Rinosettoplastica estetica e funzionale

Autore: Dott. Ambrogio CASTELLI
Medico chirugo
Specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia della testa e del collo
Via Cremona 11 21052 Busto Arsizio Tel. 0331-683312
Via Pacini 2821131 Milano Tel e fax 02.70602676

“L’elisir di eterna giovinezza” è ancora un’illusione. E’ indubitabile che negli anni Cinquanta ci sia stato un incredibile balzo in avanti, non solo dell’età media ma, fatto di maggior rilievo, un netto miglioramento delle condizioni psicofisiche ed estetiche generali.
La qualità di vita è migliorata, le capacità organiche sono maggiori, basti pensare che oggi la vita sessuale è prolungata almeno fino a 70 anni.
Non solo un’allungamento generale dell’età ma anche di alcune particolari fasi della vita, non tanto della pubertà o dell’adolescenza, quanto delle fasi successive, basti pensare
che le donne oggi hanno il primo figlio in media tra i 30 e 40 anni.
Per questa visione della vita, per la sua qualità, spesso oggi sia i maschi che le femmine si sottopongono a interventi di chirurgia plastica estetico-funzionale, per migliorare
il proprio aspetto ma anche con l’intento di una qualità migliore della vita stessa.
Rientra in questa chirurgia, come uno degli interventi più gettonati, la rinosetto plastica estetico-funzionale, vista la posizione di grande importanza nell’estetica facciale che il naso ha nel volto.
Un trauma o una trasmissione ereditaria creano situazioni estetico funzionali, molte volte inacettabili.
Con il progredire delle tecniche chirurgiche e con le qualità estetiche del chirurgo oggi si possono correggere difetti estetici piccoli o vistosi mantenendo inalterata l’immagine
complessiva del viso.
La base di un buon risultato estetico funzionale è costituito da uno specifico
esame obiettivo e da un dialogo con il paziente al quale va spiegato tutto quello e solo quello che può ottenere.
Io dico sempre che in un viso ci può essere solo un tipo di naso che abbia caratteristiche di naturalezza.
Si può far comprendere tutto questo al paziente, sottolineando l’importanza del suo naso nel contesto del suo viso, dove i suoi tratti somatici devono essere esaltati.
E’ necessario che il paziente sia consapevole delle virtù che possiede un atto chirurgico ma anche dei limiti che possono essere molti e importanti.
Spiegare, in seguito all’esame obiettivo, cosa sia una deviazione del setto, una eventuale ipertrofia dei turbinosi, una valvulopatia narinale.
Tutto ciò si rende comprensibile con disegni e esami specifici: una radiografia dei seni paranasali nelle varie proiezioni e una rinomanometria che è un’esame clinico funzionale che dimostrerà al paziente, attraverso l’interpretazione dello specialista, il livello della sua difficoltà respiratoria nasale.
Per quanto riguarda la parte estetica dell’intervento è necessario uno studio fotografico specifico in varie proiezioni attraverso il quale sarà semplice mostrare al paziente l’eventuale correzione, per ottenere un risultato molto personale.
Si deve parlare di risultato personale perchè ogni naso fa parte di un contesto facciale che possiede delle caratteristiche somatiche ben precise che non devono essere stravolte ma esaltate in modo molto naturale.
La forma di ogni naso è costituita da una serie di strutture anatomiche che devono essere rispettate da un punto di vista anatomo chirurgico. Affinché il naso possa essere il più naturale possibile nel contesto di un viso, durante lo stesso intervento si
può procedere alla chirurgia del mento e anche delle labbra. Con il fine ultimo di rispettare ed esaltare quella famosa e tanto importante profilometria, decantata dai
nostri maestri (Vi Micheli Pellegrini, De Longis, Ponti, Juri, Pitanguy) che ci hanno preceduto in questa magnifica e difficile disciplina chirurgica, definita molte volte anche chirurgia dell’anima. Come dicevo antecedentemente parlando di esame obiettivo, la valutazione estetico funzionale deve essere precisa, un’ostruzione nasale che
crea difficoltà respiratorie è importantequanto un vistoso difetto estetico.
