Le GAMBE... & la circolazione

di Cadigia HASSAN
Con la cortese consulenza: Dott. Marco Floriani
Specialista in Chirurgia General, Angiologia e Chirurgia Vascolare all’Istituto Medico Quadronno di Milano
Professore a contratto di Chirurgia Vascolare
Scuola di Chirurgia dell'Università degli Studi di Milano

Teleangectasie e varici sono la conseguenza di uno stato di insufficienza venosa cronica cui le donne, per cause ormonali, sono particolarmente soggette. Per ripristinare la salute e la bellezza degli arti inferiori, diverse le tecniche a disposizione, suggerite dall’angiologo chirurgo vascolare dopo un’attenta osservazione, anche strumentale, del singolo caso.


LE TELEANGECTASIE
Capillari ingrossati, dilatati e visibili sotto la pelle rappresentano senz’altro un problema di tipo estetico,ma sono principalmente la spia di un problema circolatorio. La presenza delle venuzze rosse o bluastre può determinare fastidio locale e, anche se più raramente, dolore. Ai primi accenni di teleangectasie, meglio ricorrere allo specialista angiologo che, con l’ausilio anche dell’ecocolordoppler (che misura la velocità con cui il sangue si muove all’interno delle vene) e di altri presidi strumentali, valuterà il trattamento più idoneo: scleroterapia, laserterapia o entrambe.

La scleroterapia
Nella cura definitiva dei capillari degli arti inferiori, rappresenta a tutt’oggi il trattamento
di scelta. Simile a quella eseguita per le prime volte ormai molti anni orsono, la scleroterapia si è notevolmente modernizzata negli ultimi anni, adottando prodotti sclerosanti e metodologie di esecuzione che tanto hanno influito sulla qualità del risultato. La scleroterapia viene inoltre praticata su pazienti operati di flebectomia ed eventuale stripping nel trattamento delle eventuali venule residue più piccole, al fine di ridurre al minimo la portata dell'intervento chirurgico. Questa tecnica, ambulatoriale, prevede l’iniezione nei capillari di una sostanza sclerosante effettuata mediante aghi di diametro inferiore al mezzo millimetro. Al termine del trattamento, compaiono di norma delle piccole ecchimosi cutanee, destinate a scomparire gradualmente nell’arco di alcune settimane. I capillari trattati diventeranno invece invisibili dopo 15-30 giorni.

La laserterapia
Viene in genere riservata ai capillari più piccoli e può rappresentare il completamento, o la rifinitura, di una scleroterapia (laserscleroterapia). La tecnica utilizza il raggio laser (il più efficace è quello a diodi e luce verde) che, pilotato sui vasi dilatati superficiali, va a coagulare il sangue in essi contenuto e successivamente li chiude. L’energia luminosa, trasformata in calore,viene assorbita solo in parte dalla pelle e soprattutto dai vasi-bersaglio. La seduta di laserterapia,quasi indolore, richiede in media 20-30 minuti e può richiedere una seconda ed eventualmente una terza sessione per l’eliminazione completa delle teleangectasie. Al termine del trattamento, compaiono sulla parte trattata un lieve arrossamento e – dopo due-tre giorni – delle crosticine rosse da lasciar cadere spontaneamente avendo l’accortezza di non rimuoverle. L’applicazione quotidiana di una crema idratante o di altri prodotti specifici servirà ad accelerare il processo di guarigione, per tutta la durata del quale le gambe non dovranno essere esposte alla luce diretta del sole.

LE VARICI
Le varici alle gambe sono dei rigonfiamenti patologici delle vene. Questi vasi hanno la
funzione di portare il sangue verso l’alto, cioè verso il cuore,ma quando le cosiddette
valvole a nido di rondine, al loro interno, non fanno più il loro dovere, il sangue stesso
ristagna. Di conseguenza,le vene si dilatano. La vena principale,in cui la rottura delle val-vole a nido di rondine causa rigonfiamenti sia direttamente, sia nelle vene collaterali che confluiscono in essa,è la safena. E appunto per guarire le varici bisogna operare sulla safena. In questo modo il sangue venoso potrà prendere altre vie, più efficienti, di
risalita e le varici formatesi sulle vene collaterali potranno guarire in poco tempo.

