ADENOMA PROSTATICO
Disturbi e terapia chirurgica

Autore: Prof. Aldo Franco DE ROSE
Specialista Urologo e Andrologo
Clinica Urologica
Ospedale S. Martino - Genova

L’aumento della frequenza minzionale, la diminuzione del getto, la lunga attesa prima di poter iniziare la minzione depongono per una ostruzione cervicouretrale da parte dell’adenoma prostatico, che non consente un completo svuotamento della vescica.
In queste situazioni di precarietà, l’insorgenza di una prostatite può determinare la ritenzione completa di urine per cui è necessario il cateterismo vescicale. Inoltre, quando il residuo tende ad aumentare e le minzioni diventano sempre più frequenti, allo
sfiancamento della vescica con formazioni di diverticoli si potrà associare una diminuita contrattilità del muscolo detrusoriale della stessa vescica e una successiva dilatazione degli ureteri e del rene (idroureteronefrosi) con conseguente insufficienza renale e
febbri ricorrenti. Se la terapia medica risulta inefficace, nel senso che i disturbi minzionali persistono, è consigliabile l’intervento chirurgico. Il tipo di intervento, a cielo aperto o endoscopico, verrà deciso in base alle dimensioni della prostata o più propriamente dell’adenoma, le cui dimensioni dovranno essere valutate mediante ecografia prostatica transrettale.prostata
Qualora si decida per un intervento endoscopico, la TURP (resezione transuretrale della prostata) rimane la tecnica più utilizzata al mondo. Con questa metodica l’adenoma viene
asportato con un bisturi elettrico, fettina dopo fettina, attraverso uno speciale strumento endoscopico - resettore - inserito nell’uretra.
La PVP (photoselective vaporizazion of the prostate) è una metodica laser nuova che consiste nella vaporizzazione fotoselettiva dell’adenoma. La fibra laser, introdotta dal pene nell’uretra attraverso un sottile cistoscopio, vaporizza millimetro per millimetro l’area interessata senza alcun sanguinamento.
Le complicanze sono costituite da disturbi minzionali di tipo irritativo di durata limitata nel 6%, ematuria tardiva nel 3%, stenosi del collo vescicale 2%, eiaculazione retrograda solo 26% dei casi”, contro l’80% della TURP.

Se avete dei quesiti o dei dubbi potete scriverci al seguente indirizzo:
Redazione D & T
Via del Colle 106 - 16121 Genova.
Il Dottor Bahri Adis Odontoiatra risponderà sulle pagine della rivista.

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UN OSPEDALE AL MESE
Il Cardarelli di Napoli

Autore: Ufficio Relazioni con
il pubblico e Redazione Scientifica
AORN “A. Cardarelli”

