UNA MALATTIA RARA AL MESE
La Sindrome del Cri du Chat

Autore: Prof.ssa Paola CERRUTI MAINARDI
Divisione di Pediatria e Servizio di Genetica
Ospedale S. Andrea, Vercelli,
Presidente Comitato Scientifico
Associazione Bambini Cri du Chat.
Estratto da “La sindrome del Cri du Chat”, AA.VV. edito da A.B.C.
Associazione Bambini Cri du Chat Onlus, Grafiche Borri 2004

Cri du chat è il nome che il genetista francese Jerome Léjeune ha dato nel 1963 ad una sindrome riconoscibile fin dalla nascita a causa del vagito acuto e flebile come un miagolio. Con la parola “sindrome” si indica la presenza, nello stesso soggetto, di alterazioni diverse che dipendono dallo stesso meccanismo causale. In questo caso la causa è la perdita (delezione) di una parte del braccio corto del cromosoma 5.
Si tratta di una malattia rara, infatti l’incidenza è compresa fra 1/15.000 e 1/50.000 nati vivi, anche se è una delle più comuni sindro mi da delezione nell’uomo.
I neonati hanno alcune particolarità dei lineamenti che li rendono somi - glianti fra di loro: faccina tonda, occhi che sembrano distanti a causa dell’epicanto (una piega cutanea all’angolo interno della palpebra), mandi bola piccola e mento sfuggente (microretrognazia).
Sono inoltre presenti basso peso, ipotonia (scarso tono muscolare), difficoltà di suzione.
Crescendo i tratti cambiano: il volto si allunga, è frequente lo strabismo divergente, mani e piedi sono piccoli.
La statura e il peso sono generalmente inferiori alla norma. La voce conserva un caratteristico timbro acuto.
La perdita di una parte del patrimonio genetico, oltre a determinare queste caratteristiche che di per sé non sarebbero rilevanti, coinvolge purtroppo anche lo sviluppo cerebrale con conseguente microcefalia (circonferen za cranica inferiore alla
norma) e ritardo dello sviluppo psicomotorio.
Le manifestazioni cliniche presentano una variabilità individuale, legata in buona parte al tipo e all’ampiezza della delezione. In ogni caso lo sviluppo psicomotorio può trarre giovamento dai precoci inter venti riabilitativi ed educativi.
Aspetti genetici
Il DNA, presente nel nucleo di tutte le cellule e depositario del patri monio genetico, durante la moltiplicazione cellulare si suddivide in segmenti chiamati cromosomi che nell’uomo sono 23 coppie, ognuna delle quali è costituita da un cromosoma di origine
paterna ed uno di origine materna. La coppia di cromosomi che determina il sesso è XX nella femmina e XY nel maschio. Le altre coppie sono indicate con un numero che va da 1 a 22.
Nella sindrome del Cri du Chat si è verifica ta la perdita (delezione) di un frammento del braccio corto di uno dei cromosomi 5. La delezione può coinvolgere la parte terminale o una parte all’interno (interstiziale) del braccio corto. In alcuni casi la delezione
è dovuta ad una traslocazione (trasferimento di un segmento da un cromosoma all’altro) e raramente può derivare da altre alterazioni cromosomiche quali mosaicismo, inversione,
cro mosoma ad anello.
I risultati dello studio di correlazione genotipo-fenotipo, sulla quale i dati erano scarsi e contradditori, condottosu un ampio numero di bambini italiani, hanno confermato che esiste una variabilità clinica e citogenetica e dimostrato una correlazione fra la gravità
della malattia e il tipo e l’ampiezza della delezione. Questi risultati hanno un’importante ricaduta pratica perché consentono un più preciso inquadra mento diagnostico del singolo bambino, utile per la prognosi e il trattamento riabilitativo.
Problemi medici Nel periodo neonatale possono manifestarsi problemi respiratori (asfissia,
cianosi) e difficoltà di suzione. Taliproblemi vengono solitamente trattati e risolti nei reparti di patologia neonatale e solo rara mente richiedono il trasferimento in un reparto di terapia intensiva.
Possono essere presenti malformazioni: le più gravi sono quelle cardiache e renali, peraltro non frequenti.
Altre meno gravi sono ernie inguinali, sindattilia (fusione di due o più dita), lussazione congenita delle anche, piede piatto o equino-varo, ipospadia, criptorchidismo (testicolo ritenuto nel canale inguinale). Neonatologi e pediatri sug geriranno le indagini diagnostiche e le eventuali ulteriori visite spe cialistiche necessarie.