Stripping e/o flebectomie
Come abbiamo già detto, l'insufficienza valvolare può essere settoriale, e quindi coinvolgere solo uno o pochi rami venosi secondari, oppure più diffusa, sino ad interessare la vena safena (l'asse principale del sistema venoso superficiale dell'arto). Nel primo caso il trattamento si limiterà all'asportazione delle sole varici (microflebectomie), con risparmio della safena; nel secondo caso, invece,si renderà necessaria anche l'asportazione di parte della safena (safenectomia per stripping),solo raramente di tutta la safena. In entrambi i casi,al fine di evitare un’inutile estensione dell'atto chirurgico così da rendere praticamente nullo l'impatto estetico di questo,potrà essere indicato completare l'atto terapeutico con un trattamento sclerosante o laser (“finissage”) delle collaterali più piccole o dei capillari associati.
Lo stripping della safena, o meglio della porzione malata di detto vaso (solitamente quella
di coscia), viene eseguito in anestesia tronculare per mezzo di una speciale sonda endoluminale. L'intervento prevede un’incisione della lunghezza di circa 3 cm eseguita a livello della piega inguinale (e quindi in una sede nascosta), la legatura e la sezione a tale livello delle collaterali safeniche qui presenti e della safena stessa,l'esecuzione di una seconda incisione assai più corta (3-4 mm circa) in genere a livello del ginocchio, l'incannulamento della safena e infine la sua asportazione per invaginazione (tecnica di diffusione del tutto recente, assai poco traumatizzante per i tessuti e le strutture circostanti).
L'asportazione delle varici con la tecnica delle microflebectomie è spesso eseguibile anche in anestesia locale e consente di ottenere un risultato curativo radicale nel rispetto più assoluto dell'estetica dell'arto. Le flebectomie vengono infatti attuate con l'ausilio di strumenti appositi attraverso microincisioni di 1-2 mm (o addirittura meno) che non richiedono l'applicazione di punti di sutura e che risulteranno praticamente invisibili a distanza di un mese o poco più.
Dopo la semplice flebectomia il paziente può riprendere le sue normali attività sostanzialmente sin da subito, avendo solo cura di non sforzare l'arto per 4-5 giorni. Anche dopo safenectomia, l'atteggiamento non cambia di fatto in modo sostanziale. E' invece di fondamentale importanza, in entrambi i casi, l'uso di un tutore elastico per 15-30 giorni.
A seconda dell'estensione della patologia, e d'accordo con il paziente, l'asportazione della
safena (ovviamente se indicata) e le flebectomie possono venire eseguite nel corso dello stesso intervento (intervento radicale in un tempo) o in due interventi separati.
La fotocoaugulazione laser della vena safena (EVLT)
L’EVLT è sicuramente candidata a sostituire il trattamento classico dell’incontinenza safenica, rappresentato dalla safenectomia o stripping safenico. Questa tecnica innovativa mira all’eliminazione del reflusso safenico non, come nel caso della safenectomia, mediante l’asportazione della vena bensì con la sua chiusura dall’interno. La safena quindi rimane in sede, ma è come se non ci fosse più, assumendo le caratteristiche di un tubicino chiuso e inerte. Il sangue potrà così raggiungere i grossi collettori venosi principali attraverso vene collaterali sane e quindi non refluenti.gambe
Prima di praticare la fotocoaugulazione laser, il paziente viene sottoposto all’ecocolordoppler, un esame eseguito con un apparecchio ad ultrasuoni al fine di accertare l’effettiva incontinenza della safena. L’intervento consiste nell’introdurre all’interno di questa vena, attraverso una piccolissima incisione (solitamente sopra il ginocchio) o per semplice puntura ecoguidata, una sottilissima fibra ottica collegata a un laser a diodo.
Tale fibra ottica viene fatta risalire fino allo sbocco della safena nella vena femorale (o nella poplitea nel caso si intervenga sulla piccola safena). Il corretto posizionamento della
fibra viene controllato per mezzo dell’ecografo. Somministrata l’anestesia locale lungo
il decorso della safena, la vena viene quindi fotocoaugulata eseguendo una graduale e
progressiva retrazione della fibra laser. La lunghezza d’onda del raggio laser è specifica (940 nanometri) perché l’energia veicolata venga assorbita dall’emoglobina e dall’acqua.
Questa azione consente la chiusura della safena attraverso la vaporizzazione delle pareti interne e del suo contenuto.
Al termine della procedura,della durata di 30- 40 minuti,la piccola incisione (se presente)
viene chiusa con un cerotto (niente punti di sutura) e la gamba viene fasciata con una
calza elastica da rimuoversi in quarta giornata. Per poter ammirare la scomparsa totale e
permanente delle varici occorrerà attendere 1-3 mesi. Trascorso tale periodo è possibile
che alcune varici sulle vene collaterali, essendo di grosse dimensioni prima dell’intervento, anziché scomparire si riducano soltanto: in questo caso si potrà intervenire con delle semplici iniezioni sclerosanti per cancellarle del tutto.
L’innovativa tecnica EVLT utilizza il raggio laser per la completa occlusione della vena
safena. I vantaggi, rispetto alla precedente tecnica di safenectomia, sono molteplici:
assenza di ricovero,anestesia locale anziché generale o spinale, assenza di incisioni e sanguinamento, ripresa delle attività dopo solo un giorno di convalescenza.
Per informazioni:
Dott. Marco Floriani
Istituto Medico Quadronno Via Quadronno 20 – 20122 Milano
Tel. 02 58312787 / 77 www.quadronno.it marco.floriani@fastwebnet.it