Rifacendomi a chi ha definito questadisciplina chirurgica la chirurgia dell’anima è necessario che io concluda sostenendo questo mio pensiero che ho già avuto occasione di esprimere: un soggetto che desideri sottoporsi ad un intervento di rinosettoplastica
o ad altro intervento estetico, deve comprendere che il suo aspetto potrà migliorare ma ciò non potrà cambiare radicalmente la sua psicologia, la cui stabilità ha un
valore superiore a qualsiasi miglioramento estetico.
Ciò significa che chiunque desideri migliorare il suo aspetto lo deve fare partendo da una sua forza emotiva positiva.
Infine, come qualsiasi altro intervento, questo necessita di una lista di esami clinici che testimonino lo stato di buona salute del paziente.

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Quando l’alimentazione diventa un problema...

Autore: Dott.ssa Silvia BORNIA
Biologa nutrizionista presso Centro Linea nutrizione
Corso Colombo 34/4 Rapallo (GE)
Tel: 0185.233503
Piazza Dunant 4 Stadio Piscine di Albaro 30 Genova (GE)
Tel: 010.3626841

SOVRAPPESO, DISTURBI LEGATI AD INTOLLERANZE ALIMENTARI, DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (bulimia, anoressia), TIROIDE, DIABETE, CELIACHIA
E SE FOSSE INVECE UN PO’ COLPA NOSTRA?
Talvolta le cause vengono spesso sottovalutate: le intolleranze alimentari tra queste.
La Dott.ssa Bornia Silvia, biologa nutrizionista, esperta in intolleranze alimentari (o allergie ritardate IgG mediate), alimentazione per celiachia, ci spiega:
Differenza tra Allergie classiche e Allergie ritardate o Intolleranze alimentari
L’allergia dà una reazione immediata (pochi minuti) a contatto della sostanza, innescata dalla produzione di anticorpi IGE, l’intolleranza induce invece una sorta di avvelenamento lento in cui i sintomi compaiono dopo ore o giorni dall’assunzione dell’alimento e
gli anticorpi coinvolti sono di tipo IgA o IgG.
Nell’alIergia si ha una risposta acuta e potente: i disturbi compaiono subito dopo l’assunzione dell’alimento (da pochi minuti a 2-8 ore) e scompaiono nel giro di ore o giorni.
Le manifestazioni più frequenti sono: eruzioni cutanee, edema delle labbra e della glottide con difficoltà respiratorie, vomito, nausea, dolore addominale e, nei casi più gravi, shock anafilattico.
Per la diagnosi esistono test su sangue come il PRIST, il RAST per i singoli alimenti e test cutanei come il PRICK TEST o i PATCH TEST.
Le intolleranze alimentari rappresentano un argomento sconosciuto e spesso sottovalutato, eppure ne soffre circa il 30-40% della popolazione. A differenza delle allergie alimentari che si manifestano immediatamente, la reazione che porta ai sintomi di
una intolleranza è una reazione ritardata, insorge dopo ore o giorni dalla introduzione dell’alimento, talora anzi è necessario ripetere per più giorni l’introduzione dell’alimento per poter vedere comparire i sintomi, assomiglia molto di più ad una specie di
avvelenamento lento.
L’esperienza clinica dimostra che sono quasi sempre gli alimenti più comuni sulla nostra tavola quelli che determinano l’insorgenza o l’aggravamento di patologie infiammatorie e
cronicizzanti correlate al fenomeno dell’intolleranza alimentare: latticini, lieviti, sostanze nervine come il caffè, pomodoro e famiglia…..
CAUSE DELL’INTOLLERANZE
Il diffuso aumento delle intolleranze alimentari è dovuto a:
* Stile alimentare erroneo: sempre più scarso di nutrienti, più ricco di ingredienti raffinati, additivi e inquinanti. L’industrializzazione ha infatti arricchito le tavole di cibi raffinati, cibi pronti, confezionati, inscatolati; la varietà alimentare è solo apparente.
* Abuso di farmaci: molti farmaci incidono negativamente sulla barriera intestinale: gli antibiotici, gli antiulcera, i lassativi e gli antinfiammatori.
* Metalli pesanti: soprattutto nichel.
* Stress: ha una notevole influenza sulla funzionalità intestinale soprattutto se protratto nel tempo.
