Eiaculazione precoce un problema di coppia
Autore: Prof Aldo Franco DE ROSE
Specialista Andrologo e Urologo,
Genova.
aldofdr@libero.it
Un problema di coppia che bisogna
riconoscere e trattare
1 - 3 - 5 - 10 minuti. Qual è il tempo
necessario per un rapporto sessuale
soddisfacente?
Attualmente non esiste uno standard
di normalità riguardo al tempo di
durata: 30 secondi, un minuto, quindici
minuti non hanno alcun valore in
quanto il tempo che la donna richiede
per raggiungere l’orgasmo è assolutamente
variabile. Per questo motivo
l’eiaculazione precoce, pur rimanendo
il disturbo sessuale più diffuso, rappresenta
la patologia più complessa da definire, sebbene il termine stesso
sia facilmente interpretabile. Ma l’eiaculazione
precoce, oltre a costituire
una grave disfunzione sessuale
maschile rappresenta soprattutto un
grave disturbo che impoverisce e
influenza negativamente il benessere
sessuale della coppia.
E’ quindi naturale che il suo approccio
debba essere il più ampio, completo
e multidisciplinare possibile,
occupandosi delle problematiche relative
alla coppia, non solo al maschio.
In Italia si calcola che a soffrire di
questo disturbo sia almeno il 25% dei
maschi sessualmente attivi: quindi un
uomo su quattro.
Come avviene l’eiaculazione
L’eiaculazione rappresenta l’azione
neuromuscolare più complessa dell’intero
atto sessuale a cui partecipa
il sistema nervoso centrale e periferico
nonché una intensa componente
psico- emotiva. Il meccanismo dell’eiaculazione è composto da tre fasi
principali :
- La prima fase è detta di
preparazione ed è costituita da un
progressivo incremento delle secrezioni
della ghiandola prostatica e vescicole
seminali (fase dipendente dal
sistema nervoso parasimpatico)
- La
seconda fase è quella della emissione,
sicuramente quella più complessa
ed è caratterizzata dall’accelerazione del transito degli spermatozoi lungo il
deferente e dalla potente contrazione
peristaltiche della muscolatura liscia
dei deferenti stessi, delle ampolle
referenziali, delle vescicole seminali e
degli acini della ghiandola prostatica
che provocano la emissione del liquido
seminale nell’uretra posteriore. In
questa fase il liquido seminale rimane
intrappolato nell’uretra prostatica
tra lo sfintero striato dell’uretra ed il
collo vescicole, che naturalmente
rimangono chiusi. SI forma così una
“camera di compressione”
- La terza
fase è caratterizzata invece dalla “camera di scoppio” Si ha l’eiaculazione
vera e propria ed è caratterizzata
da contrazioni ritmiche e ben coordinate
contrazioni dei muscoli ischio
e bulbo cavernoso, del pavimento pelvico
e dal contemporaneo rilasciamentodel muscolo sfintero esterno
dell’uretra, mentre rimane chiuso il
collo vescicale. Solo a questo punto il
liquido seminale viene espulso all’esterno.
Cause dell’ eiaculazione precoce
L’eiaculazione precoce viene definita
primaria o secondaria a secondo che
persista da sempre o consegua a
periodi di normalità mentre le sue
cause si distinguono in organiche e
psichiche, anche se spesse volte si
trovano associate. Non c’è dubbio
però che siano quelle psichiche a prevalere.
Spesso infatti l’eiaculazione si
attribuisce al senso di colpa, all’aggressività
femminile, all’influenza
nefasta del primo rapporto con quella
partner, a conflitti relazionali con i
propri genitori, al tipo di educazione.
Tutto questo può essere vero ma in
parte in quanto il motivo principale
risiede sempre nell’incapacità del
maschio a riconoscere e controllare il
riflesso eiaculatorio con la sua volontà e con la muscolatura perineale.
E riguardo al disordine di questa
muscolatura sembra che gli eiaculatori
precoci abbiano “una inversione del
comando”: infatti alla decisione di
contrarre lo sfintere anale per ritardare
il riflesso eiaculatorio, contraggono
la muscolatura addominale. La presenza
di questo disturbo, durante gli
atti sessuali, potrebbe giustificare
l’eiaculazione precoce e quindi certe
forme di impotenze (fuga venosa).
