Le GAMBE... & la circolazione
di Cadigia HASSAN
Con la cortese consulenza:
Dott. Marco Floriani
Specialista in Chirurgia General, Angiologia
e Chirurgia Vascolare all’Istituto Medico
Quadronno di Milano
Professore a contratto di Chirurgia Vascolare
Scuola di Chirurgia dell'Università degli Studi
di Milano
Teleangectasie e varici sono la conseguenza di uno stato di insufficienza venosa cronica cui le donne, per cause ormonali, sono particolarmente soggette. Per ripristinare la salute e la bellezza degli arti inferiori, diverse le tecniche a disposizione, suggerite dall’angiologo chirurgo vascolare dopo un’attenta osservazione, anche strumentale, del singolo caso.
LE TELEANGECTASIE
Capillari ingrossati, dilatati e visibili sotto la
pelle rappresentano senz’altro un problema
di tipo estetico,ma sono principalmente la
spia di un problema circolatorio. La presenza delle venuzze rosse o bluastre può
determinare fastidio locale e, anche se più
raramente, dolore. Ai primi accenni di
teleangectasie, meglio ricorrere allo specialista angiologo che, con l’ausilio anche dell’ecocolordoppler (che misura la velocità
con cui il sangue si muove all’interno delle
vene) e di altri presidi strumentali, valuterà
il trattamento più idoneo: scleroterapia,
laserterapia o entrambe.
La scleroterapia
Nella cura definitiva dei capillari degli arti
inferiori, rappresenta a tutt’oggi il trattamento
di scelta. Simile a quella eseguita per le
prime volte ormai molti anni orsono, la scleroterapia si è notevolmente modernizzata negli
ultimi anni, adottando prodotti sclerosanti e
metodologie di esecuzione che tanto hanno
influito sulla qualità del risultato. La scleroterapia viene inoltre praticata su pazienti operati di flebectomia ed eventuale stripping nel
trattamento delle eventuali venule residue più
piccole, al fine di ridurre al minimo la portata
dell'intervento chirurgico. Questa tecnica,
ambulatoriale, prevede l’iniezione nei capillari
di una sostanza sclerosante effettuata
mediante aghi di diametro inferiore al mezzo
millimetro. Al termine del trattamento, compaiono di norma delle piccole ecchimosi
cutanee, destinate a scomparire gradualmente nell’arco di alcune settimane. I capillari
trattati diventeranno invece invisibili dopo
15-30 giorni.
La laserterapia
Viene in genere riservata ai capillari più piccoli
e può rappresentare il completamento, o la
rifinitura, di una scleroterapia (laserscleroterapia). La tecnica utilizza il raggio laser (il più
efficace è quello a diodi e luce verde) che,
pilotato sui vasi dilatati superficiali, va a coagulare il sangue in essi contenuto e successivamente li chiude. L’energia luminosa, trasformata in calore,viene assorbita solo in parte
dalla pelle e soprattutto dai vasi-bersaglio. La seduta di laserterapia,quasi indolore, richiede
in media 20-30 minuti e può richiedere una
seconda ed eventualmente una terza sessione per l’eliminazione completa delle teleangectasie. Al termine del trattamento, compaiono sulla parte trattata un lieve arrossamento
e – dopo due-tre giorni – delle crosticine rosse
da lasciar cadere spontaneamente avendo
l’accortezza di non rimuoverle. L’applicazione
quotidiana di una crema idratante o di altri
prodotti specifici servirà ad accelerare il processo di guarigione, per tutta la durata del
quale le gambe non dovranno essere esposte
alla luce diretta del sole.
LE VARICI
Le varici alle gambe sono dei rigonfiamenti
patologici delle vene. Questi vasi hanno la
funzione di portare il sangue verso l’alto,
cioè verso il cuore,ma quando le cosiddette
valvole a nido di rondine, al loro interno, non
fanno più il loro dovere, il sangue stesso
ristagna. Di conseguenza,le vene si dilatano.
La vena principale,in cui la rottura delle val-vole a nido di rondine causa rigonfiamenti
sia direttamente, sia nelle vene collaterali
che confluiscono in essa,è la safena. E
appunto per guarire le varici bisogna operare
sulla safena. In questo modo il sangue venoso potrà prendere altre vie, più efficienti, di
risalita e le varici formatesi sulle vene collaterali potranno guarire in poco tempo.
