Infertilità: diagnosi e cure possibili

 

Si parla sempre di più di sterilità.
E’ quindi importante comprendere le patologie che la determinano, conoscere
i mezzi diagnostici e quelli curativi.
Innanzitutto un po’ di chiarezza nei termini.
Si definisce sterilità se non c’è stato concepimento dopo un anno di rapporti non protetti o dopo sei mesi per donne oltre i 35 anni; oppure c’è incapacità di portare a termine la gravidanza.
E, come afferma l’OMS e Chiosa Flamigni, Ordinario di Ostetricia e Ginecologia all’Università di Bologna e uno dei veterani in Italia per la procreazione medicalmente assistita, la sterilità è una condizione patologica e non solo un disagio: “…L’esistenza
di una salute riproduttiva e, conseguentemente, dell’opportunità di considerare la sterilità come un processo patologico meritevole di indagini e di cure, è stata proposta con molta chiarezza dalle Nazioni Unite in un documento del 1996 (Reproductive
Rights and Reproductive Health – A coincise report – New York, United Nations 1996 E.96, XII, II) che dice – Reproductive Health is a state of complete physical, mental and social
well-being and not only the absence of desease in all matters relating to the reproductive system and to its functions and processes. Infertilità should therefore be considered to be a desease process worthy of investigation and treatment-. (www.carloflamigni.it).
Vediamo quindi, nel dettaglio, quali sono le possibili cause di questa patologia, le analisi per indagarle, i metodi curativi, suddividendo i problemi in maschili e femminili.
DIAGNOSI E PREVENZIONE PER LEI:
I numeri: il 15% circa delle donne sono infeconde.
Le cause: si possono dividere in tubariche, ormonali e uterine.
Tubariche: coinvolgono la normale funzione di trasporto degli ovuli, degli spermatozoi
o degli embrioni nelle tube. fattori infettivi, l’endometriosi o altro, possono influire sulla chiusura delle tube.
Ormonali: disordini endocrini che ostacolano il corretto svolgersi dell’ovulazione,
provocando problemi diversi in base all’ormone coinvolto; molto nota è la sindrome dell’ovaio micropolicistico, causata dall’eccesso di produzione di ormoni maschili che di conseguenza rendono l’ovulazione difficile, provocando irregolarità mestruali e sterilità,
oltre ad acne, irsutismo e spesso eccesso di peso. In genere è possibile diagnosticarla con un semplice esame ormonale, dove risulta l’ormone LH maggiore dell’FSH.
Uterine: dovute a malformazioni della cavità uterina che, non solo ostacolano l’impianto
dell’embrione ma che addirittura ne impediscono la crescita provocando aborti spontanei.
Le cause uterine comprendono:
- Utero setto. E’ una membrana, o, nei casi peggiori, una vera e propria parete interna,
che divide in due la cavità uterina e che si rivela spesso causa di aborti spontanei (in genere avvengono entro la 10° settimana): è quindi molto importante diagnosticarla per
tempo. La diagnosi avviene molto spesso tramite una buona ecografia, giungendo ad una certezza avvalendosi dell’isteroscopia diagnostica.
Si può poi intervenire chirurgicamente, tramite isteroscopia operativa, per correggerla.
- Fibromi o miomi. La presenza di fibromi sottomucosi (=esposti verso la cavità uterina) è considerata una probabile causa di abortività. Nel caso se ne riscontri la presenza,
quindi, con diagnosi ecografica o isteroscopica, è molto importante rimuoverli chirurgicamente.
- Sinechie uterine. Provocano l’adesione delle pareti della cavità uterina impedendo l’insorgere della gravidanza o provocando aborti. Possono formarsi in seguito a
raschiamenti, oppure come conseguenza della sindrome di Asherman, molto rara.
- Polipi. Molto spesso sono asintomatici, occasionalmente possono provocare sanguinamenti non dovuti al ciclo mestruale.
ESAMI:
Quando ci si accinge ad indagare per scoprire le cause di una difficoltà a
concepire, si inizia da esami più semplici e meno invasivi, per giungere a quelli più complessi se nel frattempo non è emerso nulla.
ESAMI DI I° LIVELLO
• Dosaggio ormonale (FSH, LH, Estradiolo, progesterone, ormoni tiroidei, prolattina, testosterone).
Lo scopo di tale procedura nella donna è valutare l’età biologica dell’ovaio, capire se l’ovulazione avviene regolarmente e se esistono anomalie dell’equilibrio endocrino
• Test infettivologici e tampone vaginale (per ricerca clamydia, ureaplasma, micoplasma).
Servono per stabilire, tramite la ricerca degli anticorpi, se è avvenuta o è in atto un’infezione delle vie genitourinarie. In caso di positività si esegue terapia antibiotica su
entrambi i partners; in caso di infezione pregressa (quindi già avvenuta e anche passata) occorre valutare i danni.
• Ecografia transvaginale. Permette di visualizzare la nostra conformazione interna
e stabilire se la cavità uterina è libera da malformazioni. Permette di stabilire
la presenza di cisti ovariche o focolai endometriosici. Naturalmente l’attendibilità
di questo esame è fortemente dipendente dalla qualità dell’ecografo e dall’abilità
dell’ecografista.
ESAMI DI II° LIVELLO
• Cariotipo. È l’esame che permette, tramite un prelievo di sangue
su entrambi i partners, di studiare la mappa cromosomica degli aspiranti genitori; è utile nelle indagini per la poliabortività e si prescrive di prassi alle coppie che accedono ai
programmi di procreazione medicalmente assistita.