* Disbiosi intestinale e candida: la disbiosi che ha origine nell’intestino crea le condizioni adatte per la proliferazione della candida. Le intolleranze alimentari sono la spia
di una mucosa intestinale che ha perso la sua integrità. L’intolleranza alimentare e’ la conseguenza del passaggio atrraverso la mucosa intestinale, troppo permeabile, di macromolecole di alimenti, non completamente digeriti, che a contatto con il sistema linfatico e sanguigno scatenano la risposta di alcuni elementi del sistema immunitario
IgA, IgG che a loro volta producono una reazione infiammatoria generalizzata.
Questa infiammazione coinvolge l’intero organismo e può portare a sintomi e ad alterazioni a carico di qualsiasi organo o tessuto.
SINTOMI CHE POSSONO ESSERE CORRELATI ALLE INTOLLERANZE ALIMENTARI
SINTOMI GENERALI
Stanchezza, sonnolenza non giustificata, gonfiori allle mani ai piedi alle palpebre,
ritenzione idrica, sudorazione eccessiva, vampate di calore, obesità palpitazioni, extrasistole, infiammazioni urogenitali, disturbi della libido.
SISTEMA NERVOSO
Cefalea, emicranai, ansia, depressione, irritabilità, difficoltà di concentrazione, scarsa memoria.
CUTE
Cellulite, orticaria, psoriasi, dermatiti, eczemi, acne.
APPARATO MUSCOLO SCHELETRICO
Dolori articolari e muscolari, infiammazioni muscolo tendinee, crampi o spasmi, tremori.
APPARATO RESPIRATORIO
Asma, tosse insistente, rinofaringiti o sinusiti, bronchiti ricorrenti, difficoltà respiratorie.
DIGERENTE
Gonfiori addominali, nausea, difficoltà digestive non giustificate, coliti, gastriti, iperacidità gastrica, morbo di chron, colite ulcerosa, diarrea, stitichezza, flatulenza, aerofagiai, emorroidi.
APPARATO GENITO URINARIO
Cistiti e vaginiti ricorerenti, prostatiti, enuresi, mestruazioni irregolari e dolorose.
SISTEMA CIRCOLATORIO
Palpitazioni, tachicardia, aritmia, infiammazioni venose, anemia.
Come conseguenza diretta si ha inoltre un iperlavoro di pancreas, fegato e reni; se non si ripristina l’integrità della mucosa si entra in un circolo vizioso che porta a peggiorare le
condizioni di salute dell’intero organismo.
LA DIAGNOSI DELLE INTOLLERANZE ALIMENTARI
Per la diagnosi esistono test omeopatici come il VEGA TEST o test su sangue come il Cito test o il test immunoenzimatico (ELISA test).
Il test usato dalla Dott.ssa Bornia è quello immunoenzimatico: IGG ELISA TEST.
Il test è basato sulla metodica ELISA e consente l’identificazione ed il dosaggio di anticorpi di classe IgG diretti contro diversi antigeni alimentari, eventualmente presenti nel siero del paziente. Occore dunque eseguire un prelievo ematico.
Questi test sono volti ad individuare la/le intolleranze ai diversi alimenti (60 o 120)
Il test è miquantitativo, ossia non solo viene rilevata la presenza dell’anticorpo, ma viene anche dosata la concentrazione dell’IgG quindi anche il grado di intolleranza.
COSA FARE IN PRESENZA DI INTOLLERANZA AD UNO O PIÙ ALIMENTI
La presenza di una o più intolleranze alimentari può ostacolare il processo di rieducazione alimentare e va corretta con un opportuno periodo di rotazione dei cibi responsabili del disagio al fine di ridurre lo stato infiammatorio generale delll’organismo.
Va sottolineato innanzi tutto che la dieta da attuare in caso di intolleranze non sarà mirata alla eliminazione totale e perenne del cibo incriminato dall’alimentazione del paziente; al contrario lo scopo sarà duplice:
1 recupero della tolleranza immunitaria del paziente verso quel cibo.
2 rieducazione alimentare del paziente affinchè impari una opportuna dieta di rotazione adatta ai suoi gusti e ai suoi bisogni, in modo da non incorrere nel pericolo di sviluppare
nuove intolleranze, pur senza rinunciare ai piaceri della tavola.
