IL DOTTOR ADIS RISPONDE
Ecco alcune risposte
alle lettere pervenuteci
Dottor Bahri ADIS
Implantologia e Parodontologia
Milano -
V.le Beatrice D'Este 17
Tel. 02.58303737
www.dentesthetic.com
1) D: Ho 30 anni e quando sorrido si
vedono i 2 incisivi superiori molto spaziati.
Esistono metodi per chiudere lo
spazio?
R: Esistono diverse soluzioni per ridurre
l’eccessivo spazio tra i denti.
L’apparecchio ortodontico è il meno
invasivo ma va portato per lungo tempo
e spesso crea disagi. Un’altra soluzione
non invasiva è quella di aggiungere ai
lati dei denti una resina dello stesso
colore del dente chiudendo così gli
spazi. Esiste invece una soluzione che
permette di ottenere risultati esteticamente
impeccabili con una chiusura
degli spazi; sono le faccette in ceramica.
Bisogna prima preparare gli incisivi:
si toglie uno strato sottile di smalto,
si prende un’impronta dei denti e su
questa si realizzano le faccette.
2) D: Sono una giovane signora di 34
anni devo farmi devitalizzare 2 molari e
ricoprirli con 2 capsule. Ho sentito parlare
dello zircone, in che cosa è meglio
delle capsule tradizionali?
R: Le capsule in zircone sono molto più leggere di quelle in lega ceramica e
nello stesso tempo anche 3 volte più
resistenti. Il loro peso si avvicina di
molto a quello dello smalto naturale e i
bordi sono inoltre più stabili. Lo zircone è biocompatibile perché non contiene
metallo ed ha un risultato naturale.
Al momento nessun altro materiale
garantisce queste prestazioni.
3) D: Mio figlio ha 10 anni e i suoi
incisivi sporgono in po’ in fuori come
un “coniglietto”. Un dentista ci ha consigliato
di mettere un apparecchio, un
altro di aspettare che le ossa della
bocca siano formate. Qual’è il suo
parere in merito?
R: E’ difficile darle una risposta senza
aver visitato suo figlio: L’importante è
stabilire se il problema è solo dentale
o anche scheletrico. Nel primo caso è
possibile aspettare la completa permuta
dei denti, nel secondo è necessario
intervenire in una fase in cui è
ancora possibile sfruttare la crescita
ossea. Io le consiglio quindi di procedere
con un adeguato e approfondito
studio della situazione da parte di uno
specialista.
4) D: Ho delle gengive scure e sopra
gli incisivi hanno una specie di pretuberanza.
Poiché sono molto brutte
posso fare qualcosa?
R: Nel caso di un problema di pigmentazione si può tentare di schiarire le
gengive con il laser.
Ma i sintomi che lei mi descrive mi
fanno piuttosto pensare ad una gengivite
o ad una parodontite (piorrea).
Dopo un attento esame si possono
scegliere 4 possibili soluzioni: root
scailing, curettage (la pulizia), laser e
medicazione delle tasche.
5) D: Da alcuni anni mi manca un
dente, nel frattempo lo spazio si è
molto ristretto. E’ possibile mettere un
dente fisso senza rimpicciolire i 2
denti vicini?
R: Quando lo spazio minimo tra un
dente e l’altro è di circa 5 mm. si può
inserire un impianto endosseo senza
toccare o rimpicciolire i denti adiacenti.
Se nel tempo i denti si sono però
inclinati sarebbe comunque da diagnosticare
l’occlusione perché non viene
più garantita la giusta masticazione e
questo, a lungo andare, può comportare
problemi all’articolazione temporomandibolare.
6) D: Ho 41 anni e da un paio di anni
alcuni denti mi dondolano ed ho perso
alcune capsule. Come posso risolvere
questo problema?
R: Per risolvere il suo problema, penso
sia il caso di effettuare una radiografia
panoramica e un esame microbiologico
che permetta di valutare meglio lo stato della sua bocca. Quando si
perde solo la capsula è la capsula
stessa a non essere più adatta a quel
dente, se invece il dente dondola, si
tratta di parodontite (piorrea).