Tra le cause organiche di eiaculazione
precoce, che quasi sempre sono
secondarie, si distinguono quelle urologiche,
neurologiche, sistemiche e
iatrogene.
Tra le cause urologiche vi è la brevità
del frenulo breve che in erezione,
essendo stirato, può abbassare la
soglia di stimolazione e innescare
precocemente il riflesso eiaculatorio.
Seguono le infiammazioni delle basse
vie urinarie, uretriti, prostatiti e vescicoliti
sole o, più frequentemente,
associate tra loro che rendono più
sensibili, per l'irritazione da esse provocata,
le strutture anatomiche coinvolte
nel fenomeno eiaculatorio.
La dottoressa Kaplan, che in materia
ha sicuramente la più vasta esperienza,
afferma che la maggior parte dei
pazienti con eiaculazione precoce è
psichicamente normale ma vive conflitti
interiori che alterano la loro
cognizione sensitiva sessuale fino a
perdere il controllo volontario sul
riflesso eiaculatorio.
Classificazione dell’eiaculazione precoce
(Kaplan)
a) Grave: eiaculazione prima della
penetrazione (ante portam) o entro
15 secondi o 3 spinte;
b) Media: eiaculazione entro 15-30
secondi o 8 spinte;
c) Lieve: eiaculazione entro 1-2 minuti
o 10 spinte.
Le prime sono senza dubbio le forme
più frequenti, riguardano soggetti giovani
alle prime esperienze sessuali,
fragili caratterialmente, spesso con
una totale disinformazione sulle dinamiche
sessuali (erezione, eiaculazione,
orgasmo) la cui richiesta di aiuto è spesso rivolta a persone sbagliate
(amici più anziani) o disattesa da
strutture sociali assolutamente carenti
per quanto riguarda l'educazione
sessuale.
Oggi questo disturbo sessuale viene
considerato come l'incapacità del
soggetto a controllare volontariamente
il riflesso eiaculatorio una volta
che abbia raggiunto l'intenso livello di
eccitamento, non prendendo più in
considerazione il tempo di durata, il
numero delle spinte coitali, nè il raggiungimento
del piacere della partner.
E proprio per l’influenza di tutti questi
fattori, ritenuti importanti nel passato,
che non si è arrivati mai a stabilire
una giusta dimensione del problema:
l’incidenza dell’eiaculazione precoce,
varia enormemente, passando
dal 10 al 50% e In Italia, secondo i
dati raccolti dagli andrologi durante
l’ultima settimana di prevenzione
andrologica, risulta che circa il 30% di
uomini sessualmente attivi, 6 milioni
circa e cioè il doppio di quelli che
lamentano deficit erettivo, riferiscono
eiaculazione precoce. Un problema
quindi di grossa portata che, nella
maggior parte dei casi incide negativamente
sul rapporto di coppia.
Come riconoscerla
La diagnosi di eiaculazione precoce
non è difficile. Prima di tutto però
bisogna sapere ascoltare e capire il
disturbo ma anche comprendere le
ansie e i timori che vengono lamentati
e, per ultimo, i problemi di coppia
che questo problema spesso genera.
Solo successivamente bisognerà
interrogare il paziente e quindi conoscere
tutta la sua storia clinica, eventuali
problemi uro-andrologica e sessuologica,
esame obiettivo, indagini di
laboratorio e esami strumentali.
L'anamnesi servirà a chiarire la forma
clinica del disturbo e ha una interazione
medico-paziente fondamentale per
un corretto rapporto terapeutico. La
visita servirà per osservare la lunghezza
del frenulo, valutare, mediante
l'esplorazione rettale, le condizioni
della ghiandola prostatica.
