DENGUE

Autore: Dr. Lucino SCHIAZZA
Specialista in Dermatologia e Venereologia
Specialista in Leprologia e Dermatologia Tropicale
Studio Via XX Settembre 3-2 Genova
Tel 02-590270 e-mail : lucianoschiazza@libero.it

La dengue è una malattia di origine virale (4 sierotipi di virus molto simili:
DEN-1, DEN-2, DEN-3, DEN-4, di cui il 2 e 3 spesso associati alle forme più gravi di malattia); è causata da un arbovirus (virus trasmesso da artropodi ematofagi) del genere Flavivirus
della famiglia delle Togaviridae.zanzara
Viene trasmessa all’uomo dalla puntura delle zanzare del gruppo Aedes (in particolare aedes aegypti) dopo che questa ha punto una persona infetta. Nello specifico, la zanzara
può trasmettere il virus dopo ottodieci giorni dal pasto infettante.
Non vi è contagio diretto da uomo a uomo a meno di non venire in contatto col sangue della persona ammalata nella fase di viremia (con tale termine si indica il periodo in cui il virus circola nel sangue della persona infetta): si ritiene che il soggetto sia infettante nei 6 giorni (in media) che segnano l’esordio della malattia.
La dengue è diffusa in tutte le zone tropicali e sub-tropicali comprese tra il 35° di latitudine Nord e il 35° di latitudine Sud (più di 100 paesi).
Si calcolano dai 60 ai 100 milioni di casi all’anno inclusi i 500.000 casi di DE e SSD e 20.000 decessi.
La dengue è diffusa soprattutto nelle grandi aree urbane e periferiche caratterizzate da edificazione incontrollata, presenza di baraccopoli, forte densità di popolazione unita ad
una forte crescita demografica; in questo contesto la possibilità di difendersi dalle punture della zanzara è minore e in tale contesto si realizzano le condizioni ambientali ideali (presenza di liquami, acque stagnanti malsane) per un habitat favorevole alla proliferazione e diffusione delle zanzare vettrici.
Se poi consideriamo quanto oggi siano facili i viaggi aerei che permettono ad una persona infetta di spostarsi rapidamente da una nazione all’altra, di quanto altrettanto intensi
siano gli scambi di merci che permettono la diffusione della malattia in aree altrimenti indenni (es. commercio di pneumatici usati che trattenendo nel loro interno piccole quantità di acqua rappresentano l’habitat ideale per la deposizione delle uova da parte delle zanzare), ci si rende conto di come sia difficile il controllo della diffusione del’infezione.dengue
La dengue “classica o comune” o “febbre dengue” si manifesta inizialmente con sintomi che rassomigliano a quelli di una forma influenzale.
Dopo una incubazione di 2-7 giorni, compaiono:
• febbre alta (39/40°C), improvvisa, accompagnata da brividi,
• cefalea (mal di testa),
• dolori retroorbitari (dietro gli occhi),
• mialgie (dolori muscolari),
• artralgie (dolori articolari) ( è detta anche “febbre spaccaossa”),
• una eruzione cutanea, maculopapulosa (risparmia le regioni palmari e plantari), simile al morbillo; scompare in maniera improvvisa dopo 3-4 giorni lasciando prurito e desquamazione per alcune settimane,
• leucopenia (diminuzione dei globuli bianchi).
Dopo 3-4 giorni vi è un DENGUE a breve remissione dei sintomi che poi riappaiono più intensi (forma bifasica) con
• emorragie congiuntivali,
• sanguinamento dal naso,
• ecchimosi che persistono per circa una settimana.
Il decorso varia dai 9 ai 14 giorni; segue una convalescenza, con stato di astenia, di 15 giorni. Questa forma pur essendo fortemente invalidante, non è pericolosa.
Di ben altra gravità sono invece la dengue emorragica (DE) e la sindrome shock da dengue (SSD) che rappresentano fortunatamente solo l’1% dei casi di dengue. Queste due forme
di solito si manifestano come seconda infezione dengue in persone che sono già venute a contatto con uno dei quattro virus-dengue.
La DE è caratterizzata da
• febbre alta (40-41°C) persistente,
• forti dolori addominali,
• emorragie gastro-intestinali,
• emorragie cutanee (petecchie, ecchimosi, porpora),
• emorragie cerebrali,
• diminuzione delle piastrine (100.000 cellule/mm3 o meno) ed elevato ematocrito (è la percentuale del volume del sangue occupato dai globuli rossi)(uguale o superiore al 20%),
• epatomegalia (ingrossamento del fegato).
L’evoluzione della DE, dopo 5-7 giorni dalla comparsa, può seguire due strade:
1. caduta della febbre per lisi e regressione di tutte le manifestazioni con guarigione in 10-12 giorni.
2. evolvere verso la SSD, a seguito della molteplicità e dell’abbondanza delle emorragie che determinano una alterazione emocircolatoria con
- un indebolimento nella percezione del polso arterioso,
- un abbassamento della pressione del sangue,
- pelle fredda,
- stato di shock.
Si può instaurare quindi uno shock ipovolemico che porta a morte entro 12-24 ore se non vi è un pronto intervento medico. A maggior rischio i soggetti in precarie condizioni di salute e la fascia d’età sino ai 15 anni.dengue
La prevenzione si basa essenzialmente sull’evitare di essere punti dalle zanzare, sapendo che sono piùattive di giorno (nelle due ore che accompagnano il sorgere del sole e nelle due ore che precedono il suo tramonto). Possono naturalmente pungere anche di notte nelle zone illuminate.
Occorre quindi:
• indossare indumenti di colore chiaro, con maniche lunghe e pantaloni lunghi,
• usare repellenti sulle zone cutanee scoperte;
• usare la zanzariera per il letto, impregnandola di piretrina,
• applicare il repellente cutaneo dopo ogni nuotata.
Accanto a queste norme comportamentali occorre una condotta sanitaria che provveda ad eliminare ogni ristagno d’acqua in prossimità delle abitazioni oltre ad una azione a più
ampio raggio con programmi di disinfestazione.
Non esiste una terapia specifica e neppure un vaccino. L’aver contratto la malattia dà immunità solo per il virus che l’ha causata. Potendo la dengue essere determinata da 4 tipi di virus si può essere nuovamente contagiati da uno degli altri tre.
Il trattamento si basa su:
• riposo
• antipiretici (es.paracetamolo) (mai aspirina)
• analgesici
• abbondanti liquidi.

