I benefici del manganese
Il manganese ha un colore grigio
acciaio, è duro e friabile e non si
scioglie nell’acqua. E’un minerale
simile al ferro, del quale, solo
recentemente, la medicina ha
scoperto lenotevoli proprietà.
La sua carenza può determinare
ripercussioni serie nel benessere
del fisico.
Fa parte di determinati enzimi e
proteine che hanno il compito di
velocizzare le reazioni chimiche
che avvengono in tutte le cellule
con il minimo dispendio di energie
da parte dell’organismo.
Partecipa al metabolismo delle
sostanze nutrienti come grassi e
zuccheri (che forniscono energia)
e alla formazione delle proteine.
Attiva le difese contro i radicali
liberi, stimola la produzione di
anticorpi, proteine prodotte dal
naturale sitema di difesa per combattere
l’azione aggressiva dei
microorganismi.
Migliora l’utilizzo di alcune vitamine
(B12) utili per il sistema nervoso e
la vitamina C rinforzante delle difese.
Il manganese è un oligoelemento
presente nel fisico in quantità
minime. Gli organi più ricchi di
questo elemento sono: fegato,
pancreas, intestino, reni, ossa,
cervello e cuore.
Il minerale viene assorbito nell’intestino
e trasportato nel sangue in modo
da raggiungere i vari tessuti dell’organismo.
Recenti studi hanno dimostrato che, a
lungo andare, una sua carenza può
portare a problemi seri di tolleranza
agli zuccheri nonchè un’alterazione
nell’uso e nella produzione dell’insulina,
ormone che ha la funzione di veicolare
gli zuccheri nelle cellule.
Si è notato uno stretto rapporto tra
carenza di manganese e produzione di
cellule pancreatiche difettose. Bassi
livelli di questo elemento possono
aprire le porte al diabete.
Associato alle vitamine del gruppo B
aiuta adulti e bambini che manifestano
debolezze persistenti stimolando la
trasmissione degli impulsi tra nervi e
muscoli. Contribuisce a migliorare
alcuni sintomi delle miastenie (indebolimento dei muscoli).
Sono in corso studi per valutarne l’utilizzo
nella cura della sclerosi multipla,
una malattia che causa lesioni infiammatorie
a carico della mielina (sostanza
che protegge il sistema nervoso
centrale) provocando danni permamenti.
La sua carenza è un fenomeno che
si verifica di rado se si segue una
dieta equilibrata e varia.
Gli alimenti dove è presente in maggior
quantità sono:
1. vedura (fagioli secchi, piselli, cipolle,
carote, carciofi, asparagi, lattuga)
2. frutta fresca (pere, mele, banane,
more, pesche, fragole)
3. frutta secche (noci, arachidi, nocciole)
Gli alimenti di origine animale ne contengono
quantità minime (carne,
pesce, uova).
I lavoratori dell’industria possono
essere esposti alla polvere del manganese
che viene assorbito tramite le vie
respiratorie per depositarsi nei tessuti.
Il pericolo maggiore viene corso
soprattutto da coloro che lavorano nell’industrie
chimiche e nelle acciaierie.
I sintomi sono caratterizzati da debolezza,
difficoltà intellettive e motorie,
vertigini e riduzione del peso corporeo.
Dossaggi elevati di questo minerale
portano ad una riduzione delle riserve
e dell’utilizzo del ferro.
Reni, malattie renali e Prevenzione
Autore: Prof. Vittorio E. ANDREUCCI
Presidente della Fondazione Italiana del
Rene Onlus
Direttore Cattedra di Nefrologia,
Università Federico II di Napoli
Specialista in Nefrologia
Napoli Tel. 081 7462151 (mattino)
Tel. 081 5562922 (pomeriggio)
Cellulare 339 4466149
www.fondazioneitalianadelrene.org
I Reni
I reni sono due organi situati nell’addome,
a forma di fagiolo, grandi
approssimativamente come un
pugno. Il sangue giunge al rene dall’aorta,
la più grossa arteria dell’organismo
che distribuisce, con i suoi
rami, il sangue a tutti gli organi e tessuti.
Dall’aorta partono due arterie
renali, una che si porta al rene
destro, l’altra al sinistro. Ogni arteria
renale si divide in tronchi sempre più
piccoli (Fig.1) sino a sfioccarsi nei
cosiddetti glomeruli, che costituiscono
il sistema di filtrazione del rene. Il
glomerulo è un gomitolo di capillari,
cioè di piccolissimi vasi sanguigni nei
quali circola il sangue che deve essere
filtrato. Il liquido filtrato dai
capiIlari di un glomerulo giunge in un
tubulo, un lungo e tortuoso tubicino,
che si unisce ai tubuli provenienti da
altri glomeruli per formare i dotti
(Fig.2); i dotti sboccano nel bacinetto
renale il quale si continua con l’uretere,
un sottile condotto che sbocca
nella vescica (Fig.1). La vescica è un
grosso serbatoio che raccoglie le
urine che sono formate continuamente
dai reni.
Quando la vescica si è completamente
riempita, sorge lo stimolo ad urinare
e con la minzione la vescica viene
svuotata. Ogni rene contiene circa un
milione di glomeruli; quindi i reni
sono molto ricchi di vasi sanguigni;
del resto ricevono il 20% del sangue
pompato dal cuore. Non stupisce
quindi che il rene sia coinvolto nelle
malattie che interessano i vasi sanguigni.
Come si forma l’urina?
Nel glomerulo il sangue è filtrato, per
cui parte del liquido passa nel tubulo
attraverso la parete dei capillari del
glomerulo assieme alle sostanze in
esso disciolte; la parete dei capillari
trattiene cioè, come un setaccio, solo
i globuli rossi, i globuli bianchi, le piastrine
e le proteine del sangue. La
quantità di liquido filtrato dai glomeruli
di una persona normale (detto
Filtrato Glomerulare) è di 100-120
millilitri al minuto, che corrisponde a
145-170 litri al giorno ma circa il 99%
del liquido filtrato dal glomerulo viene
riassorbito dal tubulo, che recupera
così gran parte del liquido e delle
sostanze utili (disciolte nel liquido)
che erano state filtrate ma che non
devono essere perdute.
Il liquido riassorbito passa nei
capiIlari che circondano i tubuli ritornando
così nel sangue.
La restante quantità (1% del liquido
filtrato) viene eliminata come urina,
circa un litro/un litro e mezzo al giorno.
Quindi l’urina è il risultato finale
di queste attività di filtrazione dei glomeruli
e di riassorbimento dei tubuli.
A cosa servono i reni?
I reni svolgono numerose importanti
funzioni:
* Eliminano le scorie del metabolismo
(come quelle azotate), numerosi
farmaci (come vari antibiotici) e
moltissime sostanze introdotte
nell’organismo.
