Approccio globale all’antiaging
Autore: Dr.ssa Clara RIGO
Specialista in Dermatologia e
Dermocosmetologia
Verona 045.8300334
Milano 320.1106247
www.chirurgiadermatologiaestetica.it
info@chirurgiadermatologiaestetica.it
Sinergia tra trattamenti estetici
filler, peeling, laser, interventi chirurgici
e supplementazione con nutraceutici
L’invecchiamento facciale è dovuto
all’atrofia e al rimaneggiamento di
tutti i tessuti: osso, muscolo, tessuto
adiposo a cui si assommano le alterazioni
vascolari del microcircolo, ma
anche e soprattutto quelle a carico
del tessuto connettivo con collasso
della trama dermica e conseguente
caduta, anche per effetto della gravità,
del derma e dell’epidermide
strettamente annessa.
Sappiamo che c’è un orologio biologico “cronoaging” e che riportare indietro
queste lancette è praticamente
impossibile, anche se ultimamente si
possono contenere i danni, e un
invecchiamento indotto “photoaging “dovuto alle innumerevoli cause
ambientali a cui siamo quotidianamente
sottoposti: esposizioni solari,
raggi uvA, uvB, infrarossi, freddo,
vento, umidità, inquinamento ambientale,
prodotti di combustione e altri
fattori a cui non tutti o comunque in
maniera diversa, siamo sottoposti
come l’obesità o i dimagramenti, il
fumo, l’eccesso di trucco, lo stress
psicologico e quello ossidativo, presenza
di eventuali malattie.
Ricordiamo brevemente i principali
segni di invecchiamento:
- assottigliamento dell’epidermide;
- secchezza o eccessiva seborrea;
- disidratazione, per minor capacità
dei tessuti di trattenere acqua;
- modificazioni della melanina con
comparsa di macchie, fino alle cheratosi
(macchie scure, ispessite per
lo più presenti su viso, collo, decolletè);
- perdita di elasticità per usura delle
fibre collagene ed elastiche;
- alterazioni del colorito che diventa
grigio, giallognolo;
- alterazioni della parete capillare dei
vasi, in particolare di quelli dermici;
- incanutimento di peli e capelli.
Tenendo presente poi questi tre concetti:
A) l’invecchiamento cutaneo non si
può considerare una vera e propria
malattia, bensì “un’insufficienza”.
L’organismo da solo non riesce più
a compensare i deficit che si creano
mano a mano che passano gli
anni;
B) l’aumento medio della durata della
vita e l’esigenza di un look sempre
brillante hanno fatto riscoprire la
pelle come organo di relazione
molto importante, che deve essere
mantenuto nelle migliori condizioni
fino alla più tarda età;
C) si è molto più propensi a pensare
che problemi di insicurezza per un
inestetismo mal accettato siano
retaggio di un’età adolescenziale,
molto meno si considera il cambiamento
della propria autostima in
rapporto alle modificazioni apportate
al fisico e alla cute dall’invecchiamento.
Anche a fronte del fatto che persone
confrontandosi tra loro per età,
sesso, condizioni sociali, stile di vita
e via dicendo, si trovano molte volte
fisicamente parecchio diverse tra
loro.
Osservazione che fa scaturire un’inevitabile
domanda: ma allora c’è “chi
invecchia e chi no”?
E di conseguenza ci ritroviamo a chiederci,
magari incontrando un vecchio
compagno di scuola che non si vede
da molti anni o una persona che ha
la nostra stessa età, perché mai
appaia molto più giovane o viceversa
molto più vecchia.
Sappiamo con certezza che la parte
del leone la fa la genetica, ma si può
intervenire almeno modulando i fenomeni
di degrado legati allo scorrere
degli anni e chi è in gamba nel farlo,
prima che tutto diventi inevitabile e
cominci a sanare in tempo le prime
crepe, sicuramente si ritroverà negli
anni dopo con dei vantaggi visibili sui
suoi coetanei.
La gente è sempre più propensa a
questo concetto di “modulare” e ricerca,
a torto e a ragione, sempre più le
tecniche minimamente invasive.
Occorre un’attenta valutazione globale
dell’ invecchiamento e lo specialista
a cui ci si rivolge deve essere in
grado di:
1) stabilire il tipo e il grado di difetto
estetico presentato;
2) suggerire le terapie sia mediche,
sia chirurgiche più adatte al
paziente in questione;
3) fare una prescrizione ottimale dermocosmetica
per mantenere nel
tempo i risultati raggiunti e anche
l’eventuale profilassi per non ricadere
più in quel problema.
