Cancro: prevenirlo è possibile

Dr.ssa Simonetta SALVINI Dietista,
Collaboratore ISPO Unità Operativa di Epidemiologia molecolare e nutrizionale

E’ ormai cosa nota che il cancro, la seconda causa di morte nei paesi “sviluppati”, sia una malattia influenzata anche dallo stile di vita: fumo, alimentazione, attività fisica giocano un ruolo importante e sono elementi modificabili. Nel 1997 il fondo mondiale
per la ricerca sul cancro(WCRF), in collaborazione con l’istituto americano per la ricerca sul cancro(AICR), ha pubblicato un importante documento che per un decennio è
stato il punto di riferimento per fornire indicazioni sul possibile ruolo degli alimenti e dei nutrienti nella prevenzione del cancro.
Ci si è immediatamente resi conto che quel documento sarebbe invecchiato velocemente: su dieta e tumori molto si studia, in tutto il mondo, e ben presto le scrivanie ed i computer degli esperti coinvolti nel primo lavoro di revisione della letteratura sono stati sommersi (o riempiti) da migliaia di nuovi lavori sull’argomento, sempre più dettagliati, meglio condotti, in parole povere “più importanti”. Da
qui l’urgenza di istituire gruppi di lavoro ad hoc per raccogliere, valutare e riassumere la bibliografia.
Questo ha portato alla pubblicazione (novembre 2007) del Secondo Rapporto: Alimentazione, Nutrizione, Attivita’ Fisica e Prevenzione del Cancro: una prospettiva globale, che riassume le evidenze scientifiche, dichiara fino a che punto alimenti,
nutrienti, attività fisica e composizione corporea siano in grado di modificare il rischio di cancro e specifica quali tra questi siano i fattori più importanti.
Partendo dal presupposto che questi fattori siano modificabili, il cancro è una malattia in buona parte prevenibile.
Il Rapporto riporta raccomandazioni basate su evidenze solide che, se messe in pratica, possono determinare una riduzione dell’incidenza tumori.
Il lavoro descrive i dati di distribuzione della malattia nel mondo, le conoscenze attuali sulla biologia dei processi tumorali e sui meccanismi attraverso i quali l’alimentazione in
eccesso o in difetto, insieme all’attività fisica, possono influenzare il rischio di ammalarsi. Presenta i dati per singoli alimenti o nutrienti ma anche per tipologia di tumore: non
tutti i tumori hanno infatti la stessa “storia” e non reagiscono quindi tutti allo stesso modo agli stimoli (positivi o negativi) che arrivano attraverso la dieta, il movimento o la sedentarietà, il grasso corporeo, etc.
Oltre a tutti questi dettagli, molto utili agli addetti ai lavori ma di difficile interpretazione per gli altri, il Rapporto riassume le evidenze trovate selezionandole in base alla loro
“forza”. Gli esperti hanno svolto ricerche e valutazioni sistematiche (metanalisi) dei lavori scientifici presi in considerazione ed un intero capitolo del libro descrive i criteri utilizzati per giudicare le evidenze, classificate come: convincenti, probabili, limitate, non conclusive.
Ma più interessanti ed utili per la popolazione generale sono le Raccomandazioni. Siccome anche gli esperti sanno che “val più la pratica che la grammatica” la parte più importante per la salute pubblica è il trasferimento di queste conoscenze alla
gente comune, che può così mettere in pratica i consigli degli esperti, contribuendo a salvaguardare la propria salute. Oltre all’interesse individuale (da sempre l’uomo è ossessionato dal mito dell’eterna giovinezza) non è da trascurare il fortissimo risparmio per la sanità pubblica che ne consegue.
Cosa c’è di nuovo nel Secondo Rapporto?
Molto è già noto, vien da dire leggendo le raccomandazioni, e su questo non v’è dubbio. Ma queste nuove raccomandazioni sembrano più “convinte” di quelle vecchie (ad esempio rispetto a quelle del 1997 si nota subito il ruolo prioritario dato al problema del peso corporeo e dell’attività fisica in questa nuova edizione) e di molte linee guida
in vigore nei vari paesi.
