Omeopatia

LYCOPODIUM E LA DISPEPSIA

Flatulenza irresistibile.

Sensibilità del fegato al tatto.

Peggiorano il pomeriggi e migliorano con il movimento lento.

Tipologia caratteriale: presentano una intelligenza rapida in contrasto con l’insufficienza fisica. Irritabili fino alla collera, si svegliano la mattina di cattivo umore. Sono anche molto emotivi, si commuovono per la gentilezza o una manifestazione di affetto.

Temono la responsabilità, mancano di fiducia in se stessi.

Dosi consigliate nella dispepsia: Licopodium 30 CH, tre granuli la sera, lontano dal pasto.

Antonio Abbate -omeopata
pubblicazione del 2000

FIORI DI BACH

Fiori di Bach

Martedì 21 Febbraio 2012 10:42
Di ogni patologia o disagio fisico e/o  mentale, è determinante capire la causa prima di sopprimere il sintomo. Quest’ultimo ci parla, ascoltandolo. La ragione, in moltissimi casi, è da ricercare nella mente.

Oggi tratterò dei pensieri torturanti. Fisicamente possono indurre cefalea, nausea, vomito eccetera mentre in altra sfera, distrazione e, conseguentemente, incidenti.

I fiori del dr. Bach, medico, se sono prescritti con competenza, possono migliorare il nostro stato d’animo e di salute.

E’ importantissimo ascoltare il paziente,  del suo animo, conoscere anche le sfumature per aiutarlo a portare il peso della vita.

I Fiori di Bach sono ottima terapia soprattutto per la sfera mentale.

Parlerò, oggi, dei pensieri torturanti. Durante il dialogo medico-paziente, emergeranno, verranno fuori dall’inconscio del malato, antichi ricordi, traumi, persino quelli della lontana infanzia. Parlandone, possiamo liberarcene. Il terapeuta parteciperà con amore ma stimolerà a guardare avanti. Il passato non deve condizionare irrimediabilmente il nostro presente né il futuro. “Domani è un altro giorno”.

Sovente , alla notte, siamo in preda all’insonnia perché, nel silenzio, nel buio, riaffiorano i pensieri torturanti. La nostra mente si ostina a rivivere il passato. Davanti a noi scorre una specie di film. Le immagini si fermano a lungo a determinati tempi, quelli duranti i quali abbiamo, nella realtà, sbagliato.

Ci rimproveriamo perché non abbiamo dato, a suo tempo, la risposta giusta o fatto una cosa giusta. Siamo preda, nella notte, dei famosi sensi di colpa che contribuiscono all’insorgenza di nevrosi, malinconia, sofferenza.  Il dr. Bach definisce l‘atteggiamento notturno del quale abbiamo parlato “la sindrome del disco rigato” perché il pensiero si ferma sempre a quel punto nel quale è presente il difetto. Un sonnifero, in questo contesto, non mette in luce la causa. Valutando caso per caso prescrivo, soltanto in questo tipo di insonnia e per interrompere il circolo ossessivo, il fiore di Bach denominato White Chestnut e offro l’appoggio della parla. La parola è nettare, cibo degli dei.