Test personalizzato del proprio dna
Autore: Dott.ssa Clara RIGO
Specialista in Dermatologia,
Dermatologia Estetica
Verona tel. 0458300334 --
Milano 3201106247
www. chirurgiadermatologiaestetica.it
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CONOSCERE IL PROPRIO “DNA” AIUTA AD INVECCHIARE MEGLIO E IN PARTE AD EVITARE ALCUNE MALATTIE A CUI MAGARI SIAMO PREDISPOSTI.
Per ogni persona esiste un invecchiamento cronologico o aging, cioè legato al nostro orologio biologico, e un invecchiamento fotoindotto o fotoaging, dovuto ad eventi esterni o ambientali come esposizione ai raggi solari: UVA, UVB, infrarossi, inquinamento e prodotti derivati dalla combustione degli stessi inquinanti, e ancora freddo, vento, umidità.
La scienza si è molto concentrata ed evoluta su queste seconde cause, ha fatto cioè passi da gigante e oggi chi vuole veramente ottenere un look sempre prestante con l’uso di peeling, filler, apparecchiature laser, rivitalizzazione, botulino e tutto quello che può essere necessario per una buona ristrutturazione è in grado di ottenerlo: in pratica possiamo parlare di piccole e grandi vittorie.
Viceversa sull'orologio biologico, scritto nella nostra genetica e legato all'inevitabile scorrere del tempo, dal punto di vista estetico e ancora di più in generale della salute, a tutt’oggi si può fare poco. Inevitabilmente le lancette di questo metaforico “Orologio” continuano per ognuno di noi a scorrere, e ci auguriamo che scorrano il più serenamente possibile da ogni punto di vista, ma in particolare per la salute e, vista l’importanza dal punto di vista psicologico, anche per l’estetica.
Da studi comportamentali è emerso che la salute e l’aspetto piacevole della cute inducono benefici effetti sulla psiche. Spesso succede che persone che si conoscono e che magari sono state compagne di scuola o di altre attività, incontrandosi e confrontandosi tra loro per età, sesso, stile di vita, possibilità economiche e altro si ritrovano il più delle volte parecchio diverse tra loro, come se esistesse veramente la capacità di qualcuno di fermare il tempo, prerogativa che, viceversa, è negata ad altri. A questo punto nasce spontanea una domanda, ma allora: “ C'è chi invecchia e ..........chi no ?!” “e perché questo?”
Adesso è realmente possibile rimanere sani e produttivi più a lungo. I ricercatori hanno infatti scoperto che un parametro importante è la riduzione dello “stress ossidativo”. Questo processo fisiologico si verifica continuamente all’interno delle nostre cellule e deriva in gran parte dai prodotti di digestione dei cibi introdotti con l’alimentazione.
Da studi effettuati sugli animali si è visto che semplicemente ingerendo una minor quantità di calorie, automaticamente si riduce lo stress ossidativo.
Nell’uomo, però, non è così semplice, oggi infatti siamo sottoposti ad una notevole quota extra di sostanze ossidanti che derivano dai chimici inquinanti provenienti dall’esterno e spesso i nostri sistemi protettivi non sono in grado di far fronte a questo eccesso. I parametri biologici, detti biomarker, correlati con la salute e la longevità sono:
• il calo del grasso corporeo (dieta)
• l' abbassamento della pressione arteriosa
• la diminuzione dei livelli di glicemia e insulina
• la diminuzione delle infiammazioni
• la riduzione della temperatura corporea
• la riduzione della produzione di energia
• la riduzione dell' aterosclerosi (grassi nelle arterie)
• un migliore equilibrio ormonale Questi stessi sono influenzati dallo stile di vita e i risultati migliori in termini di salute si ottengono assumendo opportuni integratori. L’invecchiamento è il risultato delle modificazioni del “DNA” all’interno delle cellule del nostro organismo: sono proprio queste a causare il deterioramento del cervello, del cuore, dell’apparato digerente, del sistema immunitario e dei muscoli.
Il DNA è la struttura all'interno del nucleo di ogni cellula, che contiene le informazioni genetiche specifiche per quell’essere vivente, è per circa il 99,9% uguale in ogni individuo ma unico in ogni persona grazie a questo 0,1 % di differenziazioni lievi che si verificano in alcuni dei geni (questa caratteristica è chiamata “Polimorfismo a Singolo Nucleotide” o SPN). Alcuni SPN possono essere associati con un incremento del rischio di sviluppare determinate patologie ed alla sintomatologia legata al processo di invecchiamento. L’invecchiamento a livello del DNA si verifica nel momento della divisione cellulare, quando si formano delle nuove cellule uguali alle loro progenitrici, come una fotocopia.