Come reagisce il maschio
L’uomo incomincia a reagire al problema
cercando di adottare vari artifizi:
si pensa ai cosiddetti fantasmi negativi
come tasse, capo ufficio, malattie o
guerre senza pensare invece di accrescere
la sensibilità alle sensazioni
erotiche perché proprio queste insegneranno
a riconoscere e quindi a
dominare i segnali dell’eiaculazione. A
questo comportamento che determina
sempre un insuccesso fa seguito la
fase dei rapporti frequenti, i nuovi tentativi,
le masturbazioni prima del rapporto
ma è sempre peggio, esclusione
fatta per i più giovani che hanno
un periodo di refrattarietà molto breve
(10-15 minuti) e quindi riescono a
dare continuità al rapporto. In tutti gli
altri casi si peggiora la situazione e si
assume un atteggiamento difensivo
tentando di evitare il rapporto. Tutto
questo evolve e finisce con il determinare
un problema relazionale con la
propria partner che si sente rifiutata e
respinta, soffrendo in molti casi più di
questa condizione che non dalla brevità
del rapporto. Quando poi si
instaura una forte ansia di prestazione
e se il problema non viene affrontato
in tempi brevi, subentra anche
impotenza sessuale.
La terapia
Da alcuni anni la terapia dell’eiaculazione
precoce ha registrato significativi
progressi, soprattutto quando è
stato possibile individuare la giusta
causa, come per esempio l’infiammazione
degli organi genitali, malattie
neurologiche. Nelle forme psicogene
pure ottimi risultati sono stati ottenuti
con farmaci serotoninergici o antidopaminergici
come l’Alprozalam,
Clormipramina, Fluoxetina, Sertralina,
Trazodone, che hanno l’effetto collaterale
di ritardare o annullare completamente
l’eiaculazione, riducendo il
consumo di serotonina nei centri
periferici e nelle vie spinali del riflesso
eiaculatorio. Spesso però, per evitare
che l’effetto benefico si esaurisca
al sospendere della terapia, è
necessario un supporto psicologico o
anche l’impiego di alcune tecniche
comportamentali come quelle della
compressione del glande e dello “stop and start”; al contrario le sedute
di elettrostimolazione associate a
riabilitazione o rieducazione con biofeedback
sono indicate soltanto nei
disturbi della muscolatura perineale
con inversione del comando, in quanto
responsabile del mancato controllo
eiaculatorio. Quando non è possibile
identificare una giusta causa
vengono consigliate creme con anestetici
locali o l’intervento di neurotomia
di Tulij.
Dopo la pubblicazione su Urology
avvenuta nel 2000, viene anche utilizzata
la SS cream, un rimedio asiatico
composto di ben nove erbe:
Bufonis venenum, angelica gigantis
radix, Zanthoxyli fructos, cistanchis
herba, torilis semen, , ginseng radix
alba asiasari radix, cayophylli fios,
cinnamomum cortex. Anche queta
crema agirebbe sulla desinsibilizzazione
nervosa.
Il Metodo Stop-Start
Fase I
Senza penetrazione l’uomo Individua
i segni dell’imminente eiaculazione
mentre viene accarezzato dalla
partner;
L’uomo si sottrae alle carezze in vicinanza
dell’eiaculazione sino al crollo
dell’erezione.
(l’esercizio si ripete due tre volte, raggiungendo
l’orgasmo solo alla fine).
Fase II
Si cosparge il pene con la vasellina in
modo da avere la sensazione della
penetrazione. Seguono le carezze
della donna secondo abitudini della
coppia.
L’esercizio va ripetuto 4-5 volte di
seguito prima di eiaculare.
Fase III
Finalmente è la fase della penetrazione
ma con la donna sopra; in tale
posizione le sensazioni per l’uomo
sono meno intense.
La concentrazione dell’uomo deve
essere sempre rivolta alla percezione
delle sensazioni che precedono l’orgasmo.
Dopo 3-5 volte si può cambiare
posizione.
Fase IV
Posizione Laterale: l’uomo e la donna
si sdraiano su di un fianco per trovarsi
faccia a faccia. In questa posizione,
i movimenti del rapporto devono
essere in sintonia con la donna.
Fermarsi 3-5 volte prima di raggiungere
l’eiaculazione e quindi l’orgasmo
Fase V
Posizione Tradizionale con l’uomo
sopra la donna.
Questa è la posizione più critica per il
controllo dell’eiaculazione: è possibile
quindi che le prime volte si possa fallire.
In tal caso è meglio che si ritorni
alla posizione laterale o rovesciata
(lei sopra).
Ecco le novità
Ma le novità sono in arrivo. Si chiama
Dapoxetina la nuova molecola per
combattere l’eiaculazione precoce. La
molecola in questione appartiene alla
categoria di quelle utilizzate per la
cura della depressione ed è stato
specificamente formulata per questo
disturbo.