* Mantengono in equilibrio, nel
nostro organismo, il patrimonio di
acqua e sali e di altre sostanze, eliminando
acqua e sali quando sono
in eccesso e riducendone l’eliminazione
in condizioni di carenza. Così,
quando beviamo l’acqua perché
abbiamo sete, non ci poniamo il
problema di calcolare di quanta
acqua il nostro organismo abbia
bisogno; se beviamo molto i nostri
reni eliminano l’acqua introdotta in
eccesso (con emissione di urine
diluite, trasparenti come l’acqua
ed in quantità abbondante); se
beviamo poco, i reni eliminano
pochissima acqua, producendo
urine concentrate in quantità scarsa.
Lo stesso avviene con il sale:
se mangiamo salato, i reni eliminano
il sale introdotto in eccesso
rispetto alle nostre esigenze; se
mangiamo insipido, il rene trattiene
il sale eliminando urine con
poco sale. Cioè il rene si comporta
da organo “intelligente”: elimina gli
eccessi di liquidi e sali, li trattiene
invece quando c’è carenza.
* Producono alcuni ormoni come l’eritropoietina
(che stimola la formazione
di globuli rossi da parte nel
midollo osseo), la renina e le prostaglandine
(che intervengono nella
regolazione della Pressione
Arteriosa). Producono la forma attiva
della vitamina D, fondamentale
per l’assorbimento intestinale di
calcio e la calcificazione delle ossa.
* Consentono ad alcuni ormoni di
svolgere la loro funzione, come il
paratormone (PTH) prodotto dalle
paratiroidi, 4 piccole ghiandole
situate nel collo vicino alla tiroide. Il
PTH svolge un’importante azione
sulle ossa; inoltre fa eliminare con
le urine l’eccesso alimentare di
fosforo.
* Risentono dell’azione di altri ormoni,
come l’ormone antidiuretico
(ADH) che fa riassorbire più acqua
dai tubuli quando si beve poco e
durante la notte quando si dorme
(la persona normale di solito di
notte non si sveglia per urinare;
urina solo di giorno).
* Regolano la Pressione Arteriosa
mantenendola su valori normali con
l’eliminazione dell’eccesso di sale e
con la produzione di vari ormoni,
come renina e prostaglandine.
Quando si urina molto e quando si
urina poco ma spesso
Un soggetto normale, se beve soltanto
quando ha sete, elimina ogni giorno
una quantità di urina pari a un
litro - un litro e mezzo, con minzioni
che avvengono di solito durante il
giorno.
Se un soggetto normale beve molta
acqua (o acqua di rubinetto o la
cosiddetta “acqua minerale”, non fa
differenza), urina molto; se beve
molto di sera, si sveglierà per urinare
anche durante la notte.
Ovviamente l’acqua che introduciamo
non è solo l’acqua che beviamo; la si
introduce anche con gli alimenti, non
solo con il brodo, ma anche con le
arance, con i mandarini, con l’uva e
persino con la pasta asciutta. Se si
beve alcool, si urina di più (perché
l’alcool blocca l’ADH e quindi riduce il
riassorbimento di acqua dai tubuli).
Alcune volte si urina spesso, ma si
elimina poca urina ad ogni minzione.
Questo può avvenire in caso di infezioni
alla vescica (in questo caso le
minzioni scarse e frequenti si associano
per lo più a bruciore durante la
minzione).
Ma minzioni scarse e frequenti si
possono avere anche nell’uomo un
po’ avanti negli anni per una ipertrofia
prostatica.
La spiegazione è la seguente. L’urina
prodotta in continuazione dai reni
viene versata dagli ureteri in vescica.
La vescica, che dopo la minzione è
vuota (Fig. 3), lentamente si riempie.
Ma lo stimolo ad urinare non compare
sino a quando la vescica non si è
completamente riempita (Fig. 4),
quando cioè la distensione della sua
parete induce lo stimolo. L’intervallo
tra una minzione e l’altra è dato dal
tempo che la vescica impiega a riempirsi:
in condizioni normali, pertanto,
quando si beve molto, si forma più
urina e quindi la vescica si riempie
più rapidamente, per cui si urina più
spesso ed in quantità abbondante
L’uomo ha una ghiandola, la prostata,
che circonda l’uretra, cioè il canalino
che permette lo svuotamento
della vescica durante la minzione
(Fig. 3). Se la prostata, con il passare
degli anni, si ingrossa (ipertrofia
prostatica), comprime l’uretra restringendone
il lume (Fig. 5); in queste
condizioni durante la minzione la
vescica non si svuota completamente;
il suo contenuto si riduce tanto
(Fig. 5) da far passare lo stimolo ad
urinare (perché la distensione della
sua parete diminuisce).
L’assenza dello stimolo fa illudere
che la vescica si sia svuotata, mentre
invece contiene ancora un residuo
di urina.
Siccome la vescica non è
vuota, ma contiene ancora
urina, impiegherà meno tempo
a riempirsi di nuovo con l’urina
prodotta in continuazione dai
reni, per cui l’intervallo tra una
minzione e quella successiva
sarà accorciato.
Questo spiega perché il paziente
con ipertrofia prostatica
urina poco (perché non svuota
completamente la vescica) e
spesso (perchè la sua vescica
si riempie prima).
Siccome ci sono farmaci che
possono correggere l’ipertrofia
prostatica, è importante accorgersi
di questa patologia che,
se non corretta, potrebbe alterare
anche la funzione dei reni. Quando un
anziano nota che urina poco e spesso,
deve sottoporsi ad una Ecografia
renale, prostatica e vescicale prima e
dopo avere urinato (per vedere se c’è
un grosso residuo di urina in vescica
dopo la minzione).
Anche la donna anziana può avere
problemi allo svuotamento della
vescica. In questo caso la difficoltà
allo svuotamento è dovuto ad un prolasso
che, abbassando la vescica,
impedisce l’eliminazione di tutta l’urina
durante la minzione.
Le minzioni scarse e frequenti in
corso di infezioni della vescica sono
invece dovute alla irritazione della
parete della vescica che si comporta
come se fosse (ma non è) distesa
dall’urina; il disturbo sparisce con la
guarigione dell’infezione.
E’ importante misurare
la funzione dei reni
La funzione dei reni è considerata
normale quando è conservata la loro
capacità di filtrare il sangue per eliminare
le scorie e gli eccessi di acqua e
sale. La quantità di urina eliminata
giornalmente non costituisce un indice
della funzione renale. Infatti, come
si è detto, i reni filtrano dal sangue
circa da 145 a 170 litri di liquido ogni
giorno; ma il 99% di questa quota
viene riassorbita dai tubuli e ritorna
nel sangue; solo l’1% (1 litro -1 litro e
mezzo) del liquido filtrato è eliminato
come urina. Misurare la funzione dei
reni significa misurare il Filtrato
Glomerulare. Il modo più semplice è
la determinazione della cosidetta
Clearance della Creatinina. La
Creatinina è una sostanza prodotta
dai muscoli (quindi non occorre iniettarla
per eseguire la Clearance), non è tossica e non è influenzata dalla
dieta; è solo una spia della Filtrazione
Glomerulare: essendo eliminata solo
dai reni, se i reni filtrano di meno, la
sua concentrazione nel sangue
(Creatininemia) aumenta. I valori normali
della Creatininemia sono, nell’adulto
sano, 0,8 - 1,2 mg/dL; aumentano
in caso di danno renale di una
certa entità. In pratica, si considera il
valore della Clearance della
Creatinina uguale al Filtrato
Glomerulare (valore normale: 100-
120 millilitri al minuto (ml/minuto). Il
calcolo viene fatto utilizzando la concentrazione
della Creatinina nel sangue
e nelle urine e la diuresi, cioè la
quantità di urine emesse in un minuto
(in genere calcolata sulla raccolta
delle urine di 24 ore). Una stima
della Clearance della Creatinina può
essere ottenuta con formule matematiche.
