Eiaculazione precoce un problema di coppia

Autore: Prof Aldo Franco DE ROSE
Specialista Andrologo e Urologo,
Genova.
aldofdr@libero.it

Un problema di coppia che bisogna riconoscere e trattare
1 - 3 - 5 - 10 minuti. Qual è il tempo necessario per un rapporto sessuale soddisfacente?
Attualmente non esiste uno standard di normalità riguardo al tempo di durata: 30 secondi, un minuto, quindici minuti non hanno alcun valore in quanto il tempo che la donna richiede per raggiungere l’orgasmo è assolutamente variabile. Per questo motivo
l’eiaculazione precoce, pur rimanendo il disturbo sessuale più diffuso, rappresenta la patologia più complessa da definire, sebbene il termine stesso sia facilmente interpretabile. Ma l’eiaculazione precoce, oltre a costituire una grave disfunzione sessuale maschile rappresenta soprattutto un grave disturbo che impoverisce e influenza negativamente il benessere sessuale della coppia.eiaculazione1
E’ quindi naturale che il suo approccio debba essere il più ampio, completo e multidisciplinare possibile, occupandosi delle problematiche relative alla coppia, non solo al maschio. In Italia si calcola che a soffrire di questo disturbo sia almeno il 25% dei
maschi sessualmente attivi: quindi un uomo su quattro.
Come avviene l’eiaculazione
L’eiaculazione rappresenta l’azione neuromuscolare più complessa dell’intero atto sessuale a cui partecipa il sistema nervoso centrale e periferico nonché una intensa componente psico- emotiva. Il meccanismo dell’eiaculazione è composto da tre fasi
principali :
- La prima fase è detta di preparazione ed è costituita da un progressivo incremento delle secrezioni della ghiandola prostatica e vescicole seminali (fase dipendente dal sistema nervoso parasimpatico)
- La seconda fase è quella della emissione, sicuramente quella più complessa ed è caratterizzata dall’accelerazione del transito degli spermatozoi lungo il deferente e dalla potente contrazione peristaltiche della muscolatura liscia dei deferenti stessi, delle ampolle referenziali, delle vescicole seminali e degli acini della ghiandola prostatica
che provocano la emissione del liquido seminale nell’uretra posteriore. In questa fase il liquido seminale rimane intrappolato nell’uretra prostatica tra lo sfintero striato dell’uretra ed il collo vescicole, che naturalmente rimangono chiusi. SI forma così una
“camera di compressione”
- La terza fase è caratterizzata invece dalla “camera di scoppio” Si ha l’eiaculazione vera e propria ed è caratterizzata da contrazioni ritmiche e ben coordinate contrazioni dei muscoli ischio e bulbo cavernoso, del pavimento pelvico e dal contemporaneo rilasciamentodel muscolo sfintero esterno dell’uretra, mentre rimane chiuso il collo vescicale. Solo a questo punto il liquido seminale viene espulso all’esterno.
Cause dell’ eiaculazione precoce
L’eiaculazione precoce viene definita primaria o secondaria a secondo che persista da sempre o consegua a periodi di normalità mentre le sue cause si distinguono in organiche e psichiche, anche se spesse volte si trovano associate. Non c’è dubbio però che siano quelle psichiche a prevalere.
Spesso infatti l’eiaculazione si attribuisce al senso di colpa, all’aggressività femminile, all’influenza nefasta del primo rapporto con quella partner, a conflitti relazionali con i propri genitori, al tipo di educazione.
Tutto questo può essere vero ma in parte in quanto il motivo principale risiede sempre nell’incapacità del maschio a riconoscere e controllare il riflesso eiaculatorio con la sua volontà e con la muscolatura perineale.
E riguardo al disordine di questa muscolatura sembra che gli eiaculatori precoci abbiano “una inversione del comando”: infatti alla decisione di contrarre lo sfintere anale per ritardare il riflesso eiaculatorio, contraggono la muscolatura addominale. La presenza
di questo disturbo, durante gli atti sessuali, potrebbe giustificare l’eiaculazione precoce e quindi certe forme di impotenze (fuga venosa).
Tra le cause organiche di eiaculazione precoce, che quasi sempre sono secondarie, si distinguono quelle urologiche, neurologiche, sistemiche e iatrogene.