Con il passare del tempo, l'inquinamento ambientale, le abitudini alimentari, lo stile di vita e i geni avuti in eredità alterano l’infrastruttura cellulare, portando alla produzione di nuove cellule di peggiore qualità, perdendo le informazioni genetiche da una generazione di cellule all'altra. In pratica le nostre cellule si riproducono come delle fotocopie, esempio “IO SONO SANO”, la copia corretta sarà esattamente uguale, ma può succedere che si discosti dall’originale dando origine a questa copia “ IO SONO SALO”, c' è un errore che ancora non si discosta molto dall’originale e la cellula può compensare, ma con il tempo il deterioramento può aggravarsi e ottenere una copia tipo “ IO SONO PALO”.
Questa comincia a diventare una copia senza senso e con pessima funzionalità per la cellula che può impazzire e mettersi a funzionare in modo addirittura dannoso, come nelle forme tumorali. Possiamo scoprire l’efficienza del nostro DNA ereditato, analizzando le cellule prelevate dall’interno della nostra guancia, e mediante un complesso esame ottenere un report dettagliato in grado di svelarci la funzionalità dei cinque processi cellulari chiave, responsabili della nostra buona o meno efficienza fisica e del nostro grado di invecchiamento organico più o meno precoce. Inoltre in base ai risultati ottenuti, assolutamente riferiti esclusivamente a quel paziente, si può attuare un piano di correzione di abitudini sbagliate e prevenzione mirata mediante l’assunzione per via orale di particolari principi attivi specifici.
Questi stessi vengono classificati dalla letteratura medica attuale come contrastanti la metilazione, la glicazione, l’infiammazione, l’ossidazione e la riparazione dei danni del DNA, tutte reazioni fortemente coinvolte nello stato di salute e di invecchiamento delle cellule, e quindi principi selezionati nel bilanciamento e nel ripristino di eventuali carenze del metabolismo cellulare.
Possiamo quindi decretare di possedere una potente arma in più che si affianca alle terapie “antiaging” specifiche, mediante l'indicazione di nutraceutici mirati e di essere anche in grado di valutare nel tempo l’efficacia terapeutica di questa metodica.
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L’acne: scienza e luoghi comuni
Autore: Dr. Roberto DE MARCHI
Specialista in Dermatologia
L’acne è una patologia frequente, conosciuta e quindi…… sottovalutata. Infatti,è ancor molto comune ascoltare Genitori e,ahinoi,anche qualche Medico risolvere semplicisticamente la questione con uno sbigativo “ti passerà da sola al primo figlio” od ancor peggio “ti passerà alla prima scorribanda amorosa” !
Le cose non stanno affatto così. Sono in realtà più complesse e la loro interpretazione è decisiva per un corretto approccio ed un’efficace terapia che possano evitare quelle conseguenze cicatriziali e psicologiche che ,loro sì, non passeranno più quando un’acne trascurata si deciderà a lasciarci.
Che cosa è
L’acne è una dermatite che si manifesta soprattutto al volto ed alla parte alta del tronco con manifestazioni diverse ma contemporanee rappresentate da comedoni ,papule , pustole , noduli o cisti che possono lasciare sconfortanti esiti cicatriziali. Anzitutto è bene sapere che non esiste l’acne ma le acni : il plurale è d’obbligo perché se l’acne giovanile è la forma acneica più comune,non è tuttavia l’unica essendo ben rappresentate nel panorama clinico anche l’acne professionale, l’acne cosmetica,l’acne da farmaci, l’acne aestivalis,l’acne neonatorum, l’acne infantum,l’acne escoriata ed altre minori accomunate tutte da un meccanismo formativo abbastanza simile ma evidentemente originate da differenti condizioni.