1. Grasso corporeo: mantieniti più magro che puoi nell’intervallo di peso normale.
Questa è la regola, ma che significa? Cos’è l’intervallo di peso normale? Il riferimento comunemente adottato è l’Indice di Massa Corporea (IMC) o Body Mass Index e i riferimenti vengono dati dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS o WHO) oltre che dai governi locali.
Si calcola dividendo il peso, misurato in chilogrammi, per l’altezza, misurata in metri ed elevata al quadrato. Il numero ottenuto è l’indice di massa corporea che può essere confrontato con i dati della tabella, che riporta le classi di peso valide per adulti, bambini
e adolescenti.
Per popolazioni con struttura corporea molto differente dalla nostra sono stati suggeriti
intervalli diversi. Ed ecco cosa dobbiamo tener d’occhio:
* mantieni il peso corporeo nella norma;
* evita l’aumento di peso e della circonferenza della vita durante l’età adulta.
Lette insieme queste indicazioni ci esortano a tener d’occhio il peso: mantenersi nell’ambito della normalità e evitare di aumentare di peso e di giro-vita nel corso degli
anni. Questo significa che se facciamo il calcolo indicato sopra e ci troviamo al limite superiore del normopeso o abbiamo già sfondato la soglia e ci troviamo nelle categorie superiori, è buona norma rientrare nei ranghi e darci una regolata.
Ma come? Anche qui ci vengono in aiuto gli esperti fornendoci dei consigli guida: primo tra tutti, in tutte le fasce di età, è fondamentale mantenere un livello di attività fisica elevato e scegliere una dieta adeguata, in particolare povera di alimenti energeticamente
densi e bevande zuccherate.
Il forte aumento della percentuale di soggetti sovrappeso ed obesi, particolarmente evidente oggi nel mondo occidentale, sembra infatti in buona parte attribuibile a questi fattori.
2. Attività fisica: mantieniti attivo nell’ambito della tua vita di tutti i giorni.
Anche questa sembra una banalità ma se poi ci facciamo un esame di coscienza, possiamo dire che la vita che conduciamo è veramente attiva?
Questo è ciò a cui dobbiamo mirare:
* cerca di mantenere un’attività fisica moderata, il che corrisponde ad una camminata a passo veloce, per almeno 30 minuti ogni giorno;
* all’aumentare dell’allenamento, passa a 60 o più minuti al giorno di attività moderata, oppure a 30 o più minuti al giorno di attività vigorosa;
* riduci le abitudini sedentarie, come guadare la televisione.
E’ noto che la vita nel mondo industrializzato è diventata sempre più sedentaria, abbiamo aiuti di tutti i generi. L’energia che un tempo “sprecavamo” per fare il bucato, per andare a piedi a scuola, al lavoro o a fare la spesa, per sbattere le uova per fare la
maionese, per costruire un macchina o una casa, oggi resta spesso inutilizzata e si accumula sotto forma di grasso sul nostro girovita, mentre noi ce ne stiamo mollemente adagiati sul divano a guardare la TV.
Bisogna darsi una mossa e trovare la forza per impiegare quell’energia in più.
Ma come? Per l’attività fisica moderata non c’è problema, bastano piccole correzioni delle nostre abitudini quotidiane. Per esempio: andiamo a piedi al lavoro, di buon passo. Non è necessario camminare per forza per 30 minuti continuativi. Possiamo sommare
i 15 minuti del mattino con i 15 del pomeriggio, purché siano a passo sostenuto.
Facciamo una pausa durante la giornata lavorativa, non solo per il caffé ma
anche per una veloce camminata all’aria aperta. Per l’attività fisica vigorosa scegliamo una cosa piacevole, che facciamo volentieri: palestra, piscina, bicicletta, corsa, balli latini, tango. Tutto va bene, purché fatto intensamente: dobbiamo sudare e il battito cardiaco
deve aumentare fino al 60-80% del suo massimo. Non pensate di dovervi per forza iscrivere in palestra o in piscina.
