I benefici del manganese

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Il manganese ha un colore grigio acciaio, è duro e friabile e non si scioglie nell’acqua. E’un minerale simile al ferro, del quale, solo recentemente, la medicina ha scoperto lenotevoli proprietà.
La sua carenza può determinare ripercussioni serie nel benessere del fisico.
Fa parte di determinati enzimi e proteine che hanno il compito di velocizzare le reazioni chimiche che avvengono in tutte le cellule con il minimo dispendio di energie da parte dell’organismo. Partecipa al metabolismo delle sostanze nutrienti come grassi e zuccheri (che forniscono energia) e alla formazione delle proteine. Attiva le difese contro i radicali
liberi, stimola la produzione di anticorpi, proteine prodotte dal naturale sitema di difesa per combattere l’azione aggressiva dei microorganismi.
Migliora l’utilizzo di alcune vitamine (B12) utili per il sistema nervoso e la vitamina C rinforzante delle difese.
Il manganese è un oligoelemento presente nel fisico in quantità minime. Gli organi più ricchi di questo elemento sono: fegato, pancreas, intestino, reni, ossa, cervello e cuore.
Il minerale viene assorbito nell’intestino e trasportato nel sangue in modo da raggiungere i vari tessuti dell’organismo. Recenti studi hanno dimostrato che, a lungo andare, una sua carenza può portare a problemi seri di tolleranza agli zuccheri nonchè un’alterazione
nell’uso e nella produzione dell’insulina, ormone che ha la funzione di veicolare gli zuccheri nelle cellule.
Si è notato uno stretto rapporto tra carenza di manganese e produzione di cellule pancreatiche difettose. Bassi livelli di questo elemento possono aprire le porte al diabete. Associato alle vitamine del gruppo B aiuta adulti e bambini che manifestano
debolezze persistenti stimolando la trasmissione degli impulsi tra nervi e muscoli. Contribuisce a migliorare alcuni sintomi delle miastenie (indebolimento dei muscoli).
Sono in corso studi per valutarne l’utilizzo nella cura della sclerosi multipla, una malattia che causa lesioni infiammatorie a carico della mielina (sostanza che protegge il sistema nervoso centrale) provocando danni permamenti. La sua carenza è un fenomeno che
si verifica di rado se si segue una dieta equilibrata e varia. Gli alimenti dove è presente in maggior quantità sono:
1. vedura (fagioli secchi, piselli, cipolle, carote, carciofi, asparagi, lattuga)
2. frutta fresca (pere, mele, banane, more, pesche, fragole)
3. frutta secche (noci, arachidi, nocciole)
Gli alimenti di origine animale ne contengono quantità minime (carne, pesce, uova).
I lavoratori dell’industria possono essere esposti alla polvere del manganese che viene assorbito tramite le vie respiratorie per depositarsi nei tessuti. Il pericolo maggiore viene corso soprattutto da coloro che lavorano nell’industrie chimiche e nelle acciaierie.
I sintomi sono caratterizzati da debolezza, difficoltà intellettive e motorie, vertigini e riduzione del peso corporeo. Dossaggi elevati di questo minerale portano ad una riduzione delle riserve e dell’utilizzo del ferro.

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Reni, malattie renali e Prevenzione

Autore: Prof. Vittorio E. ANDREUCCI
Presidente della Fondazione Italiana del Rene Onlus
Direttore Cattedra di Nefrologia, Università Federico II di Napoli
Specialista in Nefrologia
Napoli Tel. 081 7462151 (mattino)
Tel. 081 5562922 (pomeriggio)
Cellulare 339 4466149
www.fondazioneitalianadelrene.org

I Reni
I reni sono due organi situati nell’addome, a forma di fagiolo, grandi approssimativamente come un pugno. Il sangue giunge al rene dall’aorta, la più grossa arteria dell’organismo
che distribuisce, con i suoi rami, il sangue a tutti gli organi e tessuti. Dall’aorta partono due arterie renali, una che si porta al rene destro, l’altra al sinistro. Ogni arteria renale si divide in tronchi sempre più piccoli (Fig.1) sino a sfioccarsi nei cosiddetti glomeruli, che costituiscono il sistema di filtrazione del rene. Il glomerulo è un gomitolo di capillari,
cioè di piccolissimi vasi sanguigni nei quali circola il sangue che deve essere filtrato. Il liquido filtrato dai capiIlari di un glomerulo giunge in un tubulo, un lungo e tortuoso tubicino, che si unisce ai tubuli provenienti da altri glomeruli per formare i dotti (Fig.2); i dotti sboccano nel bacinetto renale il quale si continua con l’uretere, un sottile condotto che sbocca nella vescica (Fig.1). La vescica è un grosso serbatoio che raccoglie le urine che sono formate continuamente dai reni.
Quando la vescica si è completamente riempita, sorge lo stimolo ad urinare e con la minzione la vescica viene svuotata. Ogni rene contiene circa un milione di glomeruli; quindi i reni sono molto ricchi di vasi sanguigni; del resto ricevono il 20% del sangue pompato dal cuore. Non stupisce quindi che il rene sia coinvolto nelle malattie che interessano i vasi sanguigni.
Come si forma l’urina?
Nel glomerulo il sangue è filtrato, per cui parte del liquido passa nel tubulo attraverso la parete dei capillari del glomerulo assieme alle sostanze in esso disciolte; la parete dei capillari trattiene cioè, come un setaccio, solo i globuli rossi, i globuli bianchi, le piastrine e le proteine del sangue. La quantità di liquido filtrato dai glomeruli di una persona normale (detto Filtrato Glomerulare) è di 100-120 millilitri al minuto, che corrisponde a 145-170 litri al giorno ma circa il 99% del liquido filtrato dal glomerulo viene
riassorbito dal tubulo, che recupera così gran parte del liquido e delle sostanze utili (disciolte nel liquido) che erano state filtrate ma che non devono essere perdute.
Il liquido riassorbito passa nei capiIlari che circondano i tubuli ritornando così nel sangue.
La restante quantità (1% del liquido filtrato) viene eliminata come urina, circa un litro/un litro e mezzo al giorno.
Quindi l’urina è il risultato finale di queste attività di filtrazione dei glomeruli e di riassorbimento dei tubuli.
A cosa servono i reni?
I reni svolgono numerose importanti funzioni:
* Eliminano le scorie del metabolismo (come quelle azotate), numerosi farmaci (come vari antibiotici) e moltissime sostanze introdotte nell’organismo.
