Infertilità: diagnosi e cure possibili
Si parla sempre di più di sterilità.
E’ quindi importante comprendere le
patologie che la determinano, conoscere
i mezzi diagnostici e quelli curativi.
Innanzitutto un po’ di chiarezza
nei termini.
Si definisce sterilità se non c’è stato
concepimento dopo un anno di rapporti
non protetti o dopo sei mesi per
donne oltre i 35 anni; oppure c’è
incapacità di portare a termine la gravidanza.
E, come afferma l’OMS e Chiosa
Flamigni, Ordinario di Ostetricia e
Ginecologia all’Università di Bologna
e uno dei veterani in Italia per la procreazione
medicalmente assistita, la
sterilità è una condizione patologica e
non solo un disagio: “…L’esistenza
di una salute riproduttiva e, conseguentemente,
dell’opportunità di considerare
la sterilità come un processo
patologico meritevole di indagini e di
cure, è stata proposta con molta
chiarezza dalle Nazioni Unite in un
documento del 1996 (Reproductive
Rights and Reproductive Health – A
coincise report – New York, United
Nations 1996 E.96, XII, II) che dice –
Reproductive Health is a state of
complete physical, mental and social
well-being and not only the absence
of desease in all matters relating to
the reproductive system and to its
functions and processes. Infertilità should therefore be considered to be
a desease process worthy of investigation
and treatment-. (www.carloflamigni.it).
Vediamo quindi, nel dettaglio, quali
sono le possibili cause di questa
patologia, le analisi per indagarle, i
metodi curativi, suddividendo i problemi
in maschili e femminili.
DIAGNOSI E PREVENZIONE PER LEI:
I numeri: il 15% circa delle donne
sono infeconde.
Le cause: si possono dividere in
tubariche, ormonali e uterine.
Tubariche:
coinvolgono la normale funzione di
trasporto degli ovuli, degli spermatozoi
o degli embrioni nelle tube. fattori
infettivi, l’endometriosi o altro, possono
influire sulla chiusura delle tube.
Ormonali:
disordini endocrini che ostacolano il
corretto svolgersi dell’ovulazione,
provocando problemi diversi in base
all’ormone coinvolto; molto nota è la
sindrome dell’ovaio micropolicistico,
causata dall’eccesso di produzione di
ormoni maschili che di conseguenza
rendono l’ovulazione difficile, provocando
irregolarità mestruali e sterilità,
oltre ad acne, irsutismo e spesso
eccesso di peso. In genere è possibile
diagnosticarla con un semplice
esame ormonale, dove risulta l’ormone
LH maggiore dell’FSH.
Uterine:
dovute a malformazioni della cavità
uterina che, non solo ostacolano l’impianto
dell’embrione ma che addirittura
ne impediscono la crescita provocando
aborti spontanei.
Le cause uterine comprendono:
- Utero setto. E’ una membrana, o,
nei casi peggiori, una vera e propria parete interna,
che divide
in due la cavità uterina e che
si rivela spesso causa di aborti
spontanei (in genere avvengono
entro la 10° settimana): è quindi
molto importante diagnosticarla per
tempo. La diagnosi avviene molto
spesso tramite una buona ecografia,
giungendo ad una certezza
avvalendosi dell’isteroscopia diagnostica.
Si può poi intervenire chirurgicamente,
tramite isteroscopia operativa,
per correggerla.
- Fibromi o miomi. La presenza di
fibromi sottomucosi (=esposti verso
la cavità uterina) è considerata una
probabile causa di abortività. Nel
caso se ne riscontri la presenza,
quindi, con diagnosi ecografica o
isteroscopica, è molto importante
rimuoverli chirurgicamente.
- Sinechie uterine. Provocano l’adesione
delle pareti della cavità uterina
impedendo l’insorgere della gravidanza
o provocando aborti.
Possono formarsi in seguito a
raschiamenti, oppure come conseguenza
della sindrome di
Asherman, molto rara.
- Polipi. Molto spesso sono asintomatici,
occasionalmente possono
provocare sanguinamenti non dovuti
al ciclo mestruale.
ESAMI:
Quando ci si accinge ad
indagare per scoprire le
cause di una difficoltà a
concepire, si inizia da esami
più semplici e meno invasivi,
per giungere a quelli più complessi
se nel frattempo non è
emerso nulla.
ESAMI DI I° LIVELLO
• Dosaggio ormonale (FSH, LH,
Estradiolo, progesterone, ormoni
tiroidei, prolattina, testosterone).
Lo scopo di tale procedura nella
donna è valutare l’età biologica dell’ovaio,
capire se l’ovulazione avviene
regolarmente e se esistono anomalie
dell’equilibrio endocrino
• Test infettivologici e tampone vaginale
(per ricerca clamydia, ureaplasma,
micoplasma).
Servono per stabilire, tramite la
ricerca degli anticorpi, se è avvenuta
o è in atto un’infezione delle vie
genitourinarie. In caso di positività
si esegue terapia antibiotica su
entrambi i partners; in caso di infezione
pregressa (quindi già avvenuta
e anche passata) occorre valutare
i danni.
• Ecografia transvaginale.
Permette di visualizzare la
nostra conformazione interna
e stabilire se la cavità
uterina è libera da malformazioni.
Permette di stabilire
la presenza di cisti ovariche
o focolai endometriosici.
Naturalmente l’attendibilità
di questo esame è fortemente
dipendente dalla qualità
dell’ecografo e dall’abilità
dell’ecografista.
ESAMI DI II° LIVELLO
• Cariotipo. È l’esame che permette, tramite
un prelievo di sangue
su entrambi i partners, di studiare
la mappa cromosomica degli aspiranti
genitori; è utile nelle indagini
per la poliabortività e si prescrive di
prassi alle coppie che accedono ai
programmi di procreazione medicalmente
assistita.