• Isterosalpingografia. E’ un esame radiologico eseguito dopo iniezione di un mezzo di contrasto attraverso la cervice uterina. Va fatto nel periodo tra la fine del ciclo mestruale e l’ovulazione; permette di verificare con una buona approssimazione la normalità della conformazione uterina e la pervietà delle tube di Falloppio.
• Isteroscopia (diagnostica o operativa). Consiste nell’inserire in utero una micro-telecamera, che permette di visualizzare la cavità e, nel caso di quella operativa, di correggere eventuali malconformazioni.
• Sonoisterografia. Si esegue tramite iniezione all’interno della cavità uterina di una soluzione fluida al fine di valutare sia i caratteri della cavità uterina che la pervietà tubarica).
• Laparoscopia. È il più invasivo tra gli esami diagnostici dell’infertilità perché si tratta
di un vero e proprio intervento in anestesia generale, della durata di circa 15-20 minuti. Tramite l’inserimento nell’addome attraverso uno o più fori praticati vicino all’ombelico
di una sottile sonda a fibre ottiche è possibile valutare tube, ovaie, aderenze ed endometriosi. Può anche essere operativa.
Da: “Volando con le cicogne” (Fara Marabelli e Rossella Bartolucci, Ed. Mammeonline, 2004)
DIAGNOSI E PREVENZIONE PER LUI:
I numeri: il 35% delle coppie infertili ha come causa primaria di infertilità disfunzioni riproduttive maschili.
Che cos’è l’andrologia?
E’ quella parte della medicina che studia le malattie dell’apparato genitale maschile; i suoi campi di studio, le disfunzioni erettili e l’infertilità.
Le cause dell’infertilità maschile:
• Varicocele: dilatazione varicosa delle vene del funicolo spermatico, soprattutto a livello del testicolo, che provoca surriscaldamento del testicolo stesso e conseguente peggioramento della capacità generativa. Si suddivide in 5 stadi:
I stadio: sub-clinico. Alterazioni incostanti dello spermiogramma.
II stadio: clinicamente evidente. Alterazioni incostanti dello spermiogramma.
III stadio: voluminoso, mono o bi-laterale. Possibile marcata oligozoospermia.
IV stadio: voluminoso, bilaterale. Possibile grave oligozoospermia.
V stadio: voluminoso, bilaterale. Possibile azoospermia.
• Infezioni genitali: Infezioni batteriche da gonococco, ureaplasma urealyticum,
mycoplasma hominis, chlamidya ecc.: possibili cause di azoospermia ostruttiva acquisita, grave oligospermia dovuta a parziale ostruzione, ostruzioni o a carico del dotto deferente
o dell’epididimo, mono o bi-laterali.
• Fattori ambientali: esposizione ad agenti chimici nocivi, surriscaldamento del testicolo dovuto a posizioni e capi d’abbigliamento non adeguati o a particolari professioni che espongono la zona pubica ad alte temperature
• Fattore genetico: sindrome di Klinefelter (cariotipo 47 xyy): possibile causa di azoospermia secretiva.
Sindrome delle sole cellule del Sertoli: possibile causa di azoospermia secretiva.
Fibrosi cistica: possibile causa di assenza congenita di una parte del dotto deferente che porta ad azoospermia ostruttiva.
Sindrome di Kartagener: possibile causa di grave astenozoospermia dovuta ad una malformazione dello spermatozoo che impedisce al flagello (coda) di muoversi in modo
efficiente.
ESAMI:
LO SPERMIOGRAMMA
Lo strumento principale e comunque iniziale per testare la fertilità del partner maschile, è lo spermiogramma. Lo si esegue prelevando il seme per masturbazione, preferibilmente direttamente nel laboratorio dove verrà eseguito il test e dopo 3-5 giorni di astinenza dai rapporti sessuali.
Si valutano vari parametri:
- volume. Un volume di eiaculato inferiore ad 1 ml potrebbe far pensare ad un’eiaculazione parzialmente retrograda.
- concentrazione degli spermatozoi. Si parla di normalità con una concentrazione pari ad almeno 20 milioni di spermatozoi per ml.
- motilità. Si valuta quanti spermatozoi sono statici, quanti dotati di sola motilità in situ, quanti di motilità progressiva lenta, quanti di motilità progressiva veloce. Questi ultimi debbono essere almeno il 30% del totale.
- morfologìa. Si valuta la quantità di spermatozoi di forma normale presenti nell’eiaculato. Debbono essere almeno il 50% del totale.
- PH. Si valuta il Ph del liquido seminale per verificare la presenza di eventuali infezioni alla prostata o alle vescicole seminali.
- Agglutinati. La loro presenza può essere un segno indiretto di anticorpi.
- Parametri biochimici: carnitina (marcatore dell’epididimo), fruttosio (vescicole seminali), zinco (prostata).
L’affidabilità di uno spermiogramma, dipende molto anche dal laboratorio che lo effettua.
In ogni caso uno spermiogramma, a parte casi di azoospermia o di gravissime anomalie di numero, forma, motilità, non dà diagnosi di certezza, non può essere predittivo di un’assoluta incapacità generativa.
Esiti possibili:
Oligozoospermia: quando lo spermiogramma riporta una concentrazione del numero di spermatozoi per ml di liquido seminale inferiore ai 20 milioni.
