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5 MOSSE ANTIETÀ PER IL TUO VISO

La palestra aiuta a tonificare i muscoli e mantenere il corpo tonico e in forma.
Ma cosa fare, invece, per il proprio viso?

Si sa, il volto è il primo riferimento visivo con cui ci si interfaccia al mondo esterno: dunque, è importante che abbia un aspetto curato.
Eppure, è proprio il volto a mostrare i primi segni dell’età; non solo: sul viso si possono leggere molte altre informazioni, come fosse un libro.
Vi si manifestano, infatti: emozioni, paure, stress, mancanza di sonno, alimentazione povera di vitamine o altri vizi, come quello del fumo.
Qualsiasi esperienza si rispecchia sul nostro aspetto: che sia una vacanza rilassante o una settimana di duro lavoro davanti al PC.
Certo,  tutto ciò fa parte del normale vissuto, e il tempo scorre inesorabile per tutti, ma possiamo fare qualcosa per cercare di contrastare gli effetti che esso lascia sulla nostra pelle.

Come ridare tonicità al volto?

Certamente, esistono vari trattamenti estetici e creme che possono ridare vigore e luminosità al proprio viso, ma non ci si dovrebbe dimenticare di qualche piccolo trucchetto per ridonare elasticità e tonicità alla pelle.
I primi segni che compaiono sono le rughe d’espressione, che si fanno sempre più marcate su fronte e attorno agli occhi, nonché ai lati della bocca.
Man mano che passano gli anni, questi solchi si intensificano, fino a diventare permanenti.
Occorre dunque prevenire il rilassamento dei muscoli del viso, restituendogli il suo splendore.

Molti VIP ormai sanno che, oltre all’utilizzo di creme o dei trattamenti estetici, è importante ricorrere alla ginnastica facciale, valida tanto quanto quella riservata al resto del nostro corpo.
Essa è indicata a ogni età – anche se si consiglia di cominciare superati i 30 anni: è priva di effetti collaterali e vi ruberà solo pochi minuti al giorno (l’ideale è dedicargli dai dieci minuti al quarto d’ora).

Ecco 5 facili esercizi da provare!

Fronte distesa e palpebre toniche:
Come ottenerle?

Le palpebre cedono con l’età, è vero, ma con questo esercizio si previene tale inconveniente e si ridona tonicità alla fronte, mentre si contrasta lo stress:
• Aggrottate le sopracciglia, mentre corrugate la fronte e contate fino a 10.
• Tornate in posizione normale.
• Alzate le sopracciglia, sbarrando gli occhi.
• Ripetete l’esercizio per 10 volte.


Occhi giovani e vivaci:

Ecco cosa fare!

La società di oggi richiede ai nostri occhi un grande sforzo, impegnandoli davanti al PC, alla TV e allo smartphone per moltissime ore al giorno.
I muscoli degli occhi tendono a indebolirsi, facendo emergere le famose “zampe di gallina”.
Contrastatele così:
• Con la testa ferma, ruotate lo sguardo per 5 volte, in senso orario.
• Muovete ora gli occhi per 5 volte dall’alto al basso.
• Girate lo sguardo da destra a sinistra e in diagonale, per altre 5 volte.
• Sbattete velocemente un occhio, mentre l’altro rimane spalancato.
Contate fino a 30 e alternate con l’altro occhio.


Vuoi zigomi corposi e definiti?
Ecco il trucco!

Per degli zigomi tonici e sollevati, e per migliorare il contorno viso, eseguite quest’esercizio:
• Aprite vigorosamente la bocca ad “O” e successivamente ad “A”.
• Ripetete per 10 volte.
• Stringete le guance tra loro, facendo la “faccia da pesce”, e rimanete così per 20 secondi.
• Tornate in posizione rilassata.


Labbra più piene e giovani…

Scopri come!

Le labbra sono tra le prime a soffrire dell’invecchiamento precoce.
Oscillazioni di peso, cattive abitudini, tra cui il vizio del fumo e altri problemi di salute le danneggiano vistosamente.
Fate lavorare così i muscoli della bocca:
• Protendete le labbra a “bacio”.
• Mantenete per 5 secondi.
• Tornate in posizione rilassata.
• Premete le dita sulle labbra, provando a sorridere.
• Ripetete per 10 volte.


Collo da cigno…
Un sogno a portata di mano!

Non c’è nulla di più antiestetico di un doppio mento o della pelle rilassata del collo; ecco cosa dovreste fare per prevenire questi segni:
• Con la testa bloccata, spingete verso il basso gli angoli della bocca.
• Con i muscoli del mento e del collo tesi, rimanete in posizione per 5 secondi.
• Rilassate i muscoli.
• Ripetete per 10 volte.


Quali altri accorgimenti adottare?

Ricordate di dedicare a questi esercizi un quarto d’ora ogni giorno, per almeno un mese, tutti i giorni.
Questi movimenti ridanno elasticità alla pelle, ma non la ringiovaniscono!
Per restituire freschezza alla cute, occorre sempre affidarsi alle mani esperte del medico estetico e intervenire con trattamenti laser, di fotoringiovanimento e biorivitalizzanti.

 

Dr. Riccardo Gazzola, Specialista in Chirurgia Plastica e Medicina Estetica
www.pazienti.it

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10 REGOLE PER UNA VITA PIÙ ATTIVA

BENEFICI DELL’ATTIVITÀ MOTORIA
• Incrementa il dispendio energetico
• Protegge/accresce la massa magra a svantaggio di quella grassa
• Migliora lo stato psicologico
• Riduce il rischio di morbilità e mortalità
• Può inibire l’appetito (effetto dopaminergico)
• È un valido predittore del mantenimento a lungo termine della perdita di peso corporeo.

L’ATTIVITÀ FISICA INCIDE IN MODO SIGNIFICATIVO A LIVELLO PSICOLOGICO
• Migliora il tono dell’umore
• Aumenta l’autostima
• Aumenta l’autoconsiderazione
• Aumenta benessere psichico
• Riduce lo stress
• Riduce la depressione

L’ATTIVITÀ MOTORIA HA UN FORTE IMPATTO SULLA SALUTE
• Migliora la funzione cardiorespiratoria
• Migliora il profilo lipidico
• Riduce la pressione arteriosa
• Aumenta la sensibilità insulinica
• Migliora il controllo glicemico
• Riduce il rischio di tumore (es.
mammella, colon)

10 REGOLE PER UNA VITA PIU’ ATTIVA
1. Cercare sempre di massimizzare le opportunità di movimento (ginnastica opportunistica).
2. Monitorare il numero di passi giornalieri incrementando il numero fino a 15000 passi (armband o segnapassi).
3. Spostarsi a piedi per distanze inferiori al chilometro.
4. Usare le scale e mai l’ascensore.
5. Andare al lavoro a piedi o in bici. Se non è sempre possibile scegliere i momenti migliori: es. il giorno in cui si
inizia più tardi oppure quando c’è la pausa pranzo più lunga, etc.
6. Parcheggiare lontano dal luogo in cui si deve andare: al supermercato nel posto più lontano del parcheggio, alle
poste, in banca, dai parenti, etc.
7. Salire o scendere una fermata prima o dopo dall’autobus.
8. Camminare almeno 30 minuti oltre la normale attività lavorativa.
9. Programmare 3 momenti settimanali di attività fisica (nuoto, palestra, jogging, bici).
10. In casa, se possibile, usare per 20 minuti, la cyclette oppure il tapis roulant.

 

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Le 12 regole d’oro per prevenire i tumori

1. Non fumate: il 30% di tutti i tumori è collegato al consumo di tabacco. Non
consentire che si fumi a casa vostra.

2. Moderate il consumo di alcol: l’unica vera bevanda indispensabile per
l’organismo è l’acqua. E’ necessario berne almeno 1,5/2 litri al giorno.

