Mygenesis: la genetica al servizio del medico di famiglia
a poche settimane è disponibile in Italia myGeneSis, un innovativo servizio di analisi e consulenza genomica basato su test del DNA, indirizzato inizialmente alla valutazione del rischio nell’area cardiovascolare, del diabete, dell’osteoporosi e delle principali malattie degenerative.
Presentato a Firenze, in occasione del 26° Congresso SIMG - Società Italiana di Medicina Generale a fine Novembre, il servizio coinvolge anche il medico di medicina generale, fondamentale referente per le famiglie, che grazie ad un semplice e immediato tampone salivare sarà in grado di trasmettere il reperto genetico del paziente ai laboratori fiorentini GenHealth per le relative analisi. In tempi brevi questi restituiranno al medico stesso, attraverso la consulenza di un pool di specialisti dei diversi settori, i referti, mettendolo in condizione di indirizzare il paziente verso una corretta profilassi mirata alle potenziali patologie evidenziate. Il referto indicherà infatti una percentuale obiettiva di rischio o di protezione nei confronti delle malattie in esame e consentirà ai pazienti di prendere le opportune precauzioni, assumendo uno stile di vita consono e un’alimentazione adeguata, oltre alle necessarie azioni di prevenzione (esami diagnostici personalizzati, check-up, supplementi nutrizionali). 
A tutela del servizio, un board scientifico di grande prestigio, composto da Giuseppe Novelli, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia e Professore di Genetica Medica - Università di Roma Tor Vergata, Giovanni Scapagnini Professore di Biochimica Clinica - Università del Molise, Claudio Cricelli, Presidente SIMG - Società Italiana di Medicina Generale e Michele Carruba, Professore di Farmacologia - Università degli Studi di Milano. myGeneSis, sviluppato dai laboratori fiorentini altamente specializzati GenHealth e distribuito in esclusiva per l’Italia da JBF srl, si avvale di una linea composta da diversi test e relativi servizi di consulenza. Le persone interessate a myGeneSis possono visitare il sito www.mygenesis. it e scrivere a info@mygenesis.it. I medici di famiglia potranno accedere all’area privata del sito per ottenere tutte le informazioni necessarie.
COME FUNZIONA MYGENESIS
Il processo di myGeneSis si svolge in meno di un mese e comporta tre fasi (Esecuzione dei test genetici; Analisi del rischio e Consulenza specialistica personalizzata). Le procedure adottate garantiscono il totale rispetto della privacy.
Esecuzione dei test genetici
Il programma prevede l’esecuzione di specifici test sul DNA, definiti “SNP PANELS”, sviluppati di recente e di provata predittività. I test “SNP PANELS” mirano a evidenziare specifiche variazioni genetiche che, secondo gli studi, possono associarsi allo sviluppo di determinate malattie. Queste variazioni sono definite in gergo SNP (Polimorfismo a singolo nucleotide, si pronuncia snip) e si localizzano a livello delle basi nucleotidiche, i ‘mattoni’ che compongono i geni.
Oltre che a segnalare la predisposizione a determinate malattie, alcuni SNP danno anche indicazioni sulla sensibilità della persona nella risposta ad interventi preventivi basati sulla nutrizione. Alcuni test (definiti nutri genomici) inseriti nel programma myGeneSis prevedono la ricerca di SNP di questo tipo, al fine di mettere a punto un piano di intervento preventivo su misura.
I test selezionati nel programma coinvolgono 4 diverse aree patologiche tra le più diffuse in Italia:
- Malattie cardiovascolari, quali dislipidemia, ipertensione e aterosclerosi, con i relativi effetti sulla circolazione (infarto)
- Diabete, in particolare di tipo 2
- Osteoporosi
- Area oncologica, con particolare attenzione ad alcune forme di tumore del seno, tumore del polmone e della prostata
I test non sono invasivi: per eseguirli è sufficiente un prelievo della saliva tramite un tampone.