Un grande ospedale al servizio del Meridione d’Italia: il Cardarelli di Napoli
L’ospedale “Antonio Cardarelli” è un’Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e ad alta specializzazione che si sviluppa su un’area di 150.000 mq. La sua struttura architettonica
accoglie 13 padiglioni di diagnosi e cura a cui si aggiungono il padiglione monumentale, che accorpa le Direzioni funzionali amministrative ed il Centro di Biotecnologie.
L’ospedale dispone di un eliporto ed è dotato del più importante polo di Emergenza e Pronto Soccorso della Regione Campania.
L’Azienda “Cardarelli” è un ospedale per patologie acute che eroga prestazioni di diagnosi e cura servendo un ampio bacino di utenza che abbraccia tutta l’area regionale e parte del meridione d’Italia. Esso è dotato di Unità Operative Complesse ad elevato
grado di specializzazione, orientate innanzitutto all’assistenza.
I principi che ispirano lo sviluppo organizzativo del management aziendale sono orientati a perseguire i seguenti obiettivi:
* porre i bisogni dell’assistito sempre al centro di ogni intervento di tipo sanitario;
* investire nel patrimonio di competenza professionale e nell’innovazione tecnologica e strutturale;
* aprirsi all’esterno rendendosi capaci di collegarsi con altre istituzioni e di interagire con il territorio.
In tal senso, l’Azienda Cardarelli, attraverso la cooperazione e l’integrazione di tutte le professionalità presenti ed operanti nell’ospedale, intende affermare con forza la volontà di incrementare lo sviluppo in campo assistenziale per contribuire ad un grande rilancio della sanità campana.web
A tal fine, perseguendo gli obiettivi di innovazione, si è dotato di un portale istituzionale molto potente, fra i maggiori in Italia, che consente al cittadino di usufruire di svariati servizi assistenziali erogati in rete, come la Teleprenotazione ed il servizio Consultazione Esperti.
L’elevato grado di interattività del portale consente al cittadino di instaurare un rapporto diretto con l’azienda ospedaliera, fruendo di una svariata gamma di informazioni utili che lo rendono edotto sui problemi di salute che lo riguardano.
Il sito www.ospedalecardarelli.it offre, infatti, molteplici opportunità di approfondimento su tematiche sanitarie di interesse collettivo e generalizzato, come i Focus e come Prevenzione Donna, che, nel quadro generale di orientamento alla promozione sulla salute, assumono una valenza di prevenzione primaria.
L’ospedale Cardarelli, inoltre, nel contesto sanitario regionale, riveste un ruolo anticipatore sia nel campo dell’aggiornamento professionale in Educazione Continua Medica, che nel rapporto di collaborazione con le Università, che si esplica nella presenza dei poli didattici di formazione universitaria degli indirizzi tecnico-professionali
e riabilitativi di primo livello.
Altro fiore all’occhiello dell’Azienda Cardarelli è la ricerca medico-scientifica, la cooperazione internazionale con i paesi in via di sviluppo (www.cardarellicooperation.org) e l’informazione tecnologica di rete.
L’eccellenza nell’ospedale Cardarelli non si configura solo sul piano formativo, di ricerca e tecnologico; nella sua struttura operano, infatti, aree di eccellenza medica e chirurgica che, per la loro specificità funzionale e di servizio, sono riconosciute formalmente quali centri regionali di competenza ospedaliera.
L’assetto funzionale della struttura sanitaria consente l’operatività di 69 Strutture Operative Complesse ad alta specializzazione, alle quali afferiscono 13 Dipartimenti di diagnosi e cura.
L’ammontare complessivo dei posti letto è: 976 per i ricoveri ordinari che sono effettuati presso l’accettazione del Pronto Soccorso; 123 per i posti letto che accolgono i ricoveri in day hospital.
Le grandi dimensioni di questo ospedale, l’assetto multidisciplinare e l’elevato grado di specializzazione medico- scientifica, che si esplica affiancando la febbrile attività in emergenza, fanno dell’ospedale Cardarelli un’Azienda sanitaria unica nel suo genere, che si configura con una forte specificità di servizio e di immagine nello scenario sanitario locale e nazionale.
I Dipartimenti
Area di Direzione Sanitaria e di Farmacia
Chirurgia Generale e Specialistica
Diagnostica per Immagini
Gastroenterologia
Materno-Infantile
Medico-Chirurgico di Emergenza e Accettazione
Medicina Generale e Specialistica
Medicina di Laboratorio e di Anatomia patologica
Nefro-urologico
Onco-ematologico
Patologia Generale e dell’Invecchiamento
Pneumologico
Scienze Neurologiche
Scienze Ortopediche e Riabilitative
I Centri di eccellenza e di competenza regionale
Banca del sangue
Centro antiveleni
Centro di Biotecnologie come soggetto attuatore di BioTekNet
Chirurgia Grandi ustionati
Microcitemia
Neurochirurgia funzionale
Neurologia
Ortopedia
Terapia iperbarica
Trapiantologia epatica
Trauma center
Urologia
I dati che illustrano l’incidenza annua dei ricoveri e delle prestazioni ambulatoriali
Posti letto deg. Ord. 976
Posti letto deg. D.h. 123
Ricoveri anno deg. ord 80.476
Accessi anno d.h. 74.000
Interventi chirurgici 14.305
Interventi chirurgici in d.h. 7.086
Prestazioni P.S. medicherie 41.394
Visite, referti di p.s. 118.713
Prestazioni ambulatoriali 290.000
I dati attinenti alle attività erogate nel Dipartimento di Emergenza
27.000 mq
227 posti letto
12 sale operatorie
Media accessi al giorno : 630
Media ricoveri x anno: 95.000
Sede Centrale Operative
Emergenza / trasporto (118)
Sede Centrale operativa Regionale
Il numero delle unità di personale in servizio
3.800 Dipendenti
(880 medici,1.770 addetti all’assistenza)
Le attività di cooperazione internazionale
Il Progetto di Cooperazione Italo-Tunisina ha previsto una collaborazione scientifica e
formativa tra l’Azienda Ospedaliera Cardarelli e l’Ospedale “Charles Nicolle” di Tunisi.
Nel 2007 il progetto Surgiland, approvato e finanziato dalla Regione Campania, si propone di costruire una rete integrata per l’alta formazione chirurgica e microchirurgica che
comprenda, oltre alla Tunisia, anche Algeria, Marocco ed Egitto.
Sono allo studio e alla valutazione idee progettuali di cooperazione con altri paesi, tra cui la Guinea, l’Uganda, l’Afganistan ed il Vietnam.
Obiettivo delle attività di cooperazione internazionale, approvate con delibera del Direttore Generale n. 1640 del 15/12/2006, è la valorizzazione delle competenze, a sostegno del processo di integrazione e cooperazione tra i vari paesi.