• Isterosalpingografia.
E’ un esame radiologico eseguito
dopo iniezione di un mezzo di contrasto
attraverso la cervice uterina.
Va fatto nel periodo tra la fine del
ciclo mestruale e l’ovulazione; permette
di verificare con una buona
approssimazione la normalità della
conformazione uterina e la pervietà
delle tube di Falloppio.
• Isteroscopia (diagnostica o operativa).
Consiste nell’inserire in utero una
micro-telecamera, che permette di
visualizzare la cavità e, nel caso di
quella operativa, di correggere
eventuali malconformazioni.
• Sonoisterografia.
Si esegue tramite iniezione all’interno
della cavità uterina di una soluzione
fluida al fine di valutare sia i
caratteri della cavità uterina che la
pervietà tubarica).
• Laparoscopia. È il più invasivo tra gli esami diagnostici
dell’infertilità perché si tratta
di un vero e proprio intervento in
anestesia generale, della durata di
circa 15-20 minuti. Tramite l’inserimento
nell’addome attraverso uno
o più fori praticati vicino all’ombelico
di una sottile sonda a fibre ottiche è possibile valutare tube,
ovaie, aderenze ed endometriosi.
Può anche essere operativa.
Da: “Volando con le cicogne”
(Fara Marabelli e Rossella Bartolucci,
Ed. Mammeonline, 2004)
DIAGNOSI E PREVENZIONE PER LUI:
I numeri: il 35% delle coppie infertili
ha come causa primaria di infertilità
disfunzioni riproduttive maschili.
Che cos’è l’andrologia?
E’ quella parte della medicina che studia
le malattie dell’apparato genitale
maschile; i suoi campi di studio, le
disfunzioni erettili e l’infertilità.
Le cause dell’infertilità maschile:
• Varicocele: dilatazione varicosa delle
vene del funicolo spermatico, soprattutto
a livello del testicolo, che provoca
surriscaldamento del testicolo stesso
e conseguente peggioramento della
capacità generativa. Si suddivide in 5
stadi:
I stadio: sub-clinico. Alterazioni incostanti
dello spermiogramma.
II stadio: clinicamente evidente.
Alterazioni incostanti dello spermiogramma.
III stadio: voluminoso, mono o bi-laterale.
Possibile marcata oligozoospermia.
IV stadio: voluminoso, bilaterale.
Possibile grave oligozoospermia.
V stadio: voluminoso, bilaterale.
Possibile azoospermia.
• Infezioni genitali: Infezioni batteriche
da gonococco, ureaplasma urealyticum,
mycoplasma hominis, chlamidya
ecc.: possibili cause di azoospermia
ostruttiva acquisita, grave oligospermia
dovuta a parziale ostruzione,
ostruzioni o a carico del dotto deferente
o dell’epididimo, mono o bi-laterali.
• Fattori ambientali: esposizione ad
agenti chimici nocivi, surriscaldamento
del testicolo dovuto a posizioni e capi
d’abbigliamento non adeguati o a particolari
professioni che espongono la
zona pubica ad alte temperature
• Fattore genetico: sindrome di
Klinefelter (cariotipo 47 xyy): possibile causa di azoospermia secretiva.
Sindrome delle sole cellule del
Sertoli: possibile causa di azoospermia
secretiva.
Fibrosi cistica: possibile causa di
assenza congenita di una parte del
dotto deferente che porta ad azoospermia
ostruttiva.
Sindrome di Kartagener: possibile
causa di grave astenozoospermia
dovuta ad una malformazione dello
spermatozoo che impedisce al flagello
(coda) di muoversi in modo
efficiente.
ESAMI:
LO SPERMIOGRAMMA
Lo strumento principale e comunque
iniziale per testare la fertilità del
partner maschile, è lo spermiogramma.
Lo si esegue prelevando il seme per
masturbazione, preferibilmente direttamente
nel laboratorio dove verrà
eseguito il test e dopo 3-5 giorni di
astinenza dai rapporti sessuali.
Si valutano vari parametri:
- volume. Un volume di eiaculato inferiore
ad 1 ml potrebbe far pensare
ad un’eiaculazione parzialmente
retrograda.
- concentrazione degli spermatozoi.
Si parla di normalità con una concentrazione
pari ad almeno 20
milioni di spermatozoi per ml.
- motilità. Si valuta quanti spermatozoi
sono statici, quanti dotati di
sola motilità in situ, quanti di motilità
progressiva lenta, quanti di
motilità progressiva veloce. Questi
ultimi debbono essere almeno il
30% del totale.
- morfologìa. Si valuta la quantità di
spermatozoi di forma normale presenti
nell’eiaculato. Debbono essere
almeno il 50% del totale.
- PH. Si valuta il Ph del liquido seminale
per verificare la presenza di
eventuali infezioni alla prostata o
alle vescicole seminali.
- Agglutinati. La loro presenza può
essere un segno indiretto di anticorpi.
- Parametri biochimici: carnitina (marcatore
dell’epididimo), fruttosio
(vescicole seminali), zinco (prostata).
L’affidabilità di uno spermiogramma,
dipende molto anche dal laboratorio
che lo effettua.
In ogni caso uno spermiogramma, a
parte casi di azoospermia o di gravissime
anomalie di numero, forma,
motilità, non dà diagnosi di certezza, non può essere predittivo di un’assoluta
incapacità generativa.
Esiti possibili:
Oligozoospermia: quando lo spermiogramma
riporta una concentrazione del
numero di spermatozoi per ml di liquido
seminale inferiore ai 20 milioni.