Queste si basano sul valore
della Creatininemia e su dati anagrafici
e fisici del paziente.
Le Malattie Renali
Le Malattie Renali possono comparire
a qualsiasi età. Nei bambini e nei
giovani predominano le
Glomerulonefriti (malattie dovute ad
infiammazione dei glomeruli), le
Malattie ereditarie e le Malattie congenite.
Negli anziani predominano le
lesioni su base vascolare o da causa
dismetabolica (soprattutto il Diabete).
La nefropatia più diffusa negli anziani è la cosiddetta Nefroangiosclerosi,
malattia dei piccoli vasi arteriosi del
rene, in genere collegata
all’Ipertensione Arteriosa ed
all’Arteriosclerosi. Ma frequenti sono
anche le Glomerulonefriti, le
Nefropatie Interstiziali (da infezioni o
da ostruzione delle vie urinarie o da
uso inappropriato di farmaci), le
Malattie Renali Ereditarie (sopratutto i
Reni Policistici) e le lesioni renali
secondarie a malattie delle vie urinarie.
I reni possono essere malati anche
quando la Creatininemia e la
Clearance della Creatinina sono
ancora normali. Ma se una Malattia
Renale determina una perdita molto
importante della massa renale funzionante,
superiore al 50%, si ha
l’Insufficienza renale.
L‘Insufficienza Renale
L’insufficienza renale è una condizione
nella quale i reni non sono in
grado di eliminare normalmente le
scorie metaboliche né di mantenere
normale la composizione dei liquidi
corporei.
Può instaurarsi acutamente, in pochi
giorni o anche in poche ore, a seguito
di malattie renali acute primitive o
secondarie, di shock, di complicazioni
della gravidanza o esposizione a tossici
o a farmaci nefrotossici. Si parla
allora di Insufficienza Renale Acuta
(il cosiddetto “blocco renale”), dal
quale si può guarire.
L’Insufficienza Renale Cronica è
invece secondaria a Malattie Renali
croniche che non guariscono, si
instaurano in maniera spesso silente
(non di rado è scoperta al controllo
della Pressione Arteriosa) e danneggiano
i reni progressivamente, in
genere nel corso di anni.
Per lungo tempo il paziente continua
a sentirsi bene, e solo alcuni esami
di laboratorio possono mettere in
evidenza il danno renale. Solo quando
oltre il 50% del tessuto renale è
stato gravemente danneggiato, i valori
del Filtrato Glomerulare cominciano
a diminuire.
Nella Insufficienza Renale Cronica la
classificazione del danno renale si
basa sui valori della Clearance della
Creatinina (Filtrato Glomerulare).
Stadio I
Quando i valori della Clearance della
Creatinina sono superiori a 90
ml/minuto, il danno renale è in genere
svelato solo da alterazioni urinarie
(proteinuria e sangue nelle urine), da
un’Ipertensione Arteriosa, ed eventualmente
da Edemi o da alterazioni
renali evidenziabili con indagini ecografiche
o radiografiche.
Stadio II
Valori di Clearance della Creatinina
tra 90 e 60 ml/minuto indicano che è
già andato danneggiato oltre il 50%
del tessuto renale, anche in assenza
di qualsiasi sintomatologia clinica.
Stadio III
Quando si scende al di sotto di 60
ml/minuto diviene necessaria la correzione
di eventuali fattori favorenti la
progressione della malattia, in primis
l’Ipertensione Arteriosa, una eventuale
Ipercolesterolemia, un marcato
eccesso di peso, una abitudine al
fumo, e la persistenza dei fattori causali
del danno renale. E’ a questo
punto indispensabile ricorrere ad una
dieta ipoproteica (povera di proteine)
con il ricorso a prodotti aproteici
(pane, pasta, biscotti aproteici)
soprattutto per mantenere sotto controllo
l’Azotemia (accumulo di scorie
azotate nel sangue, la principale delle
quali è l’urea. L’Azotemia può essere
dosata come Urea plasmatica –
valori normali 20-40 mg/decilitro –
o come Azoto Ureico – valori normali
10-20 mg/ decilitro, il BUN
degli anglosassoni). Con il progredire
dell’Insufficienza Renale Cronica,
i valori della Pressione
Arteriosa tendono ad
aumentare in relazione a
meccanismi combinati di
alterata regolazione della
produzione di sostanze che
regolano la Pressione
Arteriosa e del ricambio
dell’acqua e del sale, che i
reni non sono più in grado di
eliminare normalmente;
l’Ipertensione Arteriosa può a sua
volta aggravare il danno renale e
indurre gravi lesioni cardiocircolatorie.
Stadi IV-V
Con valori di Clearance della
Creatinina al di sotto di 30 ml/minuto,
in assenza di terapia, possono
comparire e via via accentuarsi i sintomi
dell’Insufficienza Renale
Cronica: senso di stanchezza,
disturbi gastrointestinali, disturbi
dell’attenzione, sonnolenza, vertigini,
“mancanza di fiato”, eventuali
edemi, etc; quando tutti questi
sintomi sono presenti si parla
di Sindrome Uremica o Uremia.
Nella sua forma più grave
l’Uremia diventerebbe incompatibile
con la sopravvivenza, se non
si potesse far ricorso al rene artificiale
(emodialisi extracorporea)
(Fig. 6), o alla dialisi peritoneale
o al trapianto di rene.
La Dialisi Extracorporea
con Rene Artificiale
La dialisi è il passaggio di sostanze
attraverso una membrana alla quale
le sostanze sono permeabili. Questo
fenomeno viene sfruttato
per allontanare dal sangue le scorie
del metabolismo quando i reni malati
non sono più in grado di farlo. Nella
Dialisi o Emodialisi Extracorporea sipunge con un ago un vaso di un braccio
(come quando si fa un prelievo disangue per le analisi) e si connette
l’ago con un tubicino che porta il sangue
sino al “filtro” (Fig. 7). All’internodel “filtro” il sangue scorre separato
dal “liquido di dialisi” da una membrana
sintetica, permeabile alle scorie;
in tal modo queste ultime diffondono
dal sangue al “liquido di dialisi”
(un liquido preparato da noi, privo di
scorie) assieme all’eccesso di acqua
filtrata dal sangue. Il sangue del
paziente viene così depurato e torna,
scorrendo all’interno di un altro tubicino,
al paziente stesso attraverso un
altro ago inserito in un vaso del braccio;
il “liquido di dialisi” viene eliminato,
allontanando così dal paziente
l’eccesso di acqua e le scorie del
metabolismo. L’apparecchio che permette
questa depurazione del sangue
nel “filtro” si chiama “Rene
Artificiale” (Fig. 6).