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L’INQUIETUDINE IMPATIENS

Maria Vittoria BRIZZI TESSITOREbach
Dott. in Medicina e Chirurgia Dott. in Lingue e Letterature Straniere Prof. in Materie Letterarie
Genova
Tel. 010/54.51.677 Cell. 348/32.25.941

L’inquietudine scaturisce dalla paura di disgrazie che potrebbero capitarci in futuro.
Ci sentiamo male, oggi, per qualcosa di negativo che forse, domani, neppure accadrà.
Sarebbe dunque saggio vivere giorno per giorno o meglio minuto per minuto.
“Per ogni giorno basta la sua pena” (Luca 6-34).
E’ certamente bene essere previdenti ed organizzare la vita con attenzione, ma é ancora meglio capire che nessun problema futuro può essere risolto dal sentimento di inquietudine del quale ci lasciamo assalire e che ci impedisce, addirittura, di affrontare il
presente in piena coscienza.
Non voglio certamente confondere le inquietudini o ansie con i legittimi progetti per il futuro.
Se per questi ultimi é doveroso darsi da fare é, invece, patologico lasciarci paralizzare a causa di ipotetici avvenimenti creati, troppo spesso, dalla nostra fantasia.
Un detto popolare ci invita a non fasciarci la testa prima di essercela rotta.
C’é molta verità nei proverbi e nei consigli dei nostri antenati.
La loro saggezza ci aiuta a capire, a maturare e perciò a stare meglio.impazienza
L’inquietudine, parola simile concettualmente a impazienza é di coloro che non sanno attendere.
In questi tempi, caratterizzati dalla fretta, alcuni corrono, non soltanto fisicamente, ma anche con la mente.
Il fiore di Bach che può renderci meno agitati é “Impatiens”
Le persone che dalla sua assunzione trarrebbero vantaggio, soffrono sovente di insonnia, crampi, torcicollo e sono soggette a tensione muscolare e psicologica.
Il dr. Bach, medico noto per i suoi scritti sulla “Tossiemia intestinale” e per aver ideato vaccini preparati sulla base di sette tipi di batteri che isolò nell’intestino di malati cronici, gradualmente approfondì il proprio pensiero e dichiarò che la malattia é il prodotto e l’effetto di un conflitto e che la mente ha grande importanza nel provocarla e
nel guarirla.
Non si staccò mai dal metodo scientifico: formulava ipotesi e le verificava.
Il germoglio di Impatiens glandulifera, quando sta per sbocciare, non lo fa con lentezza ma improvvisamente, bruscamente, tanto é vero che lancia a distanza i pezzi di capsula che lo ricopre.
Pare non casuale la somiglianza tra questo modo frettoloso di fiorire e lo stato mentale delle persone inquiete e impazienti.
Il fiore in questione é incluso anche nel Rescue Remedy, composto che può aiutarci a rilasciare la tensione.
Negli studi di depressione o di disagio, come medico prescrivo, se necessario e se il quadro diagnostico lo richiede, anche uno o più farmaci omeopatici o allopatici, con
consenso informato del mio paziente che conoscerò soltanto dopo aver ascoltato ciò che egli, con calma, vorrà dirmi.

