Stop alle patologie ligamentose con la proloterapia
Autore: Dr.ssa Cadigia HASSAN con la consulenza del Dr. Stephen G. Cavallino Specialista in Chirurgia d’urgenza e Pronto Soccorso
Cervicale, mal di schiena, artrosi, fratture, traumi sportivi, ma anche emicrania e discopatie. Con la metodica rigenerativa infiltrativa, che utilizza una semplice soluzione di zucchero e acqua, il dolore cronico ha le sedute contate.
In America è conosciuta da oltre cinquant’anni, dapprima con il nome di scleroterapia. In Italia è stata invece introdotta da appena un lustro, grazie al dottor Stephen G. Cavallino, medico italo-americano, attualmente dirigente di Medicina d’urgenza all’Ospedale “San Sebastiano” di Correggio, in provincia di Ferrara. A spiegarla, la proloterapia sembrerebbe semplice: infiltrazioni di glucosio, praticate direttamente nelle zone indebolite o lesionate, con lo scopo di consolidare e rafforzare tendini, legamenti, capsule articolari e persino la cartilagine. Quel che è più complicato a spiegarsi
è invece la reazione che la soluzione di zucchero e acqua provoca in profondità: una sorta di infiammazione locale acuta che va a innescare la moltiplicazione (“prolo” deriva infatti dal verbo “proliferare”) e l’attivazione dei fibroblasti, le cellule del tessuto connettivale responsabili del rinnovamento tissutale. Attraverso questo meccanismo di “autoriparazione”, legamenti e tendini potranno così ritornare alla loro originale robustezza e il dolore cronico derivante dal loro indebolimento o da una loro lesione potrà essere solo un brutto ricordo, destinato a sbiadirsi nel tempo.
DOLORE CRONICO,
MA QUANTO MI COSTI!
Convivere con una patologia dolorosa comporta dei costi elevati, non solo in termini monetari (girandola di trattamenti vari, tra agopuntura, massaggi, elettrostimolazioni, cortisone e altro ancora, prima di individuare quello più efficace), ma soprattutto in termini di benessere personale e famigliare. Chi soffre in maniera acuta e prolungata può essere costretto ad assentarsi dalla propria attività lavorativa, a rinunciare alla pratica sportiva e alle occasioni di incontro sociale, a non essere completamente autosufficiente. Spesso può avere disturbi del sonno e problemi legati alla dipendenza dai farmaci, con conseguente peggioramento dell’umore, aumento dello stress, caduta nella depressione. Un quadro decisamente negativo per sé e per chi vi sta intorno.
LE INDICAZIONI TERAPEUTICHE
La proloterapia è riconosciuta come trattamento non chirurgico e non farmacologico delle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico ed è particolarmente efficace in caso di traumi distrattivi e distorsivi in quanto favorisce la rigenerazione e il rafforzamento di tendini e legamenti. La terapia è indicata anche in caso di artrite, artrosi (lombare, del polso, del ginocchio o gonartrosi), dolori posturali, mal di schiena, lombosciatalgia, blocco del rachide lombare, instabilità lombare, epicondiliti (gomito del tennista e del golfista), sindrome del tunnel carpale, periartriti della spalla e del ginocchio, fibromialgia, lassità ligamentose, tendiniti e tendinosi di qualsiasi genere. Benefici si hanno anche in caso di dolori mandibolari (TMJ), colpi di frusta, fratture, traumi sportivi, lesioni di tendini, legamenti e cartilagine, emicrania e cefalea causate da lesioni ligamentose. La proloterapia è estremamente sicura e inoffensiva e presenta un indice di rischio molto basso, se eseguita correttamente e da mani esperte. “I rischi e le reazioni avverse variano a seconda dell’area trattata, ma sono decisamente inferiori rispetto a quelli derivanti dall’assunzione di una semplice aspirina o di farmaci per alleviare il dolore cronico” commenta il dottor Cavallino. 
