Attacchi di panico
a cura di: Dr.ssa Alba ALGESI
Gli attacchi di panico, sono fenomeni in crescita nella società odierna; complici di queste manifestazioni sono lo stress quotidiano, il lavoro, i problemi, le preoccupazioni, l’organizzazione del nostro tempo insomma tutto ciò che incrementa le nostre ansie fisiologiche tanto da farle esplodere. Recenti studi hanno dismostrato che la fascia di età compresa tra 30-45 anni è la più colpita. L’attacco di panico è classificato tra i disturbi di ansia, ai quali concorrono molteplici fattori, quelli fisiologici, ambientali e di personale predisposizione genetica.
Come gli altri disturbi di questo tipo, i sintomi che l’attacco del panico manifesta, sono strettamente legati agli effetti di alcuni ormoni che si inseriscono all’adrenalina e al cortisolo e vengono rilasciati nel sangue in quantità eccessiva. Questo dipende da una errata comunicazione tra i neuroni di alcune aree del cervello che controllano le emozioni e che dovrebbero trasportare i messaggi ma non hanno abbastanza recettori per riceverli. 
Questo è legato alla presenza di un numero insufficiente di recettori di un particolare neurotrasmettitore che è la serotonina. Ecco perchè la terapia di questi disturbi è basata su antidepressivi di ultima generazione, che agiscono proprio in questi trasmettitori. L’attacco di panico è un evento inatteso che può scatenare da un momento all’altro senza segni premonitori e per cause insospettabili come luoghi chiusi, affollamento, aumenta il battito del cuore, la pelle si bagna di sudore, mentre il terrore invade la mente e affiora un senso di morte imminente. oprattutto gli uomini che sentiti i sintomi credono di essere sotto infarto.
Per alcune persone gli attacchi di panico si ripetono diventando un incubo costante che rovina la qualità della vita e i rapporti con altre persone e frequentemente non ne parlano con i familiari, nè con il medico di famiglia finendo per isolarsi. Parlarne con i genitori o i familiari può essere di aiuto pratico e morale, diminuendo il senso di solitudine nel quale ci si trova. L’attacco di panico è una malattia guaribile, certamente curabile, con metodi vari che vanno dalla terapia farmacologica a quella piscoterapeutica.
La tempestività di intervento è importante, allevia il senso della paura e riduce le possibilità del ripetersi di questo evento in tempi brevi.
Diabete tipo 2: regole alimentari
Per informazioni: Diego Freri Ufficio Stampa AMD (Associazione Medici Diabetologi) Tel: +39 335 8378332 Email: diego.freri@hcc-milano.com
RISPETTO DELLE TRADIZIONI ALIMENTARI, PRIMA REGOLA
Per combattere l’epidemia di obesità e diabete di tipo 2 - la diabesità - fondamentali sono una corretta alimentazione e il movimento. La “piramide alimentare toscana”, è il primo esempio di modello alimentare sano ed ecocompatibile. Il ritorno alle tradizioni e alle sane abitudini alimentari proprie dell’Italia. Questo l’antidoto all’epidemia di diabete di tipo 2 che colpisce il pianeta e il nostro Paese; la ricetta presentata da Adolfo Arcangeli, Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD), alla tavola rotonda “Quando il cibo ci ammala”, svoltasi al Salone Internazionale del Gusto di Torino. “La medicina più efficace per stare bene è la qualità della vita; e il primo passo per conseguirla è quello di scegliere una sana, equilibrata e corretta alimentazione, che insieme all’attività fisica è fondamentale per combattere molte malattie della vita moderna, incluso il diabete di tipo 2”, ha detto Arcangeli.
Gli scienziati sono d’accordo nell’affermare che la dieta mediterranea è tra le abitudini migliori e più sane, e hanno identificato un modello – quello della “piramide alimentare” – che in un’immediata rappresentazione grafica illustra le corrette proporzioni dei cibi che non dovrebbero mai mancare nella nostra dieta. “Oggi esistono specifiche piramidi di molte Nazioni, che coniugano le tradizioni alimentari con le indicazioni frutto della ricerca nutrizionale”, ha proseguito Arcangeli. “In Toscana, nella quale risiedo e opero, è stato fatto qualche cosa in più.
Con un’iniziativa unica, è stata sviluppata una ‘piramide alimentare toscana’, che declina in ambito regionale prodotti e abitudini per un’alimentazione corretta, in linea con la cultura e le tradizioni alimentari della regione. Ricercatori e scienziati hanno selezionato alcuni prodotti in base alle loro caratteristiche organolettiche, alla loro varietà e genuinità, alla vicinanza tra il luogo di produzione e quello di consumo, in modo da consumare cibi più freschi e più sani. Il risultato propone 70 prodotti, di cui 65 appartengono alla tradizione toscana.
Frutta e verdura; cereali e derivati e olio extravegine di oliva; legumi, frutta secca, latte e yogurt; pesce e pollame; formaggi, uova e patate; infine carne, salumi e dolci; un appropriato consumo di acqua, di vino, insieme ad una costante attività fisica”, ha spiegato.