La causa è una placca mineralizzata
(tartaro) sopra e sotto-gengivale
profonda. Inoltre, esistono varie
malattie sistematiche che possono
provocare diverse forme di parodontopatie.
Le consiglio di cercare un bravo dentista
che le faccia un esame microbiologico,
che le curi la parodontopatia
chirurgicamente e con medicinali
appropriati e che le cambi le capsule
insufficienti.
In questo modo riporterà la sua bocca
in uno stato di buona salute.
7) D: Da alcuni anni sono in menopausa
e mi hanno riscontrato un inizio
di osteoporosi. Poiché mi mancano 2
molari superiori posso sottopormi ad
un intervento di implantologia?
R: L’osteoporosi, in genere, non
esclude l’inserimento di impianti
nell’arcata superiore.
Prima, però, bisogna fare un’osseocondensazione
ed, eventualmente,
una ricostruzione dell’osso con rialzo
del seno mascellare.
Il fatto che lei sia in post-menopausa,
non comporta assolutamente alcun
problema.
Le consiglio comunque di effettuare
degli accertamenti sul grado di osteoporosi
e qualche radiografia pre e
post-operatoria per diagnosticare la
probabilità di successo.
Se avete dei quesiti o dei dubbi potete
scriverci al seguente indirizzo:
Redazione D & T
Via del Colle 106 -
16121 Genova.
Il Dottor Bahri Adis Odontoiatra risponderà
sulle pagine della rivista.
Donne, uomini e farmaci...
Mercato al femminile,
sperimentazione al maschile
Nel quadro delineato da Flavia
Franconi, coordinatrice del dottorato
di ricerca sulla Farmacologia di genere
all'università di Sassari, le donne
risultano le maggiori consumatrici di
farmaci, sia di quelli della medicina
tradizionale che di rimedi fitoterapici,
omeopatici o di integratori alimentari.
Ciò accade, Secondo l'esperta, "perché
hanno una più alta prevalenza di
malattie croniche, come quelle
muscolo-scheletriche. Perché assumono
contraccettivi in età fertile
(16%), e terapia ormonale sostitutiva
con la menopausa (11%). Perché vivono
più a lungo, perché ricevono più
spesso prescrizioni dopo una visita
medica e perché più facilmente ricorrono
al fai-da-te". Tuttavia, le sperimentazioni
che precedono la vendita
di un medicinale raramente testano le
sostanze specificatamente sulle
donne: "Specie nelle prime fasi della
sperimentazione - precisa Franconi -
quelle che danno risposte sulla sicurezza
e sulla farmacocinetica delle
sostanze esaminate. Il che significa -
aggiunge - che nei prossimi anni
ancora non ci saranno a disposizione
farmaci adeguati per il genere femminile".
Le conseguenze di quest'anomalia
della legge della domanda e
dell'offerta sono evidenti: "Le donne
sono maggiormente vittima di effetti
collaterali avversi per l'assunzione dei
farmaci", avverte la specialista. Le
ragioni possono essere molte, per
esempio che "la dose media di un
medicinale è calcolata per un uomo
di 70 chili. Dunque, spesso l'assunzione
al femminile si risolve con un
sovradosaggio". Ma l'organismo femminile
determina un diverso funzionamento
anche del medicinale stesso.
E "maggiori sono anche i rischi di
interazioni", conclude Franconi, o di
effetti dovuti a situazioni esclusivamente
femminili come "la gravidanza
o la menopausa".
Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Gruppo MultiMedica
Paolo Steila c/o Klaus Davi & Co.
tel. 02.860.542
e-mail: p.steila@klausdavi.com
Ufficio Relazioni Esterne e
Comunicazione Gruppo MultiMedica
Alessandra Maestri - Pierluigi Villa -
tel. 02.2420.9321
e-mail:
alessandra.maestri@multimedica.it,
pierluigi.villa@multimedica.it
Ufficio Stampa MilanoCheckUp
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tel. 02.4997.7582 -
laura.manfredi@fieramilano.it
Davide Grassi, Fiera Milano Tech
tel. 02.3264393
e-mail:
davide.grassi@fieramilanotech.it
Psicoanalisi: istruzioni per l’uso
Autore: Dott. Roberto VINCENZI
Psicologo
Studio: Via Cairoli 11, Genova
Tel: +39.010.2477034
vincenzi@ordinepsicologiliguria.it
www.roberto-vincenzi.com
Chi decide di intraprendere un percorso
di crescita personale, attraverso la
psicanalisi, cerca, in questo modo, di
risolvere un momento difficile della
sua vita. Lo scopo è quello di non
soffrire più, arrivare a conoscere
veramente se stessi, combattere i
meccanismi della nevrosi e le sofferenze
che ne derivano.
La scelta del terapeuta è uno dei
punti più importanti di questo percorso,
e merita molta attenzione.
In questa situazione, possono darci
valide indicazioni, il nostro medico di
base, uno specialista che abbiamo
consultato, qualcuno che conosce il
terapeuta dal punto di vista professionale,
gli Ordini di categoria.
Quando fissiamo il primo appuntamento,
pur nella sofferenza che
caratterizza questo momento, dobbiamo
sentirci liberi di scegliere.
Questo significa, valutare attentamente
l’impressione che abbiamo ricevuto
dal primo incontro. Se non ci convince,
sarà meglio disdire l’appuntamento
successivo e rimettersi in
cerca.
Le condizioni ideali, che il futuro
paziente dovrebbe trovare presso lo
psicanalista, sono le seguenti:
- un orario definito con chiarezza
- un luogo, dove si svolgono le sedute,
sempre lo stesso
- una durata fissa per le sedute
- uno studio silenzioso e senza
disturbi
- quella che Freud chiamava “la regola
delle libere associazioni”, cioè il
poter dire tutto quello che passa per
la mente, saltando da un argomento
all’altro
- il terapeuta non indica al paziente
cosa deve fare, o non fare, ma,
attraverso brevi interventi “neutrali”,
cerca piuttosto di aiutarlo a capire
se stesso
- il terapeuta resta relativamente “anonimo”, nel senso che non parla
di se stesso e delle proprie opinioni,
ma si concentra su quello che dice
il paziente
- totale privacy, che protegge tutto
quello che il paziente dice, con il più
assoluto segreto professionale
- totale rispetto per la persona del
paziente
Queste sono le condizioni base, per
un buon svolgimento della psicanalisi.
Altri elementi, tuttavia, possono essere
presi in considerazione, nella valutazione
del professionista al quale vogliamo affidare un compito così difficile
e importante.
Intanto, deve essere il paziente a
chiamare direttamente il terapeuta, e
a pagarne le spese. A questa regola
può fare eccezione il caso dei minori
che non lavorano, o le emergenze.
E’ positivo, se il terapeuta risponde
direttamente, fissa la seduta in un
tempo ragionevolmente breve, non fa
domande al telefono sulla patologia,
non parla di se stesso e della sua
formazione, non dà consigli al telefono e non suggerisce di assumere dei
farmaci.
Lo studio ideale, si trova in un edificio
sede di uffici e studi professionali, è dotato di una sala di attesa, l’arredamento è discreto, le finestre, protette
da tende, sono chiuse, le stanze
sono silenziose.
La porta della sala di attesa, può
essere chiusa per evitare che, quando
il paziente che ha terminato la
seduta, esce, sia costretto ad incontrare
il paziente successivo.
Nel corso della prima seduta, il terapeuta
ascolta il paziente con attenzione
ed interesse, fa domande solo
per chiedere chiarimenti, cerca di aiutare
il paziente a capire se stesso,
non dice quasi nulla di natura personale
su se stesso, non cerca contatti
fisici, e, dopo essersi fatto un’idea
della situazione, dichiara al paziente
di potergli essere utile, e descrive
brevemente le regole di base per
poter svolgere la terapia.