Può essere utile, ma non indispensabile se sapete darvi delle regole. E tra queste una buona regola è di ridurre il tempo libero trascorso incollati davanti alla TV, al computer etc.
3. Alimenti e bevande che promuovono l’aumento di peso: limita il consumo di alimenti densi di energia. Evita le bevande dolci
* consuma raramente gli alimenti densi di energia;
* se consumi fast food, fallo solo raramente.
Forse serve qualche definizione: in questo contesto, vengono definiti come alimenti densi di energia quelli che contengono più di 225/275 kcal per 100 g. Questa raccomandazione
non implica che gli alimenti densi di energia vadano esclusi dalla nostra dieta. Bisogna imparare a riconoscerli, moderare le dosi e le frequenze di consumo.
Ricordarsi anche che gli oli vegetali, come pure le noci e i semi, pur essendo tra gli alimenti più ricchi in energia (gli oli forniscono 900 kcal per 100 g), sono fonte di componenti insostituibili per l’organismo e vengono, in genere, consumati in quantità
modeste che non contribuiscono all’aumento di peso corporeo.
* evita le bevande zuccherate.
Per bevande zuccherate si intendono tutte le bibite dolci, con zucchero aggiunto. Attenzione ai trabocchetti! I succhi di frutta sembrano tanto sani che li diamo ai nostri figli fin dallo svezzamento. Ma leggete le etichette: 100 g di succo di frutta contengono
30 g di zucchero, poco meno della coca cola (34 g) e sono pochissimi quelli in cui non vi sia zucchero aggiunto. Le bevande dolci non danno sazietà, quindi è facile perdere il controllo. E se ci sia abitua a spegnere la sete con un liquido dolce, è più difficile poi ricominciare ad accontentarsi dell’acqua. Anche succhi “senza zucchero aggiunto” sono da consumare con moderazione, per ogni 100 g ci sono 10 g di zuccheri, quindi, per
intenderci, non devono diventare sostituti dell’acqua.
Si passa quindi a parlare dei “buoni”: i vegetali! Ecco cosa si dice:
4. Alimenti vegetali: mangia principalmente alimenti di origine vegetale
Il rapporto fa notare che per questo gruppo l’evidenza è meno forte rispetto a quanto riportato nel 1997, ma una protezione è comunque probabile, soprattutto per i tumori della bocca, faringe, laringe, esofago e stomaco.
Inoltre, la raccomandazione di fare dei vegetali il centro del pasto, è supportata dall’evidenza di una protezione nei confronti di altre malattie croniche.
* mangia ogni giorno almeno cinque porzioni (almeno 400 g o 14 oz) di una varietà di vegetali non amidacei e frutta.
La porzione a cui si fa riferimento in questo documento è di 80 grammi, per cui con le 5 porzioni raccomandate (forse avete sentito parlare della campagna “five-a-day” ovvero “5-algiorno”) porta ad un consumo di 400 g di ortaggi e frutta al giorno. Per noi questo non dovrebbe essere difficile, le nostre mamme ci hanno ben abituati.
Purtroppo le cattive abitudini arrivano anche da noi e sempre più frequentemente si vedono persone che per diversi giorni alla settimana, consumando i pasti fuori casa, tendono a “dimenticarsi” della verdura, o andando tutti i sabati in pizzeria, prendono la pizza (magari con i carciofini per placare il senso di colpa) ma non mangiano un vero piatto di verdura. Quindi, stiamo all’erta, e non cadiamo negli errori degli altri.
* mangia cereali relativamente nontrasformati (granaglie) e/o legumi ad ogni pasto;
* limita il consumo di alimenti amidacei raffinati.
Alimenti di origine vegetale sono anche i legumi (via libera), i cereali (meglio se in chicchi o poco raffinati, quindi meglio integrali che bianchi); noci e semi (sono ricchi di energia
quindi da consumare in piccole quantità ma apportano importanti nutrienti, come già segnalato), oli vegetali (anche questi già menzionati al punto 3) e zuccheri: come già detto per le bevande dolci, attenzione!