La sopravvivenza è prolungata e diversi soggetti hanno superato i 60 anni di età. I dati della letteratura riportano una mortalità di circa il 10%, la maggior parte nel primo anno di vita.
Sono frequenti le infezioni respiratorie e intestinali, ma soltanto nei primi anni di vita. Uno studio italiano dedicato alla valutazione immu nologica di bambini Cri du Chat non ha dimostratoalterazioni di rilie vo delle difese immunitarie. E’ importante effettuare
tutte le vaccina zioni obbligatorie e raccomandate.
La possibile comparsa di problemi oculistici (strabismo, miopia, cataratta, anomalie del nervo ottico) ed ortopedici (piede piatto, scoliosi) renderanno opportune le relative visite specialistiche. La segnalazio ne (non frequente) di pazienti con sordità neuro-sensoriale e il ritar do del linguaggio impongono un esame audiometrico in tutti i bambi ni Cri du Chat.
Le anomalie della laringe (piccola, floscia) possono comportare, in qualche caso, problemi anestesiologici (difficoltà di intubazione). Tuttavia molti bambini italiani sono stati sottoposti ad anestesia gene rale senza complicazioni.
I problemi neurologici sono rappresentati da ipotonia (scarso tono muscolare) presente nei primi anni di vita, poi sostituita da ipertonia (aumento del tono muscolare). La
microcefalia rilevata alla nascita diventa più evidente con il passare degli anni. Le crisi convulsive sono rare in tutte le età. Per questi problemi può essere indicato in singoli casi effettuare esami strumentali (elettroencefalogramma, TAC cere brale e\o risonanza magnetico-nucleare).
La gravità del quadro clinico è comunque variabile, come pure, in certa misura, il ritardo di sviluppo. Lo sviluppo sessuale è normale. Per qualsiasi problema, il primo interlocutore
è il pediatra che, come avviene per gli altri bambini, lo seguirà durante tutta l’età evolutiva. Sarà il pediatra che suggerirà, quando necessario, eventuali esami e/o interventi specialistici.
La diffusione di queste ed altre informazioni che deriveranno dai risultati degli studi in corso, può fornire suggerimenti per l’assistenza ai bambini colpiti da questa sindrome genetica a pediatri, genetisti, operatori sanitari e in particolar modo alle famiglie.
Va detto infine che è stato merito dell’Associazione A.B.C. l’aver potuto lavorare insieme, famiglie e professionisti, e che i risultati ottenuti sono derivati dall’impegno di tutti. Il legame che si è instaurato, e che diventa sempre più stretto con il passare del
tempo, la gratitudine e l’apprezzamento da parte delle famiglie, il diverso stato d’animo rispetto al passato, sono di conforto e stimolo a proseguire sulla strada intrapresa.
Ulteriori informazioni sull’associazione e sulle adeguate linee guida sulle terapie di riabilitazione si trovano su www.criduchat.it.
A.B.C. Associazione Bambini Cri du Chat Onlus
Sede: via Niccolò Machiavelli, 56 (c/o Palazzo Comunale) 50026 San Casciano in Val di Pesa (Firenze) Italy
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Esercizio fisico, salute e postura nell’età adulta

Autore: Prof. Daniele RAGGI
Dott. in Scienze Motorie,
Dott. in Fisioterapia, Posturologo, Chinesiologo, Mézièrista.
Docente di Posturologia c/o alcune Università Italiane.
Direttore di Kinesistudio (Studio di Posturologia) di Milano

“…vorrei poter giocare a calcetto, ma dopo pochi minuti inizia il mal di schiena…”
Il piacere di fare lunghe camminate, di correre, di nuotare, di giocare a tennis, a calcio o calcetto con gli amici, ad un certo punto della vita viene messo in discussione a causa di dolori articolari, infiammazioni, rigidità che costringono a non vivere più con gioia
l’attività fisica o sportiva; spesso si è costretti ad abbandonarla definitivamente già all’età di 40 o 50 anni.
Secondo le più recenti ricerche e statistiche, oltre l’80% della popolazione mondiale soffre di dolori muscolo-articolari (Nachemson) ed al primo posto troviamo il classico
mal di schiena.
L’uomo dovrebbe essere in grado di praticare attività fisica (razionale) ininterrottamente, per tutta la vita: “ciò che viene coltivato, verrà mantenuto, ciò che viene abbandonato verrà perduto”.