* Mantengono in equilibrio, nel nostro organismo, il patrimonio di acqua e sali e di altre sostanze, eliminando acqua e sali quando sono in eccesso e riducendone l’eliminazione
in condizioni di carenza. Così, quando beviamo l’acqua perché abbiamo sete, non ci poniamo il problema di calcolare di quanta acqua il nostro organismo abbia bisogno; se beviamo molto i nostri reni eliminano l’acqua introdotta in eccesso (con emissione di urine diluite, trasparenti come l’acqua ed in quantità abbondante); se beviamo poco, i reni eliminano pochissima acqua, producendo urine concentrate in quantità scarsa.
Lo stesso avviene con il sale: se mangiamo salato, i reni eliminano il sale introdotto in eccesso rispetto alle nostre esigenze; se mangiamo insipido, il rene trattiene il sale eliminando urine con poco sale. Cioè il rene si comporta da organo “intelligente”: elimina gli eccessi di liquidi e sali, li trattiene invece quando c’è carenza.
* Producono alcuni ormoni come l’eritropoietina (che stimola la formazione di globuli rossi da parte nel midollo osseo), la renina e le prostaglandine (che intervengono nella
regolazione della Pressione Arteriosa). Producono la forma attiva della vitamina D, fondamentale per l’assorbimento intestinale di calcio e la calcificazione delle ossa.
* Consentono ad alcuni ormoni di svolgere la loro funzione, come il paratormone (PTH) prodotto dalle paratiroidi, 4 piccole ghiandole situate nel collo vicino alla tiroide. Il
PTH svolge un’importante azione sulle ossa; inoltre fa eliminare con le urine l’eccesso alimentare di fosforo.
* Risentono dell’azione di altri ormoni, come l’ormone antidiuretico (ADH) che fa riassorbire più acqua dai tubuli quando si beve poco e durante la notte quando si dorme
(la persona normale di solito di notte non si sveglia per urinare; urina solo di giorno).
* Regolano la Pressione Arteriosa mantenendola su valori normali con l’eliminazione dell’eccesso di sale e con la produzione di vari ormoni, come renina e prostaglandine.
Quando si urina molto e quando si urina poco ma spesso
Un soggetto normale, se beve soltanto quando ha sete, elimina ogni giorno una quantità di urina pari a un litro - un litro e mezzo, con minzioni che avvengono di solito durante il giorno.
Se un soggetto normale beve molta acqua (o acqua di rubinetto o la cosiddetta “acqua minerale”, non fa differenza), urina molto; se beve molto di sera, si sveglierà per urinare
anche durante la notte. Ovviamente l’acqua che introduciamo non è solo l’acqua che beviamo; la si introduce anche con gli alimenti, non solo con il brodo, ma anche con le
arance, con i mandarini, con l’uva e persino con la pasta asciutta. Se si beve alcool, si urina di più (perché l’alcool blocca l’ADH e quindi riduce il riassorbimento di acqua dai tubuli). Alcune volte si urina spesso, ma si elimina poca urina ad ogni minzione.
Questo può avvenire in caso di infezioni alla vescica (in questo caso le minzioni scarse e frequenti si associano per lo più a bruciore durante la minzione).
Ma minzioni scarse e frequenti si possono avere anche nell’uomo un po’ avanti negli anni per una ipertrofia prostatica.
La spiegazione è la seguente. L’urina prodotta in continuazione dai reni viene versata dagli ureteri in vescica. La vescica, che dopo la minzione è vuota (Fig. 3), lentamente si riempie. Ma lo stimolo ad urinare non compare sino a quando la vescica non si è completamente riempita (Fig. 4), quando cioè la distensione della sua parete induce lo stimolo. L’intervallo tra una minzione e l’altra è dato dal tempo che la vescica impiega a riempirsi: in condizioni normali, pertanto, quando si beve molto, si forma più urina e quindi la vescica si riempie più rapidamente, per cui si urina più spesso ed in quantità abbondante L’uomo ha una ghiandola, la prostata, che circonda l’uretra, cioè il canalino
che permette lo svuotamento della vescica durante la minzione (Fig. 3). Se la prostata, con il passare degli anni, si ingrossa (ipertrofia prostatica), comprime l’uretra restringendone il lume (Fig. 5); in queste condizioni durante la minzione la vescica non si svuota completamente; il suo contenuto si riduce tanto (Fig. 5) da far passare lo stimolo ad urinare (perché la distensione della sua parete diminuisce).
L’assenza dello stimolo fa illudere che la vescica si sia svuotata, mentre invece contiene ancora un residuo di urina. Siccome la vescica non è vuota, ma contiene ancora urina, impiegherà meno tempo a riempirsi di nuovo con l’urina prodotta in continuazione dai
reni, per cui l’intervallo tra una minzione e quella successiva sarà accorciato.
Questo spiega perché il paziente con ipertrofia prostatica urina poco (perché non svuota
completamente la vescica) e spesso (perchè la sua vescica si riempie prima).
Siccome ci sono farmaci che possono correggere l’ipertrofia prostatica, è importante accorgersi di questa patologia che, se non corretta, potrebbe alterare anche la funzione dei reni. Quando un anziano nota che urina poco e spesso, deve sottoporsi ad una Ecografia renale, prostatica e vescicale prima e dopo avere urinato (per vedere se c’è
un grosso residuo di urina in vescica dopo la minzione).
Anche la donna anziana può avere problemi allo svuotamento della vescica. In questo caso la difficoltà allo svuotamento è dovuto ad un prolasso che, abbassando la vescica,
impedisce l’eliminazione di tutta l’urina durante la minzione.
Le minzioni scarse e frequenti in corso di infezioni della vescica sono invece dovute alla irritazione della parete della vescica che si comporta come se fosse (ma non è) distesa
dall’urina; il disturbo sparisce con la guarigione dell’infezione.
E’ importante misurare la funzione dei reni
La funzione dei reni è considerata normale quando è conservata la loro capacità di filtrare il sangue per eliminare le scorie e gli eccessi di acqua e sale. La quantità di urina eliminata giornalmente non costituisce un indice della funzione renale. Infatti, come
si è detto, i reni filtrano dal sangue circa da 145 a 170 litri di liquido ogni giorno; ma il 99% di questa quota viene riassorbita dai tubuli e ritorna nel sangue; solo l’1% (1 litro -1 litro e
mezzo) del liquido filtrato è eliminato come urina. Misurare la funzione dei reni significa misurare il Filtrato Glomerulare. Il modo più semplice è la determinazione della cosidetta
Clearance della Creatinina. La Creatinina è una sostanza prodotta dai muscoli (quindi non occorre iniettarla per eseguire la Clearance), non è tossica e non è influenzata dalla
dieta; è solo una spia della Filtrazione Glomerulare: essendo eliminata solo dai reni, se i reni filtrano di meno, la sua concentrazione nel sangue (Creatininemia) aumenta. I valori normali della Creatininemia sono, nell’adulto sano, 0,8 - 1,2 mg/dL; aumentano in caso di danno renale di una certa entità. In pratica, si considera il valore della Clearance della Creatinina uguale al Filtrato Glomerulare (valore normale: 100- 120 millilitri al minuto (ml/minuto). Il calcolo viene fatto utilizzando la concentrazione della Creatinina nel sangue e nelle urine e la diuresi, cioè la quantità di urine emesse in un minuto
(in genere calcolata sulla raccolta delle urine di 24 ore). Una stima della Clearance della Creatinina può essere ottenuta con formule matematiche.