La Dialisi Peritoneale
Esiste un altro tipo di dialisi: la
Dialisi Peritoneale. Nella Dialisi
Peritoneale le scorie passano dal
sangue (dove sono in alta concentrazione)
al “liquido di dialisi” (dove non
ci sono scorie) attraverso la membrana
naturale (detta “peritoneo”) che
riveste gli organi contenuti nella
cavità addominale; il “liquido di dialisi”
(un liquido sterile, in genere 2 litri
contenuti in una sacca di plastica)
viene immesso nella cavità peritoneale
per gravità (da una sacca messa in
alto) attraverso un catetere che collega
la cavità peritoneale con l’esterno
(Fig. 8). Il liquido viene poi drenato
per gravità dalla cavità peritoneale in
una sacca vuota posta in basso portando
con sé le scorie e l’eccesso di
liquido rimosso dal paziente. Si cambia
la sacca e di nuovo 2 litri di “liquido
di dialisi” vengono immessi nella
cavità peritoneale. Esistono apparecchiature
che consentono il ricambio
automatico del liquido nella cavità
addominale, di notte, mentre ilpaziente dorme (Fig. 9).
Quando iniziare la Dialisi
La Dialisi è quindi una terapia sostitutiva.
Svolge la funzione normalmente
svolta dai reni naturali quando questi
non sono più in grado di farlo.
Il trattamento con la dialisi si inizia in
genere quando la Clearance della
Creatinina è sui 6-7 ml/minuto. Al di
sotto di questo valore compaiono i
sintomi dell’uremia e gravi complicanze
che mettono in pericolo la vita del
paziente: accumulo corporeo di acqua
e sale con Edemi periferici,
Scompenso Cardiaco, Edema
Polmonare, aumento della
Potassiemia, etc. In presenza di
malattie come Diabete,
Cardiomiopatia dilatativa, etc., o di
condizioni gravi (grave Ipertensione
Arteriosa, Potassiemia elevata,
Iperazotemia marcata che non si riduce
con la dieta povera di proteine,
etc.) si deve anticipare l’inizio della
dialisi (Clearance della Creatinina 9-
10 ml/minuto).
La dialisi viene praticata per tempi
anche brevi (in attesa della guarigione
del danno renale) nei pazienti
affetti da Insufficienza Renale Acuta
(il cosiddetto “blocco renale”); viene
invece praticata per tempi anche lunghissimi
nei pazienti con Insufficienza
Renale Cronica. Molti pazienti in dialisi
cronica continuano questa terapia
per il resto della loro vita (anche per
diecine di anni) a meno che
non sia possibile effettuare
un trapianto di rene.
Il Trapianto di Rene
La migliore terapia
sostitutiva per il paziente
uremico è il trapianto
renale. Ad ogni paziente si
trapianta un solo rene (che è
sufficiente a svolgere una normale
funzione renale). In genere
non si tolgono i
due reni malati per
cui il paziente avrà
3 reni, ma solo quello
trapiantato sarà funzionante (Fig. 10).
Il rene da trapiantare può essere prelevato
da un donatore vivente (che
resta quindi con un solo rene, sufficiente
a conservargli una buona funzione
renale) o da un donatore cadavere
(i due reni vanno a due pazienti).
E’ indispensabile la compatibilità dei
gruppi sanguigni ed una affinità
immunologia tra donatore e ricevente.
Il trapianto da donatore
vivente è possibile
tra consanguinei
(in genere da fratelli
o da genitori).
Il trapianto
più frequente è
quello da donatore
cadavere. I reni e gli altri organi
da trapiantare vengono prelevati dal
donatore in condizione di “morte
cerebrale”, cioè di morte per perdita
totale della funzione del cervello; in
pratica il prelievo si effettua da un
cadavere con il cuore che batte ancora,
in quanto viene mantenuta artificialmente
la funzione cardio-respiratoria.
Il prelievo degli organi deve infatti
avvenire mentre gli stessi sono perfusi
con sangue ossigenato in modo da
limitare al minimo l’ischemia (mancanza
di ossigeno). La “morte cerebrale”
si verifica di solito in soggetti
che hanno subito un grave trauma
cranico (es. per incidenti della strada)
o gravi accidenti vascolari cerebrali.
Una Commissione estranea al Centro
trapianti controlla per 6 ore che il
donatore sia deceduto: questa è la
massima garanzia di certezza della
morte.
Il rene prelevato dal cadavere viene
trapiantato al paziente uremico più
affine (dal punto di vista immunologico)
scelto tra coloro che sono inseriti
nella lista di attesa.
Le Malattie Renali:
un problema di Sanità Pubblica
Si stima che nel mondo ci siano
oggi 1.800.000 pazienti che vivono
in trattamento dialitico con rene artificiale
ed è previsto che nel 2010 la
cifra raggiungerà i 2 milioni di
pazienti. Negli USA il numero di
pazienti che iniziano ogni anno la
dialisi ha raggiunto, nel 2004, l’enorme
cifra di 342 per milione di popolazione
(pmp). In Italia la cifra è 170
pmp, ma l’andamento è in continuo
aumento, visto
che nel 1993 era
90 pmp. Negli
ultimi due decenni
il numero dei pazienti avviati alla dialisi è più che
raddoppiato, e continua ad aumentare,
interessando soprattutto le persone
con oltre 65 anni di età. Ma i soggetti
che vivono con il rene artificiale
sono solo la punta di un iceberg: si
stima che per ogni paziente trattato
con rene artificiale ve ne sono almeno
200 con compromissione della funzione
dei reni. In Italia sono oggi 2 milioni
e 200 mila i pazienti con malattia
renale cronica non ancora in dialisi!
Ma solo una parte di questi raggiungerà la dialisi. Infatti molti pazienti con
danno renale non arrivano al rene artificiale
perchè muoiono prima per
Malattie Cardiovascolari, che sono più
frequenti nei malati di rene.
In pratica, nel mondo 1 persona su
10 ha problemi ai reni. Questo preoccupante
aumento di nefropatie è stato
definito dall’Organizzazione Mondiale
della Sanità come una pandemia. Alla
sua base stanno l’allungamento della
vita e una riduzione della cosiddetta
mortalità competitiva. Non è però irrilevante
il fatto che sovente la diagnosi
è tardiva, e ciò fa sì che non si
prendano per tempo provvedimenti,
per cui la malattia procede indisturbata.