La proloterapia non presenta controindicazioni e può essere praticata anche ai bambini (la cui risposta immunitaria alla riparazione è molto efficace), alle donne in gravidanza che soffrono di lombalgia e non possono assumere farmaci antinfiammatori, ai soggetti con diabete (la piccola quantità di zucchero utilizzata nelle infiltrazioni, a differenza del cortisone, non incide sul metabolismodei diabetici) e sui cardiopatici in terapia con anticoaugulanti e pertanto impossibilitati ad assumere antinfiammatori. La terapia negli Stati Uniti viene utilizzata anche negli studi veterinari e il successo sugli animali talvolta si ha con una singola seduta.
MODALITA’ E DURATA DEL TRATTAMENTO
Nel corso della prima seduta, il medico valuta attentamente i sintomi del paziente, utilizzando particolari tecniche della medicina manuale ed esaminando i referti degli esami, delle radiografie, dell’eventuale Tac e risonanza magnetica. Una volta accertata la patologia ligamentosa, si procede al trattamento vero e proprio. La quantità, la frequenza e la scelta della sostanza proliferativa (glucosio al 40% insieme a lidocaina, infiltrato goccia a goccia direttamente nei legamenti e nei loro punti di intersezione) varia in base alla sede e alla gravità della patologia. Per favorire la distribuzione della soluzione e il corretto orientamento del collagene rigenerativo vengono fatti eseguire dei semplici esercizi fisici. Le infiltrazioni non risultano essere dolorose grazie alla somministrazione dell’anestetico che, per i pazienti sensibili alla puntura di ago, può avvenire anche attraverso applicazione di pomata. Al termine del trattamento, una volta svanito l’effetto anestetico, è possibile avvertire per qualche giorno un dolore locale, segno della fase infiammatoria in atto.
Per alleviarlo, si può ricorrere a un farmaco analgesico. Rigorosamente banditi invece, per tutta la durata del ciclo di cura, i farmaci antinfiammatori, aspirina compresa.
I RISULTATI
Il successo della proloterapia è legato ai diversi fattori individuali, in particolare alla capacità immunitaria del paziente durante la guarigione. Di norma si ottengono risultati apprezzabili con 3-4 trattamenti eseguiti a distanza di 4-6 settimane uno dall’altro.
Roma, Studio Medico Eubion,
via dell’Alpinismo 24,
tel. 06 36301730
S. Pietro in Cariano (VR), dott. Giuseppe Ridulfo,
via Roma 48, tel. 045 7702274
Con la proloterapia si applica un diretto attacco immunitario infiltrativo proliferante, che accelera la guarigione del legamento instabile, il quale – rigenerato e rinforzato - riprenderà la sua funzione fisiologica.
I CENTRI SPECIALIZZATI Negli Stati Uniti la proloterapia viene praticata per la gran parte da osteopati e medici allopati. In Italia gli specialisti proloterapisti fanno capo alla S.I.PRO, Società Italiana di Proloterapia (per info:www.proloterapia.net oppure proloterapia.it). Ecco dove potete trovarli:
Castrocaro Terme (FC), Stabilimento termale, via Marconi 14/16, tel. 0543 412711 Correggio (RE), Fisokiné, P.le Finzi 2, tel. 0522 637256
Ferrara, Studio Borghi, Viale Cavour 133, tel. 0532 242980
Maranello (MO), dott. Giuseppe Ridulfo, via Vignola 21, tel. 0536 944661
Milano, dott. Luciano Bassani, Viale Majno 15, tel. 02 76021267
Milano, dott. Vittorio Dehò, Casa di Cura S. Pio X, via F. Nava 31, tel. 02 69517470
Milano, Prof. Sergio Serrano, SEAB, via Ronchi 30, tel. 02 2151226
Merano (BZ), dott. Oliver Sanwald, via delle Corse 96, tel. 0473 270803
Padova, dott. Oliver Sanwald, via Forlanini 38, tel. 0473 270803
Roma, Studio Medico Eubion, via dell’Alpinismo 24, tel. 06 36301730
S. Pietro in Cariano (VR), dott. Giuseppe Ridulf
L’invecchiamento cerebrale e la scrittura
Autore: Dott.ssa Giulia CICIANI Consulente Grafologo Grafologo giudiziario Via Festo Avieno 92 00136 ROMA Tel. 06/35344070 Fax 06/35450841 E mail: ciciani.giulia@libero.it
Lo studio del rapporto tra cervello umano e corpo ed in particolare di un rapporto diretto tra cervello e mano è stato oggetto di interesse e di ricerche già dai primi anni dell’ottocento quando Charles Bell, ipotizzò l’esistenza di impulsi che partivano dal cervello per arrivare alla mano e l’esistenza di altri impulsi che effettuavano il percorso inverso1.
