Novità nella diagnosi del tumore al seno
Per ulteriori informazioni: www.fleming.it
IN ITALIA IL TEST DELLE URINE PER LA DIAGNOSI PRECOCE ESTRAMET è l’esame delle urine che permette di individuare l’indice di rischio di tumore al seno osservando il rapporto tra i metaboliti Estrone2/Estrone16. Si chiama ESTRAMET, è un esame delle urine in grado di individuare in una donna l’indice di rischio del tumore al seno attraverso la definizione del rapporto tra due metaboliti l’Estrone2 e l’Estrone16. Viene introdotto in Italia dagli Stati Uniti grazie all’attività di Ricerca e Sviluppo del Centro Analisi Fleming di Brescia, laboratorio di analisi cliniche, leader in Italia con il marchio FlemingLabs per l’attività di Service di laboratorio garantite a oltre 800 strutture sanitarie e ospedaliere. Oltre a fattori genetici e ambientali, legati allo stile di vita, il fattore di rischio che predispone maggiormente all’insorgenza del carcinoma mammario è quello endocrino. È stato dimostrato che il tumore del seno è un tumore ormone sensibile, per questo si considera determinante per lo sviluppo della malattia la prolungata esposizione agli estrogeni. Le donne con menarca precoce (prima dei 12 anni), ad esempio, e con menopausa tardiva (dopo i 50 anni) presentano un rischio più elevato. «La medicina di laboratorio – spiega il dr Roberto Colombo, direttore Sanitario del Fleming – ha studiato il ruolo degli estrogeni nella neoplasia del seno. Il nostro organismo metabolizza tali ormoni in differenti metaboliti i quali possono stimolare o inibire l’insorgenza del cancro mammario. I metaboliti individuati sono l’Estrone2 e l’Estrone16: si è osservato - continua Colombo - che L’Estrone2 presenta proprietà antitumorali, le donne che hanno una prevalenza di Estrone2 tendono ad essere più protette rispetto a quelle che hanno una maggiore produzione di Estrone16. Gli studi clinici hanno dimostrato che dal rapporto Estrone2/Estrone16 si può individuare un importante indice di rischio di contrarre il tumore alla mammella». «ESTRAMET - sottolinea il dr Roberto Colombo - permette di attuare una prevenzione primaria del tumore del seno personalizzata. Ogni donna, infatti, può intervenire positivamente per evitare che si sviluppi la malattia, assumendo una sostanza chiamata l’indolo3carbinolo, che favorisce la formazione di Estrone2 protettivo. L’indolo3carbinolo è la sostanza base delle crocifere: cavolo, cavolfiore e cavolini di Bruxelles. Questo esame – continua Colombo - è importante per la prevenzione e si offre come strumento “educativo” proprio perché indica quanto uno stile di vita e di alimentazione corretti siano capaci di aiutare le donne a sconfiggere questa terribile malattia». Il carcinoma alla mammella oggi colpisce in Italia quasi 40 mila donne l’anno. È conosciuto come uno dei tumori femminili maggiormente diffusi. La ricerca medica sta sviluppando e mettendo a punto cure sempre più efficaci, rimane comunque determinante una diagnosi precoce, con un impiego sempre più diffuso della mammografia. ESTRAMET è disponibile da aprile nei punti prelievo di Centro Analisi Fleming a Brescia, Fabre a Milano e San Nicolò a Como, ed in tutti i laboratori che si avvalgono di FlemingLabs per l’esecuzione di esami specialistici.
EIACULAZIONE PRECOCE 
Presentati i risultati della prima indagine pan-europea
Multimedia Healthcare Communication Divisione di Publicis Healthcare Communications Group Italy Srl Michele Grieco
tel. 02.77.01.34.21
e-mail: michele.grieco@publicishealthcare.com
Le leggende metropolitane vorrebbero il teenager, carico di ormoni e insicurezze, e il single, i cui incontri sessuali sono segnati dall’ansia tipica dei nuovi appuntamenti, più a rischio di EP. Invece, il maschio italiano più affetto da questo disturbo è giovane sì ma non giovanissimo: come negli altri paesi europei, ha infatti, prevalentemente, tra i 31 e i 40 anni. E non è solo un single, ma è coinvolto in una relazione stabile o di lunga durata (il 76%).