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BLEACHING: lo sbiancamento dei denti

 

Un bel sorriso è il nostro primo biglietto da visita.
“Un giorno senza un sorriso è un giorno perso”. Così affermava il grande Charlie
Chaplin e come dargli torto? Il sorriso gioca un ruolo decisivo nella nostra vita.
Soprattutto nella società di oggi dove teniamo in gran conto il nostro aspetto fisico e dove la comunicazione ha assunto un livello di primissimo piano. Se poi c’è in noi la consapevolezza di avere una bocca sana e un bel sorriso, ecco che subito si attiva un processo di sicurezza e serenità che trasmettiamo anche al nostro interlocutore. A tutto vantaggio del rapporto che sta per iniziare. Sia sul lavoro che nella nostra vita privata.

Un sorriso smagliante
dentiDenti sani, certamente. Ma anche bianchissimi e luminosi. Per ottenere quest’eccellente risultato c’è il “bleaching”, lo “sbiancamento dei denti”, una prestazione altamente estetica di tecnologia avanzata che ci permette di dire finalmente addio ai denti opachi, ingialliti dal fumo,macchiati da tè, caffè o dall’età… Il bleaching è un trattamento che, tramite un materiale applicato sui denti e attivato da lampade potentissime e specifiche, assicura un sorriso smagliante per tutta la vita. E’ combinabile con altri metodi di igiene orale, può essere effettuato sia sui denti vitali sia su quelli devitalizzati e promette una brillantezza duratura.


Dentista o fai-da-te?
Nel bleaching, come succede anche in altri casi che riguardano il nostro corpo e
la nostra salute, ci troviamo di fronte alla scelta tra un approccio professionale e uno più empirico o fai-da-te. Vediamo insieme i pro e i contro dei due metodi:
Il pregio maggiore del bleaching “fai-da- te” consiste nel costo contenuto.
Il lato negativo è che non viene effettuato sotto controllo medico. Da qui ne possono derivare alcuni danni (anche non immediatamente visibili):
• le gengive vengono irritate dal materiale che è un acido (e che agisce su denti e gengive);
• poiché il prodotto viene applicato per un periodo di una-due settimane, non si può evitare che la saliva si misceli con l’acido che può entrare tra dente e gengiva, distruggendo nel tempo i legamenti dentali. Questo fatto può portare, anche dopo anni, a una mobilità dentale, senza tuttavia poter risalire alla causa;
• la sensibilità dentale può aumentare notevolmente (con una spiacevole percezione del caldo e del freddo).
Consideriamo ora l’approccio del dentista che può utilizzare due metodi: la“mascherina” e il trattamento con lampade speciali o con il laser.
Nel primo caso, nella bocca del paziente viene applicata una “mascherina”, realizzata su misura. Il materiale sbiancante sarà inserito a casa dallo stesso paziente.
Gli effetti secondari, come si può intuire, sono gli stessi del “fai-da-te”. La differen-
za sta solo nella mascherina, ma il materiale sbiancante è sempre in bocca e può provocare danni, come già descritto.


Trattamento in sicurezza
Ho lasciato come ultimo il sistema che io uso regolarmente nel mio studio perché ritengo sia il più sicuro. E sono convinto che serietà e sicurezza siano le qualità basilari richieste ad un professionista.
Quello che io propongo si svolge in un’ora di trattamento. In questo spazio di tempo
i denti acquistano da 4 a 8 gradazioni di bianco con chiarissimi risultati d’eccellenza. Ecco come procedo: dopo aver pulito tutti i denti, ricopro tutte le gengive con una sostanza apposita. A questo punto applico il materiale sbiancante sui denti, attivandolo con una potentissima lampada specifica o con il laser.
Attuando questo trattamento gli effetti collaterali sono quasi inesistenti, mentre i pregi sono che:
• il paziente è sotto controllo medico
• l’effetto è ottenuto in un’ora
• l’acido non viene in contatto con la saliva, perciò non può essere ingoiato
• l’acido non viene in contatto con le parti dentali dove non deve arrivare (sulle gengive o, peggio, tra gengive e denti).
Per rinforzare lo smalto, subito dopo il trattamento applico un concentrato di
fluoruro sui denti sbiancati. Consegno infine al paziente un contenitore con questo concentrato da applicare a casa, ogni sera per una settimana. Il risultato è una forte attenuazione della sensibilità dentale e perfino la suscettibilità alla carie diminuisce notevolmente.


