ADENOMA PROSTATICO
Disturbi e
terapia chirurgica
Autore: Prof. Aldo Franco DE ROSE
Specialista Urologo e Andrologo
Clinica Urologica
Ospedale S. Martino -
Genova
L’aumento della frequenza minzionale,
la diminuzione del getto, la lunga attesa
prima di poter iniziare la minzione
depongono per una ostruzione cervicouretrale
da parte dell’adenoma prostatico,
che non consente un completo
svuotamento della vescica.
In queste situazioni di precarietà, l’insorgenza
di una prostatite può determinare
la ritenzione completa di urine
per cui è necessario il cateterismo
vescicale. Inoltre, quando il residuo
tende ad aumentare e le minzioni
diventano sempre più frequenti, allo
sfiancamento della vescica con formazioni
di diverticoli si potrà associare
una diminuita contrattilità del muscolo
detrusoriale della stessa vescica e
una successiva dilatazione degli ureteri
e del rene (idroureteronefrosi) con
conseguente insufficienza renale e
febbri ricorrenti. Se la terapia medica
risulta inefficace, nel senso che i
disturbi minzionali persistono, è consigliabile
l’intervento chirurgico. Il tipo
di intervento, a cielo aperto o endoscopico,
verrà deciso in base alle
dimensioni della prostata o più propriamente
dell’adenoma, le cui dimensioni
dovranno essere valutate
mediante ecografia prostatica transrettale.
Qualora si decida per un intervento
endoscopico, la TURP (resezione
transuretrale della prostata) rimane la
tecnica più utilizzata al mondo. Con
questa metodica l’adenoma viene
asportato con un bisturi elettrico, fettina
dopo fettina, attraverso uno speciale
strumento endoscopico - resettore -
inserito nell’uretra.
La PVP (photoselective vaporizazion of
the prostate) è una metodica laser
nuova che consiste nella vaporizzazione
fotoselettiva dell’adenoma. La fibra
laser, introdotta dal pene nell’uretra
attraverso un sottile cistoscopio, vaporizza
millimetro per millimetro l’area
interessata senza alcun sanguinamento.
Le complicanze sono costituite da
disturbi minzionali di tipo irritativo di
durata limitata nel 6%, ematuria tardiva
nel 3%, stenosi del collo vescicale
2%, eiaculazione retrograda solo 26%
dei casi”, contro l’80% della TURP.
Se avete dei quesiti o dei dubbi potete
scriverci al seguente indirizzo:
Redazione D & T
Via del Colle 106 -
16121 Genova.
Il Dottor Bahri Adis Odontoiatra risponderà
sulle pagine della rivista.
UN OSPEDALE AL MESE
Il Cardarelli
di Napoli
Autore: Ufficio Relazioni con
il pubblico e Redazione Scientifica
AORN “A. Cardarelli”
Un grande ospedale al servizio del
Meridione d’Italia: il Cardarelli di
Napoli
L’ospedale “Antonio Cardarelli” è
un’Azienda ospedaliera di rilievo
nazionale e ad alta specializzazione
che si sviluppa su un’area di 150.000
mq. La sua struttura architettonica
accoglie 13 padiglioni di diagnosi e
cura a cui si aggiungono il padiglione
monumentale, che accorpa le
Direzioni funzionali amministrative ed
il Centro di Biotecnologie.
L’ospedale dispone di un eliporto ed è dotato del più importante polo di
Emergenza e Pronto Soccorso della
Regione Campania.
L’Azienda “Cardarelli” è un ospedale
per patologie acute che eroga prestazioni
di diagnosi e cura servendo un
ampio bacino di utenza che abbraccia
tutta l’area regionale e parte del meridione
d’Italia. Esso è dotato di Unità
Operative Complesse ad elevato
grado di specializzazione, orientate
innanzitutto all’assistenza.
I principi che ispirano lo sviluppo organizzativo
del management aziendale
sono orientati a perseguire i seguenti
obiettivi:
* porre i bisogni dell’assistito sempre
al centro di ogni intervento di tipo
sanitario;
* investire nel patrimonio di competenza
professionale e nell’innovazione
tecnologica e strutturale;
* aprirsi all’esterno rendendosi capaci
di collegarsi con altre istituzioni e
di interagire con il territorio.