L’eiaculazione precoce si conferma, dunque, come una condizione meno collegata a elementi o a eventi transitori, come risulta anche dalle evidenze scientifiche che mostrano che si tratta di una condizione più sostanziale e strutturata. Tant’è vero che il 46% degli uomini soffre di EP da sempre e il restante 54% ha sintomi di EP in media da 9 anni. Eppure, per la maggior parte degli uomini del vecchio continente (e gli Italiani non fanno eccezione), l’EP è ancora ritenuta solo, ed erroneamente, un problema psicologico e non anche una condizione medica che può essere affrontata efficacemente, affidandosi con fiducia a uno specialista che dispone ormai di un nuovo farmaco espressamente indicato e ufficialmente approvato per il trattamento di questo problema. “Ogni volta che si realizza una ricerca su questo problema, i risultati sono tali da spiazzarci: l’eiaculazione precoce si dimostra puntualmente diversa rispetto a ciò che pensavamo, sfatando miti e cliché, - commenta il Prof. Emmanuele A. Jannini, Coordinatore della Commissione Scientifica della SIAMS e del primo Corso di Laurea in Sessuologia dell’Università italiana, all’Aquila - L’indagine europea non fa eccezione da questo punto di vista, confermando che l’EP non è affatto prevalentemente a carico dei single e dei teenager“.
E non è il solo mito sfatato dall’indagine europea sull’EP. “Contrariamente allo stereotipo che vuole il maschio latino avvitato su se stesso, narcisista e poco attento alla partner, il paziente italiano con EP è assai più interessato alla qualità che alla quantità: nel 60% dei casi, l’EP rende, infatti, insoddisfacente la sua vita sessuale più che quella degli uomini di altri paesi d’Europa, - spiega il Prof. Jannini. – Ed è addirittura più insoddisfatto della sua stessa partner (che lo è al 40%), che è in fondo la ‘parte lesa’.
In altre parole, pur essendo partito da molto più lontano rispetto al maschio, per esempio, svedese, l’Italiano è giunto a possedere un grado molto elevato di attenzione nei confronti della propria partner. I pazienti, cioè, misurano ormai se stessi e il proprio successo in termini di orgasmo femminile e non più di ‘tacche sul fucile’. E, tra l’uomo e la donna, chi è più preoccupato non solo della soddisfazione sessuale, ma anche della stabilità stessa della coppia è proprio il primo (il 55% contro il 29%)“. È forse per questo che “Italians do it better?”
Quanto alla donna italiana, da un lato, essa è la meno frustrata durante l’attività sessuale (solo per il 28% dice di esserlo, a differenza delle Inglesi, che lo sono nel 53% dei casi). Dall’altro, però, è tra le più arrabbiate d’Europa (29%, contro il 13% delle Svedesi o il 15% delle Spagnole) ed è la donna europea che si sente meno in colpa per il disturbo di cui soffre il suo compagno (8% contro il 22% delle Inglesi e il 25% delle Francesi).
Eppure, malgrado tutto, il 72% delle donne italiane non ha mai affrontato l’argomento con nessuno. “Dall’indagine emerge in sostanza il profilo di due donne diverse, opposte, anche se accomunate dal problema di fare meno sesso di quanto vorrebbero. Insomma, a fronte di un universo maschile tutto sommato molto uniforme, quello femminile ha luci diverse, molto suggestive dal punto di vista psicologico: convivono sotto il sole d’Italia donne accoglienti, materne e non giudicanti (sono quelle che dichiarano di essere poco sessualmente frustrate, nonostante l’EP), magari meno influenzate dalle istanze femministe e altre, cresciute con Sex and the City, che non si colpevolizzano di certo per il mancato controllo maschile, ma anzi gliene fanno una colpa precisa “.