Secondo sperimentazioni della
Urologic Surgery della University of
Minnesota di Minneapolis, il farmaco
sarebbe sicuro ed efficace.
Le ricerche effettuate su 2600 uomini
indicano che dopo 12 settimane di
trattamento il controllo del raggiungimentodell’orgasmo è più che triplicato
per gli uomini che assumevano la dose
maggiore di farmaco e quasi triplicato
per quelli che ne assumevano meno.
Inoltre tutti i pazienti hanno un miglior
controllo sull’eiaculazione: tra gli
effetti collaterali segnalati: mal di testa, secchezza della bocca, diarrea
e nausea. Per ora la dapoxetina è
ancora in sperimentazione e quindi
prima che inizi l’impiego clinico si
dovrà attendere, posto che il vantaggio
che comporta sia ritenuto adeguato
dagli enti regolatori (la FDA - Food
and Drug Administration americana).
Infine l’intervento chirurgico.
Esso è
efficace nel 35-40% dei casi di eiaculazione
precoce e consiste nella
desensibilizzazione delle fibre sensitive
situate a livello del frenulo. Viene
eseguito in anestesia locale e deve
essere condotto da persone esperte,
altrimenti può risultare inefficace,
specialmente quando si esegue soltanto
una frenulaplastica. Con la
desensibilizzazione si agisce in
profondità, sulle fibre sensitive che
decorrono sull’albuginea dei corpi
cavernosi.
Endoscopia ginecologica... Avellino chiama Italia
Il Gruppo Malzoni ha realizzato due
sale operatorie, due straordinari
gioielli della tecnologia.
Si tratta delle prime sale operatorie
del genere realizzate in Italia – e tra
le poche esistenti in Europa - nel
campo dell’endoscopia laparoscopica
e isteroscopica. Totalmente integrate,
presentano un’attrezzatura altamente
tecnologica, gestita interamente da
un sistema computerizzato che permette
notevoli vantaggi in termini di
ottimizzazione di tempi e personale.
Ancora una volta precursore nel
campo della sanità all’avanguardia,
con le nuove strutture il Gruppo
Malzoni dà vita alla prima esperienza
di due sale operatorie speculari in
grado di “parlarsi” tra loro. La ginecologica
endoscopica conosce così una
nuova frontiera anche sul fronte della
didattica. Le nuove sale operatorie
sono infatti interamente cablate con
telecamere e sei linee Isdn, collegate
in rete, permettendo l’avvio di una
teleconferenza immediata in tutto il
mondo premendo solo un pulsante.
Con un sistema di touch screen, inoltre,
il chirurgo ha la possibilità di “disegnare” sull’immagine, fornendo
un supporto inedito per la didattica,
ma anche di scattare fotografie, realizzare
filmati e videoregistrazioni.
Grazie al nuovo sistema, inoltre, il chirurgo è in grado di gestire non solo
tutte le telecamere presenti, ma
anche una telecamera ambientale
grazie alla quale può comunicare con
la sala operatoria disponendo di un
semplice computer. E ancora, le
immagini provenienti dalla radiologia
ora potranno entrare direttamente nel
campo operatorio attraverso il computer.
Le sale operatorie sono inoltre
collegate con la sala convegni per
corsi interni.
Le nuove sale operatorie sono staterealizzate,
con un sistema di assoluta
avanguardia ideato dal gruppo tedesco
Storz , presso la Casa di Cura
Villa Esther di Avellino in via San
Tommaso, dove la Casa di Cura
Malzoni ha trasferito un modulo di
endoscopia ginecologica composto da
venti posti letto.
Il Gruppo Malzoni sta inoltre programmando
una struttura all’avanguardia,
con duecento posti letto, servizi e
divisioni moderni e funzionali, per
soddisfare ogni esigenza dell’utenza
che sarà operante entro il 2010, con
un’unica grande parola d’ordine:
eccellenza.