Astenozoospermia: quando lo spermiogramma
riporta un valore di motilità
progressiva veloce degli spermatozoi
inferiore al 30%
Teratozoospermia: quando lo spermiogramma
riporta un valore di spermatozoi
di forma normale inferiore al
50%
Criptozoospermia: quando gli spermatozoi
presenti nel liquido seminale
sono in numero estremamente ridotto,
tanto da rasentare l’azoospermia.
Aspermia: assenza di liquido seminale.
Azoospermia secretiva: assenza di
spermatozoi dal liquido seminale
dovuta ad una mancata produzione
dei gameti da parte del testicolo.
Azoospermia ostruttiva: assenza di
spermatozoi dal liquido seminale
dovuta ad un’ostruzione o mancanza
dei dotti deferenti, congenita o acquisita.
In questo caso il testicolo produce
gli spermatozoi.
Oligozoospermia, astenozoospermia e
teratozoospermia possono combinarsi
tra loro dando vita a situazioni cliniche
abbastanza serie.
LA SPERMIOCOLTURA
La si effettua per ricercare la presenza
di eventuali batteri in grado di
compromettere la fertilità, come la
chlamidya, l’ureaplasma urealitycum
ecc. Si effettua, in caso di presenza
di batteri, l’antibiogramma per individuare
la cura adatta.
IMMUNOBEADTEST
Si usa per verificare l’eventuale presenza
di anticorpi antispermatozoo.
DOSAGGI ORMONALI PLASMATICI
Si dosano, in un campione di sangue,
gli ormoni che maggiormente influenzano
la fertilità maschile, FSH, LH,
Prolattina, Testosterone.
Il dosaggio dell’FSH è particolarmente
importante nei casi di azoospermia
o grave oligospermia; un suo valore
normale, infatti, può essere predittivo
di una normale produzione di spermatozoi
e quindi della presenza di un’ostruzione
o di un’anomalia nel sistema
di trasporto degli spermatozoi dal
testicolo all’eiaculato.
Un suo valore alterato invece, può
far pensare ad un problema nella produzione
degli spermatozoi.
ESAME DEL TESTICOLO
E DELLA PROSTATA
L’andrologo, attraverso l’esame visivo
e tattile del testicolo, può rilevare o
escludere molte patologie, può verificare
la normale dimensione dei testicoli,
segno di non atrofizzazione, la
presenza di un’ostruzione, la presenza
di un varicocele.
Attraverso l’esame della prostata può
rilevare o escludere patologie prostatiche.
ECOGRAFIA PROSTATICA
E DEI TESTICOLI
Può rilevare eventuali ostruzioni a
carico dei dotti deferenti o degli epididimi,
verificare la normalità degli stessi,
può mettere in evidenza un varicocele
o un’anomalia della prostata.
Esame fondamentale nell’iter diagnostico
dell’infertilità maschile.
ECODOPPLER TESTICOLARE
Fondamentale per la scoperta e la
valutazione diagnostica di un varicocele.
BIOPSIA TESTICOLARE
La si effettua per verificare se la
natura di un’azoospermia è secretiva
o ostruttiva/escretoria.
E’ un vero e proprio intervento chirurgico,
a volte fatto in anestesia epidurale,
a volte in sedazione profonda, a volte
in anestesia locale.
Si preleva bilateralmente una piccola
porzione di tessuto testicolare che
viene analizzato da un punto di vista
istologico e di presenza di spermatozoi.
Nel caso di presenza di spermatozoi
maturi, siamo di fronte ad un’azoospermia
escretoria. In questo caso
gli spermatozoi recuperati debbono
essere crioconservati per poterli
usare in futuri cicli di ICSI.
Con la sola presenza di precursori
degli spermatozoi, quali spermatidi o
spermatociti, siamo di fronte ad un
difetto della maturazione dei gameti.
Se vi è un’assenza totale di spermatozoi,
maturi o no, siamo di fronte ad
un’azoospermia secretiva di varia origine.
Approfondiamo le cause
Come si è detto nell’introduzione per
il 35% dei casi l’infertilità è dovuta a
problemi maschili che possono essere
leggeri o più seri.
Le cause dell’infertilità maschile leggera
si devono ricercare in diversi fattori:
stress, cattiva alimentazione, abiti aderenti, biancheria intima inadeguata.
Tali forme di infertilità si possono
considerare guaribili cambiando le
proprie abitudini e cercando di seguire
uno stile di vita più regolare.
La sterilità maschile seria, invece, ha
cause diverse (genetiche, ormonali,
malattie infettive ecc.) il cui risultato è, però, lo stesso: una cattiva qualità
e quantità degli spermatozoi.
Alcune di queste cause si possono
eliminare con operazioni specifiche o
con cure mirate; altre, purtroppo,
sono croniche.
Come per le donne anche per gli
uomini la sterilità può essere dovuta
a un’infiammazione. L’infiammazione
dei testicoli (orchite) può essere causata
sia da batteri che da virus.
La causa virale più comune è la parotite:
circa il 30% dei maschi che contraggono
la malattia dopo la pubertà
sviluppano una orchite. Spesso l’orchite
virale provoca solo una interruzione
temporanea della produzione di
spermatozoi ma, in un terzo dei casi,
l’infezione causa atrofia testicolare
con sterilità irreversibile.
Le infiammazioni di origine batterica
sono causate da: chlamydia, gonococco,
mycoplasma, escherichia coli, proteus,
pseudomonas, e enterococco.