3. Seguite una dieta sana ed equilibrata: consumate regolarmente frutta e
verdura; limitate i cibi molto calorici, evitate le bevande zuccherate; evitate le carni conservate; limitate le carni rosse; limitate i cibi ricchi di sale.

4. Praticate attività fisica moderata ogni giorno.

5. Mantenete un peso corporeo sano: l’obesità e l’elevata assunzione di
grassi costituiscono importanti fattori di rischio da evitare.

6. Non utilizzate lampade solari ed esponetevi al sole correttamente: in questo modo è possibile ridurre il rischio di melanoma e di altri tumori cutanei.

7. Proteggetevi dalle malattie sessualmente trasmissibili.

8. Evitate l’uso di sostanze dopanti: steroidi anabolizzanti comportano un aumento del rischio di tumori, in particolare a fegato, prostata e reni.

9. Fate partecipare i vostri bambini ai programmi di vaccinazione per: Epatite virale B, per i neonati, Papillomavirus (HPV), per gli adolescenti.

10. Allattare al seno riduce il rischio di cancro.

11. La terapia ormonale sostitutiva in postmenopausa può aumentare il rischio di tumore.

12. Partecipate ai programmi di screening organizzati di diagnosi precoce per: tumori del colon-retto, tumori della mammella, tumori della cervice uterina.

Quattro esercizi per combattere il mal di schiena

Per prevenire il mal di schiena, è fondamentale prestare attenzione alla postura che assumiamo quando siamo seduti alla scrivania, soprattutto mentre lavoriamo al computer.
È importante non sbilanciare mai il corpo in avanti o di lato, tenere la schiena dritta in modo da formare con il bacino un angolo retto, appoggiarsi bene allo schienale, rilassare le spalle ed evitate di incassare la testa.
E soprattutto: mai ingobbirsi!

Ma se questi sono i consigli principali, non dimentichiamo che anche un po’ di esercizio fisico può aiutare a sciogliere i muscoli della schiena, del collo e delle gambe, facendo però attenzione a scegliere un programma di allenamento che sia consono alla propria forza e forma fisica.
Esagerare, anche in questo caso, non sarà di certo salutare.

Se il tempo per l’attività fisica è misurabile con il contagocce, sfruttate le ore che avete disponibili per mettere in pratica alcuni esercizi utili per combattere il mal di schiena: pochi, semplici… ma efficaci! ;)

Esercizio 1
Il primo esercizio si rivela molto utile per alleviare i dolori che colpiscono la zona cervicale. Da posizione seduta, distendete un braccio verso il basso e afferrate la sedia. L’altra mano, invece, portatela sull’orecchio opposto a essa, passando sopra la testa. A questo punto, con l’aiuto del braccio, piegate in modo molto dolce il capo verso la spalla. Basterà tenere questa posizione per alcuni secondi, e ripetere l’esercizio da entrambi i lati: così è possibile prevenire eventuali dolori muscolari dati da una postura scorretta.

Esercizio 2
Nel momento in cui vi concedete una pausa davanti alla macchinetta del caffè, approfittatene per mettere in pratica un esercizio utile per scongiurare dolori lombari e sacrali.
Dalla posizione eretta, sollevate i talloni e, successivamente, mentre i talloni tornano a terra, sollevate anche le punte.
Ricordate di accompagnare il movimento portando ritmicamente il busto avanti e indietro e, se possibile, poggiate le mani su una superficie piana, per svolgere il tutto in perfetta sicurezza.
Senza accelerare i movimenti, eseguite l’esercizio per 15-20 volte: sarà molto utile anche per migliorare la circolazione sanguigna, che può influire positivamente nel mantenimento del benessere dell’apparato muscolo-scheletrico.

Esercizio 3
Esistono poi esercizi molto semplici che potrebbero sembrare a tratti inutili ma che, in realtà, apportano numerosi benefici alla salute generale della schiena e della colonna vertebrale.
Per rafforzare gli addominali, così come i muscoli lombari, appoggiate il palmo delle mani sul tavolo della scrivania, esercitando una leggera pressione verso il basso per circa 10 secondi.
Ripetete l’esercizio 4-5 volte: noterete i benefici, non dubitate! :D

Esercizio 4
Infine, i più diligenti potranno dedicarsi a un ultimo esercizio, comodamente seduti sulla sedia. Divaricate le gambe e portate le braccia dietro la schiena, premendo le mani nell’area lombare: a questo punto, “aprite le spalle” e “chiudete le scapole”.
Notate un rilassamento muscolare?

Avete appena letto un breve estratto da un interessante articolo scritto dal Dottor Lorenzo Bichi, Fisioterapista, in collaborazione con www.pazienti.it!
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È primavera! Consigli per ritrovare una sforma smagliante…

È arrivata la primavera!
Via gli abiti pesanti e dritte davanti allo specchio.
Ecco alcuni consigli per ritrovare una forma smagliante…

Non è un segreto che l’amica più fedele della bellezza è la routine, proprio perché scandisce, con la sua ripetitività (essenziale per mantenersi belle ed in forma), i gesti quotidiani per la cura del viso e del corpo. Ma quante se ne ricordano e la praticano? E’ più facile, invece, che la pigrizia prenda la mano, soprattutto d’inverno, complici abiti e calze coprenti, cibi calorici ed una certa sedentarietà legata soprattutto al clima, che poco invoglia alle sedute in palestra e alle salutari nuotate in piscina.

Per fortuna – e a questo punto è proprio il caso di dirlo – c’è la primavera con i suoi abitini leggeri, le calze velatissime, le braccia scoperte e le gambe in vista. In un mese di entusiasmo si può conquistare una forma invidiabile. E i primi risultati si vedono già dopo pochi giorni, proprio partendo dal viso messo a dura prova da freddo e smog.

Ne parliamo con il Dottor Dario Tartaglini, Direttore Sanitario di BETAR MEDICAL, Centro Specializzato in Medicina Estetica di Milano, che afferma: “Le italiane non hanno paura del tempo che passa, ma del bisturi sì. E non solo perché decisamente più invasivo, ma anche per i risultati spesso poco naturali”. Le “punturine”? Promosse, ma quasi sconosciute o note solo “per sentito dire”…

Viso splendente
“I filler per il viso – dice lo specialista – sono sostanze (per lo più a base di acido ialuronico) iniettate nel derma lungo i solchi creati dalla rughe, per riempirli, con un effetto “stirante”. Riassorbiti dalla pelle in 4-6 mesi, offrono risultati naturali e sono quasi privi di effetti collaterali”.

Labbra al “bacio”
Ci sono persone che nascono con labbra molto sottili, poco disegnate o asimmetriche ed altre che non hanno nulla di tutto questo, ma vorrebbero comunque renderle più carnose. “Per aumentare il volume – continua Tartaglini – sempre rispettando le proporzioni e l’espressività del viso, la soluzione migliore sono i filler dermici creati appositamente per questa parte del viso, cioè sostanze che, iniettate direttamente nel vermiglio, correggono l’inestetismo”.

Décolleté in vista
Piccole rughe diffuse e più accentuate in alcune zone, a formare una specie di raggiera al centro del petto. E’ l’aspetto tipico del décolleté dopo i 40 anni, soprattutto in chi ha preso tanto sole senza protezione, oppure ha la l’epidermide delicata. Pelle che d’inverno è stata anche messa a dura prova da docce e bagni caldi che favoriscono il rilassamento dei tessuti. Si tratta di un inestetismo che “pesa”, quando la zona è in bella vista. “Infiltrazioni di un particolare tipo di acido ialuronico – osserva l’esperto – studiato in modo specifico per migliorare la qualità della pelle e favorire l’idratazione dei tessuti, che risultano più distesi, può essere un valido aiuto nella soluzione di questo antiestetico problema”.

