Rinosettoplastica estetica e funzionale
Autore: Dott. Ambrogio CASTELLI
Medico chirugo
Specialista in otorinolaringoiatria e
chirurgia della testa e del collo
Via Cremona 11
21052 Busto Arsizio
Tel. 0331-683312
Via Pacini 2821131 Milano
Tel e fax 02.70602676
“L’elisir di eterna giovinezza” è ancora
un’illusione. E’ indubitabile che
negli anni Cinquanta ci sia stato un
incredibile balzo in avanti, non solo
dell’età media ma, fatto di maggior
rilievo, un netto miglioramento delle
condizioni psicofisiche ed estetiche
generali.
La qualità di vita è migliorata, le
capacità organiche sono maggiori,
basti pensare che oggi la vita sessuale è prolungata almeno fino a 70
anni.
Non solo un’allungamento generale
dell’età ma anche di alcune particolari
fasi della vita, non tanto della
pubertà o dell’adolescenza, quanto
delle fasi successive, basti pensare
che le donne oggi hanno il primo
figlio in media tra i 30 e 40 anni.
Per questa visione della vita, per la
sua qualità, spesso oggi sia i maschi che le femmine si sottopongono
a interventi di chirurgia plastica
estetico-funzionale, per migliorare
il proprio aspetto ma anche con l’intento
di una qualità migliore della
vita stessa.
Rientra in questa chirurgia, come uno
degli interventi più gettonati, la rinosetto
plastica estetico-funzionale,
vista la posizione di grande importanza
nell’estetica facciale che il naso
ha nel volto.
Un trauma o una trasmissione ereditaria
creano situazioni estetico funzionali,
molte volte inacettabili.
Con il progredire delle tecniche chirurgiche
e con le qualità estetiche
del chirurgo oggi si possono correggere
difetti estetici piccoli o vistosi
mantenendo inalterata l’immagine
complessiva del viso.
La base di un buon risultato estetico
funzionale è costituito da uno specifico
esame obiettivo e da un dialogo
con il paziente al quale va spiegato
tutto quello e solo quello che può
ottenere.
Io dico sempre che in un viso ci può
essere solo un tipo di naso che
abbia caratteristiche di naturalezza.
Si può far comprendere tutto questo
al paziente, sottolineando l’importanza
del suo naso nel contesto del suo
viso, dove i suoi tratti somatici devono
essere esaltati.
E’ necessario che il paziente sia consapevole
delle virtù che possiede un
atto chirurgico ma anche dei limiti
che possono essere molti e importanti.
Spiegare, in seguito all’esame obiettivo,
cosa sia una deviazione del
setto, una eventuale ipertrofia dei
turbinosi, una valvulopatia narinale.
Tutto ciò si rende comprensibile con
disegni e esami specifici: una radiografia
dei seni paranasali nelle varie
proiezioni e una rinomanometria che è un’esame clinico funzionale che
dimostrerà al paziente, attraverso
l’interpretazione dello specialista, il livello della sua difficoltà respiratoria
nasale.
Per quanto riguarda la parte estetica
dell’intervento è necessario uno studio
fotografico specifico in varie
proiezioni attraverso il quale sarà
semplice mostrare al paziente l’eventuale
correzione, per ottenere un
risultato molto personale.
Si deve parlare di risultato personale
perchè ogni naso fa parte di un contesto
facciale che possiede delle
caratteristiche somatiche ben precise
che non devono essere stravolte ma
esaltate in modo molto naturale.
La forma di ogni naso è costituita da
una serie di strutture anatomiche
che devono essere rispettate da un
punto di vista anatomo chirurgico.
Affinché il naso possa essere il più
naturale possibile nel contesto di un
viso, durante lo stesso intervento si
può procedere alla chirurgia del
mento e anche delle labbra.
Con il fine ultimo di rispettare ed
esaltare quella famosa e tanto importante
profilometria, decantata dai
nostri maestri (Vi Micheli Pellegrini,
De Longis, Ponti, Juri, Pitanguy) che
ci hanno preceduto in questa magnifica
e difficile disciplina chirurgica,
definita molte volte anche chirurgia
dell’anima.
Come dicevo antecedentemente parlando
di esame obiettivo, la valutazione
estetico funzionale deve essere
precisa, un’ostruzione nasale che
crea difficoltà respiratorie è importantequanto un vistoso difetto estetico.