Le infezioni possono essere asintomatiche
quindi possono non essere
curate tempestivamente e si possono
cronicizzare causando danni permanenti
alla fertilità. Spesso proprio
un’infezione è la causa di un blocco
nel trasporto degli spermatozoi che
dà come risultato l’azoospermia
ostruttiva.
Quando l’infertilità è dovuta a uno
squilibrio nella produzione e/o nlla
regolazione degli ormoni sessuali si
parla di infertilità dovuta a problemi
ormonali. Fanno parte di questa categoria:
l’ipogonadismo ipogonadotropo,
dovuto all’insufficiente produzione
delle gonadotropine FSH (ormone follicolo-
stimolante che nell’uomo stimola
la produzione degli spermatozoi) da
parte dell’ipofisi; l’iperprolattinemia,
patologia che determina l’eccessiva
produzione di prolattina da parte
dell’ipofisi che causa impotenza e
riduce la produzione di spermatozoi.
L’infertilità maschile può essere
dovuta anche a cause genetiche. In
questo caso è il genoma che porta
delle alterazioni tali da determinare
dei problemi nella produzione degli
spermatozoi. Ne è un esempio la
delezione del cromosoma y ossia la
mancanza nel cromosoma y di uno o
più geni (presenti nella zona AZF) che
sono implicati nella spermatogenesi.
La totale o parziale mancanza di tali
geni determina oligoazoospermia ed
azoospermia.
Così come la sindrome di Klinefelter:
malattia genetica dovuta alla presenza
di un cromosoma in più nella coppia
dei cromosomi sessuali che quindi
innalza a 47 (dai normali 46) il
numero complessivo dei cromosomi.
Il cariotipo più frequente è il 47, XXY
(forma classica). La sindrome di
Klinefelter è caratterizzata principalmente
da: insufficiente virilizzazione,
testicoli piccoli e duri, azoospermia,
sterilità, ginecomastia, elevata statura
media, aumento delle gonadotropine
plasmatiche.
Si parla di problemi immunologici
quando l’infertilità è dovuta alla produzione
di anticorpi anti-spermatozoi
ossia di anticorpi che riconoscono gli
spermatozoi come cellule estranee al
proprio organismo e li uccidono.
Questi anticorpi sono presenti nel
liquido seminale e possono essere
prodotti dall’organismo in seguito a
infezioni dell’apparato genitale (orchite
ecc.), a interventi chirurgici sul
testicolo e a torsione testicolare.
Spesso l’infertilità è dovuta a un problema
nella produzione di spermatozoi
all’interno del testicolo. In questo
caso si parla di problemi del testicolo.
Le cause dei problemi testicolari
possono essere sia congenite che
acquisite. Vediamone alcune.
Il varicocele. È una patologia che
interessa dal 4 al 22% della popolazione
generale ma, riferendosi ai soggetti
affetti da sterilità vediamo come
la sua incidenza raggiunga anche il
39%. Questa patologia è determinata
da una dilatazione di una vena testicolare
causata da una debolezza
delle pareti venose associata a un
malfunzionamento delle valvole: se le
pareti delle vene cedono e si dilatano
e se le valvole venose non funzionano
bene, il sangue ristagna nel testicolo,
aumentando la dilatazione delle vene.
Il ristagno del sangue è la causa
dell’innalzamento di qualche grado
della temperatura all’interno del testicolo
che determina riduzione del
numero e della motilità degli spermatozoi
Criptorchidismo. È la mancata o
incompleta discesa di uno o di
entrambi i testicoli nello scroto. Si
tratta di un difetto congenito, tanto
più serio ai fini della fertilità se coinvolge
entrambi i testicoli (criptorchidismo
bilaterale). Tale condizione si
associa, in genere, ad una ridotta
produzione di spermatozoi ed inoltre
riveste una particolare importanza in
quanto il testicolo ritenuto presenta
un maggior rischio di carcinoma testicolare
(ciò ne indica quindi la correzione
chirurgica).
Anche problemi nel sistema di trasporto
degli spermatozoi dal testicolo
all’esterno possono causare infertilità.
Si ritiene che sia questa la
seconda causa più comune di infertilità
maschile e che riguardi il 30%
degli uomini con problemi di fertilità.
Generalmente quando il sistema di
trasporto non funziona, si parla di
ostruzioni. L’ostruzione può avere
diverse cause: assenza congenita dei
dotti deferenti spesso associata
all’assenza delle vescicole seminali e
ad anomalie dell’epididimo; infezioni
dell’apparato genitale e urinario, in
particolare dovute a clamidia e gonococco
che possono danneggiare i
dotti deferenti e il tessuto dell’epididimo
originando dei veri e propri blocchi
che impediranno agli spermatozoi
di migrare dal testicoli verso l’uretra;
tumore (ad esempio cisti dell’epididimo).
A cura di Federica Monti
(www.mammeonline.net)
TERAPIE PER LA STERILITÀ
Una volta fatta la diagnosi bisogna
decidere come continuare e lo si fa
presso un centro specializzato nella
cura dell’infertilità.
Fecondazione assistita IUI È una tecnica considerata ormai di
routine e consigliata per vari tipi di
infertilità: nel caso che dagli esami
non sia emerso nulla di anormale
(sterilità idiopatica) o nel caso di
problemi ormonali.
Dopo una serie di esami ormonali di
controllo si aspetta il terzo giorno
del ciclo e si cominciano le iniezioni
di farmaci (vedi foto) che provocano
la cosiddetta superovulazione. In un
ciclo normale ogni mese si sviluppa
un follicolo che poi scoppiando sarà
pronto per essere fecondato.
Con i farmaci che stimolano l’ovulazione,
invece, si cerca di fare sviluppare
più follicoli (l’ottimo sarebbero
2) in maniera tale da avere più probabilità
che in un normale ciclo ovulatorio.