Astenozoospermia: quando lo spermiogramma riporta un valore di motilità progressiva veloce degli spermatozoi inferiore al 30%
Teratozoospermia: quando lo spermiogramma riporta un valore di spermatozoi di forma normale inferiore al 50%
Criptozoospermia: quando gli spermatozoi presenti nel liquido seminale sono in numero estremamente ridotto, tanto da rasentare l’azoospermia. Aspermia: assenza di liquido seminale.
Azoospermia secretiva: assenza di spermatozoi dal liquido seminale dovuta ad una mancata produzione dei gameti da parte del testicolo.
Azoospermia ostruttiva: assenza di spermatozoi dal liquido seminale dovuta ad un’ostruzione o mancanza dei dotti deferenti, congenita o acquisita.
In questo caso il testicolo produce gli spermatozoi.
Oligozoospermia, astenozoospermia e teratozoospermia possono combinarsi tra loro dando vita a situazioni cliniche abbastanza serie.
LA SPERMIOCOLTURA
La si effettua per ricercare la presenza di eventuali batteri in grado di compromettere la fertilità, come la chlamidya, l’ureaplasma urealitycum ecc. Si effettua, in caso di presenza
di batteri, l’antibiogramma per individuare la cura adatta.
IMMUNOBEADTEST
Si usa per verificare l’eventuale presenza di anticorpi antispermatozoo.
DOSAGGI ORMONALI PLASMATICI
Si dosano, in un campione di sangue, gli ormoni che maggiormente influenzano la fertilità maschile, FSH, LH, Prolattina, Testosterone. Il dosaggio dell’FSH è particolarmente
importante nei casi di azoospermia o grave oligospermia; un suo valore normale, infatti, può essere predittivo di una normale produzione di spermatozoi e quindi della presenza di un’ostruzione o di un’anomalia nel sistema di trasporto degli spermatozoi dal
testicolo all’eiaculato. Un suo valore alterato invece, può far pensare ad un problema nella produzione degli spermatozoi.
ESAME DEL TESTICOLO E DELLA PROSTATA
L’andrologo, attraverso l’esame visivo e tattile del testicolo, può rilevare o escludere molte patologie, può verificare la normale dimensione dei testicoli,
segno di non atrofizzazione, la presenza di un’ostruzione, la presenza di un varicocele.
Attraverso l’esame della prostata può rilevare o escludere patologie prostatiche.
ECOGRAFIA PROSTATICA E DEI TESTICOLI
Può rilevare eventuali ostruzioni a carico dei dotti deferenti o degli epididimi,
verificare la normalità degli stessi, può mettere in evidenza un varicocele o un’anomalia della prostata. Esame fondamentale nell’iter diagnostico dell’infertilità maschile.
ECODOPPLER TESTICOLARE
Fondamentale per la scoperta e la valutazione diagnostica di un varicocele.
BIOPSIA TESTICOLARE
La si effettua per verificare se la natura di un’azoospermia è secretiva o ostruttiva/escretoria. E’ un vero e proprio intervento chirurgico, a volte fatto in anestesia epidurale, a volte in sedazione profonda, a volte in anestesia locale.
Si preleva bilateralmente una piccola porzione di tessuto testicolare che viene analizzato da un punto di vista istologico e di presenza di spermatozoi. Nel caso di presenza di spermatozoi maturi, siamo di fronte ad un’azoospermia escretoria. In questo caso
gli spermatozoi recuperati debbono essere crioconservati per poterli usare in futuri cicli di ICSI.
Con la sola presenza di precursori degli spermatozoi, quali spermatidi o spermatociti, siamo di fronte ad un difetto della maturazione dei gameti. Se vi è un’assenza totale di spermatozoi, maturi o no, siamo di fronte ad un’azoospermia secretiva di varia origine.
Approfondiamo le cause Come si è detto nell’introduzione per il 35% dei casi l’infertilità è dovuta a problemi maschili che possono essere leggeri o più seri.
Le cause dell’infertilità maschile leggera si devono ricercare in diversi fattori: stress, cattiva alimentazione, abiti aderenti, biancheria intima inadeguata.
Tali forme di infertilità si possono considerare guaribili cambiando le proprie abitudini e cercando di seguire uno stile di vita più regolare. La sterilità maschile seria, invece, ha
cause diverse (genetiche, ormonali, malattie infettive ecc.) il cui risultato è, però, lo stesso: una cattiva qualità e quantità degli spermatozoi. Alcune di queste cause si possono eliminare con operazioni specifiche o con cure mirate; altre, purtroppo,
sono croniche.
Come per le donne anche per gli uomini la sterilità può essere dovuta a un’infiammazione. L’infiammazione dei testicoli (orchite) può essere causata sia da batteri che da virus.
La causa virale più comune è la parotite: circa il 30% dei maschi che contraggono la malattia dopo la pubertà sviluppano una orchite. Spesso l’orchite virale provoca solo una interruzione temporanea della produzione di spermatozoi ma, in un terzo dei casi,
l’infezione causa atrofia testicolare con sterilità irreversibile.
