Come controllare se il fegato funziona

 

Nella maggior parte delle epatopatie è possibile porre una coretta diagnosi grazie all’uso di indagini strumentali e di laboratorio.
Tali indagini permettono di riconoscere le malattie epatiche quando queste non sono ancora manifeste clinicamente, permettono di specificarne natura e gravità e di monitorarne l’andamento nel tempo.
Poiché il fegato è un organo molto complesso e con molteplici funzioni, è necessario valutare più parametri ed eventualmente praticare tests funzionali e strumentali per meglio precisare la natura delle eventuali alterazioni epatiche.
Vengono qui di seguito esaminati i tests più comunemente utilizzati con l’indicazione dei rispettivi valori normali ed è fatto cenno alla funzione che i singoli parametri valutano e l’indicazione fornita dagli stessi.
I valori normali di riferimento variano da laboratorio a laboratorio a seconda del metodo utilizzato e delIa temperatura alIa quale il test viene effettuato.

Esami delle urine
BlLIRUBINA valori normali assente (max 0,02mg/100 ml)
valori più alti fanno pensare a ittero ostruttivo (calcoli, neoplasie) o ittero epatocellulare (epatite virale, infettiva, cirrosi); utile per la diagnosi precoce dell’epatite
UROBILINOGENO valori normali 0,10 - 1,0 mg/100 ml nel campione 0,5 - 4,O mg totali nell’urina delle 24 ore valori più alti indicano una lesione delle cellule epatiche (epatite virale ecc.) False alterazioni di valori si possono riscontrare in pazienti che stiano assumendo farmaci a base di fenotiazinici, sulfamidici 0 ac. paraminosalicilico.

Esami delle feci

UROBILINOGENO valori normali assente
valori più lti dimostrano presenza di ittero e di aumentata emolisi

Esami strumentali
SCINTIGRAFIA EPATICA
Esame che permette, utilizzando un tracciante radioattivo, una determinazione abbastanza esatta di dimensioni, forma, posizione delle alterazioni strutturali del fegato.
Indlcazioni:
- lesioni occupanti spazio: cisti, ascessi, neoplasie
- cirrosi epatica e steatosi
ECOTOMOGRAFIA EPATICA
Tecnica di più recente utilizzo che sfrutta gli ultrasuoni.
E’ una tecnica non invasiva discretamente precisa, che in parte è subentrata all’uso della scintigrafia.
Indicazioni: oltre a quelle citate per la scintigrafia, e utilissima per lo studio delle vie biliari intra ed extra epatiche.
AGOBIOPSIA
Si tratta di un prelievo di tessuto epatico
Indicazioni
- diagnosi differenziale delle varie forme di epatopatia quando la diagnosi non sia chiara o non sia chiarita dai soli esami di laboratorio
- diagnosi di neoplasia epatica primitiva o secondaria
Questo test a differenza dei due precedenti è invasivo poichè comporta il prelievo di tessuto per mezzo di un ago sottile che deve attraversare la parete addominale.

Scarica il pdf

Medicina Flash

Le staminali rigenerano il cuore.
Il muscolo cardiaco ha la capacità di autoripararsi sostituendo le cellule danneggiate.
Le cellule staminali sono quelle da cui hanno origine tutte le altre. Nel corpo umano adulto ne esistono due tipi: quelle del cuore, capaci di raggiungere la maturazione evolvendosi in cellule di quello stesso organo e staminali multipotenti che, chiamiamo trasformisti, perché sono in grado di differenziare in vari tessuti a seconda della sede e delle condizioni in cui si trovano a crescere. Per cercare di curare alcune serie malattie cardiache, per esempio l’angina e lo scompenso refrattario, oggi si introducono nel cuore le cellule staminali trasformiste prelevate dal midollo osseo.
Sperimentazioni attualmente in corso per le cure di alcune malattie cardiache croniche stanno dando risultati piuttosto incoraggianti. In tutto il mondo si stanno conducendo sperimentazioni per limitare anche l’infarto.
E’ possibile che in futuro per fronteggiare l’infarto si riveli utile sia utilizzare farmaci capaci di potenziare la migrazione di staminali dal midollo osseo al cuore, sia iniettare le cellule direttamente nel muscolo cardiaco.
Le cellule staminali che usiamo per le forme serie di cardiopatia vengono selezionate dal midollo osseo, prelevato dal paziente stesso. Una volta introdotte nel cuore, questi precursori cellulari attraverso particolari meccanismi non ancora del tutto chiari contribuiscono ai processi riparativi e favoriscono la formazione di by-pass naturali.
Il prelievo viene effettuato dalla cresta iliaca cioè la parte sporgente anteriore del bacino.
Per il momento si utilizzano procedure poco invasive che prevedono piccoli tagli effettuati nel torace. Tramite queste incisioni, le cellule vengono iniettate perché passino direttamente al cuore. Una volta introdotte le staminali si riproducono e vanno a formare vasi sanguigni che migliorano l’irrigazione e l’ossigenazione del muscolo cardiaco.
Questo significa che le persone colpite da una grave cardiopatia, possono ottenere un notevole miglioramento.