Com’è possibile che il nostro corpo, strutturato biologicamente e strutturalmente per “funzionare” per almeno 120 anni, già all’età di 30-40-50 anni lanci segnali di disagi, problemi, dolori, difficoltà?
Studi scientifici ci dicono come la vita media, ultimamente, si è allungata; siamo riusciti ad aggiungere “giorni alla vita”, ma non sempre siamo in grado di aggiungere “vita ai giorni”, ovvero qualità.
Non possiamo incolpare l’odierna tecnologia medica ma piuttosto il nostro modo di concepire la vita ed il modo di condurla. I problemi muscolo-articolari, posturali, i dolori ed i limiti funzionali si presentano ben prima dell’età avanzata; questo ci fa capire
che siamo responsabili di un uso scorretto e non intelligente del nostro corpo.
Le metodiche posturali non mancano; manca invece la cultura per utilizzarle. A frapporsi fra la cultura e le esigenze, è il nostro stile di vita; i ritmi dei giorni nostri sono tali da non farci fermare a riflettere e scoprire di cosa abbiamo bisogno. La cultura viene
spesso sostituita dalla pubblicità la quale ci dice cosa dobbiamo fare e di cosa abbiamo bisogno; e così avviene.
Non si ha più la capacità di ascoltare le esigenze del corpo ed i suoi ritmi, ascoltiamo e seguiamo i ritmi della nostra frenetica società.
Una volta eravamo in grado di curarci e difenderci con la cultura dei nostri nonni, come fanno gli animali che ancora vivono in libertà. Persino le mucche che vivevano nei grandi
pascoli vicino ai boschi, se per qualche ragione avevano la febbre, ricercavano le foglie di rabarbaro che mangiavano solo ed esclusivamente in fase di malattia.
Lo stile di vita che conduciamo è sicuramente una delle cause fondamentali: la frenesia che caratterizza le nostre giornate, l’ansia delle mille cose a cui dobbiamo prestare attenzione, la vita sedentaria da un lato contrapposta all’eccesso di frenesia sportiva nei
pochi spazi di tempo libero. Ogni forma di stress eccessivo o troppo prolungato, una vita troppo ricca di stimoli e di incessanti preoccupazioni (scarsa identità, crisi dei valori,
preoccupazioni sempre crescenti), fa si che il cervello debba rispondere ininterrottamente a stimoli di livello troppo alti e forti; a questi risponde
aumentando continuamente il livello di tono o eccitazione del sistema neuro-endocrino-muscolare. Il livello di stress è molto simile a quello a cui è sottoposto un pilota di formula 1 mentre è in gara. La differenza sta nel fatto che il pilota dopo due ore di gara
può abbandonare le tensioni, mentre l’uomo di oggi, non può abbassare mai le difese e la tensione. Questa condizione porta inevitabilmente ad una importante alterazione di tutti gli apparati e verso la malattia del sistema nervoso, del sistema endocrinologico
ovvero delle ghiandole e dunque degli ormoni di ogni tipo (ipofisari, tiroidei, sessuali, digestivi, etc.). Come conseguenza si diventa più irascibili,
intrattabili, isterici o depressi, impotenti, sterili: malati.
Non ci soffermiamo mai a pensare che i dolori sono la manifestazione ultima di un sistema che non è inequilibrio.
Persino i nostri denti, a furia di essere sempre serrati per lo stress (i serratori, coloro che stringono anche di notte la mandibola come risposta ad un disagio), o di bruxare (digrignare i denti di notte) si consumano e si rovanino, alterando così il delicato
sistema occlusale e dell’articolazione temporo-mandibolare.
Non pensiamo mai che anche i nostri occhi (gestiti da ben 12 muscoli motori) possano alterare la loro funzione visiva per colpa dell’eccessiva tensione sul bulbo ad opera dei
muscoli oculari stessi. Neppure riflettiamo mai sul fatto che il nostro cuore, diaframma, stomaco, arterie e vene sono costituiti essenzialmente da tessuto muscolare, la cui integrità e tensione è affidata al grande regista del nostro corpo: il sistema nervoso.
Anche il sistema muscolo-scheletrico è passibile di alterazione funzionale e strutturale per l’eccesso di tensione che si vive e che il cervello trasmette a tutte queste componenti, divenendo un sistema rigido, fragile, dolorante, debole, stanco. Ecco come anche la Postura viene compromessa; i dolori poi non tardano ad arrivare.
Dunque, dovremmo invertire il modo e lo stile di vita in primo luogo.
Poi dovremmo sapere come fare esercizi di rieducazione posturale per riequilibrarci dagli eccessi di tensione che comunque il corpo immagazzina anche con il vivere ideale.