 

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L’INSONNIA, GENERALITA’
White Chestnut

Maria Vittoria BRIZZI TESSITORE
Dott. in Medicina e ChirurgiaFiori di Bach
Dott. in Lingue e Letterature
Straniere
Prof. in Materie Letterarie
Genova
Tel. 010/54.51.677
Cell. 348/32.25.941
www.omeopatiaonline.com

E’ veramente un disturbo notevole e pesante la mancanza di sonno dato che questo rappresenta una necessità assoluta dell’organismo, affaticato dalle quotidiane occupazioni sia fisiche che mentali.
E’ spesso dovuto a una digestione difficile che, anche quando non produce completa insonnia è, comunque, causa di un sonno agitato e discontinuo.
Altre cause sono le grandi preoccupazioni, le eccessive fatiche, la sovreccitazione dovuta a grandi dolori o a grandi gioie, l’ingestione esagerata di sostanze eccitanti tipo caffè, the e altro.
E’ corretto valutare, caso per caso, se si tratta di insonnia non legata ad alcuna patologia organica oppure di insonniasintomatica e quindi conseguenza e manifestazione di una altra chiara o latente, non ancora diagnosticata. In questa ultima evenienza è necessario
prescrivere tutti gli accertamenti clinici necessari e (valutatone il risultato) anche i farmaci utili all’induzione del sonno. Fra i rimedi destinati a questo scopo notissimi la valeriana, la camomilla, la passiflora che, in vista della loro innocuità, sarebbero preziosi se per gli insonni autentici non risultassero troppo blandi. Tra i sonniferi veri e propri, ricordo i bromici e i barbiturici. I primi agiscono principalmente sulla corteccia cerebrale, i secondi principalmente sui centri sottocorticali.
Lungi dalla convinzione di avere esaurito l’argomento sui farmaci utili alla cura dell’insonnia, argomento che come medico avevo il dovere di toccare, riporto alcune considerazioni “insonnia e fiori di Bach”.
Spesso i miei pazienti insonni, prima di assumere farmaci importanti, mi chiedono se esiste un fiore di Bach per curare l’insonnia.
Essendo sempre più convinta che le malattie siano da ricercare anche nella mente, alla domanda di cui sopra rispondo con altre domande atte a capire li motivo per il quale il
mio paziente non dorme. Se lo capiremo insieme, la cura che prescriverò avrà effetto. Dal disagio emergeranno traumi dolori recenti o persi nella più lontana infanzia che dovrò carpire senza, però, farli vivere dal paziente troppo in profondità. Per non farlo,
nuovamente, soffrire.
Spesso non si dorme perché, nel silenzio della notte, ritornano pensieri torturanti, il ricordo di avvenimenti realmente accaduti, l’immagine di persone che ci hanno tradito o umiliato.
Perfettamente svegli, spaventosamente lucidi, la nostra mente rivive il passato.
Davanti a noi continua a scorrere un film che si ferma soprattutto a quel momento in cui abbiamo sbagliato e nel quale non abbiamo dato la risposta giusta colui che ci ha ferito.
E’ un circolo continuo, vizioso, torturante.
Con l’immaginazione, correggiamo quel nostro atteggiamento che ora vorremmo ma non possiamo, cambiare.
Non ci arrendiamo; il “film” riprende; l’insonnia continua. Il medico Edward Bach, fine clinico e altrettanto fine conoscitore dell’animo umano, definisce l’atteggiamento notturno del quale abbiamo parlato, “sindrome del disco rigato”. Il pensiero si ferma sempre a quel punto, là dove il disco è sbeccato, rigato.
Da solo o, se opportuno, insieme ad altre essenze, prescrivo, soltanto in questo tipo di insonnia e per interrompere il circolo ossessivo, il seguente fiori di Bach: White Chestnut. Il tipo White Chestnut è, a volte, un “fissato” che può arrivare all’ossessione compulsiva; rimugina sempre sulle stesse cose dalle quali non riesce ad allontanarsi.