Russare non è solo un problema di rumore.
Il russare è un rumore che viene prodotto con la respirazione durante il sonno e causa vibrazione degli organi e delle strutture attraversate dall’aria.
L’organismo umano è progettato per rifornirsi di ossigeno respirando attraverso il naso. Le vie nasali con le loro caratteristiche anatomiche e le presenza delle ciglia sono la via di ingresso più idonea per l’aria che viene riscaldata e purificata dalle particelle di polvere più grossolane oltre che dai germi.
La bocca è un passaggio di emergenza: il suo ruolo primario è quello di introdurre cibo.
Dovrebbe sostituire il naso nella respirazione solo quando le cavità nasali fossero ostruite per qualche motivo.
Alcune condizioni costituiscono un ostacolo al flusso dell’aria che deve compiere il tragitto tra il naso e i polmoni.
Le cavità nasali possono essere bloccate per cause diverse: una deviazione del setto, dovuto a cause anatomiche naturali o trauma, un rigonfiamento del tessuto mucoso per
raffreddore o forme allergiche, la presenza di polipi che crescono nel tessuto mucoso all’interno del naso.
La roncopatia è un problema abbastanza diffuso. Gli esperti stimano che almeno il 45% della popolazione russi in maniera discontinua, mentre il 25% lo faccia abitualmente (roncopatia cronica) predisponendo così l’individuo ad un problema più serio, che
colpisce circa il 10% della popolazione adulta. Il problema riguarda maggiormente gli uomini, le persone di mezza età e i soggetti in soprappeso o obesi.
L’apnea notturna è un’improvvisa mancanza di flusso dell’aria nel polmoni che causa un soffocamento e quindi un brusco risveglio.
Il sonno viene ad essere disturbato e l’ossigenazione dell’organismo interrotta. Al mattino ci si risveglia a fatica, si è irritabili, ci si sente stanchi e sovente è presente il mal di testa.
La diagnosi ha l’obbiettivo di distinguere il russare semplice da quello soggetto ad apnea. L’indagine inizia con la raccolta della storia medica dettagliata della persona, tramite
appositi questionari, poi si svolge una visita approfondita che coinvolge diversi specialisti: cardiologo, otorinolaringoiatra, pneumologo che possono richiedere l’elettrocardiogramma, la radiografia del torace e la TAC.
In sintesi, una persona che soffre di questo disturbo ha difficoltà respiratorie che col tempo possono causare problemi di cuore.