Inoltre dovremmo sapere e conoscere quali attività fisiche siano più idonee per le persone di media età.
Mai si deve iniziare a fare attività fisica e di potenziamento di fronte ad una struttura alterata: si rischia di potenziare tutte le storture insite nella postura alterata e dolorante.
L’attività fisica si sa che è fondamentale per l’uomo. Ogni apparato viene mantenuto vigoroso se ben utilizzato: da quello cardiaco, circolatorio, respiratorio, linfatico a quello ormonale, nervoso, etc.
Anche il livello energetico ne risente positivamente grazie ad una costante e saggia attività fisica.
Le attività fisico/sportive dovrebbero essere sempre prima valutate da un Ortopedico, Posturologo, Chinesiologo per valutare se tali attività risultano essere adatte o meno,
in relazione alla patologia del paziente o alla sua struttura.
Per esempio, il nuoto tanto acclamato, non sempre è consigliato; non è vero, come spesso si dice, che sia curativo per la scoliosi; tanto meno il nuoto è adatto per chi soffre di asma o per chi ha problemi di cattiva respirazione, soprattutto se la persona ha
il timore dell’acqua. Non è consigliato nuotare a rana se si hanno problemi di iperlordosi lombare, se si hanno spondilolistesi, artrosi alle anche, rigidità al collo.
Il nuoto non è adatto se si hanno problemi di periartriti scapolo-omerali (sia rana che stile libero o dorso) o comunque di spalle rigide: la rigidità non la si combatte con esercizi di forza, ma di alleggerimento e plasticità della stessa forza che ha bloccato
o irrigidito le articolazioni. Non è affatto indicata l’acqua-gym per le persone che hanno problemi di lombalgia ed in alcuni casi è addirittura deleteria; se da un lato è vero che
l’acqua ci toglie il carico della gravità e le vertebre sono in scarico, è altrettanto vero che ogni movimento che si compie in acqua ha una resistenza di gran lunga superiore a quando si è sulla terra. Nell’acqua gym ogni movimento è reso più intenso dalla resistenza
dell’acqua ed i muscoli, motori di ogni articolazione (sana o malata), devono per forza agire con grande intensità e velocità per poter stare al passo del ritmo della musica (quasi sempre inadeguato). Il nuoto è invece adatto per dolci recuperi soprattutto
se guidati (idrochinesiterapia); adatto per ascoltarsi nelle forme di galleggiamento a scopo propriocettivo. Ma soprattutto il nuoto è una straordinaria attività fisica per coloro che sono sani e che vogliono continuare ad esserlo.
La corsa: non è adatta per coloro che hanno problemi ai piedi, artrosi alle ginocchia, alle anche o ancor più se si hanno protrusioni discali o ernie; ogni sobbalzo si ripercuote sulle articolazioni che vedrebbero peggiorare la loro situazione.
La bicicletta o la cyclette da camera: sono ottimi ausili per esercitazione cardio-circolatoria-respiratoria (come la corsa), ma non sono indicate quando ci sono problemi di artrosi alle anche, alla zona lombare, alle ginocchia, al collo. Solo se usate con
moderazione ed al minimo del carico, possono essere utilizzate al fine di mantenere un allenamento cardio-circolatorio- respiratorio.
Le macchine isotoniche in palestra: quando si hanno problemi articolari, infiammazioni, artrosi, tendiniti, capsuliti, etc, ogni sovraccarico si ripercuoterà sul problema e lo potrà
peggiorare. Ogni forma di potenziamento aumenterà le tensioni muscolari e le retrazioni delle catenemuscolari, peggiorando la condizione.
A volte, si viene tratti in inganno dal fatto che quando ci si “riscalda” grazie all’attività, i dolori diminuiscono; è solo un momentaneo allentarsi della tensione dovuta al riscaldamento del materiale biologico ed al maggior drenaggio ematico generale e locale che favorisce la rimozione dei cataboliti dalla sede dell’infiammazione. Ma, ad
ogni seduta di allenamento il problema si ripresenterà puntualmente ed al termine del ciclo delle sedute di palestra la situazione sarà probabilmente peggiorata.
Quando si è in presenza di una patologia, l’ideale è rispettare le parti “malate” attraverso esercizi posturali rigorosamente adatti; in seguito, con un corpo sano ed in forma, si faranno le attività per mantenerlo in forma. Ma come ci si deve comportare di
fronte ad un problema posturale o muscolo-articolare?