Tra le cause urologiche vi è la brevità del frenulo breve che in erezione, essendo stirato, può abbassare la soglia di stimolazione e innescare precocemente il riflesso eiaculatorio. Seguono le infiammazioni delle basse vie urinarie, uretriti, prostatiti e vescicoliti sole o, più frequentemente, associate tra loro che rendono più sensibili, per l'irritazione da esse provocata, le strutture anatomiche coinvolte nel fenomeno eiaculatorio.
La dottoressa Kaplan, che in materia ha sicuramente la più vasta esperienza, afferma che la maggior parte dei pazienti con eiaculazione precoce è psichicamente normale ma vive conflitti interiori che alterano la loro cognizione sensitiva sessuale fino a perdere il controllo volontario sul riflesso eiaculatorio.
Classificazione dell’eiaculazione precoce (Kaplan)
a) Grave: eiaculazione prima della penetrazione (ante portam) o entro 15 secondi o 3 spinte;
b) Media: eiaculazione entro 15-30 secondi o 8 spinte;
c) Lieve: eiaculazione entro 1-2 minuti o 10 spinte.
Le prime sono senza dubbio le forme più frequenti, riguardano soggetti giovani alle prime esperienze sessuali, fragili caratterialmente, spesso con una totale disinformazione sulle dinamiche sessuali (erezione, eiaculazione, orgasmo) la cui richiesta di aiuto è spesso rivolta a persone sbagliate (amici più anziani) o disattesa da strutture sociali assolutamente carenti per quanto riguarda l'educazione sessuale.
Oggi questo disturbo sessuale viene considerato come l'incapacità del soggetto a controllare volontariamente il riflesso eiaculatorio una volta che abbia raggiunto l'intenso livello di eccitamento, non prendendo più in considerazione il tempo di durata, il numero delle spinte coitali, nè il raggiungimento del piacere della partner.
E proprio per l’influenza di tutti questi fattori, ritenuti importanti nel passato, che non si è arrivati mai a stabilire una giusta dimensione del problema:
l’incidenza dell’eiaculazione precoce, varia enormemente, passando dal 10 al 50% e In Italia, secondo i dati raccolti dagli andrologi durante l’ultima settimana di prevenzione
andrologica, risulta che circa il 30% di uomini sessualmente attivi, 6 milioni circa e cioè il doppio di quelli che lamentano deficit erettivo, riferiscono eiaculazione precoce. Un problema quindi di grossa portata che, nella maggior parte dei casi incide negativamente
sul rapporto di coppia.
Come riconoscerla
La diagnosi di eiaculazione precoce non è difficile. Prima di tutto però bisogna sapere ascoltare e capire il disturbo ma anche comprendere le ansie e i timori che vengono lamentati e, per ultimo, i problemi di coppia che questo problema spesso genera.
Solo successivamente bisognerà interrogare il paziente e quindi conoscere tutta la sua storia clinica, eventuali problemi uro-andrologica e sessuologica, esame obiettivo, indagini di laboratorio e esami strumentali.
L'anamnesi servirà a chiarire la forma clinica del disturbo e ha una interazione medico-paziente fondamentale per un corretto rapporto terapeutico. La visita servirà per osservare la lunghezza del frenulo, valutare, mediante l'esplorazione rettale, le condizioni
della ghiandola prostatica.
Come reagisce il maschio
L’uomo incomincia a reagire al problema cercando di adottare vari artifizi: si pensa ai cosiddetti fantasmi negativi come tasse, capo ufficio, malattie o guerre senza pensare invece di accrescere la sensibilità alle sensazioni erotiche perché proprio queste insegneranno a riconoscere e quindi a dominare i segnali dell’eiaculazione. A questo comportamento che determina sempre un insuccesso fa seguito la fase dei rapporti frequenti, i nuovi tentativi, le masturbazioni prima del rapporto ma è sempre peggio, esclusione fatta per i più giovani che hanno un periodo di refrattarietà molto breve
(10-15 minuti) e quindi riescono a dare continuità al rapporto. In tutti gli altri casi si peggiora la situazione e si assume un atteggiamento difensivo tentando di evitare il rapporto. Tutto questo evolve e finisce con il determinare un problema relazionale con la
propria partner che si sente rifiutata e respinta, soffrendo in molti casi più di questa condizione che non dalla brevità del rapporto. Quando poi si instaura una forte ansia di prestazione e se il problema non viene affrontato in tempi brevi, subentra anche impotenza sessuale.
La terapia
Da alcuni anni la terapia dell’eiaculazione precoce ha registrato significativi progressi, soprattutto quando è stato possibile individuare la giusta causa, come per esempio l’infiammazione degli organi genitali, malattie neurologiche. Nelle forme psicogene
