Correzione della Flaccidità cutanea dell’interno braccia

Autore: Dr. Riccardo LUCCHESI
Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva
Studio Privato Viale Piave 11 - Milano
Tel/Fax 02.794224
riccardolucchesi@riccardolucchesi.it
www.riccardolucchesi.it

La parte più interna delle braccia, dalla spalla al gomito, è rivestita di cute particolarmente sottile e delicata.
Questa sua caratteristica la rende particolarmente vulnerabile sia al trascorre del tempo che alle variazioni di tensione legate agli aumenti o cali di peso.
La cute è un organo straordinario, con una grande capacità di adattarsi molto bene alla forma del corpo che racchiude, seguendone precisamente ogni cambiamento, dalla nascita, alla crescita, all’invecchiamento.
E’ programmata per affrontare tutte le normali variazioni di peso che accompagnano ogni individuo nel corso della sua vita; entro limiti fisiologici, le è consentito di recuperare
pressoché completamente la sua condizione iniziale.
Queste caratteristiche, fisiologicamente, vengono ad attenuarsi progressivamente con il passare degli anni e spiegano il perché della comparsa di alcuni “inconvenienti” di tipo estetico.

La flaccidità e l’eccesso cutaneo dell’interno braccia, con o senza presenza di accumuli adiposi, si manifesta, normalmente dopo i 40-50 anni di età ed ha spontanea tendenza ad accentuarsi progressivamente nel corso del tempo. I segni dell’invecchiamento dell’interno delle braccia non sono facilmente mascherabili se non indossando camice o magliette a manica lunga.
L’entità del difetto dipende da numerose variabili individuali, che ne modificano sensibilmente il grado e l’epoca della comparsa: costituzione, familiarità, patologie concomitanti, terapie farmacologiche e tante altre.
Anche per le braccia, come per ogni settore corporeo, la curva dell’invecchiamento segue un percorso costante e conosciuto, caratterizzato oltre che da un eccesso vero e proprio di pelle, da una diminuzione dei volumi sottostanti: la tonicità e la consistenza di un braccio di una ragazza di venti anni - e non solo quindi, l’aspetto esteriore della cute-
è molto diversa da quella di una signora di 50 (si pensi ad una mela avvizzita: la rugosità della sua superficie è provocata principalmente da una diminuzione del suo volume).
Situazioni simili a quella descritta per l’invecchiamento possono verificarsi negli stati di soprappeso o di obesità conclamata, anche in persone molto giovani (addirittura adolescenti): gli aumenti ponderali, e quindi volumetrici, possono essere impressionanti e impongono alla cute regimi di distensione abnormi che ne modificano intimamente la sua struttura in modo irreversibile.braccia
Importanti cali ponderali, che possono essere anche di 10-20-30 e più chili, ed in tempi relativamente brevi, rivelano drammaticamente quanto la cute sia stata danneggiata dalle sollecitazioni estreme a cui è stata obbligata ed apparirà assottigliata, fragile, solcata da profonde smagliature, incapace di aderire fedelmente alla forma sottostante.
Sono stati proposti alcuni interventi in chirurgia estetica per correggere o migliorare questo tipo di difetto. Il fine comune è quello di eliminare la cute e/o il grasso in eccesso per ottenere una gradevole tensione, quanto più naturale possibile e durevole
nel tempo.braccia
Purtroppo, la maggior parte di questi, obbliga a lunghe incisioni poste sul lato interno delle braccia, che appaiono difficilmente occultabili se non indossando, ancora una volta,
capi di abbigliamento a manica lunga…
E’ di recentissima introduzione, invece, una nuova tecnica di “lifting”delle braccia rivolta alla correzione della flaccidità cutanea delle braccia che utilizza incisioni di lunghezza molto ridotta e, quel che più conta, localizzate e contenute nei limiti dell’ascella.
L’intervento è eseguibile in anestesia locale, eventualmente associato ad una blanda sedazione per cancellare ogni paura e sensazione di fastidio.
Attraverso una breve incisione fatta cadere alla radice del braccio, si procede all’asportazione della cute in eccesso, in quantità sufficiente a correggere lo sgradevole effetto “pendente” tipico della cute flaccida.
Viene spesso associata ad una liposuzione localizzata qualora sia necessario rimuovere o assottigliare parte del tessuto adiposo sottocutaneo.
Questa manovra consente sia un modellamento più accurato della forma del braccio che di rendere più semplice e veloce l’asportazione della cute eccedente.
L’intervento ha termine con delicate suture che determinano il giusto grado di tensione cutanea; queste, che verranno sfilate due settimane dopo, sono in materiale impermeabile e consentono perciò che ci si possa lavare normalmente già pochi giorni dopo l’intervento.
Non viene utilizzata alcuna medicazione esterna a partire dalla terza giornata post-operatoria, per evitare che il micro-clima caldoumido tipico delle regioni ascellari possa infiammare o inumidire eccessivamente le ferite in via di guarigione.
Questo tipo di intervento, come del resto tutti gli interventi di chirurgia estetica, non è doloroso.
Viene a volte riferito un senso di tensione, in particolare sollevando le braccia, che si risolve spontaneamente nel giro di qualche settimana.
A guarigione avvenuta, le uniche cicatrici visibili saranno presenti alla radice del braccio, comprese nel cavo ascellare, facilmente nascoste da una semplice maglietta a maniche
corte.

