UN MUSEO AL MESE
Museo Nazionale delle Acque
Minerali Carlo Brazzorotto
Acqua: bene prezioso da custodire in
un museo.
Le numerose fonti e sorgenti di acque
purissime, sparse in tutta Italia, rappresentano
un patrimonio culturale
derivante dalla loro storia millenaria,
oltre ad alimentare la nostra ricchezza
industriale e commerciale.
Gli antichi romani conoscevano ed
apprezzavano le virtù di numerose
acque, ma il loro imbottigliamento e la
loro commercializzazione inizia solo
alla fine dell’800.
Dalla sorgente alla bottiglia, da quel
momento le acque minerali raccontano
il loro percorso tra le rocce, lungo le
vie sotterrane che attraversano, testimoni
della cultura dei luoughi ove sgorgano
e delle cure che l’uomo dedica
loro.
Il percorso espositivo museale segue
criteri cronologici e tematici, accompagnando
il visitatore per un viaggio di
oltre un secolo: documenti, tecnologie,
testimonianze scientifiche e artistiche
sono il filo conduttore attraverso il quale una parte importante e preziosa
di questa storia industriale viene restituita
al nostro paese.
Il particolare allestimento è stato concepito
per rivalutare in chiave stroricoterritoriale
le fonti della penisola, fornendo
inediti approfondimenti.
Il museo dell’acqua nasce non solo
come deposito di memoria, ma anche
come strumento di comunicazione e
promozione culturale attraverso:
- attività didattica atta a favorire il dialogo
con il mondo della scuola
- realizzazone di mostre itineranti, pubblicazioni
e DVD
- la “Guida delle Acque Minerali Italiane
In Bottiglia”
- corsi di formazione, conferenze, simposi
e convegni
- realizzazione di una sede multimediale
e di una biblioteca.
MUSEO NAZIONALE DELLE ACQUE
MINERALI “CARLO BRAZZOROTTO”
Il centro Studi Piero Ginocchi di Crodo,
sulla base di accurati studi del territorio,
nel 1993 pubblica, in condizione
con la Laterza di Bari, i primi risultati
nel libro di Angelo Del Boca, L’oro
della Valle Antigorio: le acque minerali
di Crodo fra realtà e leggenda. E’ l’inizio
di una costante e intensa attività
di ricerca nel mondo delle acque
minerali.
Successivamente Del Boca manifesta
la volontà di arricchiere, con la propria
raccolta privata, il materiale utilizzato
per il libro. Questa è incentrata sui
Bagni di Craveggia (prima) e Bagni di
Crodo (poi), dove tra la fine dell’800 e i
primi del ‘900 i suoi antenati avviavano
un complesso alberghiero termale di
tutto rispetto. Si pongono le basi per
un archivio storico documentaristico.
Nel 1996 ottiene a titolo gratuito due
complete linee di produzione di acque
minerali dal GRUPPO CAMPARI, nel
frattempo succeduto ai Bols nella proprietà
delle Terme di Crodo. Queste
erano le prime macchine utilizzate dal
Ginocchi nella sua avventura industriale,
risalgono agli anni 30 del ‘900. E’
l’avvio di un progetto museale.
Nel 1998 i costanti rapporti con il
mondo universitario portano l’associazione
a conoscere Carlo Brazzorotto,
ricercatore tecnico del Dipartimento di
Scienze della Terra dell’Università di
Bologna, ora in pensione. La sua attività
di analisi delle acque minereali,
svolta con ammirevole passione, lo ha
portato a raccogliere 80.000 etichette
e oltre 10.000 campioni pieni, in contenitori
diversi, del prodotto. Saputo
della nostra iniziativa si rende disponibile
a donare l’immensa raccolta.
Nasce il Museo Nazionale delle Acque
Minerali Carlo Brazzorotto.
Nel periodo 2000/2002 presenta il
progetto sul bando euuropeo CE
1260/99 - Docup 2000/2006, che
viene approvato e finanziato al 70%.
Si concretizza un sogno.