Costo e durata
Le domande che spesso mi sento rivolgere sono: “quanto dura l’effetto smagliante?” e “quanto costa il trattamento?” Di norma, sono in grado di garantire uno splendido effetto-durata per un periodo di almeno due anni. La risposta è, però, soggettiva. I denti sono parte integrante del corpo e non esistono due risultati uguali: un fumatore incallito o un forte bevitore di tè o caffè, ad esempio, possono affrettare il processo di annerimento. Il bleaching può, comunque, essere ripetuto anche due o tre volte, fino ad ottenere il risultato di bianco-smagliante che si desidera. Nel tempo, poi, si può rinnovare il trattamento anche ogni sei mesi. Lo si può eseguire ad ogni età, anche su denti devitalizzati e scuriti più di altri. In questo caso, apro l’otturazione, inserisco il materiale e lo attivo con la lampada, riportando il dente devitalizzato allo stesso colore degli altri.
Per quanto riguarda la seconda domanda, il costo del trattamento è di circa 750 euro per l’intera bocca.


Star bene con se stessi
Un incontro ad alto livello, una conferenza da tenere, il proprio matrimonio…Ci sono mille ragioni per sfoggiare un sorriso invidiabile. E non solo per un giorno e in un’occasione speciale, ma anche nei contatti quotidiani del normale mondo del lavoro. Oggi, una bella bocca non è più solo prerogativa di attori, show-girl e modelle e l’estetica orale non va sottovalutata neppure dal punto di vista psicologico. Al contrario, la consapevolezza di una bocca sana e di un sorriso smagliante innesca un processo che influenza positivamente l’umore e la disponibilità,a tutto vantaggio del rapporto.

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BILANCIO delle COMPETENZE

 

Un incontro per scoprire le potenzialità di ciascuno di noi.
Sono aperte le iscrizioni ai tre incontri dal tema ‘Bilancio delle competenze’ in programma per il mese di Gennaio, di cui sarà moderatore il Dott. Marcello Bruognolo, Psicoterapeuta specializzato nello studio delle competenze personali.
Ognuno di noi ha delle potenzialità nascoste,che spesso si palesano solo dopo tentativi e sbagli: l’incontro tenuto dal Dott. Bruognolo aiuta ad approfondire questo aspetto della personalità, fornendo gli strumenti per evidenziare le attitudini e le capacità di ciascun partecipante. Il corso è rivolto agli studenti che desiderano ricevere un orientamento
sulle strade accademiche da percorrere (scelta di superiori,università,master) che si basi sulla valutazione di capacità e potenzialità individuali. L’incontro inoltre può essere utile anche a coloro che affrontano per la prima volta il mondo del lavoro o sono insoddisfatti della propria situazione professionale, e da tempo cercano una risposta alla domanda “qual è il lavoro più adatto a me?”.
Bilancio delle competenze è una analisi in cui si rileva la personalità di un individuo: quello che sa fare, la sua cultura, il suo modo di imparare, il suo potenziale e le sue attitudini.
E’ bene fare quest’analisi precocemente dopo la scuola dell’obbligo, questo permette ai genitori di consigliare i figli verso una direzione che viene valutata direttamente dal suo potenziale, di avere un inquadramento professionale che servirà nel prosieguo della vita.
Con la breve analisi applicata tramite il Bilancio di Competenze, si può certificare quale sono le tendenzialità innate, specifiche ed irripetibili della persona giovane così da permettere ad ogni madre di essere brava,di aiutare veramente un figlio o figlia a non sbagliare strada
I ragazzi vengono aiutati così ad individuare i futuri studi e quindi l’indirizzo professionale più idoneo a sé stessi.
E’ difficile “indovinare” quella che è la propria strada secondo l’istintualità e le tendenze innate: di solito non viene capita, né scelta e di conseguenza troviamo individui che non amano il lavoro e non lo fanno volentieri,ma con fatica; iniziano problematiche di inserimento o peggio disoccupazione, e ciò costituisce un danno personale e sociale, anche economico.
Attraverso l’intervento di un professionista e con l’uso di strumenti professionali si può evidenziare ciò che costituisce la tendenza naturale del giovane; non con le opinioni che i genitori si son fatti del figlio, a volte condizionate da loro stati interni non vissuti. Molti genitori hanno problematiche non risolte e cercano di non farle ricadere sui figli, ma non è possibile essere oggettivi quando si ama e si ha bisogno di aiutare.
IL BdC si usa da anni in Francia per i disoccupati e per chi è soggetto alla mobilità, ma è
ancora più utile, se applicato preventivamente e non per rimediare a situazioni di difficoltà professionale, ma per anticipare i problemi di lavoro che emergono in età matura, attraverso un approfondimento delle competenze dei giovani e per iniziare un percorso professionale specifico individuale col piede giusto.
Affinché non si arrivi a piccoli e grandi drammi che succedono professionalmente, soprattutto oggi in tempi di globalizzazione l’individuo deve poter verificare qual è la sua specifica strada di lavoro, in cui sarà “bravo” e realizzato.
Il modello di analisi applicato riguarda le cose apprese,il mondo interno individuale, esclusivo,le possibilità e tendenze temperamentali dei soggetti analizzati, le vocazioni e le aspettative, l’autopercezione e aspetti del carattere acquisito.
Attraverso brevi incontri si può delineare un rapporto dell’intera personalità, chiaro e distinto,proiettato nel futuro, così da costituire una traccia per le future o odierne importanti scelte di studio o di lavoro.
I corsi si terranno l’8, il 9 e il 12 Gennaio 2007, dalle 15.00 alle 18.00, in via Vallazze n°33.
Prezzo dell’iscrizione: 150 Euro.
Per informazioni e iscrizioni: tel. 02.26680741.