Queste si basano sul valore della Creatininemia e su dati anagrafici e fisici del paziente.
Le Malattie Renali
Le Malattie Renali possono comparire a qualsiasi età. Nei bambini e nei giovani predominano le Glomerulonefriti (malattie dovute ad infiammazione dei glomeruli), le
Malattie ereditarie e le Malattie congenite. Negli anziani predominano le lesioni su base vascolare o da causa dismetabolica (soprattutto il Diabete). La nefropatia più diffusa negli anziani è la cosiddetta Nefroangiosclerosi, malattia dei piccoli vasi arteriosi del rene, in genere collegata all’Ipertensione Arteriosa ed all’Arteriosclerosi. Ma frequenti sono
anche le Glomerulonefriti, le Nefropatie Interstiziali (da infezioni o da ostruzione delle vie urinarie o da uso inappropriato di farmaci), le Malattie Renali Ereditarie (sopratutto i
Reni Policistici) e le lesioni renali secondarie a malattie delle vie urinarie.
I reni possono essere malati anche quando la Creatininemia e la Clearance della Creatinina sono ancora normali. Ma se una Malattia Renale determina una perdita molto
importante della massa renale funzionante, superiore al 50%, si ha l’Insufficienza renale.
L‘Insufficienza Renale
L’insufficienza renale è una condizione nella quale i reni non sono in grado di eliminare normalmente le scorie metaboliche né di mantenere normale la composizione dei liquidi
corporei.
Può instaurarsi acutamente, in pochi giorni o anche in poche ore, a seguito di malattie renali acute primitive o secondarie, di shock, di complicazioni della gravidanza o esposizione a tossici o a farmaci nefrotossici. Si parla allora di Insufficienza Renale Acuta
(il cosiddetto “blocco renale”), dal quale si può guarire. L’Insufficienza Renale Cronica è
invece secondaria a Malattie Renali croniche che non guariscono, si instaurano in maniera spesso silente (non di rado è scoperta al controllo della Pressione Arteriosa) e danneggiano i reni progressivamente, in genere nel corso di anni.
Per lungo tempo il paziente continua a sentirsi bene, e solo alcuni esami di laboratorio possono mettere in evidenza il danno renale. Solo quando oltre il 50% del tessuto renale è stato gravemente danneggiato, i valori del Filtrato Glomerulare cominciano a diminuire.
Nella Insufficienza Renale Cronica la classificazione del danno renale si basa sui valori della Clearance della Creatinina (Filtrato Glomerulare).
Stadio I
Quando i valori della Clearance della Creatinina sono superiori a 90 ml/minuto, il danno renale è in genere svelato solo da alterazioni urinarie (proteinuria e sangue nelle urine), da un’Ipertensione Arteriosa, ed eventualmente da Edemi o da alterazioni renali evidenziabili con indagini ecografiche o radiografiche.
Stadio II
Valori di Clearance della Creatinina tra 90 e 60 ml/minuto indicano che è già andato danneggiato oltre il 50% del tessuto renale, anche in assenza di qualsiasi sintomatologia clinica.
Stadio III
Quando si scende al di sotto di 60 ml/minuto diviene necessaria la correzione di eventuali fattori favorenti la progressione della malattia, in primis l’Ipertensione Arteriosa, una eventuale Ipercolesterolemia, un marcato eccesso di peso, una abitudine al fumo, e la persistenza dei fattori causali del danno renale. E’ a questo punto indispensabile ricorrere ad una dieta ipoproteica (povera di proteine) con il ricorso a prodotti aproteici
(pane, pasta, biscotti aproteici) soprattutto per mantenere sotto controllo l’Azotemia (accumulo di scorie azotate nel sangue, la principale delle quali è l’urea. L’Azotemia può essere dosata come Urea plasmatica – valori normali 20-40 mg/decilitro – o come Azoto Ureico – valori normali 10-20 mg/ decilitro, il BUN degli anglosassoni). Con il progredire
dell’Insufficienza Renale Cronica, i valori della Pressione Arteriosa tendono ad aumentare in relazione a meccanismi combinati di alterata regolazione della produzione di sostanze che regolano la Pressione Arteriosa e del ricambio dell’acqua e del sale, che i reni non sono più in grado di eliminare normalmente;
l’Ipertensione Arteriosa può a sua volta aggravare il danno renale e indurre gravi lesioni cardiocircolatorie.
Stadi IV-V
Con valori di Clearance della Creatinina al di sotto di 30 ml/minuto, in assenza di terapia, possono comparire e via via accentuarsi i sintomi dell’Insufficienza Renale Cronica: senso di stanchezza, disturbi gastrointestinali, disturbi dell’attenzione, sonnolenza, vertigini,
“mancanza di fiato”, eventuali edemi, etc; quando tutti questi sintomi sono presenti si parla di Sindrome Uremica o Uremia.
Nella sua forma più grave l’Uremia diventerebbe incompatibile con la sopravvivenza, se non si potesse far ricorso al rene artificiale (emodialisi extracorporea) (Fig. 6), o alla dialisi peritoneale o al trapianto di rene.
La Dialisi Extracorporea con Rene Artificiale
La dialisi è il passaggio di sostanze attraverso una membrana alla quale le sostanze sono permeabili. Questo fenomeno viene sfruttato per allontanare dal sangue le scorie
del metabolismo quando i reni malati non sono più in grado di farlo. Nella Dialisi o Emodialisi Extracorporea sipunge con un ago un vaso di un braccio (come quando si fa un prelievo disangue per le analisi) e si connette l’ago con un tubicino che porta il sangue
sino al “filtro” (Fig. 7). All’internodel “filtro” il sangue scorre separato dal “liquido di dialisi” da una membrana sintetica, permeabile alle scorie; in tal modo queste ultime diffondono dal sangue al “liquido di dialisi” (un liquido preparato da noi, privo di
scorie) assieme all’eccesso di acqua filtrata dal sangue. Il sangue del paziente viene così depurato e torna, scorrendo all’interno di un altro tubicino, al paziente stesso attraverso un altro ago inserito in un vaso del braccio; il “liquido di dialisi” viene eliminato,
allontanando così dal paziente l’eccesso di acqua e le scorie del metabolismo. L’apparecchio che permette questa depurazione del sangue nel “filtro” si chiama “Rene
Artificiale” (Fig. 6).
