Museo Storico Perugina
una magica storia tutta italiana
A Perugia tradizione e modernità, arte e passione si incontrano alla Casa Del Cioccolato Perugina, un luogo fisico ma soprattutto un percorso, un’esperienza ludica e conoscitiva nel mondo del cioccolato che si snoda tra il Museo Storico, La Scuola del Cioccolato, la fabbrica e il Gift Shop.
C’è un luogo a Perugia dove tradizione e modernità, arte e passione si incontrano. Un luogo dove è possibile scoprire, conoscere, giocare, imparare, gustare. Un luogo nato dalla voglia di condividere un patrimonio culturale in cui il cioccolato è il protagonista assoluto e Perugina è la sapiente regista che ne ha messo in luce tutte le straordinarie peculiarità, tanto da farlo diventare un pezzo della storia italiana.
Si tratta della Casa Del Cioccolato Perugina, un luogo fisico ma soprattutto un percorso, un’esperienza ludica e conoscitiva nel mondo del cioccolato che si snoda tra il Museo Storico, La Scuola del Cioccolato, la fabbrica e il Gift Shop.
Il Museo Storico Perugina, in particolare, è un singolare percorso che, attraverso una prestigiosa storia d’azienda, racconta più di 100 anni di costume italiano. Il Museo nasce a Perugia nel 1997, in occasione del 90° anniversario della fondazione dell’Azienda in omaggio ad una storia imprenditoriale, familiare e cittadina. Ampliato nel 2007, in occasione dei 100 anni della fondazione dell’Azienda, e compreso, con la Scuola del Cioccolato Perugina, nella più ampia Casa del Cioccolato Perugina, il Museo Storico Perugina esprime l’evoluzione del costume italiano in termini di tendenze di consumo, abitudini, mode.
Strutturato in 30 teche ricche di foto, documenti, incarti e confezioni provenienti dall’ampio Archivio Storico Buitoni-Perugina, uno dei più completi Archivi d’Azienda, ed arricchito di macchinari d’epoca, il Museo Perugina consente di esplorare una delle più affascinanti esperienze imprenditoriali da diverse angolazioni. 
E’ suddiviso in 4 sezioni tematiche:
• Dal cacao al cioccolato: scoperta, storia, leggenda di quel cibo degli Dei arrivato in Europa intorno al 1520, per scoprirne segreti e moderni processi di lavorazione.
• Una storia d’Azienda: la storia istituzionale di Perugina, dal Laboratorio artigianale del 1907 alla moderna fisionomia aziendale.
• Prodotti e reti di vendita: la storia commerciale di Perugina, dal Bacio al raffinato Nero Perugina, fino alla nuova linea Latte Perugina.
• La Comunicazione: ovvero la pubblicità, dalle prime inserzioni ai moderni spot, esprimendo in questo modo la cultura di una realtà che ha saputo anticipare, cogliere, interpretare la più generale evoluzione socio economica italiana.
Corredato di postazioni video con filmati tecnici (la produzione), di repertorio (filmati produttivi anni Trenta e Cinquanta), pubblicitari (la réclame italiana dagli anni Cinquanta ad oggi), il Museo propone un divertente viaggio nella cultura di Perugina alla riscoperta di mode, abitudini, gusti. Dai prodotti mito – Bacio, Rossana, Carrarmato… - che hanno accompagnato i momenti più piacevoli di generazioni di italiani, alle affascinati réclames di Carosello: un viaggio nel tempo, piacevole ed emozionante, che conduce all’attuale fisionomia di Perugina, autentica icona del made in Italy. Il singolare viaggio nel mondo del cioccolato culmina nel cuore di Perugina: la fabbrica.
Un percorso sopraelevato svela una suggestiva visione dei reparti produttivi: un insieme di sensazioni e scoperte accompagnate da profumi intensi che rendono il percorso indimenticabile. Vedere come prende forma il Bacio più famoso del mondo o con quanta maestria vengono prodotte le Sfoglie di Nero Perugina può davvero essere un’esperienza unica. Presso la Casa del Cioccolato è presente, infine, un fornito ed esclusivo Punto vendita con le novità più esclusive e raffinate dell’ampia gamma di prodotti Perugina.
Il Museo Storico Perugina ha oggi circa 65.000 visitatori l’anno ed è uno tra i maggiori Musei d’Impresa ed offre nella realtà della Casa del Cioccolato Perugina un “porte aperte permanente” a tutti gli appassionati del gusto, della storia e del costume italiano. Comune denominatore del percorso è il cioccolato in tutte le sue valenze emotive e razionali: gusto, moda, caratteristiche organolettiche, potere nutrizionale. L’oro dei maya oggi non solo è stato fortemente rivalutato come ingrediente nobile e prezioso per l’organismo, ma è divenuto autentico catalizzatore di tendenze: dall’alimentazione alla cosmesi, dalla moda al design.
