La liposcultura nello sportivo

Autore: Dott. Riccardo LUCCHESI
Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva,
Studio Medico Privato
Milano Tel. 02.794224

Se l’interesse verso un intervento come la liposcultura si sta diffondendo in modo esponenziale oltre che nella popolazione femminile anche in quella maschile, per certi aspetti più diffidente e più esigente, è per l’incontestabile efficacia dei risultati
ottenibili.
La sopravvivenza al tempo, questo vale per qualunque cosa, è generalmente sinonimo di intrinseco validità e qualità; per questo, sempre generalmente, vale sempre la saggia regola di considerare con attenzione se non con diffidenza tutto quello che venga offerto come assoluta novità, di promesse troppo generose, di garanzie troppo invitanti, ecc…
Ricordiamoci che:
* “creme o pomate” sono semplicemente “creme o pomate” cioè ottimi mezzi (se di buona marca) per mantenere o migliorare l’aspetto, l’idratazione, il normale trofismo delle nostra pelle;
* i massaggi rappresentano un’ottima tecnica (in mani esperte) per tante problematiche di natura osteo-artro-muscolare ma non per problemi di sovrappeso o di adiposità localizzate; ricordiamoci che trattamenti medici che si basino sull’infiltrazione di sostanze lipolitiche (cioè capaci di “sciogliere” localmente il grasso) e proposte a gran voce come alternativa alla liposcultura presentano invece alti rischi di provocare irregolarità e
danni locali difficilmente rimediabili;
* altri trattamenti medici, (mesoterapia, rivitalizzazioni ecc), senza essere dannosi, semplicemente non possono raggiungere obiettivi soddisfacenti.
Se questi trattamenti, che pure sono notevolmente costosi, sono raramente proposti da “specialisti in chirurgia plastica”, è perché questi sono in possesso di una tecnica molto più immediatamente efficace e logica come la liposcultura.
Esiste una certa percentuale di pazienti che tenta inizialmente la risoluzione del problema attraverso queste o altre vie prima di riconoscerne l’inutilità e rivolgersi finalmente ad un chirurgo plastico.
Sono però sempre di più i pazienti già correttamente informati sui vantaggi della liposcultura, che non sono alla ricerca di scorciatoie comode per contrastare il proprio sovrappeso ma si affidano consapevolmente ad una tecnica per “modellare” definitivamente il proprio corpo.
Si tratta di persone sportive, anche a livello agonistico, abituate quotidianamente
a dedicare diverse ore all’allenamento specifico, a controllare quantità e qualità degli alimenti ingeriti (con innegabile abnegazione e forza di volontà…).
Ecco, in questi pazienti la presenza di accumuli adiposi localizzati è particolarmente eclatante per il netto contrasto con le aree contigue che presentano invece una distribuzione di tessuto grasso assolutamente normale o addirittura scarsa. Possiamo serenamente affermare che non esiste culturista o atleta in grado di eliminare
completamente, attraverso dieta o attività sportiva, tali cuscinetti adiposi;
la spiegazione sta nel fatto che in quei punti esiste semplicemente un maggior numero di adipociti (cioè di cellule capaci di accumulare grasso) rispetto alle zone vicine: questi possono variare il loro volume ma senza mai scomparire. La loro presenza è regolata da fattori costituzionali o genetici e come tali dedizione e volonta’ non possono che avere effetti limitati. Per il trattamento di questi casi è spesso sufficiente una semplice
anestesia locale, senza necessità di ricovero; il ritorno all’attività sportiva è possibile già un paio di settimane dopo l’intervento.

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Relazione tra labbra e denti

Autore: Dott. Bahri ADIS
Implantologia e Parodontologia - Milano
Tel. 02.58303737