Per quanto concerne l’onorario, deve
essere dichiarato con chiarezza, la
somma richiesta deve essere ragionevole,
non devono esserci contrattazioni
o sconti.
Il terapeuta non accetta doni o altre
forme di pagamento; l’onorario non
dovrebbe variare nel corso della terapia,
e deve essere pagato puntualmente.
All’inizio della seduta il terapeuta fa
accomodare il paziente e lo invita a
parlare. Durante la seduta il terapeuta
parla poco e sta attento a quanto
il paziente sta dicendogli, mostrando,
anche con l’atteggiamento, la propria
disponibilità all’ascolto.
Gli interventi del terapeuta, sono
quasi sempre mirati a sensibilizzare il
paziente sul proprio inconscio e sui
comportamenti che ne derivano. In
questa maniera il terapeuta aiuta il
paziente ad interpretare i fatti che gli
succedono, ponendosi magari in un
punto di vista diverso da quello solito.
A queste ipotesi sui fatti, si collega
l’interpretazione dei sogni, che Freud
chiamava “la via regia per l’inconscio”.
In questa maniera, il terapeuta insegna
pian piano al paziente a conoscere
veramente se stesso e gli consegna
gli strumenti interpretativi, che lo
potranno aiutare, dopo l’analisi, per il
resto della sua vita.
A livello pratico, poi, valgono una
serie di regole basate sulla reciprocità:
se il paziente è tenuto ad esserepuntuale, lo stesso obbligo vale
anche per il terapeuta. Se il paziente
deve pagare con regolarità, il terapeuta
deve fornire, con altrettanta regolarità
il suo lavoro.
Come potrebbe un terapeuta aiutare
una persona ad avere maggiore
rispetto di se stessa, se proprio lui,
manca di rispetto e correttezza ?
In base a questo principio, possono
essere poi valutati i diversi comportamenti.
Queste note non pretendono di esaurire
un argomento così complesso e
delicato come la psicanalisi.
Possono però essere usate come riferimento
per aiutarci a trovare la persona
che ci potrà meglio aiutare.
La psicanalisi è un vestito su misura,
fatto appositamente per noi, non è un
prodotto standard, che si acquista
magari perché è di moda.
Le nostre sensazioni prima, durante e
dopo la terapia, ci possono aiutare in
questa scelta.
Nonni in movimento
Più informati, dinamici e attenti alla
salute: ecco l’identikit dei nuovi
anziani, protagonisti della 2° edizione
di “NONNI IN MOVIMENTO”
Presentati oggi i risultati della ricerca
GfK-Eurisko per Polident sugli stili di
vita over 60: l’attività fisica rende più
sani e più felici. E torna l’appuntamento
nei principali parchi cittadini
per promuovere il fitness ideale per
la terza età.
Dopo il successo della scorsa edizione,
si rinnova l’appuntamento Polident
all’insegna del benessere e di un’equilibrata
attività fisica per gli over 60. Il
progetto, per questo inizio estate, si è
già svolto a Milano il 17 giungo; si
svolgerà a Roma il 24 giugno e a
Napoli l’1 luglio. Ci saranno per l’intera
giornata istruttori ISEF che, gratuitamente,
insegneranno come tenersi in
forma.
“Negli ultimi anni - spiega Isabella
Cecchini, direttore del Dipartimento
Ricerche sulla Salute di GfK-Eurisko -
la componente anziana della società è
cresciuta in modo rilevante. Oggi,
rispetto a 10 anni fa, la percentuale
degli over 54 è salita dal 29,9% al
36%. Ad aumentare non è però solo il
numero, ma anche il livello economico
e socio-culturale di questi “nuovi
anziani”. Crescono i loro interessi: leggono molto di più (8%), usano molto di
più il pc, si dedicano ad attività culturali,
quali musei e teatro (3%).”
Ma quanti sono gli over 60 che praticano
attività fisica?