NUOVA INIZIATIVA A ROMA
Investire nel proprio
pensiero per sentirsi meglio
Autore: Prof. Aldo Franco DE ROSE
Attribuire il successo a cause esterne e
l’insuccesso a se stesso accresce l’immagine
negativa e contribuisce spesso
a riempire quel contenitore di frustrazioni
che ostacolano la crescita della propria
persona, dei sentimenti e dei propri
pensieri. Secondo Dale Carnegie “la felicità
non dipende da chi sei o da cosa
hai. Dipende solo da cosa pensi”. E
anche per Goethe “Pensare è più interessante
di conoscere, ma non così
interessante come guardare”. In queste
parola sembra racchiuso il messaggio di
come out, un team nuovo composta da
psicologi, esperti di marketing, psichiatri,
biologi e medici con un unico obiettivo:
risvegliare il pensiero “sopito o
nascosto” e consentire di “saper guardare”.
Guardare alla realtà con più energia
per trarne il massimo dei vantaggi;
strategie e tecniche per realizzare quel
cambiamento necessario a sbloccare
situazioni insoddisfacenti e ripetitive
che ostacolano la crescita personale e
che, se irrisolte e trascinate alla lunga,
possono portare ad uno stato di disistima,
frustrazione e insuccesso, sia nella
vita privata che in quella professionale.
E’ chiaro che il pensiero rimuginante è
una energia che va reinvestita altrimenti
crea un corto circuito che impedisce l’azione
e da qui il sopravvento del malessere
e di quei fastidiosi sensi di colpa.
“Dunque, dice la psicologa romana
Anna Carderi, il Come out rappresenta
l’occasione per far emergere le potenzialità
interiori, aiutando a superare quei
limiti che ostacolano la realizzazione
della propria persona, affinché si creino
le condizioni per far raggiungere con
sicurezza e successo gli obiettivi prefissati”.
In buona sostanza, questo nuovo
team di “esperti del nostro interiore”
“mira a rafforzare l’organizzazione delle
difese psichiche, conclude Anna
Carderi, impedendo l’emergere di
modelli primitivi di difesa, permettendo
di stabilire una relazione
empatica e transferale che aiuti a
raggiungere modelli di vita più flessibili,
funzionali ed adeguati alle
evenienze della vita”.“L’originalità
e l’efficacia dell’evento, precisa
Zelinda Marianantoni, esperta
di Marketing, sono legati ad
un know how specifico, è
prevede una formazione
sulla capacità di
rinnovamento, sulla
capacità di cambiare
il già visto, il già
detto, il già fatto”.
Infine, per la dott.ssa
Stefania Guarrasi “La
ricetta è semplice ma efficace,:
far emergere le
potenzialità interiori, aiutando a
superare quei limiti che ostacolano la
realizzazione affinché si creino le condizioni
per far raggiungere con sicurezza e
successo gli obiettivi prefissati.”
Informazioni più dettagliate possono
essere ottenute visitando il sito
http://www.comeout.info
oppure telefonando ai numeri
3383506711 - 3294087906.
LA NOSTALGIA
Honeysuckle
Maria Vittoria BRIZZI TESSITORE
Dott. in Medicina e Chirurgia
Dott. in Lingue e Letterature
Straniere
Prof. in Materie Letterarie
Genova
Tel. 010/54.51.677
Cell. 348/32.25.941
Honeysuckle è il fiore di Bach che
consiglio per la nostalgia, sentimento
che distrugge soprattutto interiormente,
ci rimanda senza tregua al
passato che, presentemente, riteniamo
sia stato felice.
Non sempre, però, il tempo che rimpiangiamo è stato piacevole.
Come mai, allora, vorremmo
tanto riviverlo e ne proviamo
acuto rimpianto?
La spiegazione è data dal fatto che
ciò che è trascorso viene idealizzato.
Di esso, essendosi sfuocati i ricordi
negativi a vantaggio di quelli positivi,
ci invade la nostalgia.
Questa ha un potere logorante sulla
psiche e di conseguenza, sul fisico.
Sono dell'opinione che ci sia possa
ammalare più facilmente se la
mente è tormentata. Non parlo
certo di malattie funzionali.
Ho prescritto Honeysuckle a miei
pazienti che presentavano stati d’animo
simili ai seguenti:
non accettavano
assolutamente la perdita delle
persone care;
persino in vacanza
sentivano nostalgia della loro casa;
piangevano sui progetti irrealizzati;
non ammettevano cambiamenti;
si
chiudevano in sè stessi e ai piaceri
della vita.