Una persona che controlla le ipersensibilità alimentari di solito riduce l’apporto
complessivo di cibo in modo spontaneo e migliora la sensibilità insulinica.
Tali fenomeni contribiuiscono a migliorare la condizione generale e portano a ridurre il peso se questo è in eccesso.
Non può esservi ripristino di benessere fisico che prescinda dal raggiungimento di un maggiore equilibrio psichico.
E’ importante quindi imparare come i cibi possano condizionare i nostri atteggiamenti, il nostro umore, le nostre successive scelte alimentari.
Attraverso una rieducazione alimentare mirata è il NOSTRO ORAGANISMO CHE DA SOLO TENDE A RIPORTARE TUTTI I SUI PARAMETRI VERSO I VALORI IDEALI.

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Arriva a casa: consigli generali, infant massage

Autore: Dr. Alberto FERRANDO
Pediatra
Studio: Corso Europa 1136 16131 Genova
www.ferrandoalberto.com
aferrand@fastwebnet.it

La mamma è ancora in ospedale ma ci starà molto poco in quanto ormai è attuata in tutti gli ospedali la “dimissione precoce” (ormai una regola dovuta a motivazioni più economiche che di necessità della famiglia).
Dimissione precoce o meno vengono in mente tanti dubbi: come lo vesto? Come lo tengo in braccio? Come lo faccio viaggiare in auto? Lo farò dormire nel lettino o sulla carrozzina ecc.
Queste ed altre domande confondono i genitori già spesso perplessi davanti ai molti consigli che ricevono da persone vicine che tutto a un tratto si sono trasformati in super esperti su tutto quanto riguarda la gestione di un bambino anche se, alcuni, non ne hanno mai avuto né gestito uno, al massimo li hanno visti in giro o in foto.
Inoltre i genitori cercano di pensare a quali possono essere le pratiche e gli accessori più utili per il bebè.
Il primo consiglio che ci sentiamo di dare è quello di cercare e di conoscere il pediatra prima del parto. Al giorno d’oggi si fanno tanti corsi pre nascita, si parla tanto di gravidanza, di miglioramento della gravidanza, di umanizzazione della gravidanza e del parto, di modalità di parto senza dolore o “alternative” tipo parto in acqua o parto a
domicilio (come facevano i nostri nonni o genitori anni fa, quando però gli esiti e la mortalità infantile e le complicazioni erano più alti. In alcuni paesi, come l’Olanda, esiste una grande tradizione del parto a domicilio legata ad una grande organizzazione sanitaria) ma non si dà uno dei consigli più importanti: cercare e conoscere il pediatra prima
della nascita del bebè. Quando arrivate a casa è estremamente importante sapere di poter contare su un medico che si è già conosciuto, magari con un colloquio di persona, e che vi aiuterà a risolvere i piccoli o grandi problemi che si presenteranno da quando vostro figlio nasce a quando diventerà adulto.
Cercate di non seguire i consigli che tutti si sentiranno in dovere di fornirvi, ragionate con la vostra testa e fidatevi di una, unica, figura di riferimento che cercherà di adattare le risposte al vostro bambino e alla famiglia in cui vive. Non siamo delle macchine e non
esiste il consiglio unico che vada bene per tutti i bambini e per tutte le mamme e i papà.
Il miglioramento dei servizi sanitari di base e le nuove conoscenze sullo sviluppo infantile attualmente a disposizione in vari settori (competenze fetali e neonatali, processo di attaccamento genitore-bambino, sviluppo cognitivo e sensoriale del bambino, già nel periodo fetale) hanno determinato il passaggio ad una cultura della salute basata sulla
prevenzione e sulla promozione della salute piuttosto che sulla vecchia concezione della cura delle malattie quando queste sono ormai in atto.
Una volta si chiamava il medico in occasione di malattie, al giorno d’oggi il medico, e in particolare il pediatra, viene consultato per consigli su alimentazione, educazione e gestione in senso lato del bambino e per ricevere consigli preventivi oltre alla valutazione
dello stato di salute del bambino.