Come si forma
Partiamo allora da come si formano le lesioni dell’acne. Il bersaglio della patologia è il follicolo pilo-sebaceo ed infatti il quadro clinico coinvolge essenzialmente viso e tronco dove le ghiandole sebacee ,produttrici del grasso cutaneo, sono assai ben rappresentate. A questo livello avvengono quelle alterazioni quantitative e qualitative nella produzione sebacea che inducono un fenomeno infiammatorio con riduzione del canale da cui dovrebbe fuoriuscire il grasso prodotto dalla ghiandola; questo ,intrappolato nello spazio ghiandolare, lo rigonfia e come con le tessere di un domino, produce una cascata di eventi che dalla formazione del comedone (punto nero) può giungere
sino ad impegnativi quadri cistico-nodulari passando attraverso le più conosciute papule e pustole.
Perché questi eventi Il fatto che l’acne si manifesti con tanta frequenza nella fase della vita chiamata pubertà (l’età dello sviluppo) e sia assai meno presente negli anni successivi , indica già di per sé l’importanza degli ormoni sessuali nella patogenesi della patologia.
In particolare un ruolo decisivo assumono il testosterone ed i suoi derivati i cui livelli sono aumentati sia nei maschi che nelle femmine e la cui azione induce sia un aumento della produzione sebacea , sia il rigonfiamento del canale escretore ghiandolare con successiva ritenzione ed intrappolamento del grasso .
Questi ormoni appaiono elevati non solo nel plasma ma anche perifericamente a livello dei recettori delle cellule delle ghiandole sebacee che essi stimolano a produrre quantità eccessive di grasso favorendo quella seborrea ed untuosità non solo della cute ma anche dei capelli che tutti i giovani lamentano. Una conferma di questi eventi viene dalla constatazione che anche a seguito di terapie ormonali oppure per una terapia cortisonica prolungata si può manifestare un’acne anche in soggetti che hanno ormai da tempo superato l’età dello sviluppo.
L’attività ormonale, dunque,induce un’aumentata produzione sebacea ; ma nel contempo si manifestano anche alterazioni qualitative nella composizione del grasso cutaneo con prevalenza di acidi grassi liberi che hanno un forte potere irritativo. In questo processo interviene attivamente anche un nuovo elemento : un germe chiamato Propionibacterium acnes che è in grado di produrre infiammazione sia di per sé grazie alla sua attività enzimatica, sia per la sua capacità di trasformare ,appunto, gli acidi grassi del sebo da non comedogenici in comedogenici. Ecco dunque il processo declinato in tutta la sua ampiezza e complessità : aumentata produzione di grasso > alterazione qualitativa del grasso > infiammazione > restringimento del canale escretore del grasso > comedone (punto nero) > papula > pustola > nodulo > cisti > cicatrice Questo stesso schema accomuna ,anche se in modo non letterale, ogni altra forma di acne pur se originata da ragioni diverse: nell’acne neonatorum , ad esempio, l’azione ormonale sulla ghiandola sebacea è determinata dagli ormoni materni ancora in circolo nel neonato; nell’acne professionale ,così come in quella cosmetica, il restringimento del canale escretore della ghiandola è ,invece, sostituito da una vera e propria azione occlusione provocata da olii , vernici o creme dall’eccessiva componente oleosa con successiva chiusura del poro e formazione del comedone punto di partenza dell’intero processo; tra i farmaci, poi, non solo il conosciutissimo cortisone è in grado do produrre acne ma, addirittura, la tanto cara vitamina B12,la difenilidantoina ed in generale gli ioduri e bromuri.
Come si presenta
Nell’acne il volto è quasi sempre colpito percentualmente seguito dalla parte alta del dorso ed infine dal torace. Le manifestazioni cliniche sono polimorfe il che significa che possono essere presenti, nello stesso momento e nello stesso Paziente, lesioni diverse come i comedoni,le papule,le pustole od i noduli. Generalmente la patologia ha un aspetto infiammatorio caratterizzato dal rossore che accompagna le singole lesioni ma in certe forme di acne o nelle fasi iniziali questo può mancare. E’ il caso degli stadi precoci quando sono presenti ,per breve tempo, solo i “punti neri” (più precisamente definiti comedoni aperti) in cui il sebo fa capolino dal poro escretore della ghiandola sebacea ed acquista un colore ,appunto, nero sia per la presenza di melanina nelle cellule frammiste al sebo sia per l’ossidazione stessa del grasso in fuoriuscita.