In genere questi farmaci non
danno alcun tipo di problema, l’unico
svantaggio è che non è facile avere
il perfetto controllo dello sviluppo
dei follicoli.
Se i dosaggi sono troppo bassi si
rischia di non avere neanche un follicolo,se troppo alti troppi follicoli
che portano al rischio di gravidanze
plurigemellari e quindi costringono a
sospendere per quel mese o a trasformarlo
in una FIVET.
È per questo che durante l’assunzione è necessario compiere una serie
di ecografie di controllo, spesso
anche per più giorni consecutivi, fino
alla maturazione dei follicoli.
Quando i follicoli sono maturi (in
genere con un ciclo di 10 iniezioni)
si è pronte per l’iniezione dell’induttore
di ovulazione che nel giro di 24/36 ore provoca la maturazione
finale dell’ovocita e lo scoppio del
follicolo. Bisogna recarsi allora la
mattina presto, presso il centro di
fecondazione, dove l’uomo produrrà
lo sperma che dopo un opportuno
trattamento detto di capacitazione
(cioè si rendono più spermatozoi
possibili in grado di fecondare) verrà
inserito nell’utero con una cannula:
a questo punto, non resta che aspettare
14 giorni e fare il test di gravidanza.
Fecondazione in vitro (FIVET)
La FIVET ha una sua indicazione rigorosa
che è quella di rimediare ad
una occlusione tubarica bilaterale
ma è allo stato attuale usata anche
in casi di ipofertilità maschile, sterilità
idiomatica e altro.
Consiste in una stimolazione ormonale,
nel prelievo degli ovociti, nella
loro fertilizzazione in vitro (cioè in
provetta) e una volta che gli ovuli
sono fecondati con il seme del partner
(prima della Legge 40/2004
anche con seme di donatore, nei
casi di insolubile sterilità maschile),
nel loro re-impianto nell’utero della
donna.
E’ necessario in questo caso che il
dosaggio della stimolazione ormonale
sia più alto che nella IUI, perché lo
scopo è produrre quanti più ovuli
possibile da poter scegliere, in base
a criteri biologici precisi, e fecondare.
Esistono due diversi tipi di protocolli,
quello cosiddetto lungo in cui prima
si induce una sorta di menopausa
famacologica per tenere sotto controllo
le ovaie e poi si procede alla
stimolazione; quello corto in cui si
procede direttamente alla stimolazione
ovarica e, o in contemporanea o
qualche giorno dopo l’inizio, si inizia
un trattamento utile ad impedire la
superovulazione spontanea che comporterebbe
la perdita del ciclo.
Una “variante” di questa tecnica,
possibile in Italia prima della Legge
40/2004 e possibile attualmente in
molti paesi Europei, è la Fivet con
ovociti di una donatrice, utilizzata nei
casi di insolubile sterilità femminile,
come menopausa precoce, atrofizzazione
o assenza dell’ovaio: in questo
caso è la donatrice a subire la stimolazione
ormonale.
Una volta ottenuti gli embrioni questi,
in numero non superiore a 3,
vengono trasferiti in utero.
Gli ovociti non inseminati vengono
invece crioconservati.
Prima della Legge 40/2004 in materia
di procreazione medicalmente
assistita, venivano invece inseminati
tutti gli ovociti a disposizione, trasferiti
alcuni embrioni e crioconservati gli altri: questo procedimento, rispetto
a quello in attuale, è quello seguito
in tutto il resto del mondo e, in
base a dati forniti dal Registro PMA
dell’ISS, dava risultati migliori in termini
di pregnancy rate (24% versus
21%).
È necessario firmare un consenso
informato prima di sottoporsi a questo
trattamento.
ICSI
La icsi è consigliata alle coppie con
un’infertilità dovuta ad un fattore
maschile medio/severo, quindi con
una concentrazione spermatica inferiore
a 10 milioni di spermatozoi ed
una motilità progressiva inferiore al
25%.
È una tecnica che comporta
la microiniezione
di un singolo spermatozoo
in un ovocita maturo
allo scopo di ottenerne
la fertilizzazione. Perché
ciò avvenga la donna si
deve sottoporre ad una
stimolazione della crescita
follicolare, come
per la fivet.
Gli ovociti vengono iniettati
utilizzando delle sofisticate
apparecchiature
che comprendono l’utilizzo
di un microscopio a
forte ingrandimento, dei
microaghi ed un micromanipolatore.
Quando
invece la diagnosi è di
azoospermia l’uomo è
sottoposto a TESE,
(Testicular Sperm
Extraction) biopsia testicolare
(assolutamente
indolore, perché eseguita
in anestesia o locale
o generale), volta a verificare
la presenza o meno di spermatozoi
e, in caso positivo, alla loro crioconservazione
per poterli poi usare in
un ciclo ICSI con la partner debitamente
stimolata.
I farmaci utilizzati
L’esigenza di provocare una super
ovulazione rende necessario il controllo
dell’attività ormonale, affinché
non si verifichi un’ovulazione fuori
controllo.
I due ormoni che presiedono all’attività
ovulatoria sono l’FSH (ormone
che fa sviluppare i follicoli e li porta a
maturazione) e LH (ormone che a
metà ciclo induce la rottura del follicolo,
cioè l’ovulazione).
Per evitare il picco spontaneo dell’LH
si usano i cosiddetti farmaci analoghi
del gnrh, o agonisti o antagonisti,
che sopprimono il rilascio degli ormoni
ipofisari. Vengono somministrati il
primo giorno del ciclo che si intende
sopprimere o il 21° giorno del ciclo
precedente o ancora in contemporanea
con la stimolazione.