In tal senso, l’Azienda Cardarelli,
attraverso la cooperazione e l’integrazione
di tutte le professionalità presenti
ed operanti nell’ospedale, intende
affermare con forza la volontà di
incrementare lo sviluppo in campo
assistenziale per contribuire ad un
grande rilancio della sanità campana.
A tal fine, perseguendo gli obiettivi di
innovazione, si è dotato di un portale
istituzionale molto potente, fra i maggiori
in Italia, che consente al cittadino
di usufruire di svariati servizi assistenziali
erogati in rete, come la
Teleprenotazione ed il servizio
Consultazione Esperti.
L’elevato grado di interattività del portale
consente al cittadino di instaurare
un rapporto diretto con l’azienda
ospedaliera, fruendo di una svariata
gamma di informazioni utili che lo rendono
edotto sui problemi di salute
che lo riguardano.
Il sito www.ospedalecardarelli.it offre,
infatti, molteplici opportunità di
approfondimento su tematiche sanitarie
di interesse collettivo e generalizzato,
come i Focus e come
Prevenzione Donna, che, nel quadro
generale di orientamento alla promozione
sulla salute, assumono una
valenza di prevenzione primaria.
L’ospedale Cardarelli, inoltre, nel contesto
sanitario regionale, riveste un
ruolo anticipatore sia nel campo dell’aggiornamento
professionale in
Educazione Continua Medica, che nel
rapporto di collaborazione con le
Università, che si esplica nella presenza
dei poli didattici di formazione
universitaria degli indirizzi tecnico-professionali
e riabilitativi di primo livello.
Altro fiore all’occhiello dell’Azienda
Cardarelli è la ricerca medico-scientifica, la cooperazione internazionale con
i paesi in via di sviluppo
(www.cardarellicooperation.org) e l’informazione
tecnologica di rete.
L’eccellenza nell’ospedale Cardarelli
non si configura solo sul piano formativo,
di ricerca e tecnologico; nella
sua struttura operano, infatti, aree di
eccellenza medica e chirurgica che,
per la loro specificità funzionale e di
servizio, sono riconosciute formalmente
quali centri regionali di competenza
ospedaliera.
L’assetto funzionale della struttura
sanitaria consente l’operatività di 69
Strutture Operative Complesse ad alta
specializzazione, alle quali afferiscono
13 Dipartimenti di diagnosi e cura.
L’ammontare complessivo dei posti
letto è: 976 per i ricoveri ordinari che
sono effettuati presso l’accettazione
del Pronto Soccorso; 123 per i posti
letto che accolgono i ricoveri in day
hospital.
Le grandi dimensioni di questo ospedale,
l’assetto multidisciplinare e l’elevato
grado di specializzazione medico-
scientifica, che si esplica affiancando
la febbrile attività in emergenza,
fanno dell’ospedale Cardarelli
un’Azienda sanitaria unica nel suo
genere, che si configura con una forte
specificità di servizio e di immagine
nello scenario sanitario locale e nazionale.
I Dipartimenti
Area di Direzione Sanitaria e di
Farmacia
Chirurgia Generale e Specialistica
Diagnostica per Immagini
Gastroenterologia
Materno-Infantile
Medico-Chirurgico di Emergenza e
Accettazione
Medicina Generale e Specialistica
Medicina di Laboratorio e di Anatomia
patologica
Nefro-urologico
Onco-ematologico
Patologia Generale e
dell’Invecchiamento
Pneumologico
Scienze Neurologiche
Scienze Ortopediche e Riabilitative
I Centri di eccellenza e
di competenza regionale
Banca del sangue
Centro antiveleni
Centro di Biotecnologie come soggetto
attuatore di BioTekNet
Chirurgia Grandi ustionati
Microcitemia
Neurochirurgia funzionale
Neurologia
Ortopedia
Terapia iperbarica
Trapiantologia epatica
Trauma center
Urologia
I dati che illustrano l’incidenza annua
dei ricoveri e delle prestazioni
ambulatoriali
Posti letto deg. Ord. 976
Posti letto deg. D.h. 123
Ricoveri anno deg. ord 80.476
Accessi anno d.h. 74.000
Interventi chirurgici 14.305
Interventi chirurgici in d.h. 7.086
Prestazioni P.S. medicherie 41.394
Visite, referti di p.s. 118.713
Prestazioni ambulatoriali 290.000
I dati attinenti alle attività
erogate nel Dipartimento di
Emergenza
27.000 mq
227 posti letto
12 sale operatorie
Media accessi al giorno : 630
Media ricoveri x anno: 95.000
Sede Centrale Operative
Emergenza / trasporto (118)
Sede Centrale operativa
Regionale
Il numero delle unità di
personale in servizio
3.800 Dipendenti
(880 medici,1.770 addetti
all’assistenza)
Le attività di cooperazione
internazionale
Il Progetto di Cooperazione
Italo-Tunisina ha previsto una
collaborazione scientifica e
formativa tra l’Azienda
Ospedaliera Cardarelli e
l’Ospedale “Charles Nicolle” di Tunisi.