La stessa condizione non infiammatoria si presenta anche in caso di acne da occlusione come accade nella forma cosmetica o professionale laddove il poro viene “tappato” da creme inadatte o da prodotti industriali. In tal caso, però, il sebo non spunterà in superficie e pertanto al posto del comedone aperto si manifesterà il comedone chiuso rappresentato da una microcisti biancastra che potrà essere perfettamente percepita al tatto. 
Ma nella storia naturale o classica di un’acne al punto nero seguirà ben presto la comparsa delle papule arrossate che si complicheranno con le tipiche pustole dalla puntina gialla centrale mentre quando il processo si spinge in profondità o coinvolge più lesioni compaiono i noduli che all’infiammazione aggiungeranno anche una fastidiosa sintomatologia di ,seppur lieve, dolorosità. Gli esiti cicatriziali sono ,generalmente, la conseguenza dei quadri più profondi di acne nodulare o di manovre sconsiderate operate spesso non tanto dal Paziente ma dalla… cara e solerte Mammina cui piace tanto schiacciare il punto nero o trafficate con aghi e spilli sulle pustole dei figli.
Che cosa si può fare Rispetto al passato le opzioni terapeutiche sono numerose e molto efficaci : possiamo tranquillamente affermare che il Paziente che non guarisce è solo quel Paziente che si trascura o svolge con negligenza ed incostanza la terapia prescrittagli.
La scelta terapeutica dipende, ovviamente, dal tipo e dalla gravità del quadro clinico. Così le terapie potranno essere soltanto topiche (esterne) nei casi lievi e medi,quelli cioè caratterizzati dalla sola fase comedonica e papulosa mentre si renderà necessaria l’aggiunta di terapia interna di fronte ad un’acne spiccatamente infiammatoria o di tipo pustoloso-nodulare. I farmaci per uso topico sono tutti orientati ad agire sui meccanismi formativi dell’acne : -opponendosi al restringimento del condotto escretore ghiandolare -controllando l’alterazione quantitativa e qualitativa della produzione sebacea -limitando la proliferazione e l’attività dei microorganismi batterici Raggiungono con sicurezza ed efficacia questi scopi rispettivamente gli acidi retinoici e l’adapalene per ciò che concerne l’abnorme cheratinizzazione del poro; gli acidi dicarbossilici ed il benzoilperossido per la produzione sebacea; gli antibiotici ed ancora il benzoilperossido per ciò che riguarda il controllo batterico.
I farmaci in questione potranno essere utilizzati da soli od, ancor meglio, in associazione per sfruttarne appieno l’azione sinergica. Naturalmente, come per tutti i farmaci, sarà necessario attendersi qualche effetto collaterale: alcuni inevitabili altri da non andarsi a cercare. Riguardo ai primi vale davvero, questa volta, un vecchio detto popolare secondo il quale: “chi bella vuole apparir un poco deve soffrir” In effetti se il primum movens dell’acne è l’alterazione quantitativa/qualitativa nella produzione sebacea,sarà necessario ridurla e controllarla inducendo, per farlo, un fastidioso ma passeggero senso di secchezza della pelle che il Paziente sentirà “tirare”. E’ solitamente un problema minore cui ci si abitua rapidamente proseguendo il trattamento o che può esser ridotto utilizzando una crema idratante che sia però evanescente per non compromettere l’obbiettivo terapeutico.
Tra gli effetti collaterali da evitare con una corretta condotta ha una particolare importanza la fotosensibilità presente in alcuni farmaci che ne rende sconsigliabile l’uso estivo o sui campi da sci e la farmaco-resistenza che sanno mettere in campo i batteri soprattutto quando gli antibiotici vengono utilizzati con uno scriteriato stop and go anziché con continuità. I farmaci per via generale perseguono fondamentalmente gli stessi scopi di quelli topici ma sono solitamente utilizzati nei casi più impegnativi o che abbiano un rischio di sequele cicatriziali psicologicamente invalidanti per i Pazienti. Pietre miliari in questo comparto sono gli antibiotici e l’acido 13 cis retinoico. Non tutti gli antibiotici, però, sono utili allo scopo: solo quelli che sappiano unire alla capacità d’azione sul ropionibacterium acnes anche una buona azione antiinfiammatoria.
Tra questi un posto basilare occupa la categoria delle tetracicline soprattutto oggi che ne sono disponibili varianti efficaci e sicure come la limeciclina. Per i casi davvero impegnativi di acne è poi disponibile l’acido 13 cis retinoico che ha una potente attività antiinfiammatoria , una forte capacità inibente la produzione sebacea ed una provata efficacia nella riduzione dell’ipercheratosi del canale escretore ghiandolare.