I grossi miglioramenti ottenuti nella riduzione di malattie gravi (vaiolo, poliomielite, difterite) o che hanno un alto tasso di complicazioni anche gravi come il morbillo, è dovuto all’uso dei vaccini in quanto molte malattie non dispongono ancora di terapie efficaci per cui l’unico modo per prevenirle sono le vaccinazioni. Compito del pediatra
è anche quello di dare consigli su quelle condizioni che più frequentemente
sono responsabili di ricoveri o di mortalità come la posizione nel sonno del bambino nel primo anno a pancia in su per la prevenzione della SIDS (sudden infant death sindrome) nota come morte nella culla, l’uso di sistemi di contenzione in auto (seggiolini e cinture
di sicurezza), l’insegnamento di semplici ma importanti manovre per intervenire in caso di ingestione di un corpo estraneo (cibo o giocattolo) che rischiano di mettere a repentaglio la vita del bambino soffocandolo.
Il perdiatra offrirà inoltre consigli su come “godersi” il bambino: come tenerlo in braccio, come fargli fare il “ruttino”, come giocare con lui e come fargli fare ginnastica dolcemente e delicatamente e come fargli dei “massaggini”.
E’ noto a tutti i genitori quanto sia difficile oggi svolgere il ruolo genitoriale e quanto sia sempre più vero che “genitore si diventa, non si nasce”. La nostra società è molto cambiata: negli ultimi decenni la maggior parte di donne svolge un’attività lavorativa,
sono aumentati i figli unici, la famiglia è cambiata (una volta era più frequente avere a casa nonne o parenti).
La “modernità” ha portato indubitabili vantaggi ma anche notevoli problemi: nquinamento, chiusura sociale, tecnologia che non siamo in grado di gestire (in alcuni casi TV, computer e video giochi hanno instaurato rapporti pressoché esclusivi con i bambini e sostitutivi di figure adulte di riferimento). Sono aumentate le separazioni e i divorzi ecc. Di conseguenza i genitori rimangono spesso disorientati e isolati nello
svolgere i loro compiti educativi e possono essere troppo presi da altre attività per poter dedicare il tempo necessario a capire i bisogni evolutivi dei figli e a rispondere ad essi in modo adeguato.
Le ripercussioni di tutto ciò si evidenziano nei frequenti disagi psicosociali dei nostri adolescenti.
Compito del pediatra è parlarvi anche di questo e cercare, caso per caso, di fornire consigli e suggerimenti.
Sappiamo che il feto ha notevoli capacità sensoriali (leggi “Amarlo prima che nasca”) per cui già in questo periodo si potrebbero fornire ai genitori consigli sulla relazione con il loro bambino.
Un altro consiglio che il pediatra potrà fornire è l’apprendimento e l’esecuzione del massaggio del bambino (Infant Massage) e, dopo i 6 mesi, della utilità dei libri (vedi “Lettura al bambino” sul sito www.apel-pediatri.it).
INFANT MASSAGE
La pratica dell’”Infant massage” è utile e consigliata dai pediatri in quanto rappresenta
il primo momento di contatto e di dialogo tra genitori e bebè. La diffusione e conoscenza dell’infant massage è aumentata in questi ultimi anni; non si tratta, però, di una tecnica
nuova: per secoli i bambini sono stati massaggiati.
Questa pratica è utile per arrivare a favorire un dialogo tra genitori e figli e per ridurre il distacco che i ritmi quotidiani spesso determinano nelle famiglie. All’infant massage vanno affiancate, man mano che il bambino cresce, altre pratiche quali il gioco e la lettura di libri ad alta voce, che può essere iniziata all’età di 6 mesi.
Senza voler demonizzare altri strumenti come la TV, i videogiochi ed i computer, il ritorno a vecchie modalità di comunicazione come il contatto corporeo e la lettura di libri o il raccontare storie può aiutare a ristabilire rapporti familiari che sono messi al giorno d’oggi a dura prova.
Con l’infant massage si favorisce il legame di attaccamento e si rafforza la relazione genitore-bambino. Esso rappresenta una buona esperienza di profondo contatto affettivo tra genitore e bambino. In questo modo favorisce il rilassamento di entrambi (e sappiamo
quanto abbiamo, tutti, bisogno di relax e di staccare dai frenetici ritmi che seguiamo). Il massaggio va visto come un linguaggio di amore tra i genitori ed il loro bambino, linguaggio che assume tanti significati che non possono essere spiegati con le parole.