Le infiammazioni di origine batterica sono causate da: chlamydia, gonococco, mycoplasma, escherichia coli, proteus, pseudomonas, e enterococco. Le infezioni possono essere asintomatiche quindi possono non essere curate tempestivamente e si possono cronicizzare causando danni permanenti alla fertilità. Spesso proprio
un’infezione è la causa di un blocco nel trasporto degli spermatozoi che dà come risultato l’azoospermia ostruttiva. Quando l’infertilità è dovuta a uno
squilibrio nella produzione e/o nlla regolazione degli ormoni sessuali si parla di infertilità dovuta a problemi ormonali. Fanno parte di questa categoria:
l’ipogonadismo ipogonadotropo, dovuto all’insufficiente produzione delle gonadotropine FSH (ormone follicolo- stimolante che nell’uomo stimola la produzione degli spermatozoi) da parte dell’ipofisi; l’iperprolattinemia, patologia che determina l’eccessiva
produzione di prolattina da parte dell’ipofisi che causa impotenza e riduce la produzione di spermatozoi.
L’infertilità maschile può essere dovuta anche a cause genetiche. In questo caso è il genoma che porta delle alterazioni tali da determinare dei problemi nella produzione degli spermatozoi. Ne è un esempio la delezione del cromosoma y ossia la mancanza nel cromosoma y di uno o più geni (presenti nella zona AZF) che sono implicati nella spermatogenesi.
La totale o parziale mancanza di tali geni determina oligoazoospermia ed azoospermia.
Così come la sindrome di Klinefelter: malattia genetica dovuta alla presenza
di un cromosoma in più nella coppia dei cromosomi sessuali che quindi innalza a 47 (dai normali 46) il numero complessivo dei cromosomi.
Il cariotipo più frequente è il 47, XXY (forma classica). La sindrome di Klinefelter è caratterizzata principalmente da: insufficiente virilizzazione, testicoli piccoli e duri, azoospermia, sterilità, ginecomastia, elevata statura media, aumento delle gonadotropine
plasmatiche.
Si parla di problemi immunologici quando l’infertilità è dovuta alla produzione di anticorpi anti-spermatozoi ossia di anticorpi che riconoscono gli spermatozoi come cellule estranee al proprio organismo e li uccidono.
Questi anticorpi sono presenti nel liquido seminale e possono essere prodotti dall’organismo in seguito a infezioni dell’apparato genitale (orchite ecc.), a interventi chirurgici sul testicolo e a torsione testicolare.
Spesso l’infertilità è dovuta a un problema nella produzione di spermatozoi all’interno del testicolo. In questo caso si parla di problemi del testicolo.
Le cause dei problemi testicolari possono essere sia congenite che
acquisite. Vediamone alcune.
Il varicocele. È una patologia che interessa dal 4 al 22% della popolazione generale ma, riferendosi ai soggetti affetti da sterilità vediamo come la sua incidenza raggiunga anche il
39%. Questa patologia è determinata da una dilatazione di una vena testicolare causata da una debolezza delle pareti venose associata a un malfunzionamento delle valvole: se le
pareti delle vene cedono e si dilatano e se le valvole venose non funzionano bene, il sangue ristagna nel testicolo, aumentando la dilatazione delle vene. Il ristagno del sangue è la causa dell’innalzamento di qualche grado della temperatura all’interno del testicolo
che determina riduzione del numero e della motilità degli spermatozoi
Criptorchidismo. È la mancata o incompleta discesa di uno o di entrambi i testicoli nello scroto. Si tratta di un difetto congenito, tanto più serio ai fini della fertilità se coinvolge
entrambi i testicoli (criptorchidismo bilaterale). Tale condizione si associa, in genere, ad una ridotta produzione di spermatozoi ed inoltre riveste una particolare importanza in
quanto il testicolo ritenuto presenta un maggior rischio di carcinoma testicolare (ciò ne indica quindi la correzione chirurgica).
Anche problemi nel sistema di trasporto degli spermatozoi dal testicolo all’esterno possono causare infertilità. Si ritiene che sia questa la seconda causa più comune di infertilità maschile e che riguardi il 30% degli uomini con problemi di fertilità.
Generalmente quando il sistema di trasporto non funziona, si parla di ostruzioni. L’ostruzione può avere diverse cause: assenza congenita dei dotti deferenti spesso associata all’assenza delle vescicole seminali e ad anomalie dell’epididimo; infezioni
dell’apparato genitale e urinario, in particolare dovute a clamidia e gonococco che possono danneggiare i dotti deferenti e il tessuto dell’epididimo originando dei veri e propri blocchi che impediranno agli spermatozoi di migrare dal testicoli verso l’uretra;
tumore (ad esempio cisti dell’epididimo).
A cura di Federica Monti (www.mammeonline.net)
TERAPIE PER LA STERILITÀ
Una volta fatta la diagnosi bisogna decidere come continuare e lo si fa presso un centro specializzato nella cura dell’infertilità.
Fecondazione assistita IUI È una tecnica considerata ormai di routine e consigliata per vari tipi di infertilità: nel caso che dagli esami non sia emerso nulla di anormale
(sterilità idiopatica) o nel caso di problemi ormonali. Dopo una serie di esami ormonali di
controllo si aspetta il terzo giorno del ciclo e si cominciano le iniezioni di farmaci (vedi foto) che provocano la cosiddetta superovulazione. In un ciclo normale ogni mese si sviluppa un follicolo che poi scoppiando sarà pronto per essere fecondato.