Tuttavia l’uso di quest’ultimo farmaco deve essere condotto con prudenza , sotto regolare controllo medico e nella donna abbinato ad indispensabile trattamento anticoncezionale in ragione della seria possibilità di procurare malformazioni fetali in caso di gravidanza in corso di trattamento. Nelle giovani donne,infine,l’abbinamento della terapia topica ad un anticoncezionale che contenga anche un progestinico antiandrogeno produce risultati spesso brillanti in poco tempo.
Una volta che l’acne sia stata debellata e resa possibile la sospensione della terapia,una spruzzata di sole farà,sotto l’aspetto estetico,il resto ed il sorriso tornerà a splendere sul viso rasserenato dei nostri Pazienti.
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UN OSPEDALE AL MESE
Il Centro di Riferimento
Oncologico di Aviano
Il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (CRO) è uno degli 8 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) che operano in Italia in ambito oncologico. E’ situato ad Aviano, un comune della zona pedemontana della provincia di Pordenone.
E’ stato istituito nel 1981 sulla base di 2 fattori fondamentali: a) l’elevata incidenza di tumori nella regione Friuli Venezia Giulia; b) il fatto che una macroregione, che va dalla Lombardia all’Emilia, era a quel tempo sprovvista di un Istituto con caratteristiche di ricerca ed innovazione. Nel 1990 ha ottenuto il riconoscimento di carattere scientifico specializzato nell’attività di ricerca di base e clinica sulle patologie oncologiche.
Il CRO ha avuto importanti sostenitori fra cui l'associazione "Via di Natale" guidata da Carmen e Franco Gallini. Già dalla fine degli anni settanta, a seguito dell’aumentata incidenza di tumori in regione, quest’associazione si è fatta carico della necessità di specializzare all’estero medici oncologici dell'Ospedale di Pordenone offrendo borse di studio finanziate grazie alla solidarietà dei cittadini del Friuli Venezia Giulia. La collaborazione con la “Via di Natale” prosegue a tutt’oggi con l’ accoglienza ai pazienti oncologici provenienti da altre regioni e l’Hospice, nato nel 1996 per migliorare la qualità della vita in fase terminale. 
Oggi, il CRO di Aviano è un Centro di Oncologia di primaria importanza e ha come obiettivo principale la cura di pazienti oncologici, rendendo operativa la diagnostica precoce, utilizzando le migliori apparecchiature disponibili e correlando la ricerca in laboratorio alla cura clinica delle malattie. I Dipartimenti clinici e di ricerca L’ attività clinica e di ricerca è organizzata in 7 Dipartimenti che hanno l’obiettivo di sviluppare, in modo integrato e secondo principi di efficienza ed efficacia, attività cliniche legate sia alla cura del tumore sia alla ricerca.
I Dipartimenti sono così ripartiti:
- Oncologia Medica
- Dipartimento Senologico
- Oncologia Chirurgica
- Oncologia Radioterapica e della Diagnostica per Immagini
- Diagnostica di Laboratorio e per le Terapie cellulari
- Dipartimento per l'Attività clinico-specialistica e di supporto.
- Oncologia Molecolare e ricerca traslazionale
Ogni Dipartimento è composto da Strutture Operative Semplici (= Unità) e Complesse (= Divisioni o Servizi) aggregate.
Diverse figure professionali vi operano secondo un approccio multidisciplinare in cui le competenze non restano isolate ma si integrano e si completano nel perseguimento dei comuni obiettivi di ricerca e cura.
•Il Dipartimento di Oncologia Medica ha come mission la ricerca clinica nella terapia dei tumori più frequenti; in particolare i tumori del polmone, del capo e collo, i tumori gastroenterici, i linfomi, le neoplasie ginecologiche, il melanoma, i tumori associati alle malattie infettive e all'infezione da HIV/AIDS con enfasi alla terapia di tumori dei pazienti anziani, alla terapia con alte dosi nei linfomi e in altri tumori, allo studio dei tumori rari, alla terapia del dolore e alla qualità della vita del paziente oncologico e con AIDS e agli aspetti immunologici associati ai tumori, all'HIV/AIDS, alla sindrome di stanchezza cronica e alla cancer related fatigue.