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Bambini & Obesità una malattia moderna

Autore: Dr.ssa. Alba ALGESI

Lo stile di vita “industriale” di oggi ha portato con sé un preoccupante fenomeno: l’aumento dell’ obesità.
L’OMS (organizzazione Mondiale della Sanità) sta verificando su scala mondiale l’aumento rapido e consistente dell’obesità che colpisce la popolazione delle zone industrializzate dovuta alla produzione stessa del cibo, la frequenza degli spostamenti, lo stile di vita ed il tipo di abitazione. L’obesità favorisce il manifestarsi di altre malattie come diabete, cardiopatie, artrosi.obesita
Inoltre si pensa che l’obesità infantile finirà per ridurre la vita media dei ragazzi.
Il fenomeno così generalizzato non é evidentemente giustificabile con la semplice mancanza di buona volontà o lo scarso controllo delle persone.
In realtà le cause reali sono almeno due: l’alimentazione di tipo industriale e la mancanza
di attività fisica.
Il metodo industriale di produzione e trasformazione degli alimenti produce cibi impoveriti
nella loro composizione e privati di sostanze preziose per la salute.
Si pensi ai cereali troppo raffinati, senza fibre, senza vitamine ed oligoelementi, allo scatolame e ai prodotti conservati in genere, totalmente privi di flora batterica.
L’attività fisica in molti casi é quasi totalmente assente complice il tempo passato davanti ai videogiochi.
Secondo gli studiosi della rivista British Medical un altro elemento negativo é costiuto dal fatto che i genitori sono inconsapevoli del problema dei loro figli.
Cosa si deve fare.
E’ importante che le scelte alimentari dei bimbi privilegino alimenti di qualità il più possibile integri nella loro composizione. Oggi si può affermare che la qualità degli alimeti sia gradevolmente influenzata, tra l’altro, dalla vicinanza spazio-temporale tra il momento della produzione ed il momento del consumo; questa caratteristica garantisce, oltre al sapore del cibo anche l’integrità del suo patrimonio nutrizionale e l’assenza di additivi e conservanti.
In questo senso l’orto, il frutteto sono veramente preziosi, la preparazione casalinga di
certi cibi che, oltre all’assicurare risultati organolettici eccellenti, riduce di fatto la presenza di prodotti industriali sulle nostre tavole.
Si pensi, da questo punto di vista, alla marmellata, alla pasta, allo yogurt, alle olive, al
pane, al minestrone ed alla maionese.
Per quanto concerne l’attività fisica, ai ragazzi vanno garantite almeno due possibilità: andare regolarmente a scuola a piedi ed uno spazio verde dove poter correre, arrampicarsi, esplorare la vegetazione e la fauna.