Con i farmaci che stimolano l’ovulazione, invece, si cerca di fare sviluppare più follicoli (l’ottimo sarebbero 2) in maniera tale da avere più probabilità che in un normale ciclo ovulatorio. In genere questi farmaci non danno alcun tipo di problema, l’unico
svantaggio è che non è facile avere il perfetto controllo dello sviluppo dei follicoli.
Se i dosaggi sono troppo bassi si rischia di non avere neanche un follicolo,se troppo alti troppi follicoli che portano al rischio di gravidanze plurigemellari e quindi costringono a
sospendere per quel mese o a trasformarlo in una FIVET.
È per questo che durante l’assunzione è necessario compiere una serie di ecografie di controllo, spesso anche per più giorni consecutivi, fino alla maturazione dei follicoli.
Quando i follicoli sono maturi (in genere con un ciclo di 10 iniezioni) si è pronte per l’iniezione dell’induttore di ovulazione che nel giro di 24/36 ore provoca la maturazione
finale dell’ovocita e lo scoppio del follicolo. Bisogna recarsi allora la mattina presto, presso il centro di fecondazione, dove l’uomo produrrà lo sperma che dopo un opportuno trattamento detto di capacitazione (cioè si rendono più spermatozoi
possibili in grado di fecondare) verrà inserito nell’utero con una cannula: a questo punto, non resta che aspettare 14 giorni e fare il test di gravidanza. Fecondazione in vitro (FIVET)
La FIVET ha una sua indicazione rigorosa che è quella di rimediare ad una occlusione tubarica bilaterale ma è allo stato attuale usata anche in casi di ipofertilità maschile, sterilità idiomatica e altro.
Consiste in una stimolazione ormonale, nel prelievo degli ovociti, nella loro fertilizzazione in vitro (cioè in provetta) e una volta che gli ovuli sono fecondati con il seme del partner
(prima della Legge 40/2004 anche con seme di donatore, nei casi di insolubile sterilità maschile), nel loro re-impianto nell’utero della donna.
E’ necessario in questo caso che il dosaggio della stimolazione ormonale sia più alto che nella IUI, perché lo scopo è produrre quanti più ovuli possibile da poter scegliere, in base a criteri biologici precisi, e fecondare. Esistono due diversi tipi di protocolli,
quello cosiddetto lungo in cui prima si induce una sorta di menopausa famacologica per tenere sotto controllo le ovaie e poi si procede alla stimolazione; quello corto in cui si
procede direttamente alla stimolazione ovarica e, o in contemporanea o qualche giorno dopo l’inizio, si inizia un trattamento utile ad impedire la superovulazione spontanea che comporterebbe la perdita del ciclo.
Una “variante” di questa tecnica, possibile in Italia prima della Legge 40/2004 e possibile attualmente in molti paesi Europei, è la Fivet con ovociti di una donatrice, utilizzata nei
casi di insolubile sterilità femminile, come menopausa precoce, atrofizzazione o assenza dell’ovaio: in questo caso è la donatrice a subire la stimolazione ormonale.
Una volta ottenuti gli embrioni questi, in numero non superiore a 3, vengono trasferiti in utero.
Gli ovociti non inseminati vengono invece crioconservati.
Prima della Legge 40/2004 in materia di procreazione medicalmente assistita, venivano invece inseminati tutti gli ovociti a disposizione, trasferiti alcuni embrioni e crioconservati gli altri: questo procedimento, rispetto a quello in attuale, è quello seguito in tutto il resto del mondo e, in base a dati forniti dal Registro PMA dell’ISS, dava risultati migliori in termini di pregnancy rate (24% versus 21%).
È necessario firmare un consenso informato prima di sottoporsi a questo trattamento.
ICSI
La icsi è consigliata alle coppie con un’infertilità dovuta ad un fattore maschile medio/severo, quindi con una concentrazione spermatica inferiore a 10 milioni di spermatozoi ed una motilità progressiva inferiore al 25%.
È una tecnica che comporta la microiniezione di un singolo spermatozoo in un ovocita maturo allo scopo di ottenerne la fertilizzazione. Perché ciò avvenga la donna si
deve sottoporre ad una stimolazione della crescita follicolare, come per la fivet.
Gli ovociti vengono iniettati utilizzando delle sofisticate apparecchiature che comprendono l’utilizzo di un microscopio a forte ingrandimento, dei microaghi ed un micromanipolatore.
Quando invece la diagnosi è di azoospermia l’uomo è sottoposto a TESE, (Testicular Sperm
Extraction) biopsia testicolare (assolutamente indolore, perché eseguita in anestesia o locale o generale), volta a verificare la presenza o meno di spermatozoi e, in caso positivo, alla loro crioconservazione per poterli poi usare in un ciclo ICSI con la partner debitamente stimolata.
I farmaci utilizzati
L’esigenza di provocare una super ovulazione rende necessario il controllo dell’attività ormonale, affinché non si verifichi un’ovulazione fuori controllo.
I due ormoni che presiedono all’attività ovulatoria sono l’FSH (ormone che fa sviluppare i follicoli e li porta a maturazione) e LH (ormone che a metà ciclo induce la rottura del follicolo, cioè l’ovulazione).
Per evitare il picco spontaneo dell’LH si usano i cosiddetti farmaci analoghi del gnrh, o agonisti o antagonisti, che sopprimono il rilascio degli ormoni ipofisari. Vengono somministrati il primo giorno del ciclo che si intende sopprimere o il 21° giorno del ciclo
precedente o ancora in contemporanea con la stimolazione.