Capita anche che innamorati delusi
e romantici, rifiutino altri amori perchè
legati, zavorrati, al ricordo di un
fidanzato di tanti, tanti anni prima.
Honeysuckle non distrugge i nostri
dolci ricordi. Sarebbe disumano il
volerlo.
Non pretendo certamente di cancellare
l’immagine dei nostri cari che
anche se non più fisicamente con
noi, lo sono spiritualmente. Il loro
ricordo costituisce un interiore patrimonio
di dolcezza.
Il rimedio ci aiuta a guardare i presente
e il futuro e ad acquisire consapevolezza,
termine che esprime
un concetto di incommensurabile
significato.
Lo prescrivo ai piccoli che affrontano
i primi giorni di scuola, nel passaggio
dall’infanzia all’adolescenza e in
quello dall’età fertile alla seguente.
Il tipo Honeysuckle può camminare
curvo come se sentisse sulle spalle
il peso del passato e può soffrire
più facilmente di discopatie, asma,
depressione. Ricordo ancora con
pena il disagio psichico di un manager
allontanato dalla propria fabbrica
che aveva costruito dal nulla.
I nipoti, giovani rampanti dotati di
lauree e di masters, proclamando di
avere a cuore la salute dello zio, lo
avevano messo a riposo senza
ascoltarne più, minimamente, la preziosa
esperienza.
E’ constatabile ogni giorno il dolore
di quei pensionati che considerano
la privazione del lavoro una etichetta
di inutilità incollata alla propria
pelle.
In qualunque sua stagione la vita ci
offre delle opportunità.
Cogliamole.
Per darle un senso.
Per acquisire consapevolezza.
Vaccinazioni... quando e quali fare
Autore: Dott. Alberto FERRANDO
Pediatra
Studio: Crso Europa 1136
Genova
Tel: +39.010.3732433
www.ferrandoalberto.com
aferrand@tin.it
Le vaccinazioni rappresentano una
delle più grandi conquiste della
Medicina e sono state considerate la
scoperta che, nell’intera storia dell’umanità,
ha portato benefici secondi
solo a quelli derivati dalla potabilizzazione
delle acque. Le vaccinazioni nell’infanzia
sono molto importanti perché
costituiscono il primo intervento
preventivo proposto al vostro bambino,
per eliminare il rischio di contrarre
pericolose malattie infettive.
Vaccinare i bambini significa partecipare
ad un’azione promossa in tutto
il mondo dall’Organizzazione Mondiale
della Sanità. Il fine ultimo delle vaccinazioni è quello di riuscire a diminuire
l’incidenza di malattie molto gravi, se
non addirittura di farle scomparire (il
vaiolo, una malattia terribile ed ormai
dimenticata, né è l’esempio più concreto).
L’organismo umano si difende
dalle malattie infettive producendo
anticorpi, sostanze in grado di neutralizzare
gli “agenti infettivi”, è quello
che avviene “naturalmente” quando
si viene colpiti per la prima volta da
una malattia infettiva. Il principio sul
quale si basa la vaccinazione è quello
di indurre la produzione di anticorpi
contro specifiche malattie (cioè di imitare
quello che accade “in natura”) in modo che, qualora l’individuo fosse
infettato dal microbo responsabile
della malattia, sia in grado di difendersi.
I vaccini sono costituiti dagli
stessi agenti che causano la malattia,
resi innocui attraverso sofisticatissimi
sistemi. Inoltre, non tutti
sanno che le vaccinazioni non si limitano
a proteggere il singolo bambino
che viene vaccinato, ma costituiscono
un bellissimo esempio di protezione
di “comunità”. Infatti, con la vaccinazione
di un grande numero di bambini
si forma una specie di energica “barriera”
che ostacola la circolazione del
microbo. Questo meccanismo
(“immunità di gregge”) può portare
ad una fortissima riduzione dei casi
di malattia e a volte persino alla
scomparsa della malattia stessa,
come è accaduto con il vaiolo e come
sta accadendo per la poliomielite.