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Sottomissione
Centaury

Maria Vittoria BRIZZI TESSITORE
Dott. in Medicina e Chirurgiabach
Dott. in Lingue e Letterature Straniere
Prof. in Materie Letterarie Genova
Tel. 010/54.51.677 Cell. 348/32.25.941
www.omeopatiaonline.com

Esistono persone troppo remissive, influenzabili, incapaci di esprimere le proprie ragioni e idee. Per questo loro modo di essere, finiscono sempre per ubbidire e per indebolire la propria volontà. Se vivono in ambienti autoritari, pur soffrendo inizialmente
molto, finiscono per adattarsi, per perdere la personalità e persino la volontà di difendersi. Chi non ama se stesso si fa del male ed é giusto che, con il ragionamento, faccia capire che ha diritto ad essere rispettato o meglio ancora amato.
Il tipo discreto é spesso senza energia ed è qualche volta egli stesso a voler stare accanto ad una persona forte. Per non perderla si sottomette.bach
E’ definito dal Dr Bach “persona zerbino” schiava e non collaboratrice. E’ bene, col nostro prossimo, stabilire relazioni da pari a pari.
Il personaggio del quale stiamo parlando é facilmente riconoscibile perché si lascia sfuggire frasi tipo “....non so dire di no; vivo una vita di riflesso; pur di avere un complimento non so cosa farei; rinuncio alla mia esistenza perché il mio direttore ha
bisogni di me; non mi sposo per accudire i miei genitori”.
Questa ultima frase mi ha sempre stupito perché sono convinta che si possano amare le due famiglie, sia quella “vecchia” che quella “nuova”. Mi adopero sempre volentieri a difendere i nostri vecchi che sono l’amore, la saggezza, le radici. Non stimolerei mai i giovani ad abbandonarli, mai. Ma a trovare la loro strada, sì.
Nella mia pratica medica, al paziente che presenta le caratteristiche delle quali ho parlato, prescrivo i farmaci che aiutano ad alzare le difese immunitarie sia fisiche che psichiche, ad eliminare astenia o stanchezza, ad alimentare energia e, di conseguenza,
determinazione e volontà. Insieme ai farmaci, volta a volta utili al paziente, consiglio sovente il fiore di Bach Centaury specie se riscontro una incipiente depressione, mancanza di vitalità o completa passività nei postumi di una malattia sia fisica che mentale.
Il fiore di Bach Centaury favorisce la conquista della propria identità, aiuta a vincere la timidezza.
Lo prescrivo anche a quei bambini e adolescenti che mi confidano di soffrire di complessi di inferiorità, di sudditanza rispetto ai compagni di scuola ed eventualmente a quegli adulti vittime di episodi di bullismo o di mobbing.

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Quale relazione tra labbra e denti....

Autore: Dr. Bahri ADIS
Implantologia e Parodotologia
Studio Vle Beatrice d’Este 17 Milano Tel 02-58303737