Analisi del rischio
La presenza di una variazione genetica non significa che necessariamente la persona svilupperà la malattia ma che presenta un rischio di ammalarsi più elevato rispetto alla popolazione generale. Per quantificare il grado di rischio a sviluppare le patologie prese in esame, i referti dei test vengono rielaborati con un algoritmo di provata validità statistica. Il risultato del test viene illustrato in un Pannello di rischio individuale, un grafico nel quale, per ogni patologia e in base ad ogni gene, viene descritto il livello di rischio o protezione individuale rispetto alla media della popolazione.
Consulenza specialistica personalizzata
Il Pannello di rischio individuale viene infine analizzato dallo staff di specialisti i quali potranno definire un piano preventivo mirato. Come è noto, infatti, l’insorgenza di malattie dipende in buona parte dal proprio patrimonio genetico ma anche da diversi fattori come l’ambiente, l’alimentazione, il proprio stile di vita. Il piano di intervento verterà proprio su questi aspetti ‘modificabili’. In particolare, gli specialisti potranno suggerire esami diagnostici specifici, ma anche una dieta studiata ad hoc, eventualmente potenziata con l’utilizzo di integratori nutrizionali e sostanze antiossidanti. Check-up periodici e indicazioni sullo stile di vita completeranno il piano di intervento. Poiché la finalità di myGeneSis è quella di prevenire nel lungo periodo l’insorgenza di determinati disturbi o malattie, le indicazioni definite dal piano di intervento dovranno essere seguite nel tempo dal paziente. Per questo motivo, gli specialisti di myGeneSis contatteranno il medico curante del paziente per condividere il documento con le relative indicazioni, in modo da finalizzare concretamente il percorso preventivo previsto.

Museo etnografico della stregoneria di Triora
Nel vecchio Municipio di Triora ha trovato collocazione il museo regionale etnografico e della stregoneria, vanto del borgo medievale. Ideato nel 1960 dal Padre Francesco Ferraironi, che per primo, rendendosi conto degli antichi usi che stavano scomparendo, ne intuì la necessità e la potenzialità, allestendo nell’oratorio di San Giovanni Battista un’incredibile mostra popolare, venne ripreso dalla Pro Triora con una prima raccolta di oggetti ed attrezzi, messi a disposizione di alcuni paesani.
La spinta decisiva venne però dai ragazzi del Campo Eco del comune di Genova che con grande entusiasmo si dedicò all’iniziativa, riuscendo a coinvolgere gli abitanti, dapprima restii a privarsi dei loro oggetti. Armati di buona volontà, i giovani studenti allestirono le prime sale, suddividendo il numeroso materiale in modo organico e sistemandolo per “cicli”. 
La parte etnografica vera e propria è stata ed è tuttora divisa in sei sale, rappresentanti ognuna uno “spaccato” di vita quotidiana. Al piano centrale, nella sala grande, gli attrezzi utilizzati dai contadini, dai mulattieri, dai falegnami e dei panettieri testimoniano la dura vita dei campi ed il ciclo del grano. Un grosso bove è intento ad arare i campi trascinando l’aratro, in un angolo una donna sta sgranando i fagioli, mentre sullo sfondo appare in lontananza il borgo. La sala attigua è dedicata al ciclo del castagno, il cui frutto ha rappresentato per lunghissimi anni il principale sostentamento di intere famiglie. Nella cucina, ricostruita secondo tradizione con il focolare e l’essicatoio, pare di gustare i sapori di un tempo.
I vari oggetti, la madia, la credenza, i lumi, il treppiede, dove sembra accendersi da un momento all’altro il fuoco, riportano indietro nel tempo, quando le famiglie si sedevano attorno al focolare per raccontarsi favole o per commentare i fatti della giornata. La lavorazione del latte ed i prodotti della pecora sono oggetto di un piccolo locale comunicante con la cucina.
I vari attrezzi parlano di un’attività già floridissima, che oggi sopravvive soltanto in poche zone, quali la valle del Capriolo o l’Abenin. Le vigne, che un tempo si spingevano vino ad incredibili altezze, stanno anch’esse scomparendo; sono rimasti a testimoniare quest’attività redditizia, documentata da un vecchio elenco di viticoltori, oggetti quali botti, tini, fiaschi, bottiglie, damigiane e recipienti di ogni misura, disposti in ordine nella
cantina.