Stripping e/o flebectomie
Come abbiamo già detto, l'insufficienza valvolare può essere settoriale, e quindi coinvolgere solo uno o pochi rami venosi secondari,
oppure più diffusa, sino ad interessare la
vena safena (l'asse principale del sistema
venoso superficiale dell'arto). Nel primo caso
il trattamento si limiterà all'asportazione
delle sole varici (microflebectomie), con
risparmio della safena; nel secondo caso,
invece,si renderà necessaria anche l'asportazione di parte della safena (safenectomia
per stripping),solo raramente di tutta la safena. In entrambi i casi,al fine di evitare un’inutile estensione dell'atto chirurgico così da
rendere praticamente nullo l'impatto estetico
di questo,potrà essere indicato completare
l'atto terapeutico con un trattamento sclerosante o laser (“finissage”) delle collaterali più
piccole o dei capillari associati.
Lo stripping della safena, o meglio della porzione malata di detto vaso (solitamente quella
di coscia), viene eseguito in anestesia tronculare per mezzo di una speciale sonda endoluminale. L'intervento prevede un’incisione della
lunghezza di circa 3 cm eseguita a livello della
piega inguinale (e quindi in una sede nascosta), la legatura e la sezione a tale livello delle
collaterali safeniche qui presenti e della safena stessa,l'esecuzione di una seconda incisione assai più corta (3-4 mm circa) in genere
a livello del ginocchio, l'incannulamento della
safena e infine la sua asportazione per invaginazione (tecnica di diffusione del tutto recente, assai poco traumatizzante per i tessuti e le
strutture circostanti).
L'asportazione delle varici con la tecnica
delle microflebectomie è spesso eseguibile
anche in anestesia locale e consente di ottenere un risultato curativo radicale nel rispetto
più assoluto dell'estetica dell'arto. Le flebectomie vengono infatti attuate con l'ausilio di
strumenti appositi attraverso microincisioni di
1-2 mm (o addirittura meno) che non richiedono l'applicazione di punti di sutura e che
risulteranno praticamente invisibili a distanza
di un mese o poco più.
Dopo la semplice flebectomia il paziente può
riprendere le sue normali attività sostanzialmente sin da subito, avendo solo cura di non
sforzare l'arto per 4-5 giorni. Anche dopo
safenectomia, l'atteggiamento non cambia di
fatto in modo sostanziale. E' invece di fondamentale importanza, in entrambi i casi, l'uso
di un tutore elastico per 15-30 giorni.
A seconda dell'estensione della patologia, e
d'accordo con il paziente, l'asportazione della
safena (ovviamente se indicata) e le flebectomie possono venire eseguite nel corso dello
stesso intervento (intervento radicale in un
tempo) o in due interventi separati.
La fotocoaugulazione laser della vena safena
(EVLT)
L’EVLT è sicuramente candidata a sostituire il
trattamento classico dell’incontinenza safenica, rappresentato dalla safenectomia o
stripping safenico. Questa tecnica
innovativa mira all’eliminazione
del reflusso safenico
non, come nel
caso della safenectomia,
mediante l’asportazione della vena bensì con la sua
chiusura dall’interno. La safena quindi rimane
in sede, ma è come se non ci fosse più,
assumendo le caratteristiche di un tubicino
chiuso e inerte. Il sangue potrà così raggiungere i grossi collettori venosi principali attraverso vene collaterali sane e quindi non
refluenti.
Prima di praticare la fotocoaugulazione laser,
il paziente viene sottoposto all’ecocolordoppler, un esame eseguito con un apparecchio
ad ultrasuoni al fine di accertare l’effettiva
incontinenza della safena. L’intervento consiste nell’introdurre all’interno di questa vena,
attraverso una piccolissima incisione (solitamente sopra il ginocchio) o per semplice puntura ecoguidata, una sottilissima fibra ottica collegata a un laser a diodo.
Tale fibra ottica viene fatta risalire fino allo
sbocco della safena nella vena femorale (o
nella poplitea nel caso si intervenga sulla piccola safena). Il corretto posizionamento della
fibra viene controllato per mezzo dell’ecografo. Somministrata l’anestesia locale lungo
il decorso della safena, la vena viene quindi
fotocoaugulata eseguendo una graduale e
progressiva retrazione della fibra laser. La lunghezza d’onda del raggio laser è specifica
(940 nanometri) perché l’energia veicolata
venga assorbita dall’emoglobina e dall’acqua.
Questa azione consente la chiusura della
safena attraverso la vaporizzazione delle
pareti interne e del suo contenuto.
