LAPELLE & gli sport invernali
COME AIUTARLA DURANTE GLI SPORT INVERNALI ALL’ARIA APERTA

 

Gli sport che si fanno all’aria aperta d’inverno sono svariati,sicuramente predominano lo sci e tutte le altreattività che si possono fare in montagna,per non parlare di quelle che si praticano in pianura e in collina, dalle semplici passeggiate,al jogging,alla bicicletta solo per citarne alcuni tra i più comuni,e solo per parlare di sport amatoriali e non agonistici.
La nostra superficie cutanea che un tempo era considerata un’involucro, una sorta di barriera tra il mondo interno e l’ambiente esterno,oggi si rivela un vero e proprio organo che modula le relazioni tra interno ed esterno dell’organismo ed è perciò sensibile alle condizioni dell’ambiente circostante.
Per tornare alle attività sportive sicuamente la parte del corpo più sofferente è il viso,dal momento che è sempre la più esposta.
Essenzialmente i fattori climatici da cui ci si deve difendere sono l’umidità,la temperatura cui è legata la vasocostrizione da freddo,l’inquinamento atmosferico,visto che è presente anche alle alte quote,e sempre molto importante il danno da fotodanneggiamento.
Un ruolo significativo nel creare reazioni fotobiologiche viene attribuito alle radiazioni UV, in grado di provocare nella cute, sia la formazione precoce di eritemi fino all’ustione,sia gli esiti più tardivi come macchie e rughe,o l’eventuale comparsa di cheratosi o piccoli tumori della pelle. Tali radiazioni,componenti essenziali della luce solare,hanno una diversa profondità di azione: gli UVA sono onde lunghe in grado di penetrare fino al derma profondo e ai vasi capillari,gli UVB onde medie che si confinano in gran parte all’epidermide.
Per una corretta prevenzione occorre non solo stabilire il tipo di cute se secca,grassa,mista o sensibile,ma anche il fototipo sulla base della classificazione di Fitzpatrick nei quattro gruppi fototipo I,II,III,IV da quelli che più facilmente si scottano
al sole,a quelli che non si ustionano mai.
Da qui l’esigenza di stabilire con esattezza il fototipo del paziente e il tipo di cute,ma non solo anche lo sport e l’altitudine dove viene praticato,per consigliare la protezione più
adatta al soggetto.
Nei fattori ambientali bisogna infatti tenere conto della riflessione e della diffrazione; ad esempio l’ombra elimina solo il 50% dei raggi UV,la neve li riflette fino all’80% e ogni 300 metri di altitudine vi è un aumento del 4% dell’energia dei raggi solari.
E che dire delle giornate nuvolose,le nuvole lasciano passare più del 90% delle radiazioni UV e filtrano solo i raggi infrarossi responsabili della sensazione di calore,unico segnale in grado di avvertirci della futura scottatura,in mancanza del quale,quindi, è molto più facile bruciarsi senza accorgersene.
Inoltre se vogliamo mantenere la pelle sana,dobbiamo preoccuparci della sua idratazione,il miglior indicatore del benessere della cute. Il contenuto idrico costituisce un parametro importante per il mantenimento di proprietà fisiche,quali la funzione barriera,le capacità meccaniche e la penetrazione dei prodotti topici da applicare su di essa.
Le variazioni ambientali e quelle stagionali possono influenzare molto l’idratazione cutanea e sono da attribuire alle modificazioni di parametri come la temperatura e l’umidità.
Non è possibile distinguere nettamente l’importanza dell’acqua presente nella cute,da quella dei lipidi o di altre caratteristiche cutanee presenti nel “sistema pelle”,che come tutti i tessuti ne abbisogna anche per svolgere un compito indispensabile alla sopravvivenza,e cioè il mantenimento costante della temperatura corporea,