La Dialisi Peritoneale
Esiste un altro tipo di dialisi: la Dialisi Peritoneale. Nella Dialisi Peritoneale le scorie passano dal sangue (dove sono in alta concentrazione) al “liquido di dialisi” (dove non
ci sono scorie) attraverso la membrana naturale (detta “peritoneo”) che riveste gli organi contenuti nella cavità addominale; il “liquido di dialisi” (un liquido sterile, in genere 2 litri
contenuti in una sacca di plastica) viene immesso nella cavità peritoneale per gravità (da una sacca messa in alto) attraverso un catetere che collega la cavità peritoneale con l’esterno (Fig. 8). Il liquido viene poi drenato per gravità dalla cavità peritoneale in
una sacca vuota posta in basso portando con sé le scorie e l’eccesso di liquido rimosso dal paziente. Si cambia la sacca e di nuovo 2 litri di “liquido di dialisi” vengono immessi nella cavità peritoneale. Esistono apparecchiature che consentono il ricambio
automatico del liquido nella cavità addominale, di notte, mentre ilpaziente dorme (Fig. 9).
Quando iniziare la Dialisi
La Dialisi è quindi una terapia sostitutiva.
Svolge la funzione normalmente svolta dai reni naturali quando questi non sono più in grado di farlo.
Il trattamento con la dialisi si inizia in genere quando la Clearance della Creatinina è sui 6-7 ml/minuto. Al di sotto di questo valore compaiono i sintomi dell’uremia e gravi complicanze che mettono in pericolo la vita del paziente: accumulo corporeo di acqua
e sale con Edemi periferici, Scompenso Cardiaco, Edema Polmonare, aumento della
Potassiemia, etc. In presenza di malattie come Diabete, Cardiomiopatia dilatativa, etc., o di condizioni gravi (grave Ipertensione Arteriosa, Potassiemia elevata, Iperazotemia marcata che non si riduce con la dieta povera di proteine, etc.) si deve anticipare l’inizio della dialisi (Clearance della Creatinina 9- 10 ml/minuto).
La dialisi viene praticata per tempi anche brevi (in attesa della guarigione del danno renale) nei pazienti affetti da Insufficienza Renale Acuta (il cosiddetto “blocco renale”); viene invece praticata per tempi anche lunghissimi nei pazienti con Insufficienza
Renale Cronica. Molti pazienti in dialisi cronica continuano questa terapia per il resto della loro vita (anche per diecine di anni) a meno che non sia possibile effettuare un trapianto di rene.
Il Trapianto di Rene
La migliore terapia sostitutiva per il paziente uremico è il trapianto renale. Ad ogni paziente si trapianta un solo rene (che è sufficiente a svolgere una normale funzione renale). In genere non si tolgono i due reni malati per cui il paziente avrà 3 reni, ma solo quello trapiantato sarà funzionante (Fig. 10). Il rene da trapiantare può essere prelevato
da un donatore vivente (che resta quindi con un solo rene, sufficiente a conservargli una buona funzione renale) o da un donatore cadavere (i due reni vanno a due pazienti).
E’ indispensabile la compatibilità dei gruppi sanguigni ed una affinità immunologia tra donatore e ricevente.
Il trapianto da donatore vivente è possibile tra consanguinei (in genere da fratelli
o da genitori).
Il trapianto più frequente è quello da donatore cadavere. I reni e gli altri organi
da trapiantare vengono prelevati dal donatore in condizione di “morte cerebrale”, cioè di morte per perdita totale della funzione del cervello; in pratica il prelievo si effettua da un cadavere con il cuore che batte ancora, in quanto viene mantenuta artificialmente
la funzione cardio-respiratoria. Il prelievo degli organi deve infatti avvenire mentre gli stessi sono perfusi con sangue ossigenato in modo da limitare al minimo l’ischemia (mancanza di ossigeno). La “morte cerebrale” si verifica di solito in soggetti che hanno subito un grave trauma cranico (es. per incidenti della strada) o gravi accidenti vascolari cerebrali.
Una Commissione estranea al Centro trapianti controlla per 6 ore che il donatore sia deceduto: questa è la massima garanzia di certezza della morte.
Il rene prelevato dal cadavere viene trapiantato al paziente uremico più affine (dal punto di vista immunologico) scelto tra coloro che sono inseriti nella lista di attesa.
Le Malattie Renali: un problema di Sanità Pubblica
Si stima che nel mondo ci siano oggi 1.800.000 pazienti che vivono in trattamento dialitico con rene artificiale ed è previsto che nel 2010 la cifra raggiungerà i 2 milioni di
pazienti. Negli USA il numero di pazienti che iniziano ogni anno la dialisi ha raggiunto, nel 2004, l’enorme cifra di 342 per milione di popolazione (pmp). In Italia la cifra è 170
pmp, ma l’andamento è in continuo aumento, visto che nel 1993 era 90 pmp. Negli
ultimi due decenni il numero dei pazienti avviati alla dialisi è più che raddoppiato, e continua ad aumentare, interessando soprattutto le persone con oltre 65 anni di età. Ma i soggetti che vivono con il rene artificiale sono solo la punta di un iceberg: si
stima che per ogni paziente trattato con rene artificiale ve ne sono almeno 200 con compromissione della funzione dei reni. In Italia sono oggi 2 milioni e 200 mila i pazienti con malattia renale cronica non ancora in dialisi!
Ma solo una parte di questi raggiungerà la dialisi. Infatti molti pazienti con danno renale non arrivano al rene artificiale perchè muoiono prima per Malattie Cardiovascolari, che sono più frequenti nei malati di rene.
In pratica, nel mondo 1 persona su 10 ha problemi ai reni. Questo preoccupante aumento di nefropatie è stato definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una pandemia. Alla sua base stanno l’allungamento della vita e una riduzione della cosiddetta
mortalità competitiva. Non è però irrilevante il fatto che sovente la diagnosi
è tardiva, e ciò fa sì che non si prendano per tempo provvedimenti, per cui la malattia procede indisturbata.