“Il 13% degli intervistati dichiara di
fare costante movimento - continua
Cecchini - Sono in prevalenza donne e
vivono nei grandi centri abitati del
Nord-Est. Fare movimento comprende
non solo fare ginnastica, ma anche
camminate nel parco e serate dedicate
al ballo. Rispetto ai loro coetanei
sedentari, gli anziani che fanno movimento
si sentono meglio mentalmente
(69%) e fisicamente (48%), e ciò si
traduce in una maggiore soddisfazione
per quanto riguarda la salute in
generale (50%).”
A chi la pratica abitualmente, l’attività
fisica consente di stare meglio a tutti
gli effetti: i “nonni più attivi” sono
meno in sovrappeso, hanno il colesterolo
più basso, soffrono meno di
osteoporosi e diabete.
Se l’ esercizio fisico fosse trasferibile
in una pillola, sarebbe il farmaco più
venduto al mondo. Così diceva
Robert Butler 20 anni fa quando era
il primo direttore del National
Institute on Aging (NIA) negli Stati
Uniti. “E’ un’affermazione che oggi è
più vera che mai – come conferma
Roberto Bernabei, Presidente della
Società Italiana di Gerontologia e
Geriatria e Direttore del Dipartimento
di Scienze Gerontologiche, Fisiatriche
e Geriatriche del Policlinico Gemelli -Malattie cardiovascolari, ipertensione,
diabete tipo II, broncopatia cronica
ostruttiva, cancro del colon, osteoporosi,
sono alcune patologie che l’
esercizio fisico aiuta a combattere.
Se andiamo alle grandi “fregature”
dell’ invecchiamento (cadute, fratture
di femore, declino funzionale, depressione,
ansia, demenza), anche qui i
benefici dell’ attività fisica rimangono
straordinari. Insomma è la qualità
della vita che migliora. E siccome prevediamo
di arrivare in gran numero
oltre i 90 anni (già oggi è statistico
che ci arriva una donna su quattro),
vediamo di arrivarci bene!”
A fronte di questa nuova terza età,
vissuta più intensamente ed attivamente
rispetto al passato, la cura del
sé e la tutela della proprio benessere
psico-fisico diventano ancora più
determinanti.
“L’esercizio fisico negli anziani è una
vera e propria medicina - spiega
Paolo Zeppilli, direttore del Centro per
la medicina dello sport dell’Università
Cattolica del Sacro Cuore di Roma e
medico della nazionale di calcio - e
come tale deve essere dosata per
evitare carenze oppure eccessi.
Esistono nella letteratura scientifica
numerose e incontrovertibili evidenze
che confermano che la pratica di
almeno 3 volte a settimana di un’attività
fisica ha effetti positivi nella prevenzione
delle malattie cardiovascolari
e metaboliche, sulla longevità e
sulla capacità funzionale (la “fitness”)
dell’anziano.”
Esistono regole ed esercizi molto
semplici che ogni anziano dovrebbe
adottare e praticare quotidianamente
per mantenersi in forma, adottando la
sana abitudine a un costante e corretto
esercizio fisico.
Ecco perché si riconferma la 2° edizione
di “NONNI IN MOVIMENTO”,
organizzata da Polident.
I prossimi appuntamenti sono:
* ROMA, 24 giugno
c/o Villa Borghese
dalle 8,30 alle 18,30
* Napoli, 1 luglio
c/o villa Comunale
dalle 8,30 alle 18,30
Istruttori ISEF saranno a disposizione
per illustrare attraverso dimostrazioni “pratiche” gli esercizi di ginnastica
più appropriati per gli anziani. Ad
essere i benvenuti negli spazi appositamente
allestiti da Polident saranno
non soltanto i nonni, ma anche famiglie
e nipotini. Con l’occasione sarà
distribuito materiale informativo con
l’indicazione di qualche semplice
esercizio da svolgere anche a casa,
per incoraggiare l’abitudine ad una
regolare ed equilibrata attività fisica.