mediante la termoregolazione.
I prodotti che hanno un’attività idratante sono per lo più emulsioni che ben si prestano alla cessione dell’acqua allo strato corneo superficiale, anche in associazione alla loro componente lipidica a base di acidi grassi,ceramidi,squalene che contribuiscono in maniera determinante a rafforzare la capacità del corneo di trattenere l’acqua.
Lipidi ed acqua,agiscono in sinergia ed in unione per fissare le molecole di acqua e con essa il benessere del nostro organismo e della nostra pelle.
Consiglio quindi dopo l’attività fisica, durante la doccia,l’applicazione di una maschera crema sul viso per le pelli secche,disidratate e sensibili, emulsioni ricche di principi con effetti rigeneranti,energizzanti,antiarrossamento o reidratanti all’acido jaluronico o alla vitamina C antiossidante per le pelli grasse o miste.
Altro punto importante per il mantenimento di una valida idratazione è la permanenza sulla cute del film idrolipidico di superficie.
Tale pellicola spesso aggredita da atti igienici quotidiani e non solo,contribuisce in maniera rilevante all’idratazione e quindi alla plasticità e sensibilità della cute.
La detersione della cute è fondamentale per l’eliminazione del cosidetto sporco causato da residui di cosmetici,sudore,sebo,smog,cellule che desquamano dalla superficie.
Allo stesso tempo riducendo la carica microbica,essa previene l’instaurarsi di alcune infezioni batteriche o micotiche. Tuttavia,se la detersione viene effettuata in modo inappropriato,per esempio mediante l’utilizzo di prodotti particolarmente aggressivi,può causare la rimozione del film idrolipidico e,in tal modo,provocare effetti negativi connessi all’insufficiente idratazione e all’instaurarsi di alcuni processi patologici.
Occorre quindi utilizzare prodotti privi di azione delipidizzante,che mantengano la flora cutanea saprofita e non alterino lo strato corneo superficiale, lo stato di idratazione e il grado di acidità della cute,ma comunque capaci di garantire l’asportazione delle particelle solide di sporco emulsionate.
L’applicazione successiva di un cosmetico adeguato ripristina la funzione barriera del corneo e contemporaneamente riduce la reattività cutanea agli agenti esterni.
Ultimamente la dermocosmesi ha individuato alcuni principi funzionali, capaci di contrastare gli effetti irritanti dei fattori ambientali. Gli integratori alimentari sono utili per il miglioramento e la protezione cellulare.
Mantenere una buona alimentazione ricca di antiossidanti è una base importante,dal momento che durante l’attività sportiva si creano un numero molto alto di radicali liberi, che possono causare un grosso danno ossidativo alle membrane cellulari,in particolare a quelle cutanee con conseguente compromissione dello stato di salute della pelle.
Però il fatto è che non abbiamo sem- pre tutti gli alimenti a disposizione, che spesso sono depauperati per i lunghi tempi di trasporto e conservazione,che non possiamo nemmeno sovraccaricarci di cibo,poi viviamo in un contesto inquinato che aumenta il fabbisogno di fattori protettivi.
Il mercato offre sottoforma di capsule o polveri idrosolubili,un panorama di sostanze attive molto ampio: integratori antiossidanti come vitamina E,C,BETA CAROTENI,coenzima Q10, bioflavonoidi,polifenoli,aloe vera e altri che è meglio assumere per aiutare tutti gli organi,ma abbiamo visto in particolare la cute ...e buone attività!