In Italia, nel 15% dei casi che giungono
alla dialisi non è neppure possibile
individuare la malattia che ha condotto
il paziente all’uremia. L’Insufficienza
Renale Cronica va quindi considerata
come malattia in crescita, di grande
impatto sociale anche perchè aumenta
il rischio di complicazioni cardiovascolari.
Sono pertanto necessari diagnosi
e trattamento precoce delle
malattie renali ed un deciso impegno
per la loro prevenzione.
Diagnosi Precoce:
Segnali d’allarme
Molte malattie renali si comportano
da “killer silenziosi”,
restando senza sintomi
anche per anni. Se la diagnosi è precoce, le cure possono
essere efficaci e la guarigione
frequente. In ogni caso
l’evoluzione della malattia
può essere rallentata.
Per scoprire in tempo le lesioni renali
occorre porre attenzione ai segni che
ne possono suggerire l’insorgenza:
* Aumento notevole del volume urinario,
specialmente nelle ore notturne:
il paziente si sveglia costantemente
di notte ad urinare, cosa
che non avviene nei soggetti con
funzione renale normale (ricorrere
al medico ed eseguire le analisi
delle urine e del sangue).
* Emissione di urine di colore scuro
(color “coca cola”) o rosso sangue
per ematuria (sangue nelle urine)
(eseguire le analisi delle urine e del
sangue) (Fig. 11).
* Difficoltà ad urinare e minzioni
scarse e frequenti nell’uomo anziano
(eseguire Ecografia renale, prostatica
e vescicale prima e dopo
avere urinato, per evidenziare eventuale
ipertrofia prostatica e residuo
vescicale post-minzionale).
* Bruciori ad urinare, minzioni frequenti,
febbre -specie se con brividi-
(eseguire esame delle urine ed urinocultura)
* Edema (gonfiore) agli arti inferiori o
diffusi. Si evidenzia comprimendo
con un dito il dorso della gamba contro
la tibia: resta un avvallamento
(fovea) (ricorrere al medico ed eseguire
le analisi delle urine e del sangue)
(Fig. 12).
In caso di difficoltà a respirare o dimal di testa, misurare la Pressione
Arteriosa (ricorrere al medico).
Aumento dei valori della Pressione
Arteriosa oltre i limiti massimi di normalità.
Siccome l’Ipertensione
Arteriosa è spesso asintomatica,
occorre controllare periodicamente
la Pressione Arteriosa anche in
assenza di sintomi (Fig. 13).
Dolori in sede lombare (sino a vere e
proprie coliche), senso di peso in
sede renale non riferibile a lombosciatalgia
(ricorrere al medico).
Anemia inspiegata, stanchezza,
malessere importante senza apparente
motivo (ricorrere al medico).
Come scoprire una malattia renale
La emissione di una buona quantità
di urina non è una garanzia del buon
funzionamento dei reni. Anche l’assenza
di “dolori” non può tranquillizzare,
dal momento che le malattie
renali non sono in genere dolorose.
Spesso si accusano i reni di dolori
lombari che sono invece neuromuscolari.
Per questo motivo solo alcuni
comuni esami delle urine e del sangue
permettono di controllare lo stato
di salute dei reni.
Innanzitutto eseguire un esame delle
urine (su un campione di urine appena
emesse per evitare le alterazioni
causate dalla fermentazione che si
verifica nelle urine con il passare del
tempo dopo la minzione).
La maggior parte delle malattie renali
causa alterazioni urinarie, con presenza
di:
- sangue, per lo più non evidente ad
occhio nudo, ma solo all’esame chimico
(emoglobina) e microscopico
(microematuria) (Fig. 11);
- albumina (albuminuria) isolata, o
associata ad altre proteine del sangue
(proteinuria);
- globuli bianchi, segno di infiammazione
del rene o delle vie urinarie,
spesso di origine infettiva;
- altri elementi, come i cosiddetti cilindri,
che sono riproduzione a “stampo”
del lume dei tubuli e sono formati
da proteine, cellule o detriti cellulari,
precipitati nel lume dei tubuli
e poi trascinati in vescica dal flusso
delle urine; la presenza di cilindri
indica un interessamento dei reni.
Albumina, sangue e globuli bianchi
possono essere ricercati facilmente
con l’immersione nelle urine di una
striscia reattiva (Fig. 14). Questo
metodo di ricerca, sicuro e rapido,
viene adottato nello screening delle
malattie renali. In caso di anormalità
sarà integrato da un esame completo
delle urine e dall’esame microscopico
del sedimento urinario presso un
laboratorio di analisi.
La misurazione della Pressione
Arteriosa è un altro passo importante
per scoprire per tempo una
Malattia Renale e, spesso, per prevenirla.
Un danno renale può essere
causato da un’Ipertensione Arteriosa
inizialmente non legata a una
Malattia Renale.
Un semplice esame delle urine e un
controllo della Pressione Arteriosa
dunque consentono di sospettare l’esistenza
di una Malattia Renale.
Prevenzione delle malattie renali
Per prevenire le malattie renali bisogna
tener presenti le condizioni di
rischio e, quando è possibile, prevenirle
o correggerle:
* invecchiamento (oltre 60 anni)
* ipertensione arteriosa
* diabete
* uso prolungato di farmaci senza
controllo medico, specialmente antiinfiammatori
non steroidei
* ipercolesterolemia grave
* obesità importante
* calcoli renali
* infezioni urinarie ricorrenti
* ostruzione delle basse vie urinarie
(ad esempio ipertrofia prostatica di
grado elevato)
* precedenti malattie renali
* malattie immunologiche in atto
(Lupus, Artrite reumatoide etc)
* presenza di malattie renali nei familiari
Alcune buone regole
per proteggere i Reni:
1. Curare le malattie che possono
indurre un danno renale: innanzitutto
l’Ipertensione Arteriosa,
l’Arteriosclerosi e il Diabete; ma
anche l’Obesità, la cosiddetta
Sindrome Metabolica, la vita troppo
sedentaria.
2. Evitare il fumo (Fig. 15).
3. Mantenere una dieta corretta e
un accurato controllo del pesocorporeo (pesarsi spesso) (Fig.
16), svolgendo anche attività fisica
(Fig. 17): l’assunzione di farmaci
non autorizza a trascurare le
norme dietetiche. Se si è sovrappeso, è necessaria una dieta ipocalorica.
Evitare diete molto ricche
di calorie, zucchero, dolci e grassi
animali.
4. Controllare regolarmente (a qualsiasi
età, anche nei bambini) la
Pressione Arteriosa. E’ ottimale
una pressione eguale o inferiore a
130/80 mm di mercurio. Valori
superiori a 140/90 sono patologici
a qualunque età. Nei pazienti
con Diabete si suggerisce di mantenere
la Pressione Arteriosa a
valori inferiori a 130/80.
5. Se si ha Ipertensione Arteriosa,
Diabete o Arteriosclerosi, è necessario
curare bene queste affezioni
anche per proteggere i reni. Non
basta però accontentarsi di seguire
una cura: occorre controllare
che i risultati siano quelli desiderati.