Braccia toniche
Le braccia sono una delle parti del corpo più a rischio di cedimenti per un processo naturale dovuto al passare del tempo e alla forza di gravità. Con i vestiti ed i golfini leggeri arrivano anche le “prime” mezze maniche e le braccia devono essere impeccabili. “Grazie alla radiofrequenza (per tonificare) alternata ai raggi infrarossi (per eliminare i liquidi in eccesso) – sottolinea Tartaglini – è possibile ottenere un “effetto tensore” della pelle, programmando un ciclo di sedute due volte l’anno”.

Ventre perfetto
Un altro punto da tenere sotto controllo è il ventre, perché la pigrizia invernale favorisce sia l’indebolimento della muscolatura, sia accumuli di adipe e depositi di cellulite. “L’accumulo di grasso – prosegue l’esperto – a livello dell’addome è uno dei difetti più comune in entrambi i sessi. Non necessariamente si associa ad un sovrappeso generalizzato, anzi, spesso riguarda le persone normopeso. Una soluzione efficace contro la pancia è la radiofrequenza multipolare, veicolata tramite un’apposita apparecchiatura dotata di alette che coprono tutta la zona”.

Gambe in forma
Anche le gambe possono risentire del cambio di stagione: la primavera è il momento giusto per intervenire. Nella maggior parte dei casi non sono da “rifare” in tutta la loro lunghezza, ma basta il ritocco giusto nel punto “giusto”. Culotte de cheval modellate, interno cosce tonico, ginocchia snelle, caviglie sottili: sono queste le caratteristiche delle belle gambe. E tutte le donne vorrebbero averle così. Spesso, però, la realtà è ben diversa. “La Medicina Estetica – conclude Dario Tartaglini – propone trattamenti efficaci, specifici e combinati per intervenire in modo mirato, in base all’inestetismo da trattare”. Radiofrequenza, crioliposisi, mesoterapia e carbossiterapia, sono alcune delle metodiche a cui ricorrere. Tecniche “soft”, ma come per tutti i trattamenti di Medicina Estetica, è bene affidarsi ad un professionista di provata serietà.

Info: Dottor Dario Tartaglini – Direttore Sanitario BETAR MEDICAL – Studio Polispecialistico di Medicina e Chirurgia – Via Melzi D’Eril, 26 – 20154 MILANO – Tel. 02/36684785/6 – info@betarmedical.it – www.betarmedical.it
Stefania Bortolotti

Alimentazione e carie: come comportarsi?

La dieta e le abitudini alimentari influenzano direttamente la salute orale.

Possiamo infatti distinguere fra alimenti:
-CARIOGENI (alto rischio di carie): cibi acidi (compresi agrumi e bevande dolci), zuccheri semplici o contenuti in alimenti o nelle bevande (zucchero, miele, fruttosio, frutta candita, cereali, pane, dolci).
-CARIOSTATICI (neutri): la maggior parte delle verdure (cotte e morbide), cibi proteici (carne e pesce) e grassi (formaggi freschi e uova).
-ANTICARIOGENI (contrastano la formazione della carie): frutta fresca non acida, frutta secca (mandorle, noci…), verdure fibrose e crude, formaggi stagionati e latte, acqua e bevande alcaline e senza zuccheri, cibi di consistenza elevata, da masticare, fibrosi, poco adesivi e alcalini.

Ecco quindi qualche consiglio:

1. Non consumare alimenti cariogeni a fine pasto o in occasione degli spuntini, soprattutto se si è fuori casa e non è possibile lavarsi subito i denti.

2. Tuttavia, gli alimenti cariogeni non devono essere esclusi dalla dieta perché spesso contengono nutrienti preziosi (es. Vitamina C), ma devono essere preferibilmente consumati in associazione a cibi anticariogeni o cariostatici.

3. Il latte e i suoi derivati, soprattutto i formaggi stagionati, sono un toccasana per i denti.

4. L’acqua è vitale per la salute dei denti e della bocca: bere un bicchiere d’acqua dopo aver mangiato è una buona pratica di igiene orale.

5. La saliva ha un effetto respingente ed aiuta a rimuovere i detriti dalla bocca. È consigliato, quindi, masticare alimenti duri poiché aumentano il flusso salivare.
Invece i cibi morbidi e appiccicosi aderiscono più facilmente ai denti, favorendo l’accumulo di placca batterica, che può portare allo sviluppo della carie.

sistema immunitario debole: i cibi giusti per ritrovare l’energia!

Come sappiamo, il compito di proteggere il nostro organismo è affidato al sistema immunitario, che si preoccupa quotidianamente di tenere lontani virus, batteri, tossine e ogni tipo di sostanza
estranea che può andare a compromettere il nostro stato di salute generale.
In alcune occasioni, però, tutti gli ingranaggi del sistema immunitario non sembrano funzionare al meglio: parliamo di difese immunitarie basse quando il valore totale dei globuli bianchi è inferiore a 4000 cellule per 3 mm di sangue.
Questa condizione patologica, spesso associata a sintomi aspecifici, espone l’organismo a un aumentato rischio di contrarre malattie. Un valido alleato si trova proprio sulle nostre tavole: con l’alimentazione, infatti, possiamo rafforzare e fortificare il nostro sistema immunitario.
Vediamo come…

DIFESE IMMUNITARIE BASSE?
FACCIAMO ATTENZIONE AI SINTOMI

Un sistema immunitario sano permette di stare in salute più a lungo: le difese immunitarie rappresentano una barriera fondamentale per l’organismo, grazie alle quali si è protetti dagli attacchi esterni.
I sintomi che ci avvertono che il nostro sistema immunitario si sta indebolendo sono:
• Sindrome da raffreddamento
• Stanchezza
• Rallentata cicatrizzazione
• Infezioni del cavo orale (come gengive infiammate e arrossate) o del tratto digerente (con diarrea frequente, crampi e gonfiore)
• Infezioni urinarie
• Mal di gola
• Sindrome influenzale
• Reazioni allergiche frequenti legate
a polline, polvere e smog
• Improvvise vampate di calore
• Mancanza di lucidità legata a fiacchezza
ed estenuante stanchezza
• Caduta di capelli

CALO DELLE DIFESE IMMUNITARIE:
LA COLPA PUÒ ESSERE DELL’ALIMENTAZIONE

Una corretta alimentazione è davvero fondamentale per mantenerci in salute!
Perché le funzioni fisiologiche vengano svolte al meglio, non dobbiamo però mai far mancare al nostro organismo i 6 macronutrienti fondamentali, ovvero:
1. Proteine, indispensabili per costruire muscoli forti, così come difese reattive e letali verso le aggressioni
esterne.
2. Carboidrati, da cui trarre energia.
3. Grassi, fondamentali come fonte di energia supplementare.
4. Vitamine, che permettono di regolare e coordinare i processi metabolici dell’organismo.
5. Minerali, necessari per coadiuvare la regolazione di moltissimi processi metabolici.
6. Acqua, che fornisce il substrato in cui avvengono tutte le reazioni biochimiche.

