UN MUSEO AL MESE
Il Museo del Cioccolato Antica Norba
INFORMAZIONI “Museo del Cioccolato” “Antica Norba”
Via Capo dell’Acqua, 1 04010 - NORMA (LT)
Tel 0773 354548 Fax 0773 353997
www.museodelcioccolato.com info@museodelcioccolato.com
L’Azienda “Antica Norba” è nata nel 1956 come produttore di pane. Nel 1977, la seconda generazione, ha dato vita alla sezione “Cioccolato”. Nel 1995 è stato inaugurato il 1° “Museo del Cioccolato” italiano. Naturalmente, trattandosi del ghiotto “cibo degli Dei”, tutti, indistintamente, ne sono attratti anche se la vocazione del museo è per lo più orientata alla didattica per i bambini che arrivano attraverso le gite scolastiche. Attualmente sono circa 20.000 i visitatori che ogni anno arrivano a ridosso della “Fonte del Cioccolato” per una dolce degustazione.
Le visite per i bambini della scuola e per i gruppi sono guidate. Oltre a spiegare i valori nutrizionali del cioccolato, vengono dati ragguagli riguardo la lettura e l’interpretazione delle etichette, sulle normative europee che regolamentano la produzione e la vendita del cioccolato. A questo punto, in una piccola sala video, i visitatori sono invitati a vedere un filmato che racconta tutte la fasi della raccolta, fermentazione, essiccazione e selezione del caco. In una seconda parte, il video mostra le fasi della lavorazione vera e propria del Cioccolato: dalla “torrefazione” dei semi alla “spremitura”, dalla “raffinazione” al” concaggio”, dal “temperaggio” al “modellaggio”. 
Dopo aver appreso tutte le nozioni più importanti che riguardano “il cibo degli dei”, i visitatori vengono condotti di fronte alla “Fonte del Cioccolato” per la gioia di grandi e piccini: a tutti viene offerta una degustazione di caldo cioccolato prima di entrare nel museo vero e proprio. Il percorso si snoda tra ambientazioni Maya, anche con reperti originali con notizie e curiosità su quelle culture che ritenevano preziosissimo il seme di cacao tanto da utilizzarlo come moneta (con 100 semi si comprava uno schiavo).
Già al tempo dei Maya erano riconosciute le qualità del cioccolato in particolare quelle afrodisiache tanto che, secondo la leggenda, Montezuma ne assumeva 50 tazze al giorno per sostenere le fatiche dell’alcova. Il percorso segue con notizie e curiosità sui Conquistadores che, dopo Cristoforo Colombo, per primi portarono il cacao in Europa dove si diffuse rapidamente la nuova bevanda (dopo averla arricchita di zucchero). Non mancano informazioni sulla coltura del Cacao con foto, oggetti e veri frutti del cacao (cabosse).
Le varie fasi che seguono la raccolta fino alla spedizione sono rappresentate con foto e ambientazioni. Si prosegue tra attrezzature antiche, vecchie stampe e pubblicità del primo novecento con moltissime curiosità che attraggono l’attenzione dei visitatori. Alcuni dei reperti esposti sono vere e proprie rarità come, ad esempio, una “cassa” della fine dell’ottocento.
Tutto il materiale è stato ricercato in tutta Europa cercando vecchie fabbriche dismesse, visitando mercatini dell’antiquariato come quello delle pulci di Parigi o rovistando tra gli antiquari di Budapest. Nonostante la grande mole di oggetti rinvenuti, per la passione dei responsabili del museo, la ricerca continua costantemente tanto che gli spazi non sono più sufficienti e tutta la struttura è in continuo divenire.
All’interno del Museo, spiccano alcune collezioni:
* Collezione di Antiche Cioccolatiere: sono presenti Cioccolatiere di tutte le fogge e materiali (anche molto preziosi) con alcune curiosità;
* Collezione di Bilance Antiche: ci sono bilance di tutte le epoche, alcune molto particolari (una di esse è appartenuta a re Edoardo VII e il suo stemma reale è inciso sul piatto di ceramica);
* Collezione di stampi antichi: stampi per cioccolatini in nichel e argento in uso nel primo novecento. Difficilmente possono essere ammirati 150 stampi di questo tipo tutti insieme; * Antico laboratorio chimico. In omaggio a Joseph Fry, scopritore del Cioccolato solido, è stato ricostruito un antico laboratorio con strumenti originali, del tutto simile a quello rappresentato nelle stampe che raffigurano lo studioso.
LA FABBRICA ANTICA Alla fine del percorso è stata ricostruita un’intera fabbrica antica con macchinari originali del primo novecento che rappresentano tutto il processo produttivo dal seme al cioccolato finale. Particolarmente interessante è un imponente tostino per semi di cacao del primo novecento alimentato “a legna”. Anche qui è possibile ammirare attrezzature ormai in disuso di particolare interesse storico. E’ stato anche realizzato un vecchio ufficio con attrezzature d’epoca (telefoni, macchine da scrivere, ecc).