Artrite reumatoide
E’ una malattia seria da affrontare Colpisce soprattutto le donne nell’affrontare la vita quotidiana Una sofferenza che potrebbe essere evitata se la malattia venisse riconosciuta
presto e curata con medicinali appropriati I nuovi farmaci biologici, che contrastano
la malattia fino a fermarla, non sono facilmente reperibili. E’ ancora insufficiente il numero delle strutture dedicate alla reumatologia, infatti le ridotte risorse economiche condizionano pesantemente le possibilità di cura.
La soluzione di questo problema dipende dalle scelte di politica sanitaria. Sarebbe necessario sviluppare ambulatori qualificati, strettamente collegati con le strutture reumatologiche dei grandi ospedali, in tal modo gran parte delle richieste di questi
pazienti potrebbero essere soddisfatte anche sul territorio.
Il primo segno importante della malattia è l’infiammazione dolorosa a carico di una o più articolazioni. Tra quelle maggiormente interessate ricordiamo mani, ginocchia e gomiti.
Un altro elemento caratteristico della malattia è la rigidità dell’articolazione colpita, rigidità che si manifesta per lo più al mattino dopo il risveglio.
I medicamenti usati hanno lo scopo di far diminuire l’intensità del dolore e dell’infiammazione, controllare l’evoluzione della patologia, ripristinare la funzionalità delle articolazioni e prevenire la comparsa di nuove complicazioni I FANS combattono il dolore e l’infiammazione, ma possono creare problemi al fegato, hanno un elevato grado di tollerabilità gastrica e intestinale.
I cortisonici vengono associati ai FANS per brevi periodi, nelle fasi più acute della malattia; sono invece somministrati in modo continuativo nelle forme più serie.
Possono provocare molti effetti collaterali come l’osteoporosi, malattia delle ossa caratterizzata dalla progressiva perdita di minerali da parte del tessuto osseo con conseguente aumentata fragilità.
Per questo motivo i cortisonici vanno usati sotto lo stretto controllo medico.
I farmaci biologici sono i più recenti e i più efficaci; nati grazie alle biotecnologie sono in grado di bloccare alcune temibili sostanze che danneggiano le articolazioni:
Questi farmaci devono essere prescritti solo dopo diagnosi certa e solo a malati che non hanno tratto beneficio da altri tipi di trattamento.
La radiografia è essenziale sia per la diagnosi sia per valutare l’evoluzione del danno; l’ecografia è utile per valutare lo stato dell’infiammazione dell’articolazione.

Scarica il pdf

Rimodellamento del profilo corporeo e della cute

Autore: Dott.ssa Clara RIGO
Specialista in dermatologia
www.chirurgiadermatologiaestetica.it
info@chirurgiadermatologiaestetica.it
VERONA Tel. 045.8300334
MILANO Cell 320.1106247