Ormai, è noto che una mal nutrizione possa esporre l’individuo a una maggior vulnerabilità nei confronti delle malattie infettive. Alcune ricerche sperimentali indicano che carenze di micronutrienti (ad esempio di zinco, selenio, ferro, rame,
acido folico e vitamine A, B6, C ed E) possono alterare la risposta immunitaria negli animali.
E i macronutrienti principalmente coinvolti nel mantenimento di
un sistema immunitario sano sono:
• Selenio – Quando vi è una sua carenza, sembra poter aumentare
il rischio di sviluppare tumori alla vescica, al seno, al colon, al retto, al polmone e alla prostata.
• Vitamina A – Gioca un ruolo chiave in presenza di infezioni, garantendo il mantenimento dell’integrità delle superfici mucose e influenzando alcune sottocategorie di linfociti T, linfociti B e citochine. Se vi è una carenza di vitamina A, le difese immunitarie tendono ad abbassarsi: di conseguenza, si è maggiormente esposti al rischio di attacchi da parte di agenti infettivi.
• Vitamina B2 – in grado di migliorare la resistenza alle infezioni batteriche nei topi, anche se non è ancora
chiaro come questo si traduca in termini di miglioramento della risposta immunitaria.
• Vitamina B6 – Se assunta nelle corrette dosi, è in grado di potenziare la risposta immunitaria, influenzando la capacità dei linfociti di maturare e differenziarsi in diversi tipi
di linfociti T e B.
• Vitamina D – Prodotta dalla pelle esposta alla luce del sole, sappiamo che questa vitamina è in grado di segnalare una risposta antimicrobica al batterio responsabile della tubercolosi (Mycobacterium tuberculosis). Ciò fa presagire che un analogo comportamento possa essere svolto nei confronti anche di altri batteri.
• Vitamina E – È in grado di migliorare la risposta immunitaria all’epatite B e al tetano, in seguito a una vaccinazione. Non si esclude che un ruolo analogo possa essere giocato verso anche altri agenti patogeni.
• Zinco – Se presente in tracce, è essenziale per garantire il corretto funzionamento delle cellule del sistema immunitario. Al contrario, il suo eccesso può inibirne le funzionalità.

GLI ALIMENTI CONSIGLIATI PER RAFFORZARE LE DIFESE IMMUNITARIE
Con il cambio di stagione, il sistema immunitario può essere sottoposto a continue sollecitazioni, combattendo contro febbre, mal di gola, raffreddore e altri malanni.
I rimedi naturali in grado di fortificare le difese immunitarie possono essere trovati proprio sulle nostre tavole. I cibi giusti, infatti, possono svolgere un ruolo di protezione
davvero importante, agendo in modo benefico sul sistema immunitario e sullo stato di salute generale.
Gli alimenti che fortificano le difese immunitarie
sono:
Ortaggi e frutta ricche di vitamina C - Come è ormai noto da tempo, svolgono un ruolo fondamentale nel fronteggiare le infezioni. Questa vitamina è in grado di ridurre, fino al 40%, l’azione dannosa dei radicali liberi sui globuli bianchi, potenziando inoltre l’attività dei linfociti. Per colmare il fabbisogno quotidiano di circa 60 mg di vitamina C, è sufficiente una spremuta d’arancia e un paio di kiwi.
Frutta e verdura sono importantissime anche per assicurare l’apporto di caroteni, protettori dei tessuti e delle mucose, comprese quelle di bronchi e polmoni. Le verdure a foglia rappresentano inoltre un’ottima fonte di acido folico, che svolge un effetto riparatore sui linfociti. La famiglia dei cavoli (broccoli, cavolini, cavolfiore, verza) è invece ricca di isotiocinati, composti preziosi per disintossicare l’organismo in caso di infiammazioni. Si consiglia di assumere circa 5 porzioni al giorno fra frutta e verdura, sia cruda sia cotta.
Semi oleosi – Forniscono vitamina E, coenzima Q10 e betaglucano, composti che si trovano in buone concentrazioni anche nei cereali integrali non privati del germe. Una o due porzioni al giorno di cereali integrali – come orzo, riso, frumento e farro, anche sotto forma di fiocchi – pari a circa 80-120 grammi, e due-tre cucchiai di semi oleosi, aiutano anche a raggiungere un buon apporto di aminoacidi solforati, fondamentali per la regolazione della risposta immunitaria. I semi oleosi rappresentano anche una discreta sorgente di zinco, presente anche nel pesce e nei legumi. Se questi alimenti fortificano le difese immunitarie, ve ne sono altri che sarebbe meglio moderare. Tra questi:
Latte e grassi di origine animale – Trigliceridi e colesterolo in eccesso rischiano di occludere, oltre ai vasi sanguigni, anche i vasi linfatici. Meglio, dunque, scegliere condimenti di origine vegetale, aggiungendo all’olio extravergine di oliva, olio di lino o canapa che, grazie al contenuto di acidi grassi omega- 3 e 6, contrasta i fenomeni infiammatori, assicurando un migliore assorbimento dell’ossigeno a livello delle cellule, che vengono rese meno sensibili ad attacchi indesiderati. • Zuccheri semplici – Sono in grado di diminuire l’azione difensiva dei linfociti e ridurre l’assorbimento di vitamina C.

10 CIBI AMICI DEL SISTEMA IMMUNITARIO
Vediamo ora quali sono i dieci cibi che, più di altri, possono aiutare il nostro sistema immunitario ad acquisire forza.
Agrumi – Ricchi di vitamina C, sono gli alimenti migliori nella lotta a raffreddori e malanni. Consumati in quantità, possono infatti svolgere un ruolo fondamentale nel rafforzamento delle difese immunitarie.
Carote e alimenti ricchi di betacarotene (si riconoscono per il loro colore rosso-arancione) – Sono ottimi stimolatori del sistema immunitario. Il betacarotene, infatti, svolge un’azione importantissima, aumentando il numero delle cellule in grado di combattere le infezioni e contribuendo a eliminare i radicali liberi, tra i responsabili dell’invecchiamento cellulare. Anche la zucca, le patate dolci e il tuorlo dell’uovo svolgono un’azione simile nella lotta contro infezioni e virus.
Echinacea – È molto nota per la sua azione immunostimolante. Può essere assunta sotto forma di capsule e pastiglie oppure come estratto secco da utilizzare per la preparazione di tisane.
Aglio – Grazie all’allicina e al solfuro in esso contenuti, l’aglio è in grado di stimolare la moltiplicazione delle cellule che si occupano di combattere virus e infezioni.
Funghi – Per l’elevata concentrazione di betaglucani, possono migliorare l’attività del sistema immunitario contro le infezioni.
Cioccolato fondente – È in grado di arricchire e potenziare il nostro sistema immunitario, poiché è direttamente responsabile dell’aumento dei linfociti-T, capaci di debellare infezioni e virus.
Fragole – Sebbene in pochi conoscano questa loro proprietà, le fragole svolgono un’azione pari a quella delle arance e degli agrumi, andando a rafforzare le difese immunitarie. Durante l’autunno e l’inverno, questo frutto è fuori stagione: nonostante ciò, è possibile trovarlo surgelato, con tutte le sue proprietà benefiche intatte.
Salmone – Essendo ricco di vitamina D, svolge un ruolo fondamentale nella lotta contro infezioni e virus alle vie respiratorie superiori, rappresentando uno degli alimenti maggiormente capaci di rinforzare il sistema immunitario.
Cavolo rosso – Fonte di vitamina C, il cavolo rosso aiuta a proteggere l’apparato respiratorio e rinforza l’attività fagocitaria dei globuli bianchi, contribuendo così a potenziare il sistema immunitario.
Frutta secca in generale, mandorle soprattutto - Sono alimenti ricchi di vitamina E e antiossidanti, entrambi in grado di svolgere una potente azione contro i malesseri stagionali e le infezioni alle vie respiratorie.

