Strategia vincente per le antipatiche macchie scure
Autore: Dr.ssa Clara RIGO
Specialista in Dermatologia e Dermatologia estetica
VERONA
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Il colore della pelle è assolutamente individuale e soggetto a più variazioni in rapporto alla razza, ai fattori relativi a quell’individuo, alle condizioni ambientali ed è determinato dai pigmenti in essa presenti, come la melanina e l’emoglobina, ma anche dallo spessore dell’epidermide e in parte dai carotenoidi in essa contenuti.
Ma è proprio la presenza del pigmento “melanina” che determina il principale fattore della colorazione e conseguentemente anche dell’abbronzatura: essa si presenta nella cute sotto forma di fini granuli di colore bruno con elevata capacità di assorbire le radiazioni dello spettro visibile ed in particolare quelle ultraviolette. Per lo più è localizzata nell’epidermide, ma talvolta si trova abbondante nel derma superficiale, sempre poi in quantità elevate nei follicoli piliferi e nello stelo dei peli, di cui ne determina appunto il colore. Le macchie sono una modificazione del colorito normale della pelle, legate ad un’alterata distribuzione del pigmento melanico. Possono essere “ipercromiche”, in questo caso si distinguono per un aumento della colorazione, oppure “acromiche” e allora c’è un difetto o un’alterazione della colorazione, sono cioè biancastre.
Ancora le macchie possono essere circoscritte a determinate regioni del corpo, come al volto, o diffuse a una larga regione. Si differenziano poi in primitive, quando sono presenti da sempre o secondarie, cioè come esito di altre malattie della pelle o dermatosi.
Possono regredire spontaneamente in un tempo più o meno lungo, ma in genere sono permanenti e persistono indefinitamente. Le macchie “ipercromiche o iperpigmentazioni” sono dovute ad un’ alterata colorazione della cute causata da un’anormale distribuzione quantitativa e qualitativa del pigmento, cioè ad un eccesso di melanina, e sono le macchie vere, possono avere forma variabile e colorito che va dal bruno, al bruno- giallastro, al bruno- nerastro.
Esistono delle pseudomacchie o ipercromie non riferibili a variazioni del pigmento, ma a sostanze coloranti estranee penetrate direttamente nella cute dall’esterno, come nel caso dei tatuaggi o arrivate ad essa attraverso il sangue, cioè dall’interno come ad esempio i pigmenti derivati dall’ emoglobina o i carotenoidi: queste ultime non sono macchie vere. Le iperpigmentazioni vere sono quelle che ci interessano in modo particolare. Esse sono dovute a molteplici fattori: GENETICHE: come ad esempio le efelidi o le macchie melaniche.
DA CAUSE ESTERNE: come quelle legate alla eccessiva fotoesposizione, il cosiddetto “fotoinvecchiamento” dove fondamentale è la durata negli anni dell’esposizione solare. I danni cutanei indotti dall’esposizione cronica alla radiazione ultravioletta consistono in assottigliamento dell’epidermide, alterazioni della pigmentazione che si presenta irregolare con formazione di macchie e lentiggini solari o senili, comparsa di rughe, secchezza e fragilità di superficie, fino alla formazione di papule giallastre e di placche. Più in profondità il danno solare cronico può portare alla formazione delle cosiddette “cheratosi”: sono lesioni che si presentano frequentemente, in genere sono multiple e insorgono dopo i 45 anni, localizzate alle zone fotoesposte come il volto, il collo, il petto, il dorso, ma un po’ dovunque.
Progressivamente queste piccole formazioni diventano rilevate, più grandi, più scure e si ricoprono di squame- croste ruvide; la caratteristica è che nonostante siano superficiali, in realtà sono le più frequenti lesioni precancerose e per questo vanno verificate e asportate con mezzi fisici, come i laser o con tecniche chirurgiche.
POST-INFIAMMATORIE: rientrano in questo gruppo tutti gli esiti conseguenti a patologie dermatologiche come la ben nota acne, i traumi, le ustioni e molte altre dermatosi.
Di origine ORMONALE: è il cosiddetto melasma cioè le macchie di colorito bruno, di forma irregolare, localizzate per lo più al volto: fronte, labbro superiore, guance, porzioni laterali del viso, che si formano in corso di terapie estroprogestiniche o in seguito all’assunzione o all’uso di sostanze foto sensibilizzanti. Ed ancora con il nome di cloasma si descrivono le macchie che compaiono durante la gravidanza. In genere alle prime fotoesposizioni, già in primavera, si evidenziano o si scuriscono, se già presenti, creando notevole disagi.