Quali vantaggi può portare?
* Riduzione dello stress;
* aumento del rapporto affettivo (bonding);
* promuozione della comunicazione (i genitori diventano più attenti alla comunicazione non verbale del bambino per cui si aumenta e rinforza l’autostima parentale);
* stimolazione e regolarizzazione il sistema circolatorio, respiratorio, muscolare, immunitario e gastro-intestinale;
* prevenzione e sollievo al disagio delle coliche gassose;
* buon sostegno nei disturbi del ritmo sonno-sveglia.
Cosa è l’ “Infant Massage”?
L’“Infant Massage”, tradotto ufficialmente in italiano “Massaggio del Bambino”(MB), è una precisa modalità di massaggio introdotta in Italia dall’Associazione Italiana Massaggio
Infantile. http://www.babycare.it/massaggio/aimi.html.
Il corso di formazione prepara non solo all’insegnamento delle tecniche del massaggio ma anche alla conduzione del gruppo, alle attività volte ad amalgamare i partecipanti (rompighiaccio), al rilassamento dell’adulto etc, in modo da garantire, all’interno di una certa impronta individuale, una qualità omogenea ed un alto standard di base a
livello nazionale.
L’“infant massage” è utile per tutti i bambini e i genitori, non è un intervento per curare la patologia ma agisce sulle parti sane del bambino per promuovere la salute fisica e psico-relazionale del lattante e del sistema bambino-famiglia. Per tali motivi, i corsi per
l’insegnamento ai genitori andrebbero svolti in ambienti sociali, educativi e sociosanitari come i consultori pediatrici, i nidi, le ludoteche e le palestre di quartiere e non negli ospedali.
I pediatri, come già detto, si debbono occupare, oltre allo sviluppo del bambino e alla prevenzione e terapia e riabilitazione di situazioni patologiche, anche della valutazione e del rafforzamento delle relazioni familiari, soprattutto in alcuni momenti in cui il comportamento del bambino si disorganizza e di conseguenza i genitori si sentono disorientati nei loro compiti educativi e di accudimento.
A che cosa mira il Massaggio del Bambino?
Con il MB si mira globalmente alla promozione del benessere fisico, psichico e relazionale del bambino massaggiato, del genitore massaggiatore e della loro relazione interattiva: “MASSAGGIARE IL TUO BAMBINO è un’occasione per rilassarci un po’ pian piano, aiuta a sentirsi più sicuri a conoscerlo meglio, è una esperienza da condividere “
Proprio per l’età neonatale in cui si inizia, il MB vuole sostenere e facilitare il processo di attaccamento, cioè lo sviluppo della relazione unica e dinamica fra madre /padre e bambino, che viene ad instaurarsi attraverso l’avvicinamento ed il dialogo armonico. Propone pertanto la comunicazione multi-sensoriale, non-verbale: il linguaggio corporeo,
gestuale e della mimica ed il contatto fisico, tattile e visivo.
La comunicazione visiva si esprime tramite il desiderio e bisogno della neomadre di stare a guardare a lungo il neonato e di controllarne ogni parte del corpo e gli immediati tentativi del neonato di mettere a fuoco il viso umano.
La comunicazione tattile si manifesta con il piacere reciproco del contatto fisico, il continuo toccare e carezzare da parte della madre, la coccolabilità e la consolabilità del bambino in contatto con il corpo dell’adulto.
In sintesi, il massaggio crea l’opportunità di promuovere ed intensificare momenti di scambio e di relazione attraverso il tatto! Ricordiamo che la sensibilità tattile è la più sviluppata nel bambino piccolo e quella attraverso la quale egli stabilisce la prima relazione con il mondo esterno.
Il MB può essere utile nell’affrontare le difficoltà in caso di problemi psicofisici frequenti della prima infanzia quali il pianto, la stipsi, le coliche addominali, il meteorismo.
Aiuta il bambino a rilassarsi e a superare gli stress provenienti dalle nuove situazioni e a sviluppare e regolare la funzione respiratoria, circolatoria e gastrointestinale.
Concludiamo con l’affermazione di Frédérick Leboyer: “essere toccato e accarezzato, essere massaggiato, è cibo per il bambino, cibo necessario come i minerali e le proteine”.

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