pure ottimi risultati sono stati ottenuti con farmaci serotoninergici o antidopaminergici
come l’Alprozalam, Clormipramina, Fluoxetina, Sertralina, Trazodone, che hanno l’effetto collaterale di ritardare o annullare completamente l’eiaculazione, riducendo il consumo di serotonina nei centri periferici e nelle vie spinali del riflesso eiaculatorio. Spesso però, per evitare che l’effetto benefico si esaurisca al sospendere della terapia, è necessario un supporto psicologico o anche l’impiego di alcune tecniche comportamentali come quelle della compressione del glande e dello “stop and start”; al contrario le sedute
di elettrostimolazione associate a riabilitazione o rieducazione con biofeedback sono indicate soltanto nei disturbi della muscolatura perineale con inversione del comando, in quanto responsabile del mancato controllo eiaculatorio. Quando non è possibile identificare una giusta causa vengono consigliate creme con anestetici locali o l’intervento di neurotomia di Tulij.
Dopo la pubblicazione su Urology avvenuta nel 2000, viene anche utilizzata la SS cream, un rimedio asiatico composto di ben nove erbe: Bufonis venenum, angelica gigantis radix, Zanthoxyli fructos, cistanchis herba, torilis semen, , ginseng radix alba asiasari radix, cayophylli fios, cinnamomum cortex. Anche queta crema agirebbe sulla desinsibilizzazione
nervosa.eiaculazione3
Il Metodo Stop-Start
Fase I
Senza penetrazione l’uomo Individua i segni dell’imminente eiaculazione mentre viene accarezzato dalla partner;
L’uomo si sottrae alle carezze in vicinanza dell’eiaculazione sino al crollo dell’erezione.
(l’esercizio si ripete due tre volte, raggiungendo l’orgasmo solo alla fine).
Fase II
Si cosparge il pene con la vasellina in modo da avere la sensazione della penetrazione. Seguono le carezze della donna secondo abitudini della coppia.
L’esercizio va ripetuto 4-5 volte di seguito prima di eiaculare.
Fase III
Finalmente è la fase della penetrazione ma con la donna sopra; in tale posizione le sensazioni per l’uomo sono meno intense.
La concentrazione dell’uomo deve essere sempre rivolta alla percezione delle sensazioni che precedono l’orgasmo. Dopo 3-5 volte si può cambiare posizione.
Fase IV
Posizione Laterale: l’uomo e la donna si sdraiano su di un fianco per trovarsi faccia a faccia. In questa posizione, i movimenti del rapporto devono essere in sintonia con la donna.
Fermarsi 3-5 volte prima di raggiungere l’eiaculazione e quindi l’orgasmo
Fase V
Posizione Tradizionale con l’uomo sopra la donna.
Questa è la posizione più critica per il controllo dell’eiaculazione: è possibile quindi che le prime volte si possa fallire.
In tal caso è meglio che si ritorni alla posizione laterale o rovesciata (lei sopra).
Ecco le novità
Ma le novità sono in arrivo. Si chiama Dapoxetina la nuova molecola per combattere l’eiaculazione precoce. La molecola in questione appartiene alla categoria di quelle utilizzate per la cura della depressione ed è stato specificamente formulata per questo
disturbo. Secondo sperimentazioni della Urologic Surgery della University of Minnesota di Minneapolis, il farmaco sarebbe sicuro ed efficace.
Le ricerche effettuate su 2600 uomini indicano che dopo 12 settimane di trattamento il controllo del raggiungimentodell’orgasmo è più che triplicato per gli uomini che assumevano la dose maggiore di farmaco e quasi triplicato per quelli che ne assumevano meno. Inoltre tutti i pazienti hanno un miglior controllo sull’eiaculazione: tra gli
effetti collaterali segnalati: mal di testa, secchezza della bocca, diarrea e nausea. Per ora la dapoxetina è ancora in sperimentazione e quindi prima che inizi l’impiego clinico si
dovrà attendere, posto che il vantaggio che comporta sia ritenuto adeguato dagli enti regolatori (la FDA - Food and Drug Administration americana).
Infine l’intervento chirurgico.
Esso è efficace nel 35-40% dei casi di eiaculazione precoce e consiste nella desensibilizzazione delle fibre sensitive situate a livello del frenulo. Viene eseguito in anestesia locale e deve essere condotto da persone esperte, altrimenti può risultare inefficace, specialmente quando si esegue soltanto una frenulaplastica. Con la desensibilizzazione si agisce in profondità, sulle fibre sensitive che decorrono sull’albuginea dei corpi cavernosi.