Alle sue ricerche seguirono poi (solo per nominarne alcune) quelle del fisiologo Charles Sherrington2 e di alcuni suoi allievi grazie alle quali la scrittura è stata considerata un particolare tipo di movimento effettuato dal corpo come reazione del cervello ad alcuni segnali interni od esterni ad esso; e quelle effettuate in Russia tra il 1930 ed il 1940 dal fisiologo Beirnstein3 e tra il 1970 ed il 1990 dal neurofisiologo finlandese Granit4, che hanno riguardato in particolare l’organizzazione del sistema motorio nell’uomo, e che hanno portato a sostenere che nell’ideazione motoria dei movimenti complessi della mano viene attivata l’area supplementare motoria che risiede davanti alla corteccia motoria. 
L’argomento è stato, inoltre, oggetto di interesse anche da parte dei maggiori maestri della grafologia da Klages5 per il quale “la scrittura è la registrazione materiale del movimento dello scrivente, tutte le proprietà dell’immagine grafica possiedono le qualità del movimento che l’ha prodotto6”, a Padre Girolamo Moretti7 che afferma che la scrittura “ è un movimento spontaneo della mano azionato dal cervello8”, a Pulver9 per il quale “la forma del linguaggio grafico non dipende, in primo luogo, dalla mano, ma da quelle parti corticali del cervello da cui partono gli impulsi motori che governano il movimento della penna10”.
Oggi, quindi, la neurologia e la fisiologia ci insegnano che la scrittura è “una funzione cerebrale e corticale” e che il controllo motorio di questa richiede l’intervento di due sistemi del nevrasse (ossia dell’encefalo e del midollo spinale considerati nel loro complesso): il sistema piramidaleche si fonda sul cervelletto e che interviene attivamente nella scrittura funzionando da regolatore dell’energia da conferire ai muscoli, ed il sistema extrapiramidale che trova i suoi centri di più elevata attività nel corpo striato situato nella profondità degli emisferi cerebrali. 
Gli studi effettuati sul cervello umano hanno, inoltre, permesso di distinguere all’interno di questo due emisferi: quello destro e quello sinistro, e quattro lobi: il frontale, il temporale, il parietale e l’occipitale, ed è proprio il primo (quello frontale), ed in particolare la corteccia motoria primaria, a regolare il movimento della mano.
Posto questo, nell’anziano a causa della perdita del controllo del sistema extrapiramidale, vi è una compromissione della prestazione motoria, ed in particolare di quella grafica, tanto che da studi fatti è emerso come in oltre la metà dei soggetti anziani vi sia una diminuzione della coordinazione della destrezza, una compromissione dei movimenti di pronazione e supinazione alternante del polso (cd. disdiadocinesia), ed una riduzione di circa il 18% della velocità del movimento.