•Il Dipartimento Senologico, ultimo ad essere organizzato, ha come compito istituzionale lo sviluppo di un’attività clinico- scientifica integrata relativa al carcinoma della mammella che attualmente costituisce la prima causa di morte per tumore tra le donne in Italia. La numerosità della patologia, la possibilità di una prevenzione efficace, le modalità terapeutiche in continua evoluzione, gli avanzamenti tecnologici e la possibilità di una chirurgia più rispettosa dell’aspetto fisico della paziente conferiscono a questa neoplasia caratteri particolari nel panorama oncologico.
•Il Dipartimento di Oncologia Chirurgica comprende diverse strutture, Gastroenterologia, Ginecologia e Chirurgia generale, che trattano, in un'ottica multidisciplinare, i diversi tipi di tumore e partecipano in modo integrato ai progetti di ricerca clinica e traslazionale dell’Istituto.
La finalità ultima è quella di offrire ai pazienti con tumore una diagnosi attenta unita al trattamento, semplice o combinato, più efficace.
•Il Dipartimento di Oncologia Radioterapica e della Diagnostica per Immagini, costituito dalle Strutture Operative Complesse di Oncologia Radioterapia, Medicina Nucleare, Fisica Sanitaria e dalle Strutture Operative Semplici di Radioterapia Intraoperatoria (IORT) e di Radioterapia Conformazionale-IMRT, segue la conduzione di ricerche cliniche e l’erogazione di prestazioni assistenziali destinate a migliorare le conoscenze e ottimizzare le applicazioni cliniche nell’ambito della diagnostica e della terapia dei tumori, nel rispetto della sicurezza per i pazienti e per gli operatori.
Ciò consente, da un lato, di ottenere quadri diagnostici il più affidabili possibili, dall’altro, di eseguire trattamenti terapeutici curativi in cui la circoscritta e selettiva erogazione di alte dosi alle aree colpite da tumore permette di ottimizzare i benefici e di ridurre le tossicità.
•Il Dipartimento dei Laboratori Diagnostici e per le Terapie Cellulari effettua la diagnostica di routine e di elevata complessità per pazienti oncologici sia ambulatoriali che ricoverati. Il Dipartimento funge, inoltre, da supporto alle attività clinico-assistenziali e alle terapie innovative e cellulari. I laboratori sono equipaggiati con le più moderne e sofisticate apparecchiature diagnostiche e attrezzature quali: microscopia confocale “real time”, “core facility” per studi molecolari avanzati di “gene expression profiling”, camere sterili per manipolazioni cellulari e virali.
• Il Dipartimento per l'Attività clinicospecialistica e di supporto è costituito dalle Strutture Operative Complesse di Anestesia Rianimazione e Terapia Intensiva, Cardiologia e Farmacia. Include inoltre una Struttura Operativa Complessa a valenza Dipartimentale di Terapia del Dolore e Cure Palliative e una di Psicologia Oncologica. Tali Strutture hanno in comune il Reparto e gli Ambulatori e includono una larga parte di trattamento e ricerca su specifiche aree dell’oncologia medica e chirurgica e delle terapie di supporto di qualsiasi natura esse siano.
•Il Dipartimento di Oncologia Molecolare e di Ricerca Traslazionale ha come obiettivo la ricerca dei meccanismi di formazione dei tumori, della loro progressione e metastatizzazione, con particolare riferimento alla medicina traslazionale.
Le diverse Strutture Operative Complesse (Oncologia Sperimentale 1, Oncologia Sperimentale 2, Farmacologia Sperimentale e Clinica) che ne fanno parte svolgono attività di ricerca utilizzando numerosi approcci molecolari, di biologia cellulare ed immunologici e modelli animali transgenici su: meccanismi molecolari e cellulari della trasformazione e progressione neoplastica; tumori ereditari; agenti infettivi e loro associazione con lo sviluppo di tumori; personalizzazione delle terapie con i farmaci antitumorali. Incidenza dei ricoveri e delle prestazioni ambulatoriali Effettua mediamente 9000 ricoveri l'anno (metà dei quali, circa, provenienti da fuori regione Friuli Venezia Giulia) e circa 350.000 prestazioni ambulatoriali. Unità di personale in servizio Vi lavorano circa 700 dipendenti tra professionisti della sanità , amministrativi, tecnici e ausiliari (di ruolo e a progetto- 10% circa).