Rifacendomi a chi ha definito questadisciplina chirurgica la chirurgia
dell’anima è necessario che io concluda
sostenendo questo mio pensiero
che ho già avuto occasione di
esprimere: un soggetto che desideri
sottoporsi ad un intervento di rinosettoplastica
o ad altro intervento
estetico, deve comprendere che il
suo aspetto potrà migliorare ma ciò
non potrà cambiare radicalmente la
sua psicologia, la cui stabilità ha un
valore superiore a qualsiasi miglioramento
estetico.
Ciò significa che chiunque desideri
migliorare il suo aspetto lo deve fare
partendo da una sua forza emotiva
positiva.
Infine, come qualsiasi altro intervento,
questo necessita di una lista di
esami clinici che testimonino lo stato
di buona salute del paziente.
Quando l’alimentazione diventa un problema...
Autore: Dott.ssa Silvia BORNIA
Biologa nutrizionista
presso Centro Linea nutrizione
Corso Colombo 34/4
Rapallo (GE)
Tel: 0185.233503
Piazza Dunant 4
Stadio Piscine di Albaro 30
Genova (GE)
Tel: 010.3626841
SOVRAPPESO, DISTURBI LEGATI AD
INTOLLERANZE ALIMENTARI,
DISTURBI DEL COMPORTAMENTO
ALIMENTARE (bulimia, anoressia),
TIROIDE, DIABETE, CELIACHIA
E SE FOSSE INVECE UN PO’ COLPA
NOSTRA?
Talvolta le cause vengono spesso sottovalutate:
le intolleranze alimentari
tra queste.
La Dott.ssa Bornia Silvia, biologa
nutrizionista, esperta in intolleranze
alimentari (o allergie ritardate IgG
mediate), alimentazione per celiachia,
ci spiega:
Differenza tra Allergie classiche
e Allergie ritardate
o Intolleranze alimentari
L’allergia dà una reazione immediata
(pochi minuti) a contatto della sostanza,
innescata dalla produzione di anticorpi
IGE, l’intolleranza induce invece
una sorta di avvelenamento lento in
cui i sintomi compaiono dopo ore o
giorni dall’assunzione dell’alimento e
gli anticorpi coinvolti sono di tipo IgA
o IgG.
Nell’alIergia si ha una risposta acuta
e potente: i disturbi compaiono subito
dopo l’assunzione dell’alimento (da
pochi minuti a 2-8 ore) e scompaiono
nel giro di ore o giorni.
Le manifestazioni più frequenti sono:
eruzioni cutanee, edema delle labbra
e della glottide con difficoltà respiratorie,
vomito, nausea, dolore addominale
e, nei casi più gravi, shock anafilattico.
Per la diagnosi esistono test
su sangue come il PRIST, il RAST per
i singoli alimenti e test cutanei come
il PRICK TEST o i PATCH TEST.
Le intolleranze alimentari rappresentano
un argomento sconosciuto e
spesso sottovalutato, eppure ne soffre
circa il 30-40% della popolazione.
A differenza delle allergie alimentari
che si manifestano immediatamente,
la reazione che porta ai sintomi di
una intolleranza è una reazione ritardata,
insorge dopo ore o giorni dalla
introduzione dell’alimento, talora anzi è necessario ripetere per più giorni
l’introduzione dell’alimento per poter
vedere comparire i sintomi, assomiglia
molto di più ad una specie di
avvelenamento lento.
L’esperienza clinica dimostra che
sono quasi sempre gli alimenti più
comuni sulla nostra tavola quelli che
determinano l’insorgenza o l’aggravamento
di patologie infiammatorie e
cronicizzanti correlate al fenomeno
dell’intolleranza alimentare: latticini,
lieviti, sostanze nervine come il caffè,
pomodoro e famiglia…..
CAUSE DELL’INTOLLERANZE
Il diffuso aumento delle intolleranze
alimentari è dovuto a:
* Stile alimentare erroneo: sempre
più scarso di nutrienti, più ricco di
ingredienti raffinati, additivi e inquinanti.
L’industrializzazione ha infatti
arricchito le tavole di cibi raffinati,
cibi pronti, confezionati, inscatolati;
la varietà alimentare è solo
apparente.
* Abuso di farmaci: molti farmaci
incidono negativamente sulla barriera
intestinale: gli antibiotici, gli
antiulcera, i lassativi e gli antinfiammatori.
* Metalli pesanti: soprattutto nichel.
* Stress: ha una notevole influenza
sulla funzionalità intestinale soprattutto
se protratto nel tempo.
