UNA AZIENDA AL MESE
STIPLASTICS presenta il nuovo portapillole “Pilbox”
Stiplastics è una ditta Francese situata in Isère a Beauvoir-en-Royans, che da oltre 20 anni progetta, sviluppa, produce e commercializza prodotti tecnici e dispositivi basati su iniezione di materie plastiche. Negli ultimi anni l’azienda ha investito in innovazione ed ha vissuto una costante crescita. Nel 2009, infatti, il sito industriale si è sviluppato ampliando la zona di produzione e di stoccaggio aumentando notevolmente le dimensioni e incrementando il personale dipendente, arrivando a collaborare con più di 50 persone. La qualità è la “punta di diamante” per raggiungere il successo ed è la parola chiave per descrivere i prodotti ed i servizi. Stiplastics, infatti, si impegna costantemente nei processi di miglioramento per cercare di fornire la massima soddisfazione ai clienti finali. La qualità del servizio significa anche garantire il rispetto delle norme ambientali e dei regolamenti relativi a diversi settori e prodotti. Il team controllo qualità è presente in tutte le fasi di sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotto e si occupa del controllo delle fasi produttive per salvaguardare la salute umana e quella dell’ambiente naturale circostante approcciando anche metodi di sviluppo sostenibile.
Stiplastics è un’azienda di esperti in plasturgia che definiscono il proprio lavoro come quello di ideatori e fabbricanti di dispositivi innovativi, in tecnopolimeri, destinati principalmente al mercato sanitario. L’azienda è attiva su due mercati principali: Il mercato dell’Industria leggera: Stiplastics fabbrica componenti tecnici su misura, ottenuti per iniezioni di termoplastiche, nei settori di attività: outdoor (attrezzature sportive, componenti per lo sci e sport di montagna), sviluppo sostenibile (elementi per la costruzione di impianti di trattamento delle acque), habitat (aerodinamica e sistemi di ventilazione). Il mercato dell’Industria farmaceutica: Stiplastics, presente nel settore della sanità dal 1991, progetta e fabbrica dispositivi specifici su misura a base di materie plastiche per i laboratori farmaceutici. Lavorando nel settore farmaceutico ed essendo esperto di materie plastiche, il team di Stiplastics ha ideato e successivamente realizzato degli innovativi portapillole. Oltre 9 milioni di persone in Francia assumono da 1 a 10 farmaci al giorno. Basandosi su questa realtà, Stiplastics si è lanciata nella creazione di questi dispositivi che accompagnano i pazienti nel loro trattamento quotidiano. In 10 anni, Stiplastics è diventata il primo fabbricante francese di portapillole, a marchio PILBOX®, disponibili in una dozzina di prodotti specifici, ideati da un reparto di ricerca e sviluppo interno. «I buoni risultati sono dovuti alla conquista di nuovi mercati e di nuovi clienti, a contratti rispettati, a un buon posizionamento strategico... e ad un pizzico di fortuna ». Questo il motivo trainante del successo di Stiplastics, come sostiene Patrick Sivera, direttore generale. E ora l’impegno è quello di farsi largo nel mercato italiano. Essendo leader sul mercato interno, riteniamo utile espandere il nostro business in Italia, in quanto anche i farmacisti italiani sono disponibili ad aiutare il loro cliente ed educare i pazienti a rispettare le terapie. L’utilizzo di portapillole per organizzare terapie farmacologiche è consigliato anche dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in quanto consente di rispettare alcune importanti regole per la corretta osservanza: orari di assunzione dei farmaci, numero delle assunzioni, dosi prescritte e la durata del trattamento. Attualmente sono disponibili in Italia il Liberty, il Maxi, il Pilbox 7 e il One Day, che rappresentano i 4 prodotti leader della linea PILBOX. Il Liberty è un portapillole settimanale modulabile per giorno. Ha l’aspetto di un’agenda ed è compatto, sobrio ed elegante.
Il Maxi offre una capienza maggiore restando nel contempo sobrio e discreto. Il Pilbox 7 è la pilloliera settimanale di grande capienza, particolarmente indicato per i sedentari o per le persone non autonome. E’ robusto e dotato di un sistema reversibile che consente di trasportarlo senza far uscire i moduli. Infine “ONE DAY” il compagno di tutti i giorni. E’ piccolo, sottile, pratico, tascabile ed utile per tutti coloro che devono assumere regolarmente poche ma indispensabili pillole o portare con sé fiale. Fabbricati nel massimo rispetto delle normative mediche e farmaceutiche, questi portapillole sono commercializzati in Francia e all’estero tramite distributori esclusivi e fanno parte delle serie: PILBOX®.