QUALE RELAZIONE TRA LABBRA E DENTI?
Il sorriso è senz’altro uno degli elementi con cui comunichiamo. Forse il primo. Di sicuro il più immediato e convincente. Se poi c’è in noi la consapevolezza di avere una bella bocca e un sorriso sano, ecco che subito si attiva un processo di sicurezza e serenità che viene trasmesso anche al nostro interlocutore. A tutto vantaggio del rapporto che sta per iniziare. Ma come ottenere e, soprattutto, come mantenere nel tempo questa
immagine positiva?
Armonia ed equilibrio
Il nostro corpo è totalmente basato sull’armonia, tanto che qualunque dissonanza
può comportare uno scompenso.
Nel nostro caso, cioè per quanto riguarda i denti, si può verificare una disarmonia
quando le linee che dividono orizzontalmente la nostra testa non si trovano più in assetto di equilibrio. Possiamo immaginare la testa divisa in tre grandi parti:
parte alta: dall’inizio della fronte alle sopracciglia
parte media: dalle sopracciglia fin sotto il naso
parte inferiore: da sotto il naso fin sotto il mento.
Nelle persone con una masticazione normale, queste zone si presentano di
ampiezza uguale e regolare. Nell’ipotesi di una persona senza denti o con una dentatura pesantemente compromessa, invece, ecco che l’armonia tra le parti si altera sensibilmente. In particolare, è l’area inferiore – la zona tra la punta del naso e la fine del mento – ad essere fortemente coinvolta. La relazione armonica tra le parti è diventata inesistente, tanto che, al primo impatto visivo, una persona senza denti fa uno strano effetto, dovuto proprio all’assenza di equilibrio.
Senza l’appoggio dentale, infatti, le arcate combaciano e la bocca si ripiega su se stessa, rientrando fino a 16 – 18 millimetri; le labbra ricadono all’interno e perfino il colore rosso che le caratterizza scompare, ingoiato dal ripiegamento.
Ecco allora che l’intervento dello specialista in odontoiatria diventa indispensabile per risolvere qualunque problema, non solo di ordine funzionale e masticatorio,
ma anche estetico e psicologico.
Funzionalità & masticazione
Chi non sarebbe felice di potersi tenere i propri denti fino alla vecchiaia? In effetti,
tutto il mio impegno e la mia professionalità di odontoiatra sono volti a mantenere
intatti i denti sani per farli restare al loro posto fino a tarda età. Certo, in una situazione di mancanza totale, la funzionalità risulta inesistente: il cibo non viene masticato ma solo ammorbidito per essere poi ingerito quasi intero. In questo caso, sono in agguato anche
problemi a livello di digestione, di ingrassamento, di stipsi… Ecco che allora le ricostruzioni diventano indispensabili. Ricostruzioni di denti che rispondono innanzi tutto all’esigenza di funzionalità, ma che, in secondo luogo, tendono anche a ripristinare l’armonia nella relazione tra le arcate, i denti e la muscolatura labiale e quella delle guance. Tutto nel paziente deve, infatti, tornare in equilibrio. Come in precedenza.
Star bene con se stessi
Funzionalità e masticazione occupano un posto primario nella bocca del paziente, ma con l’attuale stile di vita fortemente legato all’immagine, anche l’estetica gioca un ruolo di gran rilievo. Come non essere d’accordo? Quando parliamo, ad esempio, mostriamo circa tre millimetri dei nostri denti frontali che dovrebbero essere al meglio. Se poi sorridiamo o facciamo una risata, ecco che il nostro interlocutore ci vede in bocca, giù giù
fino al primo molare. Sentirsi in difetto nell’estetica a causa dei denti è dunque la prima indicazione per una terapia perché una diminuzione dell’autostima può portare ad altri disturbi di ordine psicologico. Al contrario, la consapevolezza di una bella bocca e di un bel sorriso innesca un processo positivo. Albert K. Cohen – un guru nel campo delle relazioni e della comunicazione – sostiene che “l’identità, come la bellezza, sta nell’occhio di chi guarda, perciò l’accettabilità per se stessi dipende dall’accettabilità
da parte degli altri”. Del resto, sappiamo bene che negli incontri quotidiani, i primi 10 secondi sono decisivi per instaurare un processo di convincimento e di conferma reciproci.
E’ tempo di estetica
Una bocca può “farsi più bella” in molti modi. Anche all’esterno. Per esempio correggendo le “rughe naso-labiali”, cioè quelle profonde linee d’espressione ai lati della bocca e del naso che, rese meno accentuate, ringiovaniscono il viso. Con il mio lavoro posso anche far risaltare maggiormente il colore e il turgore delle labbra e, nel caso di denti non proprio candidi, utilizzo la tecnica del “bleaching” o dello sbiancamento,
ottenendo risultati meravigliosi e duraturi.
L’estetica orale non va sottovalutata neppure dal punto di vista psicologico. Spesso le persone non sicure della propria bocca arrivano a coprire i denti con le labbra, cambiando perfino fisionomia e modificando l’espressione fonetica. Altre mettono una mano davanti alla bocca quando parlano, altre ancora evitano di ridere o ridono “a denti stretti”. In tutti questi casi s’innesca un processo difficile da interrompere che, a volte,
può portare fino alla depressione. Ecco perché è molto importante trovare o ritrovare il proprio equilibrio masticatorio, fisionomico e psicosomatico. Una bella bocca è diventata un “must” in alcune professioni pubbliche, ma senza arrivare ad attori e top-model,
basta pensare al normale mondo del lavoro, ai contatti quotidiani e all’influenza
di un bel sorriso sull’umore e sulla disponibilità. Nostri e del nostro interlocutore.