* chi consuma prevalentemente radici o tuberi amidacei come base della dieta, ad esempio le popolazioni dell’Africa, dell’America Latina, e della regione Pacifica dell’Asia, faccia in modo di consumare anche una quantità sufficiente di vegetali non amidacei, di frutta e di legumi.
5. Alimenti animali: limita il consumo di carne rossa ed evita le carni conservate.
* chi già mangia carne rossa, limiti il consumo ad un massimo di 500 g (18 oz) alla settimana, di cui solo una minima parte, se proprio necessario, sia carne trasformata.
Con carne rossa si intende la carne bovina, suina, ovina e caprina di animali domestici, inclusa la carne presente negli alimenti trasformati. Con carne trasformata si intende carne conservata mediante affumicatura, salamoia, salatura o aggiunta di conservanti
chimici.
Nell’ultimo decennio l’evidenza di un aumentato rischio di cancro, ad esempio al colon retto, in relazione al consumo della carne rossa si è fatta convincente tanto da porre l’attenzione su questo tipo di carni, se consumate di frequente o in grandi quantità.
Le carni trasformate (prosciutti di ogni tipo, salame, pancetta, etc.) sembrano invece aumentare il rischio a qualsiasi livello di consumo.
Considerando che su molte tavole italiane la carne rossa compare praticamente
tutti i giorni e anche più di una volta al giorno (considerando i salumi), invitiamo i più affezionati consumatori di carne a provare ad adottare abitudini alternative.
Nel testo si specifica che questa non è una raccomandazione a non mangiare carne o altri prodotti di origine animale, ma solo un’indicazione a ridurne i consumi.
E gli altri prodotti animali?
Per pollame e pesce non vi sono evidenze particolari, a parte l’aumento di rischio di tumore naso-farigeo legato al consumo di pesce salato alla Cantonese.
Potendo scegliere, meglio consumare carne di animali selvatici piuttosto che allevati.
Le uova non costituiscono un rischio. I dati sui latticini sono un po’ difficili da interpretare e dopo lunghe discussioni gli esperti hanno deciso di non prendere posizione su questo argomento.
Per quanto riguarda i grassi animali, sui quali si puntava il dito accusatore fino allo scorso rapporto, le evidenze si sono affievolite.
Essendo però questi responsabili di un aumentato rischio di malattie cardiovascolari ed essendo componenti di alimenti energeticamente densi, si consiglia di limitarne il consumo.
6. Bevande alcoliche: limita il consumo di bevande alcoliche.
* se si consumano bevande alcoliche, limitarsi ad un massimo di due bicchieri per gli uomini ed uno per le donne. I dati analizzati dimostrano in modo convincente un aumento di tumori nei consumatori di alcol, anche sotto forma di vino o birra, ma la raccomandazione, piuttosto blanda se si pensa solo ai tumori, tiene conto del fatto che potrebbe invece esserci un effetto protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari, prima causa di morte nei paesi sviluppati. Bambini e donne in gravidanza non devono consumare bevande alcoliche.
7. Conservazione, trasformazione, preparazione: limita il consumo di sale. Evita il consumo di cereali (granaglie) e legumi ammuffiti.
* evita il consumo di alimenti sotto sale o salati.
Metodi di conservazione che non richiedono l’uso del sale sono la refrigerazione,
il surgelamento, l’essiccamento, l’imbottigliamento, l’inscatolamento, la fermentazione (yogurt).
Tra questi la refrigerazione è considerata un fattore protettivo (quindi siano benedetti i frigoriferi e i congelatori!).
Questo tipo di conservazione permette l’accesso ad una varietà di alimenti altrimenti facilmente deperibili (frutta, latticini, pesce, etc) e permette di ridurre i consumi di alimenti conservati sotto sale. Infatti si dice:
* limita il consumo di alimenti conservati mediante l’aggiunta di sale, per garantire un consumo di meno di 6 g di sale al giorno (2.4 g di sodio).
* non mangiare cereali (granaglie) o legumi ammuffiti.
Attenzione alle muffe: alcune producono le aflatossine, certamente responsabili di una buona parte di tumori del fegato.