Al termine della procedura,della durata di 30-
40 minuti,la piccola incisione (se presente)
viene chiusa con un cerotto (niente punti di
sutura) e la gamba viene fasciata con una
calza elastica da rimuoversi in quarta giornata. Per poter ammirare la scomparsa totale e
permanente delle varici occorrerà attendere
1-3 mesi. Trascorso tale periodo è possibile
che alcune varici sulle vene collaterali, essendo di grosse dimensioni prima dell’intervento,
anziché scomparire si riducano soltanto: in
questo caso si potrà intervenire con delle
semplici iniezioni sclerosanti per cancellarle
del tutto.
L’innovativa tecnica EVLT utilizza il raggio
laser per la completa occlusione della vena
safena. I vantaggi, rispetto alla precedente
tecnica di safenectomia, sono molteplici:
assenza di ricovero,anestesia locale anziché
generale o spinale, assenza di incisioni e
sanguinamento, ripresa delle attività dopo
solo un giorno di convalescenza.
Per informazioni:
Dott. Marco Floriani
Istituto Medico Quadronno
Via Quadronno 20 – 20122 Milano
Tel. 02 58312787 / 77
www.quadronno.it
marco.floriani@fastwebnet.it
L’INQUIETUDINE IMPATIENS
Maria Vittoria BRIZZI TESSITORE
Dott. in Medicina e Chirurgia
Dott. in Lingue e Letterature
Straniere
Prof. in Materie Letterarie
Genova
Tel. 010/54.51.677
Cell. 348/32.25.941
L’inquietudine scaturisce dalla
paura di disgrazie che potrebbero
capitarci in futuro.
Ci sentiamo male, oggi, per qualcosa
di negativo che forse, domani, neppure accadrà.
Sarebbe dunque saggio vivere giorno
per giorno o meglio minuto per minuto.
“Per ogni giorno basta la sua pena”
(Luca 6-34).
E’ certamente bene essere previdenti
ed organizzare la vita con attenzione,
ma é ancora meglio capire che nessun problema futuro può essere risolto dal sentimento di inquietudine del
quale ci lasciamo assalire e che ci
impedisce, addirittura, di affrontare il
presente in piena coscienza.
Non voglio certamente confondere le
inquietudini o ansie con i legittimi progetti per il futuro.
Se per questi ultimi é doveroso darsi
da fare é, invece, patologico lasciarci
paralizzare a causa di ipotetici avvenimenti creati, troppo spesso, dalla
nostra fantasia.
Un detto popolare ci invita a non
fasciarci la testa prima di essercela
rotta.
C’é molta verità nei proverbi e nei
consigli dei nostri antenati.
La loro saggezza ci aiuta a capire, a
maturare e perciò a stare meglio.
L’inquietudine, parola simile concettualmente a impazienza é di coloro
che non sanno attendere.
In questi tempi, caratterizzati dalla
fretta, alcuni corrono, non soltanto
fisicamente, ma anche con la mente.
Il fiore di Bach che può renderci meno
agitati é “Impatiens”
Le persone che dalla sua assunzione
trarrebbero vantaggio, soffrono sovente di insonnia, crampi, torcicollo e
sono soggette a tensione muscolare e psicologica.
Il dr. Bach, medico noto per i suoi
scritti sulla “Tossiemia intestinale” e
per aver ideato vaccini preparati sulla
base di sette tipi di batteri che isolò
nell’intestino di malati cronici, gradualmente approfondì il proprio pensiero e
dichiarò che la malattia é il prodotto e
l’effetto di un conflitto e che la mente
ha grande importanza nel provocarla e
nel guarirla.
Non si staccò mai dal metodo scientifico: formulava ipotesi e le verificava.
Il germoglio di Impatiens glandulifera,
quando sta per sbocciare, non lo fa
con lentezza ma improvvisamente,
bruscamente, tanto é vero che lancia
a distanza i pezzi di capsula che lo
ricopre.
Pare non casuale la somiglianza tra
questo modo frettoloso di fiorire e lo
stato mentale delle persone inquiete
e impazienti.
Il fiore in questione é incluso anche
nel Rescue Remedy, composto che
può aiutarci a rilasciare la tensione.
Negli studi di depressione o di disagio, come medico prescrivo, se
necessario e se il quadro diagnostico lo richiede, anche uno o più farmaci omeopatici o allopatici, con
consenso informato del mio paziente
che conoscerò soltanto dopo aver
ascoltato ciò che egli, con calma,
vorrà dirmi.