TECNICHE CONSOLIDATE E NUOVA TECNOLOGIA A RADIOFREQUENZA ABBINATE PER IL RIMODELLAMENTO DEL PROFILO CORPOREO E DELLA CUTE
Il tessuto adiposo è formato da cellule globose, unite tra loro da piccoli sepimenti in cui corrono i capillari, cioè sottili vasi sanguigni, avvolti da sostanza fondamentale amorfa e
fibre collagene, in modo tale che l’insieme crea una struttura a “favo d’api”.
Quando le cellule adipose aumentano molto di volume, il tessuto circostante si comprime, ostacolando la microcircolazione sanguigna, si verifica così un’alterazione degli scambi nutritizi, con accumulo di sostanze permeabilizzanti e imbibizione del tessuto
tra le cellule.
Questo fenomeno, inoltre, impedisce la diffusione dell’ossigeno che serve a dar vita alle cellule.
Si instaurano così delle modificazioni che agiscono da spina irritativi del tessuto connettivo, questo reagisce con un ispessimento delle fibre connettivali che a loro volta si organizzano in forma concentrica e coinvolgono le cellule adipose.
Dapprima si formano i “micronoduli”, poi, per confluenza i “macronoduli cellulitici”.
I setti fibrosi ispessiti fanno corrugare la superficie, causando irregolarità della pelle, con comparsa della cosiddetta cute a materasso o a buccia d’arancia.
I cambiamenti nella dinamica dei capillari portano ad un rallentamento del microcircolo, diminuzione del ritorno venoso e linfatico, si crea la stasi con gonfiore degli arti inferiori.
Più correttamente si deve parlare di malattia cellulitica o di pannicolopatia edemato-fibrosclerotica, cioè di un’entità che si manifesta in soggetti geneticamente predisposti con il concorso di cause favorenti lo sviluppo quali: cause di tipo ormonale, iatrogene
(cure speciali per malattie), alimentari con sovrappeso, ambientali o da difetto posturale.
Molte procedure estetiche invasive o meno sono state messe a punto per combattere cellulite e grasso, ma la capacità di rimodellare e dare una forma a queste zone con trattamenti minimamente invasivi è una recente acquisizione.
Qui ho eseguito uno studio, per il primo gruppo abbinando una tecnica consolidata più l’applicazione di una nuova apparecchiatura Velasmooth, per il secondo gruppo utilizzando la sola apparecchiatura.
La mesoterapia è una tecnica molto utilizzata per curare vari problemi, dai dolori acuti e cronici, alle lesioni sportive, fino ai più comuni trattamenti estetici per la riduzione di adipe e cellulite.
Passata attraverso un ampio processo evolutivo, ma concettualmente sempre valida, mira a concentrare nei punti critici da trattare la maggior quantità di farmaco senza disperderlo in tutto l’organismo come avviene usando la via sistemica, eliminando così anche gli eventuali effetti collaterali.
Consiste in iniezioni di antiossidanti , vitamine in combinazione con farmaci tradizionali: anestetici locali, flebotonici, rutina, carnitina, meliloto, centella, eparinoidi, enzimi lipolitici, estratti vegetali direttamente nell’ipoderma delle aree da trattare tramite l’utilizzo di piccoli aghi.
Ma la vera rivoluzione in tema di terapie minimamente invasive, si è avuta con l’introduzione dell’apparecchiatura VELASMOOTH, che utilizza la tecnologia ELOS, e che unisce le seguenti fonti di energia opportunamente combinate insieme:
- Luce a infrarossi (IR)
- Radiofrequenza bipolare ( RF )
- Aspirazione vacuum (VC)
- Rulli motorizzati (RL)
L’apparecchiatura Velasmooth applica simultaneamente ai tessuti l’energia della luce a raggi infrarossi ad una lunghezza d’onda controllata, più l’energia a RF indotta, e le manipolazioni meccaniche della pelle e dello strato adiposo, per focalizzarle tutte simultaneamente in modo preciso nelle aree mirate da trattare, raggiungendo anche zone del corpo difficili da rimodellare, come braccia, interno cosce e ginocchia.
Queste fonti di energia creano un riscaldamento del tessuto profondo ipodermico, cioè del grasso.
Si possono eseguire lavori personalizzati per ottenere il risultato desiderato, grazie alle diverse tecnologie combinate.
Si ottiene principalmente una riduzione dei cuscinetti adiposi e un contemporaneo rassodamento cutaneo.
Uno degli effetti collaterali di un qualsiasi dimagramento o terapia per l’adipe o per la “edemato-fibro-sclerosi”, volgarmente cellulite, è lo svuotamento del tessuto ipodermico che lascia in superficie una cute rilassata e pieghettata.
Applicando Velasmooth che cosa succede?
Combinando i raggi Infrarossi, che producono calore del tessuto, con la Radiofrequenza che innalza ancora di più il valore della temperatura locale, si verifica una vasodilatazione, con conseguente aumento dell’afflusso di sangue nella zona.
Parallelamente l’ipertermia produce un’accresciuta disponibilità dell’ossigeno,
in quanto vi è un aumento della dissociazione di questo dall’ossi-emoglobina.
Questa aumentata disponibilità di ossigeno libero, che abbiamo visto prima è vita per gli scambi metabolici, attiva il metabolismo delle cellule adipose che liberano i grassi
verso i muscoli, dove vengono bruciati per produrre energia, quindi utilizzo del grasso locale e conseguente effetto lipolitico.
L’energia della radiofrequenza bipolare condotta, inoltre, si traduce in un ulteriore produzione di calore, essa agisce ad una profondità media di circa 8 mm, esattamente sul derma, con un doppio effetto: da un lato stiramento e contrazione delle fibre collagene
invecchiate e usurate, e dall’altro produzione di nuovo collagene per stimolo sui recettori dei fibroblasti, il tutto significa rendere la cute più tonica e liscia.
Tale proprietà è dose–dipendente e quindi occorrono un certo numero di trattamenti per ottenere l’effetto desiderato.