Ancora possono essere di ORIGINE METABOLICA e NEOPLASTICA. A questo punto che cosa fare per debellare questo antipatico problema? La strategia esiste cominciando dall’uso di foto-protezioni molto alte adatte al tipo di pelle, che vanno applicate sempre in ogni stagione, ma di più quando la luce si fa intensa e soprattutto in qualsiasi luogo all’aperto, quindi anche in città ogni volta che si esce.
Tenendo presente che la melanina mantiene la memoria e una volta foto stimolata in modo da creare la macchia, questa stessa tende a ricomparire nella medesima posizione ed eventualmente ad allargarsi e anche a peggiorare. Inoltre bisogna valutare gli eventuali prodotti per l’igiene cutanea, detergenti, creme o prodotti da trucco utilizzati perché possono contenere dei componenti che con il concorso della luce stimolano la melanina in modo scorretto.
Abbiamo detto precedentemente che le ipercromie o macchie melaniche una volta comparse tendono a permanere, quindi occorrono opportuni trattamenti dermocosmetici. Per la melanina superficiale in genere pratico un peeling combinato con più sostanze presenti che agiscono a vari livelli nel processo di melanogenesi provocando dei blocchi nei vari passaggi di maturazione, impedendo così l’accumulo del pigmento nelle aree macchiate. A distanza poi di circa quindi giorni si interviene sul pigmento depositato più in profondità a livello del derma con un particolare tipo di laser. Il sistema laser Fraxel è una nuova tecnologia molto avanzata, nata negli USA, che, sapendola gestire in modo corretto, serve ad ottenere in modo efficace, sicuro e prevedibile l’eliminazione delle macchie cutanee con una convalescenza minima e vedremo più avanti non solo questo.
E’ particolarmente indicato nel trattamento di zone come il viso, il collo, il decolleté e le mani, ma si può usare in qualsiasi zona del corpo, come il dorso, le spalle, il seno, le natiche, gli arti e qualsiasi altra zona presenti questo inestetismo . Questa apparecchiatura è un laser a fibre ottiche, la cui prerogativa è quella di unire i vantaggi di due tipi di laser fino ad oggi utilizzati per questi inestetismi, quelli ablativi (con asportazione dello strato superficiale della cute) e quelli non ablativi (che non asportano questa parte esterna).
Come un laser non ablativo non vaporizza gli strati superficiali della cute e non crea abrasioni o croste, ma riesce ad arrivare in profondità. Infatti attraverso il manipolo si producono migliaia di minuscoli buchini; oltrepassando lo strato corneo più superficiale che rimane indenne, la luce laser arriva precisamente nel derma dove le zone colpite dalla luce laser, zone microtermiche, si trovano accanto a zone completamente indenni di tessuto che non viene danneggiato e rimane sano. Questo particolare tipo di laser è l’ultima innovazione nella tecnologia laser in medicina estetica per la ristrutturazione della pelle. 
La tecnica provoca un effettivo, prevedibile e sicuro, non cruento trattamento per pazienti con melasma o alterazione del colore da causa ormonale, macchie da sole e da invecchiamento. Esso produce anche un sostanziale miglioramento del tono, della texture e della pigmentazione della cute con un limitato tempo di recupero.
Anche per lentiggini e aumentata pigmentazione di vecchie cicatrici sia traumatiche, che chirurgiche, è un effettivo strumento di ristrutturazione per la cute . Si usa per il fotodanneggiamento del viso, collo, decolleté, mani e braccia, si notano miglioramenti del colore, della texture, delle rughe sottili e la cute appare più tesa e tonica e con un colore chiaro ed omogeneo. Il Fraxel ha il potenziale di creare un danno al derma profondo senza i tempi di guarigione delle tecniche ablative.