Nel 2007 il progetto Surgiland, approvato
e finanziato dalla Regione
Campania, si propone di costruire
una rete integrata per l’alta formazione
chirurgica e microchirurgica che
comprenda, oltre alla Tunisia, anche
Algeria, Marocco ed Egitto.
Sono allo studio e alla valutazione
idee progettuali di cooperazione con
altri paesi, tra cui la Guinea,
l’Uganda, l’Afganistan ed il Vietnam.
Obiettivo delle attività di cooperazione
internazionale, approvate con delibera
del Direttore Generale n. 1640
del 15/12/2006, è la valorizzazione
delle competenze, a sostegno del
processo di integrazione e cooperazione
tra i vari paesi.
L’INSONNIA, GENERALITA’
White Chestnut
Maria Vittoria BRIZZI TESSITORE
Dott. in Medicina e Chirurgia
Dott. in Lingue e Letterature
Straniere
Prof. in Materie Letterarie
Genova
Tel. 010/54.51.677
Cell. 348/32.25.941
www.omeopatiaonline.com
E’ veramente un disturbo notevole
e pesante la mancanza di sonno dato
che questo rappresenta una necessità
assoluta dell’organismo, affaticato
dalle quotidiane occupazioni sia fisiche
che mentali.
E’ spesso dovuto a una digestione difficile
che, anche quando non produce
completa insonnia è, comunque, causa
di un sonno agitato e discontinuo.
Altre cause sono le grandi preoccupazioni,
le eccessive fatiche, la sovreccitazione
dovuta a grandi dolori o a grandi
gioie, l’ingestione esagerata di
sostanze eccitanti tipo caffè, the e
altro.
E’ corretto valutare, caso per caso, se
si tratta di insonnia non legata ad alcuna
patologia organica oppure di insonniasintomatica e quindi conseguenza
e manifestazione di una altra chiara o
latente, non ancora diagnosticata. In
questa ultima evenienza è necessario
prescrivere tutti gli accertamenti clinici
necessari e (valutatone il risultato)
anche i farmaci utili all’induzione del
sonno. Fra i rimedi destinati a questo
scopo notissimi la valeriana, la camomilla,
la passiflora che, in vista della
loro innocuità, sarebbero preziosi se
per gli insonni autentici non risultassero
troppo blandi. Tra i sonniferi veri e
propri, ricordo i bromici e i barbiturici. I
primi agiscono principalmente sulla
corteccia cerebrale, i secondi principalmente
sui centri sottocorticali.
Lungi dalla convinzione
di avere esaurito l’argomento
sui farmaci utili alla cura dell’insonnia,
argomento che come medico avevo il
dovere di toccare, riporto alcune considerazioni “insonnia e fiori di Bach”.
Spesso i miei pazienti insonni, prima
di assumere farmaci importanti, mi
chiedono se esiste un fiore di Bach
per curare l’insonnia.
Essendo sempre più convinta che le
malattie siano da ricercare anche
nella mente, alla domanda di cui
sopra rispondo con altre domande
atte a capire li motivo per il quale il
mio paziente non dorme. Se lo capiremo
insieme, la cura che prescriverò
avrà effetto. Dal disagio emergeranno
traumi dolori recenti o persi nella più
lontana infanzia che dovrò carpire
senza, però, farli vivere dal paziente
troppo in profondità. Per non farlo,
nuovamente, soffrire.
Spesso non si dorme perché, nel
silenzio della notte, ritornano pensieri
torturanti, il ricordo di avvenimenti
realmente accaduti, l’immagine di persone
che ci hanno tradito o umiliato.
Perfettamente svegli, spaventosamente
lucidi, la nostra mente rivive il passato.
Davanti a noi continua a scorrere un
film che si ferma soprattutto a quel
momento in cui abbiamo sbagliato e
nel quale non abbiamo dato la risposta
giusta colui che ci ha ferito.