In più grazie ai rulli e all’effetto vacuum, si crea un massaggio delicato delle zone da trattare con aspirazione pulsata e ritmica, che da una parte smobilizza i cuscinetti di grasso rompendo, per trazione, le bande fibrotiche del connettivo indurito formatosi
intorno ai noduli di grasso , colpevoli di causare l’effetto a buccia d’arancia della cute, dall’altra crea un drenaggio linfatico, con eliminazione dei liquidi di ristagno verso le vie
escretrici.
Il massaggio con pressione negativa infatti causa anche una riduzione della pressione atmosferica sulla superficie cutanea ed ha lo scopo di consentire l’apertura dei piccoli vasi capillari posti nel sottocutaneo, che a pressione atmosferica sono chiusi al 90%, e aumentare ulteriormente l’afflusso di sangue in una zona che non è irrorata direttamente, ma per diffusione e migliorarne l’irrorazione e la nutrizione e il conseguente sblocco della stasi veno-linfatica.
Questa tecnologia inoltre ha il vantaggio di poter essere abbinata a qualunque altra tecnica o terapia, dai massaggi alla liposuzione.
MATERIALI E METODI:
Ho eseguito lo studio su un totale di 24 pazienti di sesso femminile, di età compresa tra i 25 e i 60 anni, suddivise in due gruppi.
I soggetti erano tutti in buono stato di salute, in equilibrio metabolico, in assenza di gravidanza o allattamento.
Il primo gruppo di 12 persone è stato sottoposto a rattamenti due volte alla settimana per un totale di dodici sedute.
Il trattamento è stato effettuato sulle zone con accumuli di grasso e cellulite: cioè addome, fianchi, natiche, cosce faccia anteriore e posteriore.
Il secondo gruppo di pazienti ha ricevuto una volta alla settimana un trattamento dove prima è stata applicata l’apparecchiatura seguita da una seduta di mesoterapia. per un totale di 8 settimane.
Inoltre per tutte le pazienti è stata abbinata una dieta ENERZONA che combina gli alimenti di ogni pasto e ogni spuntino suddiviso in 40- 30- 30, che significa che il 40% delle
calorie deriva dai carboidrati, il 30% dalle proteine e il rimanente 30% dai grassi, in modo da mantenere il delicato equilibrio ormonale sui cui si basa il nostro buono stato di salute.
E’ stato inoltre raccomandato un buon livello di idratazione con apporto di circa 2 litri di acqua oligominerale al dì, una moderata attività fisica e un uso di integratori a base di omega 3, ippocastano, centella asiatica , rutina, estratto di mirtillo nero, aminoacidi,
minerali, derivati di erbe a seconda degli squilibri presenti in ogni singola paziente .
TRATTAMENTO:
Sul tessuto affetto da panniculopatia e da adipe, i parametri riferiti all’apparecchiatura sono stati regolati verso un graduale aumento, in base allo stato della malattia cellulitica,
alla sensibilità individuale e alla situazione circolatoria fino al raggiungimento dei maggiori parametri possibili per ciascun paziente.
La differenza del vela rispetto ad altre apparecchiature sta che per ottenere un risultato locale non è necessario effettuare un trattamento drenante generalizzato.
La mesoterapia è stata eseguita iniettando piccole quantità del coktail specifico per ogni caso clinico, suddiviso tra la zona trocanterica, l’interno delle ginocchia, l’addome, i fianchi.
Per ogni paziente sono state prese le misure della circonferenza delle cosce alla radice, del ginocchio sopra la rotula, della vita all’altezza dell’ mbelico, dei fianchi a livello di cresta iliaca, così pure del peso corporeo rapportato all’ altezza, prima di iniziare
qualsiasi trattamento e alla fine dopo una settimana dall’ultima seduta.
RISULTATI:
Tutte le pazienti hanno mostrato un risultato finale, con riduzione della circonferenza addome, fianchi, cosce quantificabile nella perdita di una o due, anche tre taglie sia per il primo gruppo, sia per il secondo, con risposta alla terapia più o meno veloce a
seconda dei soggetti e dei problemi clinici presentati.
La differenza sta invece nella perdita di peso che è stata minima circa da 500 a 1500 gr. per il gruppo che ha eseguito solo l’apparecchiatura Vela, mentre è stata di circa 800 gr. a settimana per il secondo gruppo che ha effettuato le due terapie,con una perdita
media di 5-6 kg totali.
Per tutti i soggetti si è avuto:
- riduzione evidente dell’aspetto tipico della cellulite “a materasso”;
- buon rimodellamento della silhouette corporea con perdita di volume
- trattamento del tessuto rilassato grazie alla RF bipolare, con maggiore
tonicità cutanea
EFFETTI COLLATERALI:
Non presenza di effetti collaterali significativi
Disagi minimi o nulli con pizzicori occasionali, lieve eritema passeggero e sensazione di calore a posteriori.
Comparsa di ecchimosi passeggere per le pazienti trattate con mesoterapia.
CONCLUSIONE:
La cellulite e l’adipe possono essere ridotti in modo significativo utilizzando l’apparecchiatura Velasmooth, tenendo presente che il danno legato all’accumulo di grasso non è solo quello che si vede all esterno e nuoce alle forme corporee, ma bensì
quello che si accumula a livello viscerale, intorno e tra gli organi e le strutture anatomiche, impedendone la corretta funzionalità.
Con i trattamenti combinati non si verifica solo lo smaltimento dell’adipe e degli accumuli tipici della forma ginoide, ma anche una riduzione del grasso interno, soprattutto a livello
dell’ addome con notevole perdita divolume e miglioramento della funzionalità di alcuni organi qui posti, ciò giustifica la riduzione in centimetri e la variazione in meno del peso corporeo.
Come per la maggior parte delle procedureestetiche, la combinazione di alcune di esse come nel secondo gruppo, permette una maggior flessibilità e adattabilità alle variantidella malattia cellulitica e del soprappeso, per meglio raggiungere il risultato
estetico e il beneficio sulla salute, pur con l’utilizzo di tecniche minimamente invasive come queste.