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Sole amico o nemico?

 

Quali sono i benefici e i danni della “tintarella”? Perché assistiamo in questi anni al “boom” dell’abbronzatura per cui vediamo in ogni stagione dell’anno persone con abbronzature da Maldive e assistiamo al fiorire di istituti di bellezza con vari tipi di lampade in grado di fornire in poco tempo abbronzature spettacolari?
Da un punto di vista della etiologia umana (scienza che studi il comportamento dell’uomo) l’abbronzatura potrebbe servire a comunicare agli altri la propria situazione di agio e
benessere, come i bei vestiti. L’osservazione è quella che quando la massa della popolazione lavorava all’aperto avere la carnagione bianca era un segno di distinzione e di agio sociale. Adesso che quasi tutti lavorano al chiuso avviene il contrario per cui avere la carnagione abbronzata esprime possibilità di stare all’aperto, di fare vacanze, di avere del
tempo libero a disposizione.sole
Ma i raggi del sole determinano anche dei danni in tutti ma soprattutto nei bambini piccoli in quanto hanno difese della pelle ancora imperfette poiché l’epidermide (la
parte superficiale della pelle) del bimbo è molto più sottile di quella di un adulto. Lo stesso vale per il suo strato più esterno, quindi la pelle è molto più penetrabile dai raggi solari.
E’ ormai noto che l’eccessiva esposizione al sole, soprattutto nelle persone con pelli sensibili (carnagione chiara) è uno dei maggiori fattori di invecchiamento della pelle e che i raggi ultravioletti sono responsabili dell’aumento dei tumori della pelle.
Infatti l’incidenza dei tumori della pelle è proporzionale all’esposizione al sole. La diffusione di un tipo di tumore della pelle, l’epitelioma basocellulare, è altissima, circa 1 su 1000, fortunatamente è un tumore circoscritto da cui si può ottenere la guarigione. Un altro tipo di tumore, il melanoma è, invece, maligno e in rapido aumento. Si stima che, in Italia (dati dell’Italian Skin Cancer Foundation) si manifestano circa 5000 casi all’anno, e le segnalazioni aumentano ogni anno. Anche in questo tipo di tumore è stata dimostrata
la relazione tra insorgenza del tumore ed eccessiva esposizione solare. Non solo ma è stato anche notato che è particolarmente dannosa (cioè è più frequentemente associata all’insorgenza di melanoma) l’eccessiva esposizione al sole, con ustione solare, nei primi anni di vita fino alla adolescenza.
Il sole però ha anche azioni utili.
Il primo beneficio è rappresentato dalla prevenzione del rachitismo.
L’esposizione ai raggi ultravioletti ne previene infatti l’insorgenza. Altri effetti benefici ipotizzati che richiedono per ora studi più approfonditi sono rappresentati da una azione anticancro.spiaggia
Già nel 1980 era stata osservata una significativa correlazione positiva tra esposizione ai raggi del sole e riduzione del cancro del colon.
Analoghe segnalazioni sono state fatte per il cancro al seno e alla prostata. Tali effetti di protezione sarebbero dovuti all’effetto protettivo della vitamina D che viene sintetizzata dal nostro organismo esposto all’effetto del sole.
Quindi come fare per ottenere benefici annullando o limitando i danni?
Innanzitutto con comportamenti “giudiziosi” quali esposizione graduale, evitare le ore dalle 11 alle 16:30, utilizza abiti adeguati e creme protettive.
Ce n’è davvero per tutti i gusti: in latte o in crema, in gel o in lozione spray. I solari sotto forma di olio hanno per lo più fattori di protezione molto bassi e sono quindi sconsigliati
ai bambini, che hanno la pelle chiara e delicata. Sì al latte, particolarmente adatto al corpo in quanto più facile da stendere. Le formule in gel hanno un immediato effetto refrigerante e assorbono rapidamente. Per questo rappresentano la scelta ideale se il
bimbo non sopporta solari che richiedono un massaggio prolungato. Le emulsioni-spray hanno una consistenza acquosa: donano quindi sollievo alla pelle accaldata, ma evaporano
rapidamente e non garantiscono, quindi la protezione migliore. Sono perfetti, invece, i solari in crema, che danno vita ad un vero e proprio schermo protettivo, sia per il viso che per il corpo. Quale fattore di protezione?
Maggiore è il numero di riferimento, più elevata è la protezione offerta dal cosmetico. Anche un filtro molto elevato, tuttavia, non impedisce alla pelle di scurirsi. Ci si abbronza anche con uno schermo totale, ci si abbronza più gradualmente e in modo meno intenso ma al termine della vacanza l’abbronzatura risulterà più uniforme e duratura. Per i bambini e per le persone con carnagione chiara è meglio scegliere solari con fattore di protezione molto elevato. A seconda delle caratteristiche della pelle si possono distinguere sei tipi differenti, detti fototipi (vedi box pagina precedente).
Occorre sottolineare, che queste suddivisioni valgono solo per gli adulti e per i bambini più grandicelli. I piccolissimi hanno caratteristiche cutanee diverse e la loro pelle è estremamente delicata e sensibile. Anche un neonato con la carnagione scura, quindi
va protetto, anche se appartiene ad un fototipo alto.