MANIFESTAZIONI La più importante manifestazione/evento che si tiene presso il museo è la Festa del “Choco Day” che cade ogni anno nella Domenica più vicina al 12 ottobre. In quell’occasione, oltre ad intrattenimenti per bambini e ad un “dolce mercatino”, vengono effettuate dai nostri maestri cioccolatieri dimostrazioni di lavorazioni antiche del cioccolato. Tecniche che il visitatore può facilmente riprodurre a casa.
Tra musica, canti e balli è possibile degustare tanti tipi di cioccolato e, all’ora di pranzo, utilizzare gli stands gastronomici con piatti tipici locali. Nelle ultime due edizioni sono stati circa 10000 i visitatori che hanno piacevolmente trascorso una dolce giornata “al cioccolato”. IL CIOCCOLATO SALUTISTICO
Da qualche anno, il Museo è impegnato nella ricerca di cioccolati salutistici. In occasione dell’ultimo “Choco day” è stato organizzato presso il Museo un convegno sul tema “Cioccolato e Benessere”. Sono intervenuti, come relatori, docenti dell’Università la Sapienza di Roma, nutrizionisti ed esperti diabetologi. Naturalmente erano presenti tutte le autorità comunali e provinciali oltre al mondo imprenditoriale e bancario.
Questa ricerca comincia a dare i propri frutti con prodotti innovativi e particolarmente interessanti per chi, attento alla salute, non vuole rinunciare al piacere di degustare un buon cioccolato.
Ad oggi è già in commercio il Cioccolato con Glucomannano.
Si stanno completando i seguenti prodotti:
* Cioccolato con Probiotici e Prebiotici;
* Cioccolato con Polifenoli e Antiossidanti;
* Cioccolato con dolcificanti naturali alternativi per diabetici e/o sportivi;
* Crema di Cioccolato con Olio extravergine di oliva (soprattutto per anziani)
Skin Balance System: una nuova metodica per il trattamento della pelle
Per informazioni: Media60 (Ufficio stampa campagna anti-SIDS)
tel. 035 5788871
ufficiostampa@media60.it
AL GRAND HOTEL KALIDRIA UNA METODICA PER IL TRATTAMENTO DELLA PELLE NELLA SUA GLOBALITÀ Un’efficace ed esclusiva metodica finalizzata al trattamento della pelle nella sua globalità, derma ed epidermide, e personalizzata.
Si chiama Skin Balance System e rappresenta uno dei fiori all’occhiello fra i trattamenti disponibili al Grand Hotel Kalidria & Thalasso SPA 5*, un albergo di ricercata raffinatezza sito in Località Principessa a Castellaneta Marina (TA). Il suo centro talassoterapico, con i suoi 3500 mq dedicati alla remise en forme, è il più grande della Penisola ed uno dei più grandi in Europa.
Skin Balance System è stato messo a punto dal Professor Antonino Di Pietro, specialista di fama internazionale in Dermatologia e Venereologia nonché presidente ISPLAD (International-Italian Society of Plastic- Aesthetic and Oncologic Dermatology) e Direttore Scientifico dell’area Benessere e Bellezza della struttura pugliese a 5 stelle, in collaborazione con la Dottoressa Alda Malasoma, dermatologa oltre che Coordinatrice dell’area Benessere e Bellezza. Combina un’azione superficiale, svolta da peeling leggeri, con una più profonda, legata alla penetrazione di principi attivi efficacissimi.
Lo Skin Balance System richiede l’esperienza e la professionalità del dermatologo: sulla base di una valutazione clinica, integrata da informazioni desunte da semplici indagini strumentali, come il Check-up cutaneo e la Videodermatoscopia, lo specialista propone un trattamento personalizzato, mirato alle esigenze della cute del singolo paziente, che si articola in quattro fasi.
Le possibilità di personalizzare il trattamento sono presenti ad ogni gradino, in quanto ognuno dei passaggi è modulabile in funzione dell’azione e dell’effetto ricercati.
I° FASE – PEELING In base alle caratteristiche dell’epidermide del paziente ed all’effetto ricercato, il dermatologo sceglie tra quattro leggeri peeling che potenzieranno l’azione delle sostanze che verranno applicate nel corso del trattamento.