Per quanto riguarda la preparazione ed i metodi di cottura, bisogna segnalare che cotture ad alta temperatura o a fiamma diretta sono responsabili della formazione di sostanze cancerogene.
L’evidenza epidemiologica di un legame tra il loro consumo e l’insorgenza dei tumori è limitata ma è una buona precauzione evitare il consumo frequente di alimenti così cucinati.
8. Supplementi nutrizionali: mira a coprire i fabbisogni di nutrienti attraverso la sola dieta
* i supplementi nutrizionali non sono raccomandati per la prevenzione dei tumori.
Alcuni studi clinici hanno addirittura evidenziato un aumento di rischio di cancro in soggetti trattati con alte dosi di supplementi (ad esempio a base di beta-carotene).
Gli sforzi devono invece essere mirati al consumo di diete dense in micronutrienti (vitamine e minerali), effetto facilmente raggiungibile seguendo le raccomandazioni qui presentate. Ciò non toglie che in alcune situazioni particolari i supplementi siano invece
indispensabili: donne in età fertile devono assumere acido folico, anziani con problemi di assorbimento intestinale possono aver bisogno di vitamina B12, e persone con scarsa
esposizione al sole o con la pelle molto scura, possono aver bisogno di Vitamina D, per facilitare la fissazione del calcio nelle ossa.
Sono presenti infine due raccomandazioni dette “speciali”.
1s. Allattamento al seno: le madri allattino al seno e i bambini siano allattati al seno.
* mira ad allattare esclusivamente al seno per i primi sei mesi e continua poi con l’allattamento complementare.
L’allattamento al seno protegge sia la mamma che il bambino e tutte (o meglio quasi tutte) le donne dovrebbero essere incoraggiate ad allattare al seno il proprio figlio.
Ed infine, in una società in cui il cancro è una malattia molto frequente, ma oggi in buona parte curata, è normale che l’ex malato (chiamato nel Rapporto “sopravvissuto al cancro”) si chieda come comportarsi.
La parola agli esperti:
2s. Sopravvissuti al cancro: seguire le raccomandazioni per la prevenzione dei tumori
* tutti i sopravvissuti al cancro devono ricevere cure nutrizionali da professionisti specializzati.
* se in grado di farlo, e se non sono stati dati consigli diversi, cercare di seguire le raccomandazioni per la dieta, il peso salutare, e l’attività fisica.
Anche se gli esperti dicono che in questo ambito ci sono ancora pochi studi accettabili
per un lavoro di revisione, ritengono comunque opportuno raccomandare anche a chi
è stato colpito da un tumore le stesse linee guida fornite alla popolazione generale.
Caso per caso andrà valutata l’effettiva applicabilità dell’intervento proposto.

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Il CERION

 

Il CeRiOn nel dettaglio:
Il Centro, nato nel maggio 2005 conil contributo di Corri la Vita, offre una riabilitazione in forma ambulatoriale, fisica e psicologica, a malati oncologici diversi: dalle donne operate al seno (sia in fase immediatamente post-intervento che in fase più cronica), ai pazienti stomizzati e laringectomizzati.
Il Centro di Riabilitazione Oncologica - Firenze fa parte di un progetto regionale più ampio coordinato e sostenuto dall’Istituto Toscano Tumori.
L’elemento innovativo del progetto è la vera e operativa integrazione che si è realizzata, tramite la condivisione delle proprie risorse, tra una struttura del Servizio pubblico come l’ISPO - Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica e una Associazione di
Volontariato come la LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Sezione di Firenze.
Il Servizio Donna Come Prima della LILT Firenze, per le donne operate di tumore al seno, si è trasferito nella sede del CERION proprio con la convinzione che la presenza attiva del
volontariato possa essere di grande aiuto per le persone che si trovano ad affrontare un momento particolare e impegnativo come quello che riguarda la riabilitazione dopo un
intervento oncologico.
I servizi offerti dal Centro si articolano in un percorso riabilitativo integrato:
* Visita specialistica (medico, psicologo, terapista della riabilitazione/infermiere professionale).
