Calcolosi renale e delle vie urinarie
Autori: Dott. Alessandro ZANASI*
Dott. Francesco FATONE^
*Idrologo Medico
Policlino S. Orsola Malpighi di Bologna
^Nefrologo
San Pier Danmiano Hospital di Faenza
Ruolo preventivo dell’acqua
oligominerale Cerelia
Per calcolosi renale si intende la presenza
nelle cavità calico-pieliche di
formazioni solide, formate dall’aggregazione
di cristalli derivati dalla precipitazione
e aggregazione di soluti,
presenti nelle urine in quantità normale
o patologica.
I cristalli aggregandosi crescono di
dimensioni formando i calcoli che possono
variare di dimensioni da un granello
di sabbia ad una pallina da golf.
Per calcolosi urinaria si intende invece
lo stesso fenomeno riferito a segmenti
delle vie urinarie. Infine viene
definita come nefrocalcinosi la deposizione
di sali di calcio nel parenchima
renale.
Le cause di tale patologia, nei paesi
industrializzati, sono da ricondurre
alle abitudini alimentari (maggior
apporto di proteine animali che comporta
un aumento dell’acidità urinaria
con maggior escrezione di calcio,
fosfati ed acido urico, che sono
potenziali fattori litogeni) ed alle abitudini
di vita (ridotta attività fisica).
Vi sono poi da considerare differenze
di sede anatomica della calcolosi
basate sul grado di sviluppo socioeconomico
e di distribuzione geografica,
per esempio le regioni a clima più
caldo, come i paesi del Mediterraneo,
appaiono più colpite di quelle a clima
più rigido ( paesi del Nord Europa )
per l’esposizione ai raggi solari più
prolungata e pertanto all’aumento di
vitamina D disponibile.
La terapia medica della calcolosi
renale ha lo scopo di curare e di prevenire
le recidive, di impedire l’accrescimento
dei calcoli già presenti e di
ottenere quando possibile la loro dissoluzione,
completa o parziale.
Questi obiettivi possono essere raggiunti
attraverso un trattamento integrato:
idropinico, dietetico e farmacologico.
Il primo step da attuare, valido per tutti i tipi di calcolosi, è comunque e
sempre la terapia idropinica.
Il Ruolo dell’idratazione
E’ noto come una buona idratazione
rappresenti uno dei mezzi più importanti
per la prevenzione della calcolosi
renale e costituisca la premessa
per ogni tipo di programma di profilassi
di questa affezione: la diluizione
urinaria indotta dal carico idrico riduce
infatti in maniera significativa i
fenomeni di cristallizzazione e la tendenza
all’aggregazione di tutti i sali
litogeni.
L’efficacia della terapia idropinica è
stata evidenziata in una recente revisione
sistematica della letteratura
scientifica (Cochrane 2004), dove si
conferma come un elevato apporto
idrico, in grado di determinare una diuresi
superiore a 2 litri al giorno, risulti
un semplice ma potente provvedimento
per la prevenzione della calcolosi e
delle sue recidive.
Nello stesso lavoro si ribadisce come,
viceversa, un basso volume urinario
sia uno dei più importanti fattori di
rischio di questa malattia.
La metanalisi di studi prospettici con
follow up a 5 anni, evidenzia come l’iperidratazione,
in soggetti al primo
episodio litiasico, determini, rispetto
al gruppo di controllo non adeguatamente
idratato, un aumento di volume urinario da circa 1 a 2 litri al giorno
con conseguente:
- riduzione del 50% degli episodi recidiva
- allungamento dell’intervallo libero
da recidive
- forte diluizione dei sali litogeni
Report dello studio
Il liquido più adatto ad aumentare il
volume urinario è certamente l’acqua,
in particolare i risultati migliori vengono
attribuiti alle acque oligominerali, rispetto
alle altre tipologie di acque.
Partendo da questa premessa abbiamo
voluto verificare, mediante uno
studio controllato randomizzato, le già
documentate proprietà diuretiche e
depuranti di un’acqua oligominerale
bicarbonato calcica (acqua Cerelia).