BLEACHING: lo sbiancamento dei denti
Un bel sorriso è il nostro primo biglietto
da visita.
“Un giorno senza un sorriso è un giorno
perso”. Così affermava il grande Charlie
Chaplin e come dargli torto? Il sorriso
gioca un ruolo decisivo nella nostra vita.
Soprattutto nella società di oggi dove
teniamo in gran conto il nostro aspetto
fisico e dove la comunicazione ha assunto un livello di primissimo piano. Se poi
c’è in noi la consapevolezza di avere una
bocca sana e un bel sorriso, ecco che
subito si attiva un processo di sicurezza
e serenità che trasmettiamo anche al
nostro interlocutore. A tutto vantaggio
del rapporto che sta per iniziare. Sia sul
lavoro che nella nostra vita privata.
Un sorriso smagliante
Denti sani, certamente. Ma anche bianchissimi e luminosi. Per ottenere quest’eccellente risultato c’è il “bleaching”,
lo “sbiancamento dei denti”, una prestazione altamente estetica di tecnologia avanzata che ci permette di dire
finalmente addio ai denti opachi, ingialliti dal fumo,macchiati da tè, caffè o
dall’età… Il bleaching è un trattamento
che, tramite un materiale applicato sui
denti e attivato da lampade potentissime e specifiche, assicura un sorriso
smagliante per tutta la vita. E’ combinabile con altri metodi di igiene orale, può
essere effettuato sia sui denti vitali sia
su quelli devitalizzati e promette una
brillantezza duratura.
Dentista o fai-da-te?
Nel bleaching, come succede anche in
altri casi che riguardano il nostro corpo e
la nostra salute, ci troviamo di fronte alla
scelta tra un approccio professionale e
uno più empirico o fai-da-te. Vediamo
insieme i pro e i contro dei due metodi:
Il pregio maggiore del bleaching “fai-da-
te” consiste nel costo contenuto.
Il lato negativo è che non viene effettuato sotto controllo medico. Da qui ne possono derivare alcuni danni (anche non
immediatamente visibili):
• le gengive vengono irritate dal materiale che è un acido (e che agisce su
denti e gengive);
• poiché il prodotto viene applicato per
un periodo di una-due settimane, non
si può evitare che la saliva si misceli
con l’acido che può entrare tra dente e
gengiva, distruggendo nel tempo i
legamenti dentali. Questo fatto può
portare, anche dopo anni, a una mobilità dentale, senza tuttavia poter risalire alla causa;
• la sensibilità dentale può aumentare
notevolmente (con una spiacevole percezione del caldo e del freddo).
Consideriamo ora l’approccio del dentista che può utilizzare due metodi: la“mascherina” e il trattamento con lampade speciali o con il laser.
Nel primo caso, nella bocca del paziente viene applicata una “mascherina”,
realizzata su misura. Il materiale sbiancante sarà inserito a casa dallo stesso
paziente.
Gli effetti secondari, come si può intuire,
sono gli stessi del “fai-da-te”. La differen-
za sta solo nella mascherina, ma il materiale sbiancante è sempre in bocca e può
provocare danni, come già descritto.
Trattamento in sicurezza
Ho lasciato come ultimo il sistema che
io uso regolarmente nel mio studio perché ritengo sia il più sicuro. E sono convinto che serietà e sicurezza siano le
qualità basilari richieste ad un professionista.
Quello che io propongo si svolge in un’ora
di trattamento. In questo spazio di tempo
i denti acquistano da 4 a 8 gradazioni di
bianco con chiarissimi risultati d’eccellenza. Ecco come procedo: dopo aver pulito
tutti i denti, ricopro tutte le gengive con
una sostanza apposita. A questo punto
applico il materiale sbiancante sui denti,
attivandolo con una potentissima lampada specifica o con il laser.
Attuando questo trattamento gli effetti
collaterali sono quasi inesistenti, mentre
i pregi sono che:
• il paziente è sotto controllo medico
• l’effetto è ottenuto in un’ora
• l’acido non viene in contatto con la
saliva, perciò non può essere ingoiato
• l’acido non viene in contatto con le
parti dentali dove non deve arrivare
(sulle gengive o, peggio, tra gengive e
denti).
Per rinforzare lo smalto, subito dopo il
trattamento applico un concentrato di
fluoruro sui denti sbiancati. Consegno
infine al paziente un contenitore con
questo concentrato da applicare a
casa, ogni sera per una settimana. Il
risultato è una forte attenuazione
della sensibilità dentale e perfino la
suscettibilità alla carie diminuisce notevolmente.