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Salviamo Giamburrasca

Autore: Dr. Luciano SCHIAZZA

Psicofarmaci ai bambini italiani......
In cinque anni in Italia le prescrizioni sono aumentate del 280%.
Negli Usa, la metà.
E ora si aprono 82 Centri in tutta Italia per somministrare psicofarmaci ai bambini iperattivi.giamburrasca
Alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Infanzia, gli esperti dicono “Giù le Mani dai Bambini” Roma, 17 novembre “Psicofarmaci ai bambini italiani, è uno scandalo. Troppi e somministrati con troppa leggerezza. In cinque anni in Italia la prescrizione di psicofarmaci ai bambini è aumentata addirittura del 280 per cento. Negli Usa, dove i bambini in terapia sono più di undici milioni, l’aumento è stato del 150 per cento. Ministro Turco, intervenga subito”. E’ l’appello che hanno lanciato, in una conferenza stampa svolta ieri a Roma, Luca Poma portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”, la più visibile campagna di farmacovigilanza in Italia, e Federico Bianchi di Castelbianco psicoterapeuta dell’età evolutiva. E con loro più di cento Associazioni e 230mila addetti ai
lavori del settore della Salute rappresentati dal Comitato GiùleManidaiBambini.
«Ma gli scandali non finiscono qui» - dice Luca Poma - «si stanno aprendo in Italia, su tutto il Territorio 82 Centri per la somministrazione di psicofarmaci ai bambini “iperattivi”.
E pensare che le Autorità di controllo sanitario avevano garantito di istituire un solo Centro di eccellenza per regione in modo da prevenire gli abusi. E il rosario degli scandali
continua: l’Emea, l’Agenzia Europea per i farmaci, ha autorizzato la somministrazione
del Prozac, la discussa e potente “pillola della felicità”, ai bambini già da otto anni dopo appena 4-6 sedute di psicoterapia senza risultati. Di scandalo, in scandalo: le scuole non hanno risorse per affrontare il problema dei “bambini-giamburrasca” e così si sono già registrati i primi casi di alunni allontanati da scuola. Intervenga anche il ministro Fioroni».
«Chi all’EMEA ha deciso ciò» - dice Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e Direttore dell’Istituto di Ortofonologia di Roma e membro del Comitato scientifico di “Giù le Mani dai Bambini”- «è incompetente non solo nella conoscenza della psicoterapia ma soprattutto dei bambini. In quattro-sei settimane nessuno può dichiarare fallita una psicoterapia, che è una strada seria da percorrere.
Ecco perché il ministro Turco deve subito intervenire per neutralizzare la corsa agli psicofarmaci e limitare i danni della decisione dell’EMEA. E il ministro Fioroni deve emettere una circolare affinché le scuole siano messe in condizione di gestire i “bambini-giamburrasca”». Dietro ai numeri ci sono i bambini e le loro famiglie. E sono numeri grandi, drammatici. Sono 30mila i bambini italiani che già oggi assumono psicofarmaci secondo uno studio del “Mario Negri” pubblicato su una prestigiosa rivista scientifica che sottolinea come si tratti della punta di un iceberg visto che il dato è fortemente sottostimato.
E se oggi sono 30mila i bambini italiani in terapia con psicofarmaci potrebbero presto diventare oltre 700mila e questo perché, secondo dati del Ministero della Salute, questo
è il numero dei bambini che sarebbero affetti da disturbi psichici. «Se questo dato rispecchiasse la verità» - aggiunge Luca Poma - «e non lo credo, vorrebbe dire che ogni
cento bambini italiani nove sono candidati ad assumere psicofarmaci.
E’ come dire che in ogni classe, dalla materna alle medie, almeno due bambini dovrebbero essere medicalizzati. Psicofarmaci “facili” per diagnosi troppo “disinvolte”».
«Le troppe prescrizioni di psicofarmaci ai bambini – dice Massimo Di Giannantonio, Ordinario di psichiatria all’Università di Chieti- sono dovute a diagnosi non corrette formulate da medici di medicina generale e da pediatri che non hanno il necessario
bagaglio di informazioni per compiere un passo così importante come quello di somministrare uno psicofarmaco ad un bambino. Ma anche a diagnosi formulate da medici competenti come neuropsichiatri infantili e psichiatri adolescenziali, che ritengono che alla base del disturbo dei bambini ci sia un fattore biologico curabile quindi solo con i farmaci».
Molto importanti le prese di posizione di personalità del mondo sociale, sanitario e politico.
Giovanni Pirone, Direttore Generale dell’Istituto Italiano di Medicina Sociale ha detto in una nota che «i piccoli consumatori di oggi rischiano di diventare adulti farmaco-dipendenti.
Va arrestato il materialismo sanitario incentrato su una soluzione farmacologica anche di problemi che attengono alla sfera psichica ed emozionale».
Marina D’Amato, Presidente dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, in una nota ha spiegato che «la Società di oggi dovrebbe prendere atto che il suo futuro è l’infanzia.
Le trasformazioni della famiglia italiana incidono molto sulla vita dei bambini e degli adolescenti».
In questa occasione, con una nota, tre personalità del mondo politico hanno assicurato il loro impegno istituzionale. L’onorevole Dorina Bianchi, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera, ha proposto un piano di investimenti sociali sul Territorio insieme alle Regioni, di supporto ai giovani e l’implementazione dei consultori.