Così, in rapporto ai cambiamenti fisiologici della persona lo scritto subisce delle modificazioni accidentali, ed in particolare gli indici grafologici dell’invecchiamento cerebrale si sostanziano in:
* una scrittura rallentata ed appesantita
* un ritmo interrotto, posato o lento
* una direzione incerta ed irregolare (dove per “direzione” si intende la direzione generale che assume il tracciato nella progressione verso destra e che riguarda l’inclinazione delle lettere, la traiettoria delle righe, l’allineamento di base e la direzione del tracciato)
* dei piccoli tratti superflui
* dei movimenti a scosse, angolosi ediscontinui
* la presenza di giustapposizioni ossia di stacchi tra lettere
* la presenza di tremori
* una pressione irregolare o leggera
* la presenza di sproporzioni, disuguaglianze di dimensione e deformazione di singole lettere
* la presenza di un rimpicciolimento delle lettere.
Indici presenti, infatti, in queste scritture di soggetti anziani (vedi fig. 1, 2 e 3).
Fig. 1 donna 90 anni11.
Tratto gracile ed ammaccato, leggermente tremolante, conduzione del tratto a scatti, rallentamenti, irregolarità di dimen
sione con rimpicciolimento a fine parola, angoli, direzione incerta, piccoli tratti superflui
Fig. 2 uomo età avanzata12, riproduzione
con ingrandimento. Scrittura confusa, rigo non tenuto, tremori, ineguaglianze in dimensione ed in direzione, angoli, rimpicciolimento
a fine parola.
Fig. 3 uomo età avanzata13. Scrittura confusa, ineguale in dimensione ed in direzione, con alcune lettere deformate e con il ritmo interrotto, ammaccamenti, tremori, movimenti a scosse ed angolosi, rigo non tenuto
Azienda Osp.Universitaria Ospedali Riuniti Umberto I
Assistenza, Didattica e Ricerca orientate alla Centralità della Persona Presentazione
L’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ospedali Riuniti Umberto I - G.M. Lancisi - G. Salesi” di Ancona nasce dalla fusione per incorporazione, nell’Azienda Ospedaliera “Umberto I”, delle Aziende Ospedaliere ad alta specializzazione “G.M. Lancisi” e “G. Salesi” disposta con la Legge Regionale N. 13 del 20 giugno 2003 “Riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale”. Dalla fusione delle tre Aziende è nato un complesso produttivo dotato oggi di 989 posti letto (896 in ricovero ordinario e 93 in degenza diurna), di cui 126 (12,7%) afferenti al Presidio cardiovascolare “G.M. Lancisi” e 233 (23,6%) al Presidio materno-infantile e pediatrico “G. Salesi”. 
L’ospedale rappresenta una struttura di rilievo nazionale e di alta specializzazione e costituisce la struttura di riferimento per la Regione Marche, per la quale è chiamato ad assolvere le funzioni di diagnosi e cura di secondo e terzo livello per tutto il bacino d’utenza regionale. Le risorse umane dell’Azienda integrata ospedaliero-universitaria (al 31 dicembre 2007) risultano pari a 3419 unità di cui 3265 dipendenti ospedalieri e 154 universitari: 657 dirigenti medici e 2503 operatori tecnico-sanitari assicurano il carico assistenziale con il supporto di 193 amministrativi e 395 medici in formazione iscritti alle 32 Scuole di Specializzazione. Si svolgono, poi, 4 corsi di laurea magistrale con 250 studenti e 6 corsi di laurea triennale con 630 studenti.
Il modello organizzativo degli Ospedali Riuniti è basato su Dipartimenti ad Attività Integrata (DAI): 6 Dipartimenti ospedalieri e 5 universitari, cui va aggiunto il Dipartimento Interaziendale di Salute Mentale. Sono presenti 82 Strutture Complesse (Reparti di degenza e serviziù), 49 a direzione ospedaliera e 33 universitarie, con ampia presenza disciplinare (tabella 1 a pagina 44).