ANCHE LO STILE DI VITA INFLUISCE SULLE DIFESE IMMUNITARIE!
ECCO COME…

Oltre a garantire al nostro organismo un’alimentazione sana e bilanciata, per rafforzare il sistema immunitario è fondamentale attenersi anche a delle buone norme comportamentali. Si consiglia, dunque, di:
• Praticare sport o di svolgere un’attività fisica leggera (30 minuti di camminata al giorno a passo veloce) almeno 2 – 3 volte a settimana.
• Evitare l’abuso di alcol.
• Perdere peso, se si è sovrappeso o obesi.
• Smettere di fumare, dato che il fumo aumenta gli stati infiammatori dell’organismo, sovraccaricando il sistema immunitario, inibendo inoltre l’azione delle ciglia del naso,
rendendo più facile l’ingresso di patogeni.
• Riposare almeno 8 ore a notte, evitando di stravolgere il ritmo sonnoveglia.
• Ridurre le condizioni stressanti, attuando quelle azioni e condizioni che permettano di scaricare lo stress e le tensioni accumulate nella giornata.

Ricordate di prendervi sempre cura di voi stessi, non solo a tavola, per garantire al vostro organismo il giusto benessere! ;)

LO SPORT E L’ATTIVITA’ FISICA NEI BAMBINI FANNO SEMPRE BENE?

Accade che durante o dopo alcune attività sportive praticate costantemente, ad alcuni bambini ed adolescenti, insorgano dei dolori alle articolazioni e che i genitori preoccupati dalla loro persistenza e ricorrenza si rivolgono al medico o al pediatra di fiducia per avere delle spiegazioni. Per questo, ci siamo proposti di scrivere questo breve ma completo articolo che ha lo scopo di dare delle corrette informazioni sul problema e di aiutare i genitori a conoscerlo ed affrontarlo meglio.

Cominciamo col dire che i dolori alle articolazioni nei bambini ed adolescenti che compaiono dopo uno sport praticato costantemente, sono attribuiti per la maggior parte delle volte alla crescita e vengono perciò comunemente chiamati “dolori della crescita”. Questo termine indica in realtà una malattia dello scheletro detta osteocondrosi che da un punto di vista strettamente medico consiste in un’alterazione del processo di ossificazione encondrale delle cartilagini di accrescimento delle epifisi, apofisi e metafisi articolari. In termini più semplici, si tratta di un’alterazione del processo di accrescimento, accrescimento a cui tutte le ossa vanno incontro. Tra i dolori articolari, quello più frequentemente lamentato dai bambini è quello al ginocchio. In questi casi si tratta dell’osteocondrosi apofisaria tibiale che è conosciuta anche comunemente come malattia di Osgood-Schlatter. Questa malattia prende il nome dal primo medico che nel 1903 la descrisse e ne soffrono in genere gli adolescenti tra i 12 ed i 15 anni, anni in cui, avviene la fase apofisaria della maturazione ossea della tuberosità tibiale. Una domanda frequente che in questi casi i genitori porgono al medico con curiosità è perché il dolore al ginocchio compare dopo la partita di calcio, la corsa o dei salti ripetuti. La spiegazione è da ricercare scientificamente e biomeccanicamente nella contrattura ripetitiva del muscolo quadricipite e nella tensione del tendine rotuleo che avviene durante l’esecuzione di alcuni movimenti come i salti e la corsa. Questo tendine inserendosi sull’apofisi tibiale anteriore infatti, la traziona ripetutamente provocando dolore proprio in questa sede così come illustrato in fig1. Ma come si devono comportare i genitori in queste situazioni? In questi casi, quando il dolore interessa solo un ginocchio è utile far eseguire al bambino delle radiografie che mostreranno nel caso di osteocondrosi una irregolarità dell’apofisi che apparirà o separata dalla tuberosità tibiale o frammentata (fig.2). Come esami, si possono anche effettuare una semplice ecografia o una risonanza magnetica nucleare del ginocchio che non esporranno i bambini a radiazioni ed aiuteranno comunque a fare diagnosi. Una volta riconosciuta la malattia, la cura consiste nell’alleviare il dolore del bambino con semplici gesti come quello di applicare del ghiaccio sul punto dolente più volte nel corso della giornata, di somministrare degli anti-infiammatori per bocca e di evitare gli sport che causano dolore almeno fino a quando scheletricamente l’apofisi non si sia fusa completamente con la tibia. La malattia in genere, si risolve dopo la crescita senza lasciare problemi e solo in pochissimi casi il dolore al ginocchio può persistere e può permanere una prominenza ossea esuberante sulla tibia. Ma oltre al ginocchio il dolore può interessare altre articolazioni? La risposta è si perché l’osteocondrosi può interessare anche altre ossa in accrescimento come ad esempio la parte posteriore del calcagno (fig.3). In questi casi si tratta della malattia di Sever-Blenke che colpisce proprio il nucleo apofisario di accrescimento del calcagno. Questo nucleo della tuberosità posteriore del calcagno viene quindi trazionato ripetutamente dal tendine d’Achille e questo causa il dolore tipico di questa malattia. Spesso, il disturbo è bilaterale e ciò ci può tranquillizzare, ma quando il dolore si presenta solo su un piede è invece opportuno prestare più attenzione e far eseguire al bambino delle radiografie. La cura di questo problema può essere semplice se viene esattamente diagnosticato dal pediatra o dall’ortopedico. Noi ortopedici consigliamo in questi casi, l’uso di calzature idonee che siano un po’ più alte sotto il tallone e l’astensione solo di determinate attività sportive. Il piede può anche essere sede di altre osteocondrosi come quella della base del 5° metatarso (malattia di Iseline), dello scafoide e della testa del 2° metatarso (malattia di Kohler I e II) o del 3° metatarso. Il bambino in questi casi lamenterà un dolore al mesopiede o all’avampiede e potrà anche zoppicare. L’uso di idonei plantari è la cura più efficace da effettuare in queste malattie. L’anca può anche essere colpita da questa malattia? si, anche l’anca può far male.Una coxalgia con zoppia può comparire quando il bambino cammina o si affatica e questo può far sospettare che ci sia un’osteocondrosi che interessa la testa del femore. In questo caso si può trattare della malattia di Legg-Calvé-Perthes dove una tempestiva valutazione dei sintomi, l’esame radiografico e l’ecografia delle anche sono elementi importanti che consentiranno ai medici di effettuare una precoce diagnosi e conseguentemente un precoce trattamento della malattia. Questa malattia in genere non desta preoccupazione perchè nella maggior parte dei bambini affetti, dopo la crescita si ha una guarigione spontanea. Solo in pochi casi, può essere indicato durante la crescita del bambino l’astensione del carico o l’uso di tutori di carico che hanno la funzione di centrare e posizionare la testa femorale nella normale sede acetabolare. L’ultimo disturbo articolare di cui parliamo, non ultimo però come importanza è il mal di schiena, in genere ne soffrono adolescenti e bambini che praticano costantemente la ginnastica artistica, il sollevamento di pesi, la danza, la palla a volo e questo disturbo compare più frequentemente tra i 7 ed i 10 anni. Da un punto di vista medico le malattie più frequenti che possono causare a questa età, questo disturbo sono due : la spondilolisi e spondilolistesi. La spondilolisi consiste in un’interruzione dell’istmo della vertebra mentre la spondilolistesi consiste nello scivolamento della vertebra. L’interruzione dell’istmo della vertebra potrebbe secondo alcuni verificarsi solo in casi specifici e predisposti già dalla nascita, mentre secondo altri potrebbe essere dovuto a dei microtraumi ripetuti che si verificherebbero durante ripetuti e specifici movimenti e specifiche attività sportive. Ma questi disturbi alla schiena si risolvono dopo la crescita? Nella maggior parte dei casi si. Di spondilolisi di solito si guarisce spontaneamente dopo la crescita, ma bisogna comunque sapere che in alcuni casi è bene far seguire il bambino dall’ortopedico perché potrebbe necessitare di una terapia chinesica come una ginnastica posturale, un potenziamento della muscolatura del tronco ecc. Un’attenzione in più merita poi la spondilolistesi. In questi casi è consigliabile far eseguire visite specialistiche periodiche e controlli radiografici fino alla maturità scheletrica per valutare l’evoluzione della malattia. Vogliamo concludere quest’articolo tranquillizzando i genitori in merito ai dolori articolari che possono comparire dopo determinati sport che vengono praticati in modo costante dai bambini e dai nostri adolescenti. La maggior parte dei dolori articolari che compaiono durante la crescita e con determinate attività sportive praticate costantemente, non devono destare quindi esagerati allarmismi e sproporzionate preoccupazioni. Se si tratta di osteocondrosi, si tratta per lo più di disturbi, che in genere, guariscono una volta terminata la crescita senza causare problemi nell’età adulta. È comunque importante che il genitore che nota il problema si rivolga ad uno specialista in modo che venga effettuata una corretta diagnosi e cura della eventuale malattia. Lo sport e le attività fisiche hanno un ruolo importante e positivo nello sviluppo dei bambini. Un’attività sportiva praticata in modo costante, adeguato e corretto non può che far bene ai nostri bambini ed adolescenti. L’insorgenza del dolore articolare se dovuto all’osteocondrosi, si manifesta il più delle volte soltanto dopo specifici sport e movimenti e quello che è consigliabile evitare sono esclusivamente dei determinati movimenti e stress sulle articolazioni affette, questo non vuol dire proibire al bambino tutti gli altri sport e movimenti. Il medico specialista potrà quindi dare delle giuste indicazioni sul tipo di attività sportiva che il bambino potrà tranquillamente praticare senza alcun problema.

