al farmaco omeopatico adatto a lui, quel farmaco che non va bene per tutti come potrebbe sembrare.
Dall’anamnesi, dal dialogo, infatti, sono scaturite le cause della malattia, la personalità del malato, essere unico e irripetibile, degno di comprensione nella sua sofferenza.

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Meno “giochi” più “giocare”

Autore: Dott. Alberto FERRANDO
Pediatra
Studio: Corso Europa 1136m Genova
Tel: +39.010.3732433
www.ferrandoalberto.com

In questo numero parleremo di giocattoli.
Ormai ne esistono di tutti i tipi, per ogni età, studiati per vari scopi: stimolare, rilassare, favorire abilità psicomotorie, riflessi veloci, far apprendere, stimolare la capacità
logica, numerica ecc. Giochi per ogni attività umana e per ogni bambino, giochi tradizionali e, sempre più, giochi tecnologici.
A volte viene da pensare che alcuni giocattoli facciano uscire il bambino che è nascosto in noi adulti in quanto alcuni genitori, con la scusa del figlio, vedono, inconsciamente, la possibilità di comprarsi quel giocattolo che hanno desiderato, e non avuto, da
piccoli.
Anni fa, in occasione della prima visita di un neonato appena uscito dall’ospedale, ho visto un bel trenino elettrico che il papà stava guardando con cupidigia e non ho capito quanto i suoi occhi lucidi di gioia fossero dovuti all’arrivo a casa del figlio o del trenino.
Oppure un collega medico che, partendo dal trenino comprato, precocemente, per il figlio si è costruito un sistema di rotaie, treni, paesaggi, casette, passaggi a livello ecc. tanto da adibire una stanza al suo gioco; stanza, chiaramente, con divieto di
accesso per i bambini. Tutto sommato non è un male coltivare il bambino che abbiamo dentro ma cerchiamo di non utilizzare solo i nostri criteri quando prendiamo un giocattolo per nostro figlio.
Senza voler togliere nessun pregio ai giocattoli ricordate comunque che nessun giocattolo può supplire il gioco di un bambino con i genitori o i nonni o, man mano che il bambino cresce, il gioco tra bambini. Ricordate inoltre che ai bambini possono piacere
dei giochi poco evoluti o tecnologici ma che lasciano spazio alla fantasia
e alla immaginazione. Anche in questo caso l’errore lo facciamo noi adulti comprando un giocattolo che piace a noi e ritenendo che debba piacere anche al bambino.
Può capitare che a noi adulti piaccia un giocattolo altamente tecnologico e
che il bambino preferisca giocare con le mollette o i coperchi. Inoltre alcuni giochi molto strutturati sono anche poco educativi in quanto richiedono associazioni elementari e sono estremamente ripetitivi.
Vanno benissimo dai due anni in su i giochi che stimolano i nessi associativi,
le connessioni logiche, le sequenze temporali tipo i puzzle, i giochi “taglia e incolla” etc.
Tra i giocattoli comprate anche dei libri, dal 6 mese di vita in poi e dedicate del tempo a leggere ad alta voce (vedi “nati per leggere” sul sito www.apel-pediatri.it).
Fate in modo che ci sia lo spazio, il tempo e l’opportunità per giocare, soprattutto per l’attività motoria all’aperto e in particolare per i bambini che vanno a scuola.
Partecipate ai giochi dei bambini e concedete loro spazio e tempo per affermare e sperimentare le loro possibilità e capacità.
Qualsiasi giocattolo, per quanto sia ecologico e adatto al bambino, non potrà mai sostituire un genuino e affettuoso rapporto con gli altri. Cercate di riservare a voi e ai vostri figli del tempo libero per giocare insieme, non necessariamente con i
giocattoli, in quanto il miglior gioco e il miglior giocattolo per i vostri figli siete voi.
A volte il giocattolo diventa un nostro alibi per la mancanza di tempo e di
energie per giocare con i bambini. A chi non è capitato di sentirsi in colpa
di non stare abbastanza insieme al bambino o di non dedicargli, anche se c’è abbastanza tempo, attenzione e riguardo. Il giocattolo non deve essere un surrogato di affetto.
Chiaramente i bambini ci chiedono regali ed è una gioia per noi esaudirli però non è un bene per loro (lasciamo perdere il nostro portafogli) concedergli tutto o tanto. Certe cose sono belle perché vengono desiderate, quando si hanno perdono parte
del loro interesse e un bambino che ottiene facilmente tanti giocattoli tenderà a dare poca importanza a questi oltre a pensare che tutto gli è dovuto.
Vi dico queste cose in quanto lo ammetto: anche io ho peccato.
Per un certo periodo ho portato quasi quotidianamente un regalo a mio figlio di pochi anni, placavo le mie ansie fermandomi a prendergli un giochino finchè ho constatato, nel
tempo, un progressivo calo di interesse da parte di mio figlio nei confronti
dei giocattoli che si è concluso con una frase tipo “ma papà questo è quasi uguale a un altro”.
Quando i pediatri girano per le case si trovano camere piene di giocattoli pressoché nuovi, pochissimo usati che hanno solo la funzione di occupare spazio e di trattenere la polvere.
Consiglio finale: i bambini hanno bisogno di giocare con altri bambini e con gli adulti, hanno bisogno di giochi che debbano desiderare e che lascino spazio alla fantasia e alla creatività che, nei bambini, è molto alta. I giocattoli non sono concentrati di affetto