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CALENDARIO della salute 2007

 

La conquista di un livello ottimale di benessere psicofisico corre lungo direttrici che vedono nell’educazione sanitaria (Health Education) il momento più qualificante.Tale realtà socio- culturale coinvolge direttamente la Farmacia italiana che, nella rete dei servizi offerti,assicura anche la “trasmissione” di quelle basilari conoscenze scientifiche finalizzate ad orientare i cittadini nella gestione quotidiana della salute.
Tra i veicoli comunicativi creati ad hoc, assume straordinaria rilevanza il Calendario della Salute®che festeggia il suo XXIcompleanno.
Si tratta di un traguardo importante che testimonia la validità e la continuità di un prodotto editoriale che ha incontrato il gradimento delle Istituzioni e l’interesse di un pubblico sempre più vasto.
Concepito e realizzato per la prima volta in Italia nel 1986, anno dopo anno, ha affrontato argomenti monotematici avvalendosi del supporto scientifico di specialisti ed istituti di elevato pregio.
Quest’anno in sincronia con la Campagna istituzionale promossa da Federfarma, il Calendario della salute 2007 sarà dedicato al tema “La Farmacia italiana per la tutela della
salute” per fornire ai Cittadini tutte le corrette informazioni sulla quotidiana attività delle Farmacie italiane.

L’iniziativa é stata presa come tutti gli anni in collaborazione con Federfarma (Fed. Naz. Titolari di Farmacia) Assofarm (Ass. Farmacie Comunali) Utifar (Un. Tecnica It.Farmacisti) Fenagifar (Fed.Naz.Giovani Farmacisti) e la Fed. Naz.Farmaciste che hanno già provveduto ad inviare il loro patrocinio.

Negli anni passati sul Caledario della Salute sono stati trattati i seguenti argomenti:
Diabete (1987), Igiene Orale (1988), Malattie Cutanee (1989), Segrado Ambientale (1990), Alimentazione (1991), Sport e Salute (1992), Tossicodipendenze (1993), Difetti Congeniti (1994), Allergie (1995), Automedicazione Responsabile (1996), Malattie a Trasmissione Sessuale (1997), Servizi in Farmacia per la Tutela della Salute (1998), Farmacia e Terza Età (1999), Farmacia e Infanzia (2000), Farmacia e Obesità (2001), Farmacia e Benessere dei Piccoli Animali (2002), Farmacia, Ipertensione e Prevenzione delle malattie Cardiovascolari (2003), Ansia Depressione e Insonnia, consigli in Farmacia (2004), Farmacia e Informazione sui Disturbi Digestivi (2005), Farmacie e utili consigli di Primo Soccorso (2006).
I Cittadini potranno trovare il Calendario della Salute, a fine anno e gratuitamente, presso una delle tantissime Farmacie che aderiscono a questa campagna di educazione e informazione.

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