Costo e durata
Le domande che spesso mi sento rivolgere sono: “quanto dura l’effetto smagliante?” e “quanto costa il trattamento?” Di norma, sono in grado di garantire
uno splendido effetto-durata per un
periodo di almeno due anni. La risposta è, però, soggettiva. I denti sono parte
integrante del corpo e non esistono due
risultati uguali: un fumatore incallito o un
forte bevitore di tè o caffè, ad esempio,
possono affrettare il processo di
annerimento. Il bleaching può, comunque, essere ripetuto anche due o tre
volte, fino ad ottenere il risultato di bianco-smagliante che si desidera. Nel
tempo, poi, si può rinnovare il trattamento anche ogni sei mesi. Lo si può eseguire ad ogni età, anche su denti devitalizzati e scuriti più di altri. In questo
caso, apro l’otturazione, inserisco il
materiale e lo attivo con la lampada,
riportando il dente devitalizzato allo stesso colore degli altri.
Per quanto riguarda
la seconda domanda, il costo del trattamento è di circa 750 euro per l’intera
bocca.
Star bene con se stessi
Un incontro ad alto livello, una conferenza da tenere, il proprio matrimonio…Ci
sono mille ragioni per sfoggiare un sorriso invidiabile. E non solo per un giorno e
in un’occasione speciale, ma anche nei
contatti quotidiani del normale mondo
del lavoro. Oggi, una bella bocca non è
più solo prerogativa di attori, show-girl e
modelle e l’estetica orale non va sottovalutata neppure dal punto di vista psicologico. Al contrario, la consapevolezza
di una bocca sana e di un sorriso smagliante innesca un processo che influenza positivamente l’umore e la disponibilità,a tutto vantaggio del rapporto.
BILANCIO delle COMPETENZE
Un incontro per scoprire le potenzialità
di ciascuno di noi.
Sono aperte le iscrizioni ai tre incontri dal
tema ‘Bilancio delle competenze’ in programma per il mese di Gennaio, di cui
sarà moderatore il Dott. Marcello
Bruognolo, Psicoterapeuta specializzato
nello studio delle competenze personali.
Ognuno di noi ha delle potenzialità
nascoste,che spesso si palesano solo
dopo tentativi e sbagli: l’incontro tenuto
dal Dott. Bruognolo aiuta ad approfondire
questo aspetto della personalità, fornendo gli strumenti per evidenziare le attitudini e le capacità di ciascun partecipante. Il corso è rivolto agli studenti che
desiderano ricevere un orientamento
sulle strade accademiche da percorrere
(scelta di superiori,università,master)
che si basi sulla valutazione di capacità
e potenzialità individuali. L’incontro inoltre può essere utile anche a coloro che
affrontano per la prima volta il mondo del
lavoro o sono insoddisfatti della propria
situazione professionale, e da tempo cercano una risposta alla domanda “qual è
il lavoro più adatto a me?”.
Bilancio delle competenze è una analisi
in cui si rileva la personalità di un individuo: quello che sa fare, la sua cultura, il suo modo di imparare, il suo
potenziale e le sue attitudini.
E’ bene fare quest’analisi precocemente dopo la scuola dell’obbligo, questo
permette ai genitori di consigliare i figli
verso una direzione che viene valutata
direttamente dal suo potenziale, di
avere un inquadramento professionale
che servirà nel prosieguo della vita.
Con la breve analisi applicata tramite il
Bilancio di Competenze, si può certificare quale sono le tendenzialità innate,
specifiche ed irripetibili della persona
giovane così da permettere ad ogni
madre di essere brava,di aiutare veramente un figlio o figlia a non sbagliare
strada
I ragazzi vengono aiutati così ad individuare i futuri studi e quindi l’indirizzo
professionale più idoneo a sé stessi.
E’ difficile “indovinare” quella che è la
propria strada secondo l’istintualità e le
tendenze innate: di solito non viene
capita, né scelta e di conseguenza troviamo individui che non amano il lavoro
e non lo fanno volentieri,ma con fatica;
iniziano problematiche di inserimento o
peggio disoccupazione, e ciò costituisce
un danno personale e sociale, anche
economico.
Attraverso l’intervento di un professionista e con l’uso di strumenti professionali si può evidenziare ciò che costituisce la tendenza naturale del giovane;
non con le opinioni che i genitori si son
fatti del figlio, a volte condizionate da
loro stati interni non vissuti. Molti genitori hanno problematiche non risolte e
cercano di non farle ricadere sui figli,
ma non è possibile essere oggettivi
quando
si ama e
si ha
bisogno di
aiutare.