Inoltre la protezione di “comunità”
protegge anche quei pochi bambini
che non possono essere vaccinati
perché affetti da gravi patologie in cui
la vaccinazione è sconsigliata, oppure
che non hanno risposto bene alla vaccinazione,
od ancora non sono stati
vaccinati per volere dei genitori.
Quindi, se tutti decidiamo di vaccinarci,
riusciamo a proteggere anche
quelli che non hanno potuto vaccinarsi
perché hanno importanti problemi
di salute (pensiamo ad esempio ai bambini affetti da un serio disturbo
delle difese immunitarie, da un tumore,
etc). Generalmente i vaccini sono
tollerati molto bene e non causano
alcun disturbo. Tuttavia, dato che
sono sostanze pur sempre estranee
all’organismo, possono provocare talvolta
reazioni fastidiose ma temporanee,
come ad esempio rossore e gonfiore
nel punto in cui sono state iniettate,
oppure reazioni generali come
febbre, agitazione, sonnolenza. Gli
effetti collaterali più gravi, come ad
esempio lo shock anafilattico o alcune
manifestazioni neurologiche, sono
assolutamente eccezionali, molto
meno frequenti delle complicanze provocate
dalla malattia. I benefici prodotti
dai vaccini, sia per l’individuo
che per la collettività, sono molto
superiori ai rischi. Va raccomandato
che ogni alterazione dello stato di
salute che si verificasse dopo la vaccinazione
(come può succedere dopo
la somministrazione di qualunque farmaco)
dovrebbe sempre essere riferita
al centro vaccinale ed al proprio
medico che verificherà lo stato di
salute del bambino e, nel caso,
segnalerà l’accaduto in modo da
poter effettuare una sorveglianza
accurata sugli effetti delle vaccinazioni.
Una cosa molto importante da
sapere è se esistono controindicazioni
all’effettuazione di un vaccino; la
controindicazione è una situazione
(disturbo, malattia acuta, malattia
cronica, etc.) che il bambino potrebbe
avere già prima della vaccinazione, e
che in alcuni casi può far decidere di
rinviare oppure di non praticare la
vaccinazione. Per fare ciò non è
necessaria una visita (che anzi in
questo caso ha importanza modesta),
risulta invece fondamentale la raccolta
di informazioni sulla salute di vostro figlio; se è stato ricoverato in
ospedale, se soffre di una malattia,
se ci sono stati eventi avversi a precedenti
vaccinazioni, è bene che i
genitori raccontino tutto, in modo che
il medico possa valutare e decidere il
da farsi. Nel nostro Paese alcune
delle vaccinazioni del primo anno di
vita sono obbligatorie, altre sono raccomandate.
In entrambi i casi è dovere
dei pediatri di famiglia e dei centri
vaccinali delle Aziende USL fornire le
necessarie informazioni, affinché la
vaccinazione di vostro figlio sia effettivamente
il frutto di una scelta consapevole.
I VACCINI PER L’INFANZIA
I vaccini sono il mezzo più efficace
per prevenire le malattie infettive e
quindi le loro complicanze.
In Italia alcune vaccinazioni sono rese
obbligatorie per tutti i bambini da
apposite leggi (poliomielite, difterite,
tetano ed epatite virale B), altre sono
raccomandate (pertosse, morbillo
rosolia e parotite, Haemophilus
influenzae di tipo b).
Per le malattie per le quali la vaccinazione è obbligatoria e si è raggiunta
una capillare diffusione la situazione
epidemiologica è ottima, la difterite è
praticamente scomparsa, i casi di
tetano sono andati progressivamente diminuendo e quelli che ancora si
verificano riguardano persone non
vaccinate; la poliomielite si è ridotta
a livelli minimi negli anni ‘70, dal
1983 non c’è stato nessun caso d’infezione
contratta in Italia; i casi di
epatite B stanno diminuendo.
La situazione è meno soddisfacente
per le malattie per le quali la vaccinazione
non è obbligatoria ma solo raccomandata:
pertosse, morbillo, rosolia,
parotite e Haemophilus influenzae;
la diffusione di queste vaccinazioni è ancora insufficiente, ma è
andata aumentando negli ultimi anni
grazie alle campagne vaccinali promosse
dal Ministero della Sanità e
dalle Regioni e attuate dalle Aziende
Sanitarie; un ruolo fondamentale riveste
l’informazione sanitaria fatta dai
medici curanti.