Tra i rimedi si può ricorrere a più procedure
singole, ma per lo più oggi si
propone un pacchetto di trattamenti
combinati, infatti si è visto che l’unione
fa la forza.
Si ottiene così un risultato più soddisfacente
sul piano clinico, ma soprattutto
più duraturo nel tempo.
In quest’ottica non bisogna trascurare
nulla, insieme al paziente, una volta
suggerita la terapia più adatta si
potrà decidere, anche in base alle
sue richieste, che cosa è più opportuno
fare.
Riporto di seguito un elenco delle
possibilità terapeutiche:
- terapia topica medica con ottime
preparazioni dermocosmetiche
preoccupandosi del ciclo completo
dalla detersione alla reidratazione,
fino a prescrizioni di terapie molto
più mirate in presenza di inestetismi
particolari o di malattie cutanee
od eventualmente sistemiche;
- utilizzo di mezzi chimici, come i peeling;
- tecniche di riempimento e rivitalizzazione,
uso dei filler;
- tecniche di rilasciamento della
muscolatura, mediante microiniezioni
di botulino;
- bioristrutturazione con mezzi fisici,
uso dei vari tipi di laser a fonti di
energie diverse: diodo, infrarosso,
luce pulsata, CO2, radiofrequenza,
frazionati etc.
- interventi chirurgici per riposizionare
i piani cutanei prolassati o difetti già
preesistenti mediante lifting, blefaroplastica,
browlift, otoplastica e via
dicendo;
- correzione dei deficit e delle anomalie
acquisite di struttura della
cute con opportuna integrazione
mirata ad ogni singolo caso clinico,
mediante somministrazione di nutraceutici
, proteine o altro e correzione
degli errori alimentari.
Dei peeling ci sono parecchie molecole
con vari effetti sull’epidermide, ma
mi voglio soffermare sul peeling all’
acido retinico o meglio al Retinil-palmitato,
perchè i retinoidi sono gli
unici con vero potere ristrutturante
dermico.
Utilizzati da molti anni, sotto forma di
creme o gel, per trattare disordini
della pelle come l’acne, la cute fotodanneggiata
e come prevenzione e
modulazione nei tumori cutanei, applicati
sulla cute stimolano le cellule
ad accrescersi e a morire rapidamente,
in modo che nuove cellule rimpiazzano
quelle delle lesioni.
L’aumentato turnover previene la formazione
di nuove alterazioni, con
questo meccanismo si riducono le
rughe, le macchie pigmentarie, la
pelle ruvida spessa, ipercheratosica
dovuta al fotodaneggiamento, ed
anche le lesioni d’acne.
L’applicazione topica di Retinil-Palmitato induce una specie di ristrutturazione
cutanea con un migliorato
trofismo dell’epidermide.
Da studi effettuati, si è visto che
dopo tre mesi di applicazione sulla
cute di donne, si è avuto un aumento
del rassodamento e dell’elasticità, in
genere questi risultati portano ad un
effettivo aumento nel contenuto di
proteine e collagene, che sono le
vere strutture di sostegno del derma.
Nel peeling in questione è inoltre presente un veicolo lipofilo senza acqua,
olio di Emù, ricco in acidi grassi
omega3, omega6, ceramidi, squalene,
in grado di trasferire in profondità
le sostanze attive.
Gli stessi acidi grassi favoriscono
inoltre un’azione levigante, trofica,
sebostatica e antinfiammatoria, la
formula è priva di conservanti chimici.
Un importante parametro da tenere
sotto controllo è l’idratazione profonda.
Va ripristinata ad esempio dopo un
peeling di profondità medio-superficiale
e mantenuta nel tempo perchè
qualsiasi trattamento possa durare
più a lungo.
Con gli anni, in seguito a stress vari,
diminuisce drasticamente la capacità
interna o endogena dell’organismo di
produrre acido jaluronico e quella di
trattenere l’acqua nei tessuti.
Uno dei componenti principali di una
buona biostimolazione è l’acido jaluronico
che con il suo alto peso molecolare
richiama grandi quantità d’acqua,
come una spugna naturale.
La barriera epidermica è un ottimo
ostacolo alla penetrazione profonda
di sostanze applicate sulla sua superficie,
per questo si utilizzano iniezioni
nel derma superficiale a microgocce,
una seduta alla settimana per 4-5
applicazioni, un ciclo 2 volte l’anno o
ogni volta che la cute ha subito un
evento stressante.
Con la cute così preparata si può passare
al trattamento delle cosidette“rughe” con i riempitivi detti: “dermalfiller”,
cioè con l’utilizzo delle microiniezioni
nei segni del volto.