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Endoscopia ginecologica... Avellino chiama Italia

 

Il Gruppo Malzoni ha realizzato due sale operatorie, due straordinari gioielli della tecnologia.
Si tratta delle prime sale operatorie del genere realizzate in Italia – e tra le poche esistenti in Europa - nel campo dell’endoscopia laparoscopica e isteroscopica. Totalmente integrate, presentano un’attrezzatura altamente tecnologica, gestita interamente da un sistema computerizzato che permette notevoli vantaggi in termini di
ottimizzazione di tempi e personale.
Ancora una volta precursore nel campo della sanità all’avanguardia, con le nuove strutture il Gruppo Malzoni dà vita alla prima esperienza di due sale operatorie speculari in grado di “parlarsi” tra loro. La ginecologica endoscopica conosce così una nuova frontiera anche sul fronte della didattica. Le nuove sale operatorie sono infatti interamente cablate con telecamere e sei linee Isdn, collegate in rete, permettendo l’avvio di una teleconferenza immediata in tutto il mondo premendo solo un pulsante.
Con un sistema di touch screen, inoltre, il chirurgo ha la possibilità di “disegnare” sull’immagine, fornendo un supporto inedito per la didattica, ma anche di scattare fotografie, realizzare filmati e videoregistrazioni.
Grazie al nuovo sistema, inoltre, il chirurgo è in grado di gestire non solo tutte le telecamere presenti, ma anche una telecamera ambientale grazie alla quale può comunicare con la sala operatoria disponendo di un semplice computer. E ancora, le
immagini provenienti dalla radiologia ora potranno entrare direttamente nel campo operatorio attraverso il computer.
Le sale operatorie sono inoltre collegate con la sala convegni per corsi interni.
Le nuove sale operatorie sono staterealizzate, con un sistema di assoluta avanguardia ideato dal gruppo tedesco Storz , presso la Casa di Cura Villa Esther di Avellino in via San
Tommaso, dove la Casa di Cura Malzoni ha trasferito un modulo di endoscopia ginecologica composto da venti posti letto.
Il Gruppo Malzoni sta inoltre programmando una struttura all’avanguardia, con duecento posti letto, servizi e divisioni moderni e funzionali, per soddisfare ogni esigenza dell’utenza che sarà operante entro il 2010, con un’unica grande parola d’ordine: eccellenza.