Di fronte a queste istanze femminili, il rapporto di coppia del maschio italiano con EP non è solido come lui lo vorrebbe (nel 34% dei casi). Egli avverte una crescente tensione reciproca (28%), teme che l’altra non si senta amata (27% ), a volte ricorre perfino a un’altra partner, sperando, spesso senza riuscirci, di recuperare il perduto controllo dell’eiaculazione( 24%). E dal punto di vista dell’impatto sulla coppia, il maschio italiano è comunque tra i più preoccupati in Europa che aumenti la distanza dal partner (40%). Forse è per questo che cerca di saperne di più (il 65% lo ha fatto), a differenza degli uomini di altri paesi, quali gli Svedesi (39%) e gli Inglesi (37%). L’Italiano ricava informazioni soprattutto da Internet (il 54%), dalla TV (il 12%) e da giornali e riviste (il 9%). Insomma, è più informato e utilizza di più il Web per ricavare informazioni.
Tant’è vero che il sito dedicato all’argomento, www.eiaculazioneprecocestop. it, in soli 9 mesi ha già largamente superato i due milioni di pagine viste. “Si tratta di un indicatore del livello di attenzione, una misura di quanto un uomo sia veramente attento al problema, al di là delle parole.
Ed è senz’altro anche l’effetto delle campagne di informazione che sono state realizzate nel nostro paese sull’argomento, quali i tre giorni di visite gratuite degli EP Days, una iniziativa che viene riproposta anche quest’anno, a partire dal 24 maggio da parte delle Società scientifiche di Medicina Sessuale, Andrologia e Urologia“. Insieme agli Spagnoli, l’uomo italiano con EP è l’europeo che ne ha parlato di più (62%), al contrario degli Inglesi, che sono i più riservati (soltanto il 29% ne parla). Lo ha fatto principalmente con la partner (40%) e poi, in misura minore, con un esperto (28%): sono i dati più alti d’Europa, seguiti a ruota da quelli della Spagna. Per quanto riguarda la partner, invece, l’EP resta un tabù dappertutto in Europa. Il fatto che solo in un terzo dei casi il maschio italiano abbia parlato del proprio problema dipende da diversi
fattori.
Non è solo che ritiene l’argomento troppo imbarazzante per parlarne con il medico (il 48%) e neppure che ha l’errata convinzione che questi non sia in grado di risolverglielo: soprattutto pensa di non avere un problema medico, da affrontare appunto con un esperto, ma un sintomo legato alla sfera soggettiva, alla psicologia della vita di relazione. Non stupisce quindi che in tutta Europa soltanto nel 23% dei casi gli uomini (e il 26% delle partner) ritengono che l’EP sia una condizione medica in sé, cioè un problema sessuale con precise cause congenite o acquisite, magari anche di natura organica. In sostanza, per circa tre quarti degli Europei interpellati dalla ricerca, l’EP rimane, erroneamente, solo un problema psico-relazionale. “Il dato più interessante è quest’ultimo, al di là del naturale imbarazzo.
Tutti sono imbarazzati a parlare della propria sessualità e hanno difficoltà ad ammettere un fallimento sessuale, specie per una cultura come quella latina dove non vi è una grande facilità di espressione dei propri bisogni sessuali. E la ricerca lo conferma: la metà degli Italiani si sente a disagio nel parlare del problema con la propria partner, al contrario dei Portoghesi, che ne parla nel 71% dei casi. Il vero motivo per cui l’EP, il disturbo sessuale più diffuso, è anche quello meno visto dai medici risiede proprio nel fatto che viene percepito come un problema prevalentemente psicologico.
E anche (e forse soprattutto), nel fatto che le persone non sono ancora a conoscenza che esiste un rimedio farmacologico“. A questo proposito, l’indagine paneuropea mette in evidenza che in media, meno del 40% degli uomini ha provato un qualche tipo di rimedio. Rimedi consistenti, soprattutto, in tecniche comportamentali, ginnastiche o creme.
Solo una minoranza ha provato con un trattamento farmacologico (prescritto da un medico). In definitiva, l’indagine conferma che siamo sulla buona strada, che abbiamo fatto molto, ma che vi è ancora molto da fare. “Il messaggio è duplice. Da una parte dobbiamo tutti sapere che è disponibile una soluzione farmacologica, a base di dapoxetina, specificamente e ufficialmente indicata per la cura dell’eiaculazione precoce. Dall’altra, dobbiamo essere consapevoli che i medici sono ormai sempre più attrezzati per riconoscere le possibili cause di natura fisica, che non sono in alternativa a quelle di ordine psicologico, ma si accompagnano a queste ultime, - conclude il Prof. Jannini. – E ciò deve spingere sempre più i pazienti a rivolgersi con fiducia al medico. Perché no, aiutati dalle loro partner“.