Bibliografia

F. Postacchini e coll. Ortopedia e Traumatologia. Antonio Delfino Editore

G.Canepa e G. Stella Trattato di Ortopedia Pediatrica vol. 3 Piccin Editore

SEI DONNE SU 10 VOGLIONO PANCIA PIATTA E GLUTEI SCOLPITI

Per il 75% delle rappresentanti del gentil sesso, il nuovo anno fa rima con ‘recupero della forma fisica’, con una particolare attenzione alla ‘battaglia’ nei confronti della cellulite. Per la maggior parte delle italiane la priorità è riacquistare le curve giuste del lato b e avere un addome da invidia. E in loro aiuto arrivano innovativi trattamenti hi-tech.
Passare più tempo in famiglia (85%), ma anche prendersi cura di se stesse (82%) a partire da un’attenzione maggiore nel recupero della propria forma fisica (75%).
Con l’inizio di un nuovo anno è abitudine diffusa fare una lista di buoni propositi da attuare e mantenere per i successivi 12 mesi. In cima alla classifica quest’anno spicca una particolare attenzione al proprio benessere. Per le donne italiche l’obiettivo è chiaro: in primis, smaltire le calorie accumulate dalle recenti abbuffate natalizie, e fare di tutto per liberarsi da quello che per 8 donne su 10 è il peggior nemico, la cellulite.Una problematica generata da un accumulo di adipe e che, come rilevato dallaSocietà Italiana di Medicina e Chirurgia Estetica, nel 95% dei casi colpisce le donne e nel 5% gli uomini e che si concentra soprattutto nell’interno ed esterno coscia e glutei, considerate zone sensibili per la vanità femminile. In cima ai buoni propositi, per 6 donne su 10 (58%) spicca il rassodamento a glutei, seguito da addome (57%), interno coscia (55%). Per 1 su 2, il 49% delle donne, un aiuto può arrivare direttamente dalla tecnologia, vista come un alleato con cui recuperare le curve giuste attraverso trattamenti mirati ed efficaci. Ad aiutare le donne a rimodellare le proprie forme è l’innovativo trattamento hi-tech Icoone considerato dagli esperti come il più efficace.
È quanto emerge da uno studio condotto da Esthelogue – appartenente al Gruppo El.En. che da oltre trent’anni produce tecnologie laser per la medicina, la dermatologia e la chirurgia – attraverso con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 1800 italiane di età compresa tra i 18 e i 65 anni, attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community dedicate, oltre che su 70 testate internazionali, per scoprire quali sono i buoni propositi delle italiane legati alla cura del proprio corpo.
“Grazie al suo sistema di rullo con 1.160 micro-alveoli – spiega il prof. Maurizio Cavallini, specialista in chirurgia plastica e responsabile del servizio di dermato-chirurgia del Centro Diagnostico Italiano di Milano – Icoone Laser interviene su più fattori garantendo maggiori risultati: il miglioramento della circolazione grazie a massaggio ed al led; il miglioramento della tonicità cutanea grazie al laser; il miglioramento della circonferenza laddove si determinano gli accumuli di grasso; il miglioramento del grado di ritenzione grazie al sistema a vuoto. I benefici – conclude il prof. Cavallini – cominciano a vedersi già dopo 2-3 sedute ma si consolidano dopo una dozzina di sedute. Quindi per vedere in modo significativo un risultato occorrono circa tre mesi di tempo. Ma occorre considerare che la lotta alle cellulite non può durare tre mesi, dal momento che anche dopo il trattamento occorre tenere uno stile di vita che permette di continuare a combattere questo inestetismo molto fastidioso e un programma di mantenimento eseguito conIcoone per permettere un risultato e un beneficio più costanti nel tempo”.
Ad essere più sensibili sono soprattutto le over 35 (48%), seguite dalle fascia che va dai 25 ai 30 (43%). Un’esigua minoranza è invece rappresentata dalle ragazze dai 18 ai 24 anni (9%) che, seppur ancora giovani, dimostrano di prestare una particolare attenzione al loro corpo.
E come raggiungere l’agognato obiettivo? Per 1 donna su 2 la soluzione rimane la palestra (58%) dove seguire un piano di esercizi mirato e continuativo; senza dimenticare l’abbinamento con un regime alimentare controllato e bilanciato (51%). Ma non solo questo: per poter ottenere dei risultati mirati e duraturi, il 49% delle rappresentanti del gentil sesso, un aiuto arriva direttamente dalla tecnologia, grazie ad apparecchiature brevettate con cui ottenere un rimodellamento del corpo. Tra questi, tra i più diffusi è il sistema brevettato Icoone,
Essere più belli genera dei riflessi anche su come ci si vede nei confronti degli altri e di se stessi: per questa ragione sono in molti a ritenere che pensare più a se stessi dal punto di vista fisico, permetta anche di ‘rigenerare’ la propria autostima.
“Legittimo cercare la bellezza e la forma fisica – afferma Michele Cucchi, psichiatra e direttore sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano – Legittimo perché la vanità aiuta, come spinta pro sociale,  a piacersi e piacere agli altri e quindi a inserirci come animali sociali nei gruppi”.