L’ IRA
CHERRY PLUM
Maria Vittoria BRIZZI TESSITORE
Dott. in Medicina e Chirurgia
Dott. in Lingue e Letterature
Straniere
Prof. in Materie Letterarie
Genova
Tel. 010/54.51.677
Cell. 348/32.25.941
www.omeopatiaonline.com
L’ira è uno stato d’animo che,
come ogni reazione violenta, provoca
in noi danni psichici e fisici. Può
assalirci, spesso improvvisamente,
nelle più svariate circostanze.
Chi non si è mai agitato perché il guidatore
dell’automobile davanti alla
nostra andava troppo piano facendoci “perdere” un semaforo?
Anche in fila davanti agli sportelli di
una banca, di un ufficio postale o di
qualunque altro luogo, ci esasperiamo
dando, sottovoce, dell’incompetente
all'impiegato che secondo noi,
non è all’altezza.
Pensiamo che noi ce la caveremmo
meglio.
Vera o falsa che sia la presunta
nostra superiorità, (facile è la critica,
difficile è l’arte) ai più nervosi in
attesa, comincia ad accelerarsi il
polso.
Il battito più frequente non serve persveltire le cose; è un qualcosa di inutile
o di, addirittura, dannoso che,
per essere arginato, ha bisogno di, un
po’ di razionalità e forse, di qualche
goccia di Cherry plum.
È, questo, uno dei fiori di Bach utile
per la paura della perdita del controllo.
La dottoressa M. L. Pastorino nel
suo libro “Introduzione ai rimedi floreali
di Bach”, riporta un fatto particolarmente
esplicativo.
“Ebbi occasione – scrive l’autrice citata – di usare questo
medicamento con una donna di trentacinque
anni che al suo sesto mese
di gravidanza, subito dopo una lite
con il marito, presentò un quadro di
intensa angoscia e un forte sentimento
di odio verso il marito.
Mandatami urgentemente dal duo
psicoterapeuta per essere curata, a
un dato momento del suo racconto
disse: “o lo ammazzo o mi ammazzo....”
Indicai Holly per il suo intenso
odio, Cherry plum per la paura della
perdita del controllo e Sweet
Chestnut per l’intensa angoscia.
Prescrissi 4 gocce ogni 10 minuti
durante la prima ora, ogni 20 minuti
durante la seconda ora e poi ogni
ora. Quattro ore dopo era tranquilla e
dormì profondamente tutta la notte.
Il quadro acuto aveva ceduto” (pag
37 opera citata -1995).
Determinante é stata l’assunzione di
Cherry plum.
È un buon rimedio per calmare i
movimenti degli arti inferiori nella “sindrome delle gambe senza riposo”
quella sensazione di fastidio, di
reptazione, tremore, agitazione involontaria
riscontrabile quasi sempre
fra il ginocchio e la caviglia e accompagnata
da scosse brusche.
Questa sindrome che è, di solito,
migliorata dal movimento e dalla
marcia, viene curata, in medicina omeopatica anche (ma non solo) con
Zincum metallicum o sulfuricum prescritto
nelle giuste dosi dal medico
che, valutato il quadro patologico,
visti i risultati delle analisi che avrà
consigliato, potrà migliorare la salute
del paziente. È ormai risaputo che
ogni malato è un essere unico e irrepetibile,
diverso da altri e del quale,
perciò, bisogna valutare il “terreno” e
la costituzione.
Sistema Cultura Italia, punto di partenza o di arrivo...
CONFINDUSTRIA: NASCE SISTEMA
CULTURA ITALIA, LA FEDERAZIONE
ITALIANA DELL’INDUSTRIA
CULTURALE
La nuova Federazione riunisce le
Associazioni delle imprese editoriali,
discografiche, multimediali, dell’intrattenimento
audiovisivo e dal vivo,
nonché le imprese distributrici di tali
beni e servizi che già facevano parte
del sistema Confindustria. Sistema
Cultura Italia riunisce infatti oltre
all’Associazione Italiana Editori -
AIE (editoria), anche AFI (fonografici),
AGIS (spettacolo),
ANES (stampa periodica specializzata),
ANICA (cinema e
audiovisivo), FIMI (discografici)
e UNIVIDEO (home video).