Rispettando le tradizioni culturali e nutrizionali, secondo Arcangeli, è possibile affrontare contemporaneamente due problemi intimamente connessi tra loro: il cambiamento delle abitudini alimentari, che causa sovrappeso, obesità e le malattie correlate, come il diabete di tipo 2, i disturbi cardiovascolari e alcuni tumori, e, allo stesso tempo, l’impatto ambientale. “Proprio le politiche agricole e alimentari del dopoguerra, con il ricorso alle
colture e all’allevamento intensivi, l’abitudine a disporre tutto l’anno di prodotti stagionali importati e trasportati da ogni punto del mondo, hanno contribuito non poco ai cambiamenti climatici, e, in un circolo vizioso, a produrre ulteriori modificazioni delle abitudini alimentari”, ha aggiunto.
Il diabete di tipo 2, oggi, riguarda oltre 250 milioni di persone nel mondo - 3-4 milioni in Italia - con una crescita esponenziale sia nei paesi ricchi sia in quelli poveri. Il diabete, secondo i dati dell’International Diabetes Federation (IDF) provoca 3,8 milioni di morti ogni anno: un dato pari alla somma di quelle causate da AIDS (2,6 milioni) e malaria (1,2 milioni). Da qui al 2025, le stime parlano di una crescita del numero di persone con diabete tipo 2 del 50%. “Solo politiche improntate all’informazione, all’educazione e alla prevenzione possono porre un freno a questa situazione. Lo scorso anno AMD ha stretto un accordo di collaborazione con Slow Food.
Le nostre organizzazioni appartengono a universi apparentemente distanti, ma il nostro impegno nasce da una radice comune: diffondere la cultura della vita ‘sana’. Il nostro obiettivo è sensibilizzare i cittadini ad alimentarsi con gusto, ma in modo corretto e bilanciato, nel rispetto delle tradizioni del nostro Paese”, ha continuato Arcangeli.
Il primo progetto sviluppato è stato una campagna educativa: “Diabete? No grazie!”, incentrata sul sito www.diabetenograzie.it, sviluppato da AMD e dedicato alle persone che ritengono o scoprono, con l’apposito test disponibile online, di essere a rischio di diabete e vogliono fare qualcosa per evitarlo. 
Nel sito, sotto l'attenta guida di un simpatico topino (in realtà uno Psammomys obesus, un topo che se sta fermo sviluppa facilmente il diabete, ma se riprende a fare esercizio fisico... gli passa!) il navigatore raccoglie informazioni attraverso interventi e dialoghi immaginari con medici ed esperti. Non mancano ‘testimonial’ d'eccezione: il grande cuoco, Alfonso Iaccarino del Don Alfonso di Sant’Agata, l’esperto di turismo alternativo, il prof. Duccio Canestrini, Silvio Barbero, segretario generale di Slow Food Italia. “Il sito rappresenta il primo momento di un’azione che AMD e Slow Food proseguono con iniziative comuni, nell’interesse delle persone con e senza diabete. La presenza di AMD al Salone Internazionale del Gusto nè è una conferma”, ha concluso Arcangeli.
Anidride carbonica per i problemi circolatori
Autori: Dr. Matteo BASSO*
Dr.ssa Emanuela DI LELLA**
SpecialistI in Dermatologia,
Master di II° livello in Dermatologia
Plastica e Medicina Estetica
* Genova 010.5531916 349.1934934 Roma 06.45550031 ** Roma 06.5550032 347.6501808
Con il termine carbossiterapia si intende la somministrazione sottocutanea di un gas, l’anidride carbonica, a scopo terapeutico. Nonostante possiate pensare che la carbossiterapia sia un trattamento nuovo o comunque recente sbagliate, perché si effettua fin dagli anni ’30; nasce, infatti, nel 1932 in Francia, nella stazione termale di Royat (Clermont-Ferrand), e viene eseguita per curare le malattie vascolari, vista l’efficacia di tale gas sulla circolazione. Chiaramente in quegli anni non esisteva tecnologia e il trattamento consisteva in bagni in acqua termale particolarmente ricca di anidride carbonica.
Visto il grande successo delle terme francesi si cominciò a praticare la carbossiterapia anche in Italia alle terme di Rabbi (TN) le cui acque avevano le stesse caratteristiche di quelle d’oltralpe: l’elevata concentrazione di anidride carbonica. Oggi, grazie a tecnologie d’avanguardia, è possibile effettuare sedute di carbossiterapia anche in ambulatorio con un’apparecchiatura autorizzata dal Ministero della Salute e in grado di erogare anidride carbonica in modo controllato con dosaggi e tempi d´erogazione ben definiti. Il trattamento va sempre eseguito da un medico. La carbossiterapia trova applicazioni in diversi campi: vascolare, medicoestetico, dermatologico e chirurgoplastico. Recente è l´applicazione di tale terapia contro l´invecchiamento cutaneo e per migliorare l´elasticità dei tessuti.
Che cos´è l´anidrice carbonica?