In Italia, nel 15% dei casi che giungono alla dialisi non è neppure possibile individuare la malattia che ha condotto il paziente all’uremia. L’Insufficienza Renale Cronica va quindi considerata come malattia in crescita, di grande impatto sociale anche perchè aumenta
il rischio di complicazioni cardiovascolari.
Sono pertanto necessari diagnosi e trattamento precoce delle malattie renali ed un deciso impegno per la loro prevenzione.
Diagnosi Precoce: Segnali d’allarme
Molte malattie renali si comportano da “killer silenziosi”, restando senza sintomi anche per anni. Se la diagnosi è precoce, le cure possono essere efficaci e la guarigione
frequente. In ogni caso l’evoluzione della malattia può essere rallentata.
Per scoprire in tempo le lesioni renali occorre porre attenzione ai segni che ne possono suggerire l’insorgenza:
* Aumento notevole del volume urinario, specialmente nelle ore notturne: il paziente si sveglia costantemente di notte ad urinare, cosa che non avviene nei soggetti con
funzione renale normale (ricorrere al medico ed eseguire le analisi delle urine e del sangue).
* Emissione di urine di colore scuro (color “coca cola”) o rosso sangue per ematuria (sangue nelle urine) (eseguire le analisi delle urine e del sangue) (Fig. 11).
* Difficoltà ad urinare e minzioni scarse e frequenti nell’uomo anziano (eseguire Ecografia renale, prostatica e vescicale prima e dopo avere urinato, per evidenziare eventuale
ipertrofia prostatica e residuo vescicale post-minzionale).
* Bruciori ad urinare, minzioni frequenti, febbre -specie se con brividi- (eseguire esame delle urine ed urinocultura)
* Edema (gonfiore) agli arti inferiori o diffusi. Si evidenzia comprimendo con un dito il dorso della gamba contro la tibia: resta un avvallamento (fovea) (ricorrere al medico ed eseguire le analisi delle urine e del sangue) (Fig. 12).
In caso di difficoltà a respirare o dimal di testa, misurare la Pressione Arteriosa (ricorrere al medico).
Aumento dei valori della Pressione Arteriosa oltre i limiti massimi di normalità. Siccome l’Ipertensione Arteriosa è spesso asintomatica, occorre controllare periodicamente
la Pressione Arteriosa anche in assenza di sintomi (Fig. 13).
Dolori in sede lombare (sino a vere e proprie coliche), senso di peso in sede renale non riferibile a lombosciatalgia (ricorrere al medico).
Anemia inspiegata, stanchezza, malessere importante senza apparente motivo (ricorrere al medico).
Come scoprire una malattia renale
La emissione di una buona quantità di urina non è una garanzia del buon funzionamento dei reni. Anche l’assenza di “dolori” non può tranquillizzare, dal momento che le malattie
renali non sono in genere dolorose. Spesso si accusano i reni di dolori lombari che sono invece neuromuscolari.
Per questo motivo solo alcuni comuni esami delle urine e del sangue permettono di controllare lo stato di salute dei reni.
Innanzitutto eseguire un esame delle urine (su un campione di urine appena emesse per evitare le alterazioni causate dalla fermentazione che si verifica nelle urine con il passare del tempo dopo la minzione).
La maggior parte delle malattie renali causa alterazioni urinarie, con presenza di:
- sangue, per lo più non evidente ad occhio nudo, ma solo all’esame chimico (emoglobina) e microscopico (microematuria) (Fig. 11);
- albumina (albuminuria) isolata, o associata ad altre proteine del sangue (proteinuria);
- globuli bianchi, segno di infiammazione del rene o delle vie urinarie, spesso di origine infettiva;
- altri elementi, come i cosiddetti cilindri, che sono riproduzione a “stampo” del lume dei tubuli e sono formati da proteine, cellule o detriti cellulari, precipitati nel lume dei tubuli e poi trascinati in vescica dal flusso delle urine; la presenza di cilindri indica un interessamento dei reni.
Albumina, sangue e globuli bianchi possono essere ricercati facilmente con l’immersione nelle urine di una striscia reattiva (Fig. 14). Questo metodo di ricerca, sicuro e rapido,
viene adottato nello screening delle malattie renali. In caso di anormalità sarà integrato da un esame completo delle urine e dall’esame microscopico del sedimento urinario presso un laboratorio di analisi.
La misurazione della Pressione Arteriosa è un altro passo importante per scoprire per tempo una Malattia Renale e, spesso, per prevenirla. Un danno renale può essere
causato da un’Ipertensione Arteriosa inizialmente non legata a una Malattia Renale.
Un semplice esame delle urine e un controllo della Pressione Arteriosa dunque consentono di sospettare l’esistenza di una Malattia Renale.
Prevenzione delle malattie renali
Per prevenire le malattie renali bisogna tener presenti le condizioni di rischio e, quando è possibile, prevenirle o correggerle:
* invecchiamento (oltre 60 anni)
* ipertensione arteriosa
* diabete
* uso prolungato di farmaci senza controllo medico, specialmente antiinfiammatori
non steroidei
* ipercolesterolemia grave
* obesità importante
* calcoli renali
* infezioni urinarie ricorrenti
* ostruzione delle basse vie urinarie (ad esempio ipertrofia prostatica di grado elevato)
* precedenti malattie renali
* malattie immunologiche in atto (Lupus, Artrite reumatoide etc)
* presenza di malattie renali nei familiari
Alcune buone regole per proteggere i Reni:
1. Curare le malattie che possono indurre un danno renale: innanzitutto l’Ipertensione Arteriosa, l’Arteriosclerosi e il Diabete; ma anche l’Obesità, la cosiddetta Sindrome Metabolica, la vita troppo sedentaria.
2. Evitare il fumo (Fig. 15).
3. Mantenere una dieta corretta e un accurato controllo del pesocorporeo (pesarsi spesso) (Fig.
16), svolgendo anche attività fisica (Fig. 17): l’assunzione di farmaci non autorizza a trascurare le norme dietetiche. Se si è sovrappeso, è necessaria una dieta ipocalorica.
Evitare diete molto ricche di calorie, zucchero, dolci e grassi animali.
4. Controllare regolarmente (a qualsiasi età, anche nei bambini) la Pressione Arteriosa. E’ ottimale una pressione eguale o inferiore a 130/80 mm di mercurio. Valori superiori a 140/90 sono patologici a qualunque età. Nei pazienti con Diabete si suggerisce di mantenere la Pressione Arteriosa a valori inferiori a 130/80.