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La terapia laser per la ricrescita dei capelli

Autore: Dott.ssa Cadigia HASSAN

La terapia laser rappresenta uno trai più versatili ed efficaci strumenti utilizzati in cosmetica.
Il suo raggio indolore viene impiegato nel trattamento delle teleangectasie, delle cicatrici da acne, dei peli superflui e di molti altri problemi estetici di natura congenita o
acquisita.
Oggi la Low-Level Laser Therapy (LLLT) viene applicata con successo nel trattamento della calvizie sia femminile che maschile, rallentando la perdita dei capelli ed aumentando
la densità e la qualità della chioma.
A vederla, l’ultima tecnologia messa a punto dalla Sunetics International, assomiglia ad un futuristico casco per capelli, catapultato dal set cinematografico di Star Trek.
In realtà è qualcosa di molto più sofisticato: una terapia laser a basso livello (Low-Level Laser Therapy, LLLT) in grado non solo di contrastare la caduta dei capelli, ma anche di
migliorarne la struttura e favorirne la crescita. Un trattamento non invasivo, ora disponibile anche in Italia, da considerarsi – come descrive entusiasticamente il Dott. Vincenzo Gambino, responsabile della divisione Chirurgia della Calvizie all’Istituto
Medico Quadronno di Milano – “un importante strumento per un approccio multiterapeutico volto al ripristino della calvizie”.
COME FUNZIONA
Il Low-Level Laser è un laser a luce fredda, che non comporta alcun danno tissutale. Il dispositivo creato dalla Sunetics viene posizionato sulla testa del paziente, proprio come il casco del parrucchiere e attivato per circa 30 minuti. La sua luce, di colore
rosso, viene generata da un laser a diodi con un livello di energia bassissimo rispetto a quello dei laser utilizzati per tagliare o vaporizzare i tessuti. Il raggio laser penetra nel
cuoio capelluto con una specifica lunghezza d’onda e raggiunge i follicoli dei capelli, che assorbono la sua luce e la trasformano in energia. Questo processo riattiva i follicoli
indeboliti, stimola la circolazione locale, riduce l’infiammazione e aumenta il metabolismo nell’epidermide. Tutti fattori che contribuiscono ad arrestare la caduta dei capelli nonché a favorire la loro crescita, luminosità e resistenza. “La terapia laser è consigliata a uomini e donne alle prese con problemi di caduta o diradamento dei capelli, come alternativa o complemento all’autotrapianto dei capelli o ai medicamenti topici come
il Rogaine, a seconda degli specifici casi di calvizie”, riferisce il Dott. Vincenzo Gambino. Ma è indicata anche a coloro, in particolare le donne, che presentano capelli indeboliti
e sfibrati da trattamenti troppo aggressivi come tinture o permanenti. Le donne tra l’altro sono le migliori candidate a questo tipo di terapia in quanto generalmente possiedono più follicoli vitali rispetto agli uomini e sono interessate più da un assottigliamento che da vera e propria calvizie.
Le sedute, a cadenza bisettimanale, sortiscono risultati apprezzabili già dopo un paio di settimane, anche se si consiglia di protrarle per un periodo complessivo di 6-12 mesi.
Sono a disposizione dei pazienti diversi pacchetti terapeutici, a partire dai 500 euro (6-8 sedute).
I RISULTATI
Studi recenti condotti dalla Food and Drug Administration sugli effetti della Low-Level Laser Therapy su un considerevole campione di uomini e donne con problemi di diradamento dei capelli hanno sortito i seguenti risultati:
* 100% degli uomini ha stabilizzato la perdita dei capelli nella regione frontale e nel vertice
* 84,6% degli uomini ha avuto una ricrescita dei capelli nella regione frontale (11% o più rispetto alla situazione iniziale)
* 82,8% degli uomini ha avuto una ricrescita dei capelli nella regione del vertice (11% o più rispetto alla situazione iniziale)
* 87,5% delle donne ha stabilizzato la perdita dei capelli nella regione frontale
* 100% delle donne ha stabilizzato la perdita dei capelli nella regione del vertice
* 75% delle donne ha avuto una ricrescita dei capelli nella regione frontale (11% o più rispetto alla situazione iniziale)
* 87,5% delle donne ha stabilizzato la perdita dei capelli nella regione del vertice (11% o più rispetto alla situazione iniziale)
IL TRATTAMENTO IN PALMO DI MANO
La terapia Low-Level Laser messa a punto dall’americana Sunetics può essere effettuata anche a casa utilizzando l’innovativo Sunetics Laser Hair Brush: una speciale spazzola portatile, senza fili e ricaricabile da utilizzarsi tre volte alla settimana in sedute di
10-15 minuti. Il dispositivo, assolutamente non invasivo e con le stesse