CO2 è un gas inodore, incolore e rappresenta con l´acqua il prodotto finale del metabolismo degli esseri viventi; diffonde rapidamente nel circolo dove è trasportata sotto forma di ione bicarbonato, in parte combinata chimicamente con l´emoglobina e le proteine plasmatiche e in parte in soluzione.
Qual è l´azione del gas iniettato sottocute?
* AZIONE SULLA CIRCOLAZIONE:il gas determina una vasodilatazione diretta, l´aumento della velocità del flusso sanguigno e l´apertura dei capillari “schiacciati” dai liquidi di ritenzione e da cellule grasse dilatate. Il sangue scorre più veloce, i tessuti sono più ossigenati, le scorie vengono più facilmente smaltite e i gonfiori, ad esempio delle gambe, si risolvono.
* AZIONE SUL GRASSO: gli effetti del gas sul tessuto adiposo sono un effetto lipolitico diretto (si tratta di vere e proprie “rotture del grasso”!) legato all´azione meccanica del flusso del gas e un effetto lipolitico indiretto legato alla capacità del gas di aumentare la disponibilità di ossigeno ai tessuti e quindi determinare una RIATTIVAZIONE DEL METABOLISMO CELLULARE (si riattivano gli enzimi in grado di sciogliere i grassi). 
* AZIONE SULLA CUTE: migliora in generale l’aspetto della pelle che risulta più tonica, più compatta , più luminosa; ciò è dovuto all’aumento del flusso sanguigno, all’ossigenazione dei tessuti e all’azione sul fibroblasto, la cellula in grado di produrre acido ialuronico e collagene e fibre elastiche (analizzando una cute trattata al microscopio si è osservato un ispessimento di uno strato cutaneo, il derma, determinato dall’aumento delle fibre elastiche e collagene).
* NESSUN RISCHIO PER LA SALUTE: l’anidride carbonica è atossica, batteriologicamente pura e non provoca embolia. Non esistono effetti collaterali se non qualche piccolo livido creato dal microago. E’ controindicata in gravidanza, in caso di infarto acuto e di gravi malattie renali e polmonari.
Come si svolge una seduta di carbossiterapia?
La somministrazione del gas viene effettuata con un´apparecchiatura, certificata per carbossiterapia, che permette di erogare il gas in modo controllato, attraverso micropunture superficiali. Una seduta dura all´incirca 15 minuti. Il numero delle sedute e la scelta della sede di applicazione variano in base alla patologia da trattare (da 6 a 10 sedute per un primo ciclo). Ecco tutte le applicazioni della carbossiterapia:
* CELLULITE (Panniculopatia edematofibrosclerotica, PEFS): nella cosiddetta “cellulite” o meglio sindrome cellulitica la causa più importante è l´alterazione del microcircolo (microangiopatia da stasi) seguita dalle alterazioni del tessuto adiposo stesso (aggregazione adipocitaria e fibrosi). La carbossiterapia inverte questo processo: il sangue scorre più velocemente, i tessuti sono più ossigenati, le scorie vengono smaltite e così irregolarità cutanee ed edemi si risolvono.
* ADIPOSITA´ LOCALIZZATE su addome, sui fianchi, cosce e ginocchia: il gas riesce a rompere le membrane degli adipociti (le cellule che costituiscono l’adipe) e a ridurre così i volumi di pancia, fianchi, glutei.
* MICROCIRCOLO: il gas inoltre è in grado di ricanalizzare i capillari compressi dalle cellule grasse e dalla ritenzione dei liquidi, rendendo meno evidenti quelle inestetiche linee rosse sulla pelle (= MENO SEDUTE DI SCLEROTERAPIA!). La carbossiterapia interrompe il processo di formazione dei capillari dilatati.
* ULCERE VASCOLARI E VARICI: la riattivazione circolatoria creata dalla carbossiterapia aiuta sia la cicatrizzazione delle ulcere sia un miglior deflusso del sangue nelle vene già sfiancate e dilatate; nel caso non sia ancora necessario un intervento chirurgico o subito dopo un intervento di safenectomia la carbossiterapia rappresenta un validissimo aiuto.
* RILASSAMENTI CUTANEI, RUGHE,SMAGLIATURE, CICATRICI:
1.”Ringiovanimento” cutaneo di collo e decolleté: migliora l´idratazione della cute e il tono cutaneo.
2. Trattamento delle rughe del volto: l’iperossigenazione dei tessuti determina una riattivazione metabolica in tutti gli strati della pelle e coinvolge anche il fibroblasto, la cellula responsabile della produzione di collagene, elastina e acido ialuronico: pertanto tale trattamento rappresenta un vero e proprio trattamento biostimolante inducendo il fibroblasto a produrre le molecole della giovinezza.
3. Rilassamenti cutanei di addome(post-gravidico), di braccia e cosce (post-dimagrimento).
4. Trattamento di smagliature e cicatrici chirurgiche: la carbossiterapia rende le smagliature e cicatrici meno evidenti.
5. La carbossiterapia è propedeutica per l´intervento chirurgico di LIPOASPIRAZIONE e ADDOMINOPLASTICA: migliora il risultato dell´intervento e abbrevia i tempi di recupero post-operatori.