La mission
L’attività produttiva è individuata dalla mission aziendale, descritta nell’Atto Aziendale e dal contesto regionale:
-il raggiungimento del più elevato livello di risposta alla domanda di salute;
- l‘attivazione di processi integrati fra assistenza, didattica e ricerca;
- il comune concorso nella realizzazione di detti processi della componente ospedaliera ed universitaria, individuata dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Il sistema sanitario regionale, di contro, richiede all’Azienda di coprire oltre il 16% della produzione regionale attribuendogli il ruolo di Hub per le funzioni di emergenza e di alta specialità/complessità risultando gli Ospedali Riuniti unico erogatore o sub-esclusivo per i Trapianti di organo e per le discipline di Allergologia, Chirurgia Toracica, Chirurgia Plastica, Chirurgia Vascolare, Neurochirurgia.
Dati di attività
Nel 2007 ci sono stati 55.301 ricoveri totali con 327.040 giornate di degenza di cui 16.600 in degenza diurna, pari al 30% della produzione complessiva. Il Presidio monospecialistico cardiovascolare “G.M. Lancisi” ha effettuato 5.490 ricoveri (corrispondenti al 9,9% del totale aziendale), mentre il Presidio materno-infantile e pediatrico “G. Salesi”di afferenti al e 15.679 (28,3%). 
All’attività di ricovero si associa una rilevante attività ambulatoriale con oltre 4.600.000 prestazioni annue, di cui il 37,6% svolte per esterni anche in cessione di servizio. Va sottolineato come gli Ospedali Riuniti spingano da anni per il progressivo trasferimento della erogazione verso i livelli minori e favorisca altresì la deospedalizzazione implementando le politiche di trasferimento ambulatoriale delle procedure chirurgiche minori. In termini di complessità, presentano un elevato casemix con peso medio complessivo di 1,61 (ma 1,78 Presidio Umberto I e 2,70 Presidio Lancisi) ed oltre il 13,4% di DRG ad alta complessità a fronte di una attività spiccatamente chirurgica (47,6% escluso parti) con ampia quota di ingressi in urgenza (40,5%dei ricoveri ordinari).
L’efficienza produttiva è testimoniata da una degenza media non pesata in regime di ricovero ordinario inferiore ai 7 giorni (6,94) con un indice di rotazione di 42,88, un intervallo di turnover pari a 1,64 e un TO in regime di ricovero ordinario (HSP) pari all’86%. In termini di appropriatezza, gli Ospedali Riuniti lamentano 120 dimissioni volontarie (0,21%), il 9,1% dei ricoveri in regime ordinario avvengono per DRG ad alto rischio di inappropriatezza mentre i ricoveri ripetuti in regime ordinario sono da anni inferiori al 13% (12,4%).
Le risorse umane disponibili assicurano la presenza di 3,45 dipendenti per posto letto, con 0,66 dirigenti medici e 1,70 personale infermieristico: i dimessi non pesati per medico sono circa 84, i dimessi non pesati per infermiere circa 37. La continuità assistenziale sul territorio aziendale viene assicurata per l’area emergenza, l’area medica, l’area chirurgica (con la sola giustificata eccezione dell’area chirurgica del Presidio Salesi), i servizi di base (radiologia, laboratorio, trasfusionale), con ulteriore estensione a specialistiche di settore (cardiologia, ostetricia-ginecologia, psichiatria).
Le discipline Medicina Generale, Chirurgia Generale, Ortopedia, Gastroenterologia, Oculistica, Chirurgia Vascolare, Neurochirurgia e Neurologia risultano le principali produttrici per il Presidio Umberto I con erogazioni superiori alle 1000 dimissioni/anno; giocano lo stesso ruolo le discipline Cardiologia e Cardiochirurgia per il Presidio cardiologico Lancisi e le discipline Ostetricia-Ginecologia, Nido-Pediatria presso il per il Presidio materno-infantile.
Centri di eccellenza e di riferimento regionale
Tutta l’attività è orientata all’innovazione e alla ricerca clinica, tuttavia possono essere individuate alcune aree di eccellenza medica e chirurgica che per la loro specificità sono formalmente riconosciute quali centri di riferimento regionale. In particolare, il Presidio di alta specializzazione “G.M. Lancisi” rappresenta il centro di riferimento per gli studi emodinamici, le indagini coronarografiche e le procedure di cardioangiologia interveniva, oltre che per la cardiologia e la cardiochirurgia pediatrica.