IL BdC si
usa da anni
in Francia
per i disoccupati e per chi è soggetto alla
mobilità, ma è
ancora più utile, se applicato preventivamente e non per rimediare a situazioni di difficoltà professionale, ma per
anticipare i problemi di lavoro che emergono in età matura, attraverso un
approfondimento delle competenze dei
giovani e per iniziare un percorso professionale specifico individuale col
piede giusto.
Affinché non si arrivi a piccoli e grandi
drammi che succedono professionalmente, soprattutto oggi in tempi di globalizzazione l’individuo deve poter verificare qual è la sua specifica strada di
lavoro, in cui sarà “bravo” e realizzato.
Il modello di analisi applicato riguarda
le cose apprese,il mondo interno individuale, esclusivo,le possibilità e tendenze temperamentali dei soggetti analizzati, le vocazioni e le aspettative, l’autopercezione e aspetti del carattere
acquisito.
Attraverso brevi incontri si può delineare un rapporto dell’intera personalità,
chiaro e distinto,proiettato nel futuro,
così da costituire una traccia per le
future o odierne importanti scelte di
studio o di lavoro.
I corsi si terranno l’8, il 9 e il 12
Gennaio 2007, dalle 15.00 alle 18.00,
in via Vallazze n°33.
Prezzo dell’iscrizione: 150 Euro.
Per informazioni e iscrizioni:
tel. 02.26680741.
CALENDARIO della salute 2007
La conquista di un livello ottimale di
benessere psicofisico corre lungo
direttrici che vedono nell’educazione
sanitaria (Health Education) il momento più qualificante.Tale realtà socio-
culturale coinvolge direttamente la
Farmacia italiana che, nella rete dei
servizi offerti,assicura anche la “trasmissione” di quelle basilari conoscenze scientifiche finalizzate ad orientare i cittadini nella gestione quotidiana della salute.
Tra i veicoli comunicativi creati ad hoc,
assume straordinaria rilevanza il
Calendario della Salute®che festeggia
il suo XXIcompleanno.
Si tratta di un traguardo importante che
testimonia la validità e la continuità di
un prodotto editoriale che ha incontrato
il gradimento delle Istituzioni e l’interesse di un pubblico sempre più vasto.
Concepito e realizzato per la prima
volta in Italia nel 1986, anno dopo
anno, ha affrontato argomenti monotematici avvalendosi del supporto
scientifico di specialisti ed istituti di
elevato pregio.
Quest’anno in sincronia con la
Campagna istituzionale promossa da
Federfarma, il Calendario della salute
2007 sarà dedicato al tema “La
Farmacia italiana per la tutela della
salute” per fornire ai Cittadini tutte le
corrette informazioni sulla quotidiana
attività delle Farmacie italiane.
L’iniziativa é stata presa come tutti gli anni in collaborazione con Federfarma (Fed. Naz. Titolari di Farmacia) Assofarm (Ass. Farmacie Comunali) Utifar (Un. Tecnica It.Farmacisti) Fenagifar (Fed.Naz.Giovani Farmacisti) e la Fed. Naz.Farmaciste che hanno già provveduto ad inviare il loro patrocinio.
Negli anni passati sul Caledario
della Salute sono stati trattati i
seguenti argomenti:
Diabete (1987), Igiene Orale
(1988), Malattie Cutanee
(1989), Segrado Ambientale
(1990), Alimentazione (1991),
Sport e Salute (1992),
Tossicodipendenze (1993),
Difetti Congeniti (1994),
Allergie (1995),
Automedicazione Responsabile
(1996), Malattie a
Trasmissione Sessuale (1997),
Servizi in Farmacia per la Tutela
della Salute (1998), Farmacia e
Terza Età (1999), Farmacia e
Infanzia (2000), Farmacia e
Obesità (2001), Farmacia e
Benessere dei Piccoli Animali
(2002), Farmacia, Ipertensione
e Prevenzione delle malattie
Cardiovascolari (2003), Ansia
Depressione e Insonnia,
consigli in Farmacia (2004),
Farmacia e Informazione sui
Disturbi Digestivi (2005),
Farmacie e utili consigli di Primo
Soccorso (2006).
I Cittadini potranno trovare il
Calendario
della Salute, a fine anno e gratuitamente, presso una delle tantissime
Farmacie che aderiscono a questa campagna di educazione e informazione.