Per un effetto a tutto spessore occorre
anche l’azione sulla componente
dermica, questo per lo più oggi si
ottiene con l’utilizzo di apparecchiature
non ablative a varie fonti di energia.
Molto utile la Radiofrequenza bipolare
combinata alle altre fonti dal diodo, alla
luce pulsata, all’infrarosso, dove
l’emissione contemporanea delle due
energie crea un effetto sinergico fra
le due e permette di utilizzare i livelli
minimi di entrambe, per ridurre fino
all’azzeramento gli effetti collaterali
tipo: vescicole, noduli, ustioni che si
hanno viceversa con l’utilizzo di una
sola fonte, garantendo la possibilità
di trattare tutte le pelli dalla chiara
alla scura.
Un altro sistema molto efficace e
diverso dal precedente è il laser
Fraxel che appunto serve per ottenere
in modo sicuro e prevedibile il ringiovanimento
cutaneo con una convalescenza
minima.
E’ particolarmente indicato nel trattamento
di zone come il viso, il collo, il
decollettè e le mani, ma si può usare
in qualsiasi zona del corpo.
Con questo sistema si creano all’interno
della cute migliaia di minuscoli
buchini corrispondenti a zone di
microcoagulazione termica, adiacentia zone di tessuto sano che rimane
indenne, cioè non trattato.
Queste ultime provocano una veloce
guarigione delle aree adiacenti trattate,
in modo che il tessuto vecchio e
usurato venga sostituito da uno
nuovo, sano e privo di imperfezioni.
Il trattamento è ben sopportato
anche dagli uomini di tutte le età, che
si vedono senza troppo impegno un
bel viso rinfrescato, luminoso e con i
difetti attenuati.
Se l’invecchiamento è globale o
anche parziale cioè localizzato agli
occhi, al sopraciglio, allo zigomo, alla
mandibola occorre valutare attentamente
un riposizionamento dei piani
dislocati con tecniche chirurgiche, cui
eventualmente si possono abbinare
prima o dopo quelle dermocosmetologiche.
Proprio per un effetto a 360 gradi bisogna preoccuparsi anche delle
alterazioni del microcircolo, dei cedimenti
della muscolatura e del derma,
dei radicali liberi, di stimolare la
capacità dell’organismo a rigenerare
e della buona cicatrizzazione delle
ferite.
Molto di questo dipende da una corretta
alimentazione e da una buona
integrazione.
I cibi che noi introduciamo vengono
scomposti in elementi, da cui partono
innumerevoli e tanto diversi reazioni
chimiche che si verificano innescate da
questo microelemento, o vitamina, o
enzima od ormone, che nemmeno
minimamente possiamo immaginare.
Le proteine svolgono un ruolo biologico
fondamentale e insostituibile, sono
molecole composte di aminoacidi, che
sono sempre gli stessi 20, legati in
sequenze diverse a formare catene
molto diverse per struttura e per funzioni
biologiche. Enorme è il potenziale
di associazione, dando origine a più di
50000 proteine diverse.
La pelle è un tessuto connettivo-epiteliale
costituito da un epitelio di rivestimento,
l’epidermide e da tessuto
connettivo di sostegno, il derma e
ancora uno di riserva, l ipoderma.
Proprio per la preponderante componente
connettivale, la cute è molto
ricca di proteine e di più il tessuto
dermico in cui, il collagene è la principale
proteina fibrosa che conferisce
alla cute le sue proprietà plastiche,
strutturali e ne determina la tipica
resistenza e turgidità.
Il collagene, così come le altre proteine
dermiche sono i componenti fondamentali
della cute e come tutte le
proteine vanno incontro a biosintesi
all’interno dei fibroblasti e a demolizione
sempre all’interno delle stesse
cellule, demolite anche dall’intervento
degli enzimi.
Da qui si capisce l’importanza dell’apporto
proteico con l’alimentazione
per ricostituire il tessuto dermo-connettivale
della pelle, senza il quale
nessun intervento di natura estetica,
compresa la chirurgia può essere
utile ed efficace nel tentativo di
migliorare i segni dell’invecchiamento
o per migliorare l’aspetto e la consistenza
della pelle.
La supplementazione proteica o la
dieta iperproteica, a cicli e sotto indicazione
medica, rappresentano un
momento imprescindibile di qualsiasi
intervento di natura medico-estetica o
chirurgica, infatti la cute deve poter
disporre dei “mattoni” indispensabili
per mantenere integro il tessuto
dermo-connettivale e i vasi sanguigni
e per sostenere la cicatrizzazione tissutale
successiva agli interventi e ai
trattamenti cosmetici.