Quando un paziente si presenta pressoil nostro studio di Posturologia, noi seguiamo una prassi ben precisa.
Appurato che la richiesta del paziente rientri nelle nostre competenze, mettiamo in relazione l’anamnesi, l’osservazione posturale, i test clinici ed i dati strumentali.
“La postura è espressione di un vissuto ereditato, di un vissuto personale, della formazione e deformazione culturale, di memorie dei propri traumi fisici ed emotivi (cisti emotive), del tipo di vita e di stress che conduciamo, del tipo di lavoro e di sport a cui ci siamo assoggettati nel tempo; postura è il modo in cui respiriamo, il modo in cui stiamo in
piedi, ci atteggiamo e ci rapportiamo con noi stessi e con gli altri. La nostra postura è espressione della nostra storia”. (D. Raggi 1998).

Foto che riprende una fase di una seduta Posturale con il metodo Pancafit® Poi facciamo una serie di test clinici per capire se i dolori, i problemi o i limiti funzionali che presenta il paziente possono avere legami con malocclusioni, limiti di convergenza oculare,
cicatrici, vecchi traumi, tensioni emotive, tensioni viscerali, problemi podalici, articolazioni bloccate, etc.
Utilizziamo strumenti elettronici (pedana stabilometrica, baropodometrica, scoliosometro, foto digitali di riferimento) per evidenziare asimmetrie, sbilanciamenti o interferenze
occlusali o visive e poterle poi paragonare alla fine del ciclo di sedute. Questi esami e dati clinici ci aiutano a comprendere se il problema per cui il paziente è venuto in studio richiede in primo luogo l’intervento di uno specialista di competenza (oculista, odontoiatra, vestibologo, neurologo, ortopedico, etc.) oppure è un problema puramente posturale, chinesiologico, fisioterapico.
Le principali patologie per cui i pazienti si presentano in studio, che hanno una origine di carattere posturale sono: cervicalgie, dorsalgie, lombalgie, lombosciatalgie, tendiniti, borsiti, radicoliti, epicondiliti, tunnel carpale, periartriti, protrusioni discali,
ernie del disco, ernie jatali, processi artrosici alla colonna, coxartrosi, gonartrosi, pubalgie, alluce valgo, iper-lordosi, iper-cifosi, scoliosi, etc. Le ricerche scientifiche che sono state condotte c/o le Università (relative al metodo ad approccio globale che noi utilizziamo nel nostro studio), mettono in evidenza come tutte le patologie di carattere muscolo-articolare, possano avere enormi benefici e ridare funzionalità al sistema.
Durante i nostri trattamenti, con protocolli che sono rigorosamente personalizzati, i pazienti scoprono con grande sorpresa che molti dei dolori articolari
di cui soffrono, sono legati a vecchi traumi avvenuti in passato ma in punti del corpo diversi da dove oggi manifestano il problema o dolore.
La figura mostra come i dolori possano migrare in vari distretti del corpo ed
un problema che origina in un punto, trasferirsi in un altro.
“Laddove si manifesta l’effetto, non risiede la causa”. F. Mézières.
“La causa risiede in un punto lontano da dove si manifesta l’effetto o il dolore”.

Solo per citare un esempio: il paziente attraverso test clinici, scopre come sia possibile che una banale quanto antica cicatrice in un punto del corpo, possa scatenare uno squilibrio posturale o un dolore in un altro punto del corpo ben lontano rispetto a dove si trova la cicatrice.
Inoltre, nostro compito è quello di far prendere coscienza ai pazienti, attraverso tecniche respiratorie e propriocettive, come ansia e stress siano responsabili di una alterata, scorretta e superficiale respirazione e come questa possa essere recuperata con grandi benefici, riflettendosi in positivo anche sul sistema circolatorio, linfatico,
digestivo, motorio.
Al paziente viene consigliato quali esercizi posturali e quali attività fisiche siano più adatte al proprio problema, dato che, come spiegato in precedenza, non è vero che ogni attività fisica o sportiva sia adatta ad ogni persona e ad ogni patologia. Non dobbiamo farci ingannare da ciò che ci piacerebbe fare, ma valutare ciò che giusto e corretto
fare. Ed ecco, il nostro paziente (foto prima e dopo un ciclo di sedute posturali) che non riusciva più, all’età di 40 anni a giocare a calcetto.
Per informazioni sul Metodo Raggi® - Pancafit®
Rivolgersi a Kinesistudio,
tel 02/39200413
www.pancafit.net www.kinesistudio.it

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