Spesso sentiamo dire “tutti ci siamo
fatti le malattie dei bambini, può farle
anche mio figlio”.
É vero che una malattia infantile può
anche essere abbastanza lieve, ma
spesso non è così, si presenta in
modo grave e soprattutto è possibile Controindicazioni definitive.
È opportuno che al bambino non
siano somministrati alcuni vaccini
quando:
* Ha manifestato reazioni gravi a
precedenti vaccinazioni
* È affetto da malattie neurologiche
in evoluzione.
* È affetto da malattie congenite del
sistema immunitario.
* È allergico a componenti del vaccino.
Se il bambino è affetto da malattie
quali leucemie, tumori, AIDS, la
situazione va valutata caso per caso.
Altre situazioni non sono vere e proprie
controindicazioni, ma richiedono
alcune precauzioni nella somministrazione
del vaccino.
* Reazioni febbrili importanti ad una
precedente dose dello stesso vaccino
* Pianto prolungato e inconsolabile
dopo precedenti vaccinazioni
* Precedenti di convulsioni febbrili
* Somministrazione recente di gammaglobuline.
FALSE CONTROINDICAZIONI
ALLE VACCINAZIONI
*Febbre o diarrea lievi in bambino in
buono stato di salute.
*Terapia antibiotica in corso o convalescenza
di una malattia.
*Bambini prematuri, anche di basso
peso (le vaccinazioni possono iniziare
in base all’età).
*Malnutrizione, diarrea.
*Eczema e dermatiti.
*Malattie neurologiche non gravi e
sindrome di Down.
*Tubercolosi.
*Modeste reazioni locali o generali
dopo un precedente vaccino.
*Presenza nel bambino e nei suoi
familiari di allergie a sostanze che
non siano contenute nei vaccini.
l’insorgenza di complicazioni, per questo
se è disponibile un vaccino efficace è meglio usarlo.
I vaccini sono costituiti da virus o batteri
ai quali con particolari trattamenti è stata tolta la capacità di produrre
malattie, o da prodotti derivati da tali
organismi; alcuni vaccini sono sintetici.
Somministrando i vaccini si stimola
l’organismo a produrre attivamente
una risposta immunitaria, rendendolo
così pronto a difendersi rapidamente
ed efficacemente se dovesse entrare
in contatto con tale microrganismo.
I vaccini per l’infanzia possono essere
somministrati contemporaneamente
nella stessa seduta vaccinale senza
diminuirne l’efficacia e senza che ci
sia un aumento di effetti collaterali.
QUANDO NON VACCINARE
CONTROINDICAZIONI
ALLE VACCINAZIONI
Vi sono alcune situazioni che possono
controindicare, temporaneamente
o in modo definitivo, la vaccinazione.
Queste situazioni devono sempre
essere segnalate al medico in modo
che possa valutarle prima di
praticare il vaccino.
Controindicazioni
temporanee:
* Malattie acute con febbre
di grado elevato (superiore
a 38,5°).
* Le vaccinazioni con virus
vivi (come morbillo,
rosolia - parotite e
antipolio orale) possono
essere effettuate
contemporaneamente, in
caso contrario devono
essere distanziate di
almeno 30 giorni.
* Stati di depressione del
sistema immunitario per
malattie o per terapie.
EFFETTI INDESIDERATI
DEI VACCINI
Solitamente i vaccini sono ben tollerati
e non causano nessuna reazione,
ma come tutti i farmaci possono talora
provocare effetti indesiderati che
nella stragrande maggioranza dei casi
sono di lieve entità.
Solo in rarissimi casi possono essere
gravi.
Sono descritti nelle schede relative ai
singoli vaccini.
Ogni disturbo che si presenta dopo
l’assunzione di vaccini va segnalato al
proprio medico o al medico vaccinatore
che lo segnaleranno per avere così
una situazione sempre aggiornata sui
loro effetti indesiderati.
Lo stato italiano prevede con la Legge
25 febbraio 1992 n. 210 la possibilità
di indennizzo a favore dei soggetti
danneggiati da complicanze di tipo
irreversibile a causa di vaccinazioni.