* Piano di trattamento riabilitativo personalizzato.
* Valutazione funzionale pre e post trattamento.
* Trattamento riabilitativo:
    - Terapia psicologica individuale o a piccoli gruppi/rilassamento.
    - Terapia riabilitativa semplice o intensiva.
    - Riabilitazione funzionale individuale segmentaria o globale.
    - Attività motoria globale a piccoli gruppi.
* Sono inoltre previsti percorsi più orientati verso tematiche di integrazione sociale e di supporto psicorelazionale:
   - Trainig Autogeno di base e superiore.
    - Corsi di auto aiuto di primo e di secondo livello.
    - Ginnastica dolce e yoga.
    - Feldenkrais.
    - Cromoterapia.
    - Musicoterapia.
    - Danza egiziana.
    - Attività sociali.
I contributi di Corri la Vita 2008 verranno impiegati per sostenere le attività del CE.RI.ON, in particolare saranno indirizzati a rinforzare le equipe specializzate (fisioterapia, psicologia, ecc.) molto apprezzate dall’utenza.
Realizzate 12.000 t-shirt
Tutti gli iscritti riceveranno, oltre ad un “pacco-gara”, una t-shirt donata
dalla maison fiorentina Salvatore Ferragamo, che aderisce a CORRI LA VITA “perché promuove terapie riabilitative e d’assistenza alle donne malate di tumore al seno con un messaggiopositivo e dinamico. Partecipare è un onore, non un onere” - dichiara il
presidente Ferruccio Ferragamo.
Nuovi testimonial 2008
Personaggi prestigiosi del mondo dello sport, della moda, del giornalismo e del cinema quali Alberto Gilardino, Lavinia Biagiotti, Eva Cavalli, Cristina Parodi, Maria Grazia Cucinotta, Massimiliano Ossini e Roberto Farnesi, si sono aggiunti agli oltre 160 testimonial
che hanno aderito finora a questa iniziativa tra le più importanti e popolari della Toscana. E inoltre due testimonial “virtuali”: Cosimo I dé Medici che indossa la maglietta di CORRI LA VITA
nella rielaborazione grafico/pittorica di Gianluca Gori dal bellissimo dipinto di Agnolo Bronzino (per gentile concessione della Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino e di Archivio Scala) e, per la gioia dei piccini, anche le Winx con un disegno eseguito appositamente per sostenere la manifestazione dagli illustratori della Rainbow di Iginio Staffi. Per le iscrizioni ci si può rivolgere a: LILT, Lega per la Lotta contro i Tumori
sezione di Firenze (Viale A. Volta 173, 055.576939, info@legatumorifirenze.it) Firenze Marathon (Viale M. Fanti, 2, 055.552295, info@firenzemarathon.it) FILE, Fondazione Italiana di Leniterapia (via San Nicolò 1, 055.2001212, info@leniterapia.it).
Per maggiori informazioni e per partecipare: www.corrilavita.it

LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI SEZIONE DI FIRENZE La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (L.I.L.T.) è un Ente pubblico sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Da oltre 80 anni la Lega opera nel campo dei tumori su tutto il territorio nazionale (è presente con 103 sezioni provinciali) svolgendo attività di prevenzione, diagnosi precoce, assistenza, riabilitazione, educazione sanitaria e ricerca. La L.I.L.T.- Sezione di Firenze ONLUS, iscritta all’Albo Regionale del Volontariato, è presente sul territorio fiorentino con progetti e attività rivolti a tutti i cittadini - sia alle persone ammalate, sia a coloro che non sono personalmente coinvolti nella malattia - e si prefigge l’obiettivo di dare appoggio prima (prevenzione e educazione alla salute tra i giovani e nelle scuole, gruppi per smettere di fumare, informazione, consulenza, formazione), durante (C.A.M.O., il servizio di assistenza domiciliare al malato oncologico) e dopo la malattia oncologica (“Donna come prima”, il servizio di rieducazione psico-sociale per le donne operate al seno). E’ infatti convinzione della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori che la promozione di una capillare attività di informazione, la pianificazione e lo sviluppo di efficaci programmi di prevenzione e di formazione, insieme con un valido sistema di assistenza alle persone che hanno bisogno di cure e di aiuto, siano attività e servizi necessari ed inderogabili. Per