 

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L’epilessia

a cura di Dr.ssa Alba ALGESI

"Epilessia" deriva dal termine greco che significa "colto da malore".
La caratteristica di questa malattia è data dalla presenza di crisi convulsive che compaiono improvvisamente I Neuroni (cellule del cervello) compongono una sorta di
rete elettrica; ogni neurone, se stimolato, si attiva mandando una scarica elettrica
agli altri neuroni con cui è collegato. Nelle persone che soffrono di epilessia i neuroni si comportano in modo anomalo, diventano iperattivi, cioè lavorano ad un ritmo superiore al normale e spesso producono contemporaneamente una scarica elettrica che può rimanere confinata al gruppo di neuroni di origine oppure propagarsi a tutto il cervello provocando sintomi differenti.
Si verifica un temporaneo e repentino disturbo delle funzioni nervose che si manifesta in modo diverso da caso a caso, a seconda dei neuroni coinvolti e delle funzioni svolte dalle cellule medesime.
Le crisi possono essere molto frequenti, ripetendosi più volte nell'arco dell'anno e anche di un solo giorno. La persona in preda ad un attacco perde coscienza e manifesta movimenti di tipo convulsivo con tremori e scosse muscolari. In alcuni casi, dopo la perdita di coscienza, la persona inizia a ripetere una serie di azioni in modo quasi meccanico. La crisi dura in genere pochi secondi e comunque non va oltre qualche minuto. Per diagnosticare l'epilessia è necessario raccogliere accuratamente i dati relativi ai sintomi e raccogliere la testimonianza dio coloro che hanno assistito alla crisi. Solitamente si effettua un encefalogramma per rilevare l'attività elettrica del cervello; il tracciato dimostra le alterazioni caratteristiche della malattia.
Si fanno poi la TAC e la Risonanza Magnetica per evidenziare la presenza di lesioni cerebrali, causate dagli attacchi epilettici. Per individuare la zona del cervello da cui nascono le crisi, vengono impiegati sistemi combinati di registrazione dell'elettroencefalogramma e di un video. In pratica la persona viene collocata davanti ad una telecamera e sottoposta all'encefalogramma, attendendo la comparsa della crisi.per monitorarla. Soffrire di epilessia significa essere sottoposti in modo imprevedibile a momenti durante i quali non si è in grado di dominare e controllare le proprie azioni. I rischi sono molti perchè la persona che ne soffre è limitata in molteplici attività, anche quotidiane. Non sono da sottovalutare le implicazioni social , affettive e relazionali. Un individuo soggetto a crisi epilettiche ha maggiori difficoltà di integrazione nella scuola, tra coetanei, nel mondo del lavoro poichè esiste ancora un certo grado di diffidenza e
di timore verso questa malattia. Con alcuni farmaci si possono contrastare i sintomi, permettendo alla persona di condurre una vita normale. I medicinali anti-epilettici
(valproato, fenitoina) sono efficaci in una buona percentuale di casi; possono controllare la tendenza dei neuroni a produrre scariche elettriche in quantità eccessive.
La cura deve essere costante perchè l'effetto svanisce in poche ore. I Farmaci devono essere assunti con regolarità per diversi anni e spesso per tutta la vita. Nei
casi più gravi, si può intervenire chirurgicamente, asportando la zona del cervello
(detta focolaio epilettico) Però bisogna essere certi che le crisi nascano in una zona del cervello che deve essere asportabile senza conseguenze per la funzionalità delle aree cerebrali.

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