E’ adatto a tutti i tipi di cute con fototipo da I a VI; poiché non è associato a significative complicazioni possono essere trattate anche le pelli scure, cioè i soggetti di colore, e anche per melasma resistente ad altri trattamenti. La penetrazione più profonda causa una migliore catabolizzazione del derma usurato e una digestione del pigmento, per una rigenerazione naturale di nuovo collagene che crea un ottimo rimodellamento del derma. La tecnologia scannerizzata del Fraxel crea un’uniformità di applicazione dell’ energia a differenza di altri sistemi che usano una modalità a stampo, e il risultato finale è un trattamento più uniforme. Si può considerare una tecnica aggiuntiva per i pazienti che si sottopongono a interventi chirurgici che possono così aumentare il tono, migliorare la texture e schiarire la pelle in modo da completare il risultato delle procedure chirurgiche a cui si sono sottoposti.
Sebbene l’esatto meccanismo del photodanneggiamento sia complesso e per ora si siano individuati bene i segni clinici e gli aspetti biochimici associati al processo, il concetto di rimodellamento non ablativo del collagene fu sviluppato in seguito ai rischi anche di formazione di macchie e al significativo tempo di recupero associato all’ uso dei trattamenti ablativi. In conclusione, oltre a seguire gli opportuni accorgimenti per la fotoprotezione, l’associazione del peeling con l’impiego del laser Fraxel rappresenta una strategia vincente in grado di debellare una problematica difficile, quella delle antiestetiche macchie solari.
SIDS: cosa ne sanno i genitori
Per informazioni: Media60 (Ufficio stampa campagna anti-SIDS)
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Più dell’80% dei genitori ha sentito parlare della SIDS “Sudden Infant Death Syndrome”, sindrome dell'improvvisa morte neonatale. Eppure più della metà delle mamme e papà fa dormire il figlio di lato, nonostante ormai gli studi abbiano dimostrato che la posizione corretta è quella supina. E anche per quanto riguarda il fumo, ancora una fetta troppo ampia di mamme non abbandona il vizio durante la gravidanza e l’allattamento.
Sono dati su cui riflettere quelli emersi dall’indagine condotta tra i genitori romani da MAM Association, promotrice della campagna “Piccoli gesti per la vita” contro la SIDS, in occasione di Bimbinfiera, importante manifestazione dedicata al mondo dell’infanzia, che si è appena conclusa nella Capitale. L’obbiettivo era verificare il grado di conoscenza della SIDS da parte dei genitori presenti, la qualità delle informazioni, come vengano diffuse e da quali canali vengano apprese.
Questi numeri si vanno ad aggiungere a quelli già raccolti nei mesi scorsi durante le tappe di Milano e di Bari di Bimbinfiera (in totale i genitori coinvolti sono stati 5.300) e sembrano confermare, in parte, i dati della città pugliese, risultati che si discostano, più o meno lievemente a seconda delle domande, da quelli del capoluogo lombardo. In particolare, dai dati romani, risulta evidente che solo una piccola percentuale di genitori ha sentito parlare in modo esaustivo di SIDS. Inoltre, pur avendone sentito parlare, ancora molti genitori hanno risposto di non sapere che è la prima causa di morte dal ventottesimo giorno al primo anno di vita. Evidente quindi che ancora molto c’è da fare e la campagna promossa da MAM Association, con il coordinamento scientifico del dottor Carlo Gargiulo, vuole proprio rappresentare un primo passo in questa direzione, cioè di una miglior conoscenza del problema e la conseguente adozione degli opportuni e semplici comportamenti in grado di ridurre sensibilmente il numero di queste morti ed evitare il dramma di una SIDS. I genitori, infatti, pur sapendo che esistono alcune precauzioni, non hanno le idee troppo chiare su quali siano.
E così alla domanda “qual è secondo te la giusta posizione per far dormire il bambino per evitare la SIDS durante la nanna?”, ben il 53% dei genitori intervistati a Roma (in linea con la percentuale di Bari, ma quasi il doppio rispetto a quella di Milano) ha risposto ancora quella di lato.
Tra gli altri dati emersi, interessante è quello che riguarda l’uso del succhietto: la metà dei genitori conosce la sua utilità e efficacia, nonostante sia stato tra le ultime raccomandazioni a essere incluse nei comportamenti anti-SIDS. Segno che una corretta e accurata informazione su questo tema è fondamentale per aiutare mamme e papà a far dormire sonni tranquilli ai loro piccoli.