FOTOTIPI
A seconda delle caratteristiche della pelle si possono distinguere sei tipi differenti, detti fototipi. A determinare il numero di appartenenza è la quantità di pigmento, melanina, presente negli strati cutanei più superficiali. Si distinguono sei tipi. Per tutti vale il consiglio di non esporsi nelle ore più calde del giorno, e di proteggere i propri bambini con cappello e maglietta almeno durante i primi giorni di vacanza. I fototipi uno e due raggruppano le persone con la pelle bianca e sottile, i capelli rossi o biondi, gli occhi chiari.
Chi appartiene a questi due fototipi ha difficoltà ad abbronzarsi, tende ad arrossarsi o a scottarsi facilmente, e spesso è colpito da irritazioni ed eritemi. Il fototipo 3 tende a scottarsi moderatamente ed ad abbrozzarsi gradualmente ed ha capelli ed occhi castani con pelle non bianchissima. I fototipi 4 e 5 sono caratterizzati da una maggior quantità di melanina per cui la pelle è più scura, si scottano di rado (od affatto) e solo dopo un’esposizione prolungata. Il fototipo 6 è caratterizzato da pelle ed occhi scuri, neri,non si scotta mai (rarissimo).
FOTOTIPO 1 Sensibilità UV
Elevata
++++
Protezione consigliata
Esporsi al sole sempre con cappello ed occhiali da sole
Proteggere le parti esposte con schermi totali
La pelle resiste al sole senza protezione per un tempo max di 10 min
FOTOTIPO 2 Sensibilità UV
Elevata
+++
Idem c.s.
Schermo totale o Fattore di Protezione elevato (>15)
La pelle resiste al sole senza protezione per 10-20 min
FOTOTIPO 3 Sensibilità UV
Media
++
Proteggere il capo, occhi e labbra
Schermo con F.P. fra 8 e 15
La pelle resiste al sole senza protezione per 20-30 min
FOTOTIPO 4 Sensibilità UV
Scarsa
+
Proteggere il capo, occhi e labbra
Schermo con F.P. fra 4 e 10
La pelle resiste al sole senza protezione per 30-45 min
FOTOTIPO 5 Sensibilità UV
Minima
+/-
Proteggere il capo, occhi e labbra
La pelle resiste al sole senza protezione per 60 min
Al mare od in montagna usare un F.P. di 4-6
FOTOTIPO 6 Sensibilità UV
Nulla
-
Proteggere il capo, occhi e labbra
La pelle resiste al sole senza protezione per 90 min
Al mare od in montagna usare un F.P. di 4

