Un nuovo modo di affrontare la dieta

 

Nel campo della nutrizione esistono diverse scuole di pensiero, ma una cosa è
certa: le diete a lungo termine non funzionano, anzi sono il modo più sicuro per rimanere in sovrappeso. Si sono fatte diverse ipotesi sul perché ciò avvenga, e probabilmente le cause sono molteplici; una delle più importanti è che la dieta, intesa come restrizione alimentare, amplifica enormemente il desiderio del cibo ritenuto proibito. Gli alimenti vengono arbitrariamente suddivisi in dietetici e non dietetici, introducendo una pesante limitazione qualitativa che si aggiunge alla restrizione quantitativa. Questo rigido controllo, mantenuto per lunghi periodi, aumenta la frequenza delle trasgressioni, finché si arriva gradualmente ad un comportamento alimentare disordinato e disorganizzato; questo genera un senso di colpa e di fallimento che paradossalmente viene placato proprio attraverso l’assunzione di altro cibo, creando un pericoloso circolo vizioso che
auto mantiene il sovrappeso.
Partendo da queste considerazioni, ormai avvalorate da numerose ricerche in campo
internazionale, il metodo NUTRITIONALMENTE creato dall’incontro di vari specialisti
del settore, ha introdotto un nuovo approccio al problema che è stato messo a punto gradualmente dopo anni di sperimentazione con centinaia di pazienti in sovrappeso: al paziente non viene imposta una dieta ma apprende e fa proprio un nuovo stile alimentare, completamente libero e senza costrizioni, e tuttavia adeguato alle proprie caratteristiche psicobiologiche.
In altri termini il paziente viene rieducato a mangiare in modo più consapevole, attraverso il metodo mindful eating, imparando a trarre dal cibo il giusto nutrimento ma anche la gratificazione naturalmente associata all’atto del mangiare, e riscoprendo la sensazione di “sazietà”.
Questo obiettivo viene raggiunto con l’utilizzo di tecniche innovative, esercitazioni, sostegno a distanza, e laboratori del gusto allestiti all’interno del centro allo scopo di migliorare la sensibilità gusto-olfattiva; l’aumento di tale sensibilità contribuisce infatti ad aumentare la sensazione di sazietà.
Una adeguata rieducazione alimentare renderà più consapevoli delle caratteristiche
dei vari alimenti, nonché dei processi metabolici relativi. Inoltre, attraverso un percorso cognitivo-comportamentale, si imparerà a distinguere la fame fisiologica da quella emotiva; a gestire l’intensità di quest’ultima e soddisfarla paradossalmente anche con il cibo assunto nella modalità consapevole in modo da non attivare il senso di colpa.

La dr.ssa Lucia Vignolo, nutrizionista, ideatrice di NUTRITIONALMENTE “ il metodo PSICOBIOLOGIA DELLA NUTRIZIONE mi girava in testa già diversi anni fa, ma si trattava di poco più che un’intuizione: ero alla ricerca di un nuovo modello operativo per aiutare i pazienti a dimagrire, e sperimentavo un approccio soft, poco restrittivo e molto aderente al particolare contesto di ciascuno. Mi accorgevo in modo sempre più preciso di quanto fosse importante lavorare sul comportamento e sull’aspetto educazionale. Ma è stato solo 3 anni fa, grazie alla preziosa collaborazione del dr. Speciale, che l’intuizione ha trovato terreno fertile. Insieme abbiamo lavorato per più di due anni, discutendo i casi più significativi che mi capitava di trattare, leggendo e sperimentando. Finalmente abbiamo dato forma ad un nostro metodo, fondato su studi e sperimentazioni di livello internazionale che noi abbiamo integrato in un modello operativo estremamente innovativo in ambito nutrizionale.” NUTRITIONALMENTE PSICOBIOLOGIA DELLA NUTRIZIONE via Ippolito d’aste 3 int 4 Genova

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L’Alzheimer, una malattia degenerativa

Autore: Dott.ssa Alba ALGESI
Retorbido (PV)

Il cervello allenato, abituato ad esercitarsi costantemente si difende meglio dalle malattie generative del sistema nervoso e in particolare dal morbo di Alzheimer. Il
cervello è una macchina complessa, dotata di elevata capacità di aumentare le connessioni tra i neuroni. Con il trascorrere del tempo nel cervello si forma progressivamente una vera riserva, una specie di potenziale di funzioni, attivata ed incrementata durante tutta la vita a partire dall’infanzia. Le potenzialità che favoriscono
la crescita di questo potenziale sono quelle legate alle scuole, al lavoro di tipo intellettuale. Tutte queste attività contribuiscono a mantenere la mente attiva e stabiliscono importanti connessioni tra i neuroni.
Una mente costantemente allenata, contribuisce a contrastare i processi degenerativi che colpiscono mente e cervello. Il morbo di Alzheimer è una vera malattia degenerativa molto invalidante che distrugge progressivamente le cellule cerebrali. Il malato mira a dimenticare tanto è vero che con il trascorrere del tempo il cervello non è più in grado di trasmettere gli impulsi nervosi. Gli esami neurologici che misurano la memoria
sono indicatori della malattia. Si può ricorrere anche alla TAC cerebrale per escludere
altre cause di demenza. Non esiste una cura in grado di arrestare il processo degenerativo del cervello. I farmaci somministrati servono per attenuare i sintomi,
rallentando la perdita della memoria e delle funzioni cognitive e consentendo al paziente di restare autonomo il più a lungo possibile senza guarire. Un buon modo per tenere la mente in allenamento dopo la pensione è rappresentato dai corsi proposti dalle università della terza età sparse in tutto il territorio italiano. Lo scopo è quello di riuscire ad integrare gli anziani nella vita sociale. Coloro che hanno studiato per molti anni o che
hanno svolto una progressione di un certo livello, in cui l’aspetto intellettuale è predominante sono avvantaggiati rispetto a quelle con un livello di educazione più basso. E’ importante leggere il più possibile ad ogni età. Occorre sfruttare il tempo libero in modo intelligente leggendo; oltre ad essere un piacere, la lettura è efficace per tenere in allenamento la mente e non lasciarsi sopraffare dalla pigrizia. I ricercatori hanno dimostrato che, anche una buona attività fisica praticata con regolarità, aiuta a mantenere in forma, oltre a muscoli, anche la mente.
L’attività fisica stimola la produzione di sostanze utili per il funzionamento di neuroni a vantaggio della salute della mente. E’ bene concedersi ogni giorno una passeggiata o una lezione di ginnastica. Occorre studiare per tenere viva l’attività cognitiva.

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