* Disbiosi intestinale e candida: la
disbiosi che ha origine nell’intestino
crea le condizioni adatte per la
proliferazione della candida. Le
intolleranze alimentari sono la spia
di una mucosa intestinale che ha
perso la sua integrità.
L’intolleranza alimentare e’ la conseguenza
del passaggio atrraverso la
mucosa intestinale, troppo permeabile,
di macromolecole di alimenti, non
completamente digeriti, che a contatto
con il sistema linfatico e sanguigno
scatenano la risposta di alcuni
elementi del sistema immunitario
IgA, IgG che a loro volta producono
una reazione infiammatoria generalizzata.
Questa infiammazione coinvolge l’intero
organismo e può portare a sintomi
e ad alterazioni a carico di qualsiasi
organo o tessuto.
SINTOMI CHE POSSONO ESSERE
CORRELATI ALLE INTOLLERANZE
ALIMENTARI
SINTOMI GENERALI
Stanchezza, sonnolenza non giustificata,
gonfiori allle mani ai piedi alle palpebre,
ritenzione idrica, sudorazione
eccessiva, vampate di calore, obesità
palpitazioni, extrasistole, infiammazioni
urogenitali, disturbi della libido.
SISTEMA NERVOSO
Cefalea, emicranai, ansia, depressione,
irritabilità, difficoltà di concentrazione,
scarsa memoria.
CUTE
Cellulite, orticaria, psoriasi, dermatiti,
eczemi, acne.
APPARATO MUSCOLO SCHELETRICO
Dolori articolari e muscolari, infiammazioni
muscolo tendinee, crampi o
spasmi, tremori.
APPARATO RESPIRATORIO
Asma, tosse insistente, rinofaringiti
o sinusiti, bronchiti ricorrenti, difficoltà
respiratorie.
DIGERENTE
Gonfiori addominali, nausea, difficoltà
digestive non giustificate, coliti, gastriti, iperacidità gastrica, morbo
di chron, colite ulcerosa, diarrea, stitichezza,
flatulenza, aerofagiai, emorroidi.
APPARATO GENITO URINARIO
Cistiti e vaginiti ricorerenti, prostatiti,
enuresi, mestruazioni irregolari e
dolorose.
SISTEMA CIRCOLATORIO
Palpitazioni, tachicardia, aritmia,
infiammazioni venose, anemia.
Come conseguenza diretta si ha inoltre
un iperlavoro di pancreas, fegato
e reni; se non si ripristina l’integrità
della mucosa si entra in un circolo
vizioso che porta a peggiorare le
condizioni di salute dell’intero organismo.
LA DIAGNOSI
DELLE INTOLLERANZE ALIMENTARI
Per la diagnosi esistono test omeopatici
come il VEGA TEST o test su sangue
come il Cito test o il test immunoenzimatico
(ELISA test).
Il test usato dalla Dott.ssa Bornia è quello
immunoenzimatico: IGG ELISA TEST.
Il test è basato sulla metodica ELISA
e consente l’identificazione ed il
dosaggio di anticorpi di classe IgG
diretti contro diversi antigeni alimentari,
eventualmente presenti nel siero
del paziente. Occore dunque eseguire
un prelievo ematico.
Questi test sono volti ad individuare
la/le intolleranze ai diversi alimenti
(60 o 120)
Il test è miquantitativo, ossia non
solo viene rilevata la presenza dell’anticorpo,
ma viene anche dosata la
concentrazione dell’IgG quindi anche
il grado di intolleranza.
COSA FARE IN PRESENZA DI
INTOLLERANZA AD UNO O PIÙ ALIMENTI
La presenza di una o più intolleranze
alimentari può ostacolare il processo
di rieducazione alimentare e va corretta
con un opportuno periodo di
rotazione dei cibi responsabili del
disagio al fine di ridurre lo stato
infiammatorio generale delll’organismo.
Va sottolineato innanzi tutto che la
dieta da attuare in caso di intolleranze
non sarà mirata alla eliminazione
totale e perenne del cibo incriminato
dall’alimentazione del paziente; al
contrario lo scopo sarà duplice:
1 recupero della tolleranza immunitaria
del paziente verso quel cibo.
2 rieducazione alimentare del paziente
affinchè impari una opportuna
dieta di rotazione adatta ai suoi
gusti e ai suoi bisogni, in modo da
non incorrere nel pericolo di sviluppare
nuove intolleranze, pur senza
rinunciare ai piaceri della tavola.