Distributore Esclusivo per l’Italia: QualiFarma S.r.l. – Via Roma, n.22 – 29010 Vernasca (PC) Tel. 0523/803026 E-mail: info@qualifarma.it – Sito web: www.qualifarma.it
Scarica il pdfCherry Plum
L’ingiustizia
Maria Vittoria BRIZZI TESSITORE
Dott. in Medicina e Chirurgia
Dott. in Lingue e Letterature
Straniere
Prof. in Materie Letterarie
Genova
Tel. 010/54.51.677
Cell. 348/32.25.941
www.omeopatiaonline.com
E’ chiaro che l’ingiustizia ci fa male, provoca rabbia, frustrazione o quant’altro. Se siamo noi a commetterla, non sempre ce ne rendiamo conto. Una favola di Fedro recita nel seguente modo:……..quando l’uomo nasce, viene corredato da due borse. Una gli viene porta sul petto, l’altra sul dorso. Nella prima, Giove mette i difetti altrui, nella seconda i nostri. La favola dimostrerebbe il motivo per il quale è più facile vedere gli errori degli altri che i propri. Se guardiamo il mondo della natura ci accorgiamo che l’animale più forte sbrana il più debole. Fedro riporta ancora che il lupo e l’agnello si trovarono un giorno a bere l’acqua dello stesso ruscello. Più in alto stava il forte animale, molto più in basso il debole che però venne ucciso con l’accusa di aver intorpidito l’acqua al lupo stesso. Pur essendo ciò impossibile dato che l’acqua scorreva dall’alto verso il basso, la “ragione” fu del più forte. Il constatare che la giustizia non sempre esista, ci aiuta, perlomeno, a ridurre le eventuali delusioni. Amaro ripiego. Comunque il desiderare la giustizia non è sintomo di nevrosi che però ci pervaderebbe se ci logorassimo nella istanza ossessiva di ciò che, come è stato detto, non sempre esiste. La rabbia provocata da tanta constatazione non viene cancellata ma può essere mitigata dall’assunzione di un fiore di Bach denominato Cherry plum. Lo nomino e lo prescrivo volentieri perchè so che lo stato d’animo dell’ira è distruttivo e perché, pur non pretendendo di estirparlo del tutto, mi è parso di capire, con il passare degli anni, che infondere serenità per quanto possibile con ogni mezzo non invasivo, sia mio dovere di medico, di educatore, di essere umano.
UN MUSEO AL MESE
Il Museo del Carnevale dii Viareggio
Viareggio è nota per la sua magnifica spiaggia, per la dolcezza del clima e per la bellezza del panorama che la circonda, ma è conosciuta in tutto il mondo anche per il suo celebre carnevale. Un carnevale che ha ormai quasi 140 anni di storia, ricchi di cambiamenti, di evoluzioni, di successi. La manifestazione viareggina, nata spontaneamente per volontà di pochi, si è trasformata in breve tempo in una festa popolare che ha visto interessati e coinvolti sempre più vasti strati della popolazione fino a divenire espressione di tutta la città, specchio del proprio spirito e della propria cultura. Proprio per documentare e valorizzare le molteplici componenti culturali che sono alle base della nascita, dello straordinario sviluppo e del sempre crescente interesse del suo carnevale, Viareggio, dopo anni di discussioni e di progetti, ha deciso di realizzare Il Museo del Carnevale di Viareggio che è stato istituito nel 2003 all’interno della Cittadella del Carnevale, il grande complesso architettonico progettato dall’architetto Francesco Tomassi ed inaugurato nel dicembre 2001 che raccoglie sedici hangar alti 22 metri e lunghi 21 dove vengono realizzate le spettacolari costruzioni che ogni anno sfilano sui viali a mare di Viareggio, disposti a formare un’elisse che racchiude una grande piazza, lunga 170 metri e larga in proporzione, per le prove tecniche dei colossi di cartapesta e per spettacoli vari. Il Museo è nato con il compito di fornire un adeguato supporto storiografico alla manifestazione che, nata nel 1873, rappresenta una ideale fusione di artigianato ed arte. L’artigianato specializzato delle maestranze dei cantieri navali viareggini, i maestri d’ascia e calafati che a partire dai primi anni dell’Ottocento si erano contraddistinti per eleganza e doti nautiche dei velieri che prendevano il mare dalle darsene viareggine e che erano ammirati ed apprezzati in tutti i porti del mondo e che nei primi anni della nascita della manifestazione carnevalesca viareggina avevano prestato la loro opera per la costruzione dei primi carri carnevaleschi. La dimensione artistica del carnevale di Viareggio è determinata dal livello qualitativo dei costruttori, veri “maghi” del carnevale e dal contributo dei molti artisti, viareggini e non solo, nella progettazione e nella realizzazione delle strutture carnevalesche. All’interno del Museo attualmente sono esposti modellini in scala dei carri che negli anni si sono aggiudicati il primo premio nella competizione fra le varie costruzioni che partecipano di anno in anno al corso mascherato che invade i viali a mare di Viareggio. Il percorso espositivo documenta “II segno di Burlamacco”: la grafica nel Carnevale di Viareggio attraverso bozzetti delle costruzioni carnevalesche, materiali pubblicitari vari e la serie completa dei manifesti ufficiali che ogni anno pubblicizzano la manifestazione viareggina e che hanno impegnato nella realizzazione grafica illustri firme del mondo della grafica pubblicitaria e del panorama artistico nazionale e non solo (Lucio Venna, Uberto Bonetti, Arnaldo Pomodoro, Sandro Leporini, Jean Michel Folon, Sergio Staino Lorenzo Mattotti, tanto per fare qualche nome). In apposite bacheche sono esposte opere originali di artisti che hanno lavorato per il carnevale: Enrico Prampolini, Lucio Venna, Uberto Bonetti, Moses Levy.