La visita al Museo, completata con un Corso presso l’originale Scuola del Cioccolato Perugina rappresenta infatti un’esperienza piacevole ed unica all’interno del magico e coinvolgente universo del cioccolato, già sacro per gli aztechi. La Casa del Cioccolato è anche educazione al Gusto, ovvero rappresenta la possibilità di educare il palato a riconoscere l’essenza più profonda del cioccolato, per provare autentiche esperienze gustative da veri e propri sommelier.
È il percorso dei 5 sensi, in cui la vista, il tatto, l’olfatto, l’udito e il gusto hanno un ruolo fondamentale per apprezzare tutte le peculiarità del cibo degli dei, benefico per noi grazie alle sue proprietà – tra cui nutrizionali - che salvaguardano il corpo e la psiche. Il cacao è un alimento comunemente consumato a fini edonistici, ma che apporta benefici rilevanti per la salute, al pari dell’olio d’oliva, del te, del vino rosso, ecc… il cacao infatti è ricco di polifenoli, composti ad attività antiossidante, dotati di numerosi e ben documentati effetti favorevoli sul sistema cardiovascolare.
Per questo gli effetti salutistici del consumo di cacao nell’ambito di una dieta bilanciata e di uno stile di vita attivo sono oggi di grande interesse. I termini cacao e cioccolato identificano due alimenti diversi tra loro: il cacao è la componente non lipidica del seme del cacao finemente macinato, che viene utilizzata per la preparazione del cioccolato, o come polvere di cacao, un ingrediente utilizzato in cucina e come base per la preparazione di bevande.
Il seme del cacao contiene anche il 55% di burro di cacao, ricco di grassi saturi ad effetto neutro per la salute, come l’acido stearico, e monoinsaturi, come l’acido oleico, l’acido grasso tipico dell’olio d’oliva.
Il cioccolato è il prodotto della combinazione di cacao, burro di cacao, zucchero, aromi, latte, ecc in un alimento solido.
Piacere e benessere
Il sapore dolce e la cremosità, insieme alla morbidezza conferita dal burro di cacao, sono le caratteristiche principali che hanno fatto del cioccolato uno degli alimenti più desiderati. Se la “desiderabilità” del cioccolato possa trasformarsi in “dipendenza” è tuttora oggetto di dibattito: tuttavia il possibile contenuto di sostanze chimiche responsabili in grado di dare, appunto, “dipendenza” è stato in buona parte smentita da numerosi studi scientifici recenti. Infatti sono solo due i componenti per i quali gli effetti a livello del sistema nervoso sono stati effettivamente dimostrati: la caffeina e la teobromina.
Il loro apporto, soprattutto con il cioccolato fondente che ne è particolarmente ricco, induce una sensazione di energia e benessere e un miglior livello di concentrazione. Inoltre, aumentando il gradimento per l’alimento con il quale vengono assunte, queste sostanze potrebbero essere in parte responsabili dell’apprezzamento per il cioccolato, nel quale coesistono con caratteristiche organolettiche ottimali in tal senso, come la dolcezza e la consistenza cremosa.
Anche il piacere e la gratificazione che fanno seguito al consumo di cioccolato, e che fanno sì che esso sia considerato uno degli alimenti preferiti a tutte le età, sono stati oggetto di studi ed osservazioni.
È stato quindi determinato che il ruolo che questo alimento svolge a livello psicologico dipende da diversi fattori, come le abitudini famigliari a consumarne o meno, lo stato socio economico, il fatto che abbia la valenza di “premio” soprattutto per i bambini e che il consumo venga generalmente precluso in particolari restrizioni dietetiche. In ogni caso il cioccolato di per sé, se consumato con moderazione, non rappresenta un pericolo per la salute e non dà dipendenza.
La lombalgia e la coxalgia
Autore:
Prof. Salvatore ARDITO
Prof. Associato di Ortopedia
e Traumatologia
Università Studi di Catania
Tel. 095.379166
Potrebbe sembrare privo di significato trattare contemporaneamente due temi riguardanti distretti articolari differenti, anche se relativamente vicini. In realtà c’è da dire che esiste, in condizioni normali, ma anche patologiche, un sinergismo di interdipendenza funzionale fra il rachide lombo-sacrale e l’articolazione coxofemorale. Infatti è noto che, in presenza di una lombalgia acuta, viene anche compromessa l’anca, sia sotto il profilo statico che dinamico.
Ma, attraverso l’esperienza clinica routinaria, si evince che alcuni pazienti accusano un dolore, spesso non bene definito, a livello della regione postero-laterale dell’anca e/o della regione inguinale. In tali casi può sorgere il dubbio circa l’esatta sede e provenienza della sintomatologia dolorosa.