ottemperare a tali esigenze, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Firenze dispone di attività e servizi specifici: Prevenzione ed Educazione alla Salute – il servizio di Prevenzione si occupa di diffondere e promuovere comportamenti preventivi e di diagnosi precoce, elaborando di volta in volta progetti specifici (con la collaborazione di Enti istituzionali, Organizzazioni private e Associazioni locali). Fra gli altri, i Gruppi per smettere di fumare, che dal 1989 hanno aiutato più di 3000 persone a dire basta al fumo di tabacco attraverso un metodo basato sul gruppo come fonte di solidarietà e sostegno reciproco, e i progetti di prevenzione al fumo di tabacco nelle scuole e nelle aziende pubbliche e private. Assistenza domiciliare – il C.A.M.O. (Centro di aiuto al malato oncologico), è un servizio della L.I.L.T. nato nel 1991. Il C.A.M.O., collaborando con le Unità di Cure Continue dell’Azienda Sanitaria di Firenze, si occupa di fornire presìdi sanitari come letti ospedalieri, materassini antidecubito, carrozzine e quanto altro possa essere utile per facilitare e migliorare la qualità di vita del paziente oncologico, così come l’espletamento di pratiche amministrative (richiesta di invalidità) che risultano particolarmente gravose per il paziente ed i suoi familiari. Rieducazione Psico-Sociale – il servizio “Donna come prima” nasce nel 1986 per dare un aiuto concreto a tutte le donne operate al seno di tumore. Ne fanno parte numerose volontarie appositamente formate. Dal 2005 il Servizio ha sede presso il Centro di Riabilitazione Oncologica che la LILT gestisce insieme al CSPO – Centro Studio Prevenzione Oncologica Istituto Scientifico della Regione Toscana. Dal 2003 la LILT Firenze organizza “Corri la Vita”, evento ideato da Bona Frescobaldi per raccogliere fondi per combattere il tumore del seno. Questa passeggiata/maratona per le vie di Firenze vede annualmente la partecipazione di oltre 12.000 persone.

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ESPERIENZA AL CeRiOn

 

CURARE IL CORPO...
La percentuale di guarigione dei pazienti oncologici risulta oggi migliorata grazie alla diagnosi precoce ed alle terapie sempre più mirate, qualificate ed innovative. Rimane tuttavia ad alto impatto traumatico l’incontro con la malattia “tumore” ed il cambiamento nel “corpo” che le cure comportano: entrambe necessitano di un adeguato trattamento
riabilitativo.
L’evento tumore viene visto come qualcosa che interrompe la percezione di continuità della propria vita, come una frattura, una crisi sia in senso fisico che emozionale.
Per rispondere a tutte queste esigenze è nato, nel maggio del 2005, il Centro di Riabilitazione Oncologica di Firenze (Ce.Ri.On.) . Il Centro è stato istituito dal Centro per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (CSPO) in collaborazione con la Sezione fiorentina della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) e con il prezioso contributo di “Corri la Vita”.
Si tratta dunque di una struttura pubblica alla quale il volontariato apporta la sua ricchezza in termini di: volontari che curano l’accoglienza, personale sanitario ed amministrativo.
Il Centro fa parte di un progetto regionale più ampio, coordinato e sostenuto dall’Istituto Toscano Tumori e che si articola in tre aree con i rispettivi Centri “pilota” o di riferimento (Firenze, Livorno e Siena).
La sua attività si basa sulla consapevolezza che per offrire un servizio di qualità non si possa prescindere dal fatto che l’evento tumore colpisce il malato e la sua famiglia non solo a livello fisico ma anche a livello emotivo ed esistenziale.
Riabilitare, per noi, significa prima di tutto comprendere che difficoltà somatiche inevitabilmente hanno un forte impatto relazionale, emotivo ed esistenziale sulle persone
e sulle loro famiglie. Significa offrire al paziente oncologico un processo necessariamente “globale”, atto a mobilitare risorse interiori e possibilità fisiche, affinché il tumore non resti una frattura, un’interruzione, ma diventi una crisi costruttiva, integrata nel proprio percorso di vita.