Non poteva mancare qualcosa che riguardasse le streghe e la loro triste persecuzione, avvenuta negli anni 1587-89: nei sotterranei, già sedi delle carceri, sensazioni contrastanti colgono il visitatore, dalla curiosità al timore dell’inconscio e del soprannaturale. Se da un lato le superstizioni e le credenze popolari sono tuttora assai vive, magari camuffate da una profonda conoscenza delle erbe medicinali e dei metodi curativi empirici, documenti conservati nell’Archivio di Stato di Genova, qui fedelmente riprodotti ed esposti seppur in minima parte, raccontano supplizi tremendi ed interrogatori spietati. Ben quattro lugubri sale sono dedicate a questa tragedia locale. In una di queste è stata ricostruita una scena dell’inquisizione con una povera strega rinchiusa in cella, mentre il suo torturatore sta per firmare la sua condanna a morte. Vicino un’altra donna, ricoperta semplicemente da un camice bianco, è sdraiata, le mani ed i piedi legati, su di un cavalletto, in attesa del supplizio.
Nelle altre celle, oltre alle lettere, ai verbali d’interrogatorio ed alle sentenze di condanna a morte, sono riprodotte streghe artigianali di materiale diverso nelle loro abitudini quotidiane. Era tutt’altro che una bàgiua, cioè una fattucchiera, Luigia Margherita Brassetti, benefattrice triorese, vissuta a Triora per oltre venticinque anni, dispensando aiuti e privandosi di ogni ricchezza materiale.
I Trioresi non hanno dimenticato le sue attività benefiche ed hanno voluto dedicarle un’apposita sala al piano strada, dove sono esposti i suoi diari, le sue fotografie ed alcuni oggetti che le appartennero, oltre ai pensierini degli alunni ed agli scritti delle amiche più intime. Particolarmente interessante è la sezione archeologica del museo, dove sono esposti i reperti rinvenuti nell’alta valle Argentina.
Oggetti di corredo funerario raccolti fra le ossa di non meno di quattro individui nell’Arma della Gastea e frammenti di due o tre vasi a bocca quadrata e di altri ad impasto, assieme a reperti ossei, scoperti nella Tana della Volpe a Loreto sono i più antichi, riferibili al Neolitico medio (3800-3000 a.c.). Anche gli scavi nell’Arma della Gra’ di Marmo, nell’Arma della Vigna, nella cava di Loreto, nel Pertuso, nel Buco del Diavolo e nel Bric del Castellaccio hanno portato alla luce oggetti di uso quotidiano, ornamentale e di difesa, databili dall’Eneolitico all’Età del Ferro. Un’opportuna carta archeologica indica i siti dei ritrovamenti.
Nella sala grande al piano strada, mentre l’antico orologio campanario pare scandire il tempo, le statuette lignee del Maragliano e dei suoi discepoli, fra i quali lo sconosciuto Domenico Pittaluga, quelle di scuola napoletana, le processionarie rinascimentali, rinvenute nella Chiesa di San Bernardino, il letto ed il bagno dei nobili, le marionette del parroco Don Filippo Laschi, giocattoli, bamboline e vestiti d’altri tempi, assieme a numeosissime fotografie d’epoca, testimoniano l’arte, il tenore di vita e le differenze sociali del passato.
Due fisarmoniche, già appartenute ad Alberti Domenico, tornato cieco dalla Grande Guerra, fanno bella mostra di sé; la più antica di queste, eseguita dalla ditta Salas di Stradella, è un pezzo veramente raro. Molto importanti dal punto di vista storico sono un registro delle deliberazioni dell’anno 1797 – Repubblica Ligure, un registro delle deliberazioni della Congregazione di Carità di Triora, ma soprattutto un antifonario su pergamena, scritto dal cartografo canonico Giovanni Maria Capponi nella seconda metà del secolo XVIII, nel quale, oltre ad una bellissima veduta del borgo, fra i capilettera sono riprodotte le chiese dell’epoca.