La senatrice Paola Binetti, è una neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta dell’età infantile, ha assicurato un’interrogazione parlamentare «perché venga in ogni caso bloccata, non solo qualunque forma di abuso, ma anche qualunque somministrazione impropria che contrasti con lo sviluppo sereno del bambino ». La senatrice Anna Maria
Serafini, Presidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia ha annunciato che «questo sarà uno dei temi su cui lavorerò in Commissione e che metterò all’ordine del giorno. Porrò particolare attenzione a tutte le segnalazioni e denuncie finalizzate».
L’appello alla Turco «Abbiamo presentato ieri» – dicono Luca Poma e Federico Bianchi di
Castelbianco – una lettera aperta al Ministro della Salute con un vero e proprio “decalogo di buone prassi”.
Alcuni dei punti degni di maggior interesse di questo decalogo sono: l'attivazione di un tavolo presso il MInistero per approfondire il fenomeno delle prescrizioni indiscriminate
di psicofarmaci ai bambini; lo psicofarmaco solo come ultimissima risorsa terapeutica, e quindi il rafforzamento concreto di tutte le strade alternative alla medicalizzazione;
un’informazione alle famiglie davvero completa sui gravi rischi derivanti dalla somministrazione di psicofarmaci ai bambini ed adolescenti e, perché no, il “black box”, il
riquadro nero sulle confezioni –come quello adottato per le sigarette– già adottato negli Stati Uniti con l’evidenza degli effetti collaterali più pericolosi».

Per ulteriori informazioni i colleghi giornalisti possono contattare il Portavoce nazionale del Comitato:
Luca Poma:
cell. 337415305 portavoce@giulemanidaibambini.org

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