Proprio i vasi sanguigni, la cui parete
endoteliale è costituita in modo preponderante
di proteine, risultano particolarmente particolarmente
coinvolti nei processi di
invecchiamento in generale, della
cute in particolare con riduzione del
microcircolo e notevole riduzione
dell’irrorazione sanguigna arteriosa.
Lo stesso per mantenere l’equilibrio
deve far in modo che nuovi vasi sostituiscano
quelli vecchi, proprio per
questa ragione la corretta introduzione
di proteine ad elevato valore biologico
(carne bovina, uova, latte) consente
di mantenere integra la struttura
connettivo-epiteliale della cute, ma
soprattutto dei vasi sanguigni garantendone
l’efficienza e di conseguenza
il corretto afflusso di ossigeno e
nutrienti alla pelle.
Con l’utilizzo opportuno di antiossidanti
e vitamine si può rinforzare poi
il quadro della prevenzione dell’aging.
Con questi mezzi a disposizione si
possono “modulare” gli inevitabili processi
involutivi, in modo che l’invecchiamentoun giorno non ci sorprenda
senza lasciarci possibilità di replica!
Attenzione alle punture degli insetti!
Autore: Dr. Alberto FERRANDO
Pediatra
Studio: Corso Europa
16131 Genova
www.ferrandoalberto.com
Molte sono le specie di insetto che
possono “pungere” un uomo.
Non ci stancheremo mai di ripetere
che qui si danno consigli generali,
quindi la regola fondamentale è che in
caso di puntura di insetto è sempre
meglio rivolgersi al proprio pediatra di
fiducia.
Zanzare: in paesi tropicali sono il veicolo
di malattie infettive quali malaria,
febbre gialla, etc., mentre nel mondo
occidentale sono ben note per il loro
fastidio estivo. Da un po’ di anni in
Italia è presente anche la tristemente
nota zanzara tigre che colpisce anche
di giorno e dà reazioni locali abnormi.
Per i piccoli bambini i rimedi più sicuri
e meno tossici sono essenzialmente
di tipo preventivo. Le zanzariere rappresentano
un’ottima barriera casalinga
e possono essere messe anche
sopra le culle. Rimedi chimici (zampironi,
fornelleti elettrici, ultrasuoni,
repellenti cutanei, etc.) non sono da
consigliare, anche se più efficaci dei
rimedi naturali (citronella, basilico,
menta e geranio) in quanto potenzialmente
tossici e scomodi da usare
quando si voglia mettere in atto rimedi
per attenuare la loro tossicità (areare
la stanza prima di soggiornarvi, non
accendere la luce, etc.).
Zecche: definite scientificamente
artropodi. Il loro “morso” è frequentemente
veicolo di malattie. Causano
lesioni locali granulomatose o eritematose.
In generale la probabilità di trasmissione
di agenti patogeni per
mezzo della puntura di zecche è
bassa se la zecca rimane attaccata
per meno di 36-48 ore.
Le zone a maggior rischio per la possibilità
di punture di zecche sono gli
ambienti boschivi e ricchi di cespugli,
umidi ed ombreggiati, i letti di foglie
secche, il sottobosco ed i prati incolti,
i sentieri poco battuti in cui è maggiore
la presenza di fauna selvatica. Se
una zecca ci ha punto, afferrare saldamente
la zecca con una pinzetta il
più possibile aderente alla cute, e
tirarla decisamente, ma senza strappi,
con una delicata rotazione per evitarne
la rottura. Se il rostro della zecca
rimane all’interno della pelle, estrarlo
con l’aiuto di un ago sterile. Applicare
disinfettanti sulla parte soltanto dopo
l’estrazione della zecca, evitando quelli
che colorano la pelle (come mercurocromo)
perché potrebbero mascherare
segni di infezione. Non applicare
calore o sostanze quali acetone,
ammoniaca, etere, alcool o vaselina
sulla zecca prima della rimozione. Tali
procedure sono sconsigliate, in quanto
inducono nella zecca un riflesso di
rigurgito, con forte aumento del
rischio di trasmissione di agenti patogeni.
Dopo la rimozione della zecca,
rivolgersi al proprio pediatra e seguire
un periodo di osservazione della durata
di 30-40 giorni per individuare la
comparsa di eventuali segni e sintomi
di infezione.
La processionaria: è una larva (di farfalla)
che vive sui pini marittimi. I peli
contengono un veleno che a contattocon la cute provoca una reazione irritativa
a tipo pomfo o eritematosavescicolare.
Il trattamento è rappresentato da
pomate cortisoniche locali.