5. Se si ha Ipertensione Arteriosa, Diabete o Arteriosclerosi, è necessario curare bene queste affezioni anche per proteggere i reni. Non basta però accontentarsi di seguire
una cura: occorre controllare che i risultati siano quelli desiderati. Oggi ci sono molti farmaci per trattare l’Ipertensione Arteriosa: i risultati migliori si ottengono con
piccole dosi di farmaci diversi (così si avranno minori effetti collaterali negativi ed un potenziamento dell’effetto anti-ipertensivo).
6. Alcuni farmaci (ACE inibitori, Sartanici) oltre all’effetto anti-ipertensivo, possiedono un’azione specifica renoprotettiva, che rallenta la progressione del danno renale,
soprattutto in presenza di proteinuria marcata.
7. Anche se ci si sente bene, eseguire un semplice esame delle urine in occasione di altri controlli di laboratorio, o comunque con scadenza biennale. Non trascurare
eventuali anomalie minori rivelate da questo esame (per esempio la presenza di sangue all’esame microscopico o di proteine in quantità modesta). A maggior ragione l’esame delle urine va eseguito in caso di emissione di urine di colore differente dall’abituale.
8. Curare le infezioni urinarie, la calcolosi renale e l’ostruzione cronica delle vie urinarie (per esempio da ipertrofia prostatica), condizioni che possono causare gravi danni ai
reni.
9. Evitare l’uso prolungato di farmaci potenzialmente nefrotossici, come gli analgesici o gli anti-infiammatori. Chi ne ha assoluto bisogno deve ricordarsi di controllare periodicamente la funzione dei reni.
10. Eseguire, in tutte le condizioni di rischio, il controllo della funzione renale con la determinazione della Creatininemia e dell’Azotemia, ripetendole eventualmente ad intervalli regolari, ad esempio annuali, o semestrali se il rischio è elevato.
11. Correggere la Colesterolemia elevata e gli eccessi di peso corporeo, che possono favorire l’Arteriosclerosi, l’Ipertensione Arteriosa e il Diabete.
12. Nel caso del Diabete, mantenere i livelli della Glicemia ben controllati e i valori di Emoglobina glicata il più vicino possibile alla norma; ovviamente i valori di Pressione Arteriosa devono essere ottimali e vanno corrette le condizioni di sovrappeso con una
dieta ipocalorica.
La Giornata Mondiale del Rene
Il continuo incremento del numero dei pazienti con malattia renale ha spinto la Federazione Internazionale delle Fondazioni Nazionali del Rene e la Società Internazionale di Nefrologia ad istituire la Giornata Mondiale del Rene per il secondo Giovedì del
mese di Marzo di ogni anno allo scopo di sensibilizzare la gente sulla necessità di controllare i propri reni per prevenire le malattie renali. Solo così si potrà ridurre il numero dei pazienti che si ammalano ai reni e quindi il numero di coloro che dovranno
poi vivere con il rene artificiale o che moriranno per complicazioni cardiovascolari.
Progetto PREVENZIONE DELLE MALATTIE RENALI
Un’adeguata prevenzione delle malattie renali si realizza con il precoce riconoscimento dei primi segni di potenziali problemi per i reni: l’ipertensione, la proteinuria ed il Diabete. Questi fattori compromettono la funzione renale, ma spesso non danno disturbi, passando pertanto inosservati. Oggi i Nefrologi sono in grado di correggere l’Ipertensione, ridurre la Proteinuria e curare il Diabete, prevenendo in tal modo il danno renale irreversibile. Sin dalla sua costituzione la FIR Onlus si è impegnata nell’opera di prevenzione avviando, per la prima volta in Italia, sin dal 2004 il Progetto Camper, PREVENZIONE DELLE MALATTIE RENALI.
Una esperienza pilota si è svolta a Napoli, per un’intera settimana, nell’Aprile 2004. Un info-tir adeguatamente attrezzato ha stazionato ogni giorno in Piazza Vanvitelli al Vomero,
mettendosi a disposizione dei passanti dalle ore 11 alle ore 19 per il controllo gratuito della Pressione Arteriosa e dell’esame delle urine. Ogni passante interessato entrava nell’info-tir. Una hostess scriveva per lui, su una scheda numerata, nome, cognome, sesso, età. Il passante riceveva una busta con un contenitore sterile ed entrava nella
stanza con i servizi igienici per procedere alla minzione ed alla raccolta di un campione di urina nel boccetto sterile.
In due studioli, due Medici procedevano quindi al controllo gratuito della pressione arteriosa ed all’esame gratuito del campione di urine per la determinazione di proteine, sangue, zucchero, pH, peso specifico. A tutti veniva rilasciata una scheda con i risultati. I
soggetti ai quali si riscontrava ipertensione arteriosa e/o proteinuria venivano inviati ad un laboratorio di analisi per analisi gratuite del sangue al fine di una migliore valutazione della funzione dei reni. L’evento è stato divulgato dalla stampa e dalle TV locali e nazionali.
I risultati del Progetto Camper 2004 sono stati pubblicati sul Journal of Nephrology (Russo D, Napolitano P, Sirico ML, Andreucci VE: A project to prevent renal diseases in the general population. J Nephrol. 2007; 20: 36- 42). In tutto sono stati osservati a Napoli 698 soggetti. Di questi il 22% è stato trovato affetto da Ipertensione senza saperlo, il 14% da proteinuria. Il Progetto è stato ripetuto nel 2005 in 13 città italiane con un TIR attrezzato
itinerante che si è spostato di città in città, in un Giro d’Italia unico nel suo genere. In ogni città il TIR ha stazionato in una piazza di grande traffico e personale medico ha effettuato gratuitamente il controllo della Pressione Arteriosa e l’esame delle urine. Il
Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, apprezzando l’iniziativa della FIR Onlus, ha assegnato alla FIR una Targa d’argento per il progetto Prevenzione delle Malattie Renali (Fig. 18). In totale, nelle 13 città italiane, sono state esaminate 3757 persone
trovandone affette da Ipertensione Arteriosa il 20% (non ne erano a conoscenza)
e da proteinuria il 14%.