Una persona che controlla le ipersensibilità
alimentari di solito riduce l’apporto
complessivo di cibo in modo
spontaneo e migliora la sensibilità
insulinica.
Tali fenomeni contribiuiscono a migliorare
la condizione generale e portano
a ridurre il peso se questo è in
eccesso.
Non può esservi ripristino di benessere
fisico che prescinda dal raggiungimento
di un maggiore equilibrio psichico.
E’ importante quindi imparare come i
cibi possano condizionare i nostri
atteggiamenti, il nostro umore, le
nostre successive scelte alimentari.
Attraverso una rieducazione alimentare
mirata è il NOSTRO ORAGANISMO
CHE DA SOLO TENDE A RIPORTARE
TUTTI I SUI PARAMETRI VERSO I
VALORI IDEALI.
Arriva a casa: consigli generali, infant massage
Autore: Dr. Alberto FERRANDO
Pediatra
Studio: Corso Europa 1136
16131 Genova
www.ferrandoalberto.com
aferrand@fastwebnet.it
La mamma è ancora in ospedale ma ci
starà molto poco in quanto ormai è
attuata in tutti gli ospedali la “dimissione
precoce” (ormai una regola dovuta a
motivazioni più economiche che di
necessità della famiglia).
Dimissione precoce o meno vengono in
mente tanti dubbi: come lo vesto?
Come lo tengo in braccio? Come lo faccio
viaggiare in auto? Lo farò dormire
nel lettino o sulla carrozzina ecc.
Queste ed altre domande confondono i
genitori già spesso perplessi davanti ai
molti consigli che ricevono da persone
vicine che tutto a un tratto si sono trasformati
in super esperti su tutto quanto
riguarda la gestione di un bambino
anche se, alcuni, non ne hanno mai
avuto né gestito uno, al massimo li
hanno visti in giro o in foto.
Inoltre i genitori cercano di pensare a
quali possono essere le pratiche e gli
accessori più utili per il bebè.
Il primo consiglio che ci sentiamo di
dare è quello di cercare e di conoscere
il pediatra prima del parto. Al giorno
d’oggi si fanno tanti corsi pre nascita,
si parla tanto di gravidanza, di miglioramento della gravidanza, di umanizzazione
della gravidanza e del parto, di
modalità di parto senza dolore o “alternative”
tipo parto in acqua o parto a
domicilio (come facevano i nostri nonni
o genitori anni fa, quando però gli esiti
e la mortalità infantile e le complicazioni
erano più alti. In alcuni paesi, come
l’Olanda, esiste una grande tradizione
del parto a domicilio legata ad una
grande organizzazione sanitaria) ma
non si dà uno dei consigli più importanti:
cercare e conoscere il pediatra prima
della nascita del bebè.
Quando arrivate a casa è estremamente
importante sapere di poter contare
su un medico che si è già conosciuto,
magari con un colloquio di persona, e
che vi aiuterà a risolvere i piccoli o
grandi problemi che si presenteranno
da quando vostro figlio nasce a quando
diventerà adulto.
Cercate di non seguire i consigli che
tutti si sentiranno in dovere di fornirvi,
ragionate con la vostra testa e fidatevi
di una, unica, figura di riferimento che
cercherà di adattare le risposte al
vostro bambino e alla famiglia in cui
vive. Non siamo delle macchine e non
esiste il consiglio unico che vada bene
per tutti i bambini e per tutte le
mamme e i papà.
Il miglioramento dei servizi sanitari di
base e le nuove conoscenze sullo sviluppo
infantile attualmente a disposizione
in vari settori (competenze fetali e
neonatali, processo di attaccamento
genitore-bambino, sviluppo cognitivo e
sensoriale del bambino, già nel periodo
fetale) hanno determinato il passaggio
ad una cultura della salute basata sulla
prevenzione e sulla promozione della
salute piuttosto che sulla vecchia concezione
della cura delle malattie quando
queste sono ormai in atto.
Una volta si chiamava il medico in occasione
di malattie, al giorno d’oggi il
medico, e in particolare il pediatra,
viene consultato per consigli su alimentazione,
educazione e gestione in
senso lato del bambino e per ricevere
consigli preventivi oltre alla valutazione
dello stato di salute del bambino.