“La materia di Burlamacco”: nel percorso espositivo trovano spazio materiali che documentano l’originalità del carnevale di Viareggio, le tecniche di costruzione dei grandi mascheroni di cartapesta e le varie fasi di lavorazione del carro: il disegno del progetto, la formatura delle armature, la modellatura in creta, la realizzazione del calco, la “pigiatura” della carta di giornale, l’essiccazione delle forme e la cucitura delle varie parti, la stesura del pastone di colla e gesso, l’assemblaggio dei pezzi che formeranno i soggetti di cartapesta, le tecniche per dare movimento e spettacolarità alle varie componenti ed infine la stesura del colore secondo la tavolozza poetica e variegata che caratterizza ciascun “mago” del carnevale.
“I luoghi del Carnevale”: un viaggio negli ambienti di Viareggio che hanno contribuito a fare la storia della manifestazione (i cantieri navali delle darsene, il canale Burlamacca, la via Regia, Il Regio Casino, i viali a mare, le officine del carnevale allestite in improvvisati ambienti di fortuna, i vecchi hangar prima della realizzazione della Cittadella). I “Carri” da ricordare (le “nomination”): le costruzioni di cartapesta che per originalità dei soggetti, forza dei messaggio, per innovazione dei movimenti, per “segno” o insieme cromatico, per dimensioni o impatto scenografico, sono rimasti nell’immaginario collettivo del Carnevale di Viareggio. “Idee di cartapesta” (i temi d’ispirazione delle costruzioni carnevalesche): la satira politica e di costume; il mondo fantastico; la letteratura; lo spettacolo; lo sport; i personaggi mondiali che hanno segnato con le loro idee e le azioni la storia dei Novecento e che sono stati ritratti in cartapesta nelle costruzioni carnevalesche, ecc.
E’ interessante osservare la capacità dei costruttori nel cogliere ed esprimere in chiave satirica, e grazie al linguaggio caricaturale, vizi e difetti dei costumi della società contemporanea. Particolarità del Museo è rappresentata dal fatto di essere inserito nel contesto della Cittadella del carnevale, e di potersi avvalere anche della potenzialità offerta dagli hangar dove si realizzano le costruzioni carnevalesche che di fatto formano parte integrante del percorso espositivo del Museo, documentando le fasi e le tecniche di lavorazione dei giganti di cartapesta. Un Museo quindi in grado di documentare la storia, ma anche il presente ed il futuro della manifestazione, poiché da settembre in poi è possibile visitando il Museo e gli hangar avere l’anticipazione dell’edizione carnevalesca dell’anno successivo. Il Museo del Carnevale è inserito nella rete dei musei viareggini e quindi è possibile avvicinarsi alla realtà del contributo dell’artigianato dei cantieri navali, visitando il Museo della Marineria, oppure ampliare le conoscenze relative alla dimensione artistica del carnevale visitando la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea dove sono esposte le opere di molti protagonisti dell’arte che hanno contribuito alla storia del carnevale, a partire da Lorenzo Viani che nel 1911 dipinse un pannello che costituì la base del carro “Il trionfo della vita”.
Il Museo si avvale del contributo del Centro Studi del Carnevale, istituito dalla Fondazione Carnevale nel 2006, con sede in un locale al primo
piano al centro della Cittadella, allo scopo di raccogliere, conservare ed organizzare tutti i materiali che documentano la storia più che centenaria del Carnevale di Viareggio. Il Centro, dopo una attenta e razionale operazione di archiviazione ha catalogato tutti i progetti delle costruzioni carnevalesche che hanno sfilato negli ultimi 50 anni sui viali a mare, ha organizzato una raccolta di filmato ed un archivio dei servizi televisivi dedicati al carnevale di Viareggio, un cospicuo archivio fotografico e formata una biblioteca specializzata che raccoglie libri e riviste. Il Museo inoltre organizza piccole mostre periodiche, che vanno ad ampliare l’offerta del percorso espositivo museale.