Il Progetto Camper/Gazebo/Tenda è stato ripetuto nel 2007 in 71 sedi distribuite in tutta Italia, simultaneamente nella Giornata Mondiale del Rene, cioè l’8 Marzo 2007. Il successo
è stato incredibile per la stretta collaborazione della FIR con la Società Italiana di Nefrologia (SIN). Nelle diverse città italiane un Camper/Gazebo/Tenda ha stazionato
in una piazza di grande traffico ed ha visto la partecipazione di una folla di passanti che si è messa in fila per farsi controllare la pressione arteriosa ed esaminare l’urina. La collaborazione della Croce Rossa Italiana, con mezzi e, spesso, personale specializzato, ha contribuito molto al successo. La stampa e le TV nazionali e locali hanno divulgato il Progetto con articoli, comunicati ed interviste. La FIR Onlus ha acquistato ½ pagina del Corriere della Sera e del Mattino di Napoli due giorni prima della Giornata Mondiale del
Rene per divulgare il Progetto nella popolazione comunicando la sede delle postazioni nelle diverse città italiane, e ½ pagina del Corriere della Sera e di Repubblica nella Giornata Mondiale del Rene per sensibilizzare la gente sulle malattie renali. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha concesso l’alto Patronato al Progetto Prevenzione delle Malattie Renali 2007. Nelle 71 sedi sono stati osservati 6598 soggetti: i nuovi ipertesi individuati sono stati il 23%, i nuovi soggetti con proteinuria sono stati il 14%
(20% se si includono coloro che sapevano di averla). Queste 3 esperienze hanno dimostrato come molti soggetti, pur in assenza di sintomi, presentano Ipertensione Arteriosa e/o Proteinuria, non essendone a conoscenza.
PREVENZIONE DELLE MALATTIE RENALI nel 2008
Visti i successi degli scorsi anni in virtù dei quali molti soggetti (che erano ignari di avere i primi disturbi renali) sono oggi in cura per prevenire danni renali maggiori, il progetto verrà ripetuto dalla FIR Onlus nel 2008 ancora in occasione della Giornata Mondiale del Rene (13 Marzo 2008), in collaborazione con la Società Italiana di Nefrologia e con la Croce Rossa Italiana. In una piazza di intenso traffico di molte città italiane ci sarà una postazione della Fondazione per il controllo gratuito della Pressione Arteriosa e dell’esame delle urine ai passanti. Ma nel 2008 il progetto di PREVENZIONE DELLE MALATTIE RENALI sarà esteso anche alle Scuole Medie Superiori, nell’ultimo anno di Scuola (ragazzi e ragazze di età sui 17-18 anni). Con l’abolizione del servizio militare oggi questi ragazzi non hanno occasione di essere visitati e sottoposti almeno al controllo della Pressione Arteriosa e delle urine in età scolare. La FIR Onlus lo farà, d’accordo
con i Presidi di molte Scuole Italiane, mandando i propri volontari nelle Scuole. Al Progetto hanno già aderito una sessantina di città italiane (per altrettante Piazze e Scuole).

La Fondazione Italiana del Rene Onlus (FIR Onlus) La Fondazione Italiana del Rene (FIR) ha lo scopo di prevenire le malattie renali; migliorare le condizioni di salute e la qualità della vita dei pazienti già affetti da malattie renali e dei loro familiari; migliorare le condizioni di vita dei dializzati facilitandone il reinserimento nella loro famiglia e nella vita sociale (incluse le possibilità di spostamenti tra i diversi Centri di dialisi); promuovere nella popolazione la donazione degli organi a scopo trapianto; potenziare i trapianti renali; migliorare lo stato di benessere dei trapiantati; formare ed aggiornare il personale sanitario che assiste i nefropatici; incoraggiare la ricerca nefrologica con finanziamenti per la ricerca e borse di studio per i giovani nefrologi. La FIR è formata da tutti coloro che sono coinvolti nelle affezioni renali, sia come pazienti, che come addetti alla loro assistenza: quindi pazienti in trattamento con rene artificiale, pazienti trapiantati, familiari di detti pazienti, nefrologi o comunque medici che si occupano di malattie renali, infermieri che assistono i nefropatici, tecnici di dialisi, dietisti, psicologi, Enti che siano interessati alle condizioni dei pazienti nefropatici, etc. Del Comitato dei Garanti fanno parte Rettori di Università, Presidi di Facoltà di Medicina, Professori Universitari di Medicina e di Giurisprudenza, Magistrati ed ex Presidenti di Tribunale. La Fondazione ha avuto il riconoscimento di personalità giuridica e l’inserimento nell’elenco Onlus. La FIR Onlus pubblica periodicamente FIR Notizie per aggiornare i suoi Associati ed i suoi Benefattori sulle sue attività in atto ed ha un sito web: www.fondazioneitalianadelrene.org

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“Ho visto le menti migliori...”

Autore: Dott. Roberto VINCENZI
Psicologo
Studio: Via Cairoli 11, Genova
Tel: +39.010.2477034
vincenzi@ordinepsicologiliguria.it
www.roberto-vincenzi.com

“I saw the best minds of my generation destroyed by madness, starving hysterical naked, dragging themselves through the negro streets at dawn looking for an
angry fix”.
(Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi per strade di negri all’alba in cerca di droga rabbiosa.)
“Howl” (Urlo), Allen Ginsberg, 1955.


Negli anni ’60 il messaggio che il poeta americano Allan Ginsberg aveva rivolto ai giovani era: “Allargate l’area della coscienza”. Coscienza che non corrisponde alle regole morali,
all’etica, ma indica la consapevolezza, il campo dell’attività mentale conscia.
Questo significava vedere il mondo da una prospettiva diversa rispetto a quella della generazione precedente.
La mentalità degli adulti di allora era imperniata sul mantenimento della tradizione, sull’osservanza delle leggi, sul rispetto delle regole sociali e della tradizione borghese. Questo voleva dire che i figli dovevano vestire più o meno come i loro genitori; i maschi dovevano avere i capelli rigorosamente corti; le ragazze mostrare serietà nell’abbigliamento e nel comportamento. E, naturalmente, non si doveva fare l’amore prima del matrimonio.
Su quest’ultima norma, cattolici e non cattolici erano tutti d’accordo. Il mondo allora sembrava molto stabile, poco incline ai cambiamenti. I governi delle varie nazioni erano
forti, specie nello stabilire le regole alle quali i giovani dovevano obbedire. La spinta che i giovani sentivano, era quella di uscire dagli schemi degli adulti, secondo i quali ai maschi
erano riservati servizio militare, lavoro, famiglia; mentre le ragazze dovevano sposarsi, accudire casa, marito e figli. “Don’t count on me” (“Non contate su di me”) era uno degli slogan che esprimevano la ribellione a questi progetti di vita programmata. Per cercare di “allargare l’area della coscienza”, i ragazzi di allora hanno cominciato a viaggiare per il mondo, magari con l’autostop e pochi soldi, a portare i capelli lunghi, a vestire in
modo personale e creativo, a vivere la sessualità, a contestare programmi di vita e ruoli sociali rigidamente predeterminati.
Risale a questo periodo e rientra in questa mentalità, il diffondersi delle droghe, il cui consumo, nel giro di pochi anni, aumenta in modo vertiginoso.