Tra gli obiettivi della nuova
Federazione ci sono
- la tutela dei diritti e degli
interessi collettivi degli associati
sul piano nazionale, comunitario
ed internazionale;
-la promozione della salvaguardia
del diritto d’autore e la proprietà
intellettuale in ogni sua forma;
-la lotta alla pirateria audiovisiva,
discografica, editoriale e multimediale
in ogni sua forma, modalità di
espressione e manifestazione.
“La nuova Federazione - sottolinea
Federico Motta, Presidente AIE, l'Associazione Italiana Editori – costituisce
un’occasione fondamentale
per rafforzare il settore culturale nel
suo complesso all’interno delle logiche
produttive e di sviluppo del
nostro Paese. Come AIE abbiamo
sempre chiesto attenzione e investimenti
per i libri e la lettura; adesso
li chiederemo per tutto il
mondo dei contenuti,
a partire dalla tutela e dal rafforzamento
del diritto d’autore”.
Il presidente dell’Afi Luigi Barion esprime grande soddisfazione, prefigurando
aspettative positive per la
nascita della Federazione Sistema
Cultura Italia. “AFI – afferma Barion -
è convinta che le alleanze strategiche
tra le varie Associazioni dell’industria
culturale rafforzino lo spirito
e la tenacia nelle comuni battaglie a
favore degli operatori che affrontano
il nuovo scenario dei diritti ed i problemi
del mercato”.
Alberto Francesconi Presidente Agis -
Associazione Generale Italiana
dello Spettacolo – spiega che “la
nascita in Confindustria di una
Federazione unica che rappresenta
l’industria culturale è
un traguardo particolarmente
significativo sia per la capacità
dimostrata dalle singole
associazioni di saper guardare
oltre il proprio specifico,
sia perché in questo
modo l’industria della cultura,
strategica nel nostro Paese,
avrà maggiore visibilità e voce
più forte nella stessa
Confindustria e nell’interlocuzione
con il governo, il Parlamento e gli
altri soggetti istituzionali”.
"L'aggregazione in Federazione delle
imprese che operano nel mondo culturale
ha visto gli Associati dell'Anes
convinti sostenitori – fa notare il presidente
di ANES, Giuseppe Nardella - poiché siamo convinti del ruolo del
tutto particolare che le riviste tecniche,
professionali e specializzate
hanno nel raccogliere e diffondere
l'informazione e l'aggiornamento agli
operatori dell'economia produttiva,
professionale e commerciale. La
nascita del Sistema Cultura Italia
costituisce quindi per noi un punto di
arrivo, ma anche e soprattutto un
punto di partenza."
Per Enzo Mazza, Presidente di Fimi, “l'industria che produce contenuti
creativi è un asset fondamentale
nell’economia di un Paese. La nascita
di questa grande Federazione
conferma la volontà delle industrie
del settore di essere protagoniste
nel rilancio dell'Italia sul fronte della
competizione globale”.
Davide Rossi, presidente Univideo,
avverte che “la percentuale di spesa dedicata dalle famiglie italiane aiconsumi culturali è rimasta invariata
negli ultimi 20 anni. Nonostante le
molte nuove tecnologie siamo fermi
ad una quota tra il 6 e il 7 % dei
consumi totali nazionali. In questi
anni, altri settori come la moda, l'agroalimentare
e l'arredamento
hanno saputo fare sistema e guadagnare
quote di mercato intercettando
le maggiori capacità di spesa
degli Italiani. Avere finalmente una
Federazione unitaria dell'industria
culturale è certamente un passo
fondamentale per mettere in campo
iniziative che consentano di avviare
un ciclo virtuoso e di
sviluppo anche per i nostri settori
d'impresa”.
E Paolo Ferrari, presidente di Anica
aggiunge: “La nascita della
Federazione delle industrie della cultura
all’interno di Confindustria
segna un punto importante per far
crescere nel Paese la considerazione
della Cultura come bene primario.
Un bene che dobbiamo considerare
anche da un punto di vista economico,
oltre che fondamentalmente
culturale. Lo sfruttamento armonico
e appropriato dei diritti dell’ingegno,
che accomuna le Associazioni che
hanno aderito alla Federazione, è un
volano importante per il nostro
Sistema industriale, dal momento
che veicola valori positivi di un
Paese, come l’Italia, che ha sempre
fatto della cultura un punto di forza.