Entrando a destra la sezione faunistica, con i suoi numerosi esemplari, fra cui il gufo reale, la poiana, l’allocco, il gheppio, l’upupa e la donnola, non è riferita al passato ma può essere ancor oggi osservata tra le rocce e le fasce dell’alta valle Argentina. Chi, stanco di girare nelle sale, vuole assaporare un attimo di tranquillità, può uscire nel piccolo giardino botanico; qui, nel mezzo di piante d’ogni tipo, sorge una sorta di Minitriora, con tanto di castello, fontana di “Campumavue”, lavatoio della Noce, ponte di Loreto, “Arma pisciusa” e soprattutto di chiese ormai scomparse (san Pietro e san Francesco).
Il Museo è arricchito da una consistente bibliografia sulla stregoneria, la demonologia e la magia, con volumi sia antichi che moderni, il tutto per documentare nel modo più soddisfacente le affascinanti materie. Sono sempre più frequenti le donazioni di cittadini, fra i quali si annoverano pezzi unici ed artistici; è il caso della bottiglia con le streghe che giocano e danzano con i diavoli del maestro Aldo Codognato, del diavolo in legno di Giulio Protopapa o delle tavole della stregoneria di Upui, eseguite su rame e donate in segno di riconoscenza al museo. La Pro Triora, che nel 1990 ha fondato una modesta Casa Editrice, ha voluto dare il proprio contributo per la salvaguardia delle tradizioni culturali dell’alta valle Argentina, dando alle stampe numerose pubblicazioni, alcune delle quali esaurite, perseguendo in tal modo l’identico scopo del museo: quello di non permettere che il passato debba scomparire per sempre.
Corso Italia 1, 18010 TRIORA (Imperia)
Telefono: 018494477 – Fax: 0184 94164
Gestito da Associazione Turistica Pro Triora
Direttore: Oddo rag. Silvano
Aperto tutto l’anno
Orario:
dal 1 novembre al 31 marzo: dalle ore 14,30 alle 18,00
- dal 1 aprile al 31 ottobre: dalle ore 14,00 alle 18,30
sabato, domenica, festivi e nel periodo agosto-settembre: anche al mattino dalle ore 10,30 alle 12,00
Ingresso: 2,00 euro, comitive 1,50 euro, bambini 1,00
UN’AZIENDA AL MESE:
PHYTOGARDA La Phytogarda con i farmacisti verso traguardi di eccellenza
Phyto Garda s.r.l. nasce nel 2003 per iniziativa del dottor Alessandro Moglia. La sua storia, e quindi quella dell’azienda che ha fondato, è strettamente legata alla sponda veronese del Garda.
Il Dott. Moglia è nato nel 1975 a Bardolino da una famiglia contadina e ha sempre seguito con passione il lavoro del padre, conservando intatto il cordone ombelicale con la Madre Terra. La laurea in Farmacia conseguita nel 2000 a Padova sembrava indirizzarlo verso l’attività del farmacista, ma l’attaccamento alla terra si è fatto presto sentire. Nel 2003 ha frequentato il Master di Fitoterapia presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Siena e ha avviato l’azienda, con l’obiettivo di realizzare prodotti di altissima qualità ed efficacia per promuovere il naturale benessere della persona e dare un aiuto per i problemi quotidiani più comuni.
Al suo fianco oggi lavora una squadra dinamica e motivata di professionisti altamente qualificati e costantemente aggiornati, uniti da una filosofia vincente: “Qualità e Passione per la salute e per il benessere”. Phyto Garda può infatti avvalersi di una Ricerca e Sviluppo interna, rappresentata dalle Dott.sse Elena Besco e Katia Viviani, e di un sistema logistico - amministrativo che permette merci sempre disponibili a magazzino e una precisa, puntuale ed efficiente gestione del flusso dei prodotti. Phyto Garda valorizza il rapporto diretto con i suoi clienti, associato all’informazione medico-scientifica verso gli specialisti che possono opportunamente inserirne i prodotti nel loro ventaglio terapeutico.