Oggi ci sono molti farmaci per
trattare l’Ipertensione Arteriosa: i
risultati migliori si ottengono con
piccole dosi di farmaci diversi (così
si avranno minori effetti collaterali
negativi ed un potenziamento dell’effetto
anti-ipertensivo).
6. Alcuni farmaci (ACE inibitori,
Sartanici) oltre all’effetto anti-ipertensivo,
possiedono un’azione specifica
renoprotettiva, che rallenta
la progressione del danno renale,
soprattutto in presenza di proteinuria
marcata.
7. Anche se ci si sente bene, eseguire
un semplice esame delle urine
in occasione di altri controlli di
laboratorio, o comunque con scadenza
biennale. Non trascurare
eventuali anomalie minori rivelate
da questo esame (per esempio la
presenza di sangue all’esame
microscopico o di proteine in quantità
modesta). A maggior ragione
l’esame delle urine va eseguito in
caso di emissione di urine di colore
differente dall’abituale.
8. Curare le infezioni urinarie, la calcolosi
renale e l’ostruzione cronica
delle vie urinarie (per esempio da
ipertrofia prostatica), condizioni che
possono causare gravi danni ai
reni.
9. Evitare l’uso prolungato di farmaci
potenzialmente nefrotossici, come
gli analgesici o gli anti-infiammatori.
Chi ne ha assoluto bisogno deve
ricordarsi di controllare periodicamente
la funzione dei reni.
10. Eseguire, in tutte le condizioni di
rischio, il controllo della funzione
renale con la determinazione
della Creatininemia e
dell’Azotemia, ripetendole eventualmente
ad intervalli regolari,
ad esempio annuali, o semestrali
se il rischio è elevato.
11. Correggere la Colesterolemia elevata
e gli eccessi di peso corporeo,
che possono favorire
l’Arteriosclerosi, l’Ipertensione
Arteriosa e il Diabete.
12. Nel caso del Diabete, mantenere
i livelli della Glicemia ben controllati
e i valori di Emoglobina
glicata il più vicino possibile alla
norma; ovviamente i valori di
Pressione Arteriosa devono essere
ottimali e vanno corrette le
condizioni di sovrappeso con una
dieta ipocalorica.

La Giornata Mondiale del Rene
Il continuo incremento del numero dei
pazienti con malattia renale ha spinto
la Federazione Internazionale delle
Fondazioni Nazionali del Rene e la
Società Internazionale di Nefrologia
ad istituire la Giornata Mondiale del
Rene per il secondo Giovedì del
mese di Marzo di ogni anno allo
scopo di sensibilizzare la gente sulla
necessità di controllare i propri reni
per prevenire le malattie renali. Solo
così si potrà ridurre il numero dei
pazienti che si ammalano ai reni e
quindi il numero di coloro che dovranno
poi vivere con il rene artificiale o
che moriranno per complicazioni cardiovascolari.
Progetto PREVENZIONE DELLE
MALATTIE RENALI
Un’adeguata prevenzione delle malattie
renali si realizza con il precoce riconoscimento
dei primi segni di potenziali
problemi per i reni: l’ipertensione, la
proteinuria ed il Diabete. Questi fattori
compromettono la funzione renale, ma
spesso non danno disturbi, passando
pertanto inosservati. Oggi i Nefrologi
sono in grado di correggere
l’Ipertensione, ridurre la Proteinuria e
curare il Diabete, prevenendo in tal
modo il danno renale irreversibile. Sin
dalla sua costituzione la FIR Onlus si è
impegnata nell’opera di prevenzione
avviando, per la prima volta in Italia,
sin dal 2004 il Progetto Camper, PREVENZIONE
DELLE MALATTIE RENALI.
Una esperienza pilota si è svolta a
Napoli, per un’intera settimana,
nell’Aprile 2004. Un info-tir adeguatamente
attrezzato ha stazionato ogni
giorno in Piazza Vanvitelli al Vomero,
mettendosi a disposizione dei passanti
dalle ore 11 alle ore 19 per il controllo
gratuito della Pressione Arteriosa e dell’esame
delle urine. Ogni passante
interessato entrava nell’info-tir. Una
hostess scriveva per lui, su una scheda
numerata, nome, cognome, sesso,
età. Il passante riceveva una busta con
un contenitore sterile ed entrava nella
stanza con i servizi igienici per procedere
alla minzione ed alla raccolta di
un campione di urina nel boccetto sterile.
In due studioli, due Medici procedevano
quindi al controllo gratuito della
pressione arteriosa ed all’esame gratuito
del campione di urine per la determinazione
di proteine, sangue, zucchero,
pH, peso specifico. A tutti veniva
rilasciata una scheda con i risultati. I
soggetti ai quali si riscontrava ipertensione
arteriosa e/o proteinuria venivano
inviati ad un laboratorio di analisi
per analisi gratuite del sangue al fine
di una migliore valutazione della funzione
dei reni. L’evento è stato divulgato
dalla stampa e dalle TV locali e nazionali.
I risultati del Progetto Camper
2004 sono stati pubblicati sul Journal
of Nephrology (Russo D, Napolitano P,
Sirico ML, Andreucci VE: A project to
prevent renal diseases in the general
population. J Nephrol. 2007; 20: 36-
42). In tutto sono stati osservati a
Napoli 698 soggetti. Di questi il 22% è
stato trovato affetto da Ipertensione
senza saperlo, il 14% da proteinuria.
Il Progetto è stato ripetuto nel 2005 in
13 città italiane con un TIR attrezzato
itinerante che si è spostato di città in
città, in un Giro d’Italia unico nel suo
genere. In ogni città il TIR ha stazionato in una piazza di grande traffico e
personale medico ha effettuato gratuitamente
il controllo della Pressione
Arteriosa e l’esame delle urine. Il
Presidente della Repubblica, Carlo
Azeglio Ciampi, apprezzando l’iniziativa
della FIR Onlus, ha assegnato alla FIR
una Targa d’argento per il progetto
Prevenzione delle Malattie Renali (Fig.
18). In totale, nelle 13 città italiane,
sono state esaminate 3757 persone
trovandone affette da Ipertensione
Arteriosa il 20% (non ne erano a conoscenza)
e da proteinuria il 14%.