Dopodiché si inizia con la somministrazione
più o meno massiccia di
gonadotropine.
La differenza tra stimolazione lunga
(soppressione più stimolazione) e stimolazione
corta è che con quest’ultima
si interviene solo nella fase di
rilascio delle gonadotropine, aumentando
la produzione follicolare.
Effetti dei farmaci: normalmente questi
farmaci non dovrebbero dare luogo
a particolari disagi ma la componente
psicologica ha un ruolo notevole e in
particolare quando ha luogo la soppressione
(che induce una menopausa
farmacologica) le vampate di calore
e gli sbalzi d’umore sono all’ordine
del giorno! Riguardo alla stimolazione è possibile avere dei gonfiori o avvertire
un pochino di tensione alle ovaie
(soprattutto quando si producono
parecchi ovociti).
I vari studi effettuati sugli effetti a
lungo termine di questi farmaci non
rivelano, entro i limiti di alcuni cicli di
stimolazione ormonale fatti, un
aumento rilevante di rischi per la
salute della donna.
Per saperne di pił: Rossella BARTOLUCCI e Fara MARABELLI Presidente e Vicepresidente Sos Infertilitą Onlus www.sosinfertilita.net Cell. 331.8619298 N. verde 800097999
Padre Kerschbamer nelle Filippine
Padre Luigi Kerschbamer è nato sessanta
anni fa a Lauregno, località a
cavallo delle province di Trento e di
Bolzano. Arrivato al seminario dei
Padri Agostiniani Scalzi, nel
Santuario della Madonnetta, nel
1961, è stato ordinato sacerdote,
sempre al Santuario della
Madonnetta, dal vescovo Mons.
Chiocca nel 1974 mentre il card. Siri
era in missione in Russia.
Nei primi anni di sacerdozio alla
Madonnetta è responsabile della gioventù
del Vicariato di Castelletto; successivamente
inizia i gruppi di
Rinnovamento nello Spirito: S.
Camillo, Madonnetta, Chiavari,
Savignone e Masone.
Nel 1978, a richiesta dei Superiori,
parte missionario in Brasile, col compito
specifico dell’animazione vocazionale.
Dal niente sorge un seminario dopo
l’altro; da tre case e cinque frati, oggi
gli Agostiniani Scalzi sono provincia
autonoma del Brasile con 8 seminari.
Nel 1994 lo aspetta un’altra esperienza.
P. Luigi parte per l’altra parte del
mondo, le Filippine, con l’incarico di
aprire un nuovo campo missionario.
Anche qui il lavoro si sviluppa rapidamente;
inizio a Cebu, poi Butuan,
isola di Mindanao e Puerto Bello
nell’isola di Leyte. In questi anni una
trentina di sacerdoti sono stati ordinati
e altri centocinquanta giovani
sono in cammino per realizzare il loro
sogno di servizio religioso sacerdotale
e missionario. Per la loro preparazione
a Cebu è stato aperto l’Istituto
Teologico S. Monica, dove insegna
anche un giovane genovese, Marco
Biondi.
Padre Luigi, tra Brasile e Filippine, è
stato Maestro dei novizi di ben 18
gruppi. Per un totale di oltre 300 giovani.
Ultimamente gli orizzonti si sono
allargati ospitando nelle Filippine giovani
dell’Indonesia, del Pakistan,
dell’India e della Cina.
Una dozzina di sacerdoti filippini svolgono
il loro ministero in Italia, come
padre Alex Remolino negli anni scorsi
e padre Randy Tibayan oggi in Corso
Firenze a Genova.
Nelle Filippine, parallelamente al
lavoro vocazionale, si svolge quello
sociale.
I progetti sono molti: oltre al pozzo artesiano,
alla cisterna per la raccolta dell’acqua
piovana e tanti altri, approfondiamo
di seuito “la Città dei Ragazzi”.
Il progetto della “Città dei Ragazzi”
A causa della precaria situazione
sociale, nelle Filippine sono oltre due
milioni i bambini orfani o di strada.
Per molti filippini ospedali o medicine
rimangono solo un desiderio e così la
malattia dei genitori rende i loro bambini
orfani. In altri casi le famiglie
sono così numerose che non riescono
a sopravvivere ed affidano i figli a
parenti, nonni o a persone non sempre
bene intenzionate.
Per questa ed altre tristi ragioni spesso
i bambini fuggono via e rimangono
per strada, tentando di sopravvivere
in qualche modo, ovviamente non
sempre legale.
Le prigioni di minori sono così strapiene
e, se anche poi i ragazzi riescono
ad uscire, si ritrovano nuovamente in
prigione dopo poco tempo e, questa
volta, sono segnati per tutta la vita.
Il progetto della “Città dei Ragazzi” si
propone di dare una risposta a questa
situazione offrendo un centro di
accoglienza e preparazione alla vita
per questi ragazzi, mentre le iniziative
di sostegno a distanza possono aiutarne
molti a costruirsi un futuro
migliore.
La città, che sorgerà nella località di
Puerto Bello, a 20 Km da Ormoc city,
nell’isola di Leyte nelle Filippine, è
quindi un grande sogno ed un impegno
comunitario che la missione degli
Agostiniani Scalzi e gli amici che la
supportano si impegnano a far diventare
realtà entro il mese di giugno
2009.
Il terreno su cui sarà costruita la città
ha un’estensione di cinque ettari ed è posto tra trecento metri di spiaggia
ed una dolce collina.
Gli architetti e gli ingegneri volontari
stanno lavorando alacremente alla
realizzazione del progetto, che si svilupperà
in quattro fasi offrendo la
possibilità di accogliere una quarantina
di ragazzi per settore, in una struttura
completa di dormitorio, cucina,
aule scolastiche ed aree ricreative.