E’ un circolo continuo, vizioso, torturante.
Con l’immaginazione, correggiamo
quel nostro atteggiamento che ora vorremmo
ma non possiamo, cambiare.
Non ci arrendiamo; il “film” riprende;
l’insonnia continua. Il medico Edward
Bach, fine clinico e altrettanto fine
conoscitore dell’animo umano, definisce
l’atteggiamento notturno del quale
abbiamo parlato, “sindrome del disco
rigato”. Il pensiero si ferma sempre a
quel punto, là dove il disco è sbeccato,
rigato.
Da solo o, se opportuno, insieme ad
altre essenze, prescrivo, soltanto in
questo tipo di insonnia e per interrompere
il circolo ossessivo, il seguente
fiori di Bach: White Chestnut. Il tipo
White Chestnut è, a volte, un “fissato”
che può arrivare all’ossessione compulsiva;
rimugina sempre sulle stesse
cose dalle quali non riesce ad allontanarsi.
Sole amico o nemico?
Quali sono i benefici e i danni della “tintarella”? Perché assistiamo in
questi anni al “boom” dell’abbronzatura
per cui vediamo in ogni stagione
dell’anno persone con abbronzature
da Maldive e assistiamo al fiorire di
istituti di bellezza con vari tipi di lampade
in grado di fornire in poco
tempo abbronzature spettacolari?
Da un punto di vista della etiologia
umana (scienza che studi il comportamento
dell’uomo) l’abbronzatura
potrebbe servire a comunicare agli
altri la propria situazione di agio e
benessere, come i bei vestiti.
L’osservazione è quella che quando
la massa della popolazione lavorava
all’aperto avere la carnagione bianca
era un segno di distinzione e di agio
sociale. Adesso che quasi tutti lavorano
al chiuso avviene il contrario per
cui avere la carnagione abbronzata
esprime possibilità di stare all’aperto,
di fare vacanze, di avere del
tempo libero a disposizione.
Ma i raggi del sole determinano
anche dei danni in tutti ma soprattutto
nei bambini piccoli in quanto
hanno difese della pelle ancora
imperfette poiché l’epidermide (la
parte superficiale della pelle) del
bimbo è molto più sottile di quella di
un adulto. Lo stesso vale per il suo
strato più esterno, quindi la pelle è
molto più penetrabile dai raggi solari.
E’ ormai noto che l’eccessiva esposizione
al sole, soprattutto nelle persone
con pelli sensibili (carnagione
chiara) è uno dei maggiori fattori di
invecchiamento della pelle e che i
raggi ultravioletti sono responsabili
dell’aumento dei tumori della pelle.
Infatti l’incidenza dei tumori della
pelle è proporzionale all’esposizione
al sole. La diffusione di un tipo di tumore della pelle, l’epitelioma basocellulare, è altissima, circa 1 su
1000, fortunatamente è un tumore
circoscritto da cui si può ottenere la
guarigione. Un altro tipo di tumore, il
melanoma è, invece, maligno e in
rapido aumento. Si stima che, in
Italia (dati dell’Italian Skin Cancer
Foundation) si manifestano circa
5000 casi all’anno, e le segnalazioni
aumentano ogni anno. Anche in questo
tipo di tumore è stata dimostrata
la relazione tra insorgenza del tumore
ed eccessiva esposizione solare. Non
solo ma è stato anche notato che è
particolarmente dannosa (cioè è più
frequentemente associata all’insorgenza
di melanoma) l’eccessiva esposizione
al sole, con ustione solare,
nei primi anni di vita fino alla adolescenza.
Il sole però ha anche azioni utili.
Il primo beneficio è rappresentato
dalla prevenzione del rachitismo.
L’esposizione ai raggi ultravioletti ne
previene infatti l’insorgenza. Altri
effetti benefici ipotizzati che richiedono
per ora studi più approfonditi sono
rappresentati da una azione anticancro.
Già nel 1980 era stata osservata
una significativa correlazione positiva
tra esposizione ai raggi del sole e
riduzione del cancro del colon.
Analoghe segnalazioni sono state
fatte per il cancro al seno e alla prostata. Tali effetti di protezione sarebbero
dovuti all’effetto protettivo della
vitamina D che viene sintetizzata dal
nostro organismo esposto all’effetto
del sole.
Quindi come fare per ottenere benefici
annullando o limitando i danni?