Pertanto allorché la noxa patogena ha sede nell’anca il dolore sarà localizzato in corrispondenza della regione della regione inguinale e, spesso, irradiato lungo la superficie mediale della coscia fino al ginocchio, nel territorio di distribuzione del nervo otturatorio. Viceversa se la causa del dolore risiede in corrispondenza della colonna vertebrale, si avrà una lombo-cruralgia, con irradiazione algica lungo l’arto inferiore (spesso in sede postero–laterale), talora anche fino al piede e, comunque in relazione alla differente radice nervosa interessata. Comunque, per dirimere il dubbio diagnostico, è necessario intanto eseguire alcune manovre semeiologiche. 
Infatti, se l’articolazione coxo-femorale presenta una esecuzione articolare completa, in assenza di dolore, non v’è dubbio che la coxalgia dipende da una affezione della colonna vertebrale. Se viceversa, la lesione risiede a livello delle strutture anatomiche dell’anca, si risveglia il dolore con i vari movimenti e, pertanto, si rileverà una limitazione funzionale dell’anca. In presenza di un dolore lombo-cruralgico obiettivamente si metteranno in evidenza i segni di irritazione o compressione radicolare, di origine vertebrale. (manovra di Lesegne positiva, modificazione dei riflessi osteo-tendinei, ipovalidità dell’estensore lungo dell’alluce, parestesie etc.)
Si potrà associare inoltre contrattura dei muscoli paravertebrali limitazione flessoestensoria del rachide lombare e positività dei punti dolorosi di Walleix. In entrambi i casi è opportuno eseguire un’indagine radiografica sia del rachide lombo-sacrale (comprese le proiezioni oblique) sia dell’articolazione coxo-femorale destra e sinistra.
Se necessario si dovrà anche eseguire una Tac e/o una Risonanza manietica nucleare. In caso di lombosciatalgia trova indicazione l’esame elettromiografico dell’arto inferiore interessato.
Pertanto la valutazione preliminare clinica, mirata ad una corretta e scrupolosa diagnosi differenziale, è di particolare importanza per un orientamento terapeutico, che sarà rappresentato da una terapia farmacologica, da cicli di fisioterapia e, qualora vi sia la necessità, anche di un eventuale intervento chirurgico.
Cultura medico-umanistica
Comprensione
Maria Vittoria BRIZZI TESITORE
Dott. in Medicina e Chirurgia Dott. in Lingue e Letterature Straniere Prof. in Materie Letterarie Genova
Tel. 010/54.51.677 Cell. 348/32.25.941 www.omeopatiaonline.com
Su uno dei precedenti articoli pubblicati su questa rubrica, avevo accennato all’importante rapporto tra genitori e figli passando dall’infanzia all’adolescenza fino ad arrivare alla giovinezza delle generazioni che si susseguono. Leggendo nuovamente quanto avevo scritto, mi si ripresenta la convinzione che la corretta educazione dei figli sia determinante per una società migliore.
Soltanto dopo la mia maternità ho compreso le buone intenzioni che mio padre e mia madre hanno messo per rendermi felice. Di loro ho visto, da adulta, anche gli errori, impietosamente ma obiettivamente così come i miei figli hanno visto i miei. Oggi, da educatrice, quando prendo per mano un fratello che sente di essere stato vittima di ingiustizia o di pura attenzione da parte delle proprie figure genitoriali, dico di capire, non di punire anche perché “chi è senza peccato scagli la prima pietra” . Un lavoro che darà buoni frutti è quello di imparare a fare i genitori. I bambini sono molto coerenti e imparano il bene o il male dai primi mesi di vita. Mi preme ripetere di non dire ai figli che sono cattivi. Se è necessario far loro notare un errore, sostituiremo il “sei Cattivo” con “hai fatto una cattiveria” . 
Al nostro ragazzino che ci ha frugato in tasca in cerca di spiccioli, non diremo che è un ladro ma gli faremo comprendere che la roba degli altri non si tocca. “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” – recita il Vangelo che, a somiglianza di altri testi sacri anche di altre religioni, porge messaggi educativi, semplicemente. Le cose intelligenti sono semplici, non semplicistiche, moderne come se fossero state scritte oggi. Poniamo attenzione al fatto che ciò che ci è stato detto nell’infanzia diventerà, nell’età successiva, convinzione assoluta, difficile da smantellare.
Ho spiegato sempre ai ragazzi affidati alle mie cure che è dannoso considerarsi incapaci di apprendere una materia scolastica. Noi adulti ci asterremo dall’etichettare un giovane come “non portato” per la matematica o per le lettere, per i lavori manuali o per quelli della mente. Tutto si apprende.
La vita va vissuta come una scuola. Non permettiamo a un esame non superato di bloccare la nostra audacia perché, nel cammino dell’uomo, possono esserci incidenti di percorso, perdita di una o più battaglie ma non sempre quella dell’intera guerra. Si evince che il motto per un buon rapporto interpersonale è “comprensione” . Il fiore di Bach denominato Holly, senza la terapia della parola non ci porge automaticamente la virtù appena nominata ma, sicuramente, ci aiuterà a trovarla.