II° FASE – TRANS –SKIN Il dermatologo prepara al momento una maschera altamente personalizzata utilizzando principi attivi altamente concentrati: tra le numerose sostanze che potranno arricchire la maschera (dall’aloe all’estratto di
ortica per le pelli grasse; dall’estratto di mirtillo all’estratto di Ascophyllum Nosodum per contrastare la fragilità capillare; dall’olio di borragine all’oryza sativa per garantire un’idratazione anche profonda; dall’acido cogico alla Brassica Napus per intervenire sulla tendenza alla pigmentazione), è a disposizione (unici in Italia ed in Europa) una esclusiva miscela di oligopeptidi, denominati genericamente “fattori di crescita” che costituiscono il vero “plus” cosmeceutico del trattamento: l’oligopeptide 1, ottenuto con raffinatissime trasformazioni biotecnologiche dall’embrione di orzo, mima l’azione dei fattori di crescita della pelle, in particolare dell’”EGF” (Epidermal Growth Factor); gli altri oligopeptidi presenti nella miscela coadiuvano questa importantissima azione.
La maschera così preparata, viene applicata con un tempo di posa che varia a seconda delle caratteristiche della pelle e dell’umidità presente, fino a che può agevolmente essere rimossa con una leggera trazione.
III° FASE – CREMA CON FATTORI DI CRESCITA Il trattamento viene completato con l’applicazione di una crema contenente questi preziosissimi fattori di crescita: anche qui deve essere scelta la crema più adatta al tipo di pelle del soggetto.
IV° FASE - CREMA SKIN BALANCE SYSTEM PERSONALIZZATA (DOMICILIARE) Lo specialista può consigliare al paziente, anziché un prodotto generico e standard, un cosmetico contenente gli stessi principi attivi usati durante il trattamento: è infatti possibile preparare una crema con le stesse sostanze, a concentrazione cosmetica e non professionale, ma comunque efficaci, che il paziente potrà utilizzare a domicilio. Si interverrà quindi sulla perplessità che spesso mostrano i pazienti di sottoporsi a trattamenti confinati a momenti troppo brevi e difficilmente ripetibili della cura di sé, offrendo la possibilità di reiterare ed amplificare l’azione di questa efficacissima ed esclusiva metodica.
Grand Hotel Kalidria & Thalasso SPA 5* www.kalidria.it
La resilienza
Maria Vittoria BRIZZI TESSITORE
Dott. in Medicina e Chirurgia
Dott. in Lingue e Letterature
Straniere
Prof. in Materie Letterarie
Genova
Tel. 010/54.51.677
Cell. 348/32.25.941
www.omeopatiaonline.com
La resilienza, in fisica, è la resistenza che un corpo ha nel far fronte agli urti, senza spaccarsi, senza risentire di fratture all’interno. Il suo opposto potrebbe essere la fragilità. Il concetto è da traslare sugli esseri umani. E forse sugli esseri animati in genere. La persona colpita da traumi fisici o psichici può ritornare alla vita anche se non sempre a quel tipo di vita precedente al colpo subito poiché, freudianamente mantiene nell’inconscio il ricordo dei fatti. Potrà approdare, però, a una esistenza di resurrezioni soprattutto interiore e di conseguenza, più consapevole nonostante il persistere di circostanze avverse.
Mi viene da sottolineare che non è né l’indifferenza né la disumanizzazione la meta alla quale intende condurci la resilienza, disciplina giovane ed emergente. Se così fosse, sarebbe come dire che i dolori non sono nulla mentre si sa che per il dolore si muore o,
peggio, si agonizza tutta la vita: pensiamo alle violenze fisiche e psichiche, alle deportazioni, alle conseguenze delle guerre, alla morte delle persone amate.
Tuttavia, molti sopravvissuti a tanto sfacelo, sono riusciti a riprendere una vita normale grazie alla induzione alla resilienza. Alcuni ci riuscivano anche in passato, specialmente quando potevano contare su una loro famiglia ben strutturata o su amici disponibili. Mancando queste opportunità tanti disperati potevano affidarsi soltanto al residuo delle proprie forze. E’ intorno agli anni Ottanta che sono fioriti, sulla resilienza, quegli studii i quali hanno stimolato le istituzioni a farsi socialmente carico del fenomeno post-traumatico.
Esiste l’Osservatorio Internazionale sulla Resilienza, un gruppo di ricerca legato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Tra i docenti e i professionisti che ne fanno parte e che sono dediti all’elaborazione del dolore, sarà di valido aiuto chi il dolore ha, sulla propria pelle, sperimentato: il terapeuta ferito, come lo definì Platone. Il dr. Bach, l’ideatore della cura a base floreale che porta il suo nome, consigliava, per l’elaborazione del lutto, “Star of Bethlehem” e per migliorare la nostra capacità di reagire positivamente, il fiore Larch.
Bach, oltre che medico, ricercatore uomo di scienza, fu anche uomo di grande umanità. Per tutti questi morivi non mi dispiace affatto citare lui e la sua terapia non semplicistica ma semplice come ogni cosa grande. Il non citarlo sarebbe ingeneroso.