L’altro Presidio di alta specializzazione “G. Salesi” rappresenta la struttura di riferimento regionale in particolare per la chirurgia pediatrica e l’assistenza ai neonati patologici e pretermine. Qui sono stati istituiti altri centri di riferimento:
* centro regionale di nefrologia e dialisi;
* centro regionale diabetologia ed ipotiroidismo congenito;
* centro regionale di oncoematologia;
* centro regionale malattie rare;
* centro regionale per la diagnosi e la cura dell’epilessia infantile;
* centro regiolale fibrosi cistica.
Gli altri centri di riferimento regionali presenti nell’Azienda:
* centro regionale trapianti;
* centro regionale per la nutrizione;
* centro regionale ferite difficili;
* centro regionale ipertensione arteriosa;
* centro regionale accessi vascolari;
* servizio regionale di immunologia clinica;
* centro regionale malattie odontostomatologiche in pazienti disabili;
* centro regionale genetica oncologica. 
Gli elementi produttivi di maggior rilievo qualiquantitativo possono essere sommariamente così individuati:
* trapianti di organo (rene 31, fegato 33, pancreas 1);
* patologia toraco-polmonare: chirurgia di riduzione polmonare e per patologia neoplastica con estensione delle opportunità di trattamento a P con ridotta riserva cardiorespiratoria;
* attività chirurgica miniinvasiva mediante videotoracoscopia con accesso uniportale;
* patologia cardio-vascolare: patologia steno-ostruttiva carotidea; patologia steno-ostruttiva coronarica, patologia valvolare, patologia cardiaca congenita, patologia steno-ostruttiva periferica; patologia aneurismatica;
* patologia chirurgica: patologia oncologica (Breast Unit, Centro Tiroide, gastro-intestinale); laparoscopia addominale;
* patologia uro-genitale: patologia oncologica, calcolosi urinaria
* patologia osteo-articolare: ricostruzione acuta e cronica delle patologie traumatiche periferica degli arti; procedure ricostruttive maggiori dei tegumenti; patologia protesica maggiore;
* patologia della colonna; ricostruzione macro e micro della patologia traumatica ed elettiva della mano;
* patologia neurochirurgica: craniomielolesioni acute e croniche; exeresi neoplastica cranio-encefalica, spinale e periferica; patologia pediatrica;
* patologia stomatologica e ORL:malformazioni cranio-facciali; patologia ATM;
* patologia oculare: patologia della camera posteriore (vitreo-retinica);
* oncoematologia: chemioterapia intensiva, trapianto di cellule staminali da midollo, sangue periferico, cordone ombelicale e da donatore non familiare sia autologhe che allogeniche;
* percorso nascita: Pronto Soccorso ostetrico-ginecologico¸ Procreazione medicalmente assistita¸ Assistenza al travaglio di parto ed al puerperio della gravida fisiologica ed assistenza alla gravidanza ad alto rischio; 
* patologia materno-neonatale: assistenza ai Neonati patologici e ai Neonati Pretermine; Monitoraggio e Terapia intensiva dei neonati con prematurità estrema, patologia malformativa, chirurgica, cardiologi, patologia neurologica e metabolica;
* patologia pediatrica: Fibrosi cistica; Nefrologia e Dialisi; Oncoematologia; Diabetologia ed Ipotiroidismo congenito; Malattie rare, Diagnosi e Cura dell’Epilessia Infantile, Patologia neuromuscolare, paralisi cerebrali infantili e disordini del movimento in età evolutiva, Psicologia dello sviluppo, Disturbi dello sviluppo;
* patologia ginecologica: uroginecologia e chirurgia ricostruttiva del pavimento pelvico.