 

Scarica il pdf

Sei troppo veloce? Ecco la nuova terapia

Autore: Prof. Aldo Franco DE ROSE
Specialista Urologo e Andrologo
Genova

Dopo le pillole per facilitare l’erezione arriva anche quella per ritardare l’eiaculazione.
Si tratta della dapoxetina, principio attivo usato come antidepressivo ma che da 5 mesi ha ricevuto l’indicazione terapeutica della Food and Drug Administration americana
anche per l’eiaculazione precoce.
Attualmente la molecola sta per essere approvata dall’Emea (l’organo per l’approvazione dei farmaci europeo) e si appresta ad invadere il mercato anche in talia. E tutto questo, secondo i bene informati, succederà in marzo…proprio per la festa del papà.
Certo una data simbolica che, in questo caso, assumerà un significato molto particolare in quanto consentirà finalmente di combattere quel disturbo sessuale fastidioso del maschio proprio quando risulta troppo veloce, tanto veloce da raggiungere l’orgasmo
anche prima della penetrazione. L’eiaculazione precoce affligge fino al 40% degli uomini nella fascia d’età più attiva, quella cioè compresa tra i 20 e 50 anni. Investe entrambi i componenti della coppia e attenta spesso al loro benessere psicofisico.
Eiaculazione precoce intesa dunque non solo come grave disfunzione sessuale maschile ma soprattutto come disturbo che impoverisce e influenza negativamente il benessere sessuale.
È quindi naturale che il suo approccio sia il più ampio, completo e multidisciplinare possibile, occupandosi delle problematiche relative alla coppia,
non solo al maschio. L’eiaculazione precoce è un disturbo sessuale molto complesso da definire e difficile da trattare, mancando ad oggi una terapia specifica. Cosi, per contrastare il prematuro e non desiderato evento, istintivamente si ricorre a “metodi di
distrazione” pensando al dolore fisico, lavoro stressante, malattie o lutti di parenti e amici, situazioni imbarazzanti, si irrigidisce la muscolatura glutea e della colonna. Altri tentativi sono costituiti dalla masturbazione poco prima del rapporto e, nei giovani, dall’aumento della frequenza. In ogni caso, la terapia dell’eiaculazione precoce sarà prima di tutto causale: qualora si riscontrino patologie organiche urologiche come prostatiti e vesciculite, neurologiche o altre, queste vanno trattate per prime.
Nell’inversione del comando della muscolatura perinenale buoni risultati si hanno invece con cicli di elettrostimolazione e biofeedback del piano perineale. In definitiva, in questo
momento, non esiste una standardizzazione nella gestione dell’eiaculazione precoce e nessun farmaco possiede l’indicazione specifica per il trattamento di questa patologia. La dapoxetina sarà il primo farmaco al mondo dedicato per questo tipo di disturbo.