10 REGOLE DA SEGUIRE PER UN SOLE SICURO
1- Proteggere il neonato e il lattante
Evitare l’esposizione diretta al sole nei primi sei mesi e limitarla il più possibile nei mesi successivi
La carrozzina può, quindi essere messa all’ombra, in modo che gli occhi non guardino in direzione del sole. La testa va sempre coperta con un cappellino di cotone e gli indumenti vanno regolati a seconda della temperatura.
Attenzione che anche all’ombra il bambino, per il riverbero del sole corre il rischio di scottature quindi non tenetelo sotto l’ombrellone a lungo e mai nelle ore più calde
2- Curare l’alimentazione
Con il caldo il bambino perde molti liquidi attraverso il sudore, che vanno reintegrati per evitare il rischi di disidratazione. Bisogna, quindi offrire al piccolo un’alimentazione ricca di liquidi e di sali minerali (frutta)
3- Scegliere l’ora migliore
Le ore indicate per l’esposizione al sole del bimbo sono quelle del primo mattino e del tardo pomeriggio. Occorre, poi, sempre proteggere il bimbo indipendentemente dal
tempo atmosferico, anche con il cielo coperto da nuvole si possono ustionare
4- Non dimenticare gli occhi
Occorre proteggere gli occhi del piccolo sia dalla luce forte, sia dai raggi solari che possono danneggiare la retina. Se il bimbo è piccolo, deve indossare un cappellino con visiera. Se, invece, ha già l’età per portare gli occhialini da sole, bisogna che questi abbiano un filtro solare di ottima qualità (marchio CE)
5- Schermare la pelle
Occorre applicare sulla pelle del bimbo un prodotto solare, con filtro che lo protegga dall’azione dei raggi Uva e Uvb. Nei prodotti per l’infanzia il fattore di protezione dagli Uvb è in genere molto alto e comunque non deve essere inferiore a 15. Il prodotto solare va applicato con abbondanza su tutte le parti esposte.
6- Ripetere l’applicazione
Il prodotto di protezione va applicato più volte al giorno, specie se il bimbo entra ed esce continuamente dall’acqua. Non bisogna, inoltre, dimenticarsi di adottare anche altre precauzioni: la sera dopo il bagnetto, occorre spalmare su tutto il corpo del piccolo un prodotto idratante doposole specifico per l’infanzia.
7- Non trascurare l’abbigliamento
Sia al sole che all’ombra il bambino deve indossare sempre le mutandine e una maglietta che copra le spalle. La maglietta dovrebbe essere in fibra naturale che assorbe il sudore e di colore chiaro per respingere i raggi solari. Il piccolo dovrebbe indossare sempre un cappellino di cotone chiaro con la visiera, per proteggere gli occhi.
8- Fare più attenzione nei week-end
I pericoli maggiori di scottatura e di accumulo delle radiazioni sono legati alla vacanza breve, soprattutto al fine settimana. L’organismo, infatti, ha bisogno di tempo per adattarsi al cambiamento di clima e alla pelle servono parecchie ore per mettere in atto i meccanismi di difesa, cosa che in uno o due giorni non è possibile, a maggior ragione in un bambino piccolo le cui difese sono ancora imperfette.
Se si decide di portare, comunque, in vacanza il bimbo nel fine settimana occorre prestare molta più attenzione, proteggendo la pelle con filtri solari più forti e limitando l’esposizione al sole.
9- Metterlo spesso all’ombra
Quando si sceglie il luogo delle vacanze, occorre valutare sempre che ci sia la possibilità di mettere spesso il bimbo all’ombra. Per questo il luogo ideale dove trascorrere le vacanze con il bambino è la pineta, ma va bene anche la spiaggia purché attrezzata con ombrelloni.
10- Sapere intervenire
Malgrado tutte le precauzioni, il bimbo può scottarsi e addirittura avere la febbre. In questo caso bisogna portarlo subito dal medico. In caso di “colpo di sole” e “colpo di calore” bisogna portarlo in un luogo fresco e dargli da bere acqua a piccoli sorsi, tenendolo sdraiato.

 

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