Nel nostro ultimo anno di attività abbiamo erogato circa 10.000 prestazioni riabilitative psico-fisiche con grande soddisfazione degli utenti. Abbiamo accolto quasi 300 nuovi pazienti e fatto quasi 1.000 fisiokinesi terapie individuali, 300 fisiokinesi terapie di gruppo, 600 richieste e collaudi di protesi e guaine e 400 terapie drenanti intensive; inoltre abbiamo effettuato circa 2.000 visite specialistiche (follow-up, chirurgia plastica,
angiologia, fisiatria e psichiatria).
Al Ce.Ri.On si sono svolti anche tre corsi teorico-pratici di riabilitazione oncologica rivolti a tutto il personale sanitario con l’obiettivo di stimolare l’integrazione tra le
varie figure professionali per realizzare un servizio veramente globale.
Dr.ssa Mariella MURACA Responsabile Medico Riabilitazione Oncologica CeRiOn
… E LO SPIRITO
Grazie al prezioso contributo di Corri la Vita, il Cerion, Centro di Riabilitazione Oncologica di Villa delle Rose, in collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Firenze Servizio “Donna come Prima”, continua a poter offrire ai propri pazienti un Servizio di Psicooncologia. La scelta di investire risorse in questo ambito si basa sulla consapevolezza che la diagnosi di tumore, e le cure conseguenti interrompono improvvisamente e violentemente la percezione della continuità della vita del paziente e
della sua famiglia come una frattura, una crisi. La malattia porta con sé paura, incertezza, insicurezza, disperazione. Situazioni emotive che rendono spesso difficile una buona collaborazione del paziente con il medico e complicano l’adesione all’iter diagnostico e terapeutico. Il nostro obiettivo è allora quello di preoccuparsi non solo del corpo ferito, ma di riconoscere e prendersi cura dell’impatto relazionale ed emotivo che accompagna questo difficile percorso.
Riabilitare dal punto di vista psicologico una persona colpita da tumore significa aiutarla
ad accettare ed elaborare il difficile passaggio al mondo dei malati, accompagnarla
nell’esplorazione dei sentimenti, dolorosi, confusi e spesso contraddittori che si scatenano, legittimarne il bisogno di riconoscimento in questa fase di grande fragilità. Il
nostro Servizio è aperto anche ai familiari.
Sappiamo bene che anche chi sta vicino alla persona malata si scontra con la sofferenza, con la vulnerabilità umana, con i cambiamenti del tempo quotidiano, ed ha bisogno a sua volta di un sostegno per poter elaborare la paura, il desiderio di fuggire, la negazione e anche il coinvolgimento eccessivo.
Il modello di Riabilitazione Psicooncologica del Cerion prevede:
* Il lavoro introspettivo verbale: colloqui individuali e Gruppi d’Incontro.
*Il lavoro a mediazione corporea: gruppi di Rilassamento e Gruppi di Yoga.
* Il lavoro a mediazione espressiva (grazie alla collaborazione con l’Associazione La Finestra): Gruppi di Colore e Collage e Gruppi di Musicoterapia.
La qualità della cura e quindi la qualità della vita dei malati e dei loro familiari dipende sempre di più da una buona integrazione nel lavoro di tutti i diversi operatori sanitari.
A Villa delle Rose ogni paziente è preso in carico da tutta l’équipe, che comprende, oltre agli psicologi, il medico, i fisioterapisti, gli infermieri e il ricercatore epidemiologo. Il percorso riabilitativo più adatto ad ognuno viene stabilito e concordato con il contributo di tutte queste figure professionali e tiene conto delle difficoltà e delle esigenze della persona a tutti i livelli. Dal 2005 ad oggi il Servizio di Psicooncologia si è preso cura di più di 550 persone.
Dott.ssa Giovanna FRANCHI Psicologa Psicoterapeuta CeRiOn

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