Innanzitutto con comportamenti “giudiziosi”
quali esposizione graduale,
evitare le ore dalle 11 alle 16:30, utilizza
abiti adeguati e creme protettive.
Ce n’è davvero per tutti i gusti: in
latte o in crema, in gel o in lozione
spray. I solari sotto forma di olio
hanno per lo più fattori di protezione
molto bassi e sono quindi sconsigliati
ai bambini, che hanno la pelle chiara
e delicata. Sì al latte, particolarmente
adatto al corpo in quanto più facile
da stendere. Le formule in gel hanno
un immediato effetto refrigerante e
assorbono rapidamente. Per questo
rappresentano la scelta ideale se il
bimbo non sopporta solari che richiedono
un massaggio prolungato. Le
emulsioni-spray hanno una consistenza
acquosa: donano quindi sollievo
alla pelle accaldata, ma evaporano
rapidamente e non garantiscono,
quindi la protezione migliore. Sono
perfetti, invece, i solari in crema, che
danno vita ad un vero e proprio schermo
protettivo, sia per il viso che per il
corpo. Quale fattore di protezione?
Maggiore è il numero di riferimento,
più elevata è la protezione offerta dal
cosmetico. Anche un filtro molto elevato,
tuttavia, non impedisce alla
pelle di scurirsi. Ci si abbronza anche
con uno schermo totale, ci si abbronza
più gradualmente e in modo meno
intenso ma al termine della vacanza
l’abbronzatura risulterà più uniforme
e duratura. Per i bambini e per le persone
con carnagione chiara è meglio
scegliere solari con fattore di protezione
molto elevato. A seconda delle
caratteristiche della pelle si possono
distinguere sei tipi differenti, detti
fototipi (vedi box pagina precedente).
Occorre sottolineare, che queste suddivisioni
valgono solo per gli adulti e
per i bambini più grandicelli. I piccolissimi
hanno caratteristiche cutanee
diverse e la loro pelle è estremamente
delicata e sensibile. Anche un neonato
con la carnagione scura, quindi
va protetto, anche se appartiene ad
un fototipo alto.
| FOTOTIPI A seconda delle caratteristiche della pelle si possono distinguere sei tipi differenti, detti fototipi. A determinare il numero di appartenenza è la quantità di pigmento, melanina, presente negli strati cutanei più superficiali. Si distinguono sei tipi. Per tutti vale il consiglio di non esporsi nelle ore più calde del giorno, e di proteggere i propri bambini con cappello e maglietta almeno durante i primi giorni di vacanza. I fototipi uno e due raggruppano le persone con la pelle bianca e sottile, i capelli rossi o biondi, gli occhi chiari. Chi appartiene a questi due fototipi ha difficoltà ad abbronzarsi, tende ad arrossarsi o a scottarsi facilmente, e spesso è colpito da irritazioni ed eritemi. Il fototipo 3 tende a scottarsi moderatamente ed ad abbrozzarsi gradualmente ed ha capelli ed occhi castani con pelle non bianchissima. I fototipi 4 e 5 sono caratterizzati da una maggior quantità di melanina per cui la pelle è più scura, si scottano di rado (od affatto) e solo dopo un’esposizione prolungata. Il fototipo 6 è caratterizzato da pelle ed occhi scuri, neri,non si scotta mai (rarissimo). |
||
| FOTOTIPO 1 | Sensibilità UV Elevata ++++ |
Protezione consigliata Esporsi al sole sempre con cappello ed occhiali da sole Proteggere le parti esposte con schermi totali La pelle resiste al sole senza protezione per un tempo max di 10 min |
| FOTOTIPO 2 | Sensibilità UV Elevata +++ |
Idem c.s. Schermo totale o Fattore di Protezione elevato (>15) La pelle resiste al sole senza protezione per 10-20 min |
| FOTOTIPO 3 | Sensibilità UV Media ++ |
Proteggere il capo, occhi e labbra Schermo con F.P. fra 8 e 15 La pelle resiste al sole senza protezione per 20-30 min |
| FOTOTIPO 4 | Sensibilità UV Scarsa + |
Proteggere il capo, occhi e labbra Schermo con F.P. fra 4 e 10 La pelle resiste al sole senza protezione per 30-45 min |
| FOTOTIPO 5 | Sensibilità UV Minima +/- |
Proteggere il capo, occhi e labbra La pelle resiste al sole senza protezione per 60 min Al mare od in montagna usare un F.P. di 4-6 |
| FOTOTIPO 6 | Sensibilità UV Nulla - |
Proteggere il capo, occhi e labbra La pelle resiste al sole senza protezione per 90 min Al mare od in montagna usare un F.P. di 4 |
10 REGOLE DA SEGUIRE PER UN SOLE SICURO
1- Proteggere il neonato e il lattante
Evitare l’esposizione diretta al sole nei primi sei mesi e limitarla il più possibile nei mesi successivi
La carrozzina può, quindi essere messa all’ombra, in modo che gli occhi non guardino in direzione del
sole. La testa va sempre coperta con un cappellino di cotone e gli indumenti vanno regolati a seconda
della temperatura.