e, anche se il bambino li richiede o pretende, è più utile non concedere tutto e sapere dire anche di no; solo così il bambino sarà in grado di apprezzare quello che ha.
Non dimenticate inoltre la sicurezza dei giocattoli. Si calcola che ogni anno, in Italia, gli incidenti infantili causati dai giocattoli siano quasi 90.000.
La sigla CE, obbligatoria in tutta Europa, indica che il giocattolo è in regola con la normativa vigente e può circolare liberamente all’interno di tutta l’Unione Europea; purtroppo questo non garantisce una certezza assoluta.
Le associazioni dei consumatori, infatti, hanno più volte dimostrato, nel corso dei loro test, elementi pericolosi per la sicurezza del bambino in giocattoli che avevano il marchio CE! In Italia esistono anche altri marchi non obbligatori per legge per garantire
la sicurezza dei giocattoli. Uno di questi è il marchio Giocattoli sicuri, rilasciato
dall’Istituto Italiano per la sicurezza dei giocattoli, che garantisce che il prodotto è stato sottoposto a controlli casuali nelle diverse fasi della produzione. Un’altra sigla, utile
per riconoscere i prodotti che sono stati sottoposti a controlli accurati, è IMQ, rilasciata dall’Istituto Italiano del marchio di qualità, che attesta la sicurezza dei giocattoli elettrici.
E’ necessario, inoltre, invitare gli adulti:
* a sorvegliare i bambini durante il gioco;
* a prestare particolare attenzione all’uso da parte del bambino piccolo di giocattoli appartenenti a fratelli più grandi;
* a verificare periodicamente lo stato di usura dei giocattoli.
COME SCEGLIERE UN GIOCATTOLO:
Il Centro Tutela Consumatori e Utenti (www.centroconsumatori.it) ha predisposto una lista per facilitare la scelta di un giocattolo piuttosto che di un altro. Trovate altre utili informazioni sul sito www.minindustria.it. I giocattoli sono utili ai bambini perché ne
stimolano lo sviluppo e li aiutano a riconoscere le proprie capacità. I giocattoli fanno parte degli acquisti più importanti e per questo il loro acquisto dovrebbe essere ben meditato.
Prendetevi tempo e non comprate istintivamente la prima cosa che vi capita. Scegliete accuratamente e riflettete sui punti seguenti:
* I bambini hanno bisogno di giocattoli adatti alla loro età.
* I bambini piccoli imparano a costruire meglio con cubi grandi per le costruzioni.
* I bambini che vanno già a scuola sono abbastanza abili per giocare anche con dei pezzi più piccoli.
I giocattoli dovrebbero essere duraturi, versatili ed essere riutilizzabili in maniera diversa e nuova nei diversi gradi di età. L’esempio migliore: la cara, vecchia scatola per le costruzioni di legno è sempre amata dai bambini fino al periodo scolastico.
I giocattoli devono essere divertenti per i bambini ed aiutarli a comprendere e cominciare a toccare il mondo che li circonda. Tra questi rientrano anche le automobili, i colori vivaci e la plastica, perché costituiscono gran parte del nostro mondo dedicato al
gioco, al lavoro e al tempo libero. Bisogna risvegliare la capacità e la voglia di fare da sè. I bambini non vogliono essere spinti in un mondo di giocattoli preconfezionati, in cui sono
praticamente assenti gli elementi che caratterizzano la nostra vita quotidiana.
Ogni volta che è possibile lasciate fare ai bambini delle esperienze con gli oggetti “veri”. Concedete al Vostro bambino di giocare con il mestolo e con il cacciavite, lasciate che anche i bambini cucinino e che le bambine usino il martello! FACENDO MOLTA ATTENZIONE!
Dai giocattoli non devono derivare pericoli né danni per la salute. In teoria la sicurezza dei giocattoli ha la miglior regolamentazione possibile. L’Unione Europea ha emanato in
merito la norma EN 71 e ha creato il marchio CE.
Nelle fasi di produzione e di smaltimento dei giocattoli non si dovrebbero provocare danni all’ambiente con delle sostanze nocive. Ad esempio la maggior parte delle bambole di plastica e dei giocattoli “d’azione” sono in PVC, una sostanza plastica derivata dal
cloro e sostanze ammorbidenti aggiunte al PVC per renderlo particolarmente morbido e duttile. Si teme che molte di queste sostanze siano cancerogene; anche lo stesso PVC contiene sempre resti di monovinilcloridi, dai quali è prodotto che sono cancerogeni
e vengono ceduti costantemente dagli oggetti che li contengono. Altri consigli: il giocattolo che esalta la violenza e che afferma pregiudizi va rifiutato. Spiegate tuttavia al bambino i motivi del vostro rifiuto perché il semplice divieto rende il giocattolo
ancora più interessante. Attenzione ai “peluche” che raccolgono molta polvere; evitateli se esiste una familiarità allergica alla polvere di casa. Se proprio vi piacciono comprate
orsacchiotti e animali di peluche in fibre naturali (mohair, cotone) lavabili. Lavate l’animale di peluche prima di regalarlo al bambino. Asciugatelo bene all’aria aperta, affinchè non possano farsi strada delle muffe. Non fatelo lavare in lavanderia (a secco)
perché le sostanze chimiche resistono a lungo nelle fibre.
Evitate i giocattoli troppo sofisticati. Orientatevi per tempo verso un gioco di costruzioni e comunicatelo a nonni e parenti che si accingono a fare dei regali. Scegliete semplici elementi base con pochi accessori perché già questi stimolano la fantasia del bambino.

MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO E’ normale e fisiologico che i bambini mettano tutto quello con cui vengono a contatto in bocca. Può accadere, e purtroppo talora accade, che un corpo estraneo determini una difficoltà respiratoria ostruendo in tutto o in parte le vie aeree. Questo corpo estraneo può essere del cibo o un pezzo di giocattolo (una norma europea ha stabilito in 31 millimetri il diametro delle palline da porre in commercio tenendo conto della misura della trachea di un bimbo fino a 3 anni, se l’oggetto è più grande non può entrare in trachea e determinare il soffocamento. Purtroppo anni fa un bambino di 5 anni di Milano è deceduto con un gioco a norma) o qualsiasi cosa che il bambino può trovare e mettere in bocca. Quindi fate attenzione e chiedete al vostro pediatra di spiegarvi cosa dovete fare se per caso al bambino va “qualcosa” di traverso. E’ assolutamente indispensabile che TUTTI, e non solo gli infermieri e i medici, conoscano le manovre da mettere in atto per disostruire le vie respiratorie in caso di corpo estraneo. In età pediatrica l’incidenza maggiore si ha tra i 6-8 mesi e i due anni. La diagnosi è agevole se si è presenti all’evento, altrimenti la si deve pensare in presenza di tosse convulsa o di rumore alla inspirazione, quando il bambino fa entrare l’aria nel torace, come uno stridore. In caso di ostruzione completa il bambino non è in grado, però, di tossire, parlare e respirare e, se è grande, si mette le mani alla gola. In presenza di ostruzione totale il primo intervento deve essere fatto da chi è con il bambino. Se il bambino tossisce lo si invita a continuare a tossire, se il bambino non tossisce si inizia con l’intervento di disostruzione con 5 pacche sulla schiena tra le scapole (tosse artificiale) come illustrato nella foto. Nei bambini più grandi: il soccorritore si metterà a sedere e porrà il bambino a cavalcioni delle proprie gambe a pancia in giù e con la testa e le braccia penzoloni. Con la mano darà dei colpi tra le scapole nella parte alta delle spalle. Negli adulti bisognerà attuare la “Manovra di Heimlich”. Questa prevede che il soccorritore si porti posteriormente all’infortunato e mantenendolo in piedi, lo abbracci da dietro tenendo7 le mani incrociate sull’addome tra la fine dello sterno e l’ombelico e dia quindi dei forti colpi con le mani in questa posizione ed a pugno, dal basso verso l’alto (verso il torace) e dall’esterno all’interno

