Siamo pronti per andare al mare... ma....

 

Prima di esporsi al sole è necessario prendere le opportune precauzioni.
In queste pagine vogliamo presentare in modo assolutamente schematico quanto dobbiamo conoscere di noi stessi fornendo le regole per evitare danni solari.
Accertiamoci innanzitutto del nostro FOTOTIPO. Ogni persona mostra un suo proprio comportamento cutaneo e reagisce in modo “personale” all’esposizione al sole. Questa diversità dipende dal fototipo.
Una prima grande classificazione è stata realizzata da T. B. Fitzpatrick che ha individuato 6 Fototipi prendendo in considerazione la maggiore o minore sensibilità ai raggi solari.
Vedi Tabella A Altre classificazioni prendono in esame anche altri parametri di valutazione
quali colore dei capelli, colore invernale della pelle, presenza o meno di efelidi ecc. Qui riportiamo la classificazione proposta da Jean Pierre Cesarini Vedi Tabella B (pagina seguente) Questa classificazione si basa sul principio che il colore della cute deriva dal contributo di tre caratteri semplici, il rosso, il biondo, il bruno, controllati dai nostri geni. Le combinazioni dei tre determinano i fenotipi che individuano ad un estremo gli Albini, praticamente privi di protezione, e all’altro estremo coloro che sono dotati di una protezione assoluta. E quindi dopo aver deciso a quale fenotipo apparteniamo, dobbiamo prendere le precauzioni necessarie ad evitare danni da sole che vanno dalla “semplice scottatura” al rischio di melanoma (tumore della pelle).





























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Il PRP: un aiuto negli interventi implantologici

Autore: Carlo De RYSKY
Ortodonzia e Implantologia
Viale della Libertà, 4a Pavia
Tel. 0382.24192
www.derysky.it

Le tecniche attuali di chirurgia implantare permettono l’inserimento degli impianti anche nelle posizioni e situazioni più critiche. Nei casi più difficili, per poter inserire l’impianto bisogna letteralmente “far crescere” l’osso intorno all’impianto stesso. Da lungo tempo, ma senza che i risultati pratici si siano potuti mettere a disposizione dei clinici, si sta sperimentando l’uso di alcune sostanze presenti nel sangue, chiamate “fattori di crescita” che hanno la prerogativa di far iniziare ed accelerare la crescita di osso nel luogo dove queste sostanze sono applicate. Se l’utilizzo di queste sostanze come entità isolate é ancora da mettere a punto, una tecnica consolidata é utilizzo della “matrice” in cui queste sostanze sono contenute. I fattori di crescita sono infatti prevalentemente contenuti nelle piastrine, che sono la componente del sangue che é dedicata ad innescare la guarigione delle ferite. Da diversi anni, soprattutto in Chirurgia Ortopedica, ma anche in Implantologia Odontoiatrica per migliorare la guarigione viene utilizzato un “concentrato” di piastrine chiamato PRP, iniziali delle parole inglesi Platelet Rich Plasma, che significa Plasma Ricco di Piastrine. Il fatto che le piastrine vengano concentrate permette di avere a disposizione una quantità di fattori di crescita migliaia di volte superiore a quelle che si avrebbe a disposizione lasciando la ferita alla guarigione naturale. Il PRP viene ottenuto attraverso un prelievo di sangue del paziente, che deve essere eseguito in ambiente ospedaliero per avere tutte le garanzie di sterilità delle procedure e del prodotto. Il sangue prelevato viene opportunamente preparato e frazionato ed il risultato viene consegnato, congelato a -89 gradi, al chirurgo pronto per essere utilizzato. Il PRP così preparato si presenta come una specie di cerotto, della forma e delle dimensioni che il chirurgo ha richiesto, per essere utilizzato in quello specifico intervento. Il PRP così preparato può essere utilizzato da solo, ad esempio per coprire delle zone che non é possibile suturare correttamente, oppure mischiato ad osso autologo (cioé prelevato dal paziente stesso) o a sostituto d’osso naturale o sintetico, quando si voglia indurre la formazione di nuovo osso. La grande concentrazione di fattori di crescita accelera fortemente sia i processi di guarigione che la neoformazione ossea, rendendo possibile l’inserimento di impianti di maggiori dimensioni in tempi più brevi. I casi in cui di più si può fruire di questa tecnica sono quelli che richiedono riempimenti di spazi in cui l’osso é andato perso, come nella perdita di denti per motivi parodontali, soprattutto quando gli elementi rimossi sono più di uno, oppure ancora quando si deve recuperare spazio implantologico nel seno mascellare. In questi casi si utilizzerà sotto forma di frustoli insieme ad un riempitivo che possa fare da “impalcatura” per l’osso che andrà a formarsi. Potremo utilizzare invece la forma a “cerotto” per supplire alla mancanza di gengiva con tecniche “GBR” (Guided Bone Regeneration = Rigenerazione Ossea Guidata) ed inserimento contemporaneo di impianti. In questi casi, a causa del grande aumento di volume creato, la gengiva non sarà sufficientemente “lunga” per andare a coprire completamente il nuovo volume: la superficie che la gengiva non riesce a coprire potra’ essere adeguatamente ricoperta dal “cerotto”. Il PRP utilizzato insieme a sostituto osseo trova applicazione anche nel riempimento delle tasche in Chirurgia Parodontale, ovvero quando bisogna riempire lo spazio che si é formato tra la radice del dente e l’osso a causa di infezioni e infiammazione. In questo caso si utilizzeranno sia frustoli di PRP da miscelare con il sostituto d’osso per il riempimento delle tasche sia piccoli riquadri di materiale che fungeranno da parete di contenzione per i materiali sostitutivi stessi.

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Dimagrire con giudizio

Autore: Dr.ssa Alba ALGESI
Via Enrico Fermi 4 - 27050 Retorbido (PV)

Tutti pensiamo all’estate e ai chili da smaltire. Se si ha bisogno di dimagrire occorre rivolgersi ad uno specialista che consiglierà il regime alimentare più adatto. Le diete fai da te o quelle drastiche difficilmente portano a risultati stabili e possono essere dannose per la psiche. Quando si inizia una dieta non bisogna essere troppo rigidi, perchè diminuire drasticamente le calorie può mettere a rischio l’autostima, sostiene Emilia Costa, direttore del Centro Disturbi Alimentari del Policlinico Umberto I di Roma. Un regime dimagrante deve essere equilibrato, piacevole, senza sacrifici e mortificazioni eccessivi. Una dieta funziona se l’obiettivo finale non è troppo difficile da raggiungere. Meglio evitare quindi regimi del tipo “7 kg in 7 giorni”. Se si va a cena con gli amici ci si può concedere una piccola trasgressione diminuendo il giorno dopo le calorie. Gli sforzi eroici aumentano il rischio di un insuccesso e possono innescare disturbi alimentari. Spesso noi mangiamo per placare l’ansia, per compensare dolori e mancanza d’affetto. In questi casi si può provare la psicodieta. Stressato. Essenziale mangiare con calma verdure e frutta. Bene i cibi ricchi di Vitamina A, C ed E come carote, zucca, agrumi, rucola, cereali integrali. Emotivo. Mangiare lentamente cibi con azione sedativa (pasta e cereali) che aiutano a produrre serotonina, amica del relax. Iperattivo. Per evitare i crampi devono magiare almeno una volta alla settimana un piatto di legumi ricco di potassio. Superstanco. Sono determinanti i cibi ricchi di fibre come verdure e cereali integrali che rallentano l'assorbimento di zuccheri e grassi. Sono sconsigliati i dolci.

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