I grossi miglioramenti ottenuti nella
riduzione di malattie gravi (vaiolo, poliomielite,
difterite) o che hanno un alto
tasso di complicazioni anche gravi
come il morbillo, è dovuto all’uso dei
vaccini in quanto molte malattie non
dispongono ancora di terapie efficaci
per cui l’unico modo per prevenirle
sono le vaccinazioni. Compito del pediatra
è anche quello di dare consigli su
quelle condizioni che più frequentemente
sono responsabili di ricoveri o di
mortalità come la posizione nel sonno
del bambino nel primo anno a pancia in
su per la prevenzione della SIDS (sudden
infant death sindrome) nota come
morte nella culla, l’uso di sistemi di contenzione in auto (seggiolini e cinture
di sicurezza), l’insegnamento di semplici
ma importanti manovre per intervenire
in caso di ingestione di un corpo
estraneo (cibo o giocattolo) che rischiano
di mettere a repentaglio la vita del
bambino soffocandolo.
Il perdiatra offrirà inoltre consigli su
come “godersi” il bambino: come tenerlo
in braccio, come fargli fare il “ruttino”,
come giocare con lui e come fargli
fare ginnastica dolcemente e delicatamente
e come fargli dei “massaggini”.
E’ noto a tutti i genitori quanto sia difficile
oggi svolgere il ruolo genitoriale e
quanto sia sempre più vero che “genitore
si diventa, non si nasce”.
La nostra società è molto cambiata:
negli ultimi decenni la maggior parte di
donne svolge un’attività lavorativa,
sono aumentati i figli unici, la famiglia è
cambiata (una volta era più frequente
avere a casa nonne o parenti).
La “modernità” ha portato indubitabili
vantaggi ma anche notevoli problemi:
nquinamento, chiusura sociale, tecnologia
che non siamo in grado di gestire
(in alcuni casi TV, computer e video giochi
hanno instaurato rapporti pressoché
esclusivi con i bambini e sostitutivi di
figure adulte di riferimento). Sono
aumentate le separazioni e i divorzi
ecc. Di conseguenza i genitori rimangono
spesso disorientati e isolati nello
svolgere i loro compiti educativi e possono
essere troppo presi da altre attività
per poter dedicare il tempo necessario
a capire i bisogni evolutivi dei figli
e a rispondere ad essi in modo adeguato.
Le ripercussioni di tutto ciò si evidenziano
nei frequenti disagi psicosociali dei
nostri adolescenti.
Compito del pediatra è parlarvi anche
di questo e cercare, caso per caso, di
fornire consigli e suggerimenti.
Sappiamo che il feto ha notevoli capacità
sensoriali (leggi “Amarlo prima che
nasca”) per cui già in questo periodo si
potrebbero fornire ai genitori consigli
sulla relazione con il loro bambino.
Un altro consiglio che il pediatra potrà
fornire è l’apprendimento e l’esecuzione
del massaggio del bambino (Infant
Massage) e, dopo i 6 mesi, della utilità
dei libri (vedi “Lettura al bambino” sul
sito www.apel-pediatri.it).
INFANT MASSAGE
La pratica dell’”Infant massage” è utile
e consigliata dai pediatri in quanto rappresenta
il primo momento di contatto
e di dialogo tra genitori e bebè.
La diffusione e conoscenza dell’infant
massage è aumentata in questi ultimi
anni; non si tratta, però, di una tecnica
nuova: per secoli i bambini sono stati
massaggiati.
Questa pratica è utile per arrivare a
favorire un dialogo tra genitori e figli e
per ridurre il distacco che i ritmi quotidiani
spesso determinano nelle famiglie.
All’infant massage vanno affiancate,
man mano che il bambino cresce,
altre pratiche quali il gioco e la lettura di libri ad alta voce, che può essere iniziata
all’età di 6 mesi.
Senza voler demonizzare altri strumenti
come la TV, i videogiochi ed i computer,
il ritorno a vecchie modalità di comunicazione
come il contatto corporeo e la
lettura di libri o il raccontare storie può
aiutare a ristabilire rapporti familiari
che sono messi al giorno d’oggi a dura
prova.
Con l’infant massage si favorisce il
legame di attaccamento e si rafforza la
relazione genitore-bambino. Esso rappresenta
una buona esperienza di
profondo contatto affettivo tra genitore
e bambino. In questo modo favorisce il
rilassamento di entrambi (e sappiamo
quanto abbiamo, tutti, bisogno di relax
e di staccare dai frenetici ritmi che
seguiamo). Il massaggio va visto come
un linguaggio di amore tra i genitori ed
il loro bambino, linguaggio che assume
tanti significati che non possono essere
spiegati con le parole.