 

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UN MUSEO AL MESE
Castello della Manta proprietà del FAI

Autore: Dott. Roberto VINCENZI
Psicologo
Studio: Via Cairoli 11, Genova
Tel: +39.010.2477034
vincenzi@ordinepsicologiliguria.it
www.roberto-vincenzi.com

Il Castello sorge su una collina tra Saluzzo e Cuneo.
In origine (le prime notizie sono del XIII sec.) era un nucleo fortificato, forse culminante
in un mastio. Solo ipotesi si possono fare sui caratteri originari, sconvolti da molte trasformazioni. Una di esse risale al primo ‘400, quando Valerano, figlio naturale di Tommaso III di Saluzzo, eredita il Marchesato: restano, del castello precedente, la torre
cilindrica e parte del mastio.
Attorno al mastio vengono edificati tre corpi, in uno dei quali Valerano inserisce un salone dove artisti tuttora non identificati affrescano un ciclo che resta una delle più alte espressioni del “gotico internazionale”, come si nota dalla nervosa incisione del disegno e dalla delicatezza dei toni. Valerano trae i personaggi raffigurati sulla parete di fronte alle finestre dal romanzo “Le Chevalier Errant”, scritto dal padre: sono nove Eroi e nove Eroine dell’antichità, le cui sembianze si riferiscono però ai signori di Manta. Il primo personaggio a lato del camino è Valerano nelle vesti di Ettore, seguono:
Alessandro Magno, Giulio Cesare, Giosuè, Re Davide, Giuda Maccabeo, Re Artù, Carlo Magno, Goffredo di Buglione e le Eroine: Delfile, Sinope, Ippolita, Semiramide, Etiope, Lampeto, Tamaris, Theuca e Pentesilea (figura mutilata dal crollo della muratura).
Sulla parete delle finestre un motivo tipico dell’arte cortese: “La Fontana della Giovinezza”, le cui acque restituiscono salute e vigore a chi vi si immerge. Il vivace racconto si conclude con una caccia cui partecipano giovani dame e cavalieri.
La Sala delle Grottesche, facente parte dell’appartamento di rappresentanza
voluto da Michele Antonio nel 1560, è una testimonianza importante della cultura
manierista: il soffitto dipinto esibisce stucchi, grottesche, rovine antiche, architetture del Rinascimento, temi e motivi legati alla cultura cinquecentesca dell’Italia centrale.
Nel Castello, adibito dal 1794 ad ospedale, vengono demolite molte parti a partire dal 1860, ma restaurate altre dai nuovi proprietari, i conti Radicati di Marmorito. Da essi discende Elisabetta Provana Del Sabbione sposata De Rege Thesauro.
All’esterno, la Chiesa castellana custodisce due ambienti di particolare pregio, riferibili ai due momenti più significativi della decorazione pittorica del Castello.
Nell’abside si trova un importante ciclo di affreschi raffiguranti episodi della vita di Cristo, ascrivibile agli stessi decenni della realizzazione dei dipinti del salone Baronale.
La cappella funeraria di Michele Antonio ha, invece, la medesima ricca decorazione a stucco e affreschi di stampo manieristico degli ambienti della Sala delle Grottesche ed è dovuta probabilmente alle stesse maestranze.
Il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ha ricevuto il castello in donazione dalla contessa
Elisabetta Provana De Rege nel 1984 e nel 1989 ha completato i restauri del ciclo pittorico del ‘400 con il contributo della Olivetti di Ivrea.
SALA DELLE GROTTESCHE
Salone commissionato a Valerio della Manta, su volere di Michele Antonio.
Realizzato presumibilmente da Giovanni Angelo Dolce da Saluzzo.
Viene denominato a “ Grottesche “ per le decorazioni sulla volta, ispirate sia