Dopodiché si inizia con la somministrazione più o meno massiccia di gonadotropine.
La differenza tra stimolazione lunga (soppressione più stimolazione) e stimolazione corta è che con quest’ultima si interviene solo nella fase di rilascio delle gonadotropine, aumentando la produzione follicolare.
Effetti dei farmaci: normalmente questi farmaci non dovrebbero dare luogo a particolari disagi ma la componente psicologica ha un ruolo notevole e in particolare quando ha luogo la soppressione (che induce una menopausa farmacologica) le vampate di calore
e gli sbalzi d’umore sono all’ordine del giorno! Riguardo alla stimolazione è possibile avere dei gonfiori o avvertire un pochino di tensione alle ovaie (soprattutto quando si producono parecchi ovociti).
I vari studi effettuati sugli effetti a lungo termine di questi farmaci non rivelano, entro i limiti di alcuni cicli di stimolazione ormonale fatti, un aumento rilevante di rischi per la
salute della donna.

Per saperne di pił: Rossella BARTOLUCCI e Fara MARABELLI Presidente e Vicepresidente Sos Infertilitą Onlus www.sosinfertilita.net Cell. 331.8619298 N. verde 800097999

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Padre Kerschbamer nelle Filippine

 

Padre Luigi Kerschbamer è nato sessanta anni fa a Lauregno, località a cavallo delle province di Trento e di Bolzano. Arrivato al seminario dei Padri Agostiniani Scalzi, nel
Santuario della Madonnetta, nel 1961, è stato ordinato sacerdote, sempre al Santuario della Madonnetta, dal vescovo Mons. Chiocca nel 1974 mentre il card. Siri era in missione in Russia. Nei primi anni di sacerdozio alla Madonnetta è responsabile della gioventù
del Vicariato di Castelletto; successivamente inizia i gruppi di Rinnovamento nello Spirito: S. Camillo, Madonnetta, Chiavari, Savignone e Masone. Nel 1978, a richiesta dei Superiori,
parte missionario in Brasile, col compito specifico dell’animazione vocazionale. Dal niente sorge un seminario dopo l’altro; da tre case e cinque frati, oggi gli Agostiniani Scalzi sono provincia autonoma del Brasile con 8 seminari.
Nel 1994 lo aspetta un’altra esperienza. P. Luigi parte per l’altra parte del mondo, le Filippine, con l’incarico di aprire un nuovo campo missionario. Anche qui il lavoro si sviluppa rapidamente; inizio a Cebu, poi Butuan, isola di Mindanao e Puerto Bello
nell’isola di Leyte. In questi anni una trentina di sacerdoti sono stati ordinati e altri centocinquanta giovani sono in cammino per realizzare il loro sogno di servizio religioso sacerdotale e missionario. Per la loro preparazione a Cebu è stato aperto l’Istituto
Teologico S. Monica, dove insegna anche un giovane genovese, Marco Biondi.
Padre Luigi, tra Brasile e Filippine, è stato Maestro dei novizi di ben 18 gruppi. Per un totale di oltre 300 giovani. Ultimamente gli orizzonti si sono allargati ospitando nelle Filippine giovani dell’Indonesia, del Pakistan, dell’India e della Cina.
Una dozzina di sacerdoti filippini svolgono il loro ministero in Italia, come padre Alex Remolino negli anni scorsi e padre Randy Tibayan oggi in Corso Firenze a Genova.
Nelle Filippine, parallelamente al lavoro vocazionale, si svolge quello sociale.
I progetti sono molti: oltre al pozzo artesiano, alla cisterna per la raccolta dell’acqua
piovana e tanti altri, approfondiamo di seuito “la Città dei Ragazzi”.
Il progetto della “Città dei Ragazzi” A causa della precaria situazione sociale, nelle Filippine sono oltre due milioni i bambini orfani o di strada.
Per molti filippini ospedali o medicine rimangono solo un desiderio e così la malattia dei genitori rende i loro bambini orfani. In altri casi le famiglie sono così numerose che non riescono a sopravvivere ed affidano i figli a parenti, nonni o a persone non sempre
bene intenzionate.
Per questa ed altre tristi ragioni spesso i bambini fuggono via e rimangono per strada, tentando di sopravvivere in qualche modo, ovviamente non sempre legale.
Le prigioni di minori sono così strapiene e, se anche poi i ragazzi riescono ad uscire, si ritrovano nuovamente in prigione dopo poco tempo e, questa volta, sono segnati per tutta la vita.
Il progetto della “Città dei Ragazzi” si propone di dare una risposta a questa
situazione offrendo un centro di accoglienza e preparazione alla vita per questi ragazzi, mentre le iniziative di sostegno a distanza possono aiutarne molti a costruirsi un futuro
migliore.
La città, che sorgerà nella località di Puerto Bello, a 20 Km da Ormoc city, nell’isola di Leyte nelle Filippine, è quindi un grande sogno ed un impegno comunitario che la missione degli Agostiniani Scalzi e gli amici che la supportano si impegnano a far diventare
realtà entro il mese di giugno 2009.
Il terreno su cui sarà costruita la città ha un’estensione di cinque ettari ed è posto tra trecento metri di spiaggia ed una dolce collina. Gli architetti e gli ingegneri volontari
stanno lavorando alacremente alla realizzazione del progetto, che si svilupperà in quattro fasi offrendo la possibilità di accogliere una quarantina di ragazzi per settore, in una struttura completa di dormitorio, cucina, aule scolastiche ed aree ricreative.