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L’ IRA
CHERRY PLUM

Maria Vittoria BRIZZI TESSITORE
Dott. in Medicina e ChirurgiaFiori di Bach
Dott. in Lingue e Letterature
Straniere
Prof. in Materie Letterarie
Genova
Tel. 010/54.51.677
Cell. 348/32.25.941
www.omeopatiaonline.com

L’ira è uno stato d’animo che, come ogni reazione violenta, provoca in noi danni psichici e fisici. Può assalirci, spesso improvvisamente, nelle più svariate circostanze.
Chi non si è mai agitato perché il guidatore dell’automobile davanti alla nostra andava troppo piano facendoci “perdere” un semaforo?
Anche in fila davanti agli sportelli di una banca, di un ufficio postale o di qualunque altro luogo, ci esasperiamo dando, sottovoce, dell’incompetente all'impiegato che secondo noi, non è all’altezza.ira
Pensiamo che noi ce la caveremmo meglio.
Vera o falsa che sia la presunta nostra superiorità, (facile è la critica, difficile è l’arte) ai più nervosi in attesa, comincia ad accelerarsi il polso.
Il battito più frequente non serve persveltire le cose; è un qualcosa di inutile o di, addirittura, dannoso che, per essere arginato, ha bisogno di, un po’ di razionalità e forse, di qualche goccia di Cherry plum.
È, questo, uno dei fiori di Bach utile per la paura della perdita del controllo.
La dottoressa M. L. Pastorino nel suo libro “Introduzione ai rimedi floreali di Bach”, riporta un fatto particolarmente esplicativo.
“Ebbi occasione – scrive l’autrice citata – di usare questo medicamento con una donna di trentacinque anni che al suo sesto mese di gravidanza, subito dopo una lite con il marito, presentò un quadro di intensa angoscia e un forte sentimento di odio verso il marito.
Mandatami urgentemente dal duo psicoterapeuta per essere curata, a un dato momento del suo racconto disse: “o lo ammazzo o mi ammazzo....”
Indicai Holly per il suo intenso odio, Cherry plum per la paura della perdita del controllo e Sweet Chestnut per l’intensa angoscia.
Prescrissi 4 gocce ogni 10 minuti durante la prima ora, ogni 20 minuti durante la seconda ora e poi ogni ora. Quattro ore dopo era tranquilla e dormì profondamente tutta la notte. Il quadro acuto aveva ceduto” (pag 37 opera citata -1995).
Determinante é stata l’assunzione di Cherry plum.
È un buon rimedio per calmare i movimenti degli arti inferiori nella “sindrome delle gambe senza riposo” quella sensazione di fastidio, di reptazione, tremore, agitazione involontaria
riscontrabile quasi sempre fra il ginocchio e la caviglia e accompagnata da scosse brusche.
Questa sindrome che è, di solito, migliorata dal movimento e dalla marcia, viene curata, in medicina omeopatica anche (ma non solo) con Zincum metallicum o sulfuricum prescritto
nelle giuste dosi dal medico che, valutato il quadro patologico, visti i risultati delle analisi che avrà consigliato, potrà migliorare la salute del paziente. È ormai risaputo che ogni malato è un essere unico e irrepetibile, diverso da altri e del quale, perciò, bisogna valutare il “terreno” e la costituzione.

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Sistema Cultura Italia, punto di partenza o di arrivo...