Risveglio di primavera al Grand Hotel Kalidria
Grand Hotel Kalidria & Thalasso SPA 5* S.S. 106 Località Principessa 74010 Castellaneta Marina (TA)
Tel. 099 8201001 www.kalidria.it
UN WEEKEND DI BENESSERE DEDICATO ALLA SALUTE DELLA PROPRIA PELLE
È noto a tutti che il sole è un alleato della bellezza perché il colore che dona alla pelle si traduce in un innegabile tocco di fascino per il proprio aspetto. Ma il sole è anche un alleato della salute: i suoi raggi favoriscono infatti la produzione di vitamina D, indispensabile per la fissazione del calcio nelle ossa, e la liberazione di istamina, una sostanza che dilata i vasi, aumentando l’affluenza di sangue agli organi interni e nei muscoli scheletrici delle zone adiacenti la cute irradiata.
Studi scientifici hanno però dimostrato che esiste un rovescio della medaglia: il sole, se preso in maniera eccessiva e senza l’adeguata protezione, indebolisce l’epidermide e altera sia il film idrolipidico che il processo di melanogenesi (di formazione della melanina), favorendo la comparsa di antiestetiche macchie bianche o brune. Inoltre, i raggi solari accelerano il processo di invecchiamento, favorendo la produzione di radicali liberi: i raggi Uva, in particolare, penetrano in profondità indebolendo le fibre elastiche della pelle. Il sole è dunque anche fonte di “stress” per la pelle: per questo sarebbe importante, prima di procedere all’esposizione solare, effettuare un check up sullo stato di salute della propria pelle e ritrovare il suo equilibrio con l’ausilio di trattamenti studiati ad hoc da un team di dermatologi esperti.
Come quelli disponibili al Grand Hotel Kalidria & Thalasso Spa 5* di Castellaneta Marina (TA) che propone un weekend di benessere fino al 21 giugno (escluso ponti e festività): Risveglio di Primavera. La formula contempla, oltre a due pernottamenti in mezza pensione (bevande escluse), un’efficace ed esclusiva metodica finalizzata al trattamento della pelle nella sua globalità che combina un’azione superficiale, svolga da peeling leggeri, con una più profonda, legata alla penetrazione di principi attivi efficacissimi: Skin Balance System.
Messo a punto dal Professor Antonino Di Pietro, specialista di fama internazionale in Dermatologia e Venereologia nonché presidente ISPLAD e Direttore Scientifico dell’area Benessere e Bellezza della struttura pugliese a 5 stelle, in collaborazione con la Dottoressa Alda Malasoma, dermatologa oltre che Coordinatrice dell’area Benessere e Bellezza, Skin Balance System si configura come un trattamento personalizzato, mirato alle esigenze della cute del singolo paziente.
Il pacchetto comprende anche la possibilità di effettuare 2 Percorsi acquatonici,1 cromo idromassaggio riattivante marino, in acqua di mare a 34°, con idrogetti massaggianti a profondità differenziata, attivi su tutto il corpo dalla zona plantare a quella cervicale, camminata controcorrente, sedili e letti ad effervescenza. Per un’azione tonica ed intensamente rilassante. L’offerta, a € 390,00 a persona include anche l’ingresso quotidiano in sauna, bagno turco e sala fitness. Kalidria Grand Hotel & Thalasso SPA è un albergo di ricercata raffinatezza situato in Località Principessa, a Castellaneta Marina. Direttamente collegato al centro di Thalasso SPA, una delle più grandi d’Europa e la più grande in Italia, Kalidria è attrezzato con piscine di acqua di mare riscaldata interna ed esterna, cabine per l’idro e la cromoterapia, sauna, bagno turco, area relax e centro fitness, per un totale di oltre 3500 metri quadrati dedicati alla remise en forme con le migliori expertise del settore.