L’ANICA, da questo punto di vista,
darà il suo contributo per rendere
sempre più forte la Federazione,
anche all’interno di Confindustria,
nel rapporto con le altre aggregazioni
industriali e le sedi territoriali.”
Le Medicine Non Convenzionali
In Italia: Storia, problemi e prospettive d’integrazione
A cura di Guido Giarelli, Paolo Roberti di
Sarsina, Bruno Silvestrini, Franco Angeli,
Milano, 2007,
(pp. 416, Euro 25,00)
Prefazione di Edwin L. Cooper (Fondatore e
Direttore di eCAM Journal)
Postfazione di Amedeo Bianco (Presidente
FNOMCeO)
Quando ci si trova di fronte ad un libro
come questo la prima rassicurante considerazione,gravida di speranze, che sorge naturale, è che anche in Italia finalmente esiste e si sta sempre più rafforzando - lontano da ogni conflitto di interessi - una vera, seria, reciproca, attenta collaborazione di altissimo livello tra esperti di Medicine Non Convenzionali e mondo accademico e della ricerca.
Se poi si aggiunge che il risultato di questo lavoro riceve il suggello della più importante rivista biomedica di MNC, quale è eCAM Journal, e della Federazione dei Medici si comprende bene quanto l’iniziativa rappresenti una pietra miliare nel panorama delle pubblicazioni sulle MNC in lingua italiana.
Questo libro ha le sue radici antiche anche nella storica audizione che il Comitato Nazionale per la Bioetica concesse il 18 giugno 2004 al Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia. In quella occasione infatti si costituì attorno al prof. Bruno Silvestrini un gruppo di autorevoli componenti dell’alto consesso, tra cui vanno ricordati
Carlo Flamigni e Luisella Battaglia, aperti e responsabilmente consapevoli della necessità del dialogo, sulla base di pari dignità e reciproco ascolto, con la parte più autorevole e rappresentativa di quelle nove Medicine Non Convenzionali che la Federazione Nazionale degli
Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri aveva riconosciuto col famoso Documento di Terni del maggio 2002 di esclusiva competenza e responsabilità professionale del medico. A tale proposito il nuovo Codice Deontologico emanato dalla FNOMCeO il 16.12.06 ha confermato
la posizione di Terni con l’articolo 15 il cui terzo comma così recita: “E’ vietato al medico di collaborare a qualsiasi titolo o di favorire l’esercizio di terzi non medici nel settore delle cosiddette pratiche non convenzionali.”
Il 20 ottobre 2003 a Bologna, nell’ambito del 43° Congresso Nazionale della Società Italiana di
Psichiatria, venne tenuta a battesimo dalla FNOMCeO la storica Conferenza di Consenso sulle MNC in Italia che portò alla firma, per la prima volta in Italia e in Europa, del Documento di Consenso sulle Medicine Non Convenzionali, a tutt’oggi sottoscritto da ben 41 sigle, tra cui il
Tribunale per i Diritti del Malato dell’Emilia-Romagna e dalle associazioni di pazienti di MNC.
Da quell’evento scaturì il 5 dicembre 2003 la costituzione del Comitato per le MNC in Italia che da quel momento ha assunto sempre più il ruolo di riferimento unitario, multidisciplinare e multiprofessionale, no-profit, delle MNC nei confronti delle istituzioni sia nazionali che regionali
e locali. Attualmente il Comitato è composto da 23 tra associazioni, società medico scientifiche, federazioni e associazioni di pazienti, rappresentando circa 12.000 tra medici, odontoiatri e veterinari.
Dalla collaborazione tra Paolo Roberti di Sarsina e Guido Giarelli è nato il progetto di questa opera collettanea, nella quale ritrovare quale altro curatore e autore dell’opera il farmacologo Bruno Silvestrini, il primo ad avere fondato un dipartimento dedicato alle sostanze naturali (alla
Sapienza di Roma), è il naturale effetto del rapporto di stima e continuità di collaborazione a sua volta nato e consolidatosi con il coordinatore del Comitato fino dal 2004.