CONFINDUSTRIA: NASCE SISTEMA CULTURA ITALIA, LA FEDERAZIONE ITALIANA DELL’INDUSTRIA CULTURALE
La nuova Federazione riunisce le Associazioni delle imprese editoriali, discografiche, multimediali, dell’intrattenimento audiovisivo e dal vivo, nonché le imprese distributrici di tali beni e servizi che già facevano parte del sistema Confindustria. Sistema Cultura Italia riunisce infatti oltre all’Associazione Italiana Editori - AIE (editoria), anche AFI (fonografici), AGIS (spettacolo), ANES (stampa periodica specializzata), ANICA (cinema e audiovisivo), FIMI (discografici) e UNIVIDEO (home video).
Tra gli obiettivi della nuova Federazione ci sono
- la tutela dei diritti e degli interessi collettivi degli associati sul piano nazionale, comunitario ed internazionale;
-la promozione della salvaguardia del diritto d’autore e la proprietà intellettuale in ogni sua forma;
-la lotta alla pirateria audiovisiva, discografica, editoriale e multimediale in ogni sua forma, modalità di espressione e manifestazione.
“La nuova Federazione - sottolinea Federico Motta, Presidente AIE, l'Associazione Italiana Editori – costituisce un’occasione fondamentale per rafforzare il settore culturale nel suo complesso all’interno delle logiche produttive e di sviluppo del nostro Paese. Come AIE abbiamo sempre chiesto attenzione e investimenti per i libri e la lettura; adesso li chiederemo per tutto il mondo dei contenuti, a partire dalla tutela e dal rafforzamento
del diritto d’autore”.
Il presidente dell’Afi Luigi Barion esprime grande soddisfazione, prefigurando aspettative positive per la nascita della Federazione Sistema Cultura Italia. “AFI – afferma Barion -
è convinta che le alleanze strategiche tra le varie Associazioni dell’industria culturale rafforzino lo spirito e la tenacia nelle comuni battaglie a favore degli operatori che affrontano il nuovo scenario dei diritti ed i problemi del mercato”.
Alberto Francesconi Presidente Agis - Associazione Generale Italiana dello Spettacolo – spiega che “la nascita in Confindustria di una Federazione unica che rappresenta l’industria culturale è un traguardo particolarmente significativo sia per la capacità dimostrata dalle singole associazioni di saper guardare oltre il proprio specifico, sia perché in questo modo l’industria della cultura, strategica nel nostro Paese, avrà maggiore visibilità e voce più forte nella stessa Confindustria e nell’interlocuzione con il governo, il Parlamento e gli altri soggetti istituzionali”.
"L'aggregazione in Federazione delle imprese che operano nel mondo culturale ha visto gli Associati dell'Anes convinti sostenitori – fa notare il presidente di ANES, Giuseppe Nardella - poiché siamo convinti del ruolo del tutto particolare che le riviste tecniche,
professionali e specializzate hanno nel raccogliere e diffondere l'informazione e l'aggiornamento agli operatori dell'economia produttiva, professionale e commerciale. La
nascita del Sistema Cultura Italia costituisce quindi per noi un punto di arrivo, ma anche e soprattutto un punto di partenza."
Per Enzo Mazza, Presidente di Fimi, “l'industria che produce contenuti creativi è un asset fondamentale nell’economia di un Paese. La nascita di questa grande Federazione conferma la volontà delle industrie del settore di essere protagoniste nel rilancio dell'Italia sul fronte della competizione globale”.
Davide Rossi, presidente Univideo, avverte che “la percentuale di spesa dedicata dalle famiglie italiane aiconsumi culturali è rimasta invariata negli ultimi 20 anni. Nonostante le
molte nuove tecnologie siamo fermi ad una quota tra il 6 e il 7 % dei consumi totali nazionali. In questi anni, altri settori come la moda, l'agroalimentare e l'arredamento
hanno saputo fare sistema e guadagnare quote di mercato intercettando le maggiori capacità di spesa degli Italiani. Avere finalmente una Federazione unitaria dell'industria
culturale è certamente un passo fondamentale per mettere in campo iniziative che consentano di avviare un ciclo virtuoso e di sviluppo anche per i nostri settori d'impresa”.
E Paolo Ferrari, presidente di Anica aggiunge: “La nascita della Federazione delle industrie della cultura all’interno di Confindustria segna un punto importante per far
crescere nel Paese la considerazione della Cultura come bene primario.
Un bene che dobbiamo considerare anche da un punto di vista economico, oltre che fondamentalmente culturale. Lo sfruttamento armonico e appropriato dei diritti dell’ingegno, che accomuna le Associazioni che hanno aderito alla Federazione, è un
volano importante per il nostro Sistema industriale, dal momento che veicola valori positivi di un Paese, come l’Italia, che ha sempre fatto della cultura un punto di forza.
L’ANICA, da questo punto di vista, darà il suo contributo per rendere sempre più forte la Federazione, anche all’interno di Confindustria, nel rapporto con le altre aggregazioni
industriali e le sedi territoriali.”