I SEI BUONI PROPOSITI DELLE DONNE ITALIANE:

FONDO SCHIENA TONICO E PERFETTO DI SHAKIRA (58%)
PANCIA PIATTA COME BAR RAFAELI (57%)
INTERNO COSCE LEVIGATO DI GISELE BUNDCHEN (55%)
BRACCIA TONICHE DI MARIA SHARAPOVA (49%)
I POLPACCI AFFUSOLATI ALLA JULIA ROBERTS (43%)
GINOCCHIA BEN TORNITE DI EMMA STONE (38%)
 

Le cure naturali per l’asma

L’asma bronchiale è una patologia infiammatoria cronica delle vie aeree che provoca una serie di sintomi tra i quali quello principale è il broncospasmo, ovvero un’improvvisa contrazione delle fibre muscolari lisce della parete bronchiale. Il broncospasmo si associa ad un’ipersecrezione di muco denso provocando una difficoltà nel passaggio dell’aria nelle fasi di espirazione. L’andamento di questa patologia è sempre cronico, anche se i fenomeni clinici possono manifestarsi improvvisamente in alternanza con lunghi periodi di remissione. L’esordio della malattia può avvenire a qualsiasi età in relazione alle cause, anche se solitamente avviene nei primi 20 anni di vita. Tuttavia, sempre più frequentemente vengono segnalati casi di insorgenza tardiva, in età adulta o geriatrica: in questi quadri, l’asma risulta più severa e meno facilmente reversibile rispetto alla comparsa della patologia nelle fasce d’età più giovani. I sintomi sono chiari ed evidenti: durante la crisi, definita accesso asmatico, il soggetto è prostrato e sofferente, manifesta un senso di costrizione toracica con dispnea, “fame d’aria”, tosse stizzosa e non produttiva. A volte, nella fase terminale dell’attacco, avviene l’espettorazione di abbondante secreto mucoso e denso, che procura un sensibile sollievo respiratorio. In alcuni casi, la tosse rappresenta la principale, se non l’unica, manifestazione clinica dell’asma. Il soggetto è angosciato, il colorito è terreo e la cute è bagnata da sudore freddo; qualsiasi movimento, anche il solo parlare, costa grande fatica e l’asmatico cerca di concentrare tutte le sue energie nel tentativo di respirare. La crisi è accompagnata da fischi, sibili e battito cardiaco accelerato (tachicardia). In tutte le sue diverse manifestazioni, l’asma si accompagna sempre ad un’iperattività bronchiale che caratterizza tutta la vita del soggetto. 

La patologia asmatica è causata da molteplici fattori (genetici, allergici, emozionali, professionali, farmacologici) e viene distinta in due forme: l’asma allergica (atopica o estrinseca), che si manifesta generalmente già nell’infanzia e si associa spesso ad altre patologie allergiche come le riniti, gli eczemi e l’orticaria.  In questa forma l’andamento è stagionale e l’insorgenza è legata agli allergeni coinvolti nel periodo della fioritura (ad esempio i pollini); in alcuni casi la crisi asmatica è causata da altri agenti esterni con cui il soggetto entra in contatto come polveri di casa, peli di animali ecc. Anche un clima fortemente secco o umido può scatenare un accesso asmatico.

L’asma non allergica (detta idiosincrasica o intrinseca) è tipica dell’età adulta: c’è una predisposizione individuale di base, ma le cause determinanti della patologia sono le infezioni da virus e batteri (influenza, bronchite, pertosse, morbillo) e l’inquinamento ambientale. Altre cause importanti sono quelle professionali (inalazione di sostanze irritanti), l’assunzione di farmaci (acido acetilsalicilico) e lo sforzo fisico. Alcuni fattori meccanici (attività sportiva, ridere eccessivamente, assumere cibi freddi) ed emotivi (stati d’ansia o di rabbia) e altre patologie, come il reflusso gastroesofageo, possono scatenare l’attacco.

La sintomatologica asmatica è legata anche ad un complesso simbolismo psicosomatico. Il meccanismo del broncospasmo riflette lo schema psicologico-affettivo del soggetto preso in carico dal corpo, poiché l’aria che egli tenta di trattenere corrisponde al nutrimento che ci permette di vivere, quindi è strettamente correlato all’elemento materno. Infatti,  il problema centrale dell’asmatico è legato ad un’eccessiva e non risolta dipendenza dalla madre, o da chi la rappresenta. In questa dinamica complessa, la madre manifesta un amore ambivalente: in modo quasi impercettibile, fa capire al figlio che all’interno del legame ci sono delle regole che lei ha stabilito e che lui non deve oltrepassare; se ciò dovesse avvenire, la conseguenza sarebbe la sospensione di quell’amore vitale, simboleggiato dall’aria.  Ogni qualvolta il soggetto cerca di mettere in atto una scelta autonoma, si attiva la paura arcaica di essere privati dell’aria/amore: la crisi asmatica scatta per cercare di trattenere quanta più aria possibile. Ma più questa viene trattenuta, più è impossibile l’ingresso di altra aria, per questo il soggetto ha la reale percezione del soffocamento. L’asmatico ha vissuto in un ambiente carico di tensioni e di aspettative continue, dove il rimprovero costante di deluderle ha invaso l’aria, anche senza essere mai stato pronunciato.

La medicina alternativa utilizzata per trattare l’asma non si contrappone né tenta di sostituirsi a quella convenzionale ma, al contrario, attraverso la sinergia dei due approcci diventa uno strumento completo di cura e prevenzione orientato alla persona e alla sua costituzione psicofisica, utilizzando rimedi che non aggiungono effetti collaterali ai già gravosi sintomi e gestiscono la patologia anche dal punto di vista della prevenzione.


Antimonium tartaricum 5 CH

È uno dei più importanti rimedi omeopatici per l’asma; la sua sfera d’azione è sull’apparato respiratorio, con tutte le patologie ad esso correlate (bronchiti acute e croniche, broncopolmoniti ecc.) e sulla cute. L’asma di Antimonium si presenta con una forte ostruzione bronchiale, dispnea, ipersecrezione di grandi quantità di muco denso difficili da espettorare. Il soggetto è pallido, prostrato, ha gli occhi cerchiati da occhiaie bluastre; la tosse è scarsa, con rantoli e respiro affannoso. I sintomi peggiorano con il calore e stando distesi mentre migliorano con l’espettorazione e se il soggetto si siede. L’asma si presenta sia nei bambini che negli anziani; quest’ultimi, in particolare, sviluppano delle turbe respiratorie croniche accompagnate dalla triade di sintomi prostrazione-pallore e sonnolenza. Uso: 3 granuli sublinguali 3 o 4 volte al dì.

Kalium carbonicum  9-15CH

Il rimedio ha un’azione generale su tutte le mucose (respiratorie, digestive, genitali), sul sistema circolatorio, articolare e nervoso centrale. La crisi asmatica si presenta principalmente di notte (tra le 2 e le 4 del mattino) con dispnea, respirazione è faticosa, fischiante e sibilante, tosse incessante e violenta con secrezioni espulse bruscamente in piccole masse grigiastre e sensazione di dolore alla base polmonare destra. I sintomi peggiorano con il freddo e migliorano stando seduti, piegati in avanti con i gomiti appoggiati alle ginocchia. I soggetti Kalium carbonicum si ammalano facilmente alle vie respiratorie, sono ansiosi per tutto e manifestano una sindrome depressiva con ipersensibilità alle stimolazioni esterne. Uso: 3 granuli sublinguali 3 o 4 volte al dì.


Blatta orientalis  5-7-9CH (forma acuta) o 15-30CH (forma cronica)

Il rimedio si utilizza nelle bronchiti asmatiformi acute, con notevole ostruzione bronchiale, a volte accompagnate da febbre. La crisi asmatica si presenta con respiro ansimante, dispnea migliorata dall’espettorazione, accumulo di muco, rantoli e sibili. I sintomi sono scatenati o aggravati da allergeni come muffe, polveri di casa, umidità o provocati da uno sforzo. Uso: 3 granuli sublinguali 3 o 4 volte al dì nella fase acuta; 3 granuli sublinguali mattina e sera nella forma cronica.


Ipeca
 5-7CH

Il rimedio ha un’azione generale a livello delle mucose dell’apparato respiratorio e digestivo; indicato per bronchiti acute, bronchioliti e pertosse. L’asma di Ipeca si manifesta con tosse spasmodica accompagnata da nausea e vomito, rantoli e sibili, ipersalivazione, senso di soffocamento e eccesso di muco nei bronchi che il soggetto non riesce ad espettorare. La lingua è pulita o scarsamente patinosa. La forma asmatica di questo rimedio è cronica, torna periodicamente ogni anno e rende il soggetto debole, pallido e senza forze. I sintomi peggiorano con il movimento e il freddo, mentre migliorano con il riposo e all’aria aperta.  Uso: 3 granuli sublinguali 3 o 4 volte al dì.