La Novità Domani. Dapoxetina dunque sarà la nuova molecola per combattere l’eiaculazione precoce: appartiene alla categoria degli antidepressivi ma, per la prima volta, è stata specificamente formulata per questo disturbo. La prima ricerca, pubblicata su Lancet, ha interessato 2600 uomini e ha evidenziato che, dopo 12 settimane di trattamento, il controllo del raggiungimento dell’orgasmo era più che triplicato per gli uomini che assumono la dose maggiore di farmaco (60 mg).
Tra gli effetti collaterali sono stati segnalati mal di testa, secchezza della bocca, diarrea e nausea, effetti comuni agli antidepressivi.
Terapie Oggi. Le terapie farmacologiche orali prevedono l’utilizzo di farmaci serotoninergici e antidopaminergici in quanto il loro effetto collaterale principale è quello di ritardare l’eiaculazione: i primi sono antidepressivi (SSRI) che favoriscono il meccanismo ritardante
con l’accumulo di serotonina, un mediatore chimico che agisce a livello cerebrale. I farmaci più utilizzati sono paroxetina, fluoxetina, cloripramina, sertralina, fluvoxamina. Al contrario
quelli antidopaminergici contrastano l’azione della dopamina (metoclopramide). Da uno studio italiano effettuato con Levosulpiride (farmaco per disturbi gastroenterici) e pubblicato
sull’International Journal of Impotence Research, era emerso un rallentamento del tempo di eiaculazione da due a cinque volte, con una percentuale complessiva di successo superiore al
70%. Inoltre nei pazienti che, oltre all’eiaculazione precoce, soffrono di impotenza, è giustificato l’uso delle prostaglandine intracavernose o dei farmaci orali antimpotenza.
Spesso però, per evitare che l’effetto benefico si esaurisca al sospendere della terapia, è necessario un supporto psico-sessuologico o anche l’impiego di alcune tecniche comportamentali come quelle della compressione del glande e dello “stop and start”.
La creme desensibilizzanti. La crema ritardante molto utilizzata è composta da due anestetici: lidocaina e prilocaina.
Viene applicata sul glande 10 minuti prima del rapporto sessuale ma, prima di iniziare, bisogna lavarsi per evitare di “anestetizzare”localmente la partner.
La Terapia Chirurgica. E’ efficace nel 35-40% dei casi di eiaculazione precoce e consiste nella desensibilizzazione delle fibre sensitive situate a livello del frenulo e del glande. Viene eseguito
in anestesia locale agendo in profondità, sulle fibre sensitive che decorrono sull’albuginea dei corpi cavernosi.

Il profilattico ritardante ed erettivo
Arriva il profilattico di nuova generazione: protegge dalle malattie, ritarda l’eiaculazione e favorisce l’erezione. Ancora il profilattico non ha un nome ed è identificato con la sigla CSD500, ma i test eseguiti dall’azienda inglese \Futura Medical su 108 coppie avrebbero fornito risultati positivi soprattutto riguardo a durata di erezione e rigidità. Al contrario, nel gruppo di controllo effettuato con comuni profilattici, in alcuni casi, sono state osservate prestazioni
al di sotto delle aspettative.
La sostanza contenuta all’estremità del profilattico è sotto forma di gel e si chiama Zanifil. Essa viene assorbita dal glande e aumenta l’afflusso di sangue con conseguente miglioramento della rigidità.
 

Come Avviene L’eiaculazione.
L’eiaculazione rappresenta l’azione neuromuscolare più complessa dell’intero atto sessuale a cui partecipa il sistema nervoso centrale e periferico nonché una intensa componente psico- emotiva. Il meccanismo dell’eiaculazione è composto da tre fasi principali : - La prima è costituita da un progressivo incremento delle secrezioni della ghiandola prostatica e vescicole seminali (fase dipendente dal sistema nervoso parasimpatico) - La seconda fase è quella della emissione, sicuramente quella più complessa ed è caratterizzata dall’accelerazione del transito degli spermatozoi lungo il deferente e dalla potente
contrazione peristaltiche della muscolatura liscia dei deferenti stessi, delle ampolle deferenziali, delle vescicole seminali e degli acini della ghiandola prostatica che provocano la emissione del liquido seminale nell’uretra posteriore.
In questa fase il liquido seminale rimane intrappolato nell’uretra prostatica tra lo sfintero striato dell’uretra ed il collo vescicale, che naturalmente rimangono chiusi. SI forma così una “camera di compressione” - La terza fase è caratterizzata invece dalla “camera di scoppio”, che consente l’eiaculazione: essa è caratterizzata da contrazioni ritmiche e ben coordinate contrazioni dei muscoli ischio e bulbo cavernoso, del pavimento pelvico e dal contemporaneo rilasciamento del muscolo sfintero esterno dell’uretra, mentre rimane chiuso il collo vescicale. Solo a questo punto il liquido seminale viene espulso all’esterno.

Scarica il pdf