Attenzione che anche all’ombra il bambino, per il riverbero del sole corre il rischio di scottature quindi
non tenetelo sotto l’ombrellone a lungo e mai nelle ore più calde
2- Curare l’alimentazione
Con il caldo il bambino perde molti liquidi attraverso il sudore, che vanno reintegrati per evitare il
rischi di disidratazione. Bisogna, quindi offrire al piccolo un’alimentazione ricca di liquidi e di sali
minerali (frutta)
3- Scegliere l’ora migliore
Le ore indicate per l’esposizione al sole del bimbo sono quelle del primo
mattino e del tardo pomeriggio. Occorre, poi, sempre proteggere il bimbo indipendentemente dal
tempo atmosferico, anche con il cielo coperto da nuvole si possono ustionare
4- Non dimenticare gli occhi
Occorre proteggere gli occhi del piccolo sia dalla luce forte, sia dai raggi solari che possono danneggiare
la retina. Se il bimbo è piccolo, deve indossare un cappellino con visiera. Se, invece, ha già
l’età per portare gli occhialini da sole, bisogna che questi abbiano un filtro solare di ottima qualità
(marchio CE)
5- Schermare la pelle
Occorre applicare sulla pelle del bimbo un prodotto solare, con filtro che lo protegga dall’azione dei
raggi Uva e Uvb. Nei prodotti per l’infanzia il fattore di protezione dagli Uvb è in genere molto alto e
comunque non deve essere inferiore a 15. Il prodotto solare va applicato con abbondanza su tutte le
parti esposte.
6- Ripetere l’applicazione
Il prodotto di protezione va applicato più volte al giorno, specie se il bimbo entra ed esce continuamente
dall’acqua. Non bisogna, inoltre, dimenticarsi di adottare anche altre precauzioni: la sera dopo
il bagnetto, occorre spalmare su tutto il corpo del piccolo un prodotto idratante doposole specifico
per l’infanzia.
7- Non trascurare l’abbigliamento
Sia al sole che all’ombra il bambino deve indossare sempre le mutandine e una maglietta che copra
le spalle. La maglietta dovrebbe essere in fibra naturale che assorbe il sudore e di colore chiaro per
respingere i raggi solari. Il piccolo dovrebbe indossare sempre un cappellino di cotone chiaro con la
visiera, per proteggere gli occhi.
8- Fare più attenzione nei week-end
I pericoli maggiori di scottatura e di accumulo delle radiazioni sono legati alla vacanza breve, soprattutto
al fine settimana. L’organismo, infatti, ha bisogno di tempo per adattarsi al cambiamento di
clima e alla pelle servono parecchie ore per mettere in atto i meccanismi di difesa, cosa che in uno o
due giorni non è possibile, a maggior ragione in un bambino piccolo le cui difese sono ancora imperfette.
Se si decide di portare, comunque, in vacanza il bimbo nel fine settimana occorre prestare
molta più attenzione, proteggendo la pelle con filtri solari più forti e limitando l’esposizione al sole.
9- Metterlo spesso all’ombra
Quando si sceglie il luogo delle vacanze, occorre valutare sempre che ci sia la possibilità di mettere
spesso il bimbo all’ombra. Per questo il luogo ideale dove trascorrere le vacanze con il bambino è la
pineta, ma va bene anche la spiaggia purché attrezzata con ombrelloni.
10- Sapere intervenire
Malgrado tutte le precauzioni, il bimbo può scottarsi e addirittura avere la febbre. In questo caso
bisogna portarlo subito dal medico. In caso di “colpo di sole” e “colpo di calore” bisogna portarlo in
un luogo fresco e dargli da bere acqua a piccoli sorsi, tenendolo sdraiato.