Quali vantaggi può portare?
* Riduzione dello stress;
* aumento del rapporto affettivo (bonding);
* promuozione della comunicazione (i
genitori diventano più attenti alla
comunicazione non verbale del bambino
per cui si aumenta e rinforza l’autostima
parentale);
* stimolazione e regolarizzazione il
sistema circolatorio, respiratorio,
muscolare, immunitario e gastro-intestinale;
* prevenzione e sollievo al disagio delle
coliche gassose;
* buon sostegno nei disturbi del ritmo
sonno-sveglia.
Cosa è l’ “Infant Massage”?
L’“Infant Massage”, tradotto ufficialmente
in italiano “Massaggio del
Bambino”(MB), è una precisa modalità
di massaggio introdotta in Italia
dall’Associazione Italiana Massaggio
Infantile.
http://www.babycare.it/massaggio/aimi.html.
Il corso di formazione prepara non solo
all’insegnamento delle tecniche del
massaggio ma anche alla conduzione
del gruppo, alle attività volte ad amalgamare
i partecipanti (rompighiaccio), al
rilassamento dell’adulto etc, in modo
da garantire, all’interno di una certa
impronta individuale, una qualità omogenea
ed un alto standard di base a
livello nazionale.
L’“infant massage” è utile per tutti i
bambini e i genitori, non è un intervento
per curare la patologia ma agisce
sulle parti sane del bambino per promuovere
la salute fisica e psico-relazionale
del lattante e del sistema bambino-famiglia. Per tali motivi, i corsi per
l’insegnamento ai genitori andrebbero
svolti in ambienti sociali, educativi e
sociosanitari come i consultori pediatrici,
i nidi, le ludoteche e le palestre di
quartiere e non negli ospedali.
I pediatri, come già detto, si debbono
occupare, oltre allo sviluppo del bambino
e alla prevenzione e terapia e riabilitazione
di situazioni patologiche, anche
della valutazione e del rafforzamento
delle relazioni familiari, soprattutto in
alcuni momenti in cui il comportamento
del bambino si disorganizza e di conseguenza
i genitori si sentono disorientati
nei loro compiti educativi e di accudimento.
A che cosa mira il Massaggio del
Bambino?
Con il MB si mira globalmente alla promozione
del benessere fisico, psichico
e relazionale del bambino massaggiato,
del genitore massaggiatore e della loro
relazione interattiva: “MASSAGGIARE IL
TUO BAMBINO è un’occasione per rilassarci
un po’ pian piano, aiuta a sentirsi
più sicuri a conoscerlo meglio, è una
esperienza da condividere “
Proprio per l’età neonatale in cui si inizia,
il MB vuole sostenere e facilitare il
processo di attaccamento, cioè lo sviluppo
della relazione unica e dinamica
fra madre /padre e bambino, che viene
ad instaurarsi attraverso l’avvicinamento
ed il dialogo armonico. Propone pertanto
la comunicazione multi-sensoriale,
non-verbale: il linguaggio corporeo,
gestuale e della mimica ed il contatto
fisico, tattile e visivo.
La comunicazione visiva si esprime tramite
il desiderio e bisogno della neomadre
di stare a guardare a lungo il
neonato e di controllarne ogni parte del
corpo e gli immediati tentativi del neonato
di mettere a fuoco il viso umano.
La comunicazione tattile si manifesta
con il piacere reciproco del contatto fisico,
il continuo toccare e carezzare da
parte della madre, la coccolabilità e la
consolabilità del bambino in contatto
con il corpo dell’adulto.
In sintesi, il massaggio crea l’opportunità
di promuovere ed intensificare
momenti di scambio e di relazione
attraverso il tatto! Ricordiamo che la
sensibilità tattile è la più sviluppata nel
bambino piccolo e quella attraverso la
quale egli stabilisce la prima relazione
con il mondo esterno.
Il MB può essere utile nell’affrontare le
difficoltà in caso di problemi psicofisici
frequenti della prima infanzia quali il
pianto, la stipsi, le coliche addominali,
il meteorismo.
Aiuta il bambino a rilassarsi e a superare
gli stress provenienti dalle nuove
situazioni e a sviluppare e regolare la
funzione respiratoria, circolatoria e
gastrointestinale.
Concludiamo con l’affermazione di
Frédérick Leboyer: “essere toccato e
accarezzato, essere massaggiato, è
cibo per il bambino, cibo necessario
come i minerali e le proteine”.