Arsenicum album 7-9CH

Nella clinica omeopatica è il rimedio d’elezione per l’asma e si utilizza per le crisi asmatiche prevalentemente notturne, con tosse secca e scarsa, che peggiorano stando sdraiati o tenendo la testa bassa, con il movimento e con l’aria fredda. Il soggetto che corrisponde al rimedio vive le crisi con ansia e angoscia, desidera muoversi e camminare, teme di morire soffocato; il viso è segnato da occhiaie profonde. L’asma migliora stando seduto o piegandosi in avanti. Spesso i disturbi asmatici si alternano a quelli cutanei (eruzioni).  Arsenicum album viene prescritto spesso per l’asma periodica degli anziani.  Uso: 3 granuli sublinguali 3 o 4 volte al dì.

Drosera 7-9CH
Questo rimedio agisce su varie affezioni, in particolare su quelle dell’albero respiratorio come laringiti, tracheobronchiti, pertosse. La crisi d’asma si presenta soprattutto la notte con tosse secca, spasmodica e soffocante con senso d’oppressione o dolore al petto come se “l’aria fosse trattenuta e non potesse essere espirata”. Spesso si verifica un’irritazione catarrale a livello della laringe con sensazione di solletico o di corpo estraneo che provoca lo stimolo della tosse; quest’ultima si accentua parlando velocemente, ridendo o cantando. I sintomi migliorano con il movimento e con la pressione delle mani, in presenza di dolori costali o addominali provocati dalla tosse. La crisi può essere accompagnata da segni concomitanti come cianosi del volto e febbre con cefalea costrittiva.
Uso: 3 granuli sublinguali 3 o 4 volte al dì.


Sambucus nigra 5-7CH

Il rimedio agisce principalmente sull’apparato respiratorio, in particolare su quello dei bambini: una laringite stridula sveglia bruscamente il malato di notte con un senso di soffocamento e una tosse improvvisa e dispnoica, sudorazione profusa che cessa quando il soggetto si riaddormenta. Il sintomo migliora stando seduti e peggiora a testa bassa e con l’aria fredda e secca. Sambucus può presentare anche una forma di rinite con ostruzione nasale. Uso: 3 granuli sublinguali 3 o 4 volte al dì.

Dulcamara 5CH

Dulcamara si utilizza per i soggetti estremamente sensibili al tempo umido nei quali le crisi d’asma sono scatenate dall’umidità, soprattutto quella conseguente ad un periodo di caldo, all’esposizione al freddo umido e al tempo piovoso o nebbioso. Il soggetto si raffredda facilmente dopo aver sudato o essersi bagnato. La crisi asmatica si accompagna a tosse secca, roca, abbaiante, con difficoltà respiratoria e espulsione di muco che spesso resta nell’ipofaringe costringendo il malato a raschiarsi la gola. Spesso l’asma compare in associazione al raffreddore e alla febbre da fieno che si verifica tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Uso: 3 granuli sublinguali da 1 a 3 volte al dì.

Poumon Histamine 15CH

Questo bioterapico contiene numerosi mediatori delle allergie e delle infiammazioni ed è quindi indicato nella regolazione dei meccanismi della reazione allergica, in particolare a livello delle vie respiratorie. Si utilizza per asma, allergie respiratorie e cutanee. Uso: 3 granuli sublinguali da 1 a 3 volte al dì.

FITOTERAPIA

ELICRISO (Helichrysum italicum G. Don) TM

La pianta ha un’azione balsamica, spasmolitica bronchiale, sedativa della tosse e antiallergica. E’ indicata nell’asma, specie nella forma allergica, nelle bronchiti catarrali, nelle riniti e nelle irritazioni cutanee di origine allergica. Uso: 20 gocce di TM in poca acqua da 1-2 volte al giorno, al risveglio. Evitare l’uso nelle malattie occlusive delle vie biliari, in gravidanza e allattamento. Assumere solo dietro consiglio medico.

PIANTAGGINE (Plantago major L.) TM

Questa pianta trova applicazione nelle infiammazioni dell’apparato respiratorio e ha proprietà antibatteriche, espettoranti e sedative. Grazie alla presenza del glucoside aucubina, contenuto nelle foglie fresche, la Piantaggine ha anche un’azione antiallergica e decongestionante. E’ indicata in caso di asma allergica, bronchite asmatiforme, rinite. Uso: 30 gocce di TM in poca acqua 1-3 volte al giorno. Assumere in gravidanza, allattamento e in associazione con altri farmaci solo dietro consiglio medico.

GEMMOTERAPIA

VIBURNO(Viburnum Lantana L.)MG 1DH

Il Viburno si utilizza nell’asma bronchiale, anche allergica, in tutte le sue forme (episodica, intermittente, periodica, continua), nella bronchite cronica asmatiforme, nella dispnea sibilante. Ha un’azione broncodilatatrice e regola il tono bronchiale. Utile l’associazione con Ribes Nigrum gemmoderivato.Uso: 30-40 gocce di MG in poca acqua ogni sera. Assumere in gravidanza, allattamento e in associazione con altri farmaci solo dietro consiglio medico.

RIBES NERO (Ribes nigrum L.) MG 1DH

Il Ribes nero è il gemmoterapico d’elezione per le sindromi allergiche: esso agisce al livello della corteccia surrenale e ha un effetto cortisonico-simile. E’ indicato per riniti, congiuntiviti, faringiti, laringiti, asma bronchiale, dermopatie allergiche, bronchiti, orticarie. Controindicazioni: in soggetti predisposti può provocare un aumento della pressione arteriosa. La foglia di Ribes nero ha un’azione diuretica, pertanto è sconsigliata la somministrazione in associazione con diuretici per l’insufficienza cardiaca o renale. Uso: 30 gocce di MG in poca acqua 1-2 volte al giorno, preferibilmente al mattino. Assumere in gravidanza, allattamento e in associazione con altri farmaci solo dietro consiglio medico.

OLIGOTERAPIA

Manganese (Mn) Zolfo (S) e Fosforo (P)

L’oligoterapia inquadra l’asma all’interno della diatesi allergica (detta anche “del Manganese”) che interviene in tutte le patologie di tipo allergico come riniti, eczema, asma, orticaria. Il Manganese ha un’azione desensibilizzante, lo Zolfo è indicato in tutte le forme d’asma mentre il Fosforo è coadiuvante nel trattamento degli spasmi respiratori. Uso come preventivo: Manganese, 1 fiala alla settimana per 2 mesi; Zolfo, 1 fiala 3 volte alla settimana per 2 mesi; Fosforo, 1 fiala 3 volte alla settimana per 2 mesi. Nella fase acuta: Manganese, 1 fiala alla settimana; Zolfo, 1 fiala al giorno; Fosforo, 1 fiala al giorno.

 

SALI DI SCHÜSSLER

Kalium sulfuricumD6

Rimedio indicato per bronchiti catarrali con espettorazione gialla, acquosa e appiccicosa che peggiora la sera e negli ambienti chiusi e caldi. E’ utile per tutte le infiammazioni croniche (bronchiti, faringiti, laringiti) e facilita l’escrezione e la disintossicazione. Uso: 1 o 2 compresse sublinguali, 2 o 3 volte al dì.

Natrium sulfuricum D6

Questo rimedio si utilizza per l’asma e il raffreddore scatenati dall’umidità e dallo sforzo fisico; la tosse è dolorosa e accompagnata da dispnea, rantoli e muco giallo/verdastro che ostruisce il torace.  Uso: 1 o 2 compresse sublinguali, 2 o 3 volte al dì.

 

Marta Chiappetta e Rocco Carbone