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Sindromi mielodisplasiche ...meno trasfusioni

Per maggiori informazioni:
Ufficio Stampa - Weber Shandwick Tania Ghiani:
tghiani@webershandwick.com Tel. 02/57378574
Elisa Accurso:
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Uno studio che prevedeva l’impiego di un nuovo prodotto,la “LENALIDOMIDE” ha permesso ai due terzi dei pazienti testati di rendersi indipendenti dalle trasfusioni.trasfusioni
I meno fortunati ne hanno comunque ridotto del 50% la frequenza Inoltre l’emoglobina è cresciuta in media di oltre 5,0 grammi per decilitro nei pazienti che hanno risposto alla
terapia. Idati (del trial di fase II) sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine come risultati di test di “terapia orale nei pazienti affetti da sindromi mielodisplastiche con anemia trasfusione-dipendente e anomalie citogenetiche accompagnate o meno da anomalie citogenetiche aggiuntive”.


Cosa sono
Le sindromi mielodisplastiche sono una patologia maligna della produzione di cellule del sangue che colpisce circa 300 mila persone in tutto il mondo. La manifestazione clinica più comunemente associata alle sindromi mielodisplastiche è l’anemia refrattaria, accompagnata dalle molte complicazioni derivanti dalle frequenti trasfusioni di sangue.
La lenalidomide è indicata,in combinazione con il desametasone,come trattamento del mieloma multiplo e dell’anemia trasfusione-dipendente.
Risposta ematologica
Il 76% dei pazienti ha visto ridursi di almeno il 50% il fabbisogno trasfusionale. Il 67% dei pazienti non ha più avuto bisogno di trasfusioni,indipendentemente dalla complessità del cariotipo. Un periodo di osservazione prolungato (2 anni) ha permesso di evidenziare
che l’indipendenza dalle trasfusioni conseguita dai pazienti è durevole.
In aggiunta all’indipendenza dalle trasfusioni i pazienti hanno conseguito un aumento medio dell’emoglobina pari a 5,4 g/dl.
Risposta citogenetica

Il 73% dei pazienti valutabili per questo tipo di risposta ha dimostrato un miglioramento. Il 45% ha conseguito una remissione citogenetica completa, il 28% una remissione citogenetica parziale.
Miglioramento del midollo osseo
Il 36% dei pazienti con campioni seriali di midollo osseo valutabili,ha manifestato la risoluzione completa delle anomalie citologiche. Il midollo osseo di questi pazienti ha riacquistato pertanto la sua morfologia normale.
Conferma dei risultati precedenti Secondo Alan List,professore di Oncologia e Medicina presso il centro di ricerca sul cancro “H. Lee Moffitt”,di Tampa (Florida)i dati clinici di
questo trial di fase II su 148 pazienti confermano i risultati dello studio di fase I/II pubblicati nel febbraio 2005 “La lenalidomide non solo fa registrare una risposta ematologica importante,ma si caratterizza anche come il primo trattamento per le sindromi mielodisplastiche in grado di dimostrare un livello così elevato di risposta citogenetica”.

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Virus... e bambini prematuri

Autore : Errepi Comunicazione
Costanza Tortù/Denise Cassarino
costanza.tortu@errepicomunicazione.it
Tel 06/68300527 - Fax 06/68300780

Con i primi freddi,maggiore attenzione per i nati prematuri a più alto rischio di infezione da VRS.
Con l’arrivo dell’autunno,si torna a parlare di un virus che colpisce i più piccoli: si chiama VRS (virus respiratorio sinciziale) ed è la principale causa di bronchioliti e polmoniti. I climi umidi,l’esposizione al fumo passivo,la frequentazione di comunità scolastiche,sono tutti fattori ambientali che favoriscono il propagarsi dell’infezione.
L’infezione da Virus Respiratorio Sinciziale colpisce in maniera grave i bambini prematuri o con cardiopatie,al di sotto dei 2 anni. L’epidemia va da ottobre a maggio con un picco in gennaio-febbraio.
Di questo si è parlato in occasione del Congresso Nazionale SIP (Società Italiana di Pediatria),che si è tenuto a Catania dal 4 al 7 ottobre.
“Nell’ambito della popolazione dei nati prematuri,quelli con età gestazionale di 33-35 settimane” – ha sottolineato il Prof. Marcello Lanari,Direttore U.O. Pediatria e Neonatologia,A.U.S.L di Imola – “sono la categoria più ampia.
L’unica forma di protezione per questi bambini è la prevenzione. Oggi è possibile proteggere i bimbi più a rischio dall’insorgenza delle forme cliniche più gravi, oltre che attraverso norme igieniche ed ambientali,attraverso la somministrazione mensile di un anticorpo monoclonale umanizzato (palivizumab),realizzato grazie a processi di ingegneria genetica.
Per questi bambini,a rischio di bronchiolite come per quelli con età gestazionale più bassa,la profilassi si è rivelata efficace,ma non ci sono le condizioni economiche per trattare tutti indiscriminatamente. E’ perciò determinante individuare alcuni fattori di rischio,che sulla base di modelli matematici,indirizzino la profilassi solo verso alcuni pazienti,rendendo economicamente sostenibile l’intervento.
“La mortalità,nei bambini cardiopatici al di sotto dei 2 anni,aumenta considerevolmente” – ha affermato il Prof. Giacomo Pongiglione,Presidente Società Italiana di Cardiologia Pediatrica (SICP),il cui Congresso Nazionale si è tenuto a Viareggio dal 12 al 14 ottobre – “se contraggono questo tipo di infezione e,pertanto,la profilassi è assolutamente indicata”.
“La SICP (Società Italiana di Cardiologia Pediatrica)” – ha proseguito il Prof. Pongiglione – “ha individuato con precisione delle Linee Guida per i bambini cardiopatici. Abbiamo,inoltre,dato ai nostri delegati regionali il compito di organizzare un’attività di controllo a livel lo locale per verificare che questa profilassi venga effettuata correttamente e per stabilire se ha prodotto i risultati desiderati.
La profilassi anti VRS – ha evidenziato il Prof. Gaetano Chirico,Direttore Neonatologia e TIN,Spedali Civili di Brescia – è vantaggiosa a livello farmaco-economico,per le categorie ad alto rischio,perché riesce a prevenire la malattia che si sviluppa in forma grave nei prematuri,nei bambini con cardiopatie congenite gravi ed in quelli con malattie polmonari croniche.
All’interno del sito www.vrsinfo.it è possibile trovare tutte le informazioni aggiornate sul VRS, prevalentemente sul periodo e sul tipo di epidemia,e sulla gravità delle malattie
che questo virus può causare, su come si deve migliorare l'igiene familiare e sulle misure
ambientali necessarie per prevenire l'infezione e per combattere la sua diffusione.