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Le Medicine Non Convenzionali
In Italia: Storia, problemi e prospettive d’integrazione

A cura di Guido Giarelli, Paolo Roberti di
Sarsina, Bruno Silvestrini, Franco Angeli,
Milano, 2007,
(pp. 416, Euro 25,00)
Prefazione di Edwin L. Cooper (Fondatore e
Direttore di eCAM Journal)
Postfazione di Amedeo Bianco (Presidente
FNOMCeO)

Quando ci si trova di fronte ad un libro come questo la prima rassicurante considerazione,
gravida di speranze, che sorge naturale, è che anche in Italia finalmente esiste e si sta sempre più rafforzando - lontano da ogni conflitto di interessi - una vera, seria, reciproca, attenta collaborazione di altissimo livello tra esperti di Medicine Non Convenzionali e mondo accademico e della ricerca.
Se poi si aggiunge che il risultato di questo lavoro riceve il suggello della più importante rivista biomedica di MNC, quale è eCAM Journal, e della Federazione dei Medici si comprende bene quanto l’iniziativa rappresenti una pietra miliare nel panorama delle pubblicazioni sulle MNC in lingua italiana.
Questo libro ha le sue radici antiche anche nella storica audizione che il Comitato Nazionale per la Bioetica concesse il 18 giugno 2004 al Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia.