dalla Domus Aurea di Nerone, Logge Vaticane e vari altri esempi (Castel S. Angelo ) sia ad una architettura di fantasia, accompagnate da piccole figure in stucco. Affreschi ispirati comunque alla pittura rinascimentale dell’epoca ( II metà del 1500).
Al centro della volta, si può osservare il Profeta Elia che si eleva in cielo sul carro di fuoco, mentre nei 2 ovali vengono raffigurati rispettivamente:
- 3 putti con i simboli del potere (Scienza – Papato – Esercito)
- globo terrestre raffigurante i Continenti compresi i Poli
Lungo tutto il perimetro della sala, oltre al monogramma intrecciato voluto da
Michele Antonio, raffigurante le sue iniziali ( M A ),vengono raffigurati all’ interno
di lunette una serie di monumenti classici affiancati a dei ruderi.
Tra una lunetta e l’altra, si possono osservare una serie di medaglioni con
rappresentazioni allegoriche di “Vizi e Virtù”.
Ogni rappresentazione viene considerata come un rebus, dal momento che è sempre accompagnata da un cartiglio da interpretare a seconda della scena raffigurata.
Un esempio può essere la scena rappresentata sul lato destro del camino dove un solerte contadino falcia l’erba, taglia la vipera ed il cartiglio che si snoda ai suoi piedi dice: “Non temo alcun male, perché svolgo bene i mio lavoro”.
Questa scena vuole rappresentare una Virtù denominata la “Virtus”. Un Vizio denominato “Voluptas”, viene rappresentato attraverso lo scambio delle dolci more (frutto del gelso), e altrettanto le dolcezze dell’amore.
Da notare il pavimento in stucco chiamato anche “Marmo dei poveri”, eseguito con impasti di calce viva, polvere di marmo e sapone liquido.
Tecnica molto economica, ma al tempo stesso di pregevole effetto. Lo stemma dei Radicati di Passerano Marmorito (acquistano il Castello nel 1815) sormonta il camino con il motto in vecchia lingua tedesca “Quando Dio vuole”.
GALLERIA DI MICHELE ANTONIO
Galleria dedicata a Carlo Emanuele I di Savoia.
Nei riquadri affrescati lungo le pareti, sono rappresentate scene della Mitologia greca, in sequenza partendo da destra:
- Giasone, Perseo e Medusa, Ulisse e Polifemo.
Seguendo il lato finestre ritroviamo:
- Giasone, Enea ed una delle fatiche di Ercole
CAMERA DA LETTO DI MICHELE ANTONIO
Presenta un soffitto a cassettoni dove ritroviamo il suo monogramma.
Un tipico letto piemontese a baldacchino, fine 1600.
ORARI:
Aperto tutti i giorni, tranne i Lunedì non festivi:
da Marzo a Settembre: orario continuato dalle ore 10 alle ore 18
da Ottobre a metà Dicembre (circa) e mese di Febbraio: orario continuato
dalle ore 10 alle ore 17
La Chiesa annessa al Castello è visitabile negli stessi giorni e negli stessi orari del Museo.
Ultimo ingresso mezz'ora prima della chiusura se si visita solo con un cartoncino
guida.
Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura se si visita con le audioguide.
Sono disponibili solo per i visitatori singoli, per i gruppi è consigliata la guida fisica.
BIGLIETTI:
Adulti: 5,00 euro
Bambini (4-12 anni): 2,50 euro
Aderenti FAI, soci NATIONAL TRUST, abbonamento MUSEI TORINO PIEMONTE, residenti Comune di MANTA e portatori di HANDICAP: ingresso gratuito
In caso di manifestazione il prezzo può variare.
COME ARRIVARE:
Autostrada A6 Torino-Savona uscita Marene, seguire per Savigliano, Saluzzo, quindi i cartelli indicatori per Manta.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
Castello della Manta - MANTA - Cuneo Tel e Fax: 0175/87822
e-mail: faimanta@fondoambiente.it
Prezzi ed orari potrebbero subire qualche variazione.
Si prega di consultare il sito internet www.fondoambiente.it o contattare le
proprietà per maggiori precisazioni.

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