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Morbo di Crohn: una dieta opportuna

Autore: Dr.ssa. Alba ALGESI
Come per le altre malattie intestinali, anche il morbo di Crohn esige una dieta fondamentale.

Le cause
La causa esatta é ancora ignota; recenti ricerche hanno messo in relazione la malattia con l’alimentazione.
Sembra che gli abitanti dei centri urbani siano più esposti rispetto a coloro che vivono nelle zone rurali,proprio a causa di avverse abitudini alimentari.
Un altro fattore di rischio è il fumo.chron
E’ noto che i fumatori e soprattutto le fumatrici rischiano maggiormente di ammalarsi. Probabilmente perché l’uso del tabacco altera mla microcircolazione sulle pareti intestinali.
Pure fattori genetici e familiari,disfunzioni immunitarie e condizioni ambientali hanno una certa rilevanza nell’incidenza di questa malattia.

I Sintomi
Per quanto concerne il morbo di Crohn va sottolineato che esiste una vasta gamma di sintomi tra di loro associati quale il senso di affaticamento,lo scarso appetito, la perdita di peso corporeo,dolori addominali e crampi,nausea e diarrea.


Problemi nutrizionali

Chi soffre di questa malattia può andare incontro a seri problemi nutrizionali perché si crea uno stato permanente di cattivo assorbimento.
Tramite l’intestino vengono perse vitamine, sali minerali,proteine,elettroliti e acqua;
per cui l’obiettivo principale della terapia dietetica sarà quello di reintegrare le sostanze nutritive e carenti.
In passato si consigliava ai malati di ridurre le fibre irritanti per l’intestino.Recenti studi hanno dimostrato il contrario. La Dieta L’assunzione di quantità normali di vegetali,frutta,verdura,risulta essere di estrema importanza anche considerando le loro
peculiarità antiossidanti (anticancerogene).
La riduzione dell’apporto di fibre é consigliato in periodi in cui la malattia peggiora,
quando l’intestino necessita di condizioni di riposo.
Bisogna pure identificare per ciascun soggetto gli alimenti non tollerati ed escluderli.
Particolarmente importante,per chi soffe del morbo di Crohn,l’assunzione di elevate
quantità di proteine Indispensabili sono quelle provenienti da cibi di origine animale (latte,formaggi, uova). Questi alimenti sono utili per rendere più gradevole la dieta perché chi soffre di questa malattia é inappetente.
Il contenuto energetico deve essere di 2500-3000 Kcal per contrastare il calo ponderale dovuto alle frequenti evacuazioni.
Se sono presenti carenze vitaminiche o di ferro,si preferisce somministrare verdure, cereali,pesce,uova e latte.Icarboidrati devono ssere assunti giornalmente (riso, pane,pasta,ecc) in quanto favoriscono buone dosi di energia.
Per gli zuccheri semplici si può ricorrere a miele e marmellata. Il paziente deve masticare bene e lentamente per evitare di ingerire aria,fare pasti piccoli,evitare salse grasse,pane e biscotti conditi con grassi.
Bere acqua a temperatura ambiente,evitare i prodotti dolcificati per non avere fenomeni di diarrea.