Laboratori di artigianato, tipografia,
falegnameria, panetteria ed itticultura
completeranno in un secondo tempo
il progetto.
La prima fase di costruzione della
Città dei Ragazzi (alloggi e servizi
essenziali per un primo gruppo)
ha un costo di 180.000 E
Ogni blocco ulteriore, per altri 30
ragazzi, ha un costo di 45.000 E
Servono poi 22.000 E per l’aula scolastica
con 30 computer.
Onora il padre e la madre: ma non sempre è sano farlo
Autore: Dr. Roberto VINCENZI
Psicologo
Studio: Via Cairoli 11
Genova - Tel. 010.2477034
vincenzi@ordinepsicologiliguria.it
www.roberto-vincenzi.com
Quasi tutti i danni psicologici che colpiscono
gli esseri umani provengono
dalla famiglia dove il bambino è cresciuto
e, nella maggior parte dei casi,
questi danni sono stati causati dai
genitori e dai parenti, nei periodi dell’infanzia,
della adolescenza, della
prima età adulta del figlio.
Alcune situazioni, delle quali veniamo a
conoscenza attraverso i media, sono
così terribili e crudeli da farci provare
forti emozioni di dolore e di rabbia
quando le leggiamo o vediamo in TV.
Parlo di bambini e adolescenti che
subiscono violenze sessuali, incesto,
percosse, torture, segregazione.
Questi sono i casi che finiscono sui
giornali. Ma non tutti gli abusi vengono
scoperti e puniti; i casi che diventano
di dominio pubblico, sembra costituiscano
solo la punta dell’iceberg
delle violenze domestiche sui figli.
Altre situazioni, meno gravi e drammatiche,
non vengono mai scoperte. E
sono quelle famiglie dove genitori fortemente
nevrotici riversano sui figli
tutti i loro disturbi, ostacolano la loro
crescita e impediscono loro di diventare
adulti e autonomi.
In queste famiglie non ci sono abusi
sessuali o violenza fisica, ma un’atmosfera
priva di vero amore, di rispetto,
di comunicazione diretta e reale.
Bastano queste mancanze, unite alla
visione quotidiana del papà o della
mamma che si arrabattano in preda ai
loro complessi, per far ammalare psicologicamente
i figli.
Nei casi più gravi, come diceva lo psichiatra
Morton Schatzman, si può parlare
di un vero e proprio “assassinio
dell’anima” che viene perpetrato nei
confronti dei bambini.
In tutte queste famiglie, i genitori,
quando a loro volta erano bambini,
sono stati trattati male e danneggiati
psicologicamente dai loro padri e
madri.
Crescendo, poi, hanno aderito alla
mentalità moralista secondo la quale i
genitori vanno sempre rispettati, sono
sempre buoni, e, se hanno sbagliato, è
stato per errore o per troppo amore.
Questa mentalità impedisce loro di
capire come è stata veramente la loro
infanzia e quali persone erano davvero
i loro genitori.
Così, diventati genitori a loro volta, sfogano
sui figli tutto quello che hanno
subito quando i figli erano loro. E i
bambini si prestano molto bene a questo
trattamento: sono piccoli, deboli,
indifesi, mancano di mezzi espressivi,
rischiano spesso di non essere creduti
se si lamentano, non possono andarsene
dalla situazione, e, soprattutto,
hanno un fortissimo bisogno di affetto.
Così, per avere anche una briciola di
quell’amore che chiedono e che per i
bambini è vitale, in mancanza di alternative
accettano qualsiasi situazione
psicologicamente malata, sperano che
cambi o si adattano e, in questo
modo, si ammalano.
Le coppie che trasformano in nevrotici
i loro figli molto spesso sono coppie
che non funzionano, coppie nelle quali
il padre e la madre non vanno d’accordo
da sempre ma non cambiano il
modo di vivere, non si separano, fingono
che tutto vada bene avvelenando
così giorno dopo giorno la loro vita e
quella dei loro figli.
In una famiglia sana, dovrebbe esserci
un certo tipo di rapporto nella coppia
dei genitori ed un tipo di rapporto
diverso tra i genitori e i figli.
Questa diversità di rapporti fa capo
alla cosiddetta “barriera generazionale”,
cioè la necessaria differenza di
ruolo tra giovani e adulti, tra genitori e
figli.
Ma se manca l’armonia nella coppia
dei genitori, se il rapporto è in forte
crisi, allora può capitare che uno dei
due genitori, anziché impegnarsi a cercare
di migliorare la relazione col partner,
costruisca invece un legame affettivo
molto forte con uno dei figli e,
attraverso questo, si compensi del cattivo
rapporto che ha col partner.
Anche se tutto questo non sfocia in un
incesto, tuttavia si ha la “rottura della
barriera generazionale”, che comporta
gravi danni nell’equilibrio della famiglia
e fa nascere la nevrosi nella mente del
figlio “prescelto”.
Oltretutto questo tipo di amore del
genitore verso il figlio quasi sempre non è sincero. Non è un voler bene al
figlio per quello che è veramente.
Molto spesso il figlio viene usato come “alleato” nella lotta contro il partner.
In situazioni come queste i genitori litigano
davanti ai figli; ognuno dei due
squalifica e disprezza l’altro, senza
rendersi conto della sofferenza che un
comportamento del genere produce
nei bambini che non capiscono questo
gioco perverso nel quale vengono tirati
dentro senza saperlo.