LA CITTADELLA E IL MUSEO DEL CARNEVALE
Al Museo della Cittadella è possibile scoprire tutti i segreti e i trucchi della cartapesta.
Presso la Cittadella del Carnevale, il complesso che accoglie gli atelier dove i costruttori viareggini realizzano i carri allegorici, il Museo della Cittadella del Carnevale racconta attraverso documenti originali, bozzetti, manifesti e modellini, la gloriosa storia del Carnevale di Viareggio.
LABORATORI SU PRENOTAZIONE
Al piano terra l’edificio museale su una superficie di oltre 300 mq. sono allestiti i laboratori didattici dove le scolaresche hanno la possibilità di praticare le più elementari tecniche di manipolazione della carta a calco. Per studenti delle superiori o comunque per tutti coloro che vogliono fare esperienze di modellazione ed apprendere tutte le fasi della lavorazione della carta a calco è possibile organizzare corsi personalizzati.
LA CARTAPESTA
La società dei consumi produce grandi quantità di rifiuti che stanno sommergendo, inquinando e degradando ambienti naturali, città e paesi provocando danni all'economia ed alla salute dei cittadini, a costi sociali altissimi. Il Carnevale di Viareggio, fin dal 1925 con l'uso della cartapesta o carta a calco, ha fatto propria la filosofia del recupero e del riciclaggio attraverso una tecnica manuale ed un modo originale e creativo, utilizzando un materiale usato e gettato via. La povertà dei mezzi utilizzati nella lavorazione come la carta di giornale, la colla di farina, la creta, il gesso, i giunchi, costituisce la caratteristica della tecnica viareggina che si esprime in modo esplosivo nella costruzione dei grandi carri allegorici.
Questa tecnica artigianale, applicata dai nostri artisti anche in altri settori, come la scenografia, la museografia, l'arredamento e l’oggettistica, è di facile impiego e può essere usata nelle scuole, dalla materna alle superiori, come linguaggio espressivo autonomo. Essa permette l'unione di più tematiche, dall'ideazione dei soggetti alla struttura portante, dalla modellatura in creta alla formatura in gesso, dall'applicazione della carta alla colorazione. 
La tecnica della cartapesta, in una società sempre più indirizzata verso la computerizzazione, valorizza la creatività privilegiando l'operatività manuale e, in particolare, l'utilizzo ed il recupero di un materiale "usa e getta". La "storia di carta" del nostro Carnevale e dei suoi protagonisti è raccontata negli spazi del Museo della cartapesta, articolata in un percorso di immagini fotografiche e grafiche, video e plastici, nel quale la tecnica della carta a calco esprime tutte le sue potenzialità. Il luogo magico, teatro di questa tecnica artigianale, è qui nella Cittadella dove gli artigiani-artisti del Carnevale creano i grandi carri allegorici che durante il periodo invernale sfilano sui viali a mare della nostra città, comunicando con le loro immagini grottesche sorrisi e buonumore. Per scoprire il segreto delle magiche tre “C” vi aspettiamo qui, dove la Carta nell'ambito della Cittadella si trasforma in Carnevale.
APERTURA BOOKSHOP AL MUSEO DEL CARNEVALE
Situato nel complesso della Cittadella del Carnevale, allestito al primo piano del Museo del carnevale, il nuovo punto vendita costituisce un’importante vetrina per le edizioni d’arte e le migliori pubblicazioni sulla storia del Carnevale di Viareggio, manifesti, cartoline ed oggetti, rivolto a un pubblico sensibile e interessato ma eterogeneo in termini di provenienza culturale e linguistica. Lo spazio della Fondazione Carnevale, con allestimento progettato e realizzato dall’Associazione H.AR.T., si inserisce in armonia con la struttura compositiva e cromatica degli arredi del museo, basata su un equilibrato gioco di elementi e materiali, dove la carta primeggia nella sua semplicità. Il bookshop segue l’orario d’apertura del museo. Link Utili: www.comieco.org
IL BOOKSHOP DEL MUSEO DEL CARNEVALE
Via Santa Maria Goretti - 55049 Viareggio Lucca
Per informazioni Tel. 0584/53048 - 0584/53048 fax. 0584/51176
Da Ottobre a Maggio Lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10.00 alle 12.00
Da Giugno ad Agosto Lunedì e venerdì dalle 10.00 alle 12.00
www.viareggio.ilcarnevale.com e-mail: cittadelladelcarnevale@ilcarnevale.com