Frutto dell’incontro tra la sociologia della salute e la componente più aperta della Medicina italiana che ricerca da tempo nelle Medicine Non Convenzionali lo stimolo e l’occasione per un ripensamento profondo nella direzione della Medicina Centrata sulla Persona, il libro nella prima
parte analizza le “questioni aperte” sulla strada della realizzazione della Medicina Centrata sulla Persona: la domanda di MNC da parte dei cittadini, i suoi profili di prevalenza e le modalità di utilizzo; l’offerta pubblica e privata di MNC in Italia e le sue caratteristiche organizzative e professionali; il ruolo del sistema politico, a livello statale e regionale, e degli ordini professionali nei processi di regolamentazione e autoregolamentazione delle MNC; il problema della ricerca scientifica e dei metodi e degli strumenti per valutare l’efficacia delle MNC; i percorsi formativi di base a livello di didattica universitaria; il problema dei valori e dei principi morali sia delle MNC, sia delle concezioni del mondo ad esse sottese.
La presenza autorevolissima del mondo accademico con alcuni dei suoi rappresentanti più impegnati nella costruzione di un percorso comune e condiviso con gli esperti di MNC di
insegnamento di queste
discipline nell’università è un altro
degli aspetti qualificanti dell’opera.Nella seconda parte del volume, alcuni dei più qualificati esponenti delle diverse MNC operanti in Italia presentano la loro disciplina nel nostro paese partendo da una sua ricostruzione storica per descrivere poi i principali strumenti formativi, professionali e di ricerca scientifica che
ogni MNC si è data, concludendo con una riflessione sulle principali problematiche che l’integrazione delle MNC comporta nel contesto del Servizio Sanitario Nazionale. In questa seconda parte dell’opera è trattato anche lo Shiatsu che pur non essendo, a differenza delle altre, una disciplina sanitaria ha uno status a profilo professionale di alto livello formativo
e tecnico.
Quello che emerge è un quadro dello stato dell’arte delle MNC ricco e variegato, mai tentato prima, che riflette la tendenza verso un pluralismo sanitario reale, anche se incompiuto e non ancora pienamente legittimato, ricco di forti potenzialità e di tutti gli elementi e le condizioni
richieste per un profondo rinnovamento del mondo sanitario e della cultura della salute.
Finalmente è quindi a disposizione non solo del ricercatore, dell’esperto, del professionista,
dello studioso ma altresì dei cittadini che vogliano conoscere e comprendere, attraverso un’esposizione semplice, chiara e completa, il libro di riferimento delle Medicine Non Convenzionali in Italia.
Speriamo che l’uscita di questo libro sia il migliore viatico tecnico per l’auspicata e da troppo tempo attesa, ormai venti anni, legge quadro nazionale sulle MNC che il Governo si è impegnato ad emanare.
Roberta Nuzzi, Specialista in Ginecologia, Medico Antroposofo della Società Italiana di Medicina Antroposofica, SIMA
PARTE I. LE QUESTIONI APERTE
1. La domanda di MNC in Italia: profili di prevalenza e modalità di utilizzo (Guido Giarelli)
2. L'offerta di MNC tra SSN e mercato e le sue forme organizzative e di coordinamento (Paolo Roberti di Sarsina)
3. Regolamentazione statale, politiche regionali e ruolo degli ordini professionali (Elio Rossi, Mariella Di Stefano)
4. La ricerca in medicina non convenzionale: verso un nuovo modello di evidenza (Andrea Valeri)
5. Modelli di integrazione a livello di didattica universitaria (Alfredo Vannacci, Carlo Maria Giovanardi, Pierangelo Geppetti, Alessandro Mugelli, Gian Franco Gensini)
6. Una riflessione non convenzionale in chiave bioetica (Bruno Silvestrini)
PARTE II. LE DISCIPLINE
7. Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese (Carlo Maria Giovanardi, Renato Crepaldi, Francesco Longo)
8. Fitoterapia (Fabio Firenzuoli)
9. Medicina Antroposofica (Giancarlo Buccheri)
10. Ayurveda, la Medicina Tradizionale Indiana (Antonio Morandi, Guido Sartori, Carmen Tosto)
11. Medicina Omeopatica (Giuseppina Bovina, Renzo Galassi, Antonella Ronchi)
12. Omotossicologia (Ivo Bianchi)
13. Osteopatia (Eduardo Rossi)
14. Chiropratica (Ignaas Meersseman)
15. Shiatsu (Fabio Zagato)