Metodologia
E’ stato arruolato un campione di 40
soggetti ( Vedi tabella 3), tutti volontari
in perfette condizioni di salute, che
dopo essere stati edotti sullo scopo
dello studio hanno firmato il modulo di
consenso informato. Sono stati esclusi
soggetti portatori di patologie che potessero
alterare i risultati della ricerca.
I 40 soggetti sono stati suddivisi in
due gruppi di egual numero e sottoposti
a carico idrico acuto mediante somministrazione,
al mattino a digiuno, di
1 litro di acqua da assumere in 30
minuti.
Ad un gruppo è stata somministrata
acqua minerle Cerelia, all’altro, con
modalità uguali, un’acqua proveniente
dalla rete idrica.
Tutti i partecipanti sono stati sottoposti
ad accertamenti pre e post trattamento
per verificare:
La risposta urinaria al carico acuto
La tollerabilità
L’insorgenza di effetti collaterali
Le determinazioni effettuate prima del
carico acuto e a distanza di 4 ore
hanno riguardato:
- densità urinaria
- azoturia
- uiricuria
- clearance della creatinina
- volume urinario (determinato anche a
distanza di 2 ore)
Risultati
Nel gruppo trattato con acqua di
acquedotto i valori registrati prima del
carico idrico e 4 ore dopo l’assunzione
dell’acqua, non hanno mostrato variazioni
statisticamente rilevanti di densità
urinaria, azoturia e uricuria.
Al contrario nei soggetti sottoposti a
dieta idrica con acqua Cerelia i parametri
presi in esame (vedi tabelle 4 e
5 pagina seguente) hanno mostrato
significative variazioni ed esattamente:
Densità Urinaria:
da 1012,0 a 1006,2 (P< 0,05)
Azoturia:
da 8,2 a 4,1 (P< 0,05)
Uricuria:
da 6,71 a 6,35 (P< 0,05)
In questo stesso gruppo il volume
medio urinario verificato dopo 2 ore è
stato di 710 ml ed è arrivato a 890
ml dopo 4 ore.
Confrontando questi
valori con quelli rilevati
nel gruppo che
ha assunto acqua
di acquedotto, si è
visto come l’incremento della diuresi nei soggetti trattati
con minerale sia stato significativamente
maggiore, raggiungendo validità
statistica ( P< 0,01)
Nel gruppo idratato con acqua di rete
infatti il volume medio urinario dopo 2
ore è stato di 400 ml raggiungendo
675ml dopo 4 ore ( P< 0,05). (vedi
tabella 4)
Da sottolineare come anche la clearance
della creatinina sia stata, dopo
4 ore, significativamente maggiore nel
gruppo Cerelia (90.0 ml/min) rispetto
al gruppo acqua di acquedotto (60,5
ml/min) ( P< 0,05).
In nessun caso si è verificata intolleranza
al carico idrico né si sono verificati
effetti indesiderati o variazioni
della pressione arteriosa rispetto ai
valori basali.
Considerazioni conclusive
L’acqua oligominerale Cerelia si è
dimostrata, rispetto all’acqua dell’acquedotto,
particolarmente efficace
nel determinare una diuresi più rapi
da con maggior aumento del volume
urinario e conseguente riduzione della
densità urinaria, dell’azoturia e dell’
uricuria, opponendosi così alla sovrasaturazione
dei soluti.
La prova di diluizione con carico idrico
acuto ha altresì comportato un significativo
aumento della clearance della
creatinina.
In accordo con quanto riportato in letteratura
da altri Autori, le nostre
osservazioni supportano la tesi che
l’azione dell’acqua minerale non
sarebbe da ricondurre alla sola azione
diuretica ma anche ad un’azione metabolica
legata alla sua composizione
ionica, alla sua struttura fisica e alla
presenza di oligoelementi particolari.
E’ possibile pertanto affermare che
l’iperidratazione con acqua Cerelia
rappresenta un sistema semplice ed
efficace per migliorare il trattamento
e la prevenzione della calcolosi delle
vie urinarie, in quanto in grado di
ridurre significativamente i fattori di
rischio litogeno.