Tra i punti di forza spicca il servizio di continuità e di assistenza svolto dalla rete di agenti, riferimento affidabile e sicuro per il farmacista e per i suoi collaboratori. Viene dato un supporto completo in termini di marketing e comunicazione, con particolare attenzione al merchandising, una larga disponibilità di campioni, campagne promozionali e offerte mirate.
Tutto questo per far conoscere meglio ai consumatori la linea Phyto Garda che comprende referenze adatte a tutta la famiglia (dai bambini, agli adulti, agli anziani) e nella quale ciascuno può trovare il prodotto che meglio si adatta alle sue esigenze.
L’ambizione di Phyto Garda è quella di unire gli insegnamenti della tradizione con il rigore e la precisione del metodo scientifico, associando le virtù di piante officinali, minerali e vitamine alle più innovative tecnologie. In azienda nascono l’idea del prodotto e la formulazione nei suoi elementi strutturali, viene effettuata la ricerca scientifica per individuare le piante officinali e le materie prime esclusive per ottenere prodotti affidabili e sicuri, vengono curate l’immagine e il marketing.
La realizzazione dei prodotti è affidata a partner selezionati tra le migliori aziende produttrici autorizzate e certificate. Per ogni prodotto si usano estratti secchi standardizzati ad alto titolo in principi attivi e ciascuna forma farmaceutica è realizzata dal produttore specializzato per essa. Il listino dei prodotti offre 50 referenze, tra integratori alimentari e cosmetici dermofunzionali.
La punta di diamante della gamma di prodotti è la linea invernale Sanagol®, la prima linea completa per le vie respiratorie a base di Erisimo. Nota come “erba del cantore” per la sua capacità di curare raucedine e afonia, l’Erismo è una pianta spontanea europea, con proprietà antinfiammatorie e antispastiche per faringiti, laringiti, tracheiti, tracheobronchiti e tutte le infiammazioni delle alte vie respiratorie. Altra linea importante è Vitadyn® costituita da integratori tonici-vitaminici e salini per rinforzare l’organismo nei periodi di maggiore stress e stanchezza psico-fisica.
Privi di saccarosio e glutine, i prodotti Vitadyn contengono estratti vegetali o minerali, vitamine e ferro utili per migliorare concentrazione e capacità di apprendimento e per un’azione ricostituente fisica e mentale. Nella gamma di integratori da segnalare anche Monucist®, HerpeStop® e Fisiocol®. Il primo, a base di estratti vegetali di mirtillo rosso, uva ursina e malva, è coadiuvante nel trattamento di infezioni delle basse vie urinarie quali cistiti, uretriti, in alcuni casi di incontinenza urinaria e di ritenzione idrica. Herpestop® è il primo integratore alimentare in compresse utile per prevenire ed attenuare le infezioni erpetiche. Fisiocol®, a base di acidi grassi Omega-3 da olio di pesce (EPA e DHA), è un utile coadiuvante per il controllo del livello plasmatico dei lipidi e per il benessere delle articolazioni.
Da citare anche Fisiostatin®, novità 2010, a base di riso rosso fermentato, the verde e coenzima Q10 per favorire corretti livelli di colesterolo e contrastare l’azione dei radicali liberi (doppia protezione naturale al sistema cardiovascolare). Tra i prodotti dermofunzionali ricordiamo EmoVen® gel, associato all’integratore EmoVen® 500, per aiutare la circolazione in gambe e braccia e Stimola-Bronz® a base di estratti vegetali e vitamine, che in caso di esposizione ai raggi solari o a lampade UV accelera e favorisce l’abbronzatura stimolando la naturale produzione di melanina.
Ci sono poi i prodotti TopDerma® Arnica e Calendula, privi di parabeni e di profumi, indicati per ogni tipo di pelle, anche le più sensibili. Per il futuro l’impegno dell’azienda sarà quello di continuare a proporre al farmacista prodotti salutistici di qualità che permettano la gratificazione e la fidelizzazione del consumatore finale. Phyto Garda infatti crede nella presenza dei rimedi naturali in farmacia e nel ruolo del farmacista quale professionista qualificato che sa consigliarli con competenza.