Olio curativo

Una particolare menzione merita l’olio di pesce (ricco di acidi grassi Omega3) per ridurre la malattia grazie alle sue proprietà antinfiammatorie. Gli esperti propongono di integrare l’olio di pesce con olio di noce di cocco che é formato da trigliceridi con un numero di atomi di carbonio (da 5 a 12) facilmente assimilabile tramite la mucosa intestinale.

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Bambini iperattivi a rischio per....

Per info media: 337/415305
portavoce@giulemanidaibambini.org

Il metilfenidato (Ritalin®), utilizzato –anche in Italia – per il trattamento dei bambini iperattivi,viene classificato in Inghilterra tra le 20 droghe più pericolose British Medical Journal in assoluto. Ed il denuncia: “le sperimentazioni di farmaci sponsorizzate dai produttori devono essere valutate con molta cautela,non sono né trasparenti né rigorose...”. La documentata denuncia viene lanciata in questi “Science and giorni dall’autorevole Technology Committee” , una Commissione britannica composta da esperti che ha come missione quella di consigliare il governo su tutto ciò che riguarda le questioni scientifiche di interesse nazionale.
I risultati che questa Commissione ha raggiunto,basandosi su criteri giudicati scientifici ed indipendenti,appaiono rivoluzionari e tendono a rivedere il sistema di classificazione generale degli stupefacenti. Nella classifica delle venti sostanze psicoattive più dannose redatta da questa Commissione governativa figura appunto - a fianco dell’LSD e prima dell’Ecstasy - anche il metilfenidato,la metanfetamina che è anche il principio base in alcuni discussi psicofarmaci utilizzati per il trattamento di presunti disturbi del comportamento nei bambini (ADHD, Sindrome da Iperattività e Deficit d’Attenzione),consigliato spesso con eccessiva disinvoltura anche in Italia. bimbo
Secondo gli esperti,il governo inglese ha ora il dovere di rivedere i livelli di pericolosità di queste sostanze – stabiliti ormai decine di anni fa – alla luce delle nuove prove scientifiche e,soprattutto,indipendentemente dal “sentire” dell’opinione pubblica,dando una corretta informazione sugli effetti dannosi che hanno e correggendo la disinformazione radicata anche grazie alle campagne stampa sponsorizzate dagli interessi economici in gioco.
Dal rapporto emerge l’interferenza di ragioni politiche,culturali ed economiche nella classificazione della pericolosità delle droghe e di certi farmaci operata dalle autorità statali inglesi.
“E proprio di ieri” – dichiara Luca Poma, Portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini®” , prima campagna indipendente di farmacovigilanza in Italia (vedi www.giu-
lemanidaibambini.org) – “la notizia,divulgata dall’autorevole British Medical Journal,secondo la quale le sperimentazioni riguardanti i farmaci – sponsorizzate e rese pubbliche dalle aziende farmaceutiche – devono essere valutate con molta cautela,perché sono meno trasparenti, sono caratterizzate da regole metodologiche meno rigorose,e giungono a conclusioni guarda caso più favorevoli rispetto alle analisi “non sponsorizzate” e realmente indipendenti sugli stessi identici farmaci. Stesso discorso vale per la denuncia dell’STC sul metilfenidato: l’informazione che giunge al consumatore non è “libera” ed è sempre più viziata da interessi economici e politici.Chi ne fa le spese sono i nostri bambini”.

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