In quella occasione infatti si costituì attorno al prof. Bruno Silvestrini un gruppo di autorevoli componenti dell’alto consesso, tra cui vanno ricordati
Carlo Flamigni e Luisella Battaglia, aperti e responsabilmente consapevoli della necessità del dialogo, sulla base di pari dignità e reciproco ascolto, con la parte più autorevole e rappresentativa di quelle nove Medicine Non Convenzionali che la Federazione Nazionale degli
Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri aveva riconosciuto col famoso Documento di Terni del maggio 2002 di esclusiva competenza e responsabilità professionale del medico. A tale proposito il nuovo Codice Deontologico emanato dalla FNOMCeO il 16.12.06 ha confermato
la posizione di Terni con l’articolo 15 il cui terzo comma così recita: “E’ vietato al medico di collaborare a qualsiasi titolo o di favorire l’esercizio di terzi non medici nel settore delle cosiddette pratiche non convenzionali.”
Il 20 ottobre 2003 a Bologna, nell’ambito del 43° Congresso Nazionale della Società Italiana di
Psichiatria, venne tenuta a battesimo dalla FNOMCeO la storica Conferenza di Consenso sulle MNC in Italia che portò alla firma, per la prima volta in Italia e in Europa, del Documento di Consenso sulle Medicine Non Convenzionali, a tutt’oggi sottoscritto da ben 41 sigle, tra cui il
Tribunale per i Diritti del Malato dell’Emilia-Romagna e dalle associazioni di pazienti di MNC.
Da quell’evento scaturì il 5 dicembre 2003 la costituzione del Comitato per le MNC in Italia che da quel momento ha assunto sempre più il ruolo di riferimento unitario, multidisciplinare e multiprofessionale, no-profit, delle MNC nei confronti delle istituzioni sia nazionali che regionali
e locali. Attualmente il Comitato è composto da 23 tra associazioni, società medico scientifiche, federazioni e associazioni di pazienti, rappresentando circa 12.000 tra medici, odontoiatri e veterinari.
Dalla collaborazione tra Paolo Roberti di Sarsina e Guido Giarelli è nato il progetto di questa opera collettanea, nella quale ritrovare quale altro curatore e autore dell’opera il farmacologo Bruno Silvestrini, il primo ad avere fondato un dipartimento dedicato alle sostanze naturali (alla
Sapienza di Roma), è il naturale effetto del rapporto di stima e continuità di collaborazione a sua volta nato e consolidatosi con il coordinatore del Comitato fino dal 2004.
Frutto dell’incontro tra la sociologia della salute e la componente più aperta della Medicina italiana che ricerca da tempo nelle Medicine Non Convenzionali lo stimolo e l’occasione per un ripensamento profondo nella direzione della Medicina Centrata sulla Persona, il libro nella prima
parte analizza le “questioni aperte” sulla strada della realizzazione della Medicina Centrata sulla Persona: la domanda di MNC da parte dei cittadini, i suoi profili di prevalenza e le modalità di utilizzo; l’offerta pubblica e privata di MNC in Italia e le sue caratteristiche organizzative e professionali; il ruolo del sistema politico, a livello statale e regionale, e degli ordini professionali nei processi di regolamentazione e autoregolamentazione delle MNC; il problema della ricerca scientifica e dei metodi e degli strumenti per valutare l’efficacia delle MNC; i percorsi formativi di base a livello di didattica universitaria; il problema dei valori e dei principi morali sia delle MNC, sia delle concezioni del mondo ad esse sottese.
La presenza autorevolissima del mondo accademico con alcuni dei suoi rappresentanti più impegnati nella costruzione di un percorso comune e condiviso con gli esperti di MNC di massaggioinsegnamento di queste discipline nell’università è un altro degli aspetti qualificanti dell’opera.
Nella seconda parte del volume, alcuni dei più qualificati esponenti delle diverse MNC operanti in Italia presentano la loro disciplina nel nostro paese partendo da una sua ricostruzione storica per descrivere poi i principali strumenti formativi, professionali e di ricerca scientifica che
ogni MNC si è data, concludendo con una riflessione sulle principali problematiche che l’integrazione delle MNC comporta nel contesto del Servizio Sanitario Nazionale. In questa seconda parte dell’opera è trattato anche lo Shiatsu che pur non essendo, a differenza delle altre, una disciplina sanitaria ha uno status a profilo professionale di alto livello formativo
e tecnico.
Quello che emerge è un quadro dello stato dell’arte delle MNC ricco e variegato, mai tentato prima, che riflette la tendenza verso un pluralismo sanitario reale, anche se incompiuto e non ancora pienamente legittimato, ricco di forti potenzialità e di tutti gli elementi e le condizioni
richieste per un profondo rinnovamento del mondo sanitario e della cultura della salute.
Finalmente è quindi a disposizione non solo del ricercatore, dell’esperto, del professionista,
dello studioso ma altresì dei cittadini che vogliano conoscere e comprendere, attraverso un’esposizione semplice, chiara e completa, il libro di riferimento delle Medicine Non Convenzionali in Italia.
Speriamo che l’uscita di questo libro sia il migliore viatico tecnico per l’auspicata e da troppo tempo attesa, ormai venti anni, legge quadro nazionale sulle MNC che il Governo si è impegnato ad emanare.
Roberta Nuzzi, Specialista in Ginecologia, Medico Antroposofo della Società Italiana di Medicina Antroposofica, SIMA
PARTE I. LE QUESTIONI APERTE
1. La domanda di MNC in Italia: profili di prevalenza e modalità di utilizzo (Guido Giarelli)
2. L'offerta di MNC tra SSN e mercato e le sue forme organizzative e di coordinamento (Paolo Roberti di Sarsina)
3. Regolamentazione statale, politiche regionali e ruolo degli ordini professionali (Elio Rossi, Mariella Di Stefano)
4. La ricerca in medicina non convenzionale: verso un nuovo modello di evidenza (Andrea Valeri)
5. Modelli di integrazione a livello di didattica universitaria (Alfredo Vannacci, Carlo Maria Giovanardi, Pierangelo Geppetti, Alessandro Mugelli, Gian Franco Gensini)
6. Una riflessione non convenzionale in chiave bioetica (Bruno Silvestrini)
PARTE II. LE DISCIPLINE
7. Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese (Carlo Maria Giovanardi, Renato Crepaldi, Francesco Longo)
8. Fitoterapia (Fabio Firenzuoli)
9. Medicina Antroposofica (Giancarlo Buccheri)
10. Ayurveda, la Medicina Tradizionale Indiana (Antonio Morandi, Guido Sartori, Carmen Tosto)
11. Medicina Omeopatica (Giuseppina Bovina, Renzo Galassi, Antonella Ronchi)
12. Omotossicologia (Ivo Bianchi)
13. Osteopatia (Eduardo Rossi)
14. Chiropratica (Ignaas Meersseman)
15. Shiatsu (Fabio Zagato)

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