Laboratori di artigianato, tipografia, falegnameria, panetteria ed itticultura completeranno in un secondo tempo il progetto.
La prima fase di costruzione della Città dei Ragazzi (alloggi e servizi essenziali per un primo gruppo) ha un costo di 180.000 E Ogni blocco ulteriore, per altri 30 ragazzi, ha un costo di 45.000 E Servono poi 22.000 E per l’aula scolastica con 30 computer.

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Onora il padre e la madre: ma non sempre è sano farlo

Autore: Dr. Roberto VINCENZI
Psicologo
Studio: Via Cairoli 11 Genova - Tel. 010.2477034
vincenzi@ordinepsicologiliguria.it
www.roberto-vincenzi.com

Quasi tutti i danni psicologici che colpiscono gli esseri umani provengono dalla famiglia dove il bambino è cresciuto e, nella maggior parte dei casi, questi danni sono stati causati dai genitori e dai parenti, nei periodi dell’infanzia, della adolescenza, della
prima età adulta del figlio.
Alcune situazioni, delle quali veniamo a conoscenza attraverso i media, sono così terribili e crudeli da farci provare forti emozioni di dolore e di rabbia quando le leggiamo o vediamo in TV.
Parlo di bambini e adolescenti che subiscono violenze sessuali, incesto, percosse, torture, segregazione. Questi sono i casi che finiscono sui giornali. Ma non tutti gli abusi vengono scoperti e puniti; i casi che diventano di dominio pubblico, sembra costituiscano
solo la punta dell’iceberg delle violenze domestiche sui figli.
Altre situazioni, meno gravi e drammatiche, non vengono mai scoperte. E sono quelle famiglie dove genitori fortemente nevrotici riversano sui figli tutti i loro disturbi, ostacolano la loro crescita e impediscono loro di diventare adulti e autonomi.
In queste famiglie non ci sono abusi sessuali o violenza fisica, ma un’atmosfera priva di vero amore, di rispetto, di comunicazione diretta e reale.
Bastano queste mancanze, unite alla visione quotidiana del papà o della mamma che si arrabattano in preda ai loro complessi, per far ammalare psicologicamente i figli.
Nei casi più gravi, come diceva lo psichiatra Morton Schatzman, si può parlare
di un vero e proprio “assassinio dell’anima” che viene perpetrato nei confronti dei bambini. In tutte queste famiglie, i genitori, quando a loro volta erano bambini,
sono stati trattati male e danneggiati psicologicamente dai loro padri e madri.
Crescendo, poi, hanno aderito alla mentalità moralista secondo la quale i genitori vanno sempre rispettati, sono sempre buoni, e, se hanno sbagliato, è stato per errore o per troppo amore. Questa mentalità impedisce loro di capire come è stata veramente la loro
infanzia e quali persone erano davvero i loro genitori. Così, diventati genitori a loro volta, sfogano sui figli tutto quello che hanno subito quando i figli erano loro. E i bambini si prestano molto bene a questo trattamento: sono piccoli, deboli, indifesi, mancano di mezzi espressivi, rischiano spesso di non essere creduti se si lamentano, non possono andarsene dalla situazione, e, soprattutto, hanno un fortissimo bisogno di affetto.
Così, per avere anche una briciola di quell’amore che chiedono e che per i bambini è vitale, in mancanza di alternative accettano qualsiasi situazione psicologicamente malata, sperano che cambi o si adattano e, in questo modo, si ammalano.
Le coppie che trasformano in nevrotici i loro figli molto spesso sono coppie che non funzionano, coppie nelle quali il padre e la madre non vanno d’accordo da sempre ma non cambiano il modo di vivere, non si separano, fingono che tutto vada bene avvelenando così giorno dopo giorno la loro vita e quella dei loro figli.
In una famiglia sana, dovrebbe esserci un certo tipo di rapporto nella coppia dei genitori ed un tipo di rapporto diverso tra i genitori e i figli.
Questa diversità di rapporti fa capo alla cosiddetta “barriera generazionale”, cioè la necessaria differenza di ruolo tra giovani e adulti, tra genitori e figli.
Ma se manca l’armonia nella coppia dei genitori, se il rapporto è in forte crisi, allora può capitare che uno dei due genitori, anziché impegnarsi a cercare di migliorare la relazione col partner, costruisca invece un legame affettivo molto forte con uno dei figli e,
attraverso questo, si compensi del cattivo rapporto che ha col partner.
Anche se tutto questo non sfocia in un incesto, tuttavia si ha la “rottura della barriera generazionale”, che comporta gravi danni nell’equilibrio della famiglia e fa nascere la nevrosi nella mente del figlio “prescelto”.
Oltretutto questo tipo di amore del genitore verso il figlio quasi sempre non è sincero. Non è un voler bene al figlio per quello che è veramente.
Molto spesso il figlio viene usato come “alleato” nella lotta contro il partner.
In situazioni come queste i genitori litigano davanti ai figli; ognuno dei due squalifica e disprezza l’altro, senza rendersi conto della sofferenza che un comportamento del genere produce nei bambini che non capiscono questo gioco perverso nel quale vengono tirati dentro senza saperlo.