Il sorriso è senz’altro uno degli elementi con cui comunichiamo. Forse il primo. Di sicuro il più immediato e convincente. Se poi c’è in noi la consapevolezza di avere una bella bocca e un sorriso sano, ecco che subito si attiva un processo di sicurezza e
serenità che viene trasmesso anche al nostro interlocutore. A tutto vantaggio del rapporto che sta per iniziare.
Ma come ottenere e, soprattutto, come mantenere nel tempo questa immagine positiva?
Armonia ed equilibrio
Il nostro corpo è totalmente basato sull’armonia, tanto che qualunque dissonanza può comportare uno scompenso. Nel nostro caso, cioè per quanto riguarda i denti, si può verificare una disarmonia quando le linee che dividono orizzontalmente la nostra testa non si trovano più in assetto di equilibrio. Possiamo immaginare la testa divisa in tre grandi parti:denti
parte alta - dall’inizio della fronte alle sopracciglia
parte media - dalle sopracciglia fin sotto il naso
parte inferiore - da sotto il naso fin sotto il mento.
Nelle persone con una masticazione normale, queste zone si presentano di ampiezza uguale e regolare.
Nell’ipotesi di una persona senza denti o con una dentatura pesantemente compromessa, invece, ecco che l’armonia tra le parti si altera sensibilmente. In particolare, è l’area
inferiore – la zona tra la punta del naso e la fine del mento – ad essere fortemente coinvolta. La relazione armonica tra le parti è diventata inesistente, tanto che, al primo impatto visivo, una persona senza denti fa uno strano effetto, dovuto proprio all’assenza di equilibrio. Senza l’appoggio dentale, infatti, le arcate combaciano e la bocca si ripiega su se stessa, rientrando fino a 16 – 18 millimetri;
le labbra ricadono all’interno e perfino il colore rosso che le caratterizza scompare, ingoiato dal ripiegamento.
Ecco allora che l’intervento dello specialista in odontoiatria diventa indispensabile per risolvere qualunque problema, non solo di ordine funzionale e masticatorio, ma anche
estetico e psicologico.
Funzionalità & masticazione
Chi non sarebbe felice di potersi tenere i propri denti fino alla vecchiaia? In effetti, tutto il mio impegno e la mia professionalità di odontoiatra sono volti a mantenere intatti i denti sani per farli restare al loro posto fino a tarda età. Certo, in una situazione di mancanza totale, la funzionalità risulta inesistente: il cibo non viene
masticato ma solo ammorbidito per essere poi ingerito quasi intero. In questo caso, sono in agguato anche problemi a livello di digestione, di ingrassamento, di stipsi… Ecco che
allora le ricostruzioni diventano indispensabili.
Ricostruzioni di denti che rispondono innanzi tutto all’esigenza di funzionalità, ma che, in secondo luogo, tendono anche a ripristinare l’armonia nella relazione tra le arcate,
i denti e la muscolatura labiale e quella delle guance. Tutto nel paziente deve, infatti, tornare in equilibrio. Come in precedenza.
Star bene con se stessi
Funzionalità e masticazione occupano un posto primario nella bocca del paziente, ma con l’attuale stile di vita fortemente legato all’immagine, anche l’estetica gioca un ruolo di
gran rilievo. Come non essere d’accordo? Quando parliamo, ad esempio, mostriamo circa tre millimetri dei nostri denti frontali che dovrebbero essere al meglio. Se poi sorridiamo o facciamo una risata, ecco che il nostro interlocutore ci vede in bocca, giù giù fino al primo molare. Sentirsi in difetto nell’estetica a causa dei denti è dunque la prima indicazione per una terapia perché una diminuzione dell’autostima può portare ad altri
disturbi di ordine psicologico. Al contrario, la consapevolezza di una bella bocca e di un bel sorriso innesca un processo positivo. Albert K. Cohen –un guru nel campo delle relazioni e della comunicazione – sostiene che “l’identità, come la bellezza, sta nell’occhio di chi guarda, perciò l’accettabilità per se stessi dipende dall’accettabilità
da parte degli altri”. Del resto, sappiamo bene che negli incontri quotidiani, i primi 10 secondi sono decisivi per instaurare un processo di convincimento e di conferma reciproci.
E’ tempo di estetica
Una bocca può “farsi più bella” in molti modi. Anche all’esterno. Per esempio correggendo le “rughe nasolabiali”, cioè quelle profonde linee d’espressione ai lati della bocca e del naso che, rese meno accentuate, ringiovaniscono il viso. Con il mio
lavoro posso anche far risaltare maggiormente il colore e il turgore delle labbra e, nel caso di denti non proprio candidi, utilizzo la tecnica del “bleaching” o dello sbiancamento, ottenendo risultati meravigliosi e duraturi.
L’estetica orale non va sottovalutata neppure dal punto di vista psicologico.
Spesso le persone non sicure della propria bocca arrivano a coprire i denti con le labbra, cambiando perfino fisionomia e modificando l’espressione fonetica. Altre mettono una mano davanti alla bocca quando parlano, altre ancora evitano di ridere o ridono “a denti stretti”. In tutti questi casi s’innesca un processo difficile da interrompere che, a volte, può portare fino alla depressione. Ecco perché è molto importante trovare o ritrovare il proprio equilibrio masticatorio, fisionomico e psicosomatico.
Una bella bocca è diventata un “must” in alcune professioni pubbliche, ma senza arrivare ad attori e top-model, basta pensare al normale mondo del lavoro, ai contatti quotidiani
e all’influenza di un bel sorriso sull’umore e sulla disponibilità. Nostri e del nostro interlocutore.

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