Il Progetto Camper/Gazebo/Tenda è
stato ripetuto nel 2007 in 71 sedi
distribuite in tutta Italia, simultaneamente
nella Giornata Mondiale del
Rene, cioè l’8 Marzo 2007. Il successo
è stato incredibile per la stretta collaborazione
della FIR con la Società
Italiana di Nefrologia (SIN). Nelle diverse
città italiane un
Camper/Gazebo/Tenda ha stazionato
in una piazza di grande traffico ed ha
visto la partecipazione di una folla di
passanti che si è messa in fila per
farsi controllare la pressione arteriosa
ed esaminare l’urina. La collaborazione
della Croce Rossa Italiana, con mezzi
e, spesso, personale specializzato, ha
contribuito molto al successo. La stampa
e le TV nazionali e locali hanno
divulgato il Progetto con articoli, comunicati
ed interviste. La FIR Onlus ha
acquistato ½ pagina del Corriere della
Sera e del Mattino di Napoli due giorni
prima della Giornata Mondiale del
Rene per divulgare il Progetto nella
popolazione comunicando la sede delle
postazioni nelle diverse città italiane, e ½ pagina del Corriere della Sera e di
Repubblica nella Giornata Mondiale del
Rene per sensibilizzare la gente sulle
malattie renali. Il Presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, ha concesso
l’alto Patronato al Progetto
Prevenzione delle Malattie Renali
2007. Nelle 71 sedi sono stati osservati
6598 soggetti: i nuovi ipertesi individuati
sono stati il 23%, i nuovi soggetti
con proteinuria sono stati il 14%
(20% se si includono coloro che sapevano
di averla). Queste 3 esperienze
hanno dimostrato come molti soggetti,
pur in assenza di sintomi, presentano
Ipertensione Arteriosa e/o Proteinuria,
non essendone a conoscenza.

PREVENZIONE DELLE MALATTIE
RENALI nel 2008
Visti i successi degli scorsi anni in virtù
dei quali molti soggetti (che erano ignari
di avere i primi disturbi renali) sono
oggi in cura per prevenire danni renali
maggiori, il progetto verrà ripetuto dalla
FIR Onlus nel 2008 ancora in occasione
della Giornata Mondiale del Rene
(13 Marzo 2008), in collaborazione
con la Società Italiana di Nefrologia e
con la Croce Rossa Italiana. In una
piazza di intenso traffico di molte città
italiane ci sarà una postazione della
Fondazione per il controllo gratuito
della Pressione Arteriosa e dell’esame
delle urine ai passanti. Ma nel 2008 il
progetto di PREVENZIONE DELLE
MALATTIE RENALI sarà esteso anche
alle Scuole Medie Superiori, nell’ultimo
anno di Scuola (ragazzi e ragazze di età
sui 17-18 anni). Con l’abolizione del
servizio militare oggi questi ragazzi non
hanno occasione di essere visitati e
sottoposti almeno al controllo della
Pressione Arteriosa e delle urine in età
scolare. La FIR Onlus lo farà, d’accordo
con i Presidi di molte Scuole Italiane,
mandando i propri volontari nelle
Scuole. Al Progetto hanno già aderito
una sessantina di città italiane (per
altrettante Piazze e Scuole).
La Fondazione Italiana del Rene Onlus (FIR Onlus) La Fondazione Italiana del Rene (FIR) ha lo scopo di prevenire le malattie renali; migliorare le condizioni di salute e la qualità della vita dei pazienti già affetti da malattie renali e dei loro familiari; migliorare le condizioni di vita dei dializzati facilitandone il reinserimento nella loro famiglia e nella vita sociale (incluse le possibilità di spostamenti tra i diversi Centri di dialisi); promuovere nella popolazione la donazione degli organi a scopo trapianto; potenziare i trapianti renali; migliorare lo stato di benessere dei trapiantati; formare ed aggiornare il personale sanitario che assiste i nefropatici; incoraggiare la ricerca nefrologica con finanziamenti per la ricerca e borse di studio per i giovani nefrologi. La FIR è formata da tutti coloro che sono coinvolti nelle affezioni renali, sia come pazienti, che come addetti alla loro assistenza: quindi pazienti in trattamento con rene artificiale, pazienti trapiantati, familiari di detti pazienti, nefrologi o comunque medici che si occupano di malattie renali, infermieri che assistono i nefropatici, tecnici di dialisi, dietisti, psicologi, Enti che siano interessati alle condizioni dei pazienti nefropatici, etc. Del Comitato dei Garanti fanno parte Rettori di Università, Presidi di Facoltà di Medicina, Professori Universitari di Medicina e di Giurisprudenza, Magistrati ed ex Presidenti di Tribunale. La Fondazione ha avuto il riconoscimento di personalità giuridica e l’inserimento nell’elenco Onlus. La FIR Onlus pubblica periodicamente FIR Notizie per aggiornare i suoi Associati ed i suoi Benefattori sulle sue attività in atto ed ha un sito web: www.fondazioneitalianadelrene.org
“Ho visto le menti migliori...”
Autore: Dott. Roberto VINCENZI
Psicologo
Studio: Via Cairoli 11, Genova
Tel: +39.010.2477034
vincenzi@ordinepsicologiliguria.it
www.roberto-vincenzi.com
“I saw the best minds of my generation
destroyed by madness,
starving hysterical naked,
dragging themselves through the
negro streets at dawn looking for an
angry fix”.
(Ho visto le menti migliori della mia
generazione distrutte dalla pazzia,
affamate nude isteriche,
trascinarsi per strade di negri all’alba
in cerca di droga rabbiosa.)
“Howl” (Urlo), Allen Ginsberg, 1955.
Negli anni ’60 il messaggio che il
poeta americano Allan Ginsberg
aveva rivolto ai giovani era: “Allargate
l’area della coscienza”. Coscienza
che non corrisponde alle regole morali,
all’etica, ma indica la consapevolezza,
il campo dell’attività mentale
conscia.
Questo significava vedere il mondo da
una prospettiva diversa rispetto a
quella della generazione precedente.
La mentalità degli adulti di allora era
imperniata sul mantenimento della
tradizione, sull’osservanza delle leggi,
sul rispetto delle regole sociali e
della tradizione borghese. Questo
voleva dire che i figli dovevano vestire
più o meno come i loro genitori; i
maschi dovevano avere i capelli rigorosamente
corti; le ragazze mostrare
serietà nell’abbigliamento e nel comportamento.
E, naturalmente, non si
doveva fare l’amore prima del matrimonio.
Su quest’ultima norma, cattolici
e non cattolici erano tutti d’accordo.
Il mondo allora sembrava molto stabile,
poco incline ai cambiamenti.
I governi delle varie nazioni erano
forti, specie nello stabilire le regole
alle quali i giovani dovevano obbedire.
La spinta che i giovani sentivano, era
quella di uscire dagli schemi degli
adulti, secondo i quali ai maschi
erano riservati servizio militare, lavoro,
famiglia; mentre le ragazze dovevano
sposarsi, accudire casa, marito
e figli. “Don’t count on me” (“Non
contate su di me”) era uno degli slogan
che esprimevano la ribellione a
questi progetti di vita programmata.
Per cercare di “allargare l’area della
coscienza”, i ragazzi di allora hanno
cominciato a viaggiare per il mondo,
magari con l’autostop e pochi soldi, a
portare i capelli lunghi, a vestire in
modo personale e creativo, a vivere
la sessualità, a contestare programmi
di vita e ruoli sociali rigidamente predeterminati.
Risale a questo periodo e rientra in
questa mentalità, il diffondersi delle
droghe, il cui consumo, nel giro di
pochi anni, aumenta in modo vertiginoso.