Tipico è il caso delle madri che iperproteggono i figli maschi, li tengono sotto “la campana di vetro”, rendendoli diversi dai loro coetanei e inadatti ad affrontare il mondo. O, all’opposto, i genitori che trattano i figli come se fossero adulti e li mettono al corrente di pensieri e sentimenti inadatti alla loro età e al loro ruolo in famiglia.
Anoressia, bulimia, forti nevrosi nascono spesso in situazioni come queste. Gravi danni vengono compiuti dai genitori immaturi, quelli che vogliono essere “amici” dei figli e rifiutano il ruolo del genitore che permette e proibisce e in questo modo aiuta il figlio a formarsi il senso di realtà.
Caratteristica di queste situazioni è il fatto che i genitori non hanno saputo costruire una nuova famiglia ma fanno sempre riferimento alle loro famiglie di origine. Ciascuno dei due rivendica il primato della sua famiglia su quella dei suoceri e questo è uno dei motivi
ricorrenti di litigio.
I parenti sono sempre presenti nelle conversazioni che si fanno in casa, ad essi si fa riferimento come nelle guerre tra tribù, nelle quali ciascuno afferma che i suoi sono migliori degli altri. La polemica, il rinfacciare cose avvenute in passato, il confronto fra le famiglie di origine, diventano lo stile di vita e chi ne fa le spese sono i figli.
La psicanalista svizzera Alice Miller, che per tutta la vita si è occupata di questi problemi, ritiene che, per aiutare chi proviene da una di queste famiglie, il terapeuta non si debba limitare ad essere uno specialista, un tecnico, un giudice fuori dalle parti e “neutrale”.
E’ necessario “essere dalla parte del paziente”, credergli e sostenerlo. Il terapeuta che aiuta chi, quando era bambino, ha subito danni psicologici in famiglia, deve abbandonare il ruolo dell’osservatore distaccato e rivestire invece quello di “testimone consapevole”
che prova empatia per la persona che sta aiutando.
Secondo Alice Miller è sbagliato l’atteggiamento “buonista” di certi terapeuti, per i quali una terapia ha successo se i figli “perdonano” i genitori per quello che hanno subito da piccoli e se si riesce ad ottenere una riconciliazione tra genitori e figli.
Questo atteggiamento del terapeuta per lo più è causato dal fatto che lui stesso non ha risolto i problemi coi suoi genitori.
Ma è un modo di fare dannoso e tossico per il paziente, perché gli impedisce una completa presa di coscienza della sua famiglia e della sua infanzia. Il terapeuta che invita a “perdonare” i genitori e riconciliarsi ostacola la crescita del suo paziente e lo condanna a restare psicologicamente “bambino” e “figlio”, per tutta la vita, anche dopo la morte dei suoi genitori. “Onora il padre e la madre” dice il Quarto Comandamento, ma non tutti i genitori meritano di essere onorati, non tutti hanno diritto al perdono dei figli.

 

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La colite

Autore: Dott.ssa Alba ALGESI
Retorbido (PV)

La Colite è un disturbo più frequente nei bambini, soprattutto in estate fino ai 6-7 anni.
Il loro apparato digerente è più delicato e costantemente esposto all’attacco dei germi; la flora intestinale è ancora in fase di assestamento e quindi naturalmente soggetta a squilibri che vengono aggravati dal caldo.
La colite è una infiammazione della mucosa i cui sintomi più evidenti sono dissenteria e dolore addominale (crampi e bruciore).
Nei casi più gravi può sorgere uno stato febbrile.
Si parla di colite solo se si verificano più di tre scariche al giorno. La colite può essere causata da dieta disordinata, bibite gassate, cambiamenti climatici repentini ma anche un’emozione intensa.
Per i neonati i dolori addominali si limitano alla colica gassosa dovuta ad eccessiva presenza di aria nell’intestino. Si tratta di dolori privi di complicazioni anche se fastidiosi. Per dare sollievo è sufficiente cullare con dolcezza, massaggiare la pancia e somministrare
acqua e zucchero. Per i bimbi più grandi la colite e la dissenteria non si limitano più all’assestamento dell’intestino e sono spia di una cattiva alimentazione o di infezioni batteriche.
Prima di tutto bisogna restituire all’organismo i liquidi perduti: acqua e camomilla sono sufficienti per una buona idratazione; un vero toccasana è l’infuso di tiglio dolcificato con miele. Per il pasto si preferiscono minestre leggere; l’organismo ha bisogno di reintegrare rapidamente i sali minerali. Come calmante si può massaggiare la pancia
con movimenti circolari: un cucchiaio di olio di oliva e due gocce di olio di camomilla blu.
Per prevenire e curare la colite è bene integrare la dieta con probiotici in grado di dare tono alla microfibra intestinale. I probiotici sono un supplemento a base di batteri amici. I più famosi sono i Lactobacillus casei. Tra i cibi che li contengono si ricordano lo yogurt ed i flaconcini di latte fermentato.
Fonte di probiotici sono anche fichi, albicocche secche, banane e mele. Per quanto riguarda queste ultime è meglio preferirle biologiche e con la buccia, ricca di vitamine e principi attivi. E’ sufficiente integrare un frutto ad ogni pasto o preparare una volta alla settimana un pranzo intero a base di frutta. Come bevanda astringente e decongestionante è valido il succo di mirtillo (un bicchierino al giorno) La frutta secca con la buccia, i cereali e lo yogurt, consumati tutti i giorni, apportano all’intestino la giusta quantità di fibre e probiotici che proteggono dalle infezioni.

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