Tipico è il caso delle madri che iperproteggono
i figli maschi, li tengono sotto “la campana di vetro”, rendendoli
diversi dai loro coetanei e inadatti ad
affrontare il mondo. O, all’opposto, i
genitori che trattano i figli come se fossero
adulti e li mettono al corrente di
pensieri e sentimenti inadatti alla loro
età e al loro ruolo in famiglia.
Anoressia, bulimia, forti nevrosi nascono
spesso in situazioni come queste.
Gravi danni vengono compiuti dai genitori
immaturi, quelli che vogliono essere “amici” dei figli e rifiutano il ruolo
del genitore che permette e proibisce
e in questo modo aiuta il figlio a formarsi
il senso di realtà.
Caratteristica di queste situazioni è il
fatto che i genitori non hanno saputo
costruire una nuova famiglia ma fanno
sempre riferimento alle loro famiglie di
origine. Ciascuno dei due rivendica il
primato della sua famiglia su quella
dei suoceri e questo è uno dei motivi
ricorrenti di litigio.
I parenti sono sempre presenti nelle
conversazioni che si fanno in casa, ad
essi si fa riferimento come nelle guerre
tra tribù, nelle quali ciascuno afferma
che i suoi sono migliori degli altri. La
polemica, il rinfacciare cose avvenute
in passato, il confronto fra le famiglie
di origine, diventano lo stile di vita e
chi ne fa le spese sono i figli.
La psicanalista svizzera Alice Miller,
che per tutta la vita si è occupata di
questi problemi, ritiene che, per aiutare
chi proviene da una di queste famiglie,
il terapeuta non si debba limitare
ad essere uno specialista, un tecnico,
un giudice fuori dalle parti e “neutrale”.
E’ necessario “essere dalla parte
del paziente”, credergli e sostenerlo.
Il terapeuta che aiuta chi, quando era
bambino, ha subito danni psicologici in
famiglia, deve abbandonare il ruolo dell’osservatore
distaccato e rivestire
invece quello di “testimone consapevole”
che prova empatia per la persona
che sta aiutando.
Secondo Alice Miller è sbagliato l’atteggiamento “buonista” di certi terapeuti,
per i quali una terapia ha successo se i figli “perdonano” i genitori
per quello che hanno subito da piccoli
e se si riesce ad ottenere una riconciliazione
tra genitori e figli.
Questo atteggiamento del terapeuta
per lo più è causato dal fatto che lui
stesso non ha risolto i problemi coi
suoi genitori.
Ma è un modo di fare dannoso e tossico
per il paziente, perché gli impedisce
una completa presa di coscienza della
sua famiglia e della sua infanzia.
Il terapeuta che invita a “perdonare” i
genitori e riconciliarsi ostacola la crescita
del suo paziente e lo condanna a
restare psicologicamente “bambino” e “figlio”, per tutta la vita, anche dopo la
morte dei suoi genitori. “Onora il padre e la madre” dice il
Quarto Comandamento, ma non tutti i
genitori meritano di essere onorati,
non tutti hanno diritto al perdono dei
figli.
La colite
Autore: Dott.ssa Alba ALGESI
Retorbido (PV)
La Colite è un disturbo più frequente
nei bambini, soprattutto in estate fino
ai 6-7 anni.
Il loro apparato digerente è più delicato
e costantemente esposto all’attacco
dei germi; la flora intestinale è ancora
in fase di assestamento e quindi naturalmente
soggetta a squilibri che vengono
aggravati dal caldo.
La colite è una infiammazione della
mucosa i cui sintomi più evidenti sono
dissenteria e dolore addominale (crampi
e bruciore).
Nei casi più gravi può sorgere uno stato
febbrile.
Si parla di colite solo se si verificano
più di tre scariche al giorno.
La colite può essere causata da dieta
disordinata, bibite gassate, cambiamenti
climatici repentini ma anche un’emozione
intensa.
Per i neonati i dolori addominali si limitano
alla colica gassosa dovuta ad
eccessiva presenza di aria nell’intestino.
Si tratta di dolori privi di complicazioni
anche se fastidiosi. Per dare sollievo è sufficiente cullare con dolcezza,
massaggiare la pancia e somministrare
acqua e zucchero.
Per i bimbi più grandi la colite e la dissenteria
non si limitano più all’assestamento
dell’intestino e sono spia di una
cattiva alimentazione o di infezioni batteriche.
Prima di tutto bisogna restituire all’organismo
i liquidi perduti: acqua e camomilla
sono sufficienti per una buona
idratazione; un vero toccasana è l’infuso
di tiglio dolcificato con miele. Per il pasto si preferiscono minestre leggere;
l’organismo ha bisogno di reintegrare
rapidamente i sali minerali. Come calmante
si può massaggiare la pancia
con movimenti circolari: un cucchiaio di
olio di oliva e due gocce di olio di
camomilla blu.
Per prevenire e curare la colite è bene
integrare la dieta con probiotici in grado
di dare tono alla microfibra intestinale.
I probiotici sono un supplemento a
base di batteri amici. I più famosi sono
i Lactobacillus casei. Tra i cibi che li
contengono si ricordano lo yogurt ed i
flaconcini di latte fermentato.
Fonte di probiotici sono anche fichi,
albicocche secche, banane e mele. Per
quanto riguarda queste ultime è meglio
preferirle biologiche e con la buccia,
ricca di vitamine e principi attivi.
E’ sufficiente integrare un frutto ad ogni
pasto o preparare una volta alla settimana
un pranzo intero a base di frutta.
Come bevanda astringente e decongestionante è valido il succo di mirtillo
(un bicchierino al giorno)
La frutta secca con la buccia, i cereali
e lo yogurt, consumati tutti i giorni,
apportano all’intestino la giusta quantità
di fibre e probiotici che proteggono
dalle infezioni.