I questionari compilati da 5.300 persone a Roma, Milano e Bari in occasione di Bimbinfiera parlano chiaro: nonostante si senta sempre più spesso parlare di SIDS c’è ancora molto da fare per sensibilizzare le mamme e i papà italiani sull’importanza dell’adozione di alcune sane “abitudini” per il bene dei loro piccoli MAM Association nasce in Italia per promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione sulla SIDS (Sindrome della morte improvvisa del lattante) al fine di dare il proprio contributo nella riduzione del rischio di questo fenomeno. L’Associazione lavora a stretto contatto con importanti organizzazioni e associazioni internazionali impegnate nel settore della salute e dell’infanzia e si propone di portare nel nostro Paese i contributi di specialisti di fama mondiale, frutto dei più aggiornati studi e delle ricerche più innovative.
UNA AZIENDA AL MESE
Varvello Pharma Nutrition
VARVELLO PHARMA NUTRITION è una società familiare, nata per sviluppare alimenti per il consumo tradizionale e diffuso che - grazie a tecnologie innovative e all’utilizzo di principi attivi mirati - diventano “funzionali” alla salute dell’uomo; svolgono cioè azione preventiva e/o curativa, senza rinunciare alla qualità organolettica e al sapore. La famiglia Varvello vanta una lunga tradizione in campo alimentare, che inizia nel 1888, in Monferrato, e continua tuttora nel settore molitorio. Mugnai da 5 generazioni, l’azienda di famiglia è votata da sempre alla ricerca e all’innovazione. A partire dallo studio e dall’analisi dei grani e delle materie prime, passando attraverso l’approfondita conoscenza delle tecnologie di lavorazione dei cereali e dei loro sottoprodotti, fino all’esperienza di tutti i processi produttivi dei prodotti da forno, la Famiglia Varvello ha accumulato un vasto bagaglio di esperienza e di conoscenza nell’ambito di tutto il mondo alimentare. Negli ultimi anni la ricerca si è specializzata nello sviluppo di farine e alimenti funzionali. Partendo da ingredienti selezionati e lavorati con processi scientificamente validati, gli alimenti vengono formulati con ingredienti ad alto valore nutraceutico al fine di garantire non solo un adeguato apporto nutrizionale, ma anche un efficace beneficio all’organismo. Nel laboratorio sperimentale di Varvello Pharma Nutrition si studiano nuove ricette e si sperimentano nuovi prodotti in coerenza con le esigenze nutrizionali e di salute della popolazione Italiana, attraverso il supporto di competenze mediche e scientifiche Da un’approfondita analisi dei più recenti studi epidemiologici e della letteratura medico-scientifica degli ultimi anni nonché dell’evoluzione delle esigenze dei consumatori, comincia il lavoro della Famiglia Varvello che mira a soddisfare le esigenze nutrizionali e fisiologiche di una popolazione in rapida evoluzione, anche dal punto di vista delle abitudini alimentari. Dal dopoguerra a oggi infatti in Italia abbiamo assistito a profondi cambiamenti nelle abitudini alimentari come mai si erano verificati in precedenza e negli ultimi anni si sta assistendo ad una richiesta sempre maggiore da parte del consumatore di integratori alimentari e di alimenti ad elevato valore nutraceutico e questa tendenza è confermata da un mercato che, in Italia, sviluppa ormai 1.453 milioni di euro con un incremento del +4.2% rispetto allo scorso anno nella grande distribuzione ed addirittura un +8.7% nelle erboristerie. I motivi principali di questa grande richiesta sono quasi sempre la ricerca del benessere psico-fisico e in alcuni casi la risposta a specifiche esigenze salutistiche. La Varvello Pharma Nutrition è convinta che una fra le vie più interessanti per la fornitura di prinicipi benefici è certamente quella degli alimenti e in particolare dei prodotti da forno come il pane ed i suoi sostitutivi da sempre alla base dell‘alimentazione umana, scegliendo come canale di vendita la farmacia, nella quale ci si immagina si possa sviluppare un vero e proprio reparto di alimenti buoni, sani e funzionali alla salute. Esistono innumerevoli studi scientifici che dimostrano l’esistenza di correlazioni causali tra l’alimentazione ed il nostro stato di salute. La missione della Varvello Pharma Nutrition è l’ottenimento del massimo gradimento da parte del consumatore combinando ingredienti funzionali di provata efficacia nei confronti di patologie o disturbi dell’organismo ad alimenti buoni, sani, ben preparati, come vuole la tradizione culinaria italiana, nel rispetto delle proprie abitudini e di una dieta equilibrata, varia e completa.