Il consumo di droga, da fenomeno di élite riservato a ricchi “viziosi” o ai “poeti maledetti”, diventa popolare e
si diffonde, prima negli Stati Uniti e
poi in Europa.
Ma si fa presto a dire droga perché le
sostanze sono molte e bisogna specificare.
Comincia allora l’uso massiccio di
eroina, della quale molti non conoscono
i pericoli. Il numero dei morti in
questi primi anni è impressionante.
Poi ci sono quelli che prendono le
anfetamine o sniffano cocaina, ma,
all’epoca, non costituiscono la maggioranza.
Chi invece cerca di allargare l’area
della coscienza con le droghe, utilizza
principalmente gli allucinogeni.
Data la varietà di effetti che producono,
queste sostanze sono state chiamate
in diverse maniere:
* psichedeliche: producono ampliamento
della coscienza
* psicotomimetiche: inducono uno stato transitorio simile alla psicosi
* phantastica: incrementano la fantasia
* allucinogeni: provocano allucinazioni.
Quanto agli effetti, a seconda della
droga utilizzata, si possono verificare
una o più delle seguenti modificazioni
psicologiche:
* espansione, alterazione della
coscienza
* aumentata, alterata percezione sensoriale
* perdita del senso del tempo
* illusioni ottiche ed acustiche
* fantasie oniriche
* cenestopatia (sensazione di malessere,
senza una causa fisica)
* depersonalizzazione (sentirsi staccati
ed estranei a se stessi)
* pareidolia (immaginare figure partendo
da una realtà vaga
come le nuvole o le macchie
sul muro)
* sinestesie (di fronte ad
un certo stimolo sensoriale,
viene messo in
azione un altro sistema
sensoriale. Ad esempio:
sento una musica e vedo
dei colori)
* emersione di schemi di
pensiero diversi, spesso
a contenuto simil inconscio.
LE DROGHE
DI QUESTO TIPO SONO:
Armina e Armalina: contenute
in una pianta rampicante
della giungla amazzonica
la Banisteriopsis
Caapi, dalla quale si ricava
una bevanda chiamata yage
o ayahuasca. Lo yage, oltre
agli effetti allucinatori, sembra produca anche fenomeni ESP (percezione
extra sensoriale) e telepatici
Belladonna e suoi alcaloidi: contenuti
in piante della famiglia delle
Solanaceae quali la mandragola, giusquiamo
nero e datura stramonio
Bufoteina: contenuta in un liquido
che i rospi secernono se infastiditi
Designer drugs: sintetiche, realizzate
in laboratorio, allucinogeni vari
Ibogaina, iboga, eboka: tratti da un
arbusto della foresta equatoriale del
Congo e dell’Africa Occidentale
Kava Kava: che si ricava dall’arbusto
Piper Menthysicum presente nelle
isole del Pacifico Meridionale
Ketamina cloruro: farmaceutico, anestetico
non barbiturico
LSD 25: (sintetico, derivato dalla
segale cornuta, dietilamide dell’acido
lisergico)
MDA e MMDA: semisintetiche, ottenuta
trasformando chimicamente gli
elementi psicoattivi contenuti nella
noce moscata e nel macis (spezia originaria
delle Isole Molucche)
Mellow yellow: derivato dalle bucce
di banana
Mescalina: (estratta dal cactus peyote)
Morning glory: dai semi di una comune
pianta ornamentale, l’Ipomoea violacea
N2O protossido di azoto o gas esilarante:
prodotto farmaceutico
Ololuiqui: pianta messicana che contiene
dimetiltriptamina
PCP, popper, polvere d’angelo: farmaceutico
Sernylan contenente fenciclidina
Psilobicina o Psilocybe mexicana: contenuta in funghi sudamericani e
indonesiani; in Europa nel fungo
Amanita Muscaria e Amanita
Panterina
Salvia divinorum: un particolare tipo
di salvia del Nord Est del Messico
STP: sintetica, farmaceutica, simile
alla mescalina
THC (tetraidrocannabinolo): contenuto
in hashish e marijuana che derivano
dalla resina e dalle foglie di canapa
indiana
Triptammine di breve durata: DMT,
DET, DPT sintetiche, derivate dai baccelli
dell’albero Yopo presente in Sud
America
Yohimbina: derivata dalla corteccia di
un albero dell’Africa Occidentale, allucinogena
e afrodisiaca
NOTA:
Questo testo è da considerare soltanto
come una nota informativa sugli
allucinogeni.
Molte delle droghe descritte sono
estremamente pericolose e possono
causare gravi danni mentali e fisici.
Danni anche non reversibili.
I funghi, se non trattati in particolari
maniere, sono estremamente tossici.
Lo stesso dicasi per infusioni fatte
con piante o semi.
Queste sostanze richiedono complicate
preparazioni e modalità d’uso,
prima di essere assunte, altrimenti
possono provocare intossicazioni
anche mortali.
I prodotti di sintesi (LSD e pastiglie)
sono realizzati in laboratori clandestini
che non garantiscono qualità,
dosaggio, igiene.
Come avere un mento perfetto
Autore: Dott. Ambrogio CASTELLI
Medico Chirurgo
Speciaista in otorinolaringoiatria
e chirurgia della testa e del collo
Via Cremona 11 -
20152 Busto Arsizio (VA)
Tel. 0331.683312
Via Pacini 28 -
21131 Milano
Tel. e Fax 02.70602676
www.ambrogiocastelli.com
Nell’analisi di un profilo, è necessario
analizzare due angoli del viso, la cui
somma determina una buona od un’alterata
profilometria.
I due angoli sono rispettivamente: l’angolo
naso labiale e quello labio mentale.
Rifacendoci alla rinosettoplastica estetico
funzionale, spesso, ci si trova di
fronte a pazienti che, pur avendo ottenuto
un bel naso, non hanno un perfetto
profilo.
La causa è da ricercare in un mento
sfuggente (mancanza profilometrica del
mento).
Tale difetto è di frequente accentuato
dalla sporgenza dell’arcata dentaria
superiore e dal labbro inferiore cadente.
La metodica chirurgica di inserimento
di protesi mentoniera, si attua inneuroleptoanalgesia
(day hospital) con la presenza
continua dell'anestesista e previa
lista di esami clinici che testimonino
lo stato di buona salute dei pazienti.
Si attua un’incisione piccola di 2 centimetri
a livello sub mentoniero con cicatrice
finale che se ben suturata non
lascerà alcun segno.
La medicazione è molto importante e si
terrà per almeno 10 giorni.
Anche se rara, vi può essere alterazione
di un profilo per un mento troppo
pronunciato.
In questo caso, con le stesse modalità
operatorie, si procede con la medesima
incisione submentale, dopo aver evidenziato
la parte ossea del mento, per
ridurne la porzione ossea in eccesso.
In genere è un intervento che si effettua
singolarmente o abbinatamente ad
una rinosettoplatica estetico funzionale.