Il consumo di droga, da fenomeno di élite riservato a ricchi “viziosi” o ai “poeti maledetti”, diventa popolare e si diffonde, prima negli Stati Uniti e poi in Europa.
Ma si fa presto a dire droga perché le sostanze sono molte e bisogna specificare. Comincia allora l’uso massiccio di eroina, della quale molti non conoscono i pericoli. Il numero dei morti in questi primi anni è impressionante. Poi ci sono quelli che prendono le anfetamine o sniffano cocaina, ma, all’epoca, non costituiscono la maggioranza.
Chi invece cerca di allargare l’area della coscienza con le droghe, utilizza principalmente gli allucinogeni. Data la varietà di effetti che producono, queste sostanze sono state chiamate in diverse maniere:
* psichedeliche: producono ampliamento della coscienza
* psicotomimetiche: inducono uno stato transitorio simile alla psicosi
* phantastica: incrementano la fantasia
* allucinogeni: provocano allucinazioni.
Quanto agli effetti, a seconda della droga utilizzata, si possono verificare una o più delle seguenti modificazioni psicologiche:
* espansione, alterazione della coscienza
* aumentata, alterata percezione sensoriale
* perdita del senso del tempo
* illusioni ottiche ed acustiche
* fantasie oniriche
* cenestopatia (sensazione di malessere, senza una causa fisica)
* depersonalizzazione (sentirsi staccati ed estranei a se stessi)
* pareidolia (immaginare figure partendo da una realtà vaga come le nuvole o le macchie
sul muro)
* sinestesie (di fronte ad un certo stimolo sensoriale, viene messo in azione un altro sistema sensoriale. Ad esempio: sento una musica e vedo dei colori)
* emersione di schemi di pensiero diversi, spesso a contenuto simil inconscio.
LE DROGHE DI QUESTO TIPO SONO:
Armina e Armalina: contenute in una pianta rampicante della giungla amazzonica
la Banisteriopsis Caapi, dalla quale si ricava una bevanda chiamata yage o ayahuasca. Lo yage, oltre agli effetti allucinatori, sembra produca anche fenomeni ESP (percezione
extra sensoriale) e telepatici
Belladonna e suoi alcaloidi: contenuti in piante della famiglia delle Solanaceae quali la mandragola, giusquiamo nero e datura stramonio
Bufoteina: contenuta in un liquido che i rospi secernono se infastiditi
Designer drugs: sintetiche, realizzate in laboratorio, allucinogeni vari
Ibogaina, iboga, eboka: tratti da un arbusto della foresta equatoriale del Congo e dell’Africa Occidentale
Kava Kava: che si ricava dall’arbusto Piper Menthysicum presente nelle isole del Pacifico Meridionale
Ketamina cloruro: farmaceutico, anestetico non barbiturico
LSD 25: (sintetico, derivato dalla segale cornuta, dietilamide dell’acido lisergico)
MDA e MMDA: semisintetiche, ottenuta trasformando chimicamente gli elementi psicoattivi contenuti nella noce moscata e nel macis (spezia originaria delle Isole Molucche)
Mellow yellow: derivato dalle bucce di banana
Mescalina: (estratta dal cactus peyote)
Morning glory: dai semi di una comune pianta ornamentale, l’Ipomoea violacea
N2O protossido di azoto o gas esilarante: prodotto farmaceutico
Ololuiqui: pianta messicana che contiene dimetiltriptamina
PCP, popper, polvere d’angelo: farmaceutico Sernylan contenente fenciclidina
Psilobicina o Psilocybe mexicana: contenuta in funghi sudamericani e indonesiani; in Europa nel fungo Amanita Muscaria e Amanita Panterina
Salvia divinorum: un particolare tipo di salvia del Nord Est del Messico
STP: sintetica, farmaceutica, simile alla mescalina
THC (tetraidrocannabinolo): contenuto in hashish e marijuana che derivano dalla resina e dalle foglie di canapa indiana
Triptammine di breve durata: DMT, DET, DPT sintetiche, derivate dai baccelli dell’albero Yopo presente in Sud America
Yohimbina: derivata dalla corteccia di un albero dell’Africa Occidentale, allucinogena e afrodisiaca
NOTA:
Questo testo è da considerare soltanto come una nota informativa sugli allucinogeni.
Molte delle droghe descritte sono estremamente pericolose e possono causare gravi danni mentali e fisici. Danni anche non reversibili. I funghi, se non trattati in particolari
maniere, sono estremamente tossici. Lo stesso dicasi per infusioni fatte con piante o semi.
Queste sostanze richiedono complicate preparazioni e modalità d’uso, prima di essere assunte, altrimenti possono provocare intossicazioni anche mortali.
I prodotti di sintesi (LSD e pastiglie) sono realizzati in laboratori clandestini che non garantiscono qualità, dosaggio, igiene.

 

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Come avere un mento perfetto

Autore: Dott. Ambrogio CASTELLI
Medico Chirurgo
Speciaista in otorinolaringoiatria e chirurgia della testa e del collo
Via Cremona 11 - 20152 Busto Arsizio (VA)
Tel. 0331.683312
Via Pacini 28 - 21131 Milano
Tel. e Fax 02.70602676
www.ambrogiocastelli.com

Nell’analisi di un profilo, è necessario analizzare due angoli del viso, la cui somma determina una buona od un’alterata profilometria.
I due angoli sono rispettivamente: l’angolo naso labiale e quello labio mentale.
Rifacendoci alla rinosettoplastica estetico funzionale, spesso, ci si trova di fronte a pazienti che, pur avendo ottenuto un bel naso, non hanno un perfetto profilo.
La causa è da ricercare in un mento sfuggente (mancanza profilometrica del mento).
Tale difetto è di frequente accentuato dalla sporgenza dell’arcata dentaria superiore e dal labbro inferiore cadente.
La metodica chirurgica di inserimento di protesi mentoniera, si attua inneuroleptoanalgesia (day hospital) con la presenza continua dell'anestesista e previa
lista di esami clinici che testimonino lo stato di buona salute dei pazienti.
Si attua un’incisione piccola di 2 centimetri a livello sub mentoniero con cicatrice
finale che se ben suturata non lascerà alcun segno.
La medicazione è molto importante e si terrà per almeno 10 giorni. Anche se rara, vi può essere alterazione di un profilo per un mento troppo pronunciato.
In questo caso, con le stesse modalità operatorie, si procede con la medesima incisione submentale, dopo aver evidenziato la parte ossea del mento, per ridurne la porzione ossea in eccesso. In genere è un intervento che si effettua